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OF FEATHER AND BONE - Death Metal sulfureo
18/12/2020 (582 letture)
Atteso al varco dopo il buono Bestial Hymns of Perversion, i deathster Of Feather And Bone pubblicano il nuovo album Sulfuric Disintegration (qui la recensione), che sta venendo ben accolto dalla critica. I nostri propongo un death metal bello sparato con molti riff e pochi rallentamenti. Abbiamo raggiunto Alvino, uno dei tre membri, per raccontarci di più in merito all'album e per conoscere il prossimo futuro del gruppo.

Pez: Ciao Alvino, benvenuto su Metallized! Questa è la nostra prima intervista con i Of Feather And Bone. Prima di tutto, come va? Com'è la situazione Covid in America?
Alvino: Hey ragazzi, grazie per aver voluto parlare con noi! Noi stiamo tutti bene. Cerchiamo di stare bene e al sicuro sperando di poter tornare in tour. Finché quel giorno non arriverà, cerchiamo di restare attivi scrivendo musica.

Pez: Prima di parlare del vostro nuovo album Sulfuric Disintegration, vorrei chiedervi se siete soddisfatti dei risultati ottenuti con la vostra precedente uscita Bestial Hymns of Perversion.
Alvino: Bestial Hymns of Perversion è stato il vero momento dove siamo stati capaci di mostrare alle persone cosa questa band realmente fosse. Siamo stati capaci di seppellire il nostro passato e scrivere ed esibirci nel modo in cui volevamo. La risposta è stata meglio di quanto potessimo chiedere, volevamo scrivere un album che avremmo voluto anche ascoltare e siamo stati felici del risultato, esattamente così come vedevamo le altre persone felici con quel disco.

Pez: Iniziamo a parlare del vostro nuovo album Sulfuric Disintegration. Come si è svolto il processo di scrittura dei brani? Avete voluto provare nuovi metodi o vi siete affidati ai vostri standard?
Alvino: Il processo, nel complesso, è stato bene o male simile al solito metodo con cui scriviamo. Abbiamo stoppato per un periodo la scrittura a causa del mondo che stava andando a quel paese, ma quando abbiamo deciso di metterci sotto per ultimare il disco, tutto il nostro focus e il nostro tempo erano indirizzati al completamento. Siamo stati in grado di portare nuovi metodi e stili sulla tavola da disegno e questo ha condotto a dei cambiamenti che credevamo rischiosi, ma nonostante ciò abbiamo detto “fanculo!, scriviamo e suoniamo solamente quello che ci viene naturale”.

Pez: Ho ascoltato il disco (che ho apprezzato parecchio) e ho immediatamente notato che in svariate canzoni ci sono molti cambiamenti di riff che tengono focalizzato l'ascoltatore nel corso delle poche tracce di cui è composto il disco, di breve durata. Come connettete i riff tra di loro e come riuscite a dare un filo logico alle canzoni?
Alvino: Essere in grado di scrivere tutte le canzoni come un unico grande insieme è stato per noi naturale, poiché nessuna traccia è stata scritta mesi prima. Con ciò, il nostro chitarrista DG ha solamente scritto i riff che gli venivano. Nonostante non ci siano molti brani, le sei canzoni contengono molti e differenti riff: in fase di scrittura, sentivamo che forse alcuni di essi non suonavano bene collegati, ma registrandoli apparivano invece legati insieme in modo perfetto senza volerlo. Il nostro processo di scrittura è organico e quando ci piace qualcosa ci focalizziamo su quello e lo rivisitiamo centinaia di volte finché non siamo soddisfatti. Succede inoltre che certe volte cambiamo parti intere di canzoni o riff rivisitandoli totalmente.

Pez: Pensi che nel nuovo album degli Of Feather And Bone ci sarà più spazio dedicato all'aspetto più “in your face”, più diretto, rispetto ad un approccio “doomy”? Ho notato che ci sono meno momenti lenti in questo disco rispetto al lavoro precedente...
Alvino: Tentiamo sempre di tenere in mente la dinamicità mentre scriviamo. Se tentiamo forzatamente di rallentare le cose, verranno fuori in maniera totalmente innaturale. Se suoniamo veloci è perché siamo bravi a farlo. Il blasting continuo è una cosa che abbiamo sempre fatto come band ed è uno dei punti forti della nostra formazione a livello musicale. Per quello che verrà, ho il presentimento che rimarremo su queste corde, ma proveremo sempre a spingere i riff per migliorarci e per vedere di quanta pazzia può essere dotata una canzone.

Pez: Ci puoi parlare delle liriche del disco? Ho letto che avete anche una componente dedicata al mondo azteco. Cosa vi affascina di questo periodo storico?
Alvino: Per quando riguarda l'aspetto azteco, è un elemento rintracciabile soltanto in una canzone (Pious Abnormality, NDR) presente in Bestial Hymns of Perversion. Anche Resounding from the Depths ha preso qualche riferimento da quel mondo ma nel complesso è diverso. Io prendo ispirazione da un punto di vista anti-cristiano, la maggior parte dei miei testi ha questo filo conduttore. Attingendo da una prospettiva azteca, che è anche la mia eredità, si è trattato di usare il misticismo e la sfera rituale di quella civiltà per raccontare di come le culture indigene di tutto il mondo siano state quasi tutte cancellate dal colonialismo e dall'espansione del cristianesimo. Lo spazzare via tutte quelle culture indigene e sostituirle con Bibbia e bugie è una delle più grandi farse storiche, dal mio punto di vista.
Quando si è trattato di scrivere i testi di Sulfuric Disintegration, tuttavia, non volevo focalizzarmi in particolare su quello. Ci sono molte band che lo usano come tema principale e ho voluto lasciarlo a loro perché penso che lo facciano bene. Per questo nuovo album ho scelto di raccontare come il fanatismo e l'oppressione religiosa conducano ad un argomento molto taciuto nelle nostre società conservatrici: il suicidio. È qualcosa che le culture precedenti vedevano come un aspetto glorioso o onorevole. Siamo stati portati a vederlo come qualcosa di tragico e come risultato ultimo della depressione. L'innata curiosità della morte è qualcosa che vive in tutti noi. È il percorso definitivo che imboccheremo tutti, alcuni prima di altri ovviamente, ma ci è stato detto di temerlo perché è la fine di tutto. Quando pensiamo al suicidio, ci muoviamo verso un luogo oscuro. In questi testi, il tema del suicidio è il filo conduttore ed è legato al sentimento anticristiano per descrivere ciò che l'oppressione causa in tutti noi. Che si tratti di follia, tristezza, dolore, scoppi di rabbia, voci inesplicabili che ti trascinano ogni giorno verso il basso o, più semplicemente, il finire questa vita. Qualunque sia la causa, si tratta di morte. Siamo una band death metal. Crediamo che la morte sia ovunque intorno a noi ogni giorno, in ogni momento, e indugia su tutti noi ogni secondo che passa. Tuttavia, a volte i demoni che vedi ritratti nelle opere d'arte non provengono da un abisso profondo, ma vivono dentro il nostro cervello e la nostra psiche e non possono mai essere spiegati completamente.

Pez: Se l'artwork di Bestial Hymns of Perversion fu immediato, questo di Sulfuric Disintegration è molto più difficile da decifrare e analizzare. Puoi raccontarci di più riguardo al suo sviluppo?
Alvino: Decisamente. Quando abbiamo chiesto al nostro amico Rotten Realm di realizzare la copertina, non volevamo un altro quadro di un panorama, ce ne sono a decine in giro. Volevamo qualcosa che rappresentasse l'idea sonora di cosa la nostra band è. È qualcosa di vertiginoso, caotico, nel complesso difficile da decifrare per l'ascoltatore medio di musica metal. Credo che l'opera d'arte che ha realizzato lo descriva in modo fantastico. È un paesaggio? Si tratta di un marasma di colori e forme? È un demone che sta volando? Niente di tutto questo è certo, ma è tutto lì per l'interpretazione dell'ascoltatore. Nel complesso, penso che la copertina sia stata concepita in un modo che ha davvero incontrato l'equivalente visivo di ciò che è la nostra musica.

Pez: Sulfuric Disintegration è il vostro secondo album che pubblicate con Profound Lore Records. Come vi state trovando? Siete soddisfatti di questa collaborazione?
Alvino: Lavorare con Profound Lore è stato fantastico. Un rapporto molto semplice e trasparente con poca pressione e invasione. Hanno creduto in noi fin dall'inizio e ci hanno davvero aiutato a diffondere la nostra “peste” a moltissime nuove persone.

Pez: Voglio chiederti cosa pensi di questo revival incentrato sull'old school death metal. I primi nomi che mi vengono in mente possono essere Dead Congregation o Cruciamentum. Ti senti di appartenere alla stessa scena o vuoi trovare il tuo posto con la band in questo genere musicale?
Alvino: Con questo disco, mentre lo stavamo scrivendo, ci siamo ritrovati a percorrere una linea più black metal. E mentre la scrittura andava avanti, ci siamo semplicemente appoggiati ad essa. Penso che il ritorno dello stile old school death metal abbracci molte varietà differenti, che si tratti del Florida-sound, della Svezia, della Finlandia ecc.. I Dead Congregation e i Cruciamentum sono entrambi gruppi fantastici ed entrambi incarnano ciò che il death metal contemporaneo dovrebbe suonare. Non deve essere eccessivamente accessibile, deve avere dei riff con della sostanza, dell’estetica e dello stato d’animo generale che non siano banali, ma veri. Non vogliamo adattarci alla moda attuale, siamo qui per essere longevi. Tenendo ben presente ciò, vogliamo continuare a scrivere in un modo che ci consenta di continuare ad evolverci e a crescere anche quando questa fiamma si spegnerà.

Pez: Visto il periodo e l'impossibilità di andare in tour, avete già iniziato a lavorare su nuova musica in attesa di poter tornare sui palchi?
Alvino: Assolutamente. Siamo in procinto di muovere i primi passi per scrivere qualcosa di inedito. Nuovo album? EP? Demo? Split? Non ne siamo ancora sicuri. Scriveremo e vedremo cosa succederà ma saremo sicuramente preparati per quando saremo di nuovo in grado di tornare in tour, dove potremo iniziare a proporre questo nuovo disco dal vivo.

Pez: Ok Alvino, io non ho altre domande, grazie per il tuo tempo. Spero di vedervi live prima o poi, magari in Italia, perché sono convinto che sentire la vostra musica live sia l'unico modo per apprezzarla al meglio. Sei libero di dire ciò che vuoi ai nostri lettori.
Alvino: Assolutamente, l'unico modo per godere appieno della band è vederci dal vivo. Speriamo che l'Italia sia presente nel nostro futuro, è una parte di mondo che abbiamo sempre voluto vedere. Ma fino ad allora, ascoltate Sulfuric Disintegration ai volumi più alti che il vostro stereo può riprodurre. Grazie per averci letto!



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