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GRAFIKA 80! - Italian New Wave, Punk, Dark, Industrial
13/12/2020 (677 letture)
Una goduria per gli occhi e un abbeveratoio per i ricordi, questo è Grafika 80!, il nuovo libro di Matteo Torcinovich – già autore dell’ottimo Punkouture. Cucire una rivolta (1976-1986) del 2019 e di Pics off! L'estetica della nuova onda punk. Fotografie e dischi (1976-1982) del 2016 – edito da Goodfellas alla fine dello scorso ottobre.
Torcinovich è una figura più che nota all’interno della scena musicale italiana degli anni ’80 e il suo raggio di influenza si è sempre concentrato intorno al punk e alla sua diffusione nel nostro paese, nel momento in cui a Londra il movimento si trovava già verso l’alba del tramonto: membro attivo di realtà come Death Tricheco e Plastic Flowers, la sua opera più importante rimane quella attuata grazie al collettivo denominato Produzioni Tecnofobiche, un’etichetta puramente D.I.Y. con la quale venivano prodotti e sponsorizzati non solo dischi e relativi musicisti, ma anche spettacoli teatrali, libri di poesie, quadri e fanzine.
Proprio da quest’ultime ha inizio la trattazione di Grafika 80!, un libro dove a parlare sono sostanzialmente le immagini – e che immagini! – mentre le parole hanno un ruolo comprimario e vengono impiegate solamente per fornire degli spunti di riflessione sugli argomenti trattati, oltre che per fornire brevi testimonianze dei protagonisti diretti di quegli anni e allegare didascalie che inquadrano in modo conciso ogni immagini riportata.

Ma qual è dunque l’argomento cardine del volume? In queste 272 pagine l’autore decide di riversare in tre ampie sezioni narrative un bagaglio di reperti e documenti grafici invidiabili atti ad illustrare tre dei temi principali che dominavano la scena indipendente artistica degli anni ’80: le fanzine, le audiocassette e la pubblicità creativa. Partendo dalla nascita del punk in Inghilterra e la conseguente folgorazione dovuta all’ascolto di Never Mind The Bollocks dei Sex Pistols, Torcinovich inizia a costruire una sorta di cronistoria per immagini di quella che è stata fondamentalmente la nascita della scena rock alternativa italiana, un movimento dapprima sfilacciato e poi via via sempre più coeso e unitario, grazie anche ad eventi segnanti come il Bologna Rock, mega concerto tenuto nel Palasport del capoluogo emiliano nell’aprile del 1979, che vide sul palco artisti come Confusional Quartet, Gaznevada e Skiantos.
Questa scena musicale è legata a doppio filo alla contemporanea produzione di numerose fanzine indipendenti che vengono catalogate con precisioni minuziosa dall’autore nel corso della prima sezione del libro: queste produzioni cartacee, che potevano contare pochissime uscite per poi svanire nel nulla per mancanza di fondi o per motivi molto più elementari – parliamo sempre e comunque di opere completamente indipendenti nella quasi totalità dei casi, in puro spirito Do It Yourself – erano veri catalizzatori per gli appassionati del nuovo rock e vedere qui riportate le pagine di fanzine come Plexiglas (Modena, 1980), Schwarzkog (Roma, 1982-1985) o Amen (Milano, 1983-1988) è commovente; non si può fare a meno di emozionarsi di fronte a una passione esplicitata così apertamente, sia per la musica che per l’arte grafica, così come talvolta si sorride di fronte a pagine che oggi possono risultare quasi infantili, oltre che datate, non solo per i disegni e le grafiche, ma anche e soprattutto per lo stile comunicativo adottato, che appartiene ormai a un’altra epoca.
Una delle riflessioni più interessanti che Torcinovich espone e porge al lettore è quella relativa all’importanza, al significato e ai numerosi simboli che una macchina allo stesso tempo giurassica e futuristica come la fotocopiatrice Xerox portava con sé all’alba degli anni ’80 e di come essa si sia trovata a dover interagire in un secondo momento con l’avvento dei primi computer. In quegli anni termini come “macchina” ed “Era digitale” sono all’ordine del giorno e musicalmente invece non può mancare almeno un sintetizzatore in qualunque band che voglia definirsi moderna o all’avanguardia; ma se l’autore ha creato un collettivo artistico denominato Produzioni Tecnofobiche diventa subito chiaro come questo avvicendamento dall’analogico al digitale sia vissuto come un momento tutt’altro che confortevole. Le immagini che si susseguono nel libro rappresentano proprio questo, il progressivo cambiamento che ha portato gli improvvisati grafici di fine anni ’70, pronti a creare da zero copertine, poster e volantini muniti solo di carta, forbici e colla, verso la consapevolezza di dover maturare una professionalità sempre più specializzata nel momento in cui alle forbici si sostituiscono un mouse e una tastiera. Se dapprima lo stesso Torcinovich parla di situazionismo – e pensiamo musicalmente anche ai già citati Confusional Quartet – in un secondo momento ciò diventa inattuabile, perché il computer rende ancor più evidente della fotocopiatrice il castrante concetto della riproducibilità dell’opera di benjaminiana memoria.
Anche per questo viene da sorridere di fronte all’ingenua spontaneità di fanzine fumettistiche come Topolido (Venezia, 1989), dimenticandosi colpevolmente, per un attimo, di quanto musicalmente siano state influenti.

E dalla carta stampata si passa dunque alle rimanenti due sezioni di Grafika 80!, maggiormente inerenti la musica e il suo supporto fisico principale nel decennio qui narrato, ovvero la cassetta. Ritornata oggi a mo’ di feticcio per collezionisti hipster, la cassetta era negli anni ’80 qualcosa di seriamente rivoluzionario e che si collegava in modo diretto a quella riproducibilità di cui si è appena fatta menzione. La possibilità di poter usufruire di un supporto economico e continuamente riutilizzabile – fino alla degradazione del nastro s’intende – era già di per sé qualcosa di innovativo e questo, unito al fatto che la cassetta fosse molto più pratica e resistente del costoso disco in vinile, rese ben presto le varie C-30, C-60 e C-90 i veri simboli della musica indipendente e alternativa. Interessante la storia di questo piccolo oggetto riportata in poche esplicative pagine da Vittore Baroni (esponente di spicco della “mail art” in Italia) e altrettanto si può dire delle immagini; sia quelle di album veri e proprio, ma soprattutto quelle che mostrano come la cassetta diventi un pretesto per destrutturarne il contenuto artistico: da Fehler A Fortsetzung A, l’audiocassetta in creta creata nel 1981 da Enrico Piva, passando per le opere “inesistenti” dei Lieutenant Murnau, gruppo musicale fantasma ideato dallo stesso Baroni nel 1980, che per quattro anni produsse ogni tipo di gadget possibile per creare interesse intorno a qualcosa di inesistente. In pratica l’ossimoro delle attuali fake news, in veste puramente situazionista. Chiaramente intorno al mercato delle cassette – che continuerà a muoversi parallelamente al mercato del vinile – diventano protagoniste anche alcune lungimiranti etichette discografiche underground, destinate a rimanere nella storia della musica alternativa: dall’Italian Records, promotrice di realtà come Art Fleury e The Great Complotto, oltre a Confusional Quartet e Gaznevada, si passa alla Trax, per immergersi poi in lidi meno noti come quelli di Mask Productions. Questa è solo una piccolissima selezione dei tantissimi nomi che si incontrano attraverso le pagine di Grafika 80!.
L’ultima sezione del libro, quella dedicata alla pubblicità, si apre con una riflessione filosofica più impegnativa riguardo il significato e l’unicità dell’opera d’arte e nelle poche righe dell’artista Giorgia Fileni si può ritrovare la summa di ciò che Torcinovich ha voluto esprimere nel suo volume attraverso le immagini: il mondo della mail art o arte postale merita un discorso a sé, ma qui ne vengono tracciati gli estremi storici fondamentali attraverso i suoi rappresentanti più celebri, da Baroni a Bruno Munari, arrivando a Piermario Ciani. È in queste ultime pagine che le immagini acquistano molteplici significati e dietro un semplice volantino dove si annuncia il rinvio di un concerto si nasconde invece un intento artistico ben più complesso, unito ad un messaggio che sfora molte volte nel sociale.
L’ultima chicca in coda alla trattazione consiste in alcune tavole “riassuntive” delle produzioni musicali alternative e indipendenti del decennio narrato nel volume e se l’occhio cadrà subito sui dischi più conosciuti della new wave italiana come quelli di CCCP, Disciplinatha, Krisma (divenuti poi Chrisma), Diaframma e Litfiba, il piacere sta invece nella scoperta di realtà più sotterranee e oscure, facenti parte del panorama noise/industrial/elettronico che nel nostro paese ha avuto comunque uno sviluppo peculiare sebbene ancora poco conosciuto in patria. Il consiglio è quello di godere delle copertine e delle pubblicità di artisti come Ain Soph, Officine Neuromeccaniche Schwartz, Amok, Maurizio Bianchi, The Psychopathic Blossom, Nicola Frangione, Elektrozange e Baciamibartali per poi recuperarne immediatamente le produzioni musicali. C’è un’intera scena artistica in Italia che vive ancora sotto tonnellate di inconsapevolezza e trascuratezza, MatteoTorcinovich in Grafika 80! dona a tutti i lettori la possibilità di coglierne i frutti ancora saporiti ed è davvero un peccato non farlo.

In conclusione questo libro conferma il trend positivo nelle ultime pubblicazioni di Goodfellas e si pone come un’opera non solo interessantissima, ma anche fondamentalmente inedita nel panorama italiano: un volume curato sotto tutti i punti di vista a livello grafico e che offre immagini da molti mai viste prima, che mostrano uno scenario curioso e d’altri tempi, per molti versi impossibile da replicare oggi; dall’arte si passa alla musica e Grafika 80! è pieno zeppo di musica della quale probabilmente non si conosce che una minima parte e se da un libro si arriva a rendere più ampia la propria conoscenza musicale questo è un ottimo punto a favore e un pretesto abbastanza grande per intraprenderne la lettura.
Se proprio si volesse trovare un difetto all’opera questo andrebbe ricercato nelle didascalie che accompagnano molte immagini, che nella volontà di fornire un inquadramento storico-contestuale veloce e diretto talvolta risultano poco chiare; nella sezione dedicata a una data etichetta discografica compaiono immagini e didascalie che fanno riferimento a produzioni di altre etichette e non si capisce sempre il perché siano incluse nello stesso paragrafo. Ma questo rimane comunque un dettaglio marginale e non determinante nel giudizio del volume, che non può che essere assolutamente positivo.
Grafika 80! si pone tra le uscite letterarie più interessanti in campo musicale di questo 2020 e dovrebbe essere letto da chiunque si dichiari appassionato e sostenitore della scena underground italiana di ieri e di oggi. C’è di che imparare da queste pagine e da sospirare di fronte a un passato che sembra sempre inesorabilmente più lontano e irraggiungibile.

::: ::: ::: RIFERIMENTI ::: ::: :::
AUTORE: Matteo Torcinovich
TITOLO: Grafika 80! Italian New Wave, Punk, Dark, Industrial
EDITORE: Goodfellas
COPERTINA: Flessibile
PAGINE: 272
ISBN: 9788899770211
PREZZO: € 28,50




Black Me Out
Mercoledì 16 Dicembre 2020, 21.06.30
4
@Vesper Sì, sono io. @d.r.i. Fammi sapere, per me è davvero una lettura diversa dal solito e la voglia di ascoltare tutta la musica che viene proposta in queste pagine ed immagini è altissima! @Indigo Grazie, come sempre, mi fa piacere leggere la tua riflessione, hai espresso fondamentalmente i concetti principali che gravitavano intorno a "questo" underground musicale, per me affascinante ancora oggi (nemmeno io l'ho vissuto purtroppo o per fortuna). Per tutti: state collegati perché tra qualche giorno avremo su queste pagine direttamente l'autore del libro, Matteo Torcinovich, che ci svelerà qualche curiosità su Grafika 80! e non solo.
Vesper
Mercoledì 16 Dicembre 2020, 15.16.53
3
Per caso tu sei quello che commenta sempre su metalitalia ?
Indigo
Mercoledì 16 Dicembre 2020, 13.21.02
2
Ottimo articolo vintage si parla di 30/35 anni fa ma sembra un'altra era geologica, davvero è cambiato tutto. Questo è un mondo musicale a me poco noto però si percepisce la passione, anche un po' naive, di persone che ci tenevano e volevano trasmettere le loro idee e i propri gusti, anche attraverso un'arte "minore" come queste riproduzioni cartacee DIY che meritano di essere conservate e celebrate. Argomento davvero interessante
d.r.i.
Lunedì 14 Dicembre 2020, 16.48.11
1
L'ho visto e sofgliato ed è davvero interessante, ci faccio un pensiero.
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