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METALLIZED CHARTS 2020 - Black Metal, Avantgarde
03/01/2021 (1440 letture)
Dopo un 2019 ricco di ottime uscite, specialmente in ambito avantgarde e black metal, il 2020 ha portato con sé elevatissime aspettative e, insieme ad esse, anche qualche titubanza, poiché è difficile mantenere per due anni consecutivi un livello qualitativo tanto elevato. Eppure, ormai lo sappiamo benissimo, questi ultimi 12 mesi hanno saputo coglierci di sorpresa, nel bene -per alcuni tifosi sportivi, ad esempio-, come, soprattutto, nel male. Così, anche il 2020 è stato in grado di regalare moltissime soddisfazioni a tutti noi amanti del metallo più nero, cattivo e disturbante o della musica sperimentale e d’avanguardia. Talmente ricco è stato quest’anno che compilare una Top dei migliori dischi black metal è un compito degno delle mitologiche dodici fatiche erculee, poiché numerosi album andranno necessariamente esclusi, pur meritando un posto. Ma è questo il bello e, insieme, il brutto delle Charts di fine anno. Non si tratta di soli dischi puramente black metal ma, come si vedrà, nell’elenco qui sotto sono presenti anche alcuni titoli che rientrano nella categoria-ombrello avantgarde e qualcos’altro appartenente al genere folk/viking: tutto, però, sotto l’inscalfibile egida del black metal. Infine, come ultima premessa, è d’uopo sottolineare il criterio che regola l’ordine di questa classifica: non si tratta di merito, di bellezza crescente o decrescente ma ci affideremo, onde evitare ogni fraintendimento in merito a quale disco sia migliore di quale altro, alla data di uscita, dalla più remota alla più recente. Bando alle ciance, dunque: è ora di riassumere questo nerissimo 2020 con la crème de la crème d’inizio decennio.

THY CATAFALQUE - NAIV
Materia pulsante proveniente da un mondo estraneo al nostro, la musica di Tamás Kátai, mastermind dei Thy Catafalque, ha sempre sfidato i confini della musica. Con Naiv (Season of Mist, 24/01/2020), un disco che è un’orgia di musicisti ospiti e di suggestioni aliene le une alle altre, il Nostro ha saputo, ancora una volta, imporre le proprie regole di un gioco che gli appartiene. «Tamás Kátai sembra avere pieno controllo della sua musica e delle sue potenzialità, manovrando i fili e le leggi che regolano il mondo plasmandolo in un certo stato di grazia», come una sorta di divinità in grado di esercitare il proprio volere su un universo da lui creato e mosso. Ogni elemento è dove dovrebbe essere, seguendo logiche estranee all’essere umano medio, non una nota di troppo è suonata e la ricchezza del suono non è figlia di un esoso tentativo di strafare ma dell’accostamento di piccole tessere che, vicine senza apparente motivo, assumono il proprio senso solo ad un ampio sguardo d’insieme.

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BLAZE OF PERDITION - THE HARROWING OF HEARTS
Con The Harrowing of the Heart (Metal Blade Records, 14/02/2020) i polacchi Blaze of Perdition presentano un black metal assai fine, elegante e solo all’apparenza diretto e semplice. Questo è uno di quei dischi che rivelano nuovi angoli remoti e nascosti ad ogni nuovo ascolto, un lavoro che potrebbe potenzialmente ambire all’infinito. La componente black metal altro non è che il collante che tiene uniti gli impulsi sparsi e variegati che la band inserisce nelle composizioni, incastonandoli come piccoli diamanti su preziosi gioielli, le quali riescono addirittura ad emozionare, grazie alla grande carica malinconica e dolorosa delle melodie. Difficile dire se questo possa essere considerato il miglior lavoro della band -già autrice di alcune delle migliori uscite black metal di matrice polacca, come Near Death Revelations- ma quel che è certo è che esso si impone come uno dei dischi dell’anno.

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FLUISTERAARS - BLOEM
È possibile ignorare un disco che si professa black metal ma che si presenta con una copertina così serena come Bloem (Eisenwald, 28/02/2020) degli olandesi Fluisteraars? Il terzo e più maturo, nonché migliore, disco del duo di Bennekom riesce in una cosa che il black metal contemporaneo sembra aver scordato come si faccia: non si sbrodola mai addosso. Tutte le idee musicali di Mink Koops e di Bob Mollema sono condensate in poco più di trenta minuti, durante i quali assistiamo ad una proposta che incarna alla perfezione l’era postmoderna: nulla di quanto udito in Bloem è originale, se preso a sé; la grande originalità della band risiede nel modo in cui questi tasselli vengono uniti. Non c’è solo furia ma anche una grande intelligenza melodica, che dona un ampio respiro ad un disco che sicuramente farà storcere il naso a tante persone quante sono quelle che se ne innamoreranno.

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SPECTRAL LORE/MARE COGNITUM - WANDERERS: ASTROLOGY OF THE NINE
Wanderers: Astrology of the Nine (I, Voidhanger Records, 13/03/2020), il nuovo split di Spectral Lore e Mare Cognitum, è un’opera imponente non solo nella durata, che sfiora le due ore, ma soprattutto nella dimensione sonora. Wanderers è un viaggio che conduce l’ascoltatore al cospetto dei pianeti del nostro Sistema Solare, inducendo un timore reverenziale grazie alla precisissima descrizione sonora di questi giganti antropomorfizzati. Ayloss e Jakub Buczarski si dimostrano abilissimi nel dipingere ritratti variegati, plasmando le proprie note per riflettere il carattere di ogni singolo pianeta (si pensi alla tristezza e al senso di abbandono di Earth (the Mother) e alla fumosa imponenza di Jupiter (the Giant), per esempio). La massa non indifferente del disco non ingombra, grazie alla sublime qualità delle composizioni, che scorrono all’interno delle orecchie dell’ascoltatore delicate, seppur dure e violente.

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ORANSSI PAZUZU - MESTARIN KYNSI
I circuiti elettro-psichedelici installati nelle note di Mestarin Kynsi (Nuclear Blast, 17/04/2020) dei finnici Oranssi Pazuzu avvelenano l’ascoltatore con i propri impulsi tossici ed allucinogeni. Brani ossessivi, stordenti, acidi si susseguono nel tentativo (riuscitissimo) di assuefare e soggiogare il pubblico, intrappolandolo in un trip di sonorità elettroniche e psicotrope che rendono lo scream deviato di Jun-His la voce stessa degli incubi. Un disco terrificante quanto esaltante, potente quanto subdolo, graffiante quanto stordente. I loop, a tratti quasi ritualistici, si sovrappongono come le immagini quando si offusca la vista ed addormentano i sensi, per poi risvegliarli con scariche ad altissimo voltaggio (esemplare è la stupenda Uusi Teknokratia), in una tortura alla quale l’ascoltatore si presta volentieri.

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ODRAZA - RZECZOM
Negli ultimi anni è facile, per un amante del black metal, passare per filo-polacco, talmente ampia è la proposta proveniente dalla terra degli Odraza, che con Rzeczom (Godz ov War Productions, 08/05/2020) giungono al proprio secondo assalto sonico. Questo disco è figlio non solo dell’estetica black nazionale ma numerosi sono i rimandi a band come gli svedesi Shining, specialmente quelli di X-Varg utan Flock: la grande varietà delle ritmiche, tutte sempre dure come un pugno in faccia ma non di rado anche piuttosto orecchiabili (la title track, ad esempio); la voce di Stawrogin, che a più riprese fa impressione tanto assomiglia a quella di Kvarforth; il piglio estremamente negativo e decadente alla narrazione delle proprie liriche e via discorrendo. Non si tratta, tuttavia, di una band-clone degli svedesi, poiché gli Odraza riescono ad infondere alla propria musica il proprio animo, rendendo Rzeczom un album imprescindibile del 2020.

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ESOCTRILIHUM - ETERNITY OF SHAOG
Parlando di band “minori” e di album imprescindibili, non si può non approdare sui lidi avanguardisti francesi. Esoctrilihum, band formata dal solo Asthâghul ed estremamente prolifica (tra il 2017 ed il 2020 ha pubblicato ben cinque full length ed un EP), delizia le orecchie del pubblico estremo con Eternity of Shaog (I, Voidhanger Records, 22/05/2020) un disco che, sin dalla copertina, per certi versi vicina all’estetica de Il Pianeta Selvaggio -film d’animazione diretto da René Laloux e disegnato da Roland Topor-, assume forme aliene e distanti anni luce da quello che siamo comunemente abituati ad ascoltare. Il black metal di questo progetto è evanescente e, ad un primo ascolto, può comprensibilmente lasciar spiazzati, per via della commistione di violenza estrema figlia del black/death spinto al massimo da Asthâghul e di atmosfere eteree che hanno la medesima consistenza degli acquerelli, stesi sulla grande tela del disco con tocchi di violino e di sintetizzatori. Impossibile ignorare un disco simile, forse tra i migliori esempi che si possano fare delle possibilità del black metal moderno.

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PAYSAGE D’HIVER - IM WALD
Nel bosco, specialmente sotto una tormenta di neve, i pericoli sono in agguato; nel bosco, specialmente sotto una tormenta di neve, l’animo si avvizzisce. Im Wald (Kunsthall Produktionen, 26/06/2020) della one-man band svizzera Paysage d’Hiver incarna alla perfezione l’esperienza del viandante smarrito che ritrae in copertina. Nelle sue due ore, questo disco scaglia contro l’ascoltatore atmosfere gelide ed ostiche, demoralizzanti, quando non addirittura deprimenti. Con una produzione ed un mixing scarno, le composizioni dell’album si sciolgono l’una nell’altra, unendosi in un flusso costante di sensazioni sgradevoli che abbattono il malcapitato ascoltatore.

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IMPERIAL TRIUMPHANT - ALPHAVILLE
Gli Imperial Triumphant sono da sempre una delle band più divisive nell’ambito metal estremo. E la loro ultima fatica, Alphaville (Century Media Records, 31/07/2020), non fa certo eccezione. I sacerdoti del disordine urbano e della “vile lussuria” con questo disco, che segna il passaggio all’etichetta tedesca, producono la musica più entropica, disordinata, incoerente e libera della loro carriera. Alphaville è «cacofonia nella sua forma più nobile e complessa», una sfida per ogni timpano. Continue variazioni e dissonanze mettono alla prova l’attenzione e, diciamolo pure, la pazienza dell’ascoltatore, offrendo della musica che forza i confini della musica stessa -un po’ come fatto dai belgi Neptunian Maximalism, sebbene in un ambito assai diverso, con Éons- e forse li supera pure, trasformando le proprie note in qualcosa di nuovo, persino per gli Imperial Triumphant.

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HAVUKRUUNU - UINUOS SYÖMEIN SOTA
E il premio di disco più epico del 2020 va ad Uinuos Syömein Sota (Naturmacht Productions, 14/08/2020) dei finnici Havukruunu. Bastano solo i primissimi secondi della title track che apre il disco a conferirgli il merito di questo premio, con i suoi cori maestosi ed imponenti ad introdurre l’ascoltatore a del sano e fiero pagan black metal che si sviluppa attraverso riff galvanizzanti e battaglieri che trasportano l’ascoltatore nelle gelide lande vichinghe, donandogli il classico elmo con le corna ed una pesante ascia da brandire con furia e precisione. I tre quarti d’ora del disco volano via tra sezioni strumentali dal tasso tecnico non indifferente che, a tratti, strizza l’occhio al classico heavy metal e sublimi interventi folkloristici, tra blast beats intelligenti e tappeti di synth che incorniciano con ulteriore epicità un album già di per sé epico.

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ENSLAVED - UTGARD
Rimaniamo in Scandinavia, spostandoci però in Norvegia, per trovare l’ultimo, straordinario lavoro dei quasi infallibili Enslaved, anch’essi strettamente legati, come i precedenti colleghi, alle radici pagane e vichinghe della propria terra. Utgard (Nuclear Blast, 02/10/2020) è l’ennesima dimostrazione della capacità della band di sapersi mettere in gioco e di non adagiarsi sugli allori. Prog e viking si intrecciano in un disco oscuro ed assai vario nel quale il black metal resta sullo sfondo -o, se vogliamo, alla base, come fondamento-, un lavoro che si muove con elegantissimo equilibrio tra modernità e classicismo, punto d’incontro tra passato e presente dove possiamo trovare, ad esempio, i NEU! confluire nella spigolosità del black metal (Urjotun). Che amiate il progressive o che amiate il black metal, in Utgard troverete musica per le vostre orecchie.

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WAYFARER - A ROMANCE WITH VIOLENCE
A Romance with Violence (Profound Lore Records, 16/10/2020) è stato una delle mie personalissime sorprese maggiori di questo 2020. Quello dei Wayfarer è un black metal intriso di elementi folk americani che lo rendono caldo ed affascinante come i paesaggi che dominano gli spaghetti western à la Leone o il western più classico e squadrato come quello di Ford. Il disco è un’epitome scritta nel linguaggio del metal estremo -e raffinato- sul mito del Far West, con i suoi “iron horses”, con i sanguinosi scontri tra visi pallidi e nativi, con i volti sconvolti dal sudore e dalla sabbia. Ennio Morricone penetra nel mondo del metal attraverso gli strumenti di questa band che, giunta ormai al quarto album, può essere a tutti gli effetti considerata come una delle realtà più affascinanti del mercato black metal contemporaneo.

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PSYCHONAUT 4 – BEAUTYFALL/სულდაცემა
Era il 2015 quando i georgiani Psychonaut 4 rilasciarono quel Dipsomania, disco che divenne oggetto di culto per gli amanti del depressive suicidal black metal. Oggi, a cinque anni di distanza da quel gioiello, possiamo dire che con il nuovo Beautyfall/სულდაცემა (Talheim Records, 31/10/2020) il sestetto di Tbilisi ha dimostrato di non aver avuto solo fortuna, come già si ebbe modo di intuire con Neurasthenia. Il nuovo disco è un lavoro struggente, dominato dalle tonalità sbiadite e pallide delle più profonde crisi depressive: sin dalla copertina è possibile ritrovare quel senso di angoscia esistenziale e smarrimento che, nel corso dei 51 minuti del disco, assalirà l’ascoltatore. Il DBSM proposto dai georgiani non è quello crudo e viscerale che potremmo sentire da band come Leviathan o Xasthur, esso è piuttosto un groviglio di black metal raffinato che sfocia talvolta in altri generi ormai frequentemente presenti nella scena, come il progressive, il folk ed il thrash. Canzoni come Tbilisian Tragedy e Sana Sana Sana, Cura Cura Cura, una volta che avranno piantato le proprie radici nella mente dell’ascoltatore, difficilmente la abbandoneranno, accattivanti e decadenti come sono.

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ABIGOR - TOTSCHLÄGER (A SAINTSLAYER’S SONGBOOK)
Una caratteristica che i nostri attenti lettori avranno sicuramente individuato in questa lista è l’alto tasso di eleganza e raffinatezza di diversi album qui presenti. Niente raw black metal, per intenderci. Con gli Abigor, tuttavia, incontriamo uno stile che gli si avvicina molto. Quello di Totschläger (World Terror Committee, 08/12/2020) è un black metal crudo, violento, cattivo servito con un contorno di composizioni sinfoniche dal carattere ora apocalittico, ora bellico. È un disco difficile da digerire, grazie alla sua spietata furia sonica che stordisce nel momento stesso in cui affascina. C’è complessità ma anche schiettezza; c’è violenza inaudita ma anche sublime eleganza. L’ultimo lavoro degli Abigor è tutto ed il contrario di tutto. Ed è stupendo.

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AKHLYS - MELINOË
Naas Alcameth è forse l’artista black metal che meglio di chiunque altro riesce a creare paesaggi di puro incubo sonico. La violenza inaudita di molti suoi progetti come Bestia Arcana ed Aoratos fa quasi paura e l’ultimo disco degli Akhlys, Melinoë (Debemur Morti Productions, 14/12/2020), altro non è che l’ennesima riprova del talento mostruoso del mastermind statunitense. Il disco, composto di cinque brani per un totale di tre quarti d’ora di impietoso terrorismo psicologico, tiene fede alla figura mitologica che gli dà titolo, Melinoë, ninfa che «rende folli i mortali con apparizioni brumose, rivelando l’impronta della forma con visioni strane, talora ben visibile, talora oscura, si accende di notte in attacchi ostili nella notte tenebrosa» [Inni Orfici, 71, p. 183, Mondadori]: parole che descrivono la dea ctonia ma che riflettono alla perfezione anche la natura oscura e spaventosa del disco degli Akhlys, che forse possono aggiudicarsi il titolo di band più terrificante di questo 2020.

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Ecco, dunque, i quindici dischi tra i migliori di questo 2020. Una lista di tutti gli album oggettivamente meglio riusciti avrebbe richiesto almeno una cinquantina di posizioni, dimensioni improponibili. Questi quindici, è bene ricordarlo anche in chiusura, sono quelli che hanno passato il filtro del gusto soggettivo ma ciò non toglie che ci siano stati lavori di equiparabile valore. Scrivendo queste parole, penso all’asfissiante ed afoso Limbo dei Gaerea, come al folgorante debutto dei Sinistral King, Serpent Uncoiling; penso all’acclamato ritorno degli svedesi Mörk Gryning con Hinsides Vrede ed allo schizofrenico secondo disco dei polacchi Medico Peste, ב: The Black Bile; penso al compatto Dawn of the Damned dei Necrophobic ed al fangoso debutto degli italiani Drought, Trimurti.

Insomma, la lista dei dischi meritevoli di rientrare in una inevitabilmente limitante top 15 o top 10 è sterminata e qualunque disco di quelli menzionati in chiusura potrebbe meritatamente sostituire uno qualsiasi dei quindici scelti come migliori. Nonostante l’annus horribilis che è stato questo 2020, il black metal ha saputo regalare molte, forse addirittura troppe, nell’ottica di una selezione della crème de la crème, soddisfazioni.



No Fun
Martedì 12 Gennaio 2021, 14.31.34
24
Grazie Punto Omega! Sugli Abigor la penso uguale e anche su Dzo Nga. Gli altri citati non li conosco a parte Inquisition e lo split Spectral Lore/Mare Cognitum. Mi segno Oldowan Gash e basta, sennò diventa troppa roba arretrata da ascoltare e ho già il nuovo Les Chants de Nihil, del 2021, che mi deve arrivare.
Punto Omega
Lunedì 11 Gennaio 2021, 23.25.39
23
@No Fun Guarda, sarò banale, ma l'album bm, che più ho ascoltato è l'ultimo Inquisition, pertanto, sebbene da un punto di vista prettamente musicale non è il migliore, è quello che più ho ascoltato. Fra quelli in elenco toglierei l'ultimo Enslaved, che non mi ha asolutamente preso e, sinceramente, non riesco a farmi un'opinione sull'ultimo Abigor (è qualcosa che non mi piace, ma è obiettivamente fatto bene). Abum degni di menzione mi sembrano Grift - Budet (ma deve piacerti il blackgaze), Faidra - Six Voices Inside (bm di fattura classica molto ben fatto), l'ultimo Dzo-nga (mieloso da far venire il diabete, però è musicalmente molto valido), Oldowan Gash - Hubris Unchained (bm ferale e primitivo), Arkheron Todol - Riitual of the Sovereign Heart (cascadian), altro mi verrà in mente. Poi ci sono due album che con una produzione migliore potevano ambire a molto di più, ovvero l'album dei Voidsphere (anto Darkspace) e quello dei Pharmakeia. Infine, se devo scegliere solo un album nel 2020, direi che lo split Spectral Lore/Mare Cognitum (ovviamente, già presente in lista) è un qualcosa da avere. Anche a scapito dell'ultimo Inquisition (e quì divento contraddittorio)....
No Fun
Domenica 10 Gennaio 2021, 18.07.54
22
@Punto Omega, sono curioso di sapere qual è il tuo preferito a questo punto, e anche qualche altro nome che aggiungeresti. Di quelli sotto mi sono segnato Chotza e Selbst. Mi stupisce che anche Bacodaseta, di cui ricordo alcune recensioni che mi avevano interessato, citi Revenant Marquis. Ho visto che alcuni lo stroncano di brutto altri lo apprezzano, è vero che sembra roba finta, che fa il misterioso ma poi lo trovi disponibile ovunque, e anche la musica capisco che la si possa trovare ridicola, però sia Polterngeyst che Youth in Ribbons io li ho trovati particolari e li ascolto con piacere. Di quelli sopra mi segno pure Esoctrilihum.
Punto Omega
Domenica 10 Gennaio 2021, 11.58.17
21
@Upred: per quelli che ci stanno. Ci sono cose che io mterrei (tra cui il mio labum preferito del 2020) e altre che escluderei (d'altronde, dovendo scegliere, emergono i gusti individuali), però la lista fatta è di indubbia qualità.
Bacodaseta
Domenica 10 Gennaio 2021, 8.47.40
20
In ordine sparso: Revenant Marquis, Abigor, Kommodus, Imperial Triumphant, Serment, Esoctrilihum, Hail Spirit Noir, Gaerea, Oranssi Pazuzu, Aversio Humanitatis, Panzerfaust, Medico Peste, Spectral Lore/Mare Cognitum, Beltez, Okkultokrati, Akhlys, Svartsyn, Capel Beulah, Afsky, Lamp Of Murmuur, Cult Of Fire, Paysage d'Hiver
Federico S.
Sabato 9 Gennaio 2021, 22.10.12
19
Ho ancora diversi dischi in sospeso, ma tra Khors, Ygg, Darkenhold, Revenge, Baise Ma Hache ed altri, di roba ne è uscita pure quest'anno. Tra gli album citati nell'articolo, mi hanno esaltato particolarmente Havukruunu, Blaze Of Perdition ed Odraza, mentre Abigor ed Akhlys sono appunto tra gli ascolti che mi mancano.
mardonziak
Sabato 9 Gennaio 2021, 9.29.20
18
La mia 🎧 blacklist 🏆 2020: …AND OCEANS "Cosmic World Mother" - MORK GRYNING "Hinsides Vrede" - INQUISITION "Black Mass For A Mass Grave" - NOCTE OBDUCTA "Irrlicht" - ABIGOR "Totschläger (A Saintslayer's Songbook)".
Upred
Sabato 9 Gennaio 2021, 1.21.57
17
In che senso ottima? Per quelli che ci stanno o per quelli che mancano?
Punto Omega
Sabato 9 Gennaio 2021, 0.09.04
16
Ottima lista.
Immolazione
Venerdì 8 Gennaio 2021, 22.24.01
15
@Birillo: Selbst bello, ma il precedente mi aveva colpito molto di più
Birillo
Venerdì 8 Gennaio 2021, 21.52.35
14
I miei top sono Gaerea, Panzerfaust, i terribili Chotza e il grandioso Selbst (conosce qualcuno qui? No vero?) . Inoltre degni di nota e acquisto quelli di Fellwarden, Malokarpatan, Aethyrick, Cult of Fire e Uada. Chiaramente oltre quelli già menzionati dal non sempre attendibile recensore, pardon.
valz
Mercoledì 6 Gennaio 2021, 21.36.36
13
severoth
Travis Bickle
Mercoledì 6 Gennaio 2021, 18.39.48
12
Non sono un avido consumatore di black ma a questa lista aggiungerei Cosmic World Mother degli ... And Oceans e Black degli Scour, anche se si tratta di un EP quindi “fuori classifica”
gamba.
Martedì 5 Gennaio 2021, 1.31.22
11
Ah beh, quante cose da recuperare, non sapevo fosse uscito qualcosa di nuovo degli psychonaut4. Da recuperare anche akhlys (il precedente album era parecchio imponente) e paysage d'hiver. Ho ascoltato Naiv e per me non regge il confronto con geometria, che ha il pregio di essere anche di facile fruizione. Ma in realtà passavo di qui nella speranza di vedere citato rzeczom, quindi tanta soddisfazione, è un lavorone. Spero in futuro possiate prendere in considerazione di rispolverare il loro precedente album. Grazie, queste charts facilitano il recupero di una parte delle uscite più valide.
Nuns Have
Lunedì 4 Gennaio 2021, 18.44.39
10
Panzerfaust, capitolo 2. punto
Immolazione
Lunedì 4 Gennaio 2021, 18.12.46
9
Bella lista, anche se per gusto personale ci sono dischi che a me non sono piaciuti affatto (Enslaved, Psychonaut 4), ma ci sta vista la grande mole di uscite. Apprezzo molto il fatto che abbiate nominato gli Odraza, che in Italia si cagano in pochi: di polacchi segnalo anche il disco dei Biesy, che però vira più su una sorta di black/industrial.
DEEP BLUE
Lunedì 4 Gennaio 2021, 15.11.09
8
A proposito del disco dei Neptunian Maximalism, io direi che per quanto indefinibile ai margini, una recensione sui migliori di fine anno Avant Garde io la farei. Dentro ci andrebbe un poco di tutto (tante cose sono state avant garde pri ma di diventare altro) ma sarebbe interessante. Cosi, come consiglio personale.
Kriegsphilosophie
Lunedì 4 Gennaio 2021, 12.47.26
7
Intervengo sulla questione questione Neptunian Maximalism: io e Federico ne abbiamo parlato molto perché è un disco che ci piace tantissimo, ma si è deciso di non inserirlo perché è più vicino al mondo del jazz che del metal (per quanto folle e avantagarde diciamo), e questo magari avrebbe portato a sacrificare un disco più in linea con la lista Ma davvero, siamo stati indecisi fino all'ultimo! @No Fun: ottimo, recupera quei tre, non te ne pentirai!
No Fun
Lunedì 4 Gennaio 2021, 12.35.34
6
Leggo adesso il post #4 e quoto Black Me Out su Neptunian Maximalism, disco enorme, anzi abnorme. Anzi direi che il fatto che sia in 3 cd per me non solo non è un problema ma mi piace, lo vedo tipo pausa "fine primo tempo" o come a teatro. Ti dà un attimo di respiro.
No Fun
Lunedì 4 Gennaio 2021, 12.29.05
5
Catafalco, Paysage d'Hiver, Oranssi Pazuzu e Wayfarer sono anche tra i miei preferiti dell' anno, con Paysage d'Hiver che sovrasta gli altri e Oranssi Pazuzu poco sotto. Avrei aggiunto Beltez "A Grey Chill and a Whisper" e Ayloss (Mystras) "Castle Conquered and Reclaimed", giusto per dire i primi che mi vengono in mente, anche Revenant Marquis anche se penso che il progetto sia probabilmente una presa per il culo, ho visto che poi ultimamente è abbastanza pubblicizzato. Mi incuriosisce Akhlys soprattutto dopo aver letto la rece, e Psychonaut 4, che come musica ricordo mi piacessero molto ma trovavo insopportabile la voce urlante che copriva tutto. Riprenderò per la quarta volta, dopo la segnalazione anche in questa sede, Fluisteraars (sento già Tatore che sghignazza) e anche Odraza.
Black Me Out
Lunedì 4 Gennaio 2021, 12.00.59
4
Devo decidermi a recuperare il disco degli Havukruunu, lo rimando sempre e mi viene sempre più gola! Bella lista Federico, anche se so che nei mesi ti è un po' "sceso" io per la categoria avantgarde do la medaglia d'oro ai Neptunian Maximalism, che sono anche al terzo posto della mia top dell'anno in generale.
Tino
Lunedì 4 Gennaio 2021, 11.39.14
3
Parlare di black per gli enslaved è limitante e fuorviante, forse
duke
Lunedì 4 Gennaio 2021, 11.19.28
2
...di black metal ne ascolto pochissimo....ma il disco degli enslaved e' davvero bello....anche se e' parzialmente black....arricchito da influenze prog...
DEEP BLUE
Lunedì 4 Gennaio 2021, 10.42.26
1
Ho ascoltato una marea di dischi black - la maggior parte validissimi. Qui ne vedo altri che sono ancora in lista di attesa . Segnalerei comunque...Kommodus, CULT OF FIRE (Moksha / Nirvana), WILDERNESS (DARK WATERS), Afsky Ofte jeg drømmer mig død , Acherontas - Psychic Death - The Shattering of Perceptions ... e tanti altri. Sono contento che tu abbia segnalato IMPERIAL TRIUMPHANT - ALPHAVILLE, disco importante per ricordare che il metal non muore mai e cerca di eveolversi. Purtroppo mi manca ancora il disco degli amatissimi THY CATAFALQUE. Buon anno a tutti!
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