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RECKLESS LOVE + GUESTS
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THE OCEAN - Eterno ritorno, meteoriti e prospettive future
04/02/2021 (679 letture)
Tra cambi di direzione musicali, sostituzioni musicali e una serie di uscite in perenne ascesa, i The Ocean concludono il loro mastodontico concept basato sulle ere geologiche. Il 2020 è stato senz’altro un anno nefasto, che ha dato tuttavia la possibilità ai tedeschi di lavorare molto, sia sull’ultima uscita della band, sia su una serie di gruppi molto interessanti sotto l’egida della Pelagic Records. Quest’oggi Robin Staps ci racconta alcune curiosità su Phanerozoic Part II e condivide con noi alcuni dei piani futuri della sua band e non solo. Buona lettura!


Michele Ridolfi: Ciao Robin, è un piacere parlare con te alla fine di quest'anno. Il 2020 è stato molto difficile, ma sembra che per voi le cose siano andate abbastanza bene. Come sta andando quest'ultimo periodo per i The Ocean dopo l'uscita dell'acclamato Phanerozoic II?
Robin Staps: Molto bene. Ovviamente è stato strano pubblicare un nuovo album senza un tour per supportarlo, ma il 2020 non è stato terribile per far uscire nuova musica. La gente era seduta a casa, annoiata e con un sacco di tempo in più da spendere tra social media e la ricerca di nuove uscite, infatti la maggior parte delle pubblicazioni ha avuto sempre un’attenzione in più. Inoltre ho usato il tempo libero dai tour per scrivere nuovo materiale, quindi è stato abbastanza produttivo.

Michele Ridolfi Mi è piaciuto molto il vostro ultimo lavoro, e l’ho recensito per la nostra webzine. Credo fortemente -almeno nella mia personale opinione- che questo platter sia il famoso "disco dell'anno". La seconda traccia Jurassic/Cretaceous è sorprendente e ha un sacco di caratteristiche che la rendono perfetta. Qual è l'origine della traccia? Come è stato lavorare nuovamente con Jonas Renkse?
Robin Staps: Quella canzone è il fulcro della metà “Mesozoic” del disco. Jurassic/Cretaceous è stata ispirata dal film Melancholia di Lars von Trier. Alla fine del Cretaceo, un asteroide colpì la terra e di nuovo gran parte della vita sparì in seguito all'impatto: tsunami che devastarono le coste, interi subcontinenti furono incendiati e la fuliggine e le ceneri offuscarono la luce del sole per mesi. La fotosintesi si fermò a livello globale, la terra sprofondò in un gelo ed entrambe le catene alimentari sulla terra e negli oceani collassarono: questo è l'evento di estinzione del Cretaceo-Paleogene. Il film di Von Trier fondamentalmente prende questo scenario e lo introduce nel presente, in una terra abitata da esseri umani e non da dinosauri. È questa -in sostanza- l'essenza del brano. Le parti vocali di Jonas su Cretaceous sono venute fuori in maniera abbastanza spontanea. Registrammo già le parti per quella sezione, ma poi Peter, il nostro uomo dei sintetizzatori, arrivò con questi nuovi arpeggi di synth che ci sono piaciuti molto, ma non andavano bene con le chitarre e le voci che avevamo già inciso... Così ci siamo sbarazzati delle chitarre e delle voci originali e abbiamo deciso di approcciarci a questa parte da zero. Dato che eravamo in tournée con i Leprous all'epoca e avevamo prenotato il mix dell'album subito dopo la fine del tour, abbiamo mandato la parte a Jonas e gli abbiamo chiesto se gli piacesse. A quanto pare così è stato e abbiamo ricevuto la sua nuova incisione appena tre giorni dopo ed era perfetta!

Michele Ridolfi: Durante la traccia Paleocene ho sentito un forte rimando musicale ai primi dischi dei The Ocean. La ruvidezza del suono e le voci sono incredibili. Come è stato tornare indietro per una traccia e provare a suonare come ai tempi di Fluxion/Aeolian? Ci avevate pensato o è stato una cosa naturale?
Robin Staps: Paleocene vede al microfono Tomas Liljedahl della ormai defunta band Breach alla voce ed è stata originariamente scritta per un'altra band che avevo con Tomas, chiamata The Old Wind. Abbiamo pubblicato un album e uno split EP con i Cult Of Luna, ma poi la band è andata in pausa e il secondo album non è mai stato ultimato sfortunatamente. Così ho scritto quel brano con la voce di Tomas già in mente e, dato che è già stato ospite in altri tre album dei The Ocean, aveva senso fare di questo pezzo un brano dei The Ocean e chiedergli di prestare nuovamente la sua voce alla band. È davvero un po' un viaggio indietro nel tempo, ma non in modo nostalgico. Anche se non suoniamo sempre così ultimamente, sentiamo ancora che nel profondo del cuore siamo essenzialmente una band hardcore, è da qui che veniamo e penso che quest’attitudine la riscontrerete quando ci vedrete dal vivo.

Michele Ridolfi: Alla fine dell'album, quando ho sentito l'ultimo brano Holocene ho avuto letteralmente la pelle d'oca. L'inizio di Holocene è molto simile alla prima parte della canzone Obscured by Clouds dei Pink Floyd. L'ho notato solo io? Era una citazione intenzionale? Per favore, soddisfate questa mia curiosità!
Robin Staps: Questo è un bel riferimento, e no, non è stato intenzionale!

Michele Ridolfi: Ho una domanda tanto facile quanto scontata le sul vostro futuro. Uno dei miei interrogativi dopo Phanerozoic II è stata: "e adesso?". Hai qualche idea o concept in mente per i prossimi lavori? Ora ci sono un sacco di possibilità dopo la fine delle ere Geologiche.
Robin Staps: Giusto, ed è una domanda lecita. Abbiamo appena iniziato a lavorare su nuovo materiale e si sta delineando bene, ma non posso ancora dirvi cosa ne faremo in termini di una prospettiva concettuale. Ho alcune idee, ma sono anche desideroso di fare qualcosa di ben diverso con il nuovo album, forse non un altro gigantesco concept album, ma qualcosa di più conciso e semplice da interpretare.

Michele Ridolfi: È stato un grande anno anche per la Pelagic Records! Sembra che la vostra etichetta stia crescendo e negli ultimi mesi un sacco di grandi artisti si sono uniti alla grande famiglia! Come stanno andando le cose? Ci sono dei generi con cui avete intenzione di concentrarvi il prossimo anno?
Robin Staps: : Il 2020 è stato un anno folle per la Pelagic Records, abbiamo avuto i pre-order per i The Ocean e i Kadavar uno dopo l’altro in 4 settimane, il che si è tradotto in un fottio di pacchi da imballare e spedire in un tempo molto breve, pensa che il nostro team è cresciuto dall'inizio dell'anno e da 3 siamo diventati 9. Abbiamo 2 uscite al mese previste per quest'anno e il nostro programma è completamente pieno fino a dicembre: ci sono molte cose emozionanti in arrivo, un boxset attualmente in lavoro e nuovi firme per la label a breve...

Michele Ridolfi: Come va il vostro nuovo servizio di abbonamento a vinile e CD? Mi sono iscritto al mensile e ho trovato un sacco di cose incredibili che non conoscevo come gli Astrosaur e gli Psychonaut! Personalmente penso che sia un ottimo servizio per scoprire nuova musica e sostenere l'etichetta e ho anche l’impressione che stia funzionando!
Robin Staps: Grazie per la sottoscrizione! Volevamo farlo da un po', l'abbonamento è una grande opportunità per i fan di ricevere tutto ciò che rilasciamo nella più limitata variante colorata in vinile, consegnata alla loro porta di casa ogni mese. Il feedback finora è stato fantastico e ci stiamo avvicinando a 300 abbonati mensili e possiamo finalmente iniziare a offrire delle limited edition e delle varianti che non saranno vendute attraverso altri canali. La logistica è impegnativa, soprattutto perché abbiamo un abbonamento mensile e un altro bi-mensile. Ci stiamo ancora lavorando al fine di migliorare il servizio, ma ne vale la pena ed è anche importante per le nostre band più piccole, perché l’abbonamento permette loro di raggiungere il nostro pubblico principale con un disco. Così un sacco di gente che forse non avrebbe ordinato il loro album lo otterrà (e con tutta probabilità lo ascolterà!).

Michele Ridolfi: Ho sempre voluto chiedervi il significato della copertina scelta per Phanerozoic II. Ha un aspetto bellissimo, anche per il packaging, che è molto ben strutturato. C'è qualche riferimento simbolico o un significato simbolico?
Robin Staps: Sì naturalmente! I due cerchi che vedi rappresentano due corpi celesti in rotta di collisione, il che si collega con la traccia Jurassic/Cretaceous e con l’immagine dell’asteroide che ha colpito la terra e quasi spazzato via tutta la vita sul pianeta. Ma c'è molto di più: liricamente, il fil rouge che attraversa entrambi gli album Phanerozoic I / II è il concetto dell’eterno ritorno, l'idea che tutto accada più e più volte, un numero illimitato di volte, in tempo e spazio infiniti. Può essere immaginato per eventi all'interno delle nostre vite individuali, così come nel grande schema delle cose, per la storia dell'umanità o anche la vita sulla terra stessa. Se si pensa all’era Fanerozoica, ci sono molti esempi dell’eterno ritorno: i continenti si sono scontrati e si sono allontanati e si sono scontrati di nuovo, la vita è quasi scomparsa dalla faccia della terra più volte, poi risorto in diverse forme e luoghi. Le temperature globali sono salite, cadute, salite di nuovo... Nonostante le scale temporali geologiche siano incredibilmente grandi, possiamo imparare molto guardando certi eventi che si sono verificati durante il periodo Fanerozoico. L’estinzione di massa (del Permiano-Triassico ndr.) per esempio, è stato un evento di estinzione di massa che 252 milioni di anni fa che ha spazzato via il 90% di tutta la vita sulla terra ed è stato causato da un graduale aumento delle temperature globali di solo 5 gradi su centinaia di migliaia di anni, molto prima che l'umanità apparisse sulla mappa per avere un impatto. Con il cambiamento climatico causato attualmente dall'uomo, ci troviamo di fronte a un simile aumento della temperatura globale nel giro di appena un paio di secoli. Quindi le forme circolari nella copertina dell'album rappresentano anche questa eterna ricorrenza, che è il tema principale di entrambi gli album Phanerozoic.

Michele Ridolfi: Mi piace sapere cosa ascoltano quotidianamente le persone che fanno musica. C'è qualche disco nell'ultimo anno che vi è piaciuto più degli altri o di cui vi siete innamorati? Quest'anno sono stati rilasciati un sacco di lavori incredibili.
Robin Staps: Sono d'accordo, sono usciti un sacco di grandi album quest’ultimo anno. Alcuni dei miei punti salienti sono stati: Spook The Horses - Empty Body, Insect Ark - The Vanishing, Heliocentrics - Infinity of Now. Poi le ultime uscite di Oranssi Pazuzu e Kjell Braten, ma ho anche scoperto vecchie cose come Nektar, Psychonaut - Unfold The God Man, Barrens - Penumbra e pg.lost - Oscillate . Mi rendo conto che un sacco di questi dischi li rilascia la nostra Pelagic Records, ma questo è il bello di avere una propria etichetta e pubblicare la musica che ami di più, haha!

Michele Ridolfi: La musica dal vivo è un argomento insidioso. State progettando qualcosa per il nuovo anno? Ci sono alcune notizie e corrono le prime voci per i festival e sembra che alcuni di loro -come Rock in Rio- stiano progettando una line-up fottutamente enorme. Voi che piani avete riguardo la musica live e il futuro prossimo?
Robin Staps: Abbiamo molto in programma. Il nostro tour di gennaio con pg.lost, Hypno5e e Svalbard è stato rinviato a giugno, teniamo le dita incrociate che gli spettacoli dal vivo torneranno in quel periodo. Prima di allora, speriamo di trasferirci in un nuovo spazio dove abbiamo provato che stiamo progettando di trasformare in uno studio. Successivamente vogliamo guardare a fare un live streaming di Phanerozoic Part I e Phanerozoic Part II, ma abbiamo appena iniziato a pianificarlo. Vogliamo anche registrare un nuovo album e un EP, che è già stato scritto.

Michele Ridolfi: È stato un grande onore scambiare due parole con voi, dunque grazie per il tempo e le parole spese. Vi lascio chiedendo un saluto e una raccomandazione per questi tempi (che non sono una linea per collegare i puntini! Cit.)
Robin Staps: Grazie per la lettura, incrociamo le dita per tornare in Italia quest'anno. C'è una data in preparazione che non abbiamo ancora annunciato questa estate, quindi restate sintonizzati per le notizie!



L' Étang Aux Nénuphars
Mercoledì 17 Febbraio 2021, 17.33.16
4
Mi spiace ma, a parte due o 3 pezzi capolavoro, l' ultimo album é sottotono rispetto agli altri. Per me é una buon platter, ma con solo 8 tracce di cui 4/5 risultano essere solo riempitivi che "vogliono ma non possono", non si può pretendere di più. Per me una mezza delusione e trovo il precedente molto più compatto, solido, emozionante ed omogeneo. Detto ciò, rappresentano una delle migliori band del panorama metal attuale, a mio avviso. Insieme ad i Neurosis sono assolutamente i re del Post- Hardcore; nessuno é mai riuscito a fare di meglio parlando della nostra storia e dei nostri eoni (Pelagial é IMMENSO). Questa é pura arte ed é testimone del fatto che il mondo della musica, chiamiamola "heavy", é il migliore per poter approfondire argomenti di qualsiasi tipo attraverso un percorso catartico e interdisciplinare, che non ha eguali nella storia artistica degli ultimissimi secoli. Chapeau, sperando che un giorno la società "mainstream" sarà capace di comprendere ciò che ora é destinatato solo ad un pubblico estremamente di nicchia; penso che questo sia abbastanza difficile, visto che anche artisti del calibro di Steven Wilson ora si divertono a pubblicare mondezza, facendola passare per prodotti di qualità. Si divertono a far passare per "rivoluzionari" opere melense, condite con ingenue scopiazzature del passato. Tra l' altro colgo l' occasione per fare i complimenti a tutta la redazione e ringraziarvi per essere sempre al nostro fianco con i migliori articoli e la migliore musica in circolazione. Au revoir. P. S. Sto aspettando con ansia la recensione di Wilson!!! Che aspettate? 😂😂😂😂
Michele "Axoras"
Mercoledì 10 Febbraio 2021, 11.23.48
3
Grazie ragazzi, e sì Altroquando, sarebbe un bellissimo tatuaggio eheh !
Altroquando
Venerdì 5 Febbraio 2021, 15.13.09
2
Band enorme e bella intervista, complimenti. Condivido che l'ultimo sia stato uno dei dischi dell'anno e ti ringrazio per aver chiesto spiegazione dell'affascinante copertina. Sarebbe credo un tatuaggio perfetto
duke
Venerdì 5 Febbraio 2021, 9.41.12
1
....ottima intervista....l'ho davvero apprezzata....e poi la band ha fatto sempre lavori di enorme qualita'....
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