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DISCHARGE + GUESTS TBA
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

LA POLEMICA - # 13 La musica nell’epoca del corona-virus
11/03/2021 (2594 letture)
È passato un anno abbondante dalle prime volte che si è sentito parlare di Coronavirus. Agli inizi del 2020 nessuno si sarebbe immaginato di vedere il mondo completamente bloccato da un’epidemia, lockdown, zone colorate a bloccare gli spostamenti, mascherine e programmi TV monopolizzati ogni giorno da nuove trovate e polemiche riguardo la questione. Queste cose, un tempo inimmaginabili (a volte per quanto terrificanti, a volte per quanto ridicole) ad oggi sono state provate da tutti e sono diventate normalità. Superato il momento iniziale di smarrimento ognuno ha dovuto fare i conti con la realtà, passando così al pensare alle conseguenze: il virus (oltre ad aver portato troppe vittime) ha compromesso pesantemente l’economia e la vita di tante persone, che ormai si trovano senza un lavoro ed un futuro incerto, dovendo modificare le proprie priorità e cambiando la propria percezione della realtà.
Ecco che tra i mille problemi che stanno travolgendo l’Italia salta fuori quello che è l’oggetto dell’articolo di oggi, quello legato alla musica (e non solo, il discorso è estendibile a teatri, cinema e mille altre attività legate all’arte e alla cultura). Ovviamente si tratta dell’ultimo dei problemi di cui preoccuparsi (cosa non vera, come vedremo c’è gente che vive di musica ed ogni cosa che tratteremo fa parte di questa catena) visto che tutto il resto sta andando male, ma è comunque giusto fare una piccola analisi della situazione, attraverso questo articolo della serie “La Polemica”, serie di articoli che si chiama così per un motivo, ergo, le argomentazioni che verranno potrebbero essere (e saranno) impopolari, critiche, populiste, estreme e magari non rappresentare sempre il mio personalissimo punto di vista (pertanto andateci piano nei commenti). Buona lettura!

Iniziative a difesa della musica e dei locali
Nel ripercorrere le vicende possiamo partire da una delle più recenti iniziative, L’Ultimo Concerto (il cui manifesto, passato quasi in secondo piano rispetto alle modalità con cui si è svolto, è interessante e totalmente condivisibile), svoltosi il 27/02/2020, evento che era stato pubblicizzato come concerto online a cui avrebbero partecipato 130 artisti italiani di ogni genere, ognuno in diretta da un club al quale è in qualche modo legato. Al momento in cui il tutto sarebbe dovuto iniziare sullo schermo dei video silenziosi, con gli artisti in silenzio sul palco e con scritto un semplice messaggio:

NESSUN CONCERTO.
Ecco, lo avete capito anche voi.

Qui è dove siamo adesso: la realtà che viviamo oggi,
che rischia di essere anche il nostro domani.
Ma vogliamo cambiare il futuro

L’Ultimo Concerto?
L’avete già vissuto, nel 2020.

Il Prossimo?
Noi vogliamo che ci sia!

Dateci voce, ci mettiamo la passione e i palchi!


Il tutto è molto chiaro (così come è chiaro il manifesto e lo scopo dell’iniziativa), ossia il rappresentare il silenzio delle sale dei locali, sale da cui sono partiti molti di questi artisti (e che quindi vanno ad evidenziare l’importanza culturale e sociale di questi eventi), che si trovano in un momento di estrema difficoltà e con pessime prospettive per il futuro, che per l’appunto potrebbe vederle in silenzio sul serio visto che se le cose vanno avanti così potrebbero chiudere definitivamente.
Scrivendo l’articolo e scambiando un paio di battute con Francesco Raven Gallina, che ha ribadito l’importanza di questa manifestazione, dell’impatto mediatico e dell’eco che ha avuto (al punto di riuscire ad arrivare ad essere discusse dalla politica e quindi nell’eventualità sistemare qualcosa), personalmente ho notato un problema legato all’evento, non per il suo lato provocatorio verso lo spettatore, che credeva di assistere a un concerto in streaming e si è ritrovato a mani vuote, ma nella modalità con cui è passato il messaggio.
È quasi scontato che ad assistere all’evento in streaming vi fossero per la maggior parte persone interessate alla musica o fans degli artisti partecipanti, gente grazie al cui supporto gli artisti sono sopra ai palchi in cui sono, gente che si aspettava di vedere un live (in modalità streaming, una magra consolazione) e si è ritrovata con un messaggio, con una morale che già sapeva. Quale sarebbe il senso di insegnare agli spettatori il significato dei palchi vuoti, se gli spettatori stessi da un anno non possono andare ad un concerto, o magari pochi mesi fa si sono ritrovati a dover farsi rimborsare (spesso in maniera difficoltosa) biglietti che avevano preso in prevendita per eventi giustamente sospesi?
L’impressione che ho avuto è quella che si sia in qualche modo scaricata parte della responsabilità sullo spettatore (a cui ultimamente si fa una certa pressione, perché grazie a lui gira l’economia, ma troppo spesso gli si chiede troppo, se tanti italiani ad oggi hanno perso il lavoro o chiuso attività è inutile spronarli a spendere per far guadagnare altra gente e in tal modo salvare altre attività, ormai è saltato l’ingranaggio alla base), spettatore che in qualche modo è vittima degli eventi e che probabilmente in alcuni casi viste le situazioni economiche, pur capendo le difficoltà dei locali e degli artisti, anche in caso di un ritorno alla normalità in tanti casi dovrà rivedere le sue priorità e che gli piaccia o no fare delle rinunce, tra le quali probabilmente vi rientreranno molti concerti (tante volte i prezzi non sono proprio alla portata di tutti). Al di là di questo, il silenzio dei palchi dell’ “Ultimo Concerto” non credo sia arrivato al giusto destinatario, non credo che molti parlamentari o ministri fossero sintonizzati il sabato sera per assistere a un live in streaming (poi magari a Palazzo Montecitorio sono tutti insospettabili ascoltatori dei Pinguini Tattici Nucleari e non ne sono al corrente). Al massimo alla politica, come detto da Raven, sarà arrivato l’eco mediatico, cosa per me non basta e che non porta al centro dell’attenzione l’importanza dell’aspetto artistico e culturale dei club, del ruolo della musica e dell’arte nella vita delle persone, ma semplicemente il più che legittimo disagio dei gestori, a cui magari verrà in qualche messa una pezza da parte della politica giusto per salvaguardare la propria immagine. Ovviamente il discorso appena fatto trova il tempo che trova e se l’evento appena “criticato”, in qualche modo è servito anche minimamente a migliorare la situazione (cosa che mi auguro con tutto il cuore), tanto di cappello, non si può che esserne felici.
Un effetto diverso mi ha fatto la manifestazione Bauli in Piazza avvenuta il 10/10/2020 in Piazza Duomo a Milano. L’immagine di tutti quei lavoratori e dei loro flightcase a parer mio è stata realmente forte ed ha fatto breccia tra la gente (purtroppo anche qui non saprei dire se tutto ciò sia realmente servito), sensibilizzando anche chi di musica non si è mai interessato alla questione dei lavori legati al mondo della musica, che in Italia è un vero problema, legalmente e culturalmente (questioni affrontate anche dal coordinamento La Musica che Gira).
Altro evento sicuramente degno di nota e di rispetto è stato il concerto in streaming Rise From the Silence in cui i Dark Quarterer hanno suonato per intero il loro ultimo (e ottimo) album Pompei, vendendo il biglietto a cinque euro (e creando un crowdfounding), devolvendo poi l’intero ricavato al cinema-teatro Metropolitan della loro città, Urbino, chiuso un anno fa per l’emergenza COVID-19.
Al di là di tutto non si può che ribadire l’importanza di queste manifestazioni e sostenerle, nella speranza che avvenga qualche cambiamento positivo a riguardo.

La crisi della musica e dei concerti
Il motivo delle manifestazioni citate in precedenza, nonché una delle tematiche più a cuore della redazione e degli utenti di Metallized, è la situazione concerti. All’inizio di tutto gli organizzatori si sono trovati a slittare gli eventi nella speranza di recuperarli il prima possibile, per poi dover sospenderli e recuperarli l’anno successivo, per poi annullarli e doverli rimborsare, per poi dover sospendere anche le edizioni del 2021. Vedere una via di uscita è praticamente impossibile: il tempo risolverà sicuramente le cose e con la fine dell’epidemia corrisponderà anche una auspicabile ripresa economica, ma non sono cose che succedono dall’oggi al domani: con tutti i posti di lavoro persi (in ogni ambito) e la crisi che aleggia, dubito che i concerti e vari sfizi possano tornare a breve tra le priorità della gente.
Nel mentre molte band hanno dovuto affrontare il momento, trovando soluzioni valide per recuperare gli introiti persi dalla mancata attività live: alcuni inizialmente si sono trovati con dischi pronti e da promuovere con numerosi eventi a posticiparne (inutilmente) l’uscita nella speranza di riuscire a proseguire i piani originali, altri hanno approfittato del momento per dedicarsi all’attività in studio (e difatti quest’anno è stato molto buono per quanto riguarda le nuove uscite, numerosissime e di qualità), altri hanno provato a buttarsi nei concerti in streaming. Il problema non è da poco perché comunque in qualche modo oltre che per la questione economica già accennata cambia un po’ la percezione della musica da parte degli ascoltatori e degli appassionati: in tanti non apprezzano e non usufruiscono della possibilità di vedere una band in streaming (cosa legittima, alla fine si tratta di un’esperienza più simile a un DVD di un concerto che a un vero concerto), altri esprimono le proprie perplessità anche di fronte a una possibile apertura per concerti, svolti però con norme le opportune norme di sicurezza (o di distanziamento, per molti considerato l’antitesi del rock/metal), altri si dimostrano scettici verso patentini di vaccinazione (o altre trovate più o meno fantasiose), altri ancora semplicemente cercheranno di essere più prudenti prima di comprare costosi biglietti (o abbonamenti) in prevendita nel momento in cui si potrà tornare a comprare biglietti per concerti. La voglia di andare ai live di sicuro tornerà, ma per tutti i motivi citati (economici, di spostamenti tra regioni e stati, sanitari ecc.), il tutto probabilmente subirà un grande ridimensionamento.
Bisogna poi considerare le realtà minori: in Italia non ci sono solo grandi artisti e grandi club, ma anche piccoli locali, musicisti emergenti, amatori, insegnanti di musica, negozianti di strumenti (per tornare al discorso percezione della musica, nel periodo di lockdown c’è stato un aumento di persone che si sono approcciate allo studio di uno strumento, ma in tutto ciò presumo che la meglio l’abbiano avuta ancora gli store online), sale prove (in tanti hanno provato a distanza) e mille realtà piccole e ugualmente (se non di più) in difficoltà. Anche qui la situazione è complessa e trovare una soluzione non è facile. In ogni caso emerge la distanza (assolutamente da colmare) delle istituzioni da queste realtà e persone (musicisti, fonici e operatori vari), troppo poco prese in considerazione, tutelate e valorizzate, al di là dell’emergenza sanitaria. E questo non vale solo per il lato economico (di cui è doveroso citare musicinnovationhub, che ha attuato numerose iniziative a riguardo), ma anche per il lato culturale, per cui si è portati a considerare la musica come una semplice passione, guardando solo la punta dell’iceberg, senza vedere tutto ciò che sta sotto, ossia una realtà fatta di lavoro e lavoratori, la cui sfortuna è quella di operare in un settore la cui importanza non è riconosciuta, ma i quali hanno gli stessi doveri, costi e spese di investimento di ogni altra attività e pertanto meriterebbero il giusto trattamento e inquadramento di qualsiasi altra attività.

La Polemica
Fatto questo resoconto passiamo alle polemiche legate a questo articolo. La prima, è quella che di chi sta sopra al palco: tra tutte le categorie colpite dal virus le uniche ad aver dovuto chiudere per un anno intero, ricevendo pochissimo, sono i cinema, i teatri e i concerti. Luoghi sicuramente a rischio, ma perché chiuderli se poi i centri commerciali sono aperti? Perché non aprire cinema (caso al limite, poiché dipende dall’uscita dei film), teatri e concerti, anche considerando l’impegno di chi gestisce e organizza queste attività nel rispettare le norme igieniche e di distanziamento, se poi le strade e le piazze delle grandi città diventano più affollate e meno controllate dei cinema, dei teatri e dei concerti stessi?
Anche nel caso la chiusura di tutto sia l’unica scelta attuabile per contrastare la diffusione del virus, perché si è sempre optato per il silenzio, sul non dare spiegazioni, se non in maniera contraddittoria e incompleta, optando quindi per una chiusura in maniera diretta e apparentemente ingiustificata, di queste attività, essendo così in maniera altrettanto ingiustificata permissivi con altre attività egualmente rischiose?
La seconda polemica riguarda gli spettatori: non è un po’ vittimistico l’atteggiamento di tanti grandi artisti in questa situazione, rispetto al pubblico, che spesso si trova in situazioni decisamente più spiacevoli, o degli altri artisti minori, quelli che suonano nei piccoli locali, che non hanno nessuna delle possibilità dei “big” su cui ripiegare per monetizzare nel momento di chiusura? Le difficoltà ci sono per tutti, ovviamente anche per i grandi nomi, ma il fatto di cercare di lucrare su ogni cosa, vedi le mascherine brandizzate e le mille trovate di marketing attuate la primavera scorsa da parte di numerose band rock/metal perlopiù internazionali, per poi lamentarsi è abbastanza discutibile, specie a fronte del salario medio della gente comune. In un momento in cui non si può far niente, in cui l’economia non sta girando per niente, non è un po’ troppo pretendere che lo spettatore sostenga ancor più gli artisti (talvolta facendogli anche morale), incitandolo ad acquistare biglietti (per gli streaming e in futuro per i live), dischi e gadget, dopo anni in cui ci si ha guadagnato sopra comunque bene? Non è un po’ irrispettoso verso i fans, ormai visti come dei bancomat antropomorfi?
Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti il vostro punto di vista, se i provvedimenti presi riguardo la gestione dei locali sono stati l’unica soluzione possibile o se si poteva fare qualcosa in più (e in tal caso cosa, visto che l’emergenza sanitaria c’è), se avete supportato le band anche in questi momenti e se siete pronti a ripartire e nell’eventualità tornare da subito ai live o come avete cambiato il vostro modo di ascoltare (o fare) musica visto il momento di difficoltà.



Vitadathrasher
Mercoledì 31 Marzo 2021, 21.09.00
66
Con codesti vaccini il mio chitarrista s'è pure sposato, a volte i vaccini son peggio del male.......
L'ImBONItore
Mercoledì 31 Marzo 2021, 20.43.15
65
Grrrrrrrrrrazie!
Elluis
Mercoledì 31 Marzo 2021, 20.27.01
64
Certo che esiste!! È il vaccino chiamato Tinder, ma pare che anche il vaccino Meetic sia altrettanto efficace.
L'ImBONItore
Mercoledì 31 Marzo 2021, 18.03.20
63
Io voglio un vaccino che non ti fa avere trombosi ma tante trombate. Eeeeeeeeeeeeeeesiste ?
No Fun
Martedì 30 Marzo 2021, 18.09.03
62
Il concerto dei Pearl Jam è rinviato al 25 giugno del 2022. Mi è arrivata una mail per comunicarmelo, io tra un po' neanche mi ricordavo più di sto cazzo di concerto dei Pearl Jam...
Tino
Sabato 27 Marzo 2021, 15.02.34
61
Appena posso sono in pole position
Tino
Mercoledì 24 Marzo 2021, 18.51.07
60
Che tristezza
Tbone 77
Mercoledì 24 Marzo 2021, 18.30.23
59
Non si può andare a cena, i ristoranti sono chiusi e c'è il coprifuoco......... Possiamo stare a casa e interagire coi social..... Al massimo sushi da asporto 👍
Tino
Lunedì 22 Marzo 2021, 18.50.11
58
Benaltrismo
Altroquando
Lunedì 22 Marzo 2021, 17.30.58
57
Mi sfugge la necessità di certi utenti di buttarla sempre in caciara. Cosa c'entrano no tav e centri sociali? Mistero... e non è affatto un problema di coscienza: ci sono delle leggi e vanno rispettate. Poi è lecito chiedersi se siano giuste e semmai manifestare il proprio dissenso, sempre nei limiti delle leggi stesse.
Elluis
Lunedì 22 Marzo 2021, 14.55.48
56
@d.r.i. sì infatti, ho premesso che non era mia intenzione creare polemiche o liti con nessuno, però un commento del genere meritava almeno una risposta, poi per me la cosa finisce qui, anche perchè l'articolo è su un altro argomento.
Majestic
Lunedì 22 Marzo 2021, 14.21.41
55
Invece i No Tav e quelli dei centri sociali la pensano nel modo giusto. Ma smettiamola dai con questi discorsi qua, è solo un problema di coscienza. Ognuno agisca come creda.
d.r.i.
Lunedì 22 Marzo 2021, 13.54.02
54
@Elluis: lascia perdere, già dalla frase " non vedendo l' ora di togliermi dai coglioni da sto pianeta" capisci il controsenso che pervade tutto il resto del post.
Elluis
Lunedì 22 Marzo 2021, 12.47.20
53
Premesso che non mi interessa e non voglio assolutamente innescare liti online, ma il commento n.49 di @Tom rappresenta perfettamente il menefreghismo altrui, l'inciviltà e l'ignoranza dilagante della gente. Il negazionismo del virus sotto qualsiasi forma, e il fatto di poter sparare delle scemenze come quelle che si leggono nel suo commento, oppure guardando anche i disordini scoppiati in Germania e in Inghilterra tra i negazionisti (fomentati dall'estrema destra) e la polizia, fa sì che le cure e i vaccini andranno avanti ancora per lungo tempo, e non solo in Italia, intendo nel mondo. Che desolazione...
Vitadathrasher
Domenica 21 Marzo 2021, 12.11.40
52
Prendo questa periodo in maniera molto lineare e serafica, della serie la storia si ripete, al di la del complottismo, al di la della politica, di cui non ne verremmo mai fuori. Alla fine è un evento come tanti della storia vuoi che sia capitato o indotto, questo è. Dalle macerie come sempre ne usciremo diversi e questo per me è anche uno stimolo, ho già tanti progetti in mente che prima non avevo. Confido solo che questo periodo sia di stimolo anche per fare scelte coraggiose su chi tira i fili e non siano le prime prove di iper controllo di massa per tenerci tutti a bada, con il ricatto della salute.
Altroquando
Domenica 21 Marzo 2021, 10.15.25
51
Io invece amico Tom credo in un'altra cosa: credo nel confronto dialettico, quando ben fatto e argomentato e credo che questi porti inevitabilmente, verso la formazione di opinioni e identità e, infine, credo che questo rifletta nella società e, a volte, perfino nella politica. In tal senso, il concerto segreto per far infettare tutti, è una stupidaggine, come adesso lo sarebbe una manifestazione. Ciò non toglie che io sia profondamente deluso e questo deve riflettersi non solo in quello che scrivo,ma anche in quello che penso e in quello che voterò. Perché sì, credo anche nella democrazia. In una democrazia partecipata, nella quale i cittadini si prendono la responsabilità di agire nel proprio interesse e non accettare, ad esempio, scuole e musei e cinema e teatri chiusi e intere categorie di lavoranti a spasso, mentre si concede l'ennesimo condono agli evasori.
Tom
Sabato 20 Marzo 2021, 23.02.26
50
Lie upon lie mankind should die.
Tom
Sabato 20 Marzo 2021, 23.00.35
49
Io sono d' accordo con il cantante degli Shining. L' umanità é una merda e ci meritiamo l' estinzione. Appunto per questo, non vedendo l' ora di togliermi dai coglioni da sto pianeta, non vedo perché dovrei rispettare attraverso divieti e puttanate varie milioni di esseri umani che mi stanno sul cazzo. Sempre a lagnarvi della situazione state, probabilmente vi mancano le palle per combattere e fare un bel concerto abusivo con centinaia di migliaia di persone. Solo in Italia siamo così sottomessi (in Germania e altri paesi fuori non usano neanche la mascherina). Lie upon mankind should die.
Tino
Sabato 20 Marzo 2021, 20.01.33
48
C'ero anch'io a Brescia per il tour di House of God
Altroquando
Sabato 20 Marzo 2021, 19.56.53
47
Entro quest'anno in Europa avremo sufficienti vaccinazioni (e per me chi non è vaccinato può starsene fuori) per l'immunità di gregge. Io spero che nel 2022 le cose riprendano. Certo non sarà facle, considerando le macerie economiche, morali e sociali di due anni come questi, ma alla fine anche quella dello spettacolo è un'industria e in qualche modo ripartirà. Credo però si sia un po' perso il senso dell'articolo: il fatto che cultura e spettacolo siano considerati secondari da parte dello Stato e persino da qualcuno di noi, in un Paese come l'Italia che vive di turismo e che ha il più grande patrimonio artistico europeo se non mondiale, mi sembra assurdo e anche piuttosto miope. Ad esempio chiudere i parchi archeologici, che sono all'aperto mi sembra pura cecità. Musei, cinema e teatri possono essere contingentati con ingressi su prenotazione e percorsi obbligati per evitare gli assembramenti fuori. La cosa preoccupante è che non si sia riconosciuto un ruolo sociale a queste realtà: in un momento così gravoso e così difficile, il conforto dell'Arte sarebbe stato fondamentale e avrebbe aiutato tutti. Ancora una volta si è lasciato invece il monopolio della cultura alla Chiesa.... Certo, un concerto metal col distanziamento appare assurdo, ma ricordo benissimo ad esempio un concerto di King Diamond a Brescia in un teatro, con le file di poltroncine inchidate a terra e certo lì non abbiamo pogato, cazzo... Non è che non ci fossero soluzioni, è che chiudere è stato più facile e a nessuno è interessato, più di tanto, confermando peraltro che tutto sommato era una rinuncia fattibile e che il mestiere di lavorante nello spettacolo in questo Paese è considerato zero, come fosse meno importante, utile e difficile di altri. A me questo sconforta e tanto.
Layne
Sabato 20 Marzo 2021, 17.24.32
46
Ma se non fanno più i concerti cambiate lavoro no?
Rasta
Martedì 16 Marzo 2021, 18.46.24
45
,,,ma certo che scherzo. Sono un matacchione con amici matacchioni, come si può constatare 23 e 24; chiedo scusa x l'intromissione.
Elluis
Martedì 16 Marzo 2021, 17.23.37
44
@Rasta, ma và, ma scherzi? Solamente contro le solite possibili malattie tipiche canine (filaria, leishmaniosi ecc.).
Rasta
Martedì 16 Marzo 2021, 16.32.50
43
Tengo a precisare che il mio non voleva essere uno schieramento, non è il luogo, solo un enfatizzare come il popolo si sfaldi ancora peggio di prima. Forse avrei dovuto aggiungere dividi et impera al mio discorso. E che la paranoia tira fuori il peggio dell'essere umano. Il blocco dei concerti e l'ordine del giorno di chi dovrà decidere, sono attualmente e saranno purtroppo l'ultimo dei mali. X restare IT. Nessuno può prevedere cosa accadrà. V /// Elluis, spero non lo vaccinerai contro il covid....... Attualmente ne ho tre cani, ma ho avuto di tutto; chi è amico degli animali è mio amico. Un saluto!
Tino
Martedì 16 Marzo 2021, 16.32.44
42
Elluis anche io
Il primo che passa
Martedì 16 Marzo 2021, 16.26.08
41
Parlando di concerti secondo me sopravviveranno solo nel breve termine gli eventi medio piccoli dove si potrà monitorare un po meglio la situazione. Scordiamoci i vari Wacken e compagnia bella...quelli porca troia ce li siamo giocati anche per tutto il 22. Spero di essere smentito ovviamente.
Elluis
Martedì 16 Marzo 2021, 13.57.53
40
@Rasta premesso che io vaccino il mio cane tutti gli anni (non è di legge, ma preserva la salute dell'animale), io se potessi mi vaccinerei anche domani...
Galilee
Martedì 16 Marzo 2021, 13.33.52
39
Quoto le ultime parole di Hirax. Bisogna tener duro e voilà. Rino Gaetano la sapeva lunga..
HIRAX
Martedì 16 Marzo 2021, 13.29.03
38
e il cielo è sempre più blu cit.R.Gaetano
Rasta
Martedì 16 Marzo 2021, 8.48.01
37
23/24 non sono io. Solo un scherzo sciocco. /// Approfitto x fare un applauso a HIRAX (dajeeee...). Aggiungici che tutta 'sta storia ha messo il popolo uno contro l'altro: giovani contro vecchi, stipendiati contro liberi professionisti, chi vorrebbe vaccinare anche il cane e chi ne è terrorizzato, chi è in paranoia, chi se ne frega, chi non ci crede... chi vive in baracca, chi suda il salario... e gli infami prosperano... ....aaaahh 'nammo bbene, ... proprio bbene! (cit nonna di Mimmo/Verdone).
Tino
Martedì 16 Marzo 2021, 8.02.32
36
In che senso? Cit verdone
HIRAX
Martedì 16 Marzo 2021, 1.55.30
35
Siamo una specie imbecille purtroppo. Abbassiamo lo sguardo quando vediamo il nostro fratello morire di fame e spendiamo risorse e denaro per cercare l'acqua su Marte! Si sono inventati una vera e propria guerra senza sparare un colpo. Siamo nelle mani di gente senza scrupoli. L'unica è cercare di resistere.
Tbone77
Lunedì 15 Marzo 2021, 18.50.04
34
Si però ti voglio far riflettere su una cosa se me lo consenti. Come mai tutti quelli che vanno sulla poltrona diventano corruttibili? Guarda il movimento 5 stelle. Le persone si stufano e votano ormai a cazzo di qua o di là per disperazione. Ma nessuno di quelli che vanno su riescie a cambiare le cose. Sono tutte coalizioni per avere voti e scaldare la sedia a spese nostre. Cambi di casacca e tante promesse poi mai mantenute. Sara' ma l'italiano di fondo è così. Ti fotto io prima che tu dotti me. Guarda evasione fiscale, legge sulla prostituzione, cannabis etc. Siamo i più indietro di tutti. Ma ti rendi conto che Berlusconi ha avuto il coraggio di ricandidarsi e lo hanno pure votato??????
Galilee
Lunedì 15 Marzo 2021, 18.38.07
33
Questa storia dello specchio, a mio modo di vedere, è decisamente una forzatura. Nel mondo ci sono tantissimi popoli che vivono veramente di merda a causa di chi li governa. Tra dittature e demagogie abbiamo l'imbarazzo della scelta. Sempre specchio del popolo? A prescindere dal medio livello culturale che ci contraddistingue, di cui anch'io faccio parte, non credo ci meritiamo un governo del genere. C'è un sacco di gente che si fa il culo, non siamo tutti così minchioni.
Tbone77
Lunedì 15 Marzo 2021, 16.59.49
32
X Galilee: sul discorso tecnologia legata alla scienza, scoperte, nel settore della medicina per sconfiggere determinate patologie etc mi trovi concorde. Sull'uso errato o meno dipende da noi. Nel contesto usa e getta tipo social media, cellulari e altro no, la gente si è fatta prendere la mano e la vive in maniera morbosa e distorta a parer mio. Sul discorso politico anche io non sono ferratissimo ma chi ci governa è lo specchio di chi sono quelli che li votano.......
Galilee
Lunedì 15 Marzo 2021, 16.37.37
31
Non entro in merito a questioni politiche perché comunque non mi sento all'altezza della situazione. Però come dice sempre una mia amica molto ferrata sull'argomento, l'Europa siamo noi, non una forza esterna, e il nostro contributo è vitale. Quindi potremmo tornare sull'incapacita del nostro governo di gestire una politica sia nazionale che internazionale e su di un posto da Leader che ci spetta nella comunità europea e che continuiamo a non avere. X Ttbone77 La tecnologia non va mai oltre, come la scienza. Sarebbe un pò come dire la ragione è andata oltre. La capacità di ragionare è sempre ben voluta. Meno il ragionare usato malamente. Ecco su questo concordo. Si fanno scoperte scientifiche e si applicano nella vita di tutti i giorni quasi solo a fini di business, e questo è un peccato.
Tbone77
Lunedì 15 Marzo 2021, 16.31.59
30
Ecco d.r.i. concordo in pieno con te. Dal dopoguerra siamo la generazione che sta peggio dei propri genitori, e senza una famiglia che foraggia alle spalle molti sarebbero schienati tra crisi del lavoro, tasse mutui etc. Chi riesce a mettere via qualcosa per le generazioni future? Esempio lampante di un colosso che ha distrutto tante piccole attività è amazon. Stai lì seduto col tablet e ti compri anche lo snocciolaolive elettrico così non devi sbatterti ad andare in negozio a scegliere un prodotto. Meditiamo anche su queste cose ragazzi
d.r.i.
Lunedì 15 Marzo 2021, 16.31.38
29
Secondo me è l'(ab)uso che viene fatto da qualcuno della tecnologia che è sbagliato. è pensare che possa "sostituire" qualcosa o qualcuno invece di affiancarlo che è brutto!
Tbone77
Lunedì 15 Marzo 2021, 16.24.06
28
Io rispetto il tuo punto di vista e condivido anche parte delle tue considerazioni Galilee ma secondo me l'essere umano ha toccato il fondo e non può scendere più in basso....... Ci sarebbe tanto da dire su ciò che sta succedendo nel mondo. Io credo che ci sia anche una lezione da imparare dietro a tutto questo e spero che le generazioni future capiscano che ci vuole rispetto per la natura e per gli altri. Sulla tecnologia penso si sia andati troppo oltre ma ovviamente è un parere personale. Il cellulare lo reputo una rovina.
d.r.i.
Lunedì 15 Marzo 2021, 16.21.38
27
Ma inftti @Galilee il mio discorso era proprio quello: la liquidità è oggettivamente destinata a ridursi, tutti questi aiuti (dove sono arrivati) qualcuno li dovrà pagare; i prestiti dell'Europa andranno restituiti e quindi la conseguenza logica (come è sempre stato fatto del resto) è l'aumento delle tasse ergo diminuzione del potere di acquisto del singolo. Poi spero davvero di sbagliarmi e che il trend si inverta ma dal dopoguerra i fatti sono davanti a tutti.
Galilee
Lunedì 15 Marzo 2021, 16.13.34
26
Unitissimi, si vendevano tra vicini per un pezzo di pane. La tecnologia non ha diviso, ha creato nuovi mezzi di comunicazione sicuramente più adatti alle megalopoli di oggi. Ma l'invivibilita delle città era già venuta a galla da un pezzo. Da qui il ritorno a lidi più familiari e paesani. È la mancanza di liquidità che ha ucciso l'ultimo ventennio non la tecnologia. Questo a parer mio.
Tbone1977
Lunedì 15 Marzo 2021, 16.04.59
25
Io sono pessimista di natura forse, ma l'essere umano non mi da fiducia, sono anche realista. L'uso esasperante della tecnologia ci ha diviso è un dato di fatto. Nel medioevo e in guerra gli uomini erano più uniti dei tempi odierni. Smembrati e isolati poco possiamo secondo me.
Rasta
Lunedì 15 Marzo 2021, 15.48.05
24
W max Gazze'
Rasta
Lunedì 15 Marzo 2021, 15.48.03
23
W max Gazze'
Galilee
Lunedì 15 Marzo 2021, 15.46.10
22
Dio mio che pessimismo. Su forza che nel giro di qualche mese si ricomincerà a vivere. Per i concerti facciamo 2022 va. E si ci sarà una crisi, ma come sempre dopo ci sarà una ripresa. Non diamo così importanza ad un momento storico solo perché lo stiamo vivendo. Non so cosa potesse pensare, tanto per fare un esempio, la gente comune ai tempi del medioevo, ai tempi in cui la Chiesa tiranneggiava e la peste decimava il volgo. Non so che speranza avessero nel futuro, ma se anche ne avevano una, noi potremmo decisamente far meglio vista la situazione, vista la nostra cultura di base generale e così via. Basta con sto pessimismo figlio di un complottismo armageddoniano. Basta. Bisogna guardare avanti e nel caso se in futuro ce lo impedissero, ci riprenderemo anche la vita,in un modo o nell'altro. Yeah, rock n roll. Riguardo all'articolo.. Che bisogna dire. Ora è così.
d.r.i.
Lunedì 15 Marzo 2021, 15.16.22
21
Per me aumenteranno in maniera esponenziale i poveri e solo il mangiare diventerà necessario e ahimè a volte pure difficile da raggiungere. Io ci metto il carico: tra due/te/dieci anni quando tutti perderanno il potere di acquisto già scarso di oggi quanta gente potrà permettersi concerti?
Tbone77
Lunedì 15 Marzo 2021, 12.18.39
20
Adesso pensiamo ai roadie ai locali etc etc, vi faccio una domanda : secondo voi tutti quelli che hanno attività del genere oppure uno che ha un bar o un ristorante tra due/ tre/dieci anni dopo aver chiuso l'attività malamente xche ' tanto tutti hanno mutui, rate per l' auto, figli e via discorrendo andrà al concerto e farà ripartire l'economia???? Che aiuti concreti ci sono per queste persone? E ricordate che siamo tutti coinvolti in questo processo......
duke
Domenica 14 Marzo 2021, 15.23.26
19
..tino hai detto cose giuste....sono d'accordo....
Tino
Domenica 14 Marzo 2021, 14.01.06
18
I post di beta sono sempre un ancora nel mezzo della melma negazionista ( e complottare) che ha infangato anche recentemente la dipartita di Petrov nell'articolo di commiato. Detto ciò io penso che la grande tragedia economica che affligge il mondo artistico avrà una sua naturale ripresa nel post pandemia, anche fosse tra dieci anni, ma solo se la gente avrà voglia di riscoprire la vita vera e non continuerà con un apatia e una dipendenza tecnologica che c'era già ben prima di quel maledetto 2020. Il covid ha solo fatto da catalizzatore in un processo che era partito già da tempo. Sono dell'idea che solo le industrie se chiudono non riaprono e impoveriscono un territorio (per fortuna la cara vecchia metalmeccanica di precisione emiliana è ancora bella tonica e competitiva), penso che se la gente avrà ancora di musica dal vivo ci sarà un rinascimento e i locali potranno rispuntare come funghi, o se vogliamo centri commerciali, ma bisogna che ci sia la voglia e soprattutto la richiesta della gente. Già ci si lamentava del fatto che la gente non andava ai concerti se non per i grossi nomi, la pandemia non ha fatto altro che dare il colpo di grazia a un mondo già indebolito di suo
Vitadathrasher
Domenica 14 Marzo 2021, 12.55.14
17
A comprare i dischi dai un po di ossigeno alle major e agli artisti. Ma non ai veri penalizzati: locali e tecnici. Gli artisti, anche seppur piccoli non hanno costi vivi come un organizzatore di eventi, un locale, che hanno o dipendenti o costi di affitti, bollette e quant'altro. L'artista è quello meno penalizzato. Lasciamo perdere i "grandi nomi" che cascano sempre da ritti, (Vasco è stato truffato con i diamanti per 2,5milioni, ma non credo che sia ad elemosinare miseria).
Beta
Domenica 14 Marzo 2021, 12.28.10
16
Quoto tutto ed in particolare la seconda parte dell'ultimo paragrafo: ho i miei dubbi che un, che so, Vasco Rossi possa davvero piangere miseria. Piuttosto, come ha già detto qualche collega qui sotto, a soffrire sono non solo i "piccoli" artisti, ma anche (e soprattutto) i vari roadie e i piccoli locali. Io nel mio piccolo quello che faccio è comprare i dischi (onestamente non sono interessata a pagare per un evento in streaming ... come si diceva nell'articolo, è pressapoco un DVD, quindi, piuttosto, compro direttamente un DVD), anche se online, visto che nei negozi praticamente non ci riesco mai ad andare manco quando siamo in zona gialla (XD) (cosa che mi dà fastidio, il comprare online, ma mi devo adeguare) e supportare con crowdfunding (ho donato al Legend Club di Milano, che rischiava di chiudere). Purtroppo anche io penso che non ne usciremo molto rapidamente e i concerti live ce li scorderemo per un bel po' e, a malincuore, quoto Blackiesan: alla fine i concerti non sono attività essenziali e di certo non ho intenzione di rivedermi l'ospedale pieno di gente da intubare come un anno fa solo perché si è dato il via libera ai concerti. Preferisco fare qualche donazione per salvare il salvabile fino a tempi migliori, piuttosto che rischiare. Dal canto mio, inoltre, nel momento in cui si potranno riaprire i concerti, non avrei alcun problema ad avere il posto numerato e distanziato, fosse anche per i Cannibal: non pogherò, ma pazienza, meglio che niente.
Freccia
Sabato 13 Marzo 2021, 20.16.14
15
si concordo, di questi tempi l unico modo di supportare le band è comprare i loro album in CD o vinile... anch'io preferisco i secondi, per i motivi che immagino sono comuni a tutti noi appassionati.... ho giusto acquistato pochi giorni fa in vinile il nuovo dei Tribulation
HIRAX
Sabato 13 Marzo 2021, 14.27.51
14
@ IMBO. Purtroppo sì, i costi dei vinili nuovi sono più o meno quelli nella media. Poi oggi anche l'usato è aumentato, forse perché il vinile è tornato di moda. Io come ti dicevo ho iniziato a comprare vinili nei primissimi anni 80 e molti dei miei dischi ora hanno un valore altissimo. Per farti un esempio possiedo il primo album dei Bathory nella versione originale con il disegno giallo, comprato all'epoca a 12 mila lire, oggi sembra ghe il suo valore si aggiri intorno ai 1800 euro. Mi sembra un ottimo investimento . Parlavo di comprare dischi per aiutare le band che oggi non possono suonare live. Poi ognono fa come gli pare.
L'ImBONItore
Sabato 13 Marzo 2021, 12.59.44
13
@ HIRAX 25/27 euvo ? Minchia ! Vabbe' se si ama una band o aghtista e lo si vuole supportare, ci sta, il problema e' se si vuole supportare ben piu' di una band o aghtista.
patrik
Sabato 13 Marzo 2021, 2.25.21
12
piu che polemica direi che si tratta di diritto di esprimersi suonando e la possibilita di sentire musica liberamente , ma visto che viene considerata come intrattenimento e non arte , la lasciamo indietro come una banale manifestazione sportiva ( che va apprezzata in tutti gli aspetti , ma rimane uno sport , non è una cosa cosi completa come un linguaggio universale come la musica ) , bisogna ricongiungersi con quel che siamo , non degli animali da salotto o da stanzetta , ma persone , individui , basta stare ad ossevare , io personalmente mi sono rotto di stare dietro ad uno schermo
Fabio Rasta
Venerdì 12 Marzo 2021, 18.56.47
11
I miei pensieri sono andati da subito ai Roadies, quelli di qualsiasi band. Dai piccoli, che si portavano dietro una manciata di roadies, ai grandi nomi attorno al cui carrozzone ruotano migliaia di lavoratori + o meno stipendiati. La cartina tornasole sarà il calcio (dove anche lì esistono realtà grandi e piccole), e questo non è un bene xchè i ricavati degli spettatori paganti sono infinitesimali rispetto al resto del giro di soldi (diritti TV, scommesse, compravendite, riciclaggio e malaffare...), x cui l'interesse dei "potenti" a riaprire è relativo e la faccenda si fa ancor + complicata. Ma finché non riapriranno gli stadi di concerti mi sa nisba. Alla lunga il calcio senza pubblico potrebbe stufare, questo è un aspetto con cui dovranno fare i conti. Ai giovanissimi pare già interessi molto meno, se non zero. La torre di Babele scricchiola. /// Alla fine ai concerti mi davano già fastidio i posti a sedere numerati, figuriamoci il distanziamento. Noooo. /// Non entro nel merito del virus. ////// (WE ARE THE ROAD CREW!!!)
Luigi
Venerdì 12 Marzo 2021, 14.50.13
10
@Freccia cerco semplicemente di essere il più realista possibile, in parte basandomi su alcune confidenze che mi vengono fatte dai miei colleghi che hanno notizie di prima mano, e in parte basandomi sulle mie percezioni, ma mi sembra evidente che la situazione nell’ambito degli eventi live è quella che è, e di sicuro non ne usciremo tanto presto.
Freccia
Venerdì 12 Marzo 2021, 14.28.06
9
Luigi, spero proprio che la tua profezia dei concerti non si avveri... anche se vista la situazione temo che sarà proprio così...
Luigi
Venerdì 12 Marzo 2021, 13.17.28
8
Volevo fare un ringraziamento speciale a Nicola Bovi (in questo caso mi piace usare nome e cognome e non dei nick) per l'ottimo articolo: io sono un amante del metal, punk e hardcore dal 1986, l'anno in cui comprai Who Made Who degli AC/DC e Powerslave degli Iron, e questa mia passione per la musica mi ha portato ad essere un lavoratore delle spettacolo professionista, ho iniziato nel lontano 1998 e mi sono fermato causa di forza maggiore a fine febbraio dell'anno scorso. Ho lavorato nel mondo dei concerti (e non solo) per più di vent'anni, nei club, palazzetti e stadi d'Italia ed è tuttora il lavoro che amo di più, e che mi manca di più in assoluto. A ottobre ero presente a Bauli In Piazza, e sì, da allora qualcosa si è mosso, ma ovviamente, stante la condizione generale, molto poco. La situazione attuale è piuttosto preoccupante, stiamo per tornare di nuovo in zona rossa, e tutti i concerti già posticipati dal 2020 al 2021, stanno subendo nuovi rinvii a partire da ottobre 2021 in avanti. La quasi totalità dei grossi festival europei hanno già annunciato l'annullamento e l'arrivederci all'estate 2022. Al momento non esiste altra soluzione, e non è possibile fare previsioni a lungo termine, bisogna "navigare a vista" e vedere come si evolverà il virus. Prevedo tempi lunghissimi comunque, e quando il tutto ricomincerà temo che non sarà più come prima, il mondo è cambiato, e dovremo imparare a conviverci.
HIRAX
Venerdì 12 Marzo 2021, 12.59.22
7
Ciao IMBO. sì in effetti i dischi costano sempre tanto (in media i dischi nuovi li pago 25/27 euro) ma cerco di evitare le versioni “speciali” che costano ancora di più. Io sono un grande collezionista/ascoltatore e compro dischi dai primi anni 80 ma la stragrande maggioranza li ho presi usati. Il tubo è pieno di full album certo e ascolto tanto anche lì, scarico a mille Mp3 e ne vado fiero.
L'ImBONItore
Venerdì 12 Marzo 2021, 12.24.21
6
Sto Coronavirus e' stata la mazzata finale sulla capoccia di un settore gia' di per se' morente. Nel frattempo la gente, soprattutto i piu' giovani si disabitueranno nell'andare in luoghi gremiti di peghsone ai concerti. La vedo male invece, molto ma molto male. Si, al momento l'unico sostegno e' quello di comprare dischi, anche se, attenzione, rimanendo chiusi in casa, eeee' una grande tentazione usufruire di Youtube, il quale e' strapieno di Full Albums, gratuitamente, e ancora, ma quanto costano oggi i dischi ? Sono aumentati di prezzo anche loro non lo so. Eeeeeeee' da parecchio che non vado in un negozio di musica. Caghi saluti
HIRAX
Venerdì 12 Marzo 2021, 12.10.16
5
Ciao a tutti! Il problema c'è ed è indiscutibile. Per quanto riguarda da vicino la nostra musica il problema dei concerti (che dall'avvento della musica digitale era aumentato tantissimo per nostra gratitudine) sarà molto, moltissimo lungo nei tempi. L'economia mondiale è a pezzi, ma per chi si è salvato continuando a lavorare e ricevere stipendi, c’è solo una cosa da fare: comprare dischi, magari in vinile, che è sempre stato e continuerà ad esserlo, la salvezza della musica. RESISTIAMO!
d.r.i.
Venerdì 12 Marzo 2021, 10.56.18
4
Condivido, aggiungo ai grandi artisti che si lamentano i proprietari di grandi locali che di soldi e tanti ne hanno fatti. Il mondo dello spettacolo però andrebbe distinto! Chi soffe nella musica (non chi paga perchè pagano tutti) sono i proprietari di piccoli locali, i laovoratori dietro al palco, i piccoli musicisti che campavano con qualche concerto. Nei teatri soffrono più o meno tutti, perchè usufruire del teatro in streaming è una cosa ancora dura da digerire per i fruitori. Per i cinema pagano, secondo me, solo i proprietari degli stessi e i loro dipendenti e le entità underground perchè i produttori di film i bei soldini li presi eccome dallo streaming (già prima della pandemia "vendevano" i film prima a queste piattaforme che ai cinema). La situazione è dura, economicamente sarà un massacro che ci trascineremo per anni e ahimè c'è chi non ne uscirà.
blackiesan74
Venerdì 12 Marzo 2021, 10.31.13
3
Discorso difficile da affrontare: perché è vero che l'ambiente musicale non è fatto solo da band che guadagnano un sacco di soldi ma per la maggior parte da un sacco di personale che lavora per artisti, locali, organizzatori di concerti, etc., e sono questi che pagano il prezzo maggiore di questa fase di stasi totale. Però è vero anche che la musica (live, ma non solo) per coloro che ne fruiscono come ascoltatori-spettatori è un piacere voluttuario, a cui tornare a pensare quando questo pandemia sarà finita, e perciò nella percezione comune dev'essere momentaneamente accantonata perché ci sono altre priorità. Onestamente non so cosa avrebbe potuto fare il governo precedente rispetto a quanto ha fatto, perché come tutti è stato colto di sorpresa dall'avanzata in modalità-blitzkrieg del virus (credo che il grosso problema siano state le modalità di comunicazione degli aggiornamenti, ma ci sarebbe da fare un lungo discorso in merito a questo); ora sicuramente c'è più consapevolezza, ma ci sono attività produttive (definite "essenziali") che meritano più attenzione di altre, e tutto quanto gira attorno a musica, cinema e spettacoli non è tra queste. Sarà impopolare, ma io la penso così.
Freccia
Venerdì 12 Marzo 2021, 10.08.32
2
Anch'io mi trovo d'accordo con Nic... purtroppo i più penalizzati sono gli artisti e le band "minori", per i quali gli eventi dal vivo rappresentano la fonte di entrata principale (anche per vendere il merchandise). Sicuramente Metallica, Kiss e altre band famose sono toccate dal lato economico molto meno dagli effetti della pandemia rispetto ai gruppi underground. Purtroppo per noi penso che i concerti dal vivo saranno gli ultimi eventi a tornare alla normalità... d'altra parte non ci vedo proprio tutti seduti bravi e composti a 3 metri l'uno dall'altro ad assistere ad un live dei Cannibal Corpse...
Vicarious
Venerdì 12 Marzo 2021, 0.53.08
1
Non era semplice affrontare la polemica in questo campo minato che è rappresentato proprio dall'argomento preso in esame. Per quanto mi riguarda mai parola fu più vera, sottoscrivo in pieno ogni singola riga. D'accordo al 100%, bello anche il discorso sui bancomat antropomorfi, fatto proprio da quegli artisti che non sarebbero in crisi nemmeno se vivessero dieci vite con i soldi guadagnati fino ad oggi. Ma per tutti gli altri? Il rischio di default è altissimo e la situazione è stata gestita nel modo peggiore possibile, l'arte è stata accantonata come l'ultima delle priorità...
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