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JESS AND THE ANCIENT ONES - Colors fading on a Vertigo
11/07/2021 (644 letture)
For English version scroll down

Con la pubblicazione di Vertigo, quarto album in studio dei Jess and the Ancient Ones, abbiamo fatto il punto della situazione con il chitarrista, leader e mastermind della band, Thomas Corpse. Le considerazioni sul nuovo album sono state solo un ideale punto d’inizio per condurre alcune riflessioni a più ampio respiro, dove si è parlato dell’amore per i classici rock del passato, i rapporti con le case discografiche e di come sia difficile oggi mantenere intatta la propria integrità artistica.

Azog: Ciao, come va? Benvenuti a Metallized.it! Con mio grande piacere ho avuto il privilegio di recensire il vostro ultimo album, Vertigo, quindi mi piacerebbe approfondire le meccaniche che hanno dato origine al vostro nuovo nato. La decisione di adottare un titolo di una parola sola, in contrapposizione ai titoli dei vostri album precedenti, è stata una scelta consapevole?
Thomas Corpse: Hahaha, in un certo modo sì. Per me Vertigo (vertigine) suona come una parola molto forte, e la si può considerare pure da più prospettive. I nostri album precedenti avevano titoli sfarzosi così come le copertine erano ricche e colorate. Invece, pure in questo, i colori sono decisamente più spenti.

Azog: Nel momento in cui la pandemia Covid ci ha travolti, Vertigo era già nelle fasi finali di completamento o è stato invece composto e registrato durante la pandemia?
Thomas: A dir il vero abbiamo incominciato a scrivere le canzoni immediatamente dopo aver concluso The Horse and Other Weird Tales. Vertigo è stato inciso nell’Ottobre del 2019, ma abbiamo poi scelto di pubblicarlo ad inizio 2021. Infatti, è entrata in scena la pandemia e abbiamo preso la decisione di posticiparlo al 2021.

Azog: Siete rimasti soddisfatti dal risultato finale di Vertigo? La risposta dei fan e della critica è stata positiva?
Thomas: Vertigo riflette il momento in cui è stato composto e io in primis non sono mai pienamente soddisfatto di nulla. Ma penso che sia un perfetto fermo immagine di noi in quell’esatto periodo. E’ sempre meglio apprendere dalle esperienze vissute ed essere concentrati nel migliorarsi lungo il cammino.

Azog: Ora che probabilmente ci siamo lasciati alle spalle la parte peggiore di questa emergenza sanitaria, state considerando di riprendere l’attività dal vivo e state programmando un eventuale tour europeo?
Thomas: Abbiamo appena avuto un dibattito riguardo ai concerti dal vivo da tenere l’anno prossimo. Al momento contiamo di fare almeno un tour nei piccoli club qui in Finlandia, ma per il resto d’Europa la situazione è ancora incerta. La speranza è che la situazione migliori presto.

Azog: A partire dalle vostre origini e perseguendo la vostra carriera musicale, avete gradualmente abbandonato le influenze metal/doom per dirigervi a passo fermo verso territori occult e psych rock. E’il frutto di una trasformazione consapevole o di un’evoluzione naturale?
Thomas: Abbiamo seguito il nostro istinto, con l’intenzione di esplorare e sfidare noi stessi e al contempo comporre musica che fosse eccitante da suonare e da proporre dal vivo. Tuttavia, il materiale su cui stiamo lavorando ora è il più pesante degli ultimi anni. Indicativamente, la registrazione di questo materiale dovrebbe avvenire in qualche momento del 2022.

Azog: Rimanendo in tema, ho acquistato entrambi gli album di The Exploded Eyes Orchestra, dove affiorano maggiormente radici psichedeliche e progressive. Questo progetto parallelo ha influenzato ed ispirato la composizione dei vostri ultimi due album?
Thomas: In un certo senso sì. Ti devi liberare di ciò che è vecchio dentro di te per poter avanzare e progredire a mente sgombra, quindi l’aver scritto e composto quelle canzoni è stato davvero educativo. E’ stato un progetto realizzato per divertimento ai tempi, anche se sicuramente ha avuto il suo effetto sul sound dei Jess and the Ancient Ones in generale.

Azog: Molto più che i vostri album precedenti, Vertigo sembra cucito addosso alla voce potente e carismatica di Jess. Il suo progetto parallelo, Jess By the Lake, ha contribuito a questa scelta o era semplicemente il momento giusto per scatenare tutto il suo talento, totalmente libero da restrizioni?
Thomas: Penso che sia stato uno di quei momenti in cui “gli astri sono allineati”, dove ogni ingranaggio cade al suo posto. Inoltre, come band siamo maturati e abbiamo capito il significato delle dinamiche. La percezione dello spazio è molto importante nella musica. Può essere stratificato da molte melodie in sottofondo, dove la gestione dei livelli e degli spazi diviene fondamentale. Manteniamo l’attenzione su Jess, mentre si scatena, creando la giusta tensione in background per supportare i testi e la sua esibizione.

Azog: Ho sempre pensato che la vostra musica meriti un successo più diffuso. Avete mai considerato di migrare verso una casa discografica con più mezzi, in grado di darvi l’opportunità di raggiungere una platea più ampia?
Thomas: Nel corso degli anni molti di noi hanno lavorato con altre etichette mentre militavamo in altre band. Posso affermare in tutta onestà che Svart Records è un’ottima azienda con uno staff eccezionale. I membri di altre aziende con cui ho lavorato in passato si sono rivelati dei fottuti ladri. In molti tra il nostro pubblico sono rimasta sopraffatti quando, nei primi anni di vita della band, eravamo in continuo cambiamento, esplorando paesaggi diversi con materiale eterogeneo. Penso in un qualche modo il nostro prossimo album possa ricongiungere il vecchio col nuovo. Il futuro ce lo dirà.

Azog: Negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di band che stanno gradualmente riscoprendo e riesumando i trend musicali degli anni sessanta e settanta. Alcune di esse, per esempio Greta Van Fleet, Rival Sons, Blues Pills, stanno godendo di un successo diffuso se non globale. Per quale motivo la nuova generazioni di musicisti sta esplorando queste decadi che erano concettualmente all’opposto della società frenetica in cui viviamo?
Thomas: Forse molte di queste band divengono ossessionate dalla veracità del guitar rock nato tra la fine degli anni sessanta e l’inizio dei settanta. C’era una verità diversa in quel sound. Molti di quegli artisti pensavano di poter cambiare il mondo con la forza della chitarra elettrica e forse alcuni l’hanno fatto per davvero. E’ indubbiamente una fonte di’ispirazione enorme, ma bisogna essere vigili e attenti a non diventare meramente una copia di ciò che è stato. Bisogna imparare dal passato per poi seguire la propria strada attraverso nuovi campi musicali.

Azog: Questi artisti contemporanei stanno perdendo l’ispirazione, la capacità d’innovare la musica rock? Oppure c’è il desiderio, il bisogno di riconnettersi alle radici del passato dando nuova linfa ai vecchi stili e generi musicali?
Thomas: Ci sono ovviamente delle eccezioni, ma per me il 99% della musica pop/rock di oggi è parecchio noiosa e priva di colore. Il problema di molti giovani artisti è che non li trovo credibili. Non credo alle parole che dicono e cantano. Spesso e volentieri è solo una farsa e quindi musicalmente cerco altrove. Inoltre, ci sono artisti che non fanno nient’altro che cantare e suonare materiale composto da produttori diversi. Penso che la musica rock, così come l’arte in generale, debba essere faticosamente creata con il proprio sudore, il sangue e le lacrime. Ma hey, a ognuno il suo.

Azog: Anche se i Jess and the Ancient Ones sono una band relativamente giovane, avete già scritto e prodotto, in così pochi anni, la discografia di un veterano. Un consiglio da dare ai futuri musicisti? Cosa direste ad una band appena formata che ha intenzione di intraprendere questa carriera?
Thomas: Non fatelo! Hahaha sto scherzando. Se in te arde la fiamma, allora fallo. Sii il padrone di te stesso in ogni campo, e rimani fedele a te stesso. Quando siamo partiti lo scopo era di scrivere musica che amavamo suonare e proporre dal vivo, ed è tuttora così. Il sogno del rock può facilmente tramutarsi in un mero lavoro. Spesso quando questo accade si perde lo scopo iniziale della band e si diventa qualcosa che si disprezza. E’ un settore ingannevole, quindi è necessario mantenere la concentrazione sulla musica stessa.

Azog: Concludendo, ringraziandovi del tempo a noi dedicato, c’è un messaggio in particolare che vorreste lasciare ai vostri fan italiani? Verrete a suonare in Italia prima o poi?
Thomas: Grazie del vostro supporto! Dovevamo venire in Italia nel 2019, ma eravamo davvero troppo impegnati nella creazione di Vertigo e non è potuto accadere. Non mi ricordo più il nome del festival, ma speriamo di esserci nel prossimo futuro. Amiamo l’Italia e abbiamo ottimi ricordi del vostro paese. Un grosso in bocca al lupo per gli europei di calcio! Ciao!

P.S. Se volete dare un ascolto ad una playlist su Spotify piena zeppa di band psych/garage rock di fine anni sessanta, allora provate ad ascoltare la compilation che ho assemblato.

"CLUB EQUINOX"
https://open.spotify.com/playlist/3FkMbLQHpMUrptJXUtnImV?si=aaea25b11ea14088


1. Hi, how are you? Welcome to Metallized.it! Much to my delight I had the privilege of reviewing your latest album, Vertigo, so I would like to delve deeper in the process that brought your newborn record to life. Is the one word title a conscious contraposition to your previous works?
T: Hahah, in a way yes! For me Vertigo feels as a really strong word, and I also look at it with a multileveled view. Our previous album titles have been more grandeur and also the album covers have been really colourful. This time around the colors faded more than a bit.

2. Was Vertigo already in the finishing stages when the covid pandemic struck us, or was it conceived and recorded during the pandemic spread?
T: In Fact we started composing these songs pretty straight after we finished the recordings of “The Horse and Other Weird Tales”. Vertigo was recorded in October of 2019, but we planned to release it in early 2021. That is where the pandemic stepped into the picture, and we decided to push back the release.

3. Were you satisfied by the final outcome of Vertigo and was the fans and critics response positive?
T: It’s a reflection of it’s time, and I for one can never be fully satisfied with anything. But I think it’s a perfect caption of us back then when we did it. Best to learn from the experience and keep your focus on improving yourself while you go.

4. Now that we have finally left behind the worst part of this sanitary emergency, are you planning to resume live duties and are you scheduling a European tour for 2022?
T: We just had some minor discussion concerning the shows next year. At the moment it seems that we will at least do a small club round here in Finland, but the rest of Europe is still a bit uncertain. Hopefully things change for the better soon in that field.

5. From your inception and throughout your career you have progressively forsook your metal/doom influences while heading steadily towards psychedelic and occult rock territories. Was it a conscious transformation or was it a natural evolution?
T: Been following our instinct to explore and challenge ourselves, and keep making music that is exciting for us to play and perform. But then again the material we are currently working with is once again heavier than in years. The recording of this material will happen somewhere in 2022 I guess.

6. On that matter, I purchased both your The Exploded Eyes Orchestra albums, where psychedelic and progressive roots resurface in many songs. Did this musical project influence and inspire the creation of your latest two studio albums and will there be a third episode?
T: In a way, yes. You have to get rid of the old within you to be able to push forth with a clearer mindset, so laying those tracks down was really educating. It was a fun project to do back then, and it surely had some effect on the JATAO overall sound as well.

7. Much more than your previous records, Vertigo seems to be tailored on the powerful and charismatic voice of Jess. Did her 2019 parallel project, Jess by the Lake, contribute to that choice or was it just the right time to unchain her talent and let her utterly free of constraints?
T: I think its just one of those “The stars are in the right angle” -moments where everything just clicks. Also as a band we have grown to understand the meaning of dynamics. The feel of space is very important in the music. It can be multileveled with many lingering melodies where the levels and spacing of the sounds becomes essential. We keep the main focus on vocals when Jess is blasting out, and try to create the right tension on the background to support the lyrics and the performance.

8. I have always thought that your music deserves a much wider recognition. Have you considered moving to a more powerful label with the opportunity to reach a wider fan base?
T: During the years many of us have been working with different labels with our other bands. I can honestly say that Svart Records is a good company with great staff. Many other companies I have worked with have been totally fucking rip offs. So we are happy where we are at the moment. I think many of our listeners got overwhelmed in the early days of the band, as we were so quick in our moves and explored wildly with different material. Somehow I think our next album will join together the old and the new. Future will show.

9. In recent years we have witnessed the birth of new bands who are gradually rediscovering and bringing new life to the sixties and seventies musical trends, some of them, for instance Greta Van Fleet, Rival Sons, Blues Pills are enjoying widespread success. How is it that the next generation of rock musicians is gradually rediscovering decades that were quite the opposite of the frantic society we live in?
T: Maybe one gets obsessed with the rawness of the guitar rock that was born in the late sixties/early seventies. There’s a different truth to that sound. Many really think they could change the world with the power of electric guitar, and maybe some did. It’s a great source of inspiration for sure, but be alert and don’t just became a copy of something that was. Learn from it and carve your own way through the sonic fields.

10. Are these modern artists losing their inspiration and are no longer able to innovate rock music, or is there an urgency, a need to reconnect to those past roots by bringing new life to older musical styles and genres?
T: There are of course exceptions but for me personally 99% of today's pop/rock music is pretty boring and colourless. The big problem with many younger artists is the fact that I don’t find them believable. I don’t believe the words they say and sing about. It’s so often just a charade, and with music I’m looking for something else. Then there are these artists who don’t do anything else that just sing and play material which is all made by different producers. I think rock music, like all art, should be sweated out with your own blood, sweat and tears. But hey, to each its own.

11. Even if Jess and the Ancient Ones is a fairly recent band, you have already written and produced a rock veteran’s discography in so few years. A piece of advice for future musicians? What would you say to a newborn band that is pursuing this career right now?
T: Don’t do it! Hahah, just kidding. If you burn for it, then go for it. Be your own master in all areas, and keep it true. We started this to make music that we enjoy to play and perform and it still is so to the date. If we had listened for trends and fame we would not be enjoying ourselves today. The dream of rock can easily turn out to be just a job. Often when it happens you lose the original thought of the band and it might turn to something that you despise. It’s a tricky field, so keep your focus on the music itself.

12. On a final note, while greeting you and thanking you for your time and dedication, is there any message you would like to carry out to your Italian followers and will you be playing live in our Country sooner or later?
T: Thank you for the support! We were supposed to come to Italy in 2019 but then we were too busy with Vertigo and it could not happen then. I can’t remember the name of the festival anymore, but I truly hope we can make it up in the near future. We love Italy, great memories from there. Best of luck to your country for the football game tomorrow, cheers!

P.S. If you want to check out a Spotify -playlist full of psych/garage -related bands from the late 60's then check out a compilation I have put together.

"CLUB EQUINOX"

https://open.spotify.com/playlist/3FkMbLQHpMUrptJXUtnImV?si=aaea25b11ea14088



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