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IRONWILL - Rock contro il bullismo!!
04/08/2021 (437 letture)
Recensito poco tempo fa su queste pagine, Breakout si è rivelato un album interessante non solo dal punto di vista musicale, ma soprattutto per quel che riguarda i testi e gli argomenti trattati, che differiscono in larga parte da ciò di cui una band rock solitamente si occupa. È per questo che abbiamo deciso di raggiungere la principale mente creativa del progetto Ironwill, il chitarrista Salvo Dell’Arte, per farci spiegare meglio l’universo che sta dietro la propria musica. Una musica che non sarebbe completa senza l’apparato iconografico che la accompagna, fatto di fotografia d’autore, video-animazione, fumetto e un messaggio di base tanto profondo quando complesso da veicolare. Lasciamo dunque la parola al musicista per entrare in un mondo fatto di psicologia, spiritualità ed introspezione. Buona lettura!

Black Me Out: Ciao Salvo e benvenuto sulle pagine di Metallized! Tu sei la mente dietro gli Ironwill, una rock band certo, ma che fa parte di un progetto molto più ampio rinominato “Rock contro il bullismo”. Puoi spiegarci meglio di cosa si tratta?
Salvo Dell’Arte: Ciao Alex, grazie di cuore per ospitarci in questa blasonata webzine. Ironwill è l’aspetto musicale che si inserisce in un progetto di più ampio respiro nel quale cerco di coinvolgere il maggior numero di forme di espressione artistica (fotografia, fumetto, disegni, video, cartoni animati etc.) per veicolare messaggi che possano fare riflettere l’utente su aspetti fondamentali per l’evoluzione dell’anima. Ironwill è una Psychological Rock band. Il primo CD del 2019 The Jonathan’s Journey è un concept album col quale ho esplorato la tematica del bullismo; ad esso si sono affiancati un fumetto (distribuito nelle scuole) che ripercorre con immagini il concept del personaggio Jonathan, una mostra fotografica dedicata al tema e 11 tavole 70X100 disegnate una per ogni brano dall’artista romana Humbriel. In programma ho intenzione di fondare un’associazione “Rock contro il bullismo” rivolta a tutti gli amanti della musica che credono che il rock possa essere portatore di messaggi profondi e di riflessioni.

Black Me Out: Il bullismo è una piaga sociale che riguarda prevalentemente la fascia della popolazione più giovane, la stessa a cui tu hai scelto di rivolgerti. Da dove nasce la necessità di dedicarti anima e corpo a produrre arte per aiutare i giovani?
Salvo Dell’Arte: Con questo progetto posso esplorare tutte le sfaccettature della mia evoluzione e del mio pensiero in totale libertà. Tutti gli argomenti, quindi, hanno una radice nelle mie esperienze personali. Inoltre, per motivi vari, nel corso degli anni, ho avuto anche esperienze indirette su questa piaga che hanno rafforzato la mia necessità di tentare di incrementare la conoscenza dell’argomento nelle fasce più colpite. Nel bullismo ci sono due vittime della propria anima: il bullizzato, ma anche il bullo che sfoga le sue insicurezze e frustrazioni sul soggetto più debole. Parlare di tutto ciò aiuta a formare cultura che certamente è la migliore medicina preventiva. La cultura rende l’uomo libero ed è di questo che hanno paura i governanti. Sempre in The Jonathan’s Journey con il brano Bees And Flies ho deliberatamente fatto un plagio della famosa melodia oggetto di causa tra Albano e Michael Jackson per dimostrare a tutti come la conoscenza sia fondamentale per esprimere la propria libertà; infatti le sentenze sul caso hanno deciso che detta melodia è fuori dal diritto d’autore sicché non può esserci plagio, con la conseguenza che la sequenza di note è fuori tutela! Bees And Flies è una rielaborazione in chiave punk che vede la partecipazione di Andrea Rock alla voce e quindi non è neanche imputabile di altri potenziali illeciti nei confronti dei precedenti brani più famosi che sono pop; solo la libertà data dalla conoscenza permette a ciascuno di noi di esprimersi.

Black Me Out: La scelta di far interagire all’interno di questo progetto diversi ambiti artistici –musica, video, fumetti, fotografia– è dovuta al pensiero che il messaggio che intendi trasmettere possa essere veicolato meglio attraverso la fusione di tutte queste forme artistiche differenti oppure ritieni che le immagini possano essere più comunicative della musica in certi casi?
Salvo Dell’Arte: Sono convinto che tutti i linguaggi artistici sia come singoli, ma soprattutto come componenti in sinergia tra loro, possano raggiungere il migliore risultato assoluto. Le immagini sono più facilmente comprensibili ad un pubblico più vasto e, in particolare, fumetti e disegni sono più diretti ai giovani che magari non sono appassionati di rock. I video diventano il veicolo più diretto per dare figura al messaggio della canzone e il nostro regista, Fabrizio Luzzo, che ritengo un componente fondamentale del progetto, riesce a interpretare il significato dei testi con immagini perfette. È appena uscito il nuovo video Breakout che rappresenta il risveglio dell’anima tormentata dai peccati e dalle debolezze umane verso una serenità auspicabile. Di contro sono convinto che il fruitore di musica rock e metal possieda una sensibilità spiccata per le tematiche interiori e psicologiche; non è un caso che tanto più potente è la musica tanto più sensibile è il fruitore.

Black Me Out: “Psychological rock” è la definizione con cui si accompagna il nome degli Ironwill all’interno del vostro presskit. In che modo il rock può diventare “psicologico”?
Salvo Dell’Arte: Come ti ho accennato prima, il rock è il migliore veicolo per comunicare messaggi riflessivi e profondi perché l’utente è dotato di una ricettività di rara profondità. Allora ho pensato di sfruttare questo medium per dare sfogo alle mie esperienze evolutive e, forse, suggerire a chi ci ascolta riflessioni che possano, anche in minima parte, aiutare. Dopo avere militato in diverse formazioni, ero vuoto a scrivere storie di draghi, druidi o di fantasia: in questo stadio della mia vita desidero comunicare argomenti veri.

Black Me Out: Poco tempo fa ho recensito il vostro ultimo disco Breakout, un concept album che arriva dopo The Jonathan’s Journey, il vostro esordio discografico. Parliamo un attimo di questo primo disco: com’è nato il concept narrativo dell’opera e chi è Jonathan?
Salvo Dell’Arte: Intanto grazie della tua recensione e della tua sensibilità ad approfondire oltre la pura musica. The Jonathan’s Journey è un concept album che narra dell’evoluzione di Jonathan, ragazzino bullizzato per la sua forma fisica, che trova la forza di crearsi il suo aIter ego immaginario il quale nell’età matura lo aiuta a sviscerare tutti gli scompensi causati dal dolore psicologico, lo invita a studiare tutti i peccati vissuti per colpa delle sue insicurezze, e song dopo song, finalmente le due anime si ricongiungono in un’unica entità matura ed equilibrata. Il percorso di Jonathan si sviluppa attraverso un esame introspettivo alla ricerca del bambino che ha comandato tutti gli errori dell’adulto.

Black Me Out: The Jonathan’s Journey non è solo un disco, ma anche un fumetto che è stato poi distribuito nelle scuole. Raccontaci un po’ questa esperienza: a quale fascia d’età ti sei rivolto e quali risultati ha portato questo progetto?
Salvo Dell’Arte: Purtroppo, il rock non è così diffuso tra gli adolescenti che preferiscono ascoltare altra musica (come la trap i cui messaggi non sono certo nelle mie corde mentali); ai concerti molti adulti si sono avvicinati a me ringraziandomi di avere parlato del bullismo che in qualche modo aveva attraversato le loro vite; come entrare invece in contatto con gli adolescenti? Ho pensato che il fumetto e le tavole grafiche potessero essere il veicolo più giusto; di facile lettura, di immediata percezione e lo puoi leggere più volte. Così ho cercato artisti della matita che condividessero il progetto e grazie a loro ho realizzato il risultato. Sul nostro profilo YouTube ci sono due video che presentano sia il fumetto che le tavole grafiche. Il fumetto inoltre è più facilmente distribuibile come, ad esempio, nelle scuole o ai concerti.

Black Me Out: Entriamo nel merito della musica contenuta in Breakout: parlando del disco io ho usato il termine “alternative rock” a causa dell’incrocio tra hard rock, parti più heavy, sezioni sinfoniche ed altre folk, oltre a qualche bella inflessione funky. Personalmente tu come definiresti il sound proposto dagli Ironwill?
Salvo Dell’Arte: Mi piacerebbe darti una spiegazione figa ed impegnata, ma molto semplicemente ho composto ciò che veniva fuori spontaneamente senza pensare di dovere dare conto ad aspettative stilistiche. Quando ho delle idee le memorizzo col cellulare e poi le rielaboro; se mi piacciono le trasformo in canzoni. Vedi: il vantaggio di essere “indipendenti” è proprio quello di scrivere ciò che ci piace.

Black Me Out: Tra i brani che ho preferito spicca Step By Step, che ho definito una “sorta di funk metal bizzarro dove tutti gli elementi trovano una propria collocazione tanto inusuale quanto indovinata”. Com’è stato composto questo pezzo?
Salvo Dell’Arte: Musicalmente tutto nasce da un riff imbastito mentre mi allenavo con le scale al metronomo; in effetti dopo mezz’ora e oltre di studio spesso mi parte la mente per la tangente e mi metto a cazzeggiare. Appena è venuto fuori il riff tra le varie improvvisazioni l’ho fissato e poi sviluppato. Invece la parte di basso è stata registrata da Calvin in studio di registrazione senza che lui avesse mai sentito la canzone prima; visto che ci trovavamo in studio ed avevamo già finito la precedente sessione di registrazione fruttuosamente ed avevamo tempo, gli ho proposto di registrare Step By Step e lui si è lanciato. Diciamo che è un brano che nasce direttamente dall’anima senza averci pensato su; come si dice: “buona la prima”.

Black Me Out: Tu sei il principale artefice della musica degli Ironwill; in che modo si è svolta la composizione di Breakout e quanto hanno contribuito gli altri musicisti presenti in formazione?
Salvo Dell’Arte: Essendo un progetto introspettivo è naturale che il “LA” parta da me, ma gli altri hanno dato un importante contributo nell’esecuzione e interpretazione di ogni singola canzone che per me è come un pezzo di anima. Tutti i membri hanno conferito parte della loro anima per dare la tavolozza completa dei colori che io immaginavo. Il basso di Calvin è essenziale per tessere le trame di sostegno agli intrecci delle chitarre e delle voci di Riell, Sherrie e Jareth che con le loro differenze mi hanno regalato un panorama compositivo vastissimo permettendomi di sconfinare oltre l’immaginario personale.

Black Me Out: Il comparto grafico dell’album è stato curato questa volta dal maestro Franco Donaggio, un nome di spicco nel panorama fotografico italiano. Com’è nata la vostra collaborazione?
Salvo Dell’Arte: Conosco Franco da diversi anni essendomi occupato della tutela di alcuni suoi diritti d’autore; è un artista di profonda sensibilità e fin dal primo disco ha dimostrato interesse al progetto. Nonostante il suo calibro internazionale, non solo italiano, ha partecipato attivamente nella individuazione delle singole opere fotografiche che riflettessero ognuna il messaggio della canzone di riferimento regalandoci la parte iconografica di questo secondo lavoro che è il libretto del CD.

Black Me Out: Il tema portante del disco questa volta ha a che fare con l’anima. Un argomento tanto ampio quanto spinoso non credi? Qual è il messaggio che i testi di Breakout vogliono trasmettere?
Salvo Dell’Arte: Ogni aspetto come sempre parte da riflessioni ed esperienze personali anche molto dolorose, ma il messaggio finale è quello dell’evoluzione positiva che ognuno di noi può raggiungere attraverso il proprio percorso di maturità. Occorre tanta determinazione e sacrificio, ma ognuno di noi può elevarsi costantemente. Alla fine è un messaggio di luce.

Black Me Out: Dal momento che le implicazioni di un progetto come “Rock contro il bullismo” sono tante e si rivolgono principalmente ad una platea italofona da quello che ho potuto leggere, come mai i testi dei vostri brani sono in inglese? Non avete mai preso in considerazione l’utilizzo della lingua italiana?
Salvo Dell’Arte: È stato più un dilemma che una scelta; però ritengo che la lingua inglese sia ormai patrimonio elementare di ognuno di noi, in una società che oramai vive senza confini culturali, e quindi è certamente la lingua più adatta a comunicare ad un pubblico potenzialmente senza frontiere. Infatti posso dirti che, inaspettatamente, abbiamo un bel riscontro in Brasile, Argentina e Messico, che non avremmo avuto se ci fossimo limitati all’italiano. Inoltre, abbiamo il vantaggio di avere Sherrie che è madre lingua e che ci ha fatto perfezionare la dizione nei testi. Il fumetto, ad esempio, che è destinato anche alle scuole, è in duplice lingua (italiano e inglese). Non escludo però che in futuro potremmo applicare altre soluzioni.

Black Me Out: Ironwill rimarrà un’entità da studio oppure sarà possibile vedere la band su un palco prima o poi?
Salvo Dell’Arte: Ironwill è una band live, ma dopo la pandemia abbiamo sospeso i concerti. È nostro desiderio tornare sul palco perché oltre al concerto siamo soliti organizzare mostre fotografiche, di disegni e del fumetto con tavole 70X100 per condurre le persone in un percorso visivo dei nostri contenuti. Purtroppo, valuteremo l’evoluzione pandemica nei mesi a venire.

Black Me Out: I temi trattati nelle opere a nome Ironwill sono ammantati di una spiritualità molto presente, tanto che mi sono permesso, in sede di recensione, di parlare di messaggio cristiano. È effettivamente così o la spiritualità insita nella vostra arte non è riconducibile ad alcuna religione?
Salvo Dell’Arte: No, io mi definisco del tutto razionale in tema di religione e quindi "ateo" in senso stretto relativamente alle dottrine imposte; sull’esistenza di qualcosa oltre la materialità e dell’anima mi definisco "agnostico" in attesa di riscontri. Mi concentro sull’evoluzione “qui e ora”, il dopo non fa parte dei miei limiti cognitivi. Spiritualità e filosofia appartengono alla vita che merita di essere vissuta mentre si è a questo mondo.

Black Me Out: Siamo arrivati all’ultima domanda, questo spazio è tuo e puoi usarlo per dire quello che vuoi. Grazie Salvo per la disponibilità ed invito nuovamente tutti i nostri lettori ad ascoltare Breakout!
Salvo Dell’Arte: Grazie di cuore Alex, dovrei sfruttare questo spazio pubblicitario che mi offri per promuovere i dischi, ma grazie a te l’invito lo hai già fatto, quindi vorrei solo invitarvi vedere anche gli altri aspetti del progetto: le immagini e i video sul nostro canale YouTube con i video curati dal regista Fabrizio Luzzo che riesce a tradurre in immagini i significati delle canzoni. Seguiteci anche sui profili Facebook e Instagram. Stay Rock!



L'ImBONItore
Mercoledì 4 Agosto 2021, 13.21.22
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Il tema del bullismo con un ragazzo protagonista di nome Jonathan...... Cheeeee sia un garbato omaggio all'adolescenza sfortunata di Jonathan Davis?
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