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TRASIMENO PROG FESTIVAL - Rocca del Leone, Castiglione del Lago (PG), 21-22/08/2021
27/08/2021 (587 letture)
Seconda edizione del Trasimeno Prog Festival, festival umbro per inguaribili nostalgici nato, ahimè, in un periodo non particolarmente fortunato per gli eventi live. Ciononostante, grazie ad un’associazione appassionata e alla consueta buona organizzazione castiglionese, il Festival è riuscito a migliorarsi rispetto al 2020, prolungando le serate a quattro rispetto alle due dell’anno precedente e presentando una compagine italiana di livello assoluto. Per intenderci, sul palco della splendida Rocca Medievale di Castiglione del Lago (location per storici romantici), si sono susseguiti colossi del panorama progressive italiano degli anni ‘70 quali Arti & Mestieri, Semiramis, Metamorfosi e Banco del Mutuo Soccorso. A questi si sarebbero dovuti aggiungere i Patrizio Fariselli Area Open Project, previsti come headliner della prima serata, ma purtroppo a causa di un’indisposizione non meglio precisata del leader della band, i nostri non sono potuti salire sul palco. Facciamo i nostri più sinceri auguri di pronta guarigione al maestro Fariselli e soffermiamoci sulle serate di sabato 21 e domenica 22 agosto, cioè quelle alle quali abbiamo partecipato.

UN SABATO SOSTANZIOSO IN ONORE DEL SOMMO POETA
Piatto ricco mi ci ficco! Tre band di cui una, i Metamorfosi, di assoluta caratura e importanza storica. Inoltre prima della band romana è prevista l’esibizione dell’Orchestra da Camera del Trasimeno assieme al cantante degli Osanna, Lino Vairetti. Insomma un roster niente male per chi vuole ascoltarsi un po’ di buona musica in santa pace, in una cornice splendida come la Rocca del Leone di Castiglione del Lago, situata a pochi passi dalle sponde del lago Trasimeno. Titolo della serata: “Il Prog Incontra Dante”, a settecento anni dalla morte dell’autore della Divina Commedia. L’opera viene affrontata nella seconda parte della serata in due modi: tramite l’excursus musicale nei tre mondi della Commedia dell’Orchestra del maestro Silvio Bruni e ovviamente attraverso i tre album dei Metamorfosi: Inferno, Purgatorio e Paradiso.

LAVIÀNTICA
Ad aprire le danze ci pensa una delle tante band romane presenti al Festival, cioè i Laviàntica. Salgono sul palco intorno alle 21:30, dopo aver eseguito un attento soundcheck. La formazione propone un prog rock abbastanza melodico, con forti riferimenti all’ondata new progressive ottantiana di band come Marillon e Pendragon, rifacendosi però anche a gruppi italiani come Stadio e Nomadi, vedi il singolo del primo album Clessidra intitolato Nel Vento. L’uso del flauto traverso dovrebbe elevare e nobilitare la proposta, ma alla fine della fiera il vero tocco di classe arriva dall’unica donna presente sul palco ed estranea alla formazione originale, cioè Alice Pelle. La pianista e cantautrice avrà anche modo di eseguire un suo nuovo brano; scelta premiata dato che appare il momento più apprezzato dal pubblico.

IL SEGNO DEL COMANDO
Di ben altra statura la band genovese Il Segno del Comando. Per il sottoscritto una piacevole sorpresa, anche se il loro curriculum è già lungo. Nati nel 1995 e presentati come una band di prog rock oscuro, si rivelano molto di più. Esoterismo rimembrante Goblin, Jacula e perché no i Death SS, ma anche tanti tecnicismi, resi perfettamente da una sezione ritmica di spessore, formata dal batterista Fernando Cherchi e dal mastermind e bassista Diego Banchero, un autentico mostro delle quattro corde. Da segnalare anche il giovane cantante Riccardo Morello, il quale sembra uscito dalla corrente darkwave italiana, bravissimo nell’esaltare ancor più l’immaginario orrorifico dei brani. Insomma è impossibile non apprezzare la loro esibizione fra testi interessanti, musica intrappolante e persino una ballata emozionante come Nel Labirinto Spirituale. L’inizio bestiale affidato a Komplott Charousek e la canzone estratta dal primo album La Taverna dell’Angelo sono gli esempi migliori per comprendere la concezione di progressive de Il Segno del Comando. Piacevoli sia per gli amanti delle sonorità metal, sia per gli aficionados dell’underground culturale italiano degli anni ‘70, rappresentato dalle band succitate ma anche da gruppi come Rovescio della Medaglia e Balletto di Bronzo. Morale della favola: gran concerto!

METAMORFOSI
Con set abbreviato per via dell’ora tarda (salgono sul palco dopo la mezzanotte!), i Metamorfosi si fanno comunque apprezzare. Le tastiere del compositore Enrico Olivieri, che si diletta con organo hammond, mellotron e sintetizzatore e la voce profonda del sempreverde Davide "Jimmy" Spitaleri sono i cardini sui quali si basa l’intera esibizione. Lo stile unico di canto recitativo non risente del trascorrere del tempo e “Jimmy” lo sa, perciò sul palco narra spensierato le vicende dantesche bevendo serenamente coca cola. Portare a cinquant’anni di distanza il proprio Inferno dantesco rivisitato con spacciatori, razzisti e quant’altro è una scelta quantomai moderna. Ciò non ci fa rallegrare perché dal 1973 ad oggi non è poi cambiato molto e i testi dei Metamorfosi rimangono purtroppo quantomai attuali. Inferno rimane un capolavoro di abilità, di trasposizione di un’opera letteraria del Trecento all’interno della società attuale, peraltro elevato da una qualità musicale notevole. Perciò il viaggio presentatoci minuziosamente da Enrico Olivieri ci convince e prosegue nel Purgatorio con Il Carro e l’Aquila per poi terminare nel Paradiso con l’interessante Cielo di Saturno. Come potete immaginare le emozioni più forti sono date dai classici del primo capitolo della trilogia: Introduzione, Caronte, Spacciatore di Droga, Lussuriosi, Violenti, Razzisti, Lucifero (Politicanti) portano l’asticella a livelli altissimi, rappresentando alcune delle espressioni massime del prog italico.

SI È FATTA UNA CERTA!
Serata lunga, terminata all’una di notte inoltrata, fra cambi palco e perdite in chiacchiere istituzionali superflue, ma fortunatamente anche piena di contenuti musicali. A tal proposito un plauso all’Orchestra del Trasimeno, della quale ho scritto poco, ma che fra le ottime esecuzioni ha avuto anche il grosso merito di ricordare il vate Franco Battiato. Omaggio tramite La Cura; scontato penserete... peraltro visto il contesto si poteva osare maggiormente proponendo qualcosa del periodo sperimentale del maestro catanese. Sta di fatto che l’esecuzione a quattro voci, che ha visto alternarsi al microfono Alice Pelle, Riccardo Morello, “Jimmy” Spitaleri e un incredibile Lino Vairetti ha sdoganato il rischio cover, regalando anche qualche lacrimuccia ai più sensibili.

DOMENICA 22 AGOSTO: NEL RICORDO DELL’ALTRO POETA
Col bagaglio d’esperienza pregresso, essendo finalmente certo e consapevole che i concerti non iniziano alle 20:30 (come invece indicato sulla locandina), mi reco nel luogo adibito allo spettacolo attorno alle 21. Noto un clima caldo e non mi riferisco alla temperatura, bensì al numero di partecipanti, decisamente maggiore rispetto a quello della serata precedente. D’altronde sul palco stasera vi è la storia della musica italiana: il Banco del Mutuo Soccorso. Inoltre la voce di un gradito ritorno sul palco del Banco ha presumibilmente condotto una considerevole quantità di persone in direzione dell’inespugnabile Rocca Medievale. Per me giusto il tempo di una baguette farcita e di una birra che inizio ad orecchiare i toscani La Cruna del Lago. I ragazzi sono degli esordienti: sinceramente mi incuriosiscono poco con l’innocente elettronica del singolo Giostra, presentato e lanciato sulle piattaforme streaming proprio per l’occasione, per poi però spiazzarmi con i brani successivi. Questo perché La Mantide Agnostica, Elettrodrama e Acqua da Marte sono molto più tosti e il (presumo) leader della band è indemoniato dietro alle tastiere, tanto che chiede al fonico un aumento di volume che risulta un tantino azzardato. L’effetto è infatti un discreto boato di synth con possibile perforazione del timpano, a discapito di un certo equilibrio fra i vari strumenti. Sta di fatto che sarà così per tutto il prosieguo. Certo non si può dire che i ragazzi provenienti dal senese facciano addormentare!

BANCO DEL MUTUO SOCCORSO
Noi di Metallized li avevamo lasciati sempre in Umbria, nel 2016 nel vicino comune di Città della Pieve. Da segnalare un avvenimento importante in questi cinque anni: il ritorno in studio con la pubblicazione di Transiberiana, un album particolarmente apprezzato dalla critica, italiana e internazionale. Vittorio Nocenzi non è cambiato affatto: performer eclettico, genuino, simpatico e anche un po’ incazzoso; autentico generale della band. La serata di Vittorio e degli altri membri del Banco inizia alle 22 circa e almeno inizialmente è uno show cabarettistico del mastermind, il quale coinvolge un attento pubblico dando lezioni di progressive music ma anche di vita. Fra una chiacchiera e l’altra la musica tarda ad ingranare. Seppur a rilento attraversiamo il passato remoto della band tramite capolavori senza tempo come Metamorfosi, Il Ragno, Cento Mani e Cento Occhi e la fantastica La Conquista della Posizione Eretta. La band sul palco si diverte sia suonando, sia grazie ai monologhi di Nocenzi che irrompe con la storia di un cameriere di un ristorante col quale ha avuto un piccolo litigio prima del concerto. Inoltre è immancabile il discorso sulla “maggica” Roma che sta vincendo la prima di campionato. Insomma avrete capito che il contesto diviene familiare fin dalle prime note, rendendo il contorno ancor più intimo. Ma a noi interessa soprattutto la performance e anche da questo punto di vista rimaniamo soddisfatti poiché dopo Eterna Transiberiana, unico estratto dall’ultimo album, irrompono altri classici del gruppo. Con L’Evoluzione viene accontentata la fetta di pubblico legata al progressive puro, mentre Moby Dick e Paolo Pà sono i brani da famiglie bramati ardentemente dal folto pubblico. Il momento clou della serata sta per arrivare! Vittorio presenta un “giovane” tastierista di belle speranze che forse un giorno lo sostituirà nel Banco, così fa il suo ingresso un Gianni Nocenzi in straordinaria forma e da qui in avanti il concerto assume un’altra dimensione. Il solo del pianista e il successivo duetto col fratello sulle note di 750.000 Anni Fa… l’Amore? sono il climax della serata. Un momento irraggiungibile di alchimia, quella che può esistere solo fra due fratelli, i quali sembrano suonare per loro stessi piuttosto che per i presenti. Dopo gli applausi di rito, la band al completo esegue Traccia dal “Salvadanaio” e si congeda. Chiamato a gran voce il bis, viene concessa una variegata versione di Non Mi Rompete.

SETLIST BANCO DEL MUTUO SOCCORSO
1. Metamorfosi
2. Il Ragno
3. Cento Mani e Cento Occhi
4. La Conquista della Posizione Eretta
5.. Eterna Transiberiana
6. L'Evoluzione
7. Moby Dick
8. Paolo Pà
9. Gianni Nocenzi Solo
10. 750.000 Anni Fa... l'Amore? (strumentale, Vittorio e Gianni Nocenzi)
11. Traccia (con Gianni Nocenzi)
---- ENCORE ----
12. Non Mi Rompete (con Gianni Nocenzi)


CONCLUSIONI
Per quanto riguarda costo del biglietto, location, organizzazione, sonoro e tutto ciò che rende possibile e degno di essere vissuto un Festival non possiamo che fare i complimenti all’associazione del Trasimeno Prog. Soltanto due appunti e consigli per il futuro: evitare lo sforamento esagerato dell’orario come avvenuto sabato, quando persino Olivieri dei Metamorfosi ha mostrato disappunto nel dover salire sul palco in orario notturno e poi un’osservazione di carattere gastronomico, ovverosia incentivare il piccolo punto ristoro, un “barretto” alle spalle delle tribune numerate, ma capisco che in un ambiente medievale non sia così semplice. Rispetto alle esibizioni di sabato e domenica, ebbene sono risultate due serate con tanta buona musica, con alcuni momenti persino esaltanti (Il Segno del Comando, Metamorfosi) e un vero e proprio exploit sul finale da parte del Banco del Mutuo Soccorso. Lo special guest Gianni Nocenzi ha fatto realmente la differenza, trasformando quella che poteva essere definita come una serata per diversamente giovani ancorati nel passato, in uno spettacolo eccezionale sotto tutti i punti di vista. La sintonia fra i due fratelli, i quali hanno suonato come fossero ragazzi, la loro duttilità e la tecnica imparata al conservatorio hanno messo in mostra una sensibilità rara nell’uso dello strumento, regalando sensazioni positive. Una meraviglia resa ancor più magica dal ricordo di Francesco di Giacomo, nel giorno del suo compleanno.



giampiero
Domenica 29 Agosto 2021, 0.43.25
3
peccato non abbiate assistito anche alle altre 2 serate. Organizzazione fantastica che ha saputo destreggiarsi tra i problemi (persino l'unico temporale degli ultimi due mesi!?!) e permettere l'ottima riuscita delle serate.
Togno89
Sabato 28 Agosto 2021, 19.35.42
2
Guarda io non c'ero mai stato per un concerto ma devo dire che l'acustica era veramente ottima. Peraltro mi sono perso la prima edizione di questo festival e devo fare mea culpa
Lizard
Sabato 28 Agosto 2021, 15.07.49
1
Bellissima la Rocca del Leone... immagino l'acustica. Peccato per Fariselli, speriamo si sia ripreso nel frattempo.
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Live Report
TRASIMENO PROG FESTIVAL
Rocca del Leone, Castiglione del Lago (PG), 21-22/08/2021
 
 
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