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BONES - #16 - Lutto, Blood Artilery, Devil's Vomit, Putrid Tomb, Rude
29/09/2021 (1062 letture)
Lutto - L’Orrore Incarnato (Autoprodotto, 2021)

Tracklist:
1. La Rossa Pestilenza
2. L’Orrore Incarnato
3. Berenice


Formazione:
Azrael (Voce)
Dionysius (Chitarra, Drum machine)
Miasma Sulfureo (Basso, Voce, Tastiere)

Dopo un singolo pubblicato lo scorso anno dal titolo Regina Obscuritatis, i siracusani Lutto tornano a farsi sentire con una produzione leggermente più ricca di contenuti, ovvero un EP da tre brani intitolato L’Orrore Incarnato. Ad ispirare il trio nostrano è sempre il mondo dell’horror e lo confermano non solo attraverso i testi, ma anche con la costruzione di un black sinfonico dalle tinte appunto horrorifiche e gotiche. L’inserimento di intermezzi estrapolati da film, il cantato in italiano e le trame melodiche imbastite sia dalle chitarre che dalle tastiere funziona a dovere e in alcuni momenti sanno essere particolarmente intense. Mentre la prima traccia, La Rossa Pestilenza, si presenta violenta, diretta, fatta di ritmiche sostenute e stilisticamente vicina al black nordeuropeo, la titletrack offre una prima parte più lenta e marziale che fa da preludio al tormentato assalto che accompagnerà fino alla fine per lasciar spazio alla conclusiva Berenice, una suggestiva outro fatta di arpeggi, piano e campionamenti tra l’horror e il gotico. Pur essendo solo due tracce a comporre la sostanza dell’EP, i Lutto danno dimostrazione di non essere degli sprovveduti (due membri su tre sono parte dei Trinkaria) e oltre ad aver curato la parte compositiva riescono ad essere precisi anche sulla produzione, pulita ma in grado di mantenere intatte quelle atmosfere lugubri che caratterizzano la proposta.

Blood Artillery - Radioactive Utopia (Extreme Chaos, 2021)

Tracklist:

1. Radioactive Utopia
2. Gas Mask Generation
3. Dreams of Extinction
4. Ruins and Violence
5. Converted to Hatred


Formazione:
Soul Devourer (Voce, Tutti gli strumenti)

Restiamo in Italia ma ci spostiamo qualche chilometro più a nord per parlare di Blood Artillery, progetto romano guidato da Soul Devourer, chitarrista e cantante degli Intolerant. E insomma, basta dare uno sguardo alla copertina ed ai titoli per capire di cosa si tratta; black/death, o meglio, war metal dalle tinte apocalittiche e nucleari che non punta minimamente ad una qualche evoluzione o cambiamento. Giusto così, perché i cinque pezzi qui contenuti sono in perfetta linea con la filosofia del genere e regalano quei dieci minuti - o poco più - di caos sonoro ispirato a chi il genere lo ha plasmato nel corso del tempo. Si viaggia ovviamente su ritmi sostenuti pur senza l’inserimento di qualche rallentamento in cui le distorsioni della produzione e degli strumenti vanno a rinvigorire quella sensazione di radioattività data appunto ad una produzione in linea con quelle del genere; superfluo focalizzarsi sui singoli episodi quindi, anche perché parliamo di schegge sui due minuti e mezzo, ma possiamo sicuramente dire che chi ha apprezzato gli Intolerant e non può fare a meno del suo “occhiale war metal”, dovrebbe dare una chance al progetto romano.

Devil’s Vomit - Backwoods Redneck Occult (Headsplit Records, 2021)

Tracklist:
1. Junkie Slasher
2. Backwoods Redneck Occult
3. Cannibalistic Possession
4. Paralyzed and Horrified
5. Self-Autopsy
6. Let Them Rot


Formazione:
Mikko Karttunen (Voce)
Voltti Laakkonen (Chitarra)
Santeri Kälkäjä (Basso)
Ossi Romppanen (Batteria)

I Devil’s Vomit si presentano con un feroce e rapidissimo EP di sei pezzi in cui a far da padrone è il deathgrind più diretto e semplice. Canzoni a un minuto circa, talvolta neanche raggiunto, che prendono a piene mani da Napalm Death, Carcass e Dead Infection muovendosi tra blast beat ossessivi e cambi di ritmo utili giusto per andare più veloce. Zero accenno ad una proposta vagamente più moderna ma anzi, a tratti si respira un’atmosfera proveniente dal death metal più primordiale grazie al sovrapporsi tra ritmiche in quattro quarti e la voce di Mikko Karttunen. In men che non si dica si arriva quindi alla conclusiva Let Them Rot, unica canzone che supera addirittura i due minuti e in cui sentiamo il gruppo destreggiarsi in qualcosa di un minimo più ragionato e costruito; nulla per cui esaltarsi comunque, il materiale è comunque poco e, per quanto gradevole e consigliato a chi stravede per queste sonorità, ha bisogno di un’uscita più ricca di contenuti per essere valutato al meglio.

Putrid Tomb - Putrid Tomb (Desert Wastlands, 2021)

Tracklist:
1. Heaven’s Gate
2. Afterbirth
3. The Reanimator
4. Comatose (Soul Psychosis)
5. Putrid Tomb


Formazione:
Kia Abulhosn (Voce, Chitarra acustica, Basso, batteria)
Marc Novoa (Chitarra)

Musicisti ospiti:
Alex Sisko (Voce nella traccia 3)
Marc Novoa (Voce nella traccia 3)
Max Hoffman (Voce nella traccia 3)

Abbiamo ormai imparato a conoscere la Desert Wastlands, etichetta ormai tra i punti di riferimento dell’underground assieme alla 20 Buck Spin. Ed è proprio questa ad occuparsi dell’EP di debutto dei Putrid Tomb, duo di Atlanta che in controtendenza con tanti altri gruppi ci tiene a precisare che nell’EP omonimo “[…] are no caveman riffs.”. Ed in effetti è vero nonostante non si parli di una proposta dalle tinte progressive o avantagarde; quello che fa il duo è ispirarsi a vecchi Suffocation, Deeds of Flesh e Disgorge per costruire cinque brani ragionati, brutali ma mai “ignoranti”. Pur nella loro brutalità i due dimostrano di saper scrivere dei brani ricchi di groove vecchia scuola e offrendo una buona varietà di ritmiche e situazioni; si ha infatti la sensazione che il duo abbia preso le peculiarità dei gruppi citati e su queste abbia iniziato a comporre il tutto sfruttando la tecnica per dare imprevedibilità e dinamismo, la velocità per suonare trascinanti e il già citato groove per dare maggior pesantezza ai breakdown che rimandano al primo lavoro dei Gorguts. La titletrack è quella che maggiormente riassume e mostra il potenziale del gruppo essendo quella maggiormente ricca di soluzioni (carina l’idea d’improvvisare il finale), ma tutto l’EP nei suoi venti minuti risulta essere un piacevolissimo ascolto nonostante l’indubbio amore per i gruppi citati. Ottimo sicuramente il lavoro sulla produzione, anche questo molto vicino ad uscite di quel periodo e che fanno capire come i ragazzi abbiano le idee ben chiare.

Rude - Outer Reaches (Dawnbreed Records, 2021)

Tracklist:
1. Chaos (Discarded)
2. Outer Reaches
3. Astral Cursed Spawn
4. Calamity from the Sky
5. Adrift
6. Omega


Formazione:
Yusef Wallace (Voce)
David Rodriguez (Chitarra)
Jason Gluck (Basso)
Edward Andrade (Batteria)

E parlando di vecchia scuola ecco che i Rude si ripresentano con nuovissimo EP dalle tinte sci-fi. Lo stile dei californiani è sempre quello ispirato ai grandi nomi del passato, ma arricchiscono la proposta con delle trovate moderne e più in line con le tematiche trattate; se vogliamo dare un’idea al tutto, potremmo vederli come un mix di Death, Pestilence e Timeghoul resi più dissonanti senza però spingersi oltre un certo limite e legati ad un death metal che nei momenti più semplici sa trascinare a dovere. Aspettatevi quindi delle chitarre ispirate, poca monotonia e una non trascurabile cura per tutto quello che sta “attorno”. Chaos (Discarded) è un ottimo esempio, in cui sentiamo anche la bella scelta di sfruttare appieno suoni, effetti e produzione per dare un tocco fantascientifico più che convincente; aiutano ovviamente anche gli intermezzi strumentali, ma sorprende la capacità dei quattro di riuscire a rendere suggestive ogni singolo passaggio. Grande lavoro del basso, fischi delle sei corde volutamente lasciati e un lavoro che nell’insieme suona perfettamente. Dei sei pezzi bisogna citare sicuramente Astral Cursed Spawn, canzone che probabilmente raggiunge l’apice della qualità con un coinvolgimento che a questo punto speriamo possa esplodere maggiormente sul prossimo album. Inoltre, per rendere l’ascolto ancora più coinvolgente e spaziale, il bassista Jason Gluck ha progettato un mini-videogioco .da giocare durante l’ascolto!



Immolazione
Venerdì 8 Ottobre 2021, 16.33.48
1
Si sente che i Blood Artillery son fatti dagli stessi degli Intolerant (anche se non mi piacciono granché). Degli altri conosco solo i Devil's Vomit che sono molto fighi.
IMMAGINI
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BONES #16
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Lutto - L'Orrore Incarnato
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Putrid Tomb - Putrid Tomb
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Rude - Outer Reaches
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