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BACKJUMPER - Parla la band
09/10/2007 (3929 letture)
Missione dichiarata di noi scribacchini di settore è portare il verbo metallico all’attenzione del lettore. L’impresa, già di per sé abbastanza gradevole, diviene molto gratificante allorché si ha la possibilità di far luce su grandi e piccole realtà del nostro underground in cui si crede fermamente, band validissime che per un motivo o per l’altro non hanno ancora guadagnato la meritata attenzione a livello mediatico. I baresi Backjumper sono una di quelle band che a dispetto di un’etichetta (crossover) non molto apprezzata nel circuito più puramente metallico, riescono a convincere anche i più scettici ed ortodossi ascoltatori a colpi di ottima musica e soprattutto di esibizioni live infuocate, vere e proprie esplosioni di adrenalina. Vi lascio dunque alle parole di Francesco (voce), Dario (basso), Vasco (chitarra) e Francesco (batteria).

Dunque ragazzi, cominciamo come da copione con la presentazione e una rapidissima biografia della band.
Dario: Il gruppo nasce nel 2003 dalle ceneri di un progetto iniziato un paio d’anni prima con l’arrivo di Vasco, il nostro chitarrista, e del cantante che ci ha abbandonati nel 2005. Successivamente è arrivato Francesco, il nuovo cantante, che ci ha dato una spinta notevole dal punto di vista compositivo per ciò che riguarda i testi. I primi passi “serii” li abbiamo mossi con lui.
Francesco (batt.): Si può dire che il progetto Backjumper è nato dalla mia mente e da quella di Dario, iniziando con un altro gruppo a fare cover, ritrovandoci dopo la scuola, suonando solo per diletto. L’arrivo di Francesco è stato una svolta a livello stilistico, vocale e scenico.

Come avete scelto il nome del gruppo?
Dario: Il nome l’abbiamo scelto con l’arrivo di Vasco, decidendo di sostituire il vecchio e stupido “Kickflip” (che viene da un trick per skateboard), con qualcosa di più serio. Disperati, abbiamo deciso di aprire il vocabolario di inglese e annotare tutte le parole fighe, scegliendone alla fine una che sarebbe diventata il nome della band. Abbiamo trovato il vocabolo “Buckjumper”, che indica il calcio dell’asino con le zampe posteriori. Quella ‘u’ però non era convincente e abbiamo deciso di trasformarla in ‘a’. Così è nato Backjumper, classico nome a cui si trova un significato solo in seguito…
Francesco (batt.): Infatti abbiamo successivamente scoperto che la parola backjumper ha due significati: uno riguarda il mondo hip-hop e indica la tecnica con cui si fanno i murales sulla metropolitana nel tempo che intercorre tra la fermata e la ripartenza; l’altro invece è sinonimo di “backstabber”, traditore.

Che riscontri avete avuto sinora per il vostro Trust No1?
Francesco (voc.): Trust No1 è stata innanzitutto un’esperienza che ci ha fatto crescere come gruppo; le recensioni che abbiamo ricevuto sono state tutte abbastanza positive e ci fa onore che ci sia stato riconosciuto un suono personale e non troppo derivato da questo o quel gruppo. Chi ha ascoltato la nostra demo si è reso conto di quanto abbiamo cercato di essere più eterogenei possibile nelle nostre influenze.

Trust No1 non è la vostra prima pubblicazione: nel 2004 c’è stato Alter Ego, cos’è cambiato da allora (a parte il cantante)?
Francesco (batt.): Diciamo che Alter Ego è stata una risposta alle influenze che ci caratterizzavano all’epoca, soprattutto Toxicity dei System of a Down, tanto che una recensione su Metal Shock ci aveva definito i S.O.A.D. italiani. Per noi è stato al tempo stesso un complimento e un ammonimento, perché significava difettare in personalita, non avere una nostra proprià entità. Da allora abbiamo lavorato, e l’arrivo di Francesco è stato determinante in questo, per ottenere un sound più personale e meno derivativo. Direi che ci siamo riusciti.

Vi definite una band “Crossover-Core”. Cosa significa per voi quest’etichetta?
Dario: Abbiamo semplicemente fatto la media di tutti i generi che ascoltiamo, perché nella nostra band ogni componente ha ascolti diversi: Vasco è un vero e proprio metallaro, Francesco (batterista) è un appassionato di Hardcore old school e così via. L’unico genere che ci accomuna è proprio il crossover (soprattutto Rage Against the Machine), e la musica che facciamo è un compromesso tra le più disparate influenze, non è mai sbilanciata verso un genere o un altro. Abbiamo deciso quindi di adottare questa definizione che pensiamo possa rappresentarci al meglio, anche se alla fine sta a chi ci ascolta decidere come “etichettarci”.

Che ne pensate dello stato di salute nell’anno 2007 di tutte quelle correnti metal alternative che partendo dal crossover e dall’hardcore giungono al nu-metal, metalcore, eccetera?
Dario: Ne parlavamo proprio ieri al nostro locale, e ci siamo quasi presi a mazzate per questo… C’è chi dice che il nu-metal sia morto, ma per me è un termine odioso, quasi non posso sentirlo. E’ stato il fenomeno musicale della fine degli anni ’90, proprio come ora spopola l’emo, una moda. Ormai ci sono molti gruppi che sono rimasti affezionati allo stile dei Korn, che perpetrano il loro messaggio perché ormai gli originali ce li siamo giocati…
Francesco (voc.): Ormai coloro che hanno gettato le basi di questi generi hanno tutti cambiato rotta: i Korn si danno all’industrial, i Deftones sono sempre più vicini alla new wave, gli Slipknot si possono sciogliere da un momento all’altro visti i mille progetti paralleli dei loro membri, gli ultimi 2 album dei System of a Down sono stati deludenti…
Dario: Per quanto riguarda il metalcore poi, si può dire che sia una storpiatura dell’hardcore, a cui vengono applicati suoni pompati e più propriamente metal. Un gruppo che si muoveva bene su questa direzione erano gli Hatebreed, poi sono arrivati i Killswitch Engage che hanno introdotto i cori con voce pulita che tanto hanno fatto presa sugli ascoltatori.
Francesco (batt.): Questo è proprio il motivo per cui odio il metalcore: il concetto originario dell’harcore è distruggere, creare canzoni urlate e “ignoranti” dall’inizio alla fine. Il ritornello melodico e strappalacrime posto nel mezzo dagli odierni gruppi metalcore toglie il senso alla violenza originaria del genere.
Vasco: Mai con un nuovo genere “metal” è successo che siano nati così tanti gruppi. E’ impressionante, e probabilmente deriva dal fatto che il metalcore vada fortissimo in America. Lì arrivare al grande pubblico non è così difficile se si cavalca l’onda del genere che va più di moda. Di conseguenza nascono gruppi come funghi, o altri già esistenti cambiano radicalmente la propria proposta solo per seguire il trend giusto.

I vostri testi denunciano il disagio sociale figlio dei nostri tempi in modo cinico e severo. Che ne pensate di questa situazione, e perché non bisogna fidarsi di nessuno?
Dario: I testi scritti da Francesco vanno più sul piano personale, mentre i miei, più vecchi, trattano argomenti più generali come guerra, disastri ambientali, tutto ciò che l’uomo produce nella sua attività di parassita sul mondo, mentre Francesco pone le stesse questioni nell’ambito personale.
Francesco (voc): Infatti ormai è sempre più difficile trovare gente vera e genuina, gente disposta a fare qualcosa per te senza pensare ad un proprio tornaconto personale, ormai nessuno fa più niente per niente. Ho cercato di mettere su carta le mie esperienze anche per sfogarmi per tutto ciò che mi è successo, credo non ci sia mezzo migliore della musica per farlo.

Conoscendovi, si può dire che voi non possiate farne a meno, ma quanto è importante per voi la dimensione live?
Francesco (voc): Secondo me è tutto perché è il momento in cui ti rapporti col pubblico, e non c’è niente di meglio che vedere la reazione della gente, perché se sei apprezzato lo vedi subito sotto il palco. Quella live è la nostra dimensione ideale perché è li che diamo sempre il massimo, diamo sfogo al nostro lavoro.

E’ la seconda volta di seguito che suonate al Total Metal Festival: ne siete soddisfatti, lo trovate un traguardo importante? Soprattutto questa edizione può essere una grande vetrina per voi.
Francesco (voc.): Questa penso sia la prima grande uscita dei Backjumper; lo scorso anno abbiamo suonato solo 15 minuti, mentre quest’anno abbiamo più tempo a disposizione e una posizione più alta nel bill, quindi contiamo di avere più gente sotto il palco. Magari Rage e Dark Funeral non sono band che ci hanno influenzato a livello artistico, ma poter dividere il palco con gruppi di questo calibro è comunque un onore.
Vasco: Il nostro orgoglio più grande è essere l’unica band della scorsa edizione riconfermata anche per questa.

Una cosa di cui ci si lamenta spesso da queste parti è la mancanza di strutture, la difficoltà che si trova per organizzare date, lo scarso interesse dei gestori verso la nostra musica. Qual è il vostro pensiero in proposito?
Francesco (voc): Ultimamente si sta muovendo qualcosa, e te ne puoi accorgere proprio in questa occasione. Penso che nessuno cinque anni fa avrebbe immaginato che oggi qui ci sarebbero stati Rage, Vision Divine e Dark Funeral… Ora invece c’è un movimento, grazie a persone come Luigi (Pisanello, boss della Vivo Management, ndr), che si impegnano per dare a Bari e alla Puglia quello che non ha mai avuto prima. Abbiamo diversi festival al sud, abbiamo a Bari due appuntamenti metal settimanali fissi, insomma, non ci si lamenta!
Francesco (batt): Proprio l’altro giorno leggevo un articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno che parlava di quanto il fenomeno heavy metal stesse prendendo piede al sud e si riferiva in particolare al Total Metal Festival. Per un genere che da sempre è considerato di nicchia questo è un traguardo incredibile.

Nella scena underground barese, il vostro è sicuramente uno dei gruppi più promettenti, uno di quelli che secondo gli addetti ai lavori “ce la può fare”. Vi sentireste pronti per il grande passo?
Dario: Nell’ultimo anno abbiamo avuto più di un “indizio” in questa direzione… Ad esempio siamo riusciti ad entrare in contatto con un’agenzia di management abbastanza rinomata come la Alchemist Fanatix che è riuscita a portare gruppi come gli Orange Man Theory in giro per l’Europa e l’America.
Francesco (voc): Sappiamo che non è possibile diventare delle nuove star, ma poter andare a suonare in posti come la Germania, l’Inghilterra o l’America sarebbe bellissimo, non dico vivere di musica, ma avere la possibilità di andare in giro grazie alla nostra musica sarebbe il nostro sogno, il nostro obiettivo primario.
Vasco: Ma ora possiamo fare noi una domanda a te? Ma Perché fai le interviste con la penna della Peroni (risate generali, ndr.)?

Perché, ehm, con Rage, Vision Divine e Dark Funeral la dimensione europea entra a far parte del Total Metal Festival, ma è anche vero che così il Total Metal Festival entra nella dimensione europea. In questo contesto ognuno cerca di portare alla ribalta qualcosa di suo, voi lo fate con la vostra musica, io con uno dei marchi nostrani più apprezzati (dovrei essermela cavata, ndr.)…
Ma torniamo a voi: è giunta l’ora di svelare i vostri progetti futuri.

Dario: Stiamo lavorando su un sacco di roba nuova, abbiamo qualcosa come 9 nuove canzoni in cantiere. Alcune potrete sentirle oggi, altre sono in via di completamento o ancora allo stato embrionale. Il nostro impegno più prossimo è incidere qualcosa di nuovo, ma non abbiamo ancora programmato in che tempi questo avverrà.

Bene ragazzi, l’intervista è finita: le ultime parole famose?
Francesco (voc): Grazie a te per averci dedicato quest’intervista e visitateci a www.backjumper.com e www.myspace.com/backjumper1



Dalla terra dello scempio
Venerdì 30 Gennaio 2009, 14.36.06
4
Miei cari ragazzi voi che siete pronti a sperlare di ogni cosa voi che magari lo avete preso al limone dalla musica,a quanto pare i Back Jumper dimostrano che passione e dedizione porta risultati!quindi fantomatici musicista dalle capacita esagerate(e con scarso senso della modestia) e fantomatici cantanti con decadi di esperienza alle spalle....statevi zitti queste parole spese all'imensita del web sono un solo chiaro segno:Non sapete che fare del vostro tempo...e lo impiegate a quanto pare male dato che i Back jumper hanno firmato con una etichetta dal quale uscira a breve il loro primo cd....quindi buona fortuna nel mestiere da voi intrapreso (i critici... Bye
JO piccolo
Mercoledì 5 Dicembre 2007, 2.37.33
3
uà ragazzi ma state scherzando?ho parlato con 120 persone che hanno riso alla notizia che i BackJumper possano sfondare.Sentite noi che di musica ne ascoltiamo parecchia.lasciate perdere
riccardo
Mercoledì 5 Dicembre 2007, 2.32.51
2
simpatici certo e soprattutto speranziosi.Ma caro Francesco Bellezza(cantante)per quanto tempo ancora potrai "MARTIRIZZARE"le tue corde vocali?ti ho sentito cantare dal vivo e ti assicuro che non hai una buona voce,si avverte lo sforzo che fai.E ciò lo renderò noto a tutti...perchè? semplice...prima di giudicare,ben o mal che sia,una figura bisogna conoscerla il più possibile...non ti preoccupare...tutto verrà reso noto soprattuto agli amici critici.un saluto
Francesco gallina
Venerdì 12 Ottobre 2007, 8.31.19
1
esaustiva e ben fatta
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