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BONES - #18 - Hearthlassier, Insipidus, Cronos Compulsion, Rotpit, Disimperium, Revolted Excrescence, Cejpta, Vulnificus, Demiurgon, Filth Chasm
23/12/2021 (682 letture)
Hearthlassier - Oh Winter! Oh Death! (Autoprodotto, 2021)

Tracklist:
1. To Leave the Hearth in Arms
2. Oh Winter!
3. Oh Death!
4. The Toiling March


Formazione:
Sconosciuta

Misterioso progetto di cui non sappiamo nulla se non che arrivi dagli Stati Uniti e si sia fatto notare semplicemente facendo arrivare la demo a webzine, blog e canali youtube tematici, Hearthlassier debutta con Oh Winter! Oh Death!, uscita di un quarto d’ora circa accompagnata da una bianchissima copertina. Ed è la copertina a dare le prime indicazioni musicali se vogliamo; ispirandosi alla vecchia scuola del genere, il progetto propone un black metal primitivo e melodico con atmosfere dai toni gelidi e tempestosi enfatizzate da una produzione volutamente di bass(issim)a qualità ma che compie il suo dovere. Siamo su quel genere di uscite in cui le canzoni hanno pochi riff, minime variazioni ma che riescono comunque ad avere il loro senso attraverso un massiccio uso delle melodie che nella prima traccia diventano quasi romantiche. Non si rimane però su ritmi monotoni ed ossessivi, ma anzi, ad accelerazioni sono affiancate sezioni più controllate e in mid tempo e che ogni tanto rallentano ulteriormente; a fare da padrona è sicuramente la chitarra, sia sulle ritmiche che in fase solista, punto di forza del progetto e che nel bel mezzo di una produzione che per qualcuno risulterà parecchio discutibile si erge a guida dell’intera demo. Una demo urlata, che rimanda al vecchissimo Burzum, ai Darkthrone e che suona come una bufera di neve.

Insipidus - Banal Apathy (Autoprodotto, 2021)

Tracklist:

1. Banal Apathy
2. Annihilated Post-Chemical Consciousness
3. Kanada
4. Sacrificial Suicide (Deicide cover)


Formazione:
Tim Hudson (Voce, Basso)
Yoav Daube (Voce, Chitarra)
Travis Hatley (Batteria)

Approccio invece completamente diverso per gli Insipidus, trio di Denver devoto ad un tech death di vecchia scuola e che potrebbe far la gioia di chi stravede per Death, Pestilence e Atheist. Non siamo nell’ultra-tecnica o nelle ricerche progressive, ma si viaggia su canzoni composte da tanti riff, intrecci chitarristici, cambi di tempo e un buon equilibrio tra la ferocia più spietata e la melodia. Proprio la presenza della melodia evita ai nostri di sembrare un mix di soluzioni buttate a caso, e non solo, perché questo elemento dona ai brani delle direzioni ben precise ed esalta anche il lavoro della solista. Composizioni quindi varie e dinamiche la cui macchia sta nella produzione, piuttosto amatoriale e che in alcuni punti tende a rendere poco chiari alcuni passaggi: non a caso il tutto risulta registrato nel garage di uno dei membri. Nonostante questo, le tre canzoni sono più che piacevoli e si dimostrano varie anche sotto l’aspetto vocale alternando/sovrapponendo growl, scream ed un fugace urlo di scuola heavy. Sarà interessante sentire come suonerebbero con una produzione migliore, perché quanto possibile sentire ad esempio su Annihilated Post-Chemical Consciousness e Kanada è interessante e mostra del potenziale piuttosto concreto.

Cronos Compulsion - Cursed and Decaying (Caligari Records, 2021)

Tracklist:
1. Cursed and Decaying
2. Nameless, Ageless
3. Neolithic Meditations


Formazione:
Wil (Voce, Chitarra)
Addison (Basso)
Jon (Batteria, Noise, Synth)

Restiamo a Denver per parlare dei Cronos Compulsion, trio death/doom che si approccia al genere con oscurità ed una dose di caos sonoro che dona a quest’uscita della Caligari Records un’aura di ostilità sempre apprezzabile. Ad un death metal che potremmo mettere tra Incantation e Dead Congregation si unisce una dose di noise data da distorsioni esagerate, rumori ed effetti che però non si spingono mai oltre un certo limite; per intenderci, mentre le canzoni corrono tra blast beat, rallentamenti e riff anche ben costruiti (Neolithic Meditations), è possibile sentire in sottofondo un continuo rumore, una sostenuta distorsione che sembra svolgere il lavoro di un’ipotetica tastiera. Nulla d’invasivo quindi, ma più che altro un modo per aggiungere una sensazione di disturbo e maggior intensità a brani che già di loro suonano d’impatto e costruiscono un muro sonoro non indifferente.

Rotpit - Into the Rotpit (Selfmadegod Records, 2021)

Tracklist:
1. Darkened
2. Into the Rotpit
3. Aeon Black


Formazione:
Ralf Hauber (Voce)
Jonny Pettersson (Chitarra, Basso, Effetti)
Henrik Posings (Batteria)

”This recording is dedicated to all "die-hard" Underground DEATH METAL freaks”

È questa la frase che accompagna il demo di debutto dei Rotpit, nuovissimo progetto che coinvolge Jonny Pettersson dei Massacre, Wombbath ed altri svariati progetti e i due Reveal in Flesh Ralf Hauber ed Henrik Posings. E quella frase è in qualche modo esplicativa e descrive perfettamente il contenuto di questi tre brevi e marci pezzi. D’altronde parliamo di musicisti che da tempo si muovono su territori death metal senza fronzoli, vecchia scuola e tutt’altro che incline alle innovazioni; quindi, non c’è da stupirsi se Into the Rotpit suoni come una vecchia demo che mischia gli stili e i modi di approcciarsi al death metal che è figlio dei gruppi principali dei tre. Ritmiche semplici di scuola svedese, batteria che si limita a fare da accompagnamento e n’atmosfera marcia/oscura data dal sempre ottimo growl di Hauber. Intervengono dei rallentamenti nella titletrack, delle leggere melodie sempre di scuola nordica (Aeon Black) e quel minimo di varietà in termini di riff che passa dai più spediti a quelli più lenti e rocciosi. Come detto, per i “die hard fans”, e va bene così.

Disimperium - Malefic Obliteration (Sentient Ruin Laboratories, 2021)

Tracklist:
1. Malefic Obliteration
2. Fuming Nexus
3. Infernal Machine


Formazione:
JR (Voce, Chitarra)
SM (Voce, Chitarra)
EG (Basso)
CH (Batteria)

Tre pezzi da un impatto devastante, così si presentano i neonati Disimperium, chef anno della loro forza distruttiva l’unico element su cui basare la proposta. Parliamo di un black/death dalle tinte grindcore carico di distorsioni, blast beat incessanti e in generale delle ritmiche che non danno pace se non per fermarsi qualche secondo e ripartire a cannone. Se stravedete per gruppi come Diocletian o Heresiarch allora fareste bene a segnarvi questo nome, perché la linea seguite è quella, accompagnata però da una produzione a dir poco perfetta e non perché cristallina; non passeranno infatti inosservati i suoni scelti per ogni singolo strumento, che diventano bestiali quando si lanciano in riff serrati, con l’accoppiata basso/batteria in grado di dare spessore e forza a delle chitarre/mitra. Inutile stare a parlare dei singoli brani, si va spediti dall’inizio alla fine senza variazioni di sorta, ma se c’è una canzone che descrive perfettamente l’ascolto con il suo titolo, questa è: Infernal Machine. Bestiali.

Revolted Excrescence - Ritual Violence (Headsplit Records, 2021)

Tracklist:
1. Lord of Misery
2. Ritual Violence
3. Homicidal Erotic Torment


Formazione:
Shane (Voce, Chitarra)
Bad Ronald (Batteria)

Debutto assoluto per il duo Revolted Excrescence, che coinvolge due musicisti alla primissima esperienza ma che sembrano avere già le idee piuttosto chiare su cosa e come fare. Prodotto in collaborazione con Arthur Rizk, non l’ultimo arrivato, Ritual Violence è una breve ma intensa demo composta da tre pezzi di death metal marcio e intransigente. A colpire da subito sono i suoni e la certezza di trovarsi ad ascoltare un prodotto che vuole restare legato ad un modo di concepire il genere molto underground, con una batteria sicuramente non pulita a dovere, delle distorsioni su chitarra e basso zanzarose e una voce cavernosa che si muove tra il growl più incomprensibile e qualche scream mostruoso; elementi di un death metal che non fa della sola violenza il suo punto di forte ma che si concede a lunghi rallentamenti paludosi e carichi d’atmosfera come nella titletrack, considerabile come la traccia migliore delle tre e che esprime la qualità generale del gruppo.

Cejpta - EP Sans Nom (Autoprodotto, 2021)

Tracklist:
1. Sans Nom I
2. Sans Nom II
3. Pensée - V


Formazione:
T. (Voce, Effetti, Tutti gli strumenti)

Cejpta è il progetto solista del misterioso T., musicista francese che con EP Sans Nom arriva alla seconda pubblicazione. Il materiale contenuto e la proposta si rifanno al black metal più grezzo e atmosferico, con una particolarità non da poco; il francese infatti non utilizza chitarre, ma si affida ad una coppia di bassi da quattro e sei corde (ovviamente distorti), batteria ed effetti vari. Per come è suonato il tutto, la mancanza della chitarra è praticamente nulla, anche perché lo stile è caratterizzato da ritmiche cadenzate e rallentamenti che si avvicinano all’ambient e al drone, con quindi degli stacchi fatti di tastiere, arpeggi, rumori e talvolta del (quasi) silenzio. A tratti si ha la sensazione di ascoltare un lavoro vicino al depressive black metal, complici lo scream distorto e disperato del francese e le atmosfere decadenti date dalla parte strumentale, fatta di arpeggi e riff mai troppo spinti. Qualcosa di totalmente opposto, per esempio, dalla proposta degli Hearthlassier descritti sopra ma che condivide se vogliamo la capacità di mantenere i brani su una linea dettata dalla melodia.

Vulnificus - Innomination (New Standard Elite, 2021)

Tracklist:
1. Scraped and Scattered
2. Induced Rampage
3. Innomination


Formazione:
Eston Browne (Voce)
Wilson Sherels (Chitarra, Basso, Batteria)

Cosa ci si può aspettare dalla New Standard Elite? Nulla di diverso dal brutal death che è solita pubblicare, e i Vulnificus entrano a far parte di quella grande platea di gruppi estremi a cui basta veramente poco per soddisfare l’altrettanto enorme fetta di pubblico che segue uscite simili. Voci ultra gutturali, riff velocissimi ispirati a Disgorge, e vecchi Deeds of Flesh, varietà ridotta al minimo e l’unico rallentamento che trova spazio è dato dal classimo groove e dai breakdown. Nulla di esagerato, dato che i tre pezzi sono sostanzialmente strutturati su ritmiche veloci e piuttosto quadrate, ma come detto poco fa, è quanto basta per soddisfare una fedelissima frangia di fan del genere. Certo, per farsi ntoare, sempre restando nel roster dell’etichetta che vanta gruppi ottimi come Embodied Torment o Iniquitous Deeds, servirà qualcosa in più.

Demiurgon - Il Culto Cannibale (Autoprodotto / Edizioni Inkiostro, 2021)

Tracklist:
1. Il Culto Cannibale
2. Leak Down Empire
3. The Deceptive Civilization


Formazione:
Stefano Borciani (Voce)
Dani Benincasa (Chitarra)
Emanuele Ottani (Chitarra)
Umberto Poncina (Basso)
Riccardo Valenti (Batteria)

Pubblicazione molto curiosa questa dei nostrani Demiurgon, perché li vede collaborare con Rossano Piccioni, fumettitsa che oltre ad essersi occupato della copertina è autore del fumetto che ha ispirato il titolo dell’EP e della canzone omonima. A dire il vero, Il Culto Cannibale era già presente sull’ultimo The Oblivious Lure, ma per l’occasione viene rimasterizzata e affiancata da altre due tracce presenti sull’EP precedente. Un’occasione per recuperare quest’ultimo con l’aggiunta di una copertina speciale insomma. Musicalmente parlando, le nuove tracce confermano quanto sentito fino ad oggi, quindi death metal d’impatto, tecnico quanto basta per dare imprevedibilità alle strutture e un continuo muoversi tra groove e blast beat repentini. Se vogliamo possiamo prendere I due pezzi come la prova di maturità che I cinque portano avanti dalla prima uscite, dato che le canzoni non sono mai quadrate e monotone, ma anzi, grazie alla tecnica a cui si accennava sopra, è possible trovare continui cambi di tempo/ritmo, situazioni diverse e tanti riff. Quel poco che possiamo trarre dall’EP è comunque quanto basta per prepararci ad un prossimo album, che se si manterrà su questi livelli qualitativi adifficlmente verrà ignorato.

Filth Chasm - Demo ‘21 (Stygian Black Hand, 2021)

Tracklist:
1. The Dormant Corners of Hell
2. Blood Arc
3. Erotic Zeoltry


Formazione:
Sconosciuta

Altro debutto misterioso per Stygian Blach Hand, per qualcuno sinonimo di qualità. Non sappiamo nulla dei Filth Chasm, se non che il black/death proposto è considerabile come “war metal” ed è terribilmente fastidioso, caotico e strafottente. Tre brani furenti dove le ritmiche procedono senza sosta inserendo dissonanze e passaggi che possono ricordare una forma estremizzata e più folle degli Angelcorpse, come possibile sentire in Blod Arc. Aspettatevi quindi sonorità distorte, cariche di fischi e che fanno gracchiare le casse, voce compresa, che a volte urla fino alla disperazione mentre in altre raggiunge tonalità basse ed incomprensibili. Un vero delirio sonoro, naturalmente voluto e di grande impatto.



Immolazione
Mercoledì 29 Dicembre 2021, 17.56.03
2
Da qualche anno c'è un certo interesse nell'underground per le band estreme senza chitarre e con soli bassi. La cosa interessante è che spesso gli approcci sono piuttosto differenti tra loro. Mi vengono in mente Dagger Lust, Thecodontion, Plague Organ, Ceremented, Ritual Laceration... Cejpta non fa eccezione perché ha un approccio ancora diverso (anche se ho ascoltato solo la prima demo). Per il resto conosco solo Disimperium e Demiurgon, ottimi entrambi.
Jan Hus
Martedì 28 Dicembre 2021, 19.55.32
1
Ho ascoltato, molto incuriosito, Cejpta. Mi sono esaltato, ma solo per 60 secondi.
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Articolo
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#18 - Hearthlassier, Insipidus, Cronos Compulsion, Rotpit, Disimperium, Revolted Excrescence, Cejpta, Vulnificus, Demiurgon, Filth Chasm
23/06/2012
Live Report
FATSO JETSON + BONES & COMFORT + MALE DI GRACE
Lo-Fi, Milano, 15/06/2012
 
 
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