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PUNKREAS - XXX anni (e più) e non sentirli!
11/09/2022 (717 letture)
In occasione del "circa" trentennale della Band, abbiamo avuto l’occasione di partecipare alla data di Latisana del tour dei Punkreas, storico gruppo punk del Belpaese. Certo la formazione non ricade propriamente nei generi solitamente trattati su Metallized, ma sicuramente più di qualcuno in tenera età ha ascoltato pezzi come Canapa o Voglio Armarmi, magari poi approdando anche su lidi più metallici; inoltre l’occasione era troppo ghiotta per lasciarsi sfuggire un gruppo di tale calibro, quindi vogliate considerarlo una sorta di omaggio alla band stessa per il trentennale, ed a Voi lettori.
Il bello di un gruppo come i
Punkreas è che non ci sono filtri; non hanno un management vero e proprio, si autogestiscono con tutti i pro ed i contro del caso. Non ci sono intermediari a cui chiedere il tempo di un’intervista, la domandiamo direttamente ai componenti della band, che immediatamente danno disponibilità, in un pazzo backstage composto da 3 panchine e 2 tavolini "picassiani" dove si trovano sparsi in varie forme cibo e bevande, con persone che vanno e vengono continuamente, rubandoci a turno i nostri protagonisti, presi qui e la dalle varie incombenze di fine concerto.
Ma questo non significa che il delirio regni sovrano, tutt’altro, in questo "caos organizzato" chiunque si presenti a parlare con noi ha idee ben chiare sulla band, sulle proprie convinzioni ed il proprio operato musicale, facendo un discorso a tutto tondo coerente ed efficiente. Le domande insomma servono più a catalizzare l’attenzione su un punto più specifico, ma in realtà non occorrerebbero nemmeno, poiché
Cippa, Gagno e Paletta vanno a ruota libera, descrivendo perfettamente il mondo intorno a loro. Bando ai convenevoli, cominciamo!

Enrico: ciao Paletta, intanto complimenti per il concerto, spettacolare, non vi siete risparmiati un secondo, ed il pubblico ha reagito davvero bene alla vostra energia. Come sta andando questo tour allora?
Paletta: piacere Enrico, grazie mille, noi nel live mettiamo tutto quello che possiamo, d’altronde è sul palco che troviamo la nostra dimensione reale, ed è fantastico vedere tante persone che rispondo in questa maniera, pogando e saltando dall’inizio alla fine. Non nascondo che il Tour è favoloso, ma anche faticoso, è la prima volta in tanti anni che facciamo 5 date in 5 giorni; capirai che, non risparmiandoci mai, dobbiamo trovare anche l’energia necessaria per dare il massimo.
Cippa: però è anche vero che gli spettacoli dei Punkreas sono composti al 50% da noi, ed al 50% dal nostro pubblico, che non smette mai di sorprenderci positivamente. Pensa che anche io, dopo le ultime date, avevo paura di non poter dare quanto volevo nella scorso concerto a Ravenna: cominciavo ad accusare la stanchezza, e mi chiedevo se sarei riuscito a cantare ai livelli che desideravo. Ma mi è bastato salire sul palco e ricevere l’affetto ed il calore dei nostri fan per ricaricarmi immediatamente, facendomi dimenticare tutti gli affanni! Tra l’altro io prima del concerto sono come un vampiro, chiuso in furgone a risparmiare le forze, anche se fuori ci sono 40 gradi all’ombra, e mi alzo tipo conte Dracula solo poco prima di andare in scena!
Gagno: e non solo, un concerto dei Punkreas non è tale se, una volta scesi dal palco, non incontriamo le persone che ci hanno seguito. Per noi stare in mezzo ai nostri fan è naturale e spontaneo, ed è una parte fondamentale di quello che facciamo.

Enrico: ed in effetti dopo trent’anni assieme, e di musica di un certo tipo, si vedono i risultati, è stato davvero affascinante ed incredibile vedere allo stesso spettacolo bambini, ragazzi, famiglie, insomma avete coperto praticamente tutte le fasce d’età, tutte sotto al palco a cantare le vostre canzoni.
Paletta: davvero, è bellissimo vedere un affetto tale, fa davvero piacere sapere che quello che abbiamo da dire colpisce ancora anche i più giovani, oltre che i nostri fan di vecchia data.
Gagno: già, sinceramente mi ha sorpreso molto il fatto di essere "transgenerazionali", non me lo aspettavo, ed è stata una piacevole sorpresa.

Enrico: allora il fatto di coprire un pubblico così vasto, mi porta alla prossima domanda: come vedete la scena musicale attuale, relativamente al genere da voi proposto?
Paletta: io devo dirti che vedo tantissimo talento, ci sono bassisti che sono anni luce più tecnici e preparati di me. Sui social, nonostante la marea di proposte, a mio avviso anche troppe, che rendono più faticoso trovare prodotti di qualità, ci sono però tante giovani band che spaccano.
Gagno: però è anche vero che qualcosa non sta funzionando a dovere: qualche tempo fa mi sono imbattuto in un ragazzo sui vent’anni, ed appunto condividendo la passione per i concerti ed i gusti musicali, gli ho chiesto se avesse qualche nuovo nome da propormi. La sua risposta è stata che al momento in Italia, non vede artisti con passione o talento tali da potermeli consigliare. È una risposta che un pò mi ha spiazzato, possibile che uno di vent’anni non abbia dei riferimenti, delle band a cui è legato? Inoltre c’è il problema dei locali e di certo tipo di "intrattenimento" che ruba risorse ad altri gruppi più meritevoli, ho esperienza di certi "concerti" dove la pseudo-star di turno cantava in playback, una performance di 30-40 minuti massimo, dove la sua voce reale era usata solo per incitare il pubblico presente. Che però spesso e volentieri apprezza, il che mi fa capire che è mutato proprio il modo di concepire e fruire l’arte.
Paletta: per me la risposta è che queste band hanno musicalmente tutto, ma gli mancano i posti dove suonare! Noi abbiamo cominciato nei centri sociali, ne abbiamo viste di tutti i colori, ma avevamo uno spazio di condivisione. Ora invece i locali son sempre meno, e quelli che sono aperti devono far quadrare i conti, preferendo fare serate con DJ o spettacoli che di artistico hanno ben poco. D’altronde cosa puoi rimproverare ai gestori? È difficile rischiare ed investire dei soldi in un concerto che non sai che tipo di risposta avrà, le spese sono difficili da coprire. Non ultimo anche il covid e la sua gestione, ma ti pare normale che un professionista che non lavora debba comunque pagare tutte le spese, senza avere un’entrata che gli permetta di andare avanti? Purtroppo so di moltissimi locali che hanno chiuso durante la pandemia, e non hanno più riaperto.

Enrico: sfortunatamente la pandemia è stata una bruttissima batosta, ma voi non vi siete dati per vinti e vi siete organizzati per superare questo pesantissimo momento.
Paletta: sì, abbiamo fatto Funny Goes Acoustic, spettacolo che poi abbiamo concretizzato in un album. Ma oltre a questo, ovviamente una band come la nostra in giro da trent’anni aveva un pò le spalle coperte, grazie alla lungimiranza e parsimonia che siamo riusciti a gestire nel tempo.

Enrico: ma dopo tanti anni, non è così scontato essere ancora assieme, e trovare nuovi stimoli per andare avanti. Qual è il vostro segreto?
Gagno: fondamentalmente e banalmente il rispetto. Siamo come cinque galli in un pollaio, tutti vogliamo mettere qualcosa in quello che facciamo, ma riusciamo sempre ad ascoltarci e ad accontentarci tutti. Certo musicalmente non è quindi così difficile trovare un equilibrio tra le varie personalità; nei testi invece cerchiamo di veicolare la rabbia per quello che succede intorno a noi, ma non un rabbia “sterile”, vogliamo convertirla in qualcosa che abbia una valenza per le persone, che porti dei contenuti, oltre ad un valore artistico. In un mondo dominato dai social, dove si comunica a slogan, piccole frasi che poi non vengono approfondite, è difficile riuscire a mettere in musica un argomento che sia contemporaneamente fruibile ed al contempo abbia una sua profondità.
Paletta: poi siamo interdipendenti, io di solito firmo i testi, Cippa gli artwork e le copertine, tutti assieme ovviamente la musica, ma ognuno ha il suo ruolo fondamentale all’interno dei Punkreas! E poi non ci sentiamo delle rockstar, siamo consci dei nostri mezzi, ma ci piace definirci degli "operai della musica", nel senso più positivo possibile. Ricorda che non saremo mai mainstream, avremo sempre qualcosa da dire di potenzialmente scomodo! (Per chi pensasse all’ epoca in cui i singoli dei Punkreas giravano anche su MTV ed in radio, al tempo fu la casa discografica L’Atomo Dischi che collaborò con la Universal per la distribuzione n.d.r.)

Enrico: quindi quale sarebbe il rapporto dei Punkreas con i social?
Cippa: non li demonizziamo sicuramente, anzi li usiamo, ma relativamente a poche attività. Come detto, non avendo un management, lasciamo poco da fare ad esterni e molto lavoro lo svolgiamo direttamente noi, abbiamo anche per questo fondato la nostra società a suo tempo, la Canapa s.a.s., proprio per poter fare le cose in regola e come vogliamo noi. Tornando ai social, per noi il social più importante è sempre e comunque il nostro pubblico.
Ad esempio una volta ci hanno proposto di fare il firmacopie in un locale, ma le reazioni dei fan sono state lampanti: chi ce lo fa fare di passare un’ora in fila per farsi firmare l’album, andiamo al concerto ed aspettiamo di farcelo autografare nel backstage!
Paletta: inutile girarci intorno, un concerto dei Punkreas deve essere una festa tra noi ed il nostro pubblico!

Enrico: visto che siamo su Metallized, voi avete iniziato nel lontano 1989, quando in radio si sentiva ancora Metal in varie forme, avete delle preferenze in tal senso?
Cippa: noi eravamo in pieno fermento Metal, ascoltavamo tantissimo heavy, poi crescendo abbiamo accantonato un po’ certe sonorità, ma puntualmente risorgono: ad esempio in furgone dovevamo scegliere se mettere Piece of Mind o Powerslave degli Iron Maiden. Sicuramente i grandi nomi ricadono nelle nostre preferenze musicali.

Enrico: dai, diteci ancora qualcosa sui progetti futuri. Mi sembra sia in cantiere anche un libro, non è vero?
Paletta: sì è una cosa che ci hanno proposto un po’ di tempo fa, e progettiamo di portarla a termine, anche se non è prioritaria al momento.

Enrico: e quali potrebbero essere i momenti migliori e peggiori da inserire in una vostra biografia? Cosa ricordate dopo tanti anni di Punkreas?
Cippa: io ricordo quando portavamo a mano i primi dischi nei negozi di musica, che poi ci richiamavano per portare altre copie poiché avevano già venduto tutto! O quando guardavamo i concerti delle altre band, pensando "che figata che sarebbe poter suonare qui". Poi ogni volta che lo pensavamo, finivamo per suonarci davvero! È stato così che abbiamo realizzato che stavamo costruendo una storia importante per noi!
Paletta: sicuramente mi vengono in mente i concerti che abbiamo fatto con nomi del calibro di Joe Strummer o dei Rage Against the Machine! Ma mi ricordo anche momenti meno belli, come il G8 di Genova.

Enrico: chiudiamo con il prossimo album, siete già a buon punto? Quando è previsto?
Cippa, Paletta, Gagno: la fase di scrittura è fatta, siamo molto soddisfatti, e crediamo in almeno 5-6 pezzi davvero forti. Ottimisticamente parlando dovrebbe uscire a metà 2023, ma sicuramente il prossimo anno sarà pronto!

Enrico: ragazzi, non mi resta altro che ringraziarvi della serata, della chiacchierata, ed auguravi buona festa e buon tour.
Punkreas: grazie a te ed alla prossima occasione!



Buried Alive
Martedì 20 Settembre 2022, 18.59.03
3
@Area ammetto di non conoscere una nota dei gruppi che hai citato: non ho mai ascoltato punk e ska, l'unica eccezione sono sempre stati i Punkreas per un motivo di militanza. Ovviamente essere della loro stessa zona ed essere stato adolescente durante i loro early days ha facilitato la conoscenza (quante serate al mitico Circolone). ma nonostante io ascolti prevalentemente metal ancora oggi adoro i Punkreas sia per i testi che per la musica. Certamente è tutto soggettivo per vari motivi, ma loro sono comunque dei grandi.
Area
Martedì 20 Settembre 2022, 14.04.34
2
@Buried Alive, io ho fatto le superiori all'inizio del decennio successivo e i Punkreas venivano dal successo del disco "Pelle" e di quei pezzi tipo "Voglio armarmi"... i loro pezzi storici di Paranoia e Potere e 90-93 erano ancora mooolto popolari, piacevano un po a tutti devo dire anche a chi non la pensava come loro a momenti. Del giro Italiano però ai Punkreas preferivo Senzabenza, Crummy Stuff, Manges, Stinking Polecats e Peawees che cantavano tutti in Inglese. Dei gruppi più in vista mi piacevano tanto gli Shandon che erano i soli a fare Ska Core e non farmi venire i nervi. Oppure i Sun Eats Hours che erano i migliori a fare HC Melodico prima che cambiassero strada. Ascoltavo soprattutto gruppi americani contemporanei (al tempo) del giro Epitaph e Fat Wreck di HC Melodico, Lookout o quelli della Punk Core che facevano Street Punk. Quindi soprattutto roba anni 2000 e anni 90 dato che erano veramente da poco passati.
Buried Alive
Martedì 20 Settembre 2022, 12.38.48
1
Nelle scuole del legnanese-parabiaghese durate gli anni '90 tutti conoscevamo i Punkreas e cantavamo Aca Toro, Il Vicino, Tutti in pista (per lo meno chi non era un fascio di m.), da lì in poi hanno fatto la storia della musica punk e militante italiana: Il mercato del niente, Disgusto totale, I chiromanti, La canzone del bosco, la mitica Elettrosmog... potrei andare avanti ore... poi le più recenti Voglio armarmi e Canapa che li hanno fatto conoscere a tutta Italia, fino a Cuore nero, Fuori di testa, Il lato ruvido, Ali di pietra. Grandi Punkreas, gente che nel 2022 fa concerti con ingresso a UN EURO, che se piove e non può suonare con la strumentazione allora improvvisano suonando unplugged su due panche sotto a una tettoia con i fan tutti intorno.
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11/09/2022
Intervista
PUNKREAS
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