Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Carcass
Torn Arteries
Demo

Teramaze
Sorella Minore
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

24/09/21
URIAH HEEP
Every Day Rocks (Box-Set)

24/09/21
SECOND REIGN
Gravity

24/09/21
MANDOKI SOULMATES
Utopia for Realists - Hungarian Pictures

24/09/21
DES ROCS
A Real Good Person in a Real Bad Place

24/09/21
JOHN DALLAS
Love & Glory

24/09/21
TREMONTI
Marching in Time

24/09/21
POP. 1280
Museum On The Horizon

24/09/21
SPIRIT BOMB
Tight

24/09/21
TENTATION
Le Berceau des Dieux

24/09/21
LLNN
Unmarker

CONCERTI

24/09/21
TRIBULATION + BØLZER + MOLASSESS
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

24/09/21
LA MORTE VIENE DALLO SPAZIO
ZIGGY CLUB - TORINO

25/09/21
METALITALIA.COM FESTIVAL
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

25/09/21
SAN LEO
ZIGGY CLUB - TORINO

28/09/21
OPETH + THE VINTAGE CARAVAN
TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI - MILANO

29/09/21
EVANESCENCE + WITHIN TEMPTATION
MEDIOLANUM FORUM - ASSAGO (MI)

29/09/21
OPETH + THE VINTAGE CARAVAN
TEATRO ROMANO DI OSTIA ANTICA - ROMA

29/09/21
AMENRA
LINK - BOLOGNA

02/10/21
ANCIENT + GUESTS
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

12/10/21
POWERWOLF
ALCATRAZ - MILANO

KORPIKLAANI - La data di Milano
09/11/2007 (3873 letture)
Trascorrere la vita in un grande centro urbano ha saputo stimolare il mio interesse per la comunità circostante fin tanto che la congenita rigorosità intellettuale che mi è stata tramandata non ha (finalmente) sopraffatto la caotica facciata relazionale che in fase adolescenziale ho cercato di costruire.
Spiego: aggregazioni sociali numericamente sostanziose sono possibili laddove è presente una sufficiente fertilità utilizzabile per la sopravvivenza reciproca; mi riferisco a condizioni ambientali favorevoli (risorse, clima), a posizioni geografiche strategiche, ad un indotto economico mediamente vantaggioso. Il processo di massificazione stesso tende poi ad autoalimentarsi, individuando nei propri bisogni, l’humus economico sulla cui base incrementare lo sviluppo. In tutto ciò, diversamente da quanto comunemente si creda, è l’uomo stesso a smarrirsi; l’uomo che perde la propria individualità; l’uomo che si conforma alle “necessità” dei più per compiacere, in modo subconscio, il sistema di regole auto-imposte.
Si perde il concetto nativo di società, ovvero di “parte” componente il “tutto”, tristemente mutatosi in “parte” miniatura del “tutto”. Si passa dunque da una visione biologica (organica e “attiva”) della collettività ad una più banale aggregazione chimica (molecolare e “passiva”) i cui legami costituendi rappresentano i doveri stessi del sistema.
Il termine di paragone del singolo diventa, paradossalmente, la totalità. Tanto più ci si mostra vicini allo standard, quanto più “pesa” la propria “parte” del “tutto”: uno squallido bilancio quantitativo tarato sulla media espressa dalla comunità.
Questa sconfortante convinzione è tale da consigliarmi di allontanare la vita privata da qualunque comportamento riconducibile ad un pacchetto preconfezionato di azioni elementari: nessuna frequentazione pubblica (per quanto comunemente inteso), nessuna assuefazione alla cultura di massa, un’attenta selezione del tessuto sociale con il quale interagire.
Nonostante ciò, e consapevole di imbattermi nell’ennesima riprova dei fatti, mi sono spinto, in un altrimenti vuoto venerdì sera, in quel del MUSICDROME ad assistere, appuntato di divisa delle migliori occasioni (?), al concerto degli apprezzati KORPIKLAANI.

Arrivo, come di mia abitudine, con un ragionevole anticipo giusto per individuare cardinalità del pubblico e sua aspettativa. C’è ancora poca gente, probabilmente i fan più accaniti. Li osservo attentamente: sono tutti ragazzini poco più che maggiorenni racchiusi nei loro “chiodi” variopinti e personalizzati. Non fa una piega. Una volta espletate le noiose formalità per il ritiro dell’accredito mi trovo catapultato nella solita, inadatta location a cui sono infelicemente destinate queste manifestazioni: luci soffuse, atmosfera rarefatta ed un bancone da “lounge bar” davvero poco adatto ad appagare la voglia di luppolo del popolo di nero vestito. Ma, si sa, ci si deve accontentare: quale conformata “miniatura” del “tutto” potrebbe mai trarre vantaggio nel soddisfare le impopolari esigenze ricreative di quattro “ragazzotti mai cresciuti”, a discapito di ricorrenti occorrenze dei ben più titolati (ne vogliamo parlare?) esponenti del perbenismo cittadino? Polemica chiusa.

Con il passare del tempo il locale si riempie, ma di ciò parleremo più avanti. Nel mentre si performano i giovani KIVIMETSAN DRUIDI, fautori di una strana miscellanea di generi: su di una base ispirata al BLACK METAL MELODICO (SINFONICO potrei coraggiosamente asserire), costruiscono linee FOLK, sfornate principalmente dall’urlante tastiera di Antti Koskinen (a cui va il mio unico plauso); il tutto è cucito (e rovinato) dal solito duetto di voci contrastanti (screaming maschile e simil-soprano). Alquanto discutibile anche il drumming della new entry Atte Marttinen, che nonostante l’entusiasmo profuso, mostra evidenti difficoltà fisiche nel mantenimento di un livello accettabile lungo tutto lo svolgersi della prova, peraltro piuttosto breve. Personalmente trovo il risultato complessivo poco efficace e nemmeno così originale. Le mie povere orecchie sono costrette a difendersi dalle continue stonature di Nostra Signora Jenni Onishko, la cui intollerabile staticità viene spezzata, di tanto in tanto, da ridicole movenze mediovaleggianti; per contro l’indiavolato Simo Lehtonen non ci fa mancare torso nudo e headbanging da trasher anni ’80 (ma se hai i capelli corti perché mai scuoti la testa in quel modo?). Un minimo di equilibrio non guasterebbe affatto. Devo però registrare, a beneficio di coloro che vorranno farsi detrattori della mia noncurante critica, un incredibile (ne senso che non ci posso davvero credere) apprezzamento del pubblico, trascinato dalla imberbe insolenza sprigionata dai brani tratti dagli EP 2006 (MUSTAN VALTIKAN AIKA) e 2007 (THE NEW CHAPTER).

Intanto lo show principale si avvicina. I KORPIKLAANI tornano in Italia dopo oltre un anno dall’ultima performance live (EVOLUTION 2006) e con un ottimo quarto album (TERVASKANTO) da presentare come invito. Che fosse un gruppo benvoluto lo sapevo, vista anche la comprovata nomea di bontemponi che si sono guadagnati nel corso della breve cariera; quello che proprio non potevo immaginare riguarda invece la notevole varietà di interlocutori intervenuta per assistere allo spettacolo: gli occhi mi si incrociano nel guardare le evidenti beltà di quelle due eccessive goth girl a pochi metri dal sottoscritto; un’occhiata furtiva e subito mi appare l’”indiano metropolitano” con la sua giacca sfrangiata, la cinghia stellata e gli orecchini “pennuti”; non poteva mancare il ricercato death-trasher con tanto di maglietta dei CINIC (a te ti cucco sempre!); il gigante “dalle mani enormi” quasi mi impressiona, soprattutto se confrontato con il minuto “paparino” quattr’occhi che gli gravita attorno; poi c’è lei, la biondina riccioluta: quanto è bella nella sua improbabile divisa militareggiante; l’ubriacone non poteva mancare, ma il frate…
In tutto questo curioso dipanarsi di stranezze intravedo pure il buon Johansson (drummer) che, assolutamente noncurante del timing, ciondola dinnanzi alla popolatissima zona merchandising. Pochi secondi ancora, il tempo di vederlo scolare quello che rimane della birra tra le sue mani, e si abbassano le luci. L’iniziale mormorio dei presenti sale in un canto da stadio. “KOR-PI-KLA-ANI, KOR-PI-KLA-ANI”. È subito festa. Uno dietro l’altro tutti i membri della band iniziano ad agitare i propri strumenti al ritmo incessante di JOURNEY MAN. L’intento è subito chiaro: la band è sul palco per divertire e, soprattutto, per divertirsi. È un vero piacere partecipare ai balli e ai cori del pubblico. Quando il simpaticissimo Järvelä intona KORPIKLAANI, vedo un gruppetto di ragazzine fiondarsi nella bolgia per dare il via ad un’allegra danza culminata, con la collaborazione dei ruspanti giovanotti delle prime file, in un delirante susseguirsi di tuffi sulla folla (a questo punto intravedo chiaramente il viso preoccupato del buon frate di cui vi parlavo sopra). Uno dietro l’altro pezzi da tutta la discografia. TULI KOKKO è fenomenale, ma il vero tripudio arriva con l’opener del penultimo TALES ALONG THIS ROAD, HAPPY LITTLE BOOZARD, che sfodera tutta la velocità di cui sono capaci i nostri finlandesi. WOODEN PINTS allenta un po’ la morsa e permette alle nostre “alci” (da sballo il microfono “cornuto”) di riprendere fiato prima riaccendere i “petardi” sonori con BEER BEER, iperbole sulla tanto apprezzata bevanda alcolica. Allegria è dunque la sola parola d’ordine per una serata che il sottoscritto credeva, erroneamente, poter riservare solo poche, routinarie emozioni. Una piccola standing ovation del pubblico annuncia l’imminente crepuscolo: Con LET’S DRINK e LI LEA VOIBMI i KORPIKLAANI mandano tutti a letto, non prima di aver raccolto la stima di una platea da considerarsi molto più che semplicemente entusiasta.

Pur non potendo esimermi dal giudicare positivamente tutto il gruppo per la capacità di riprodurre fedelmente i vari brani del repertorio, voglio riservare un plauso particolare a Hittavainen (violinista) e Kauppinen (fisarmonicista), la cui esecuzione, sporcata solo da un visibile imbarazzo scenico, risulta alquanto precisa e professionale. Giudicare tecnicamente Järvelä e Cane, mi sembra invece poco significativo: mediamente capaci, sia a livello strumentale (entrambi) sia sotto il profilo canoro (il primo), danno il meglio di loro stessi quando possono dedicarsi al pubblico con sorrisi, smorfie e manifestazioni goliardiche. Senza sbavature la ritmica profusa da Johansson e Aaltonen. La musica dei KORPIKLAANI la conosciamo tutti: la ritengo simpatica, coinvolgente, ma innegabilmente ripetitiva e “poco matura”. Nell’occasione confesso però di aver dimenticato tutto ciò, apprezzando semplicemente lo show in quanto tale e la carica con cui la band ha affrontato l’appuntamento.

Ricordate quanto detto sulla perdita dell’individualità, sull’appiattimento della società e quant’altro? Beh, non posso dire di aver cambiato idea, solo per aver intravisto un gruppo di persone divertirsi in modo sano e privo di pregiudizi; l’indomani, sarà un caso, mi sono però destato privo della naturale sottostima del mondo che mi circonda.
Sensazione molto bella, ma davvero breve!



IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Korpiklaani
RECENSIONI
71
73
74
73
50
75
71
79
82
85
85
ARTICOLI
03/02/2021
Intervista
KORPIKLAANI
Orgoglio finnico
08/03/2018
Live Report
KORPIKLAANI + ARKONA + HEIDEVOLK + TROLLFEST
Magazzini Generali, Milano, 05/03/2018
07/11/2016
Live Report
KORPIKLAANI + MOONSORROW + SKALMOLD
Alcatraz, Milano, 02/11/16
22/02/2013
Live Report
KORPIKLAANI + METSATOLL
Temporock, Gualtieri (RE), 16/02/2013
12/09/2011
Intervista
KORPIKLAANI
Monosillabi di Folk
10/09/2010
Intervista
KORPIKLAANI
Il sud, il folk e il tasso alcolico!
09/11/2007
Live Report
KORPIKLAANI
La data di Milano
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]