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SOLO OZZY - Recensione della biografia di Ozzy Osbourne
08/01/2008 (3386 letture)
La biografia di Ozzy Osbourne firmata Ken Paisli e pubblicata da Chinaski ha avuto un primo impatto abbastanza negativo sul sottoscritto, all’inizio infatti mi era sembrata, come dire? Approssimativa, leggera, poi , dopo un inizio abbastanza anonimo dal punto di vista strettamente letterario, quando sono giunto alla presentazione di “Black Sabbath” ho cominciato a considerare di aver sbagliato il mio approccio con il testo, si, perché “Solo Ozzy” offre sostanzialmente due piani di lettura distinti e separati, il primo, quello tradizionale, ne impone una attenta all’esposizione, all’uso della lingua, (tenendo presente che è una traduzione, per inciso poco convincente in un paio di casi), alla cronologia dei fatti, ai giudizi meramente tecnici; questo metodo porterebbe a concludere che il libro è scritto in maniera un po’ cialtronesca e che non vale la pena spendere i 14,00 Euro necessari per esporlo sullo scaffale della propria libreria, ma poi c’è il secondo piano di lettura, quello che si scopre leggendo le note biografiche di Ken, “il re del gonzo journalism”, il surfer neozelandese, quello che “non si fa vedere in giro, non rilascia interviste, non va alle presentazioni dei suoi libri”, ed allora ci si accorge che l’attitudine cialtronesca, il distacco indolente con cui sono scritte queste pagine che in definitiva non aggiungono molto alla figura di zio Ozzy, l’abbondante uso citazionistico di fonti già note, (e debitamente citate), fanno proprio parte integrante dell’autore, del suo modo di scrivere e di conseguenza dell’approccio richiesto alla lettura dell’opera.

Intendiamoci, qualche succoso episodio viene fuori lo stesso, (“Il lavoro non lo entusiasma, ed allora il futuro principe delle tenebre decide di darsi ai furti, neanche quella è la sua strada, tenta di rubare un televisore 24 pollici da un appartamento, ma perde l’equilibrio a causa del peso dell’apparecchio che gli finisce addosso immobilizzandolo: SpiaccicOzzy”), molti retroscena non conosciuti dai più vengono svelati, ( come la presa di posizione di Randy Rhoads che si rifiutò di suonare quando il padre di Sharon cercò di tornare ad occuparsi da solo di Ozzy dopo che la moglie legittima scoprì la tresca Ozzy/Sharon, e numerosi altri), ma quello che viene fuori, oltre ad un Ozzy estremamente insicuro, poco incline a tutte quelle cose che resero famosi i Sabs, costantemente ad un passo dal baratro – e spesso in fondo al medesimo – è proprio il Gonzo-approach con cui le sue gesta sono narrate, apprezzabile soprattutto la trovata di legare le recensioni dei vari dischi dei BS prima e di Ozzy dopo con i momenti di vissuto personale dell’autore , cosa che lascia inizialmente freddi, ma poi rende tutti i dischi più “veri”, più tangibili, più umani; chi di noi non ha una serie di ricordi personali legati ad un disco che lo riporta ad un periodo , ad un giorno, ad uno specifico momento?

Certo, magari i momenti di Ken sono un po’ sui generis, un po’ troppo…Gonzi, (chi di noi maschietti non avrebbe voluto legre il ricordo di “Paranoid” a quando era occupato a far svolgere una certa attività ad una tipa professionista del settore rimorchiata per strada impiegando nell’operazione i 39 minuti e 57 secondi di durata dell’album?), però i giudizi musicali contenuti in queste digressioni sono sempre presenti , vivi, motivati, a dispetto delle apparenze.

Il libro è più o meno tutto così, con la gustosa appendice del capitolo finale scritto da Epish Porzioni, un italo-scozzese che scrive per Chinaski e coinvolto come traduttore nell’episodio raccontato nel capitolo, in cui descrive la sua esperienza in Italia con Ken e un rappresentate della Chinaski al concerto di Ozzy al Gods, finito con il tipo della casa editrice strafatto ed alle prese con simpatiche amiche chiamate confidenzialmente Clitoria ed Orifizia, e non aggiungo altro.

Continuo a preferire l’umorismo tipicamente British con cui Lemmy ha scritto la propria autobiografia, ma “Solo Ozzy” alla fine mi è piaciuto, ed il vecchio mangiapipistrelli è sempre divertente da trattare, lunga vita al madman.


Titolo : Solo Ozzy
Autore : Ken Paisli
Pagg. : 195
Editore: Chinasky Edizioni
Prezzo : Euro 14,00



Nacht
Lunedì 12 Maggio 2008, 16.38.19
9
Considerato che ormai la vita di Ozzy è storia nota, il libro è molto divertente, e io lo consiglio.
FrancescoGallina
Martedì 15 Gennaio 2008, 9.05.33
8
vabè, allora visto che gli imberbi lettori non rispondono allargo la cosa anche agli under 93.
Nicco
Lunedì 14 Gennaio 2008, 17.05.49
7
azz..hai detto i lettori più giovani??? Allora son fuori...peccato ci tenevo al Minone nazionale! Vabbè però poverini diamogli un aiuto...un alcolizzato di nome C.....s vi dice nulla?
FrancescoGallina
Venerdì 11 Gennaio 2008, 12.47.55
6
La copertina è Gonza
Matteo
Venerdì 11 Gennaio 2008, 10.40.42
5
La copertina fa schifo!
FrancescoGallina
Giovedì 10 Gennaio 2008, 8.27.06
4
Mini test x i lettori più giovani: CHI ERA IN REALTA' HENRY CHINASKY? (senza controllare su internet ), al primo che risponderà esattamente sarà inviato al proprio domicilio il prossimo CD masterizzato di Mino Reitano.
valentina
Mercoledì 9 Gennaio 2008, 22.38.03
3
? bella casa editrice
Francesco Raven
Mercoledì 9 Gennaio 2008, 19.25.33
2
In effetti tutta la carriera di Ozzy è commentata, certo, in maniera Gonza , bisogna leggere col giusto approccio ecco, letterariamente la bio di Lemmy è largamente superiore.
king of the dolls
Mercoledì 9 Gennaio 2008, 18.36.59
1
Apprezzabile l'impegno nel valutare gli aspetti positivi di parti editoriali come questo che di musica raccontano ben poco e quel poco spesso senza precisione
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08/01/2008
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SOLO OZZY
Recensione della biografia di Ozzy Osbourne
 
 
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