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MAGNUM - Parla Tony Clarkin
12/02/2008 (2167 letture)
Considerati uno dei gruppi di punta del cosiddetto Pomp Rock, in giro dall’inizio degli anni 70, la band di Tony Clarkin ritorna con un doppio live per festeggiare il ventennale di uno dei suoi dischi più famosi.

D – Allora…cominciamo dal presentare questo doppio live?
R – Bè, in sostanza si tratta di un qualcosa che abbiamo deciso di fare anche per festeggiare un disco uscito parecchio tempo fa, ricorre infatti il ventennale dell’uscita di “Wings of Heaven”, ed è stato bello tornare ad incidere quelle canzoni ed altre che hanno segnato la nostra carriera in un certo periodo. Siamo rimasti fedeli a quelle composizioni , ma le abbiamo un po’ vestite a nuovo, oltre al normale impatto live. La cosa più bella è poter tornare agli 80’s , ma senza la pressione che c’era all’epoca sulla composizione e sulla esecuzione di questi pezzi, quasi ce li gustiamo oggi come forse non potevamo fare allora.

D – Versioni più “regolari” o più heavy?
R – Mmmmm…..ecco……c’è qualche arrangiamento diverso……si, penso siano più heavy che sui dischi originali, ma sai, è normale, dal vivo tendi sempre ad avere più impatto, in generale credo siano meglio ora che sugli originali, ma è sempre difficile dirlo, le versioni live sono, come dire? Sono come sono, ecco, abbiamo fatto del nostro meglio, specialmente sui pezzi più vecchi.

D – Siete in giro ormai dall’inizio degli anni 70 ad oggi, quindi avete seguito lo sviluppo della musica HR e HM fin dal principio. Io ero molto giovane negli 80’s, ma ricordo bene quei tempi, ma voi come vi consideravate, una rock band o una Heavy band, seguivate la nwobhm? Vi consideravate parte di quella scena?
R – Capisco cosa vuoi dire, per quanto ci riguarda noi ci siamo sempre considerati una melodic-Rock band, certo, eravamo coscienti di quello che ci accadeva intorno, di tutto quel fermento che stava attraversando il mondo del rock, e molte cose ci piacevano, ma credo di averti detto tutto con la definizione precedente, noi eravamo una melodic-Rock Band.

D – Anche questo aspetto mi interessava, hai detto melodic-Rock band, ma c’erano molti modi in cui venivate etichettati, Hard Rock, Pomp Rock, AOR ed altri, cosa pensi di questa mania di etichettare tutto?
R – Si, e talvolta anche diversamente da paese a paese, è questione spesso di prospettiva, si, ma alla fine è solo musica, non c’è tutto questo bisogno di farci tanti giri attorno, credo sia una mania di molta gente che non ha tante cose da dire. Spesso noi veniamo accusati di essere pop, o pop rock, ma la cosa migliore è che ognuno ascolti i dischi, facendo attenzione agli arrangiamenti tipicamente rock, alla musicalità, puoi dire tante cose, ma alla fine è musica, e basta.

D – E che ne dite di queste nuove forme moderne del rock, il NU- metal e roba simile, credi che ci sia del buono?
R – Chiaramente non è il massimo per me, però credo sia naturale che ci sia una evoluzione nella musica così come negli altri settori, niente sta mai fermo, e questo è un bene, permette a tanta gente di esprimersi in forme più consone, pertanto alcune cose buone si trovano necessariamente anche lì, bisogna stare sempre con le orecchie e la mente aperte, perché per giudicare qualcosa devi conoscerla almeno un po’. Inoltre è anche una questione di restare al passo con i tempi.

D – Vi divertite di più oggi o nei mitici 80’s?
R – Sicuramente oggi, non c’è dubbio. Oggi possiamo scrivere e suonare in scioltezza, senza quella enorme pressione che ci mettevano addosso allora, alcune cose sarebbero certamente venute meglio se fossimo rimasti isolati da certe pressioni esterne, penso soprattutto al 96, al periodo di “The last Dance”, e questo ci permette sia di goderci di più la musica e la vita, sia di scrivere meglio, con più gusto per le cose che si fanno, un gusto ritrovato negli ultimi sei o sette anni. Anche calcare un palco oggi è decisamente meglio, credo che il divertimento non sia mai stato così tanto per noi, e questo si vede in tutto quello che facciamo adesso, siamo psicologicamente più forti.

D – Anche scrivere musica è diventato più facile?
R – Mmmm….non esattamente, è più divertente, si, ma non più facile. La musica è qualcosa di molto naturale per me, sono forse più diretto nello scrivere i testi, in passato ho scritto anche delle porcherie, forse un po’ troppo seriose, oggi tutto questo è diverso, le cose vengono fatte più spontanemente.

D – Personalmente considero “On a Storyteller’s Night” e “Chase the dragon” i vostri lavori migliori, e tu?
R – Non so….sono buoni album sicuramente , ma io sono molto legato anche ad altre cose, mi piace molto l’ultimo “Brand new morning”, alcune vecchie registrazioni sono state un po’ travagliate, ci sono dentro cose buone ed altre meno, però... Mi metti in difficoltà, non saprei...

D – Ok, una buona ragione per cui un giovane che non vi conosce dovrebbe comprare il vostro live.
R – Direi che se vi piacciono il Rock e le canzoni ben costruite, le belle melodie... Anzi no… Se vi piace la melodia in generale questo potrebbe essere un buon disco per voi, e spero che veniate a vederci in concerto per apprezzarle ancora di più, ciao a tutti.



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