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ROTTING CHRIST + DISGUISED + INGRAVED - Il concerto di Bari
17/03/2008 (4030 letture)
TESTI: Giuseppe Abbinante "Il Mentalista"
FOTO: Valeria Di Chiaro "Starchild"

Tesla dà, Tesla toglie...

Cinque webzines presenti, un lavoro organizzativo febbrile e meticoloso, addetti ai lavori in fibrillazione, il solito dormiente pubblico barese eccitato nel suo esiguo numero, venghino signori venghino! Il dio del metallo (che in questa serata assume le fattezze del cornuto signore dei bassifondi divini) invia nel capoluogo pugliese uno dei suoi emissari estremi più malvagi e rispettati di sempre, accompagnato da un paio di luogotenenti che a forza di gomitate e cariche a testa bassa stanno guadagnando sempre più visibilità nel marcio emisfero metallico della nostra penisola. Con un atto di trascendenza al contrario, torniamo sulla terra e vuotiamo subito il sacco: per una scena musicale in continua crescita, per una piazza in fermento (più o meno) e assetata di musica, il concerto dei Rotting Christ rappresenta un evento col botto. E il botto c'è stato davvero, come vedremo in seguito.

Tocca agli Ingraved aprire le virili ed ostili danze metallurgiche. Presenti alla serata al posto dei lombardi Kenos (che accompagneranno assieme ai Disguise i Rotting Christ nelle altre date del tour italiano), i brindisini sono stati causa di nasi storti e mugugni di dissenso tra i sostenitori del potente death metal della band di Varese ma, togliamoci subito il dente, alla fine della loro esibizione, tutti i mugugni sono stati sopiti e tutti i nasi raddrizzati. Personalmente, pur riconoscendo alla band pugliese un'ottima attitudine live, unita ad una solidità e professionalità di fondo che l'hanno giustamente proiettata nelle file alte dell'underground metallico pugliese, sono sempre stato scettico a riguardo dei suoi meriti musicali. Death metal potente e compatto si, ma privo di quei picchi qualitativi che ne giustificassero l'emersione a grandi livelli. Ebbene, quella che si è presentata quest'oggi sul palco del Nordwind discopub di Bari è una band diversa. Una band rinnovata. Una band che pur mantenendo salde le sue radici, sta mutando pelle, inglobando nel sound pesanti ed inedite influenze thrash e hardcore. E questa nuova incarnazione degli Ingraved piace, e non poco. Piace perchè il gruppo la interpreta con la giusta attitudine, piace perchè la potenza e il groove che esplodono nell'anfetaminizzato impianto del locale sono quelli delle grandi occasioni, piace perchè canzoni come Showtime For My Apocalypse, Bad Karma o Just My Life mostrano un gran tiro e una carica micidiale. La prestazione dei ragazzi è grintosa e violenta (convincono soprattutto Tony alla voce e l'amalgama chitarristico di Gian e Martin, un pò in ombra basso e batteria, in alcuni episodi troppo legnosa) e cala di intensità solo in pochissimi episodi, legati peraltro all'esecuzione di vecchi pezzi, segno che la band è pienamente proiettata nella sua nuova direzione. Da segnalare una battagliera cover di Blinded By Fear dei seminali At The Gates, foriera di pogo, urla e corna al cielo. E di pollici alti per gli Ingraved.

Dopo un rapido cambio di palco è la volta dei Disguise. I blacksters barlettani hanno dimostrato, nell'arco della loro esistenza come band, di avere i numeri giusti per entrare nell'olimpo del black metal approntando una crescita musicale e professionale inarrestabile, conquistando la ribalta nazionale con due album di grande spessore (Late è ascrivibile alla categoria dei capolavori minori del metal tricolore) e con una spiccata attitudine live. Quello che ci si aspettava dai cinque loschi e decorati figuri era niente più e niente meno che l'ennesima dimostrazione di forza e l'ulteriore conferma dello status di una delle migliori band estreme mai partorite dal tacco d'Italia. Niente sorprese quindi se alla fine dello show ci si guarda con una smorfia di compiacimento sul volto, scambiando un cenno d'intesa col metallaro di fianco, senza il timore di apparire omosessuali: una prestazione precisa e rabbiosa, un'atmosfera sinistra e malvagia, una grande presenza scenica, suoni nitidi e potenti e il successo è servito. A dire il vero manca il corredo di catene e l'assaggio di cervello da parte del singer Vastator Mentis e la chitarra di Dei Nuntius Mortis parte non graffiando a dovere a causa del volume un pò basso, ma in compenso la tastiera di Carnifex mai così udibile e un set di effetti speciali che corrispondono al nome di Decreasing Pleasure, Into The Black Void e di un'immensa Mother North (cover dei Satyricon, per i profani) mettono il punto esclamativo su un'esibizione così poco sorprendentemente positiva, terminata nel lungo ed intricato vortice di malvagità delineato dalle note della conclusiva Late (il metallaro di fianco mi sta ancora guardando compiaciuto...).

E' mezzanotte circa ed è giunta l'ora del main event della serata. I Rotting Christ sono una delle band più caratteristiche e personali dell'intero panorama estremo, un gruppo padrone di un sound pressochè unico, capace di marchiare a fuoco l'effige della propria patria natìa nell'egemonia tipicamente nordica che da sempre vige e regge il truce modo del black metal. Lasciatosi alle spalle un album che lo scorso anno ha letteralmente sbaragliato la concorrenza come Theogonia e un appena concluso tour americano, il combo greco si appresta a mettere a ferro e fuoco il bel paese cominciando proprio dal capoluogo pugliese. Interessante si preannunciava la valutazione della resa live di un sound così particolare e ricco di svariate influenze, maniacale era la curiosità di vedere all'opera una band così vicina a noi per cultura e latitudine, eppur così lontana per tradizioni musicali. E se la potenza del metal fosse stata sacrificata per lasciare spazio alle ingombranti sonorità folk? E se invece l'impatto metallico del live avesse cancellato o lasciato poco spazio a tali caratteristiche? Che tipo di show, che tipo di approccio aspettarsi?

...

Per chi è pratico di forum e MSN messenger: immaginatevi la faccina con gli occhi sgranati e otterrete la fotografia esatta di tutti i presenti dopo i primissimi minuti di concerto. Per tutti gli altri, posso dire che i Rotting Christ sono una band di una potenza spaventosa, un gruppo capace di coniugare in sede live l'immane violenza del black metal e le raffinatezze stilistiche presenti negli studio album in modo del tutto naturale e spontaneo. L'atmosfera che si instaura dopo le primissime note della marziale intro è sacrale e maligna, l'inarrestabile fluire di note crea una spirale di violenza allo stesso tempo istintiva e controllata che risulta in un sound compattissimo e devastante, un gigantesco macigno sonoro che mostra i suoi preziosi intagli solo quando è ormai troppo vicino a distruggere qualsiasi cosa sotto il suo peso. Il pesantissimo tocco del batterista Themis Tolis e il basso pestato di Andreas Lagios creano una base ritmica trascinante e furibonda, mentre le trapanate chitarristiche di Giorgos Bokos e Sakis Tolis (che la nostra fotografa ed attenta fisionomista Valeria riconosce come gemello separato alla nascita di Tony Kakko dei Sonata Arctica) straziano e lacerano in virtù di riff nervosi, riconoscibili e particolarissimi. La partecipazione del pubblico si palesa in una maratona di pogo, canto e spintoni e sottolinea l'intensità pazzesca di uno show che procede come un carrarmato senza il minimo tentennamento e la minima incertezza sotto la guida di un Sakis che fa il diavolo a quattro anche dietro al microfono (sappiate che il diavolo sputa parecchio). A riconferma della forza di Theogonia, il momento più spettacolare dello show, dopo pezzi del calibro di Athanatoi Este e King Of The Stellar Wars, arriva sulle note dell'acclamatissima e spietata The Sign Of Prime Creation. Una ferina e brutale dimostrazione di classe, l'opera di un malvagio demiurgo intento a rendere tangibile il clima di esaltazione e rabbia creatosi sino a quel momento, motivazione convincente affinchè il sottoscritto abbandonasse la sua professionale ed ascetica partecipazione al concerto, gettandosi nel pogo a corpo morto. E proprio durante la rincorsa... Blackout! Buio. Silenzio. Salta l'impianto elettrico. Sguardi imbarazzati. Ripristinato l'impianto, si ricomincia con la stessa canzone: altro blackout. Sguardi preoccupati. Cambia la canzone (si passa a The Sign Of Evil Existence) ma non il risultato: blackout. Sguardi disperati. Si riprende per l'ennesima volta ma... indovinate? Blackout, esatto. Sguardi spenti. Per la band è troppo, i quattro scendono dal palco e mentre gli attivissimi tecnici del locale cercano di individuare e riparare il guasto, ci si rende conto che il concerto finisce qui.

Ancora oggi non si capiscono i motivi del fattaccio, si prendono in considerazione varie ipotesi, dal minidisc malfunzionante dei Rotting Christ ad una ciabatta in corto circuito. Ma niente pare confermato. Rimane solo l'amaro in bocca a fare da sipario ad una serata che giustamente la gestione del locale ha definito devastante sia in positivo che in negativo. Personalmente, preferisco pensare alla mia improbabile, blasfema e poetica morale: semplicemente questa sera Cristo non aveva intenzione di marcire ancora. E ha giocato uno scherzetto a tutti. Oppure gli dava solo fastidio quel 'Non Serviam' inciso sul manico della chitarra di Sakis Tolis.



valentina
Mercoledì 26 Marzo 2008, 23.25.55
5
La spiegazione è ovvia per il Black Out: ci sarà stato qualche ambientalista in sala! Considerate i ghiacciai della Gronlendia e i prossimi concerti li suonerete col violino. Tzè Tzè. Bel report Menty, belle foto Valeria. Bravi!
Crash
Venerdì 21 Marzo 2008, 10.16.24
4
Magnifico Report, Mentalista. A breve anche noi...
WildChild
Martedì 18 Marzo 2008, 22.47.08
3
Madò, che mito è lu metalista?!! Brava come al solito anche Vale con il suo tocco inconfondibile
Valeria*§tarChilD
Lunedì 17 Marzo 2008, 21.24.20
2
un grande scrittore , nu signor! =D davvero bel report...*__* però meno male che Sakis Tolis non puo leggerlo altrimenti per la storia di tony kakko potrebbe mandare qualcuno ad uccidermi....XD no comunque dal vivo è uguale...XDD in ogni caso, un bellissimissimo report =)
master444
Lunedì 17 Marzo 2008, 20.55.53
1
Omosessuale??? auhauhauahuah bella bella bella...sei una maestro...
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