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JURASSIC ROCK - #1 Grand Funk Railroad
18/09/2008 (11514 letture)
Chi ci segue con una certa costanza – e sono sempre di più – sa che questa webzine ha sempre cercato di trattare, oltre all’attualità, anche alcuni periodi storici distanti nel tempo, ma fondamentali per conoscere “l’evoluzione della specie”, per così dire, in questa ottica io stesso ho scritto ripetutamente trattando, ad esempio, Genesis, Pink Floyd, Uriah Heep, Jethro Tull, la storia del prog Italiano, permettendomi anche qualche sconfinamento negli anni 60, il tutto però da semplice studioso, senza avere direttamente vissuto i periodi ai quali mi riferivo, in questa ottica METALLIZED ha il piacere di annunciare l’immissione in ruolo di un nuovo collaboratore che invece quei periodi li ha vissuti in pieno, in prima persona, e che pertanto è in grado di raccontarceli con esperienze dirette e molto sentite.

La nostra intenzione è quella di inaugurare, col pezzo che segue, una rubrica a cadenza mensile chiamata Jurassic Rock in cui i più anziani potranno rivivere sensazioni, rileggere nomi, date, luoghi, che li hanno fatti fremere quando si affacciavano alle prime esperienze di vita musicale e, soprattutto, aprire a chi non c’era per questioni anagrafiche una porta che per troppo tempo è rimasta socchiusa e che invece mette in comunicazione con un mondo di note che ha prodotto culture, modi di vivere, modi di sentire la musica e la vita che, semplicemente, alla fine hanno contribuito pesantemente a produrre il mondo così come lo conosciamo, e non solo musicalmente.

Il primo pezzo della nuova rubrica riguarda una band fondamentale che ormai in pochi ricordano, i Grand Funk Railroad, che incarna perfettamente lo spirito ciò che intendiamo fare: sarebbe veramente bello scoprire che, da parte vostra, c’è ancora la voglia di conoscere o di ricordare, perché non siamo altro che l’ultimo anello di una catena le cui maglie non si possono sciogliere senza perdere la propria identità.
Francesco Gallina “Raven”
GRAND FUNK RAILROAD

Cosa sarebbero stati i Beatles senza Brian Epstein (se mai ci fossero stati..) . E gli Stones senza il dandy Andrew Loog Oldham? ... E i Grand Funk Railroad senza Terry Knight ? Parafrasando un noto proverbio diciamo pure che dietro ad una grande band c'è sempre un grande manager (anche se discutibile) e così è stato anche per il poderoso power-trio americano. Formatosi a Flint, seconda motortown del Michigan dopo Detroit, i tre brutti sporchi e cattivi, nei loro cinque anni di maggiore attività inanellarono una serie incredibile di successi e di hit fino a vendere 30 milioni di copie di album fra il 1969 e il 1974, 10 milioni di 45 giri e riempirono all'inverosimile rock festivals ed arene attirando migliaia di fans con il flauto magico del loro roccioso e granitico suono in una classica formazione a tre: basso, chitarra e batteria, niente di più!!! Niente look preconfezionato e plastificato, niente lustrini e paillets d' uso corrente, niente “Peace&Love” d'ordinanza ma solo tre energumeni primitivi e primordiali in perfetta simbiosi con il sound sprigionato dalle migliaia di watt dei loro P.A. forse i più potenti e disumani mai sentiti all'epoca.

Nel 1968 il chitarrista Mark Farner e l'amico batterista Don Brewer provenienti da Grand Funk decidono di formare una nuova band chiamando con loro il bassista Mel Schacher proveniente da un'altra band scolastica, Question Mark & Mysterians, formando appunto i Grand Funk Railroad . Il deejay Terry Knight che lavora per l'etichetta Capitol ma che aveva in precedenza conosciuto proprio in una local radio Don Brewer, si offre come producer e manager e li porta immediatamente a New York per la firma con la maggiore label del periodo (la sede a Los Angeles è famosa per lo skyscraper perfettamente circolare). Fortuna e carisma saranno d'ora in avanti le parole magiche per la band che debutterà al Festival di Atlanta davanti a 250.000 entusiastici kids che mai si sarebbero aspettati un sound così massiccio e corposo. Con il primo album, On Time, uscito nell'agosto del 69, esordiscono direttamente all'undicesima posizione delle charts americane con il risultato di collezionare 2 dischi d'oro e 1 di platino. I singoli Time Machine , energico blues a cinque stelle e Heartbreaker confermeranno il successo anche radiofonicamente. Il furbo Terry capisce subito che bisogna battere il ferro finchè è caldo ed ecco mettere sul mercato già a dicembre dello stesso anno un nuovo lavoro dal titolo Grand Funk meglio conosciuto come “Red Album” per via della copertina monocromatica, utilizzando parte della grande quantità di materiale realizzato per il debutto e registrato tutto in tre (!!!) giorni dal fido Kenneth Hamann. Un mese per essere disco d'oro, sei mesi per il triplo disco d'oro e platino durante il 1970 con il supporto del 45 giri Mr. Limousine Driver. Come se non bastasse, sfidando tutte le leggi di mercato e contro il volere della stessa Capitol, durante l'estate del 1970 e in piena orgia di vendite del Red Album Terry Knight fa pubblicare Closer to Home.

Inutile dire che la ragione e la fortuna sono dalla sua parte: il long-playing esordisce già in sesta posizione e sarà disco multiplatinato, uno dei più venduti nella storia dei Ferrovieri. Una buona parte di iniziativa ce la mette lo stesso scaltro manager che per l'occasione, nell'esclusiva Time Square di New York, un po' il centro commerciale del mondo , mette in bella vista un'enorme (e costosissima !!!) affissione pubblicitaria del disco con i volti dei Tre ingigantiti che rovinerà per molti giorni il lavoro dei managers della City con uffici e loft affacciati sulla piazza. Non pago dello scandaloso successo di Closer to Home ma in generale di tutto il sound del gruppo sempre più formidabile, granitico e grezzo e sempre più intenzionato a monetizzare il momento favorevole, ecco il manager pubblicare a dicembre dello stesso 1970 il quarto album dei Grand Funk railroad in poco meno di 2 anni!!! Questa volta sarà il vinile Live Album, summa dal vivo degli shows tenuti in Florida durante il tour appena concluso. Ed è anche il bignami dei loro precedenti LP con gli undici brani tratti equamente dalle tre uscite con un occhio di riguardo ai successi singoli qui in versione estesa e con il solo come inedito. Inutile dire che, esordendo in quinta posizione della US chart, il doppio long-playing sarà un successo annunciato con spreco di dischi d'oro e platino; le nomination agli MTV Awards ancora non c'erano (neanche MTV per questo !!!) ma non immaginiamo un'altro gruppo come questo, lontano anni luce dall'immagine pulita e patinata dell'emittente per boppers; sicuramente avrebbero cortesemente rifiutato con un rutto a mille decibel.

La pubblicazione del live aveva permesso al trio di tirare momentaneamente i remi in barca e chiudersi un mese nei familiari Cleveland Studios dove erano nati tutti i precedenti successi e registrare in apparente calma (il manager premeva comunque sull'acceleratore...) quello che diverrà l'album della consacrazione. A marzo del 1971, quando nelle prime 100 posizioni delle chart americane ci sono ancora 3 dei 4 lavori dei Grand Funk railroad, ecco uscire Survival, un capolavoro a tutti gli effetti.

Racchiuso da una copertina che la dice lunga sulle intenzioni sociali dei tre ominidi (qui in versione troglodita, quella che più gli si addice) le due facciate del vinile comprendono autentiche perle musicali come la finta e audace dolcezza di I Can Feel Him in the Morning , sembra, ispirata ad un episodio della Guerra Civile Americana, l'omaggio ai Rolling Stones con la cover di Gimme Shelter (Knight l'aveva promessa a Jagger durante il loro ultimo tour americano e dopo avergli organizzato il concerto all'Olympia Stadium di Detroit) e la cover di Feelin' Alright? di Dave Mason che l'aveva suonata nell'album dei Traffic di Steve Winwood, gruppo lontano anni luce dalla concezione sonora di Mark e Co. ma che qui acquista nuova vita con un'iniezione di TNT per endovena. Il biglietto da visita di questo lavoro? Sedetevi ... un milione di copie vendute il primo giorno d'uscita !!! Parte a razzo il tour americano che culmina con l'esibizione al Shea Stadium di New York concesso in precedenza ai soli Beatles: bastano 72 ore per esaurire i 100.000 biglietti. L'Europa che non era ancora preparata per assistere e soprattutto ascoltare la valanga sonora dei Grand Funk resterà stordità per un bel po'; l'esibizione italiana al Vigorelli di Milano invece, fu al centro di violenti scontri fra opposte fazioni politiche con cariche della polizia e bottiglie molotov. Fine di un concerto mai iniziato.

Cinque album milionari in pochi anni, tournèe spettacolari ma estenuanti, scelte e logiche di mercato non sempre condivise dal trio, diritti discografici e song royalties non certamente cristallini, insomma le tensioni all'interno del gruppo e verso il management cominciano a farsi sentire per sfociare poi in una separazione per niente consensuale e devastante per le casse dei tre ragazzi del Michigan. Si decide per il licenziamente dello staff manageriale e l'ormai “ex” manager Knight non la prende molto bene intentando una causa contro il gruppo costando a loro parecchi milioni di dollari e l'interdizione all'uso del logo da parte del trio scoprendo così che il moniker era stato registrato dal solo Terry. Nonostante il clima ostile inizia la registrazione del nuovo E Pluribus Funk guidata per l'ultima volta da Terry Knight. A conti fatti l'album, noto come “Il Medaglione” , sembra non risentire delle tensioni interne, anzi sarà il lavoro che sosterà per più settimane in Billboard ,30 weeks, e avrà un milione di copie solo in prenotazione. Una buona mano la dà anche il singolo che sarà un hit radiofonico: Footstompin' Music . Ma ormai il giocattolo si è rotto e nell'aprile del 1972 Knight consegna alle stampe e alla Capitol quello che per contratto doveva: un nuovo album del gruppo che sarà solo una compilation dei loro singoli già nelle charts in questi quattro anni. Poiché le beghe legali appena iniziate non permettono né al manager nè al gruppo l'utilizzo del trade mark, il prodotto sarà chiamato solo con i nomi dei tre componenti e cioè Mark, Don & Mel 1969-71 : una chiusura ingloriosa per questo primo periodo del gruppo che ha più di altri rappresentato l'americano e l'americanità, la band dal suono rozzo, volgare se vogliamo, violento e sincero ma capace di picchi di musicalità che nessun altro mai poi eguaglierà. Nemmeno gli allievi più precoci come QOSTA, Kyuss o NEBULA o tutti i figli del deserto sapranno poi avvicinare minimamente il sound stellare dei Flintstones. Comunque il disco vende bene con la solita coda di ori e platino a seguire: una boccata d'ossigeno per le American Express dei tre.

Si cambia aria in tutti i sensi e i tre nell'estate del 1972 si rifugiano a Nashville, la culla del country, per registrare un nuovo lavoro lontani da turbamenti legali (di quelli si occupa John Eastman, padre di Linda Mc Cartney e avvocato dei divi di Hollywood) e alla ricerca di nuove ispirazioni. Si producono senza l'assistenza di terzi e, con la partecipazione di alcune stelle del country, consegnano Phoenix, quello che dovrebbe essere l'album della rinascita; esperimento non perfettamente riuscito anche se sarà accolto benissimo. I puristi storcono il naso per l'ammorbidimento del sound e l'inserimento di violini, tastiere e armoniche a bocca ma il successo del singolo Rock n' Roll Soul mette poi d'accordo tutti e il disco di platino è nuovamente raggiunto.
La Fenice sembra di buon auspicio e, alla rinascita del gruppo, che d'ora in poi potrà chiamarsi solamente Grand Funk, contribuisce il nuovo produttore, tale Todd Rundgren, genietto della sala di registrazione e autore già di diversi album rock-sperimentali a proprio nome.
Un mese nei Criteria Studios (giugno 1973) al sole di Miami e, con l'entrata nella line-up del tastierista Craig Frost ex componente dei seminali The Frost, ecco prendere forma e vita l'album-manifesto del gruppo We're an American Band, sorta di celebrazione verso l'America ed il proprio pubblico.
La mano di Todd si sente (e anche pesantemente!!!) per conferire al sound quel quid di radiofonico, prerogativa sempre assente nei precedenti lavori nei quali si componeva e suonava solamente in una prospettiva live. Creepin e Walk Like a Man sono i biglietti d'ingresso alle charts, We're an American Band sarà il trampolino che proietterà direttamente al secondo posto l'intero album. Le prime 100.000 copie avranno il vinile in color oro e l'intero album sarà il più ristampato della loro intera discografia tanto da aggiudicarsi ancora un platino nel 1991 a quasi 20 anni dalla prima uscita ufficiale. Un altro tassello alla rinascita dei Grand Funk sembra essere il successivo Shinin' On (1974) registrato negli studi personali di Todd Rundgren che ne è anche il produttore. Craig Frost è ormai elemento fisso e affiatato e Andy Cavaliere ha preso in mano le redini del management. Le quattro facce rilassate dei Grand Funk campeggiano in una copertina a 4D (ci vogliono gli speciali occhialini in dotazione per gustarla) e il suono è ormai per AM radio oriented come Todd predilige. Il singolo che arriva direttamente alla numero uno è una bizzarra e urlata versione di The Loco-Motin un divertente hit-seller che Carole King aveva scritto negli anni 60 per la propria baby-sitter, tale Little Eva. Inutile specificare che, nonostante Shinin' On e Please Men resta poco della originale violenza sonora del trio ma tantè; il tempo passa per tutti, anche i Grand Funk tengono famiglia e qualche milione di dollari in più nella zuccheriera del comò può sempre servire. ... Ah, dimenticavo, doppio disco di platino. Sempre nel 1974 a dicembre , esce un nuovo capitolo della saga e questa volta dietro il mixer troviamo Jimmi Lenner già produttore dei Three Dog Night e poi dei Kiss, dei Raspberries e di Eric Carmen (!!!) che farà virare ancor di più i Grand Funk verso un suono il più radiofonico possibile. Ormai le radio AM dettano legge ed anche la dilagante disco-music la sta facendo da padrona. Con questo non vuol dire che si passi ad un sound con la cassa in quattro e il piatto in levare, ma la collaborazione di elementi che esulano dall'ortodossia hard-rock sono comunque accetti. Valga l'esempio di Tony Camillo chiamato ad arrangiare i fiati e che conoscerà in seguito nelle discoteche il successo mondiale con Dynamite. Lenner comunque partorisce All the Girls in the World Beware!!!! che pur conoscendo un successo al blockbuster, sarà lontano anni luce dalle intenzioni primordiali; Bad Time il singolo di traino. La curiosità (postuma) sarà rappresentata dalla copertina dove i volti del quartetto sono inseriti su 4 corpi da culturista. I bodies appartengono ad un misconosciuto atleta di nome Arnold Schwartzenegger allora neo Mr. Universe.

Qui dovrebbe chiudersi dignitosamente la carriera di uno dei più grandi gruppi di hard rock che si sia visto sulla faccia della terra ma l'imponderabile è sempre dietro l'angolo e i 4 avendo vinto almeno la causa per la paternità del logo , si sentono investiti dalla responsabilità di continuare nel nome del Dio Hard ma le cose non girano più come una volta. Un album nel 1975 , caught in the Act dal vivo, Born to Die e Good Singin' Good Playin' (prodotto da Frank Zappa) nello stesso anno, il 1976, non apportano niente di nuovo a quanto già si sapeva sulla virata airplay della band e così decretano all'unanimità lo scioglimento. Due raccolte, una dal vivo nell'81 (Grand Funk Lives) e una Collector's Series del 91, sono inframezzate da un What's Funk uscito solo in Germania nell'83 e, dal titolo, confuso per un album dance nell'imperante moda del momento. Nel 1995, il chitarrista Mark Farner, dopo due album-solo passati quasi nel silenzio e una crisi mistica (!!!) partecipa al tour mondiale degli All Starr Band di Ringo (ex Beatles) e lo stesso manager del tour, David Fishof, riunisce i Grand Funk Railroad per un concerto a favore della Bosnia, cofanetto e triplo cd usciti a seguito della reunion a cui seguìrà un tour in Giappone: 30 date tutte sold-out. Per quanto ci è dato sapere, attualmente Don e Mel hanno chiamato con loro il cantante Max Carl (ex 38 Special), il chitarrista Bruce Kulick (ex KISS) e il tastierista Tim Cashion (ex Silver Bullets Bnad) per una band che ricalchi il sound dei primordi senza comunque utilizzare il nome di Grand Funk Railroad anche se ne avrebbero avuto tutte le carte in regola. Questo perchè “... niente, nemmeno la presenza di Mark, potrà riportare in vita lo spirito e il sound della fine degli anni “60. E' questione di people; quello sotto il palco, non sopra ...” .Sacrosanto.

Terry Knight è morto l'1 novembre 2004 all 'età di 61 anni. Dopo aver perso i Grand Funk, aveva provato, nel 1971, a rilanciare le sue convinzioni sull'heavy-rock con i Bloodrock, un sestetto texano con cui pubblicherà sei album ma senza particolari fortune se non un 40ー posto nelle hits con il singolo D.O.A,. Fonderà poi una sua etichetta, la Brown Bag Records per cui incisero Mom's Apple Pie, John Hambrick, Wild Cherry e Faith anch'essi senza riscontro commerciale che indurranno Terry a lasciare lo stardome e rifugiarsi nella cocaina; sarà poi ucciso da un killer nel suo appartamento in Texas, sembra appunto per motivi legati alla droga .
Verrà comunque ricordato nello show-businnes americano come uno dei più spregiudicati e talentuosi managers seppure altamente dispotici e controversi.

DISCOGRAFIA UFFICIALE
On Time
(Capitol / 1969)
Grand Funk
(Capitol / 1969)
Closer To Home
(Capitol / 1970)
Live Album(2 Lp)
(Capitol / 1970)
Survival
(Capitol / 1971)
E Pluribus Funk
(Capitol / 1971)
Mark, Don & Mel(2 Lp)
(Capitol / 1972)
Phoenix
(Capitol / 1972)
We're An American Band
(Capitol / 1973)
Shinin' On
(Capitol / 1974)
All The Girls In The World Beware !!!
(Capitol / 1974)
Caught In The Act(2 Lp)
(Capitol /1976)
Born To Die
(Capitol / 1976)
Good Singin' Good Playin'
(MCA / 1976)
Grand Funk Lives
(Full Moon / 1981)
What's Funk?
(Full Moon / 1983)
Collectors Series(Cd)
(Capitol / 1991)
Bosnia(2 Cd+Box Case)
(Capitol / 1997)
Thirty Years Of Funk 1969-1999(3 Cd Box set)
(Capitol / 1999)

* Tutti i titoli prima su LP sono anche disponibili in versione Cd eccetto MARK, DON & MEL - BORN TO DIE - GRAND FUNK LIVES e WHAT'S FUNK?
* COLLECTOR'S SERIES facilmente reperibile anche in Italia è consigliato per una esauriente visone del sound dei GFR.
* Per chi volesse approfondire è ovviamente e caldamente consigliato il Cd SURVIVAL.



phillives
Lunedì 26 Giugno 2017, 18.32.55
61
Grand Funk LIves NON è una raccolta ma un disco di studio con inediti.
Tommi
Lunedì 26 Giugno 2017, 11.52.08
60
Mi serviva la data completa del concerto dei Grand Funk R. a milano nel 1971 e l'ho trovata. Ma che sconforto notare quanta approssimazione in parecchi altri dati. Concerto mai avvenuto, anzi si. Il nome del gruppo spalla storpiato in varie fantasie (HUMBLE PIE, cazzo!). Esagerazioni in valutazioni da 'critici' musicali in evidente crisi di autostima...... insomma, le 'solite' pecche di ogni sito.....Se posso avanzare una richiesta vorrei sapere come mai loro, i GFR, hanno così accuratamente evitato di suonare dal vivo i pezzi di un ottimo album come Survival. Sappiate che non mi accontento di info sfruttatissime come 'non rendevano', una pecca dei GFR anche dei tempi d'oro è stata una scaletta live piuttosto uguale...PER ANNI!!!! (sono vecchio a sufficienza per dozzine e dozzine di confronti). Se non siete competenti state fermi col mouse, grazie. ciao a tutti.
Leonardo
Domenica 26 Febbraio 2017, 21.37.05
59
Un caro saluto a tutti. Io sono un loro fan dal 1973. Da allora sono cresciuto a pane e grand funk. Ho tutta la discografia in vinile e CD. Volevo sapere le vere motivazioni che non hanno permesso l'uscita di un DVD ufficiale compreso il concerto "Bosnia". Grazie
Richard
Lunedì 28 Settembre 2015, 16.10.55
58
Se trovi ancora, ma dubito molto, il libro IL MARTELLO DEGLI DEI (Arcana) del 2004 ne potrai leggere di ogni riguardo alle pazzie degli Zeppelin in tour e soprattutto di chi siano veramente Peter Grant e Richard Cole. Non parliamo poi di " Bonzo " detto anche " La Bestia " ...
metallo
Lunedì 28 Settembre 2015, 15.49.36
57
Grazie per la tua risposta, arricchita tra l'altro di particolari su Grant e Cole che non conoscevo, a quanto pare non proprio dei santerellini, e anche io ti rinnovo i complimenti per la rubrica Jurassic rock, e' sempre un piacere leggere i tuoi interessanti articoli.Ciao Richard e di nuovo grazie.
Richard
Lunedì 28 Settembre 2015, 13.13.10
56
Ciao metallo, molto probabile che sia vero,anzi, lo è ed è anche riportato nel libro Il Martello Degli Dei . Devi sapere che Peter Grant era un personaggio singolare nel mondo rock, corpulento , rissoso, armato che con il fido Richard Cole, un altro pazzo come lui ne combinarono di ogni tipo nel corso della carriera. Grant e Cole si picchiarono perfino con la polizia americana e canadese durante i tour. Dopo i concerti Bonham e Peter che facevano comunella uscivano ad ubriacarsi nei peggiori bar della zona e si menavano di brutto tra di loro salvo poi non ricordarsi niente il giorno dopo a parte i numerosi lividi sul corpo. Peter ruppe più volte il naso a Bonham. Durante una tournèe in una data mancarono 40mila dollari e Peter disse che gli erano stati rubati dalla borsa (figuriamoci !!!). Nessuno osò contraddirlo e dirgli che se li era spesi tutti in cocaina e baldracche... Vita da stars !!!!
metallo
Venerdì 25 Settembre 2015, 18.06.49
55
La canzone che fu interrotta mi pare fosse Inside Lookin' Out, e l'impresari dei Zeppelin era Peter Grant,lo lessi da qualche parte su una rivista che non ricordo.
metallo
Venerdì 25 Settembre 2015, 17.56.44
54
Fantastico gruppo veramente, e bellissimo articolo, volevo sapere da @Richard una sua opnione su una voce che dice che quando aprirono per Led Zeppelin al Detroit's Olimpia Stadium,l'impresario forse per invidia o per sminuirli e metterli in secondo piano , fece andare via la corrente elettrica!?per metterli in imbarazzo davanti al pubnlico!?.E' vera questa voce, ci sono prove , foto, articoli di riviste e giornali d'epoca che compravono questo fatto?.Grazie di una eventuale risposta.
Peppe
Venerdì 25 Settembre 2015, 17.36.14
53
Grazie mille a te richard per la disponibilità e per la bella risposta. ..e permettimi i complimenti per aver creato la rubrica JURASSIC ROCK! ..ciao.
Richard
Venerdì 25 Settembre 2015, 15.37.49
52
Grazie Peppe per la fiducia ma il mio parere è che in quegli anni molti facevano bella musica senza voler essere rivali / antagonisti di questa o di quella band. Si disse per esempio che Uriah Heep fossero una mediocre copia dei Deep Purple, falso e gli Steppenwolf copia dgli Stones ma anche questo non è vero. Molte cose comunque in comune con i Led, le radici blues soprattutto e quel modo animale, sessuale di interpretare l'hard rock. Due realtà differenti (più "business" quella americana, anche 200.000 persone per concerto dei GFR, più "ruspante" quella inglese) ma un unico grande amore per il power trio (+ il cantante i Led). Due bellissime realtà come ce ne erano a bizzesse fra la fine dei 60 e l'inizio dei 70. Una attitudine che purtroppo nei decenni a venire si è persa. Grazie comunque per avere chiesto il mio modesto parere e continua ad ascoltare buona musica..
peppe
Venerdì 25 Settembre 2015, 15.17.49
51
ciao richard. spesso parlando con degli amici, si è sostenuta la tesi(nostra, ovviamente) che i grand funk, siano stati allora, la risposta americana agli zeppelin: cosa ne pensi? puoi darmi un tuo parere? ..ah, io posseggo e ormai da un bel po di annetti, GRAND FUNK HITS, quello con la copertina western. lo so, è una raccolta, ma è proprio lì che sono impazzito per loro. grazie!
Full metal jacket
Venerdì 26 Giugno 2015, 14.58.11
50
Maestosi Grand Funk, sarebbe bello anche qualche recensione, almeno il live appunto. Articolo competente e bravo a ricordare anche i Bloodrock, anche qua almeno Breach of lease
Richard
Mercoledì 3 Settembre 2014, 16.34.31
49
YES WESTON, IS GOOD...
Weston-super-Mare
Mercoledì 3 Settembre 2014, 15.19.02
48
Questi dal vivo avevano un tiro micidiale, con una delle sezioni ritmiche più cazzute di sempre, soprattutto il bassista, un vero asso. Il "Live Album" del 1970 è una bomba... tellurico!
Mauro
Giovedì 24 Luglio 2014, 14.39.30
47
Grazie a te, Lizard. Un cordiale saluto.
Lizard
Giovedì 24 Luglio 2014, 1.01.19
46
Visto che l'articolo di Richard veleggia ormai per i sei anni dalla pubblicazione e regge ancora più bene, mi sembrava giusto rendergli merito ed ho perciò corretto il nome di Craig Frost come giustamente indicato. Grazie per la segnalazione.
Mauro
Mercoledì 23 Luglio 2014, 22.52.36
45
Eccoci, Richard. La tue garbate allusioni a un mio possibile atteggiamento nozionistico (il termine in sè non è, a mio avviso, per forza negativo, ma non è il caso qui di sottilizzare più di tanto) sono forse dovute al mio non esser riuscito a spiegarmi bene. Con il mio riferimento a Craig Frost ho voluto esprimere, più che altro, una...sensazione, una piccola perplessità. Pleonasticamente, approvo e sottoscrivo il “diritto” che spetta anche a un appassionato e conoscitore come te a qualsiasi svista grafica, ci mancherebbe. Ora vedi, sarò forse condizionato dal malumore che da quarant’anni, appunto, mi reca l’esercizio di disinformazione di cui il gruppo è sempre stato fatto oggetto, ma non riesco a pensare ad un articolo, che so, sui Deep Purple in cui si nomini tale Jon Ford o Ian Gillian. Un mio riscontro emotivo, nient’altro. Approvo, poi, lo ripeto, l’impostazione di inquadramento storico che tu rivendichi; in effetti, tutti gli articoli giornalistici che ho potuto leggere espongono sempre il solito commento preconfezionato. Anche quella sui grandi Arnold e Franco, era una precisazione fine a se stessa, o magari utile, a titolo di curiosità, per qualche nuovo appassionato. Lo stesso vale per la nota di Knight contenuta in “Survival”. Credi poi che, nella integrale cordialità delle mie note, non è presente alcuna intenzione di metterti in bocca cose che non hai detto: quanto a mia volta dicevo sul significato di “Good singin” voleva essere una integrazione alla lettura dell’ultimo travagliato periodo. Si tratta, son qui a ribadire, di un lavoro che i ragazzi hanno interpretato come un sano “divertissement”, senza pensare più di tanto ai risultati economici. Non ho inoltre alcun che in contrario a definire (se pure il termine è un po’ sbrigativo) “leggerini” “All the girls” e “Born to die”; “Shinin’ on” secondo me – sempre per parlar sbrigativamente – è un po’ la brutta copia di “WAAB” (d’altra parte loro stessi ricordano che la loro intenzione era proprio quella di avvicinarsi il più possibile al successo impareggiabile del disco precedente). Ti giuro sulla mia unica testa che ho la massima...antipatia per il mondo elettronico-informatico in generale, compreso quindi qualsiasi comunicato “on line”. Dispongo, come quasi tutti, di un computer, più che altro perchè alcune esigenze lavorative mi ci obbligano. Non ho avuto l’occasione di vedere e ascoltare Peter Frampton poichè il concerto del Bosnia Tour al quale ho assistito è stato quello di NewYork (tenuto cinque giorni dopo lo spettacolo registrato per il disco), al quale ha partecipato, come chitarrista ospite, Leslie West. Keep in touch. Grand Funk lives
Richard
Mercoledì 23 Luglio 2014, 19.38.06
44
Caro “ultra-cinquantenne” Mauro, qui è Richard , un “ultra-ultra-cinquantenne” che risponde alle tue gentili osservazioni. 1) La copertina con intenzione “sociale” è effettivamente come la intendiamo tutti e due e cioè bonariamente i TRE se ne fregano delle convenzioni, della “socializzazione” (anti-sociali) e dello star-system, delle paillettes e lustrini (ricorda che siamo in piena glitter-era) e fanno vedere che loro stanno bene anche in una grotta e/o comunque simpaticamente rispecchia il lato ruvido della loro musica. Non so che altro tu abbia inteso per “Sociale”… 2) Le “pretese” della Capitol erano comunque pilotate da Terry Knight il manager-despota che capiva di avere esaurito il suo bonus con i GFR. Poi si vide come finì… 3) Che confonda Forst con Foster mi sembra poca cosa ; qui siamo nel più “bieco” nozionismo scolastico…!!! Sono passati più di 40 anni e permettimi un piccolo errore ogni tanto (leggendo i miei scritti chissà quanti altri ne troverai…). Non mi limito a semplici recensioni seguendo magari le note di copertina (capaci tutti…) ma cerco di fare anche un quadro “storico” della situazione e collocarli in quello che era il loro periodo sociale… Mi concedi un errore una-tantum ? 4) Non ricordo di avere scritto di un album intitolato “Reunion” , rileggerò meglio, ma nella discografia ufficiale non l’ho comunque assegnato. Se l’ho scritto è probabile che mi riferisca al concerto in Bosnia, in cui figurava anche il grande ospite Peter Frampton e da cui è stato ricavato poi un album-cofanetto. Era comunque una REUNION in tutti i sensi. Un po’ come chiamare l’album dei Beatles WHITE ALBUM anche se un titolo non l’aveva… Sono modi di dire ormai diventati usuali per definire con precisione una tal cosa… 5) Che importanza ha se il corpo non era solo di Schwarzenneger ai fini della musica dell’album ??? Nozionismo ??? 6) Dove ho scritto che “GOOD SINGIN” è stato registrato con finalità commerciali (ammesso e non concesso che una band entri in studio per NON VENDERE…quindi non commercializzare !!! ) ? E’ sicuro però il fatto che io, allora giovane fans dei GFR notai uno stacco netto dai tre album iniziali con l’apice in SURVIVAL e i seguenti un po’ più leggerini rispetto ai precedenti. Sensazioni mie magari anche non condivisibili ma nessuno mi vieta di scriverle no ? 7) Per quanto riguarda il post-GFR tutto diventa un po’ annebbiato e scomposto nelle loro piccole beghe personali, reunion e nuove divisioni; lo stesso accasarsi alla corte di RINGO STARR, che fra l’altro amo alla follia, dimostra una certa stanchezza personale e un (piccolo ???) fattore solo economico; non è che se la passassero poi come ai tempi d’oro !!! 8) Comunque, considerazioni personali a parte, le mie annebbiate dal tempo, le tue forse più fedeli ai comunicati on-line, i GFR restano per me un bel periodo e un bel ricordo. Qualcuno gli dovrebbe dire grazie eternamente ...chi ha detto KISS ?? Grazie Mauro e spero di rileggerti ancora…
Mauro
Mercoledì 23 Luglio 2014, 17.35.39
43
Gentilissimo Richard, sono un fan dei GFR largamente ultracinquantenne. Frequento Internet di rado, e mi sono imbattuto nel tuo articolo in maniera casuale. Vorrei dirti che ho apprezzato la tua intenzione di rendere un po’ di giustizia a un gruppo che – in America come in Italia – è sempre stato fatto oggetto da parte della stampa specializzata di malevolenza e supponenza, trovandosi a essere collocato (non unico fra i gruppi di hard rock) a un livello che veniva classificato come inferiore a quello di altri gruppi che, secondo i giornalisti di cui sto dicendo, facevano invece musica “seria”. A mio avviso la tua relazione può essere considerata nel complesso abbastanza fedele ai fatti storici; vorrei comunque fare presenti alcune osservazioni, seguendo con ordine lo svolgimento della tua stesura e rifacendomi alla biografia di Mark Farner pubblicata nel 2001, nonchè alla sua diretta testimonianza avuta in occasione delle varie visite che gli ho fatto. La copertina di “Survival” non aveva alcuna “intenzione sociale”; era stata studiata e realizzata in uno spirito di ironia e allegria, che negli studi californiani sede di questa lavorazione aveva destato molta curiosità in tutti i presenti. D’altra parte per intenderne il significato basta leggere la nota di Terry Knight sulla retrocoperta, dove si afferma la sopravvivenza del bimbo chiamato GFR nato nel Caldo Giorno di Atlanta, a dispetto delle previsioni catastrofiche (della stampa). Mi dà un po’ da pensare il fatto che tu chiami ripetutamente Craig Frost con il cognome di “Foster”. In “All the girls...” il “singolo di traino” era stato “Some kind of wonderful”; “Bad time”, invero grande successo, fu pubblicato successivamente. Le foto dei corpi utilizzati per i fotomontaggi in copertina non sono tutte di Arnold, ma anche di Franco Columbu (Mister Olimpia). Con la pubblicazione di “Caught in the act” i ragazzi ritenevano di aver onorato compiutamente l’impegno contrattuale (di tre dischi, come per il contratti precedenti) con la Capitol. Quest’ultima si oppose, affermando che il live in questione, pur doppio, doveva essere considerato comunque solo il secondo dei tre dischi pattuiti. La band, piuttosto che finire un’altra volta in tribunale, ritenne meno gravoso assecondare la richiesta, e si mise a lavorare alla composizione di “Born to die”. “Good Singin” , prodotto per un’altra etichetta (la MCA), vendette effettivamente poco (circa 80.000 copie), ma in sede di registrazione e di produzione non fu condizionato da alcuna finalità commerciale; volle solo testimoniare la dimensione sinceramente rock del gruppo, che, prima ancora di dare inizio alle sessions dirette da Zappa, aveva già deciso di sciogliersi. La “crisi mistica” di Mark in effetti avvenne (nel 1983, quando fu lasciato dalla moglie Lesia, poi tornata con lui e tuttora a lui unitissima, con i quattro figli); la cosa non è comunque da considerare strana, essendo stato il Nostro Uomo sempre molto religioso. Che io sappia, non è mai stato prodotto alcun che dal titolo “Reunion”. Dopo l’ultimo scioglimento seguito a una ricostituzione durata due anni (1998) Brewer e Schacher, formando il quintetto di cui tu hai riferito correttamente, hanno sempre utilizzato il nome Grand Funk Railroad; Mark si era opposto a ciò fin dall’inizio, ma non avendo la possibilità di esercitare una opposizione in termini legali, ha dovuto limitarsi a una dichiarazone mantenuta per molto tempo sul suo sito (markfarner.com), nella quale egli evidenziava la scorrettezza di tale utilizzo, e faceva presente che il gruppo Brewer Schacher etc. non aveva mai affermato in modo chiaro di non essere the original GFR. Ti ringrazio, un saluto a te e a tutti i nuovi fan. Mauro
Giovanni
Martedì 24 Settembre 2013, 21.57.01
42
Arrivo in ritardo di 5 anni, ma il concerto si fece eccome, non avevo mai sentito un volume sonoro così alto, ascoltai tutto il concerto tappandomi le orecchie ed era ancora troppo forte. Ero a Milano per caso e non sapevo chi fossero i GFR ma il giorno dopo nel negozio ricordi comprai tutti gli Lp. Ciao a tutti P.S. Il 29 settembre sará il 65* compleanno di Mark Farner.
Richard
Giovedì 17 Novembre 2011, 12.19.13
41
Ti ripetto per l'ennesima volta Caro Amico, io il concerto non lo vidi per i motivi che ti ho chiaramente riportato. Mi sembra perciò assurdo nonchè scorretto riferire di un concerto CHE NON HO ASSOLUTAMENTE VISTO. L'articolo è la cronaca di una band DAL MIO PUNTO DI VISTA non da quello della stampa in generale. Punto e a capo. Buon Natale...
Gianni Greco
Giovedì 17 Novembre 2011, 12.11.37
40
Guarda che sono RILASSATO, cosi come nella vita di tutti giorni, e non mi pare di essere fiscale, ho solo chiarito che il tuo ARTICOLO presenta delle inesattezze riguardo il FAMOSO concerto dei G.F., le quali sono pura FANTASIA,in quanto tu asserisci che, a causa di scontri PSEUDOPOLITICI il CONCERTO non ebbe luogo. In confidenza, del trattato di Saigon o quantaltro non me ne può fregar de meno ! Certo non è un problema di VITA, ma sarebbe intellettualmente educato correggere ciò che VERO NON E', senza distorcere la realtà , come spesso avviene in alcuni testi di storia. Se per te così è stato e cosi resta è affar tuo, certo non la pensa così il pubblicoa che ha goduto dell'esibizione dei GRAND FUNK, non eravamo certo dei FANTASMI !!! Ciao Richard, senza acredine e livore, ti saluto e ti auguro una buona giornata. Grazie per le info fornitemi. PS: se hai ulteriori info sui componenti degli UMBLE PYE fammi sapere. GRAZIE.
Richard
Mercoledì 16 Novembre 2011, 21.32.35
39
Beh, insomma, non essere così fiscale. Questa è stata la mia esperienza e la mia personale visione dei fatti quindi non vedo perchè si debba correggere o cancellare qualcosa. Così per me è stato e così resta, dai , mica stiamo parlando del Trattato di Saigon eh... Il batterista in carica sembra fosse il diciassettenne Jerry Shirley. Li rividi al Palasport di Bergamo l'anno dopo (credo) con il supporto del pianista Lee Michaels. Uno strazio per entrambi e non per solo colpa loro... Per quanto riguarda la natura degli scontri ripeto... tutto allora era buttato in politica quindi anche quelli, seppure fatti da casinari generici, furono scontri "politici" e in ogni caso leggi SEMPRE bene e completamente le mie risposte (..e rilassati ogni tanto..) Ciao
Gianni Greco
Mercoledì 16 Novembre 2011, 19.37.47
38
Certo che vi furono gli scontri, ma il concerto si fece. Grazie per avermi fornito il nome del bassista, e del batterista sai qualcosa? Grazie
Gianni Greco
Mercoledì 16 Novembre 2011, 19.34.11
37
Beh Richard, allora devi correggere l'articolo, il concerto dei G.F si fece , e non vi fu alcuno scontro "politico", per quanto, i tempi erano quelli delle famose contestazioni a tutto ed a chiunque, anche contro chi saliva su un palco semplicemente a suonare portando delle sane novità musicali. Un caro saluto, da chi come te è stato, ed è un estimatore dei GRAND FUNK. Ciao. Gianni Greco
Richard
Martedì 15 Novembre 2011, 19.56.25
36
Ovviamente parlavo per me. Ero imberbe e accompagnato. Alle prime avvisaglie di scontri (e ci furono, lo ricordo bene...) mi portarono via di peso e di corsa. Quello fu il mio concerto. Il palco era fatto di tubi Innocenti e di una pericolosa instabilità... Il bassista degli Humble Pye sembra fosse Greg Ridley in prestito dagli Spooky Tooth
Gianni Greco
Martedì 15 Novembre 2011, 19.37.13
35
AH...Dimenticavo,il 4/8/71 al VIGORELLI (MI) la BAND di supporto ai GRAND FUNK erano gli UMBLE PYE ex SMALL FACES con alla chitarra PETER FRAMPTON e STEVE MARRIOT VOCE e CHITARRA (SPERO DI AVERNE SCRITTO BENE IL COGNOME) non ricordo chi erano il bassista e batterista, mi perdonerete.
Gianni Greco
Martedì 15 Novembre 2011, 19.23.46
34
Ok, ci sono alcune inesattezze riguardo al concerto italiano del 4/ agosto/1971 al Vigorelli di Milano. Breve premessa: io ed amici musicisti di Torino, ero seduto sull'erba di fronte a 5 m. dal palco dove ho potuto vedere ed ascoltare I FAVOLOSI GRAND FUNK. Il concerto richiò di non niziare, non a causa dell"ipotetica" sommossa politica della quale è stato erroneamente scritto da qualcuno male informato, ma a causa di un centinaio di "PIRLA", che ancora oggi trovano proseliti, i quali inneggiando : VOGLIAMO LA MUSICA GRATIS, pretendevano di vedere il concerto sfondando le cancellate, giustamente la polizia intervenne e il concerto ebbe inizio regolarmente, terminando dopo ben due ore e 45 minuti circa. I GRAND FUNK non si risparmiarono, diedero tutto, vi assicuro, erano meglio dal vivo....INDIMENTICABILI, ho ancora nella mente il film di quei momenti. Mai 3500 LIRE furono spese meglio. Questo è quanto, il concerto si fece ....e come!!!!
paru
Giovedì 15 Aprile 2010, 21.08.23
33
bellissimo!!!! grandi i grand funk railroad.......e pensare che rod stewart li definì il gruppo peggiore del mondo!!!!!!!!!!nemmeno la critica fu mai tenera con loro(leggendo questo articolo finalmente avete reso giustizia ad una band basilare)avanti così. quali saranno i prossimi gruppi trattati? vi seguirò con attenzione.
Simone
Mercoledì 8 Ottobre 2008, 21.00.45
32
E' simpatico! eheheh
pincheloco
Mercoledì 8 Ottobre 2008, 18.42.43
31
SI! che dite meglio cambiarlo? a me piace.
Simone
Mercoledì 8 Ottobre 2008, 16.06.03
30
Se è un nome composto da due parole diverse, ho capito e concordo con Rob, meglio non tradurlo
pincheloco
Martedì 7 Ottobre 2008, 18.34.10
29
Che ci vuoi fare Rob... il Messico è la mia seconda casa essendoci stato parecchie volte per lavoro e con i peones del luogo spesso scherzavamo chiamandoci così. Inoltre amo i paesi latini. A proposito c'è una scena musicale pazzesca da quelle parti.
Rob
Lunedì 6 Ottobre 2008, 19.43.15
28
Articolo superbo... e' vero pinche... è meglio se nn lo traduci....
pincheloco
Lunedì 29 Settembre 2008, 8.08.52
27
PINCHELOCO!!!!! mi sa che è meglio se non lo traduco. aspetto il nuovo articolo, complimenti davvero.
Richard
Domenica 28 Settembre 2008, 15.36.05
26
Grazie Pinche...che ??? Fra 3 giorni dovresti o potresti (forse !?!?!?) leggere l'articolo di Ottobre. Stai in campana.
pincheloco
Domenica 28 Settembre 2008, 14.59.19
25
articolo bellissimo, gruppo seminale. posso consigliare a chi non lo conosce "live album" del '70? è sempre un piacere leggere articoli del genere, aspetto con impazienza il prossimo,
Sir Gimmy
Mercoledì 24 Settembre 2008, 17.57.18
24
Grazie di tutto
Richard
Lunedì 22 Settembre 2008, 18.16.05
23
Caro Thomas, avere "una certà età" ha i suoi bei vantaggi e forse qualche svantaggio , vero Arakness ?!?!?! ................................................................................................... ......Ho visto (e sentito) cose che voi umani.........
Marcus
Lunedì 22 Settembre 2008, 10.24.42
22
Questo sito è entusiasmante!!!
Khaine
Domenica 21 Settembre 2008, 22.27.26
21
@ Rokko: ok scusa, non c'ero arrivato
Rokko
Domenica 21 Settembre 2008, 15.12.12
20
@ Khaine----Infatti, il mio post era riferito a Aquarius che ha capito benissimo a cosa mi riferivo... Comunque Gran Gruppo
Thomas
Domenica 21 Settembre 2008, 12.49.32
19
Benvenuto Richard, articolo autorevole sei forte.
Aquarius
Domenica 21 Settembre 2008, 11.09.31
18
si, ma mi riferivo al metal post-85, non certo ai GF (che creativamente si sono spenti ben prima). Comunque bellissimo articolo.
Khaine
Domenica 21 Settembre 2008, 10.23.40
17
@ Rokko: beh oh, ma uno mica può essere influnte per più di una generazione di musicisti eh è già bravissimo se lo è stato per una!!!
Rokko
Domenica 21 Settembre 2008, 8.44.15
16
Mi sembra che sia scritto chiaramente: precursori di KYUSS, NEBULA, QOSTA e tutto il sound del deserto.. Questo però con il sound PRIMA dell'85.Dopo non hanno fatto niente di così importante.
Arakness
Sabato 20 Settembre 2008, 19.07.05
15
...e tutto mollo! E poi diciamolo: con un'altro dinosauro al pascolo mi sento ancora meno vecchio . Scherzi a parte sei un grande... ben arrivato!
Aquarius
Sabato 20 Settembre 2008, 18.34.22
14
gruppo basilare, superbo ! alla base dell'attuale stoner rock (e non certo dell'heavy metal, almeno dall'85 in poi)
Raven
Sabato 20 Settembre 2008, 8.52.24
13
"Diversamente Giovane" me lo appunto e mi riservo di usarlo anch'io , rimarcherei poi il commento di Sir Gimmy, credo sia la maggior soddisfazione possibilie per chi, come noi, scrive solo per amore della musica.
Sir Gimmy
Venerdì 19 Settembre 2008, 23.03.44
12
trovato oggi Survival a MediaWorld. Non roesco più a toglierlo dal lettore.......
Simone
Venerdì 19 Settembre 2008, 20.03.36
11
Benvenuto! Articolo straordinario, come i GFR tra l'altro!
Fuso
Venerdì 19 Settembre 2008, 19.50.53
10
...aaazzz!!! conoscevo i Grand Funk solo di nome, ma dopo questo articolo penso proprio che mi procurerò qualcosa su di loro.... Il "diversamente giovene" mi ha incuriosito non poco !!!
Richard
Venerdì 19 Settembre 2008, 18.28.48
9
Ehi ragazzi...piano con il "vecchio" !!! Si dice "Diversamente Giovane"
Syd
Venerdì 19 Settembre 2008, 15.48.13
8
Davvero un bell'articolo. Benvenuto anche da parte mia.
Khaine
Venerdì 19 Settembre 2008, 13.35.24
7
Articolo FANTASTICO: faccio i miei complimenti a Richard per le capacità dialettiche, i contenuti e la leggibilità dell'articolo e lo ringrazio per aggiungere la sua voce su Metallized: è senza l'ombra di alcun dubbio un pregio di cui vantarsi. Grazie mille e al prossimo mese!!!
Maynard
Venerdì 19 Settembre 2008, 12.45.40
6
Siete grandi e belli sempre di più!!!
Raven
Venerdì 19 Settembre 2008, 8.20.52
5
Miiinchia, finalmente qualcuno più vecchio di me cui scaricare tutte le battutine a tema, era ora benvenuto.
Richard
Venerdì 19 Settembre 2008, 5.35.36
4
Quasi quasi mi commuovo... Mi sembra di essere in una grande famiglia. Ciao nipotini !!! Wilmaaaaaa dammi la clava !!!
Nikolas
Giovedì 18 Settembre 2008, 23.58.41
3
Benvenuto Richard! un altro tassello che rende sempre più speciale Metallized!
Renaz
Giovedì 18 Settembre 2008, 23.58.22
2
Articolo colossale! Benvenuto Richard, a nome di Metallized...
Giasse
Giovedì 18 Settembre 2008, 23.54.38
1
Innanzitutto un benvenuto a RICHARD ed alla nuova rubrica... le sensazioni raccontate da chi le ha vissute hanno un sapore tutto particolare. Un nuovo amico, un nuovo appuntamento... tutto introdotto dal vecchio RAVEN ... semplicemente stupendo!!
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