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Ditemi: secondo voi dovremmo occuparci solo di musica in senso stretto? Dovremmo limitarci a segnalarvi quale disco comprare o meno, quale album del passato vale la pena di conoscere, quali bands underground costituiranno la prossima “big thing” e stop?
Dovremmo limitarci, nel caso di recensioni riguardanti libri, alla biografia di Ozzy o comunque ad opere strettamente attinenti al mondo del metal?
Forse sono un po’ supponente ma, più andiamo avanti nella nostra attività, più mi convinco che il nostro pubblico si differenzi leggermente da quello tipico di webzines strettamente specializzate in un dato discorso musicale, abbracciando una fascia di età che va dai 15/16 anni fino a superare abbondantemente i 40/45. Questo porta come conseguenza anche un tasso culturale elevato che asseconda anche una certa cifra stilistico/letteraria che – anch’essa – ci è propria e ci distingue ulteriormente.
Allora perché non trattare un romanzo che, pur essendo immerso pienamente in un humus musicale che ci è noto, almeno per atmosfere e sensazioni descritte, non verte sulla musica, ma racconta una storia strana, forte, violenta e maleficamente affascinante, e lo fa usando un linguaggio tanto moderno quanto vicino, credo, al modo di sentire - di vivere - di molti di noi.
< La sera in cui parlammo Aldo ricordò quel concerto, quelle notti ed altre notti al centro.
Parlava di toppe e aghi nella pelle, plettri impugnati come armi, e soldi risparmiati per le prime alterazioni di coscienza. >
Novalis è la storia di Alex, musicista e uomo instabile < Che musica suoniamo? Che musica suoniamo? > immerso in una rete di relazioni sociali statiche, finte: un padre ipocondriaco, una madre schiacciata dal matrimonio, amici sempre più distanti da lui ed un allontanamento mentale progressivo da tutti loro.
Una vita fatta locali estremi, esibizioni dal vivo davanti a gente che non ti ascolta;
< Allora Marco si è appoggiato sulla cassa ed ha suonato il riff per l’undicesima volta, alzando un bend nel momento in cui io spezzavo la ritmica dagli ottavi ai quarti ***** E in quel momento Tony ha lasciato che il microfono gli scivolasse fra le dita. Lo ha guardato cadere sul bordo del palco, con una lentezza malinconica, e amplificare il suo tonfo secco per tutto il locale. Poi si è seduto a terra e ha chiuso la testa fra le mani, nel silenzio. >
rapporti umani plastificati, o meglio inesistenti sotto la superficie, forse gli unici possibili nella sua condizione.
Sullo sfondo di una periferia ostile e il protagonista osserva sempre in maniera distaccata, apparentemente lontana, la fine – voluta - della sua band, della sua famiglia, della sua vita e comincia a spostarsi verso il niente.
Alex incontra Sara, attrice porno che lascia messaggi in cui dichiara di voler scopare con degli sconosciuti nei bagni degli uomini, e la ragazza lo introduce al Gruppo Novalis, la cui misteriosa attività artistica estrema lo porterà, mentre si distacca progressivamente e sempre più velocemente da tutto e da tutti, in una condizione di schiavitù mentale tale da rendere possibile una sola scelta, perché i segreti vanno rivelati.
Al di là della trama in sé – comunque di buon livello e ben sviluppata – quello che sorprende è la capacità dell’autore di descrivere situazioni, rapporti, vissuti, sensazioni e dialoghi che tutti quelli che sono o sono stati musicisti di un certo tipo, o semplicemente hanno sognato di esserlo conoscono bene, ed è facile per chi ha fatto centinaia di chilometri per suonare in un locale schifoso senza essere pagato per poi tornare a casa di notte con la testa appoggiata al finestrino umido di gocce di pioggia che alterano la luce gialla dei lampioni, o per vedere un gruppo che conoscono in 3 in tutta la propria città, riconoscersi in Alex e capire che si, troppe volte hai ragionato come lui, troppe volte hai sentito risposte alle tue domande date da amici che usano le stesse parole dei suoi, troppe volte hai diviso il vuoto e l’alcool con i vari personaggi che popolano notti e compagnie troppo interiori per essere comprese da altri.
Oltre a quelli che ho già riportato, si potrebbero riempire cartelle su cartelle estrapolando interi periodi o singole frasi che fanno esclamare: “Si, cazzo, sono io quello lì, ero io quello lì”, e riportare a galla ricordi di notti, di gente, di risse, di sesso stanco o violentissimo che forse non riuscivi più a gestire, ed avevi compresso giù, nello stomaco.
E’ probabile che il libro sia apprezzato molto di più da chi legge una webzine come Metallized che da un normale appassionato di letteratura, il quale potrà si apprezzare il racconto, la scelta “contemporanea” di parole, espressioni e situazioni, ma forse solo chi è dentro il trip della musica off, (in tutte le sue forme, lo stesso Alex lascia il rock per l’elettronica), delle conseguenze che certe scelte fatte o imposte comportano, può comprendere nella loro verità assoluta, e soffrirne.
Editore: MARSILIO
Collana: MARSILIO X
Pubblicazione: 09/2008
Numero di pagine: 234
Prezzo: € 15,00
ISBN-13: 9788831795708
ISBN:8831795708
N.B.: Tutte le frasi riportate tra virgolette sono estrapolate dal libro.
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