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07/09/10
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PAVIC - Parla Marko Pavic
19/11/2008 (660 letture)
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Una gradevole chiacchierata con Marko Pavic leader e fondatore dei Pavic. Qualche domanda per conoscere Marko e per saperne di più sul nuovo album della band: Unconditioned. Non vi resta che leggere. Buona lettura!
Rob: Ciao Marko e benvenuto sulle pagine di Metallized.it!
Marko: Grazie Roberto e bentrovati.
Prima di parlare di Unconditioned, raccontaci brevemente la tua storia, chi sei, da dove vieni, dove vai, insomma le solite cose.
Beh, ho iniziato a suonare la chitarra a tredici anni. In quel periodo il mio gruppo preferito erano gli Iron Maiden ed ero appassionato di tutto l’Hard Rock e Metal. A diciotto anni mi sono trasferito da Belgrado (Serbia) in Italia. A Roma ho frequentato l’Università della Musica e ho avuto il piacere di conoscere un sacco di bravi musicisti con i quali suonare e divertirsi. Scrivevo sempre i miei brani e avevo sempre in mente l’idea di realizzarli con una band. Oggi siamo qui e la band è giunta al secondo disco
Passiamo a parlare di Unconditioned. La differenza maggiore che si avverte rispetto a “Taste Some Liberty” è sicuramente un irrigidimento del sound, principalmente della tua chitarra. Come mai hai optato per questo tipo di scelta?
E’ stata un’evoluzione naturale. Sai, per il primo di disco molti dei brani erano scritti anche anni prima che decidessimo di registrarli e pubblicarli. Il primo disco rifletteva le principali influenze musicali di quel momento. Nel mio caso erano gruppi quali Rainbow, Whitesnake, Europe, Deep Purple…di conseguenza anche il sound del disco era più “classico”.
Per Unconditionedvolevamo andare avanti e sperimentare altre soluzioni, altre sonorità, anche per non ripetere le cose già fatte. Il risultato di questa sperimentazione è adesso qui.
Ci racconti com’è nato Unconditioned? I pezzi li scrivi tu da solo oppure in collaborazione con gli altri ragazzi della band?
C’è stato molto lavoro da parte di tutta la band. Alcuni pezzi li ho scritti io, alcuni Chris (Catena- ndr), altri Aleks (Ferrara – ndr), altri ancora li abbiamo scritti insieme. Al di là dell’idea iniziale, c’è stato un bel lavoro in fase di arrangiamento da parte di tutti in sala prove dove i pezzi hanno preso vita.
Visto che abbiamo citato gli altri componenti del gruppo, spiegaci come sei arrivato a mettere in piedi questa line up di tutto rispetto.
Tranne Marco Madonia, il batterista, che è una “new entry”, gli altri ragazzi della band li conosco e suoniamo insieme da anni. Con Aleks (basso) e Lorenzo (tastiere) suoniamo dai tempi dei primi demo fatti come Pavic. Chris è arrivato un po’ dopo ma ormai sta con noi dal 2003.
So che i dati vendita arrivano dopo un po’, però ci puoi dire se sei soddisfatto del risultato raggiunto da Unconditioned? Inoltre, come si è comportata la critica in fase di valutazione del nuovo album?
In questo momento è veramente presto parlare di alcun dato di vendita visto che il disco è appena stato pubblicato. Di solito ci vuole minimo un anno o due per capire come sono andate le cose. Dal punto di vista musicale invece sono molto contento di Unconditioned, anche se per me che ho partecipato alla realizzazione, ci sarebbe sempre qualcosa che avrei voluto fare diversamente!
Le critiche su Unconditioned finora sono tutte positive soprattutto dall’Italia. All’estero invece c’è stato qualcuno che non ha capito benissimo questo disco
Lo trovo un disco davvero moderno, grazie soprattutto all’ottima produzione. Come sei arrivato fino in Svezia per mastering e missaggio?
Grazie! La mia intenzione era proprio quella, fare un disco con un sound attuale. Conosco gìà da un po’ lo studio Bohus e Dragan Tansakovic (mastering). Lui aveva gìà fatto il mastering per “Taste Some Liberty”. Questa volta ho voluto andare oltre e affidare a loro anche la parte del missaggio. Così, appena finite le registrazioni, sono volato in Svezia a seguire il missaggio con Tobias Lindell.
Come hai conosciuto Kee Marcello?
Kee Marcello aveva inizialmente partecipato al disco solista di Chris. Da allora lo incontriamo minimo tre volte all’anno. Ultimamente abbiamo fatto un concerto insieme al Rockaway (Macerata). E’ stato bellissimo, Kee è un grande!
Ed ora un po’ di domande sulla musica in Italia. Cosa pensi dell’attuale situazione manageriale dell’hard n’heavy in Italia? Intendo tour, festival raduni e tutto quanto concerne la macchina organizzativa.
In Italia c’è un bel movimento di gruppi. A volte manca un po’ di professionalità da parte degli addetti ai lavori. Manca anche un po’ l’affluenza della gente nei club e nei locali dove si fa musica dal vivo. Ancora oggi capita spesso che c’è più pubblico per una tribute band che magari per un gruppo che viene dall’estero con dieci anni di carriera alle spalle!
Esistono sensibili margini di miglioramento per lo scenario odierno? Cosa pensi che debba essere assolutamente migliorato in Italia per quanto riguarda la musica in generale?
Bisognerebbe dare più spazio alla musica a 360 gradi. Qui parlo di spazi per suonare, radio, tv, riviste. In Italia certi ambienti sono ancora chiusi e spesso si fatica ad emergere. Bisogna anche cambiare la mentalità: molti locali preferiscono ancora far suonare le tribute band che magari un gruppo che sta promuovendo il proprio disco. Il pubblico va anche guidato ed educato proponendo cose nuove. Altro nodo da sciogliere e il selvaggio download illegale. Supportare le band preferite comprando CD e andando ai concerti aiuta a supportare l’intera scena musicale.
Cosa pensi della scena heavy metal italiana? Avanti, senza paura, facci almeno un nome di un gruppo italiano che merita il successo che ha ottenuto; uno che non merita il successo che ha ottenuto ed uno che lo meriterebbe ma che ancora non l’ha raggiunto.
Penso che la scena italiana sia molto ricca e varia. In giro ci sono moltissime valide band per tutti i gusti musicali. Personalmente non divido band in italiane e non italiane. Se una band mi piace ed incuriosisce, cerco di informarmi su loro e magari cerco di vederli in qualche data live se capita. Spesso compro i CD anche a “scatola chiusa” perché mi è piaciuto un pezzo o perché consigliato da un amico.
Rob: Ok Marko. Ti ringrazio della disponibilità, per me è tutto. Lascio a te l’ultima parola per salutare i lettori. Alla prossima.
Marko: Grazie e te e tutti i lettori di Metallized.it per averci dato la possibilità di presentare Unconditioned. Ci si vede in giro!
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Thx a tutti e due... ;-) |
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complimenti davvero rob... bella e assolutamente varia e non banale. |
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bella intervista.....grande rob |
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