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JURASSIC ROCK - #7 THE CREAM - The Dream of a Dream Team
10/03/2009 (8762 letture)
Chris Welch, mitico reporter del prestigioso music-magazine Melody Maker e memoria storica del rock britannico sobbalzò letteralmente dalla sedia “...mentre stavo lavorando all'ufficio di Londra , nel tiepido mattino del 14 giugno del 1966, ricevetti una chiamata urgente; era Peter "Ginger" Baker, il batterista della Graham Bond's Organisation. Voleva comunicarmi le eccitanti novità riguardo una nuova band che avrebbe incluso lui, il suo vecchio bassista nella G.B.'s O. e..."senti questa Chris ,... nientemeno che Eric Clapton!" E chi prendeva le redini di questo straordinario gruppo? "-Old Stigboot- Stigwood "che aveva lavorato in precedenza con i Beatles per conto di Brian Epsten . Avrebbe dovuto essere nella pagina delle news con un grosso richiamo in prima , ma la copertina era già stata fatta così l'evento fu pubblicato in un paragrafo interno neanche molto grande. Era abbastanza per emozionare le migliaia di fans che ogni settimana seguono le straordinarie esibizioni delle bands di R&B in cui già suonano i tre blues-masters: già eroi singolarmente per quanto riguarda il loro strumento, l'idea di averli tutti assieme in una band era davvero troppo.!!!
Avrebbe certamente causato un'onda anomala tra i managers e i capi delle bands che hanno avuto finora questi straordinari musicisti al loro servizio. Dopo le prime copie del Melody uscite nelle edicole, il centralino fu subissato di telefonate richiedenti più informazioni sulla veridicità della notizia. Ai tre più importanti gruppi del momento venivano a mancare l'apporto dei loro preziosi strumentisti: i Manfred Mann perdevano il bassista, armonicista, pianista e cantante Jack Bruce, John Mayall il suo brillante chitarrista blues chiamato dai fans “The God” e la Graham Bond's Organisation l'incredibile batterista dalla chioma arrugginita . Il nuovo gruppo dice di sperare di suonare nei clubs, sale da ballo e teatri nel giro di un mese ma basterà molto meno.
Due settimane dopo la storia era confermata e di dominio pubblico nonostante le proteste dei managers delle altre band. Robert Stigwood, firmò e presentò il gruppo con il nome, non a caso , di The Cream. Da quel momento entrarono in studio per il primo singolo su etichetta Reaction dello stesso “Old Bob”.

L'idea del gruppo fu ovviamente di Baker che realizzò un sogno rubato alle pagine del solito MM ; nell'annuale referendum sugli strumentisti più amati dai fans, il 1966 vedeva Ginger e Eric saldamente al primo posto nella loro categoria strumentale, Jack secondo fra i bass-players superato dal solo John Entwistle dei Who, in una classifica che comprendeva , fra gli altri, Steve Winwood miglior vocalist, Bruce Welch chitarra ritmica, e Brian Auger all'organo. Nella sua infinita euforica pazzia , Ginger avrebbe voluto formare Il Gruppo Dei Gruppi con questi musicisti ma quando Stigwood, il fido manager lo mise di fronte a insormontabili problemi logistici e organizzativi , ripiegò su una formazione a tre , la più gestibile e immediatamente realizzabile.

Ginger Baker, lasciò l'Organisation ( fu riampiazzato onorevolmente da Jon Hiseman a conferma che il saxofonista Bond aveva un fiuto particolare nello scovare batteristi ) e preparò con il trio il debutto al Jazz & Blues Festival di Windsor in agosto, canonico e imperdibile appuntamento per gli amanti del british blues e nel quale i Tre si erano già presentati in precedenza con le rispettive formazioni.
Il batterista rosso , confermando tutti i preconcetti e le dicerie sui Portatori-Sani-di-Capelli-Carota esterna da subito il suo carattere litigioso e altamente infiammabile, geniale e insuperabile alla batteria ma tremendamente scostante e irascibile senza strumento, spettacolare ed eccitante dietro ai tamburi , ruvido e ingestibile davanti, incredibile in una gamma di generi che vanno dal jazz al pop quanto rissoso e violento al pari di un'irlandese pieno di birra.
Comunque la fiducia nei propri mezzi è enorme e il trio, dopo il clamoroso debutto allo Windsor's Festival dove surclassarono le esibizioni di Spencer Davis Group ,di Eric Burdon o di Georgie Fame, licenzia nell'ottobre del 1966 Wrapping Paper primo 45 giri e l'inizio di una collaborazione con il visionario poeta-paroliere Pete Brown. Il seguente I Feel Free fa da apripista al debutto su lunga durata del blues-rock di Fresh Cream, l'attesissimo long-playng che vide la luce nel dicembre dello stesso anno.
Accanto a rivisitazioni di classici del blues come Spoonful di Willie Dixon , Rollin' and Tumblin' di Muddy Waters o la cavalcata di I'm So Glad di Skip James, appaiono anche le composizioni di Clapton & Bruce come Toad e N.S.U. Blues, psichedelia e bordate di hard rock si fondono e si completano fino a formare un suono nuovo , indescrivibile e meraviglioso che ipnotizza i fans e il loro new-pop li catapulta ai vertici delle classifiche UK e USA . Nel 21° secolo la rivista Rolling Stones ha indetto un sondaggio globale per stabilire i 5oo dischi di tutti i tempi; Fresh Cream occupa esattamente la 100sima posizione.

Quella che è considerata la prima jam-band della storia del rock, a cui seguiranno I Mad Dogs di Joe Cocker o i Grateful Dead di Jerry Garcia tanto per citare due nomi, ha nella esibizione live la sua massima espressione, il disco è complementare , non si può racchiudere in 25/30 minuti (tanto durava un Lp di buona qualità) tutta l'energia che il gruppo sprigiona dal vivo. Canzoni di pochi minuti su vinile , si dilatano e si stravolgono in versioni interminabili fino ad assumere nuove ed emozionanti fisionomie, a volte allontanandosi anche dal tema iniziale con breaks ed assolo imprevedibilmente diversi da uno stage-act all'altro.
Al tour inglese segue una maratona americana che porterà i Cream attraverso le maggiori città del Continente, da Boston a Detroit a Chicago a Los Angeles per chiudere con 2 strepitosi sold out al Madison Square Garden di New York.


Disraeli Gears , secondo Lp del Supergruppo del novembre 1967 , è anticipato dal singolo Strange Brew. Con questo album che vede l'importante partecipazione alla produzione e composizione anche di Felix Pappalardi, chiamato da allora Il 4° Cream, si accentua ancora di più il lato psichedelico-onirico del trio con brani come Tales Of Brave Ulysses , World Of Pain, Blue Condition, l'unico cantato da Baker e il superbo riff che sorregge Sunshine Of Your Love ; uscito come singolo qualche mese dopo il microsolco, proietterà l'intero lavoro al 4° posto in America e sosterà nei top 20 per tutto il 1968. Uscirà dai best 200 della classifica di Billboard nel 1978, dieci anni dopo...
Sunshine of Your Love, uno dei più bei rock-anthem di tutti i tempi sprigionato dall'accoppiata Gibson SG guitar e Marshall amps, un must per Clapton , ha avuto numerose coverizzazioni fra cui la soul di Ella Fitzgerald e una inusuale acappella per Bobby Mc Ferrin nonchè un'infinità di citazioni filmografiche fra cui quella del divertente School of Rock di e con Jack Black.
Suggestive ipotesi si sono fatte sul nome dell'album; complice la lisergica copertina nel tempo ci hanno ricamato supposizioni fra le più raffinate e ... improbabili ( ricordate quella della Lucy dei Beatles ? ) ma ci ha pensato lo stesso Clapton anni dopo a sfatare una delle più colorite leggende metropolitane. Durante una pausa del tour americano Eric e Ginger fecero una piccola gara di moto e il batterista finì rovinosamente per le sabbie. Il roadie Mick Turner commentò l'esibizione ad alta voce come un “disastroso meccanismo” (Derailleurs gears) ma a Ginger arrivò un suono di tutt' altro tipo che, caso strano, lo fece sbellicare dalle risa. Quell' assurdo non-sense girò per mesi nell'ambito della band fino a diventare il titolo del lavoro in corso : niente esoterismo quindi o peggio ancora... Il tour che ne seguì purtroppo non fu uno degli episodi edificanti da registrare negli annali della band. Caratteri contrapposti e divergenti soprattutto fra Ginger e Jack che scoprirono così di non essersi mai troppo sopportati fin dai tempi della Organisation , problemi di alcool e droghe anche pesanti nell'ambito del gruppo che ne condizioneranno il rendimento e la tenuta saranno il filo conduttore del tour che minerà alle fondamenta la stabilità del gruppo.

Le cose sembrano andare meglio nella calma dello studio di registrazione anche se il seguente Whells Of Fire, doppio Lp del 1968, mostra comunque delle vaste crepe di egocentrismo al suo interno soprattutto nelle due facciate live al Fillmore dove la band esegue le interminabili versioni di Spoonful dominata dal talentuoso basso di Jack Bruce, Toad a completo appannaggio di Baker e Crossroad , un adattamento di un brano di Robert Johnson , interamente nelle corde di Clapton che cementerà con un memorabile guitar-solo la sua leggendaria reputazione. Le composizioni delle facciate in studio sono lavoro per Jack Bruce e del fido parolaio Pete Brown; memorabili sono As You Said, Politician e soprattutto la acidissima White Room , uno dei momenti più luminosi del psyco-british, un'altra delle pietre miliari della musica rock di tutti i tempi e Clapton alla chitarra in uno dei primi strabilianti esempi di effetto wha-wha .
La produzione è affidata al solito Felix Pappalardi che ha completato le registrazioni anche suonando piano, tastiere, percussioni e vari strumenti . Nonostante il costo maggiore dovuto ad un long-playing doppio, l'album conquista la prima posizione sia in patria che negli USA anche per il particolare successo del singolo White Room e proietterà il power-trio fra i miti del 2o° secolo.

La band ritiene ormai la propria stagione agli sgoccioli per i troppi problemi caratteriali, personali e per l'uso eccessivo di qualsiasi sostanza che li facesse “stare bene”. Discussioni infinite in qualsivoglia argomento e disaccordo completo su ogni minimo problema. Stigwood non ci stà a perdere improvvisamente la gallina dalle uova d'oro e consiglia loro un tour d'addio, il famoso Farewell Tour che diverrà poi un film. Partendo dagli Stati Uniti, ormai familiare terreno di raccolta per ampi consensi, si sposteranno poi nel Regno Unito per concludere poi il tour a fine novembre del 1968 con due clamorose date alla Royal Albert Hall di Londra. Supportati per l'occasione dagli Yes e dai Taste di Rory Gallagher , i Cream , consci forse del fatto che non si sarebbero più rivisti in trio , tennero un sorprendente ed emozionante show che lasciò allibiti i 10.000 fans accorsi nelle due sere. Lo stesso Clapton ricorda ancora “...di non aver mai più suonato così come quella sera...” .
Lo show è documentato dal disco Goodbye , uscito nel marzo del 1969, con una facciata in studio e una live, quella appunto della Real Sala. La live side include una infinita versione di I'm So Glad , dal primo disco, nonché una dilatata versione di Politician e di Sitting On the Top of the World, entrambe da Wheels of Fire .
La parte in studio è dominata da Badge, una composizione di Clapton e del beatle George Harrison che in poco meno di 3 minuti, in un flash , racchiude tutto il feeling del momento storico che il rock stava attraversando. Una strana storia la creazione di questa canzone nata da un ponte armonico (bridge), che Harrison aveva elaborato per la sua -Here Comes The Sun- inclusa in Abbey Road, album a cui Clapton prestò la sua collaborazione . Da questo semplice accordo accentato, lo stesso che si può sentire in entrambe le canzoni , si sviluppò la storica song che rischiò di non essere inclusa in Goodbye perchè ancora incompleta al momento della chiusura della track-list definitiva (Clapton all'epoca poco prolifico a differenza di Bruce, fu costretto a servirsi del prezioso aiuto di Harrison per finire il brano) . Fu Ringo, batterista dei Fab Four a ritenere brutto il pezzo (Bad...indeed Badge... per sottolineare ancor più la sua disapprovazione) e a consigliare di rifare da capo il testo. Partendo quindi dalla parola Badge, che divenne anche il titolo definitivo, nacque uno dei capolavori della musica rock.
La collaborazione con l'amico Eric “Slow-hand” Clapton continuò partecipando alle registrazioni in studio di Goodbye però con lo strano e italianissimo pseudonimo di “L' Angelo Mysterioso”.

Fine della storia di un sogno che si rivelò poi una strabiliante macchina da soldi con oltre 35 milioni di dischi venduti in poco più di due anni , ma anche di una realtà che contribuì in maniera determinante a far conoscere agli Stati Uniti e quindi al mondo, la nicchia rock-blues che aveva finora vivacchiato nel ristretto giro dei club londinesi come il Flamingo o il Pavillon, l'Ice Ring o il Locarno degnissimi locali che hanno visto alternarsi le “scuole” di John Mayall, di Alexis Korner, di Cyril Davies o di Graham Bond e da cui sono nati tutti i gruppi beat e pop inglesi nessuno escluso.
Dai tre Cream sono fiorite poi una serie infinita di formazioni, di generi e sottogeneri , di album storici o inutili, di riunioni durate lo spazio di un mattino, di progetti paralleli o alternativi che a volte non hanno avuto il minimo riscontro.


Il più eclatante e controverso fu il progetto dei Blind Faith , nato il giorno dopo la fine dei Cream. Architettato dal solito Stigwood sul cadavere ancora caldo del supertrio , il gruppo era formato dai transfughi Ginger e Eric, da Steve Winwood, golden-boy della tastiera, talentuoso compositore e strabiliante cantante che avrebbe dovuto far parte dell'iniziale progetto di Baker e da Rich Grech bassista e violinista dei Family abbandonati nel bel mezzo del tour americano per unirsi alla band. La Fede Cieca del nome era quella che, a detta dello scaltro manager della RSO, avrebbero avuto i fans accorsi a frotte fidandosi appunto ciecamente solo della presenza dei quattro; in effetti così fu .
Assiemato velocemente un Lp con brani di notevole levatura come Can't Find My Way Home di Winwood , Presence Of The Lord di Clapton , la scatenata Well All Right di Tom Petty , con la supervisione di Jimmy Miller che stava lavorando con i Rolling Stones e una censuratissima copertina secondo la morale di allora (una immagine della figlia di Ginger nuda ma minorenne...) , la band debuttò , quando i Cream avevano terminato la loro esistenza solo tre mesi prima , nel giugno del 1969 al London's Hyde Park davanti, o meglio, al centro e circondati da 120.000 mila estasiati fans. Parte del repertorio dal vivo era però costituito da brani dei Cream e dei Traffic da cui proveniva Winwood . Dopo un breve tour in casa , Stigwood che non aspettava altro, li portò on the road sulle familiari strade americane dove dollari e riconoscimenti scorrono a fiumi per le superstars e lo stardome stende tappeti d'oro ma la mossa si rivelò azzardata. Troppo scarsa la preparazione corale del gruppo, troppe individualità da mettere al servizio del collettivo (il solito discorsi dei galletti nel pollaio...), troppo diversi gli orientamenti musicali da far intraprendere alla band (Winwood verso un pop raffinato prodromo del prog, Clapton con un amore viscerale per il blues, Baker proiettato verso forme di musica più aperte e sperimentali) , troppo indisponente verso tutto e tutti il solito Ginger Baker e così il tour dopo un promettente ma movimentato debutto al Madison Square Garden di New York con cariche della polizia per sedare gli entusiasmi di 20.000 fanatici e aperto dai Delaney & Bonnie , si rivelò un mezzo disastro sia economico che organizzativo . A ottobre dello stesso anno, appena cinque mesi dopo la costituzione , i Blind Faith si sciolsero lasciandoci solo un piccolo gioiello di album.
Eric Clapton si ritrova così a soli 25 anni con l'ingombrante nomea di “Guitar God” , con un futuro tutto da reinventare e con il pesante fardello della dipendenza dalle droghe. Si accasa con Delaney & Bonnie conosciuti qualche mese prima nel tour americano per poi sciogliersi e ricostituirsi con Derek & The Dominoes in coppia con Duane Allmann ; unico sprazzo di lucidità la gloriosa Layla. Fallito anche questo progetto si isola sempre più finchè è soccorso dall'amico George Harrison con cui divideva la donna (Patty Boyd, moglie di George...). Con il concerto per il Bangla Desh e varie partecipazioni agli show di George e di John Lennon, sembra riacquistare fiducia in se stesso , altre collaborazioni con Frank Zappa, Dr. John, gli Stones , Leon Russell e la ciambella di salvataggio lanciatagli di nuovo da Robert Stigwood che produce, nel 1974 , il ritorno alla grande con 461 Ocean Boulevard contenente gli hits Motherless Child e I Shot The Sheriff di Bob Marley.
Da allora le uscite si susseguono con regolarità ma il blues è ormai merce rara nelle corde di Slow-hand . A parte sporadiche collaborazioni con J J Cale , Muddy Waters, Steve Ray Vaughan , B. B. King, Clapton si adagerà mollemente nelle giacche di Armani, gongolante nella sua collezione di oltre 100 chitarre e pigramente nello show-business , regalandoci ogni tanto Wonderful Tonight, Tears in Heaven , My Father's Eyes, episodi lontani anni luce dalle muscolari After Midnight e Cocaine .


Peter “Ginger” Baker si butta in una infinità di progetti al-di-qua e al-di-là di ogni definizione stilistica. Fonda gli Air Force , ensemble aperto che realizzò due album a cui parteciparono grossi nomi del pop inglese ( Graham Bond, Denny Laine, Chris Wood, l'onnipresente Steve Winwood etc.). Si trasferì in Nigeria per avvicinarsi alla musica africana e formò band interamente composte da musicisti locali come Fela-Ramsone Kuti e i Salt per i primi esempi di musica etno-world. Una menzione particolare va all'apporto dato a -Band On The Run-, il disco di maggior successo degli Wings di Paul Mc Cartney registrato appunto a Lagos capitale della Nigeria. Nel 1974 costituisce Il Baker-Gurvitz Army con cui realizzerà tre mediocri album. Nel 1980 si ritira in Toscana coltivando olive e cercando di lasciare alle spalle oltre vent'anni di usi ed abusi di eroina. Collabora discograficamente con gli psichedelici Hawkind . Nel 1986 con i Public Image Ltd dell'ex Sex Pistol John “Johnny Rotten” Lydon. Da una collaborazione all'altra arriva al 1989 per un tour e un disco con il vecchio amico-nemico di sempre Jack Bruce. L'ultimo suo lavoro , Coward of the County è del 1999 ; ora risiede stabilmente in Sud Africa e non sembra per niente intenzionato a ritornare nello star system.

Jack Bruce, il richiestissimo bassista partecipò e fu guest in molte registrazioni fra cui quelle di John McLaughlin , Dick Heckestall-Smith, Jon Hiseman, Tony Williams, Chris Spedding , Carla Bley, Larry Coryell e con i Lifetime sempre a cavallo fra il blues e il jazz . Nell'ambito pop si unì a Corky Laing e Leslie West (1972) per riformare una sorta di power-trio con richiami ai Cream ma ben presto naufragato. Creò la Jack Bruce Band (1977) in cui si alternarono Mike Taylor (ex Stones) , Tony Hymas e il prestigioso batterista Simon Phillips . Puro jazz con Billy Cobham (1980) e genuino rock con Robin Trower nei BLT (1982) . Rock molto d'avanguardia invece nel 1989 con i Golden Palominos di Anton Fiers a cui collaborò anche Ginger Baker e un tour nel 1995 con gli All-Starr di Ringo “Beatle” Starr. Il suo ultimo riscontro da solista risale al 2003 con l'album -More Jack Than God-. I gravi problemi di salute recentemente riscontrati non gli hanno comunque impedito di partecipare al remake dei Cream per i concerti celebrativi.

I tre membri dei Cream si ritrovarono riuniti per un concerto nel gennaio del 1993 durante la cerimonia in onore dell'inserimento della band fra le stars della Rock & Roll Hall of Fame (Cleveland, Ohio. Ingresso al museo 20 USD ...). Nel 2000 veniva inserito il solo Eric Clapton che per l'occasione donava in esposizione al Museo la sua mitica Gibson SG. Nel 2005 si riunirono di nuovo per una serie di concerti là dove avevano chiuso la loro brillante seppur breve carriera ; a maggio per 4 shows alla Royal Albert Hall di Londra e a ottobre ripeterono l'evento in 3 indimenticabili shows al N.Y.'s Madison Square Garden. Non si parlò comunque di una vera e propria reunion per tre musicisti con oltre 60 anni di età (quasi 70 per Baker...!!!) e 40 di frenetica attività alle spalle.

DISCOGRAFIA UFFICIALE
Fresh Cream
Disraele Gears
Wheels of Fire (2 Lp)
Goodbye
Live Cream
Live Cream volume 2
Royal Albert Hall (London)

COMPILATIONS
*) BBC Sessions
*) Strange Brew: The Very Best of Cream
*) Those Were The Days (box set)
*) Cream Gold



Slowhand
Venerdì 22 Settembre 2017, 10.40.29
16
Capite un cazzo di chitarra. Clapton se li magnava tutti.
Khaine
Venerdì 3 Aprile 2009, 23.54.36
15
Mitico lo scambio di battute tra Hellion e Richard Comunque sia Rich: leggo con tanto ritardo il tuo articolo ma lo faccio anche con altrettano piacere... Come sempre ci si attiene su altissimi livelli 8-) Su tantissime cose ero ignorante (non solo sui dettagli eh) e per certi versi capisco le "critiche" che vengono fatte a Clapton nei commenti qui sotto. Che dire: è un discorso talmente tanto complicato che bisognerebbe affrontarlo a se comunque ancora una volta grazie Richard per lo splendido lavoro che fai!
born_too_late
Sabato 28 Marzo 2009, 18.25.43
14
Ottimo articolo, un omaggio dovuto ad una band leggendaria
fuso
Sabato 21 Marzo 2009, 20.10.39
13
..ma per caso state tutti su una carrozzella in una casa di riposo ??? ))) altro grande pezzo del buon VECCHIO Richard
Hellion
Sabato 21 Marzo 2009, 11.53.44
12
No dai, stai scherzando?
Richard
Sabato 21 Marzo 2009, 9.29.46
11
ti insapono la corda ???
Hellion
Sabato 21 Marzo 2009, 4.20.45
10
Ecco, come sospettavo, adesso dimmi che hai visto anke i Doors, almeno mi impicco!
Richard
Venerdì 20 Marzo 2009, 18.55.03
9
Beh, l'ho avuto anche io perchè non dovresti averlo anche tu ? Mal comune... (almeno io ho la scusante dell'età!!!). Comunque io li ho visti in un contesto ridicolo...il FestivalBar o Cantagiro, non ricordo, al Vigorelli di Milano. Mi sono preso un sacco di botte...Quanto eravamo stupidi !!!
Hellion
Venerdì 20 Marzo 2009, 18.01.01
8
Si, mi fido, ma dato che hai menzionato Page, x caso hai visto i Led in azione dal vivo? Se si cerca di scriverlo piano piano, sai com è il mio cuore, nn si sa mai, nn vorrei avere uno sheer heart attack!!!
Richard
Martedì 17 Marzo 2009, 16.58.42
7
per Hellion...si in effetti c'erano chitarristi migliori di Clapton nella tecnica (v. Townshend, Jeff Beck, Page etc) ma era nei Bluesbracker che Eric dava il meglio di se...avresti dovuto sentirlo allora, niente a che vedere con il Clapton degli anni a seguire !!! Comunque resta un grande.
Giasse
Lunedì 16 Marzo 2009, 23.05.01
6
Molte cose non le sapevo (quasi tutte). Belle anche le foto...
Hellion
Lunedì 16 Marzo 2009, 11.52.01
5
Nn ho mai capito l importanza eccessiva data a Clapton, mah, ai suoi tempi c erano chitarristi molto ma molto + bravi!
pincheloco
Venerdì 13 Marzo 2009, 10.14.42
4
Abbastanza Richard. Sono coetaneo di Raven. Anche se quando questi gruppi erano agli esordi, noi eravamo troppo piccoli....abbiamo comunque respirato quest'aria particolare. Si parla di gruppi che fanno parte della mia discografia da sempre e con i quali ho cominciato. Complimenti ancora.
Richard
Venerdì 13 Marzo 2009, 0.08.27
3
Pinche...ma quanto sei vecchio !!!
pincheloco
Mercoledì 11 Marzo 2009, 10.30.42
2
Quoto Raven. Cream, Blind Faith, Mad Dogs, Greateful Dead...che gruppi meravigliosi. Che tempi. Complimenti .....come sempre del resto.
Raven
Mercoledì 11 Marzo 2009, 9.49.21
1
Altro grande gruppo ed altrettanto grande pezzo.
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