Privacy Policy
 
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Rolling Stone - 500 Greatest Album of All Time
Clicca per ingrandire
The Beatles - Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band
Clicca per ingrandire
The Beach Boys - Pet Sounds
Clicca per ingrandire
The Beatles - Revolver
Clicca per ingrandire
Bob Dylan - Highway 61 Revisited
Clicca per ingrandire
The Beatles - Rubber Soul
Clicca per ingrandire
Marvin Gaye - What's Going On
Clicca per ingrandire
Rolling Stones - Exile On The Main Street
Clicca per ingrandire
Clash - London Calling
Clicca per ingrandire
Bob Dylan - Blonde On Blonde
Clicca per ingrandire
The Beatles - The White Album
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

23/01/17
EKPYROSIS
Asphyxiating Devotion

23/01/17
INFAMOVS
Under the Seals of Death:

25/01/17
CODE
Lost Signal

25/01/17
ABORYM
Shifting.negative

27/01/17
AKOMA
Revangels

27/01/17
PRIDE OF LIONS
Fearless

27/01/17
ANNIHILATOR
Triple Threat

27/01/17
BEHEADED
Beast Incarnate

27/01/17
KREATOR
Gods Of Violence

27/01/17
DESERTED FEAR
Dead Shores Rising

CONCERTI

25/01/17
SABATON + ACCEPT + TWILIGHT FORCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

27/01/17
DESTRAGE
CHALET CLUB - TORINO

27/01/17
WARRIOR SOUL + DANCING CRAP
LET IT BEER - ROMA

27/01/17
DEVASTATION INC. + THRASHICIDIO
DEVIL KISS ROCK CLUB - OLBIA

28/01/17
STONEDRIFT + DEATH O MATIC
GASOLINE ROAD BAR - LENTIGIONE (RE)

28/01/17
DEVASTATION INC. + DEATHCRUSH + ANGKAR + UBIQUITY
QUEVA ROCK - QUARTUCCIU (CA)

28/01/17
BUTTERFLY BOMB METAL FEST
CENTRO RICREATIVO UNDERGROUND - PERUGIA

29/01/17
HAMMERFALL + GLORYHAMMER + LANCER
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

03/02/17
DESTRAGE + GUEST
SOUND MUSIC CLUB - FRATTAMAGGIORE (NA)

03/02/17
EXTREMA + NODE
DAGDA LIVE CLUB - BORGO PRIOLO (PV)

JURASSIC ROCK - #8 - Twentieth Century's Albums
17/04/2009 (47435 letture)
"I guess I just wasn't made for these times"Brian Wilson

Un esauriente numero del magazine Rolling Stone di qualche tempo fa riportava la classifica dei 500 album più importanti della storia della musica internazionale - The RS 500 Greatest Albums of All Time: sia rock con tutte le sue derivazioni e i suoi sottogeneri, che quella comunemente detta leggera ,da cui si evincevano varie curiosità e particolari di un certo interesse.
Il sondaggio dei 500 Albums ha dato poi vita ad un libro la cui introduzione è stata curata da Steve Van Zandt-Little Steven (il calabrese Steve Lento) che scopriamo così, oltre che per anni chitarrista di Springsteen e della E-Street Band, ora anche giornalista musicale nonché curatore di programmi radiofonici e produttore televisivo e che di suo ha poi aggiunto – giustamente - Robert Johnson alla 27a posizione se non altro per un merito alla sua storia musicale.
Vorremmo riportarvi parte di quella classifica, almeno per quanto riguarda i primi venti album, lavori che tutti conoscono anche se non particolarmente interessati a quel tipo di musica.
Mi limiterò ad un personale commento con la speranza che ognuno di voi possa aggiungere del proprio.

La prima curiosità, spulciando con certosina pazienza la classifica, è che solo due lavori non fanno parte della produzione anglo-americana e non sono quindi in lingua inglese - che è ovviamente la padrona incontrastata del gioco. Sono Trans-Europe Express dei teutonici Kraftwerk (n° 253) - ovviamente in lingua tedesca- e Buena Vista Social Club (n° 260) attribuito alla produzione cubana dei B.V.S.C. anche se il tram era guidato da Ry Cooder; due autentiche perle nel loro particolare genere.
Ci sono comunque tre canadesi , Neil Young, The Band, Joni Mitchell, gli irlandesi Van Morrison, U2, Sinèad O Connors (mancano però i Cranberries altrettanto importanti ma vabbé...) e gli australiani AC/DC.
Ci sono 126 albums , il 25% del totale, usciti fra il 1960 e il 1970, ben 183 (36%) fra il 1971 e il 1980; il meglio stava lì... Dal 2000 ad oggi sono presenti solo 13 lavori, poco meno del 3%, evidente segno che il rock "ha già dato" .
Chi la fa da padrone sono ovviamente i quattro di Liverpool: nei primi 20 album ben 5 sono dei Beatles di cui, ovviamente, la Numero Uno; la classifica includerà un totale di 11 dei 12 album da studio dei Fab Four.
Bob Dylan è presente con 10 lavori, di cui 3 nella top twenty, su un totale di suoi 31 album di studio. Anche i Rolling Stones hanno 10 lavori in classifica, su un totale di 21 studio-album, di cui 1 nei primi 20. Seguono Bruce Springsteen con 8 album, 1 nella golden-area, The Who con ben 6 su 10, David Bowie, Led Zeppelin, Neil Young, U2 ed Elton John con 5.
L'album più venduto di tutti i tempi, Thriller di Michael Jackson (40 milioni di copie) è presente alla 20a posizione, lo stesso Jackson ha altri 2 albums nella classifica totale, Off The Wall (n° 68) e Bad (n° 202).
Poco o per niente conosciuti in Italia nomi come Little Walter, bluesman morto nel 1970, alla 198a posizione, il punk-rock degli X (n°286) nonostante ben 11 albums all'attivo, il rapper NAS (n° 400), Big Star di Memphis, attivi negli anni ‘70 (n°403-438-456), il cantante country-folk John Prine (n° 458), gli EPMD alla 459a posizione con il loro hip-hop, Merle Haggard tipico cantante country (n° 484), D'Angelo (Michael Eugene Archer), giovane pianista e interprete di R&b al 488 posto con Voodoo (anno 2000). Altri nomi che hanno avuto una fugace apparizione in Europa come Cheap Trick, Jay Z, Willie Nelson, The Cars, Dolly Parton, Black Flag etc. - tutti di chiara matrice americana - tendono a sbilanciare la classifica verso preferenze a stelle e striscie a scanso di realtà non meno importanti.
Per esempio, il periodo d'oro del prog che annoverava nomi di tutto rispetto come King Crimson, Yes, ELP, Genesis, Gentle Giant. Nice ed altri è presente con il solo Acqualung dei Jethro Tull, peraltro al 337° posto; un po' pochino visto il grande impatto che il genere, di origine inglese, ha avuto sulla generazione musicale degli anni ’70 anche americana (Rush, Kansas etc. ma anche Dream Theatre) e seguenti.
Come si è potuto dimenticare tout-court pietre miliari come Nursery Crime, Close To The Edge oppure In The Court Of the Crimson King? O addirittura la monumentale in tutti i sensi Tubular Bells di Mike Oldfield o non considerare per niente John Barleycorn Must Die e riuscire a dormire la notte, a favore per esempio di una Patsy Cline - l'equivalente della nostra Orietta Berti? E' vero che al n° 187 c'è So di Peter Gabriel ma siamo già nell'ambito più pop dello storico interprete di Musical Box.
Pink Floyd presenti con il celebrato Dark Side Of The Moon in 43a posizione e The Wall in 87a : e il seminale A Sacerful Of Secret ? E UmmaGumma? Relegare poi alla 101a posizione Fresh Cream dei Cream mi sembra quasi un sacrilegio se consideriamo che molto prima troviamo Billy Joel, Gun's & Roses, i Love o, in 25°, i Fleetwood Mac - sicuramente grandi hit-makers ma non certo altrettanto determinanti nel panorama musicale mondiale. Ai posteri o a voi, l'ardua sentenza...

LA CLASSIFICA – PRIMI 20

1) Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band – 1967 – The Beatles
Sgt. Pepper's non poteva essere che al primo posto; e chi altrimenti? Un Lp universalmente riconosciuto come il più determinante nelle musica pop-rock di tutti i tempi: il più celebrato, il più amato, il più raccontato, il più discusso, il più criptico ma nello stesso tempo il più chiaro e illuminato lavoro dei Fab Four.
Uscito nel giugno del 1967 dopo 5 lunghi mesi di registrazioni, è entrato immediatamente negli occhi e nei cuori della gente per quel suo suono completamente innovativo, quelle soluzioni musicali nuove e inusuali (compressioni, echi, voci filtrate, inedite equalizzazioni) opera di un ispiratissimo Paul McCartney e dei tre ragazzi che hanno seguito fedelmente le indicazioni del bassista e del "manovratore" tale George Martin. Una serie di canzoni di altissimo livello Lucy in The Sky With Diamonds, She's Leaving Home. A Day In The Life cucite a mo’ di album concept, una autentica novità per il periodo. Rumori di sottofondo, ambientazione teatral-circense, melodie orientali, complete stonature passate per canzone (Ringo in With A Little Help...),orchestre di soli corni e/o di soli tromboni, vaudeville e dixieland in piena psico-era, parodie (Good Morning, Good Morning) e non-sense ( Getting Better, Being For Benefit...).
Insomma un campionario della più sana e/o assurda libertà creativa realizzata magnificamente dai Quattro in piena forma; probabilmente …con un piccolo aiuto dai loro amici….
Certosino lavoro di montaggio dei nastri da parte di Geoff Emerick, che in seguito lavorerà per i Pink Floyd e grande lavoro grafico quello relativo alla copertina realizzata dall'artista di avanguardia Peter Blake, una delle massime espressioni della pop-art. Insomma un autentico Capolavoro in tutti i sensi.

2) Pet Sounds – 1965 -The Beach Boys.
Finito il lavoro, il cantante e autore dei testi Mike Love sbotta "Chi ascolterà questa merda?". Non dovevano essere molto convinti i Ragazzi della Spiaggia di questo loro undicesimo ellepì assolutamente fuori dai canoni delle surfing-songs che li aveva fino ad ora caratterizzati. Brian Wilson, autore di quasi tutto il lavoro, dichiara ironicamente: "Ci vorrebbero le orecchie di un cane, anzi è proprio un disco per animali", ecco come nacque il titolo di Pet Sounds.
Oltre 100 musicisti agli ordini di Wilson, clavicembali, Theremin-synt, flauti, armonie complicate; troppo inusuale e "avanti".
La Capitol tergiversò abbastanza prima di decidersi a pubblicarlo e negli USA non andò oltre la 30a posizione a differenza in UK dove arrivò in vetta. Fortunatamente il tempo diede ragione a Brian Wilson decretando a Pet Sounds un successo clamoroso e inaspettato che continua ancora oggi. Del resto brani come Wouldn't It Be Nice, God Only Know, Sloop John B, Caroline No, non si ascoltano spesso...e soprattutto non si creano spesso; dopo questo lavoro Brian ebbe un tracollo fisico-mentale da cui non si riprese facilmente.

3) Revolver – 1966 – The Beatles.
Che altro si può dire che non si sia ancora stato detto dell'Opera Omnia dei Beatles? Che Rubber Soul, album precedente, il sesto, avrebbe potuto benissimo essere doppio e Revolver l'altra metà mancante tanto le atmosfere e il feeling sono speculari.
Revolver continua l'aspetto avventuroso e introspettivo del precedente lavoro anzi ampliandolo e preparando il rush finale per quello che sarà Sgt. Pepper's... il capolavoro del secolo. Eleanor Rigby, For No One, Got To Get Into My Life, Taxman, And Your Bird Can Sing, Tomorrow Never Know...e se non vi bastano anche ...Yellow Submarine. Un classico esempio di psichedelic-art il collage di copertina ad opera del bassista e amico di John, Klaus Voorman in seguito nella Plastic Ono Band.

4) Highway 61 Revisited– 1965 - Bob Dylan.
Bruce Springsteen ebbe a dire che Like A Rolling Stone, brano di apertura di questo 6° album del Menestrello di Duluth "...è come un calcio nella porta della mente...".
Effettivamente il cantico-dei-cantici della musica folk-rock americana ha stregato un paio di generazioni di musicisti nonché milioni di ascoltatori che, anche se non simpatizzando particolarmente per il pifferaio magico, (vedi il sottoscritto), non possono non riconoscere a questo disco una notevole innovazione stilistica. Dylan da questo momento si affida completamente alla strumentazione elettrificata sfidando le ire dei puristi del folk (i fischi di Newport lo attendono), ma convincendoli poi con la freschezza e l'ambizione letteraria della poesia dei propri brani. Oltre all'inno generazionale di apertura ricordiamo anche Highway 61 Revisited, l'insana Ballad of a Thin Man (...do you, mister Jones?..),Tombstone Blues, l'acustica e surrealistica chiusura di Desolation Row (oltre 11 minuti). Album realizzato in soli 6 giorni come a dire che quando la vena creativa c'è, non serve stare molto in studio.

5) Rubber Soul – 1965 – The Beatles.
Nuovo riconoscimento per i Beatles alla quinta posizione. Registrato in pochissimi giorni, solo due mesi prima dell'uscita, a dimostrazione di una perfetta intesa e ispirazione, l'album raggiunse immediatamente la prima posizione su entrambe le sponde dell'Atlantico.
Merito di una perfetta miscela di tradizione R&R (Drive My Car, Run For Your Life, Wait), ballate intimiste (Girl, Michelle, In My Life) e ricerca sonora in questo caso ad opera di un orientaleggiante George Harrison; If I Needed Someone e soprattutto il memorabile l'utilizzo in prima assoluta del sitar in Norwegian Wood. Perfetti gli impasti vocali di Nowhere Man e di I'm Looking Through You. Da qui all'eternità...

6) What's Going On – 1971 – Marvin Gaye.
Un grande, forse il più grande cantante soul della storia. Il fratello Frankie, tornando a casa dal Vietnam, non incontrò che indifferenza nei suoi confronti e in quello dei commilitoni, odio e ingiustizia verso gente che in fondo aveva fatto solo il proprio dovere. Su questi temi, sul punto di vista dei veterani, si sviluppano i 9 brani per il concept di Marvin fra cui la lunga Right On, Mercy Mercy Me, Inner City Blues oltre ovviamente alla celebre e coveratissima What's Going On (Aretha Franklin, Donny Hathaway etc.).
Grande successo da subito con oltre un anno di permanenza nelle USA-charts, oltre 2 milioni di copie, e celebrato come artista dell'anno dal Time, da Rolling Stone magazine e dal New York Times; per il quotidiano inglese Observer è il disco del secolo. Marvin morì nel 1984 ucciso con un colpo di pistola dal padre ubriaco.

7) Exile On The Main Street – 1972 – Rolling Stones.
Quattordicesimo lavoro, questa volta doppio, per Jagger e soci - anzi per Richards & C. visto che fu registrato nella sua villa, Nellcote, sulla Costa Azzurra, dove gli Stones scontavano appunto un dorato esilio per problemi con il fisco e con la polizia alle calcagna per eccessi di droga. Curioso come Nellcote fosse il quartiere generale della Gestapo in terra di Francia nella Seconda Guerra Mondiale e svastiche e orpelli nazisti fossero ancora ben visibili !!!
Prodotto da Jimmy Miller, in Happy anche alla batteria, e coadiuvati da grandi session-men come Bobby Keys, Jim Price, Billy Preston e Nicky Hopkins, confezionano un lavoro, giusto prosieguo di Sticky Fingers, che può essere definito l'antesignano del grunge tanto è crudo, essenziale e figlio del country-boogie-rock. Tumbling Dice il brano che trascinò il lavoro in classifica, altri brani memorabili Rocks Off, Sweet Virginia, Black Angel, All Down The Line.

8) London Calling – 1979 – Clash.
L'anno in cui moriva Syd Vicious si celebrava questo secondo funerale del punk con il doppio ellepi che, pur pescando a piene mani nella attitudine nel "suono sporco", ne prendeva musicalmente le distanze. Un lavoro, il loro terzo, avanzato, lontano anni luce dagli sputi su e giù dal palco e dai due accordi malridotti; una notevole complessità compositiva che passa dal reggae al rockabilly, al funky al post-punk di London Calling e Train In Vain, allo ska di Rudie Can't Fail, alla rock-ballad di Spanish Bomb e Death or Glory o al remake di Brand New Cadillac dimostrando la maturità della nuova coppia del rock internazionale, quella di Strummer-Jones che si ispirava più a Jagger-Richards che non a Lennon/McCartney.
Memorabile la copertina con Paul Simonon che, in un raptus artistico, spacca il suo basso Fender Precision on stage al Palladium di New York salvo poi rendersene conto e piangere di disperazione a concerto finito. Foto di Pennie Smith. Seguirà Sandinista, un altro album dei Clash celebrato da Rolling Stone con il 404° posto.

9) Blonde On Blonde – 1966 – Bob Dylan.
Robert Allen Zimmerman era già al settimo album quando licenziò questo doppio, il primo dell'era "LP", lavoro ancora in pieno periodo acustico. Riccioli al vento e volto contratto (una foto, pare, di Claudia Cardinale), è il biglietto da visita della copertina. Registrato a Nashville, patria indiscussa del country, il disco si srotola su 4 facciate in maniera altalenante concedendo brani freschi di facile lettura musicale come I Want You, Absolutely Sweet Mary, 4th Time Around che fa il verso a Norvegian Wood di Lennon, a composizioni più complesse e fruibili solo da un pubblico di lingua anglosassone che afferra le articolate e tortuose liriche del Cantastorie: Visions of Johanna con i suoi 7 minuti e Sad Eyed Lady Of The Lowlands che occupa un'intera facciata di uno dei due LP in oltre 11 minuti di voce, chitarra e armonica. Nonostante la gran mole di collaboratori di nome, dagli Hawks, l'ossatura della futura Band di Robbie Robertson e Rick Danko, a Richard Manuel a Levon Helm ad Al Kooper, un po' il suo padrino artistico, gli arrangiamenti risultano scarni e ridotti all'osso per lasciare ben in vista la strascicata voce del Menestrello.

10) The White Album – 1968 – The Beatles.
Il minimalismo ha toccato le sue vette con una copertina completamente bianca!!! E chi, se non i Beatles, potevano permettersi di non mettere nessuna foto, nessun indizio nemmeno sul retro, ed un nome decifrabile solo al tatto? Doppio album per le beghe infinite dei Quattro ormai giunti agli sgoccioli; nessuno voleva lasciar fuori un proprio brano a favore degli altri. E così Harrison ne ha ben 4 brani fra cui la bellissima While My Guitar Gently Weep, con Clapton alla solista, Don't Pass Me By di Ringo - che già aveva lasciato - e un'altra ventina di Lennon/McCartney anche se all'ascolto è facilmente identificabile quali siano quelli di uno o dell'altro che ormai lavoravano da separati in casa. Obladi,Obladà, Back In The USS, I Will, Martha My Dear, Dear Prudence, il proto-metal Helter Skelter sono chiaramente del Macca; Revolution #1, Julia, Happiness Is A Warm Gun o la sperimentale Revolution #9 sono di Lennon (e Yoko...).
Lavoro travagliato che ha visto all'opera ben tre studi contemporaneamente pur di incrociare il meno possibile i plettri ed un'opera che, tutto sommato, grazie al mastodontico lavoro di taglia-e-cuci di George Martin e Geoff Emerick. è risultata ancora una volta vincente premiando comunque la vena artistica dei quattro seppure disgiunti. La fine è vicina.

11) The Sun Sessions – 1976 – Elvis Presley.
Troppo "indietro" per poter esprimere un giudizio...
(Elvis Presley, Scotty Moore, Bill Black, D.J.Fontana, Jimmie Lott, Johnny Bernero).

12) Kind Of Blue – 1959 – Miles Davis.
Troppo "avanti" per poter esprimere un giudizio...
(Miles Davis, John Coltrane, Cannonball Adderley,Wynton Kelly, Bill Evans, Paul Chambers, Jimmy Cobb).

13) Velvet Underground and Nico – 1967 – Velvet Underground.
Sponsorizzati dall'artista visual-art Andy Warhol - che mise il suo nome sulla copertina e non quello dei Vevet, ecco il loro primo lavoro più noto come il "Banana Album", visto che un titolo vero non ce l'aveva. Il nucleo di partenza era quello dei Velvet Underground, formazione sperimentale/psichedelica di New York e cioè Lou Reed, John Cale, Sterling Morrison e Moe Tucker; fu durante le travagliate incisioni che Warhol inserì l'amica tedesca Nico nei tre pezzi in cui compare.
Registrato al risparmio e in pochissimi giorni, il master fu rimpallato fra diverse etichette senza trovare inizialmente una distribuzione ed anche quando uscì per la Verve non ebbe grande riscontro. Fu, in seguito, con i successi solisti di Reed e Cale che il disco, prima di culto, fu riscoperto e portato al tardivo successo. Oltre ai brani in cui compare Nico, Femme Fatale, il suo ritratto, All Tomorrow's Parties e I'll Be Your Mirror, ricordiamo la "ninna nanna" Sunday Morning, Heroin e il "manifesto" Venus In Furs. Il repertorio dell'intero lavoro non è una vetrina di arrangiamenti sofisticati e/o belle intonazioni (qualcuno lo definì un inquietante e sordo rumore di fondo) ma pura alienazione urbana, disperazione esistenziale, solitudine cronica, violenza morale: un bel disco per ottimisti incalliti insomma.

14) Abbey Road – 1969 – The Beatles.
"...one things I can tell you is you've got to be free..." -John Lennon da Come Togehter-. Attraversato il pedestrian crossing più famoso del mondo, da quel momento ci fu il "rompete le righe": ognuno per strade diverse portandosi dietro il fardello dei propri rancori, risentimenti ed ego repressi; si rivedranno più volte nelle aule dei tribunali per dividersi la dote e ribadire che la magia era definitivamente finita.
Paul faticò parecchio per tenere il bandolo della matassa di questo ultimo lavoro in studio e portarlo a livelli che hanno del miracoloso: se pensiamo a Oh Darling, uno dei punti più alti della sua carriera, a Here Comes The Sun di George, ospite Eric Clapton, ma anche a Come Together di Lennon che si attirò però parecchie grane per un presunto plagio ai danni di Chuck Berry (You can't catch me) e che gli costò caro. C'erano poi Something, il più coverizzato brano di Harrison, e una seconda facciata-medley fatta assemblando tutte le prove e i takes di studio eseguiti finora; da You Never Give Me Your Money a The End/ Her Majesty passando per Golden Slumbers e She Came In Trought the Bathroom Window. Gran bel monumento tombale.

15) Are You Experienced - 1967 – Jimi Hendrix.
Arrivato a Londra alla fine del 1966, invitato dal manager ed ex Animals Chas Chandler, Jimi creò le sue personali Experiences con Noel Redding al basso e Mitch Mitchell alla batteria, non grandi virtuosi dello strumento ma molto on tuning con il leader. Il disco del debutto fu realizzato nei tempi morti delle numerose tournèe che vedevano protagonista la incendiaria (in tutti i sensi...) Fender di Hendrix con un repertorio che faceva tesoro degli insegnamenti degli Isley Brothers, di Little Richard e del blues più viscerale. Hey Joe di Billy Roberts, unico brano non originale e inizialmente solo sulle copie americane, fa da apripista al long-playing, proiettandolo direttamente alle vette delle charts dietro al solo SGT.Pepper's creando la storia di Hendrix, del suo pedale wha-wha e della sua chitarra mancina. Consolideranno il mito Purple Haze, Fire, Manic Depression, Are You Experience,The Wind Cries Mary, poi l'Isola di Wight, Woodstock e la tragica fine lo proietteranno nella leggenda.

16) Blood On The Tracks – 1975 – Bob Dylan.
Dopo quasi 15 anni di gloriosa carriera e ben 16 album, Dylan ottiene con questo disco il massimo risultato finora conseguito; doppio disco d'oro nello stesso 1975 e doppio platino negli anni 90. E' prevalentemente un lavoro acustico che potrebbe benissimo essere stato prodotto anche nel decennio precedente e realizzato a New York con una possente schiera di musicisti-collaboratori di spessore.
Questo disco riavvicina un po' il Dylan classico al suo pubblico che aveva storto il naso all'uscita dei precedenti e non memorabili Before The Flood e il live Planet Waves. Addirittura l'album "Dylan" del ‘73 era solo una raccolta di cover reinterpretate dalla voce nasale del menestrello. A ritroso e alla ricerca del tempo perduto, Mr Zimmerman confeziona un album scarno ed essenziale ma allo stesso tempo intenso, prezioso, maturo facendo tesoro delle ballate degli anni ‘60 come la lunga Idiot Wind , la celebrata Tangled up in Blue, la classica Lily,Rosemary and the Jack of Hearts in cui torna a far capolina in apertura la fedele armonica a bocca, la "dylaniana al 100%" Shelter From the Storm alla ricerca di un rifugio dall'infelicità generata dai problemi con la moglie Sara. Un Dylan dunque musicalmente ritrovato, premiato da critica e pubblico .

17) Nevermind – 1991 – Nirvana.
David Geffen, manager di lungo corso, aveva visto giusto scritturando questo trio di Seattle con all'attivo un solo album indie e mettendo loro a disposizione risorse illimitate. Il suo successo, oltre 15 milioni di copie, è tutt'ora inspiegabile se rapportato a normali canoni di valutazione. Band simil-grunge ne bazzicavano molte al periodo, melodie scarne ed essenziali come se ne trovano (vd. Husker Du, Pixies) e la voce mal impostata e corrosiva certo non aiuta. "Non pensare mai" la parola d'ordine di una generazione, ma la chiave di volta del disco è l'anima martoriata e violentata di Kurt Cobain che fa la differenza e da ai brani e all'intero lavoro un quid di dolore, sofferenza, inquietudine e di "attesa" del tragico evento che purtroppo inevitabilmente avrà da succedere. Come non ricordare la cupa e depressiva Come As You Are, l'incedere marziale e rabbioso di Lithium, la distorsissima In Bloom (divertententissimo il video b/w con il pubblico e gli urletti per i...Beatles), l'allucinata Something in the Way e ovviamente l'emozionante ed epocale Smells Like Teen Spirit. Rock? Grunge? Punk? Non importa, sicuramente un anthem che va al di là di mode, di stili e di epoche.
Una stella al merito anche al fonico Butch Vig che ha "inventato" in studio il particolare sound della band e il suono della chitarra di Kurt; i Nir inizialmente non convinti, criticarono molto il risultato così ottenuto. Novoselic riciclato come predicatore di qualche religione o setta in una US-FM/Radio e Grohl si è ritirato...ah suona ancora ? Come distruggere un mito. Peccato!

18) Born To Run –1975 - Bruce Springsteen.
Per stessa ammissione del "Dylan di Asbury Park", questo album si è rivelato un mostro che ha mangiato tutto il passato, il presente ed il futuro del Boss. Ogni suo lavoro, ogni sua nota, ogni sua lirica di questi 35 anni ha avuto ed avrà come pietra di paragone il "Nato per Correre" e, purtroppo per lui, il confronto sarà inevitabilmente perdente.
Un album perfetto, questo terzo di Bruce, che aveva incidentalmente creato buone aspettative seppure acerbe con "Greetings..." e "The Wild...", tanto da convincere la CBS ad investire pesante sul rocker. Bruce voleva un suono "alla Phil Spector" ma ebbe fortunatamente in cambio il suono "alla Mike Appel" che fece un lavoro determinante al mixer. La grandezza dell'album sta nelle storie raccontate, nell'irruenza del 25enne Spring, nel suo Asbury Sound, mix di r&r-folk-blues, nella magia della E Street Band, nel poderoso sax del soul-man Clarence Clemons, nella solare copertina, nel fiato dei fratelli Brecker in Meeting Across the River, nell'indispensabile supporto di Danny Federici, nei pestaggi di Max Weinberg e Vinnie Lopez, in Thunder Road, in Backstreet, nella per niente notturna Night, nel Roy Bittan di Jungleland e ovviamente in Born to Run: scusate se è poco!

19) Astral Weeks – 1968- Van Morrison.
Lasciati alle spalle The Them, i successi di Brown Eyed Girl e del proto-punk di Gloria, George Ivan Morrison da Belfast gioca la carta del suo particolare celtic-R&B con un disco pacato e languido spiazzando i suoi estimatori per il repentino cambiamento e lasciando estasiati i critici che paragonando il disco ad una "pittura Impressionista" lo elessero "Disco dell'Anno".
Realizzato con un quintetto jazz di cui facevano parte anche Richard Davis e Connie Kay del Modern Jazz Quartet, è stato registrato a New York secondo gli umori del momento; buoni i primi takes e poche sovrapposizioni per dare alle canzoni una atmosfera da semi-live. La sua inusuale e inconfondibile voce da un colore particolare a brani come al folk di Sweet Thing, alla frenetica e saltellante The Way Young Lovers Do, alla dolcissima Madame George e ovviamente alla title-trak Astral Weeks. L'intero lavoro comunque non ebbe una riconoscenza immediata dalle classifiche tanto che si aggiudicò il disco d'oro solo nel 2001 testimonianza di una vendita costante nel tempo per un disco di culto.
Confermando la buona ispirazione e scrittura, l'irlandese si ripeterà due stagioni dopo con Moondance e con il seguente Tupelo Honey

20) Thriller –1982- Michael Jackson.
Se la funky-dance è una religione, Michael Jackson è il suo profeta. Tutto si può dire di quest'uomo (?!?!?!) ma non si può mettere in dubbio la sua genialità e la sua musicalità. Iniziato dal padre a 6 anni con i Jackson Five (riguardatevi i video delle songs ABC e I Want You Back; sono una lezione di R&B e stile), Jako ha ormai alle spalle oltre di 40 anni di onorata carriera che gli permettono di essere superiore anche alle più malevoli critiche musicali. Dopo il buon Off the Wall, la Epic gli mette a disposizione 1 milione di dollari per la nuova produzione, Quincy Jones recluta i Toto e Eddie Van Halen più uno stuolo di super professionisti per confezionare il più discusso album della storia. Quaranta milioni di copie tuttora vendute, sei singoli estratti su nove brani in totale e tutti al primo posto fra cui Beat It e The Girl is Mine , il primo video-film, Thriller, il primo trasmesso dalla nascente MTV e il cui solo making-of ha venduto 500.000 copie del DVD, kitch-tour pazzeschi e miliardari, vendite stratosferiche del merchandising. Tutti abbiamo sentito qualche volta se non ballato Wanna Be Startin' Somethin', Human Nature o Billie Jean quindi mettetevi l'anima in pace e ammettete che Michael in qualche modo, nel bene o nel male, ha segnato la vostra adolescenza. Magari avete ancora il suo StereoOtto in macchina.


I 10 SINGOLI MIGLIORI DELLA STORIA

1) "Like a Rolling Stones"Bob Dylan.
Dall'album Highway 61 Revisited del 1965 è universalmente riconosciuta come "La ballata dei Perdenti". Curiosamente il disco venne dapprima rifiutato dalla Columbia per l'eccessiva lunghezza (oltre 6 minuti, il condensato di 20 pagine di testo e appunti) e l'esecuzione live anche fischiata qualche giorno dopo l'uscita, 25 luglio 1965, al Festival di Newport per l'uso delle chitarre elettriche nel genere country ; da allora il folk americano non sarà più lo stesso. Tre mesi ai vertici delle US charts scalzato poi da Help dei Beatles.

2) "(I Can't Get No) SatisfactionRolling Stones.
Un condensato di 50 anni di storia del rock. Uno dei primi esempi di chitarre distorte con fuzzbox e un grandissimo inno generazionale che, per via del testo sessualmente esplicito, ha collezionato più censure di un film di Tinto Brass. In seguito, il Congresso Americano, ravvedutosi, l'ha inserita nel U.S. National Recording Register. Casualmente uscì lo stesso mese e anno della precedente canzone di Bob Dylan. Quelli eran giorni !!!

3) "Imagine" - John Lennon.
Un ruffianissimo inno alla pace, alla fratellanza, all'anti-materialismo e anti-capitalismo cantato da uno stramiliardario...Mah !!! A me mi piace da morire; l'avrei messo al primo posto... Scusate ma sono di parte del resto in più di 100 paesi del mondo gode dello stesso rispetto pari a quello del proprio inno nazionale; "siamo tutti un solo paese, un solo popolo, un solo mondo".

4) "What's Going On" - Marvin Gaye.
Gli anni "60 erano quelli della sperimentazione musicale, dell'innovazione, della scoperta e anche della protesta; Marvin Gaye era il paladino di quella nera. Mai più una canzone così bella. Nel 2001, Bono Vox ne ha prodotto una versione "All Stars", Christina Aguileira, Gwen Stefani, Destiny's Child etc. a favore di un programma anti-AIDS.

5) "Respect" - Aretha Franklin.
Buon successo di Otis Redding nel ‘65 ma consegnata ai posteri da una debuttante Aretha Franklin nel 1967 (Otis non la prese bene). Il brano più famoso della storia del rhythm & soul, quello in cui tutti gli artisti grandi e piccoli si sono cimentati almeno una volta senza comunque mai arrivare alla grandezza della Soul Lady. Celebrato anche come inno anti-apartheid all'inizio degli anni "70 quando le minoranze chiedevano "Rispetto" all' intera società americana.

6) "Good Vibrations" - The Beach Boys.
Ritorniamo alla voglia di sperimentare degli anni "60. Brian Wilson & C. con il fiato sul collo dei Beatles tentano nuove strade musicali e ci riescono in pieno con questo sperimentale e inusuale collage. Pet Sound sarà il sigillo. Nel 1967 il singolo sarà primo in tutto il mondo, in Italia farà capolino nella 20a posizione; aveva fatto meglio Barbara Ann con un 5° posto.

7) "Johnny B. Goode" - Chuck Berry.
Sentite cosa si era capaci di fare nel 1958 in un piccolo studiolo di Chicago, il Chess, dove germinava il nuovo suono. Canzone in parte autobiografica tratta in maniera personale del sogno americano dove B. sta per Berry e Goode il suo luogo di origine. Chucky, un innovatore del rock e della chitarra rock; un "coulored country-boy" passato dalle stalle all'eternità.

8) "Hey Jude" - The Beatles.
Era una nenia inventata al momento da McCartney per far stare buono in auto il piccolo Julian Lennon (inizialmente "Hey Jules" ) ma poi sviluppatasi nei famosi 7 minuti del primo 45 giri più lungo della storia. Primo singolo anche per la neonata Apple di proprietà dei Fab 4, venderà qualcosa come 8 milioni di copie. Un inizio niente male sfatando così anche le fosche previsione della EMI che non prevedeva alcun successo per un brano così lungo.

9) "Smells Like Teen Spirit" - Nirvana.
Nirvana? No, Cobain, solo Cobain...

10) "What'd I Say" - Ray Charles.
Curiosa la genesi di questo brano nato direttamente "on stage" da Ray per riempire il tempo per cui era stato pagato in un night di Milwakee nel "59. Non avendo più repertorio cominciò a interagire con il pubblico (nda. call and response) facendo ripetere le sue strofe inventate lì per lì (ripetete Ciò che dico...) e suonando ad libitum la stessa frase musicale. La trovata farà storia anche per numerosi altri artisti nei secoli dei secoli . Dopo l'ascolto di questa canzone, tale John Winston Lennon da Liverpool imbracciò una scassata chitarrina e si convinse che la musica sarebbe stata il suo futuro.



stefano
Venerdì 23 Novembre 2012, 14.03.08
71
Iron man? Enter sadman? Starway to heaven? Smoke on the water? Livin'on a prayer? The number of the beast? Bohemian rapsody? Whish you were here? Tutti frutti? Be bop a lula? Surfin in the USA? Sweet child'o mine? Every rose has it thorn? I was made for lovin you? dove le mettiamo?????????????
Delirious Nomad
Mercoledì 10 Ottobre 2012, 19.15.02
70
Allora tornerò a trovarti di tanto in tanto, ti saluto!
Richard
Mercoledì 10 Ottobre 2012, 19.08.35
69
ah ah ah ah No no è che ci lavoro al Pc quindi ci stò 16/18 ore al dì e con più browser....tutto qui Grazie comunque della...compagnai
Delirious Nomad
Mercoledì 10 Ottobre 2012, 19.02.48
68
Ma è stato un piacere leggere l'articolo, figurati! Sai, dal tuo commento sembra quasi che tu sia bloccato su questa pagina e ti senta solo!
Richard
Mercoledì 10 Ottobre 2012, 18.49.00
67
vero Delirious , infatti l'avevo fatto presente... Grazie di essere passato di qui...
Delirious Nomad
Mercoledì 10 Ottobre 2012, 18.30.33
66
Mi basta l'esclusione di Deep Purple, Genesis e Queen per vomitare "forever" su Rolling Stone. Detto ciò, l'articolo è ottimamente scritto.
Argo
Domenica 24 Giugno 2012, 16.24.13
65
Al commento 51... direi che 30 milioni di depressi in giro per il mondo possono tranquillamente esserci... quindi risponderei "si" alla tua domanda retorica...
Richard
Domenica 24 Giugno 2012, 16.11.25
64
OK ragazzi, avete tutti ragione... Le classifiche penso servano anche a questo, a stimolare un sano scambio di vedute... Però ammettiamolo, nel loro genere questi dischi sono veramente pietre miliari, che poi piacciano o meno questo è tutto subordinato ai gusti particolari... Grazie comunque per il cortese dibattito...
Sambalzalzal
Domenica 24 Giugno 2012, 15.44.55
63
vichingo@ si era proprio a quello che mi riferivo infatti! (il non dare retta era in generale eh, non era rivolto a te)Quanti Rolling Stones, Kerrang e similaria hanno fatto diventare famose bands a Gennaio e le hanno massacrate a Giugno. Non possono permettersi di stilare classifiche di sorta xchè sono totalmente interessate. Poi obbiettivamente, non ne vedo proprio l'utilità... personalmente sono una persona molto attaccata ai propri gusti musicali, agli album ed ai ricordi ad essi legati, sarebbe impossibile essere obbiettivo nel mettere un album sopra o sotto ad un altro...
il vichingo
Domenica 24 Giugno 2012, 15.37.06
62
@Samba: se ti riferisci al Grunge nel tuo commento, allora ti do ragione.
Sambalzalzal
Domenica 24 Giugno 2012, 15.33.41
61
Non capisco quale congiunzione stellare o divinità arcaica si celi dietro alla scelta di mettere in classifica Nevermind e Thriller e tralasciare per esempio Appetite For Destruction o qualsiasi altro album a nome Queen, per esempio... ma cmq ti quoto vichingo@ impossibile farne una oggettiva. Primo. Secondo, non dare neanche retta ai giornali addetti ai lavori che si ergono a depositari assoluti della cultura musicale. Creare generi un giorno e poi seppellirli quello seguente non è cultura, è fare affari!
Olof
Domenica 24 Giugno 2012, 15.14.27
60
Ok, De gustibus!
il vichingo
Domenica 24 Giugno 2012, 15.03.15
59
Sono d'accordo con Lizard e Undercover. Per quanto concerne la classifica, mi sembra quasi impossibile stilarne una che sia sufficientemente oggettiva e allo stesso tempo soddisfi tutti; quindi non perderei neanche tanto tempo a commentarla
Lizard
Domenica 24 Giugno 2012, 15.01.19
58
Aggiungo, a scanso di equivoci, che mettere tre-quattro album di uno stesso artista, per poi non metterne nessuno di band quanto meno imprescindibili come quelli che citi tu, piuttosto che i Doors, per fare un altro esempio, e' assurdo. Ma ben vengano i Nirvana, non vedo il problema.
Undercover
Domenica 24 Giugno 2012, 14.58.33
57
Non sono d'accordo con Olof perché "Nevermind" ha una sua importanza "STORICA" assoluta, quanto un "Dark Side Of The Moon" e tanti altri album. E' fondamentale per un'era quella grunge che al contrario dell'ignoranza portata avanti da molti che la ritiene figlia di un quinquennio a stento, si protrae per ben tre lustri, dal 1983 al 1997 con le ultime forme reali di visione post del genere. Quell'album è il simbolo di come il movimento di Seattle no fu un lampo a ciel sereno, non un'estemporanea visione del mondo attraverso un disco concepito tanto per, bensì una mole gigantesca di band in circolo che si univano in qualcosa di unico e non ripetibile, come lo sono stati tutti i movimenti definiti primordiali, quello è un mondo a sè e averne offerto l'accesso a tutti con l'orecchiabilità di quel sound Nirvana è stato grandioso, parlo però solo di suono, perché per il resto la gente e parlo della massa, si è limitato a quello, come al solito si sottovaluta per non dire disconosce il valore dell'arte create dal circolo di Seattle e affini, è diventata una vera e propria guerra contro i mulini al vento ma comprendo che per alcuni capire certe cose sembra voler dire rinuniciare alla propria integrità d'ascolto o culturale, bigottismo in una parola. Poi che la classifica sia una cagata in se per se, non sto manco a discuterne, non avrei messo neanche la metà degli album citati nei primi venti.
Lizard
Domenica 24 Giugno 2012, 14.55.25
56
Ripeto: secondo me sottovaluti l'importanza di Nevermind. Comunque, diciamo che per quello che valgono queste classifiche, si'. Non avrei problemi ad inserirlo in mezzo ad altri dischi storici, al di la' dei miei gusti personali.
Olof
Domenica 24 Giugno 2012, 14.38.57
55
Gusti a parte, x voi davvero Nevermind può stare in una classifica con sgt peppers, are you experienced? ecc... più di foxtrot, led zeppelin IV, il già citato a night at the opera? E' solo questo che contesto.
Olof
Domenica 24 Giugno 2012, 14.38.56
54
Gusti a parte, x voi davvero Nevermind può stare in una classifica con sgt peppers, are you experienced? ecc... più di foxtrot, led zeppelin IV, il già citato a night at the opera? E' solo questo che contesto.
Lizard
Domenica 24 Giugno 2012, 14.34.06
53
Piu' che altro mi sembra che tu sottovaluti enormemente cosa abbia significato davvero Nevermind, al di la' sia dei gusti personali che dello stesso valore intrinseco della musica. Poi e' chiaro che classifiche del genere siano fondamentalmente un pretesto per far parlare
Olof
Domenica 24 Giugno 2012, 14.13.32
52
Lungi da me criticare il gusto, che è sacro. A me non piacciono nè i nirvana nè alcuni album di questa lista (trovo, ad esempio, abbey road nettamente superiore sia a rubber soul sia al white album), però, a questi stessi album della top 20 riconosco un'importanza storica oggettiva e innegabile, che prescinde dal gusto. Nevermind non rientra, secondo me, mai mai mai in questa "importanza storica", o meglio: se includiamo Nevermind, allora davvero prima bisogna mettere i dischi prog, l'hard rock, la nwobhm, i queen (gruppo che fa genere a sè), il Thrash (se includiamo Nevermind, Master of puppets dove lo mettiamo allora?!?!!?) Non farei questo discorso se non avessi visto i Nirvana in questa classifica, fanno perdere coerenza alla top 20. Ci limitiamo ai mostri sacri del rock '50 '60? Bene. Includiamo un album del 91 dei Nirvana? allora c'è da mettere TANTA TANTA roba migliore anni luce davanti a Nevermind. Spero di essermi spiegato e di non aver offeso nessuno!
Richard
Domenica 24 Giugno 2012, 13.52.43
51
beh...più di 30 milioni di fans si sono fatti coglionare allora... Non sono un pò troppi ?
Olof
Domenica 24 Giugno 2012, 13.46.20
50
ahahah Nevermind.... Basta questa inclusione a far perdere totalmente di credibilità tutta la classifica (già discutibile di suo, ma vabbè...) Ancora coi Nirvana? dopo 20 anni c'è ancora gente che si fa coglionare da Cobain e soci? Non riesco a crederci...
Argo
Domenica 24 Giugno 2012, 12.02.30
49
Boh, i Nirvana non li avrei certo messi nella classifica, dove invece meritatamente e direi logicamente vanno i Beatles.
BILLOROCK fci.
Sabato 23 Giugno 2012, 13.04.21
48
ahahahah
Richard
Sabato 23 Giugno 2012, 12.57.45
47
yeahhh... uno a zero
BILLOROCK fci.
Sabato 23 Giugno 2012, 12.40.53
46
azz.. è vero....mi sono incartato, diciamo così il libro è influenzato dal età degli editori, però e si vero che ci sono canzoni immortali che ci sono giunte canzoni immortali...
Richard
Sabato 23 Giugno 2012, 12.10.49
45
Per i treni è un modo di dire... come quello della campagna del resto... Però vedo che in parte ti contraddici e quindi dai ragione a me... Smoke on the Water, Paranoid, Stairway to Heaven (no Star way...) etc... sono proprio brani di 40 anni fà come gran parte della classifica che hai appena letto... Eh eh eh eh eh eh
BILLOROCK fci.
Sabato 23 Giugno 2012, 11.47.09
44
hahah Richard, st anger direi di no... ma se all alba del 2012 si cantano ancora canzoni come, number of the beast, highway to hell, we are the champion, paranoid, starway to heaven, smoke in the water ecc ecc ecc .. un motivo ci sarà . ps. perchè erano puntuali una volta i treni??miracolo...
Richard
Sabato 23 Giugno 2012, 11.41.54
43
Grazie BilloRock della tua osservazione ma sinceramente il meglio stava proprio qui... Ehhhh...non ci sono più le canzoni di una volta ... (qui una volta era tutta campagna...una volta i treni arrivavano puntuali...etc...). non credo che fra vent'anni canteremo ancora St.Anger et simila...
BILLOROCK fci.
Sabato 23 Giugno 2012, 11.34.34
42
è una classifica relativa all età degli editori, scommetto che se rifacessero questo libro degli editori nati negli anni 80, alle prime posizioni ci sarebbe, qeen , metallica, iron maide, ac/dc, ecc.... ps. odio la fissazione sui Beatles, per l amor di Dio hanno inventato un genere, ma non tutte le canzoni erano fantastiche eh?! ripeto classifiche più anagrafiche, che reali.
admin.
Venerdì 5 Giugno 2009, 22.47.21
41
perchè il leader CAZZUS CLAP non concede interviste...
LAMBRUSCORE
Venerdì 29 Maggio 2009, 19.10.24
40
come mai manca "PUTRID PUSSY WAREHOUSE" dei nostrani "CLITORIDUS INVAGINATUS"????
kurt
Domenica 3 Maggio 2009, 12.55.27
39
Smells Like Teen Spirit" - Nirvana. .......sob sob...
Raven
Lunedì 27 Aprile 2009, 21.20.41
38
Ditelo a loro, fine OT
Khaine
Lunedì 27 Aprile 2009, 20.31.05
37
E' come se i Metallica rinnegassero il thrash!!! Ops, però c'è stato un periodo in cui, in effetti... ok, basta con l'OT
Ribbon
Lunedì 27 Aprile 2009, 14.09.27
36
Concordo...
Richard
Lunedì 27 Aprile 2009, 13.01.55
35
...è come se Bowie rinnegasse il glam, Clapton il blues e Billy Joel il piano-bar...
Ribbon
Domenica 26 Aprile 2009, 15.50.09
34
Se ne saranno anche dissociati, ma i loro primi tre album non sono molto lontani dalla NWOBHM...forse qualche synth e qualche fronzolo in più...come anche i cori alla Bee Gees, ma senza non sarebbero i Def Leppard...ad ogni modo i primi quattro album sono di tutto rispetto...anche qualche traccia sparsa negli album dei primi '90..il resto è storia comune a quasi tutte le glam/rock band anni '80...
Raven
Domenica 26 Aprile 2009, 14.21.23
33
No, loro se ne sono ripetuamente dissociati dichiarando di non aver mai capito la loro assimilazione alla nwobhm ed al metal in generale.
Richard
Domenica 26 Aprile 2009, 12.10.40
32
Nonostante una ventina di album di buon livello, qualcuno anche numero 1 in America ( The Grand Illusion, Pieces of Eight, Cornerstones, Paradise Theatre ...), la prog-rock band dei fratelli Panozzo non appare nei Top 500. Del resto il prog , sia inglese che americano, è praticamente assente. Per quanto riguarda i Def Leppard credo siano unanimemente considerati ottimi metallari e i portabandiera del nwobhm ...perchè no ???
pincheloco
Sabato 25 Aprile 2009, 22.46.55
31
Beh a parte la grave mancanza di Traffic, Mike Oldfield e tanti altri come giustamente ai detto tu....trovo abominevole il fatto che manchi Made In Japan. Ci sono tracce di Styx?
Raven
Sabato 25 Aprile 2009, 14.38.34
30
Ci sarebbe molto da dire in proposito, ma credo che in questo senso non siano affatto rappresentativi i Def Leppard, che anzi non si sono mai considerati nemmeno metal. Tuttavia un paio di dischi interessanti di questa area nel decennio 80-85 magari sitrovano
Richard
Sabato 25 Aprile 2009, 14.02.08
29
(......e niente nwobhm..???......) Pochissimo... Anzi solo Def Leppard con Pyromania (1983) che con i suoi 9 milioni di album occupa unla miserrima 384a posizione e Hysteria (1987), con 13 milioni di copie vendute è alla 472a posizione ; praticamente quasi in fondo alle preferenze... Del resto, nonostante le colossali vendite, il nwobhm non è mai stato considerato un vero genere che facesse tendenza o scuola ma solo una "costola" dell'hard rock.
Raven
Sabato 25 Aprile 2009, 11.47.24
28
e niente nwobhm? completamente ignorata? che americani ed inglesi siano sciovinisti è certo.
Richard
Venerdì 24 Aprile 2009, 21.02.17
27
In questa particolare classifica gli americani sono stati più sciovinisti e integralisti che mai !!! Anche si mi trovo sostanzialmente d'accordo sulle Top Twenty, poco spazio agli inglesi nelle posizoni alte, ovviamente Beatles a parte, e nemmeno cagato il prog di cui sappiamo benissimo l'importanza e la bellezza di certe pagine musicali. I Creedence cominciamo a trovarli in 95a posizione >Green River< del 69 (un album non eccezionale) e >Cosmo's Factory< (già meglio come lavoro) alla 265a, Quicksilver con Happy Trail alla 189a , questo sì un bel disco. Dei Deep non mi sembra di avere trovato traccia. Intensificherò le ricerche. Intanto continuate con i vostri suggerimenti... GRAZIE A TUTTI
pincheloco
Venerdì 24 Aprile 2009, 12.00.23
26
Grande Richard come sempre. Concordo con la totale assenza del prog. inglese. Dove sono anche gruppi come Deep Purple, Quicksilver o Credence C.R. e tanti altri? Trovo strano che trattandosi in prevalenza di personaggi d'oltreoceanco non compaiano abbastanza in alto anche i Boston comunque immensi e molto seguiti in America. Non c'è in classifica la P.F.M. (SIGH!!!)?
Giasse
Giovedì 23 Aprile 2009, 13.30.53
25
x Richard: ARE YOU EXPERIENCED? ma che è? HEY JUDE è una tiritera insopportabile, dai... cmq il duello delle birre lo accetto volentieri, ma paghi tu! Riguardo alla perversione... ti sembra una cosa brutta? eidentemente no... Non ti ho fatto i miei complimenti perché temo di ripetermi, tuttavia l'articolo è davvero godibile (anche se effettivamente avrei preferito ti dedicassi ai VOMITORY & C...)
Raven
Giovedì 23 Aprile 2009, 12.18.07
24
Nessuna offesa, solo discussione, (appunto....)
loomis
Mercoledì 22 Aprile 2009, 15.34.28
23
onestamente sono rilassatissimo e alle elementari la merendina non me la rubavano perche' me la mangiavo prima. poi mica stavo litigando (almeno mi pare cosi') e se per caso ho offeso qualcuno (cosa che mi pare alquanto inverosimile) chiedo scusa. ad ogni modo la mia era una semplice riflessione sull'utilita' di queste classifiche perche' e' mia opinione che un opera d'arte non puo mai essere inferiore ad un altra se ha lasciato un segno profondo in almeno una persona.
Enzy
Mercoledì 22 Aprile 2009, 15.18.18
22
Questa, al di là degli sterili numerini, non è una classifica ma il "Pantheon" della musica rock degli ultimi 50/60 anni. Può essere personale oppure opinabile fin che vuoi ma comunque serve a parlare di una cosa sacrosanta che è poi la stessa essenza della vita: LA MUSICA. Comunque Loomis, adesso datti una calmata e rilassati ; sei fra amici e nessuno ti vuole male anche se alle elementari ti rubavano sempre la merendina !!!
loomis
Mercoledì 22 Aprile 2009, 14.35.33
21
ah si una curiosita'. come si chiama l'album dei beatles nella cui copertina se guardata in negativo compare un numero di telefono?
loomis
Mercoledì 22 Aprile 2009, 14.28.34
20
beh discutere.... certo... ma a che serve discutere su una scelta discrezionale di un giornalista? uno dice che gli piace un album un altro dice che gliene piace un altro, il terzo si lamenta perche' il suo album preferito e' troppo basso in classifica, il quarto si arrabbia perche' il suo gruppo preferito non e' in classifica... mi sembra una discussione un po' sterile. spessissimo mi capita di trovare classifche sul miglior chitarrista, batterista, la migliore canzone rock o il miglior frontman... ma come si fa a stabilire che smells like teen spirit e' meglio di una south of heaven (ho citato questa canzone perche' la sto ascoltando al momento) o che thriller e' meglio di led zeppelinIV (sempr citando a caso) o chi sia piu' bravo tra bon scott e ozzy osbourne.... ma dai!!!!
raven
Mercoledì 22 Aprile 2009, 13.03.56
19
Servono a fare quello che hai appena fatto tu, discutere. Conoscendo ovviamente i meccanismi che portano a formulare le medesime . Voglio lefoto del duello Giasse/Richard. (e cmq Hendrix mi sembra un pò basso in classifica )
loomis
Mercoledì 22 Aprile 2009, 12.37.39
18
secondo me queste classifiche hanno l'utilita' di un culo senza buco. la musica non e' competizione, e' sentimento, feeling, divertimento ma non una gara in cui vince il gruppo preferito del giornalista o chi vende piu copie. D'altronde e' impossibile stabilire quale sia la canzone piu' bella di sempre o l'album piu' importante, va a gusti, memorie personali, esperienza. tutte queste classifiche sono inutili punto.
Richard
Martedì 21 Aprile 2009, 16.38.10
17
Sei partito caricando a testa bassa !!!!!! Neanche saluti e già spari dei giudizi (negativi) sui miei preferiti.... IMAGINE: bella ma retorica mi sembra di averlo detto già io (ma sarai mica bello tu !!!). HEY JUDE : tiritera ??? TIRITERA ??? fossimo vissuti nell'ottocento ti avrei sfidato a duello. Ti sfido comunque a duello di birre.. SATISFACTION: perversa ??? E' un complimento o che cosa? NEVERMIND sopravvalutato - già detto.... (saranno belli i tuoi Vomitory & C.....) Meno male che finora nessuno contesta la posizione di ARE YOU EXPERIENCED ? Potrebbe finire male...
Giasse
Martedì 21 Aprile 2009, 16.26.40
16
Io ne conosco pochi, date le mie preferenze un po' più extreme. Nevermind: sopravvalutato; London Calling: stupendo (il miglior disco anni '70); Thriller: avanguardistico. I singoli? Imagine: bella ma retorica; Hey Jude: tiritera; (I Can't Get No) Satisfaction: perversa; Johnny B. Goode: il vero mito della storia del rock.
baruni
Lunedì 20 Aprile 2009, 17.16.46
15
articolo meraviglioso! complimenti davvero! anche se, concordando con il buon Raven, il prog è decisamente messo troppo nell'angolo...lo so, sono di parte, ma che buò fà? PS: ma tutto il movimento psichedelico di fine sessanta e inizio settanta?! così su due piedi mi vengono in mente The Doors, Grateful Dead, l'immensa Janis, Jefferson Airplane....
Richard
Lunedì 20 Aprile 2009, 16.43.29
14
Non credo, non comunque per Rolling Stone, che certe scelte siano più o meno pilotate da bassi interessi di etichetta. Prima o poi si verrebe a sapere e verrebbe a crollare sia la credibilità del giornale che quella dei recemsori. La classifica rispecchia grosso modo quanto di buono nella musica è stato fatto in questi 50 anni. Se fosse rifatta fra 20 non cambierebbe di molto. Poichè quasi un quarto delle "prime scelte" viene dagli anni 60/70 è ovvio che la classifica sarà sbilanciata verso quel periodo storico. Del resto chi può negare che il meglio è venuto proprio da lì ? Chi può obbiettare e cosa obbiettare sulle prime 20 posizioni ? Manca qualcosa è vero ma leggete e ascoltate attentamente i 20 hit, troverete le idee e le soluzioni per tutto quello che è venuto poi... O no ? . Personalmente dissento sulla mancanza nelle prime posizioni (se non nelle 20 almeno nelle prime 30) di Steve Wonder >Songs in the Key of Life (59) , Bob Marley > Babylon by Bus (s.v.), > John Mayall > With Eric Clapton (195) oppure >Hard Road (s.v.), Carole King >Tapestry (36), Chicago >Chicago II (s.v.),... Come vedete tutto è opinabile e si potrebbe continuare all'infinito ! ! !
Khaine
Lunedì 20 Aprile 2009, 12.43.52
13
.... riprendo da prima... comunque complimentissimi a Richard che, ancora una volta, centra il bersaglio affondando la nave. 30 recensioni in un colpo solo! Questa non l'avevo mai vista, giuro!
Khaine
Lunedì 20 Aprile 2009, 12.42.50
12
Analisi sbalorditiva! Credo che sotto le scelte filo-americane di Rolling Stones ci sia in qualche modo da cercare la volotnà delle etichette discografiche che sponsorizzano, in una maniera o nell'altra, la rivista. O forse bisogna pensare che i preparatissimi critici dell'autorevole periodico non abbiano conoscenza più lata del genere di musica per le cui recensioni vengono profumatamente pagati? Comun
Fuso
Sabato 18 Aprile 2009, 21.24.07
11
...non vedo i Cannibal Corpse !!! ah ah scherzo, grande Ricciard....ma quanti hard disck hai nel cervello??? a me è rimasto un solo neurone e non funziona neppure bene....
Richard
Sabato 18 Aprile 2009, 12.51.00
10
... e The Doors ? ...e Led Zeppelin ? ...e Paranoid dei Sabbath ? ...e CSN&Y ? La classifica avrebbe mille sfaccettature e comunque capite che alla fine fatta così in maniera personalistica non avrebbe mai fine. . Giustissima l'osservazione per Janis Joplin la cui "Pearl " appare in 122a posizione (un pò pochino per una voce unica e un album storico) e giusta anche per i Queen il cui "A NIght at the Opera" fa capolino in una misera 230a posizione. . Io, per esempio, dei Rolling Stones avrei preferito "Aftermath" al comunque eccellente >Exile.
Ribbon
Sabato 18 Aprile 2009, 10.09.45
9
Concordo pienamente con Valentina: dov'è finita Janis? E poi devo ringraziare Nikolas, perché (perdono!) mi ero completamente dimenticato dei Queen! In effetti è vero, adesso che mi ci fai pensare...perché non compaiono nelle prime posizioni? Anche se ci sarebbe da discutere su come si sia giocato a strumentalizzare la loro immagine e la loro musica...ma questa è un'altra storia...
Raven
Sabato 18 Aprile 2009, 8.00.29
8
Per esempio il prog, come tu stesso sottolinei, e' decisamante marginale, troppo marginale.
Nikolas
Sabato 18 Aprile 2009, 1.19.48
7
Ovviamente per discutibilissima intendevo che è discutibile in quanto TUTTE le classifiche alla fine risentono di una soggettività non trascurabile, anche quelle degli epserti. Un nome su tutti che manca? Queen - A Night At The Opera
valentina
Sabato 18 Aprile 2009, 0.47.56
6
SI davvero un grande articolo, educativo e stimolante. Personalmente noto molto la mancanza di grandi voci e artisti femminili, oltre la solo citata Aretha. Mi viene il mente la grandiosa voce di Nina Simone e la struggente - a dire poco - Janis. Bellissimo comunque aver considerato anche il soul e l'R&B, mi ha fatto comprendere sempre di più come la musica sia in realtà priva di schemi e regole.Grandissimo Marvin Gaye, Otis Redding..bellissimo articolo insomma.
Ribbon
Venerdì 17 Aprile 2009, 21.40.13
5
Articolo magistrale..."TITANICO" oserei dire...una sola considerazione su ciò che ne emerge: non c'è da stupirsi se l'imbarazzante maggioranza dei lavori citati è di lingua anglosassone, a stelle e strisce in particolare; tutto ciò che si può considerare "musica leggera" è nato in suolo statunitense, grazie all'incontro delle malinconiche melodie blues (di derivazione latifondista - se rendo l'idea) con la progressiva espansione della libertà di pensiero e di espressione che ha dato vita al blues "moderno", a jazz e boogie, da cui poi deriva tutto il resto. La mazzata definitiva ci fu nel periodo '39-'45, uscita dal quale l'Europa, quella continentale (dato che il britannico leone marino se l'è cavata con qualche graffio ed una città martirizzata per riempire con una parola nuova i vocabolari), bucherellata a mo' di groviera, aveva ben altro a cui pensare, piuttosto che sperimentare nuovi generi e nuovi strumenti musicali. E' solo grazie al sistema mediatico, che in pochi anni è cresciuto a dismisura, che anche in territorio nostrano sono giunte le innovazioni teoriche e pratiche nel campo della musica. Insomma, beati gli "auanagana" che di tedesco hanno importato würstel invece di bossoli!
Richard
Venerdì 17 Aprile 2009, 19.55.29
4
Beh...non discutibilissima. Sono rappresentati ( politically corrected) un pò tutti i generi, beat, soul , r&b, psichedelia, r&r, folk-rock, easy listening... insomma quanto di meglio sia passato in questi ultimi 50 anni sui giradischi del pianeta. Un paio di nomi però sono di troppo, un altro paio di nomi mancano certamente. Potreste dare voi delle indicazioni togliendo o aggiungendo. Considerate però che non deve essere solo il VOSTRO personale parere ma una opinione con una visione più ampia del "sistema" musicale. In pratica; non mettete quello che piace SOLO a voi ma il nome o il brano che pensate manchi sicuramente per rendere (forse) più completa la classifica. Considerate comunque che questa è fatta da fior di esperti !!! 3...2...1...fire
Nikolas
Venerdì 17 Aprile 2009, 19.28.49
3
Classifica discutibilissima, l'articolo no! Fantastico come sempre... forse un po' di più!
Raven
Venerdì 17 Aprile 2009, 18.51.25
2
La classifica è decisamente discutibile e, come sottolineato, mostra una spiccata tendenza verso gli USa a scapito dell'Europa. vorrei far notare la presenza di alcuni di questi nomi nel nostro data base, (ed alri si aggiungeranno), cosa che ben poche testate di settore possono vantare. Monumentale come sempre l'articolo.
Enzy
Venerdì 17 Aprile 2009, 17.04.27
1
...e c'è bisogno di commenti ? TROPPO GRANDE. si commenta da sola
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Elvis Presley - The Sun Sessions
Clicca per ingrandire
Miles Davis - Kind Of Blue
Clicca per ingrandire
Velvet Underground - Velvet Underground and Nico
Clicca per ingrandire
The Beatles - Abbey Road
Clicca per ingrandire
Jimi Hendrix - Are You Experienced
Clicca per ingrandire
Bob Dylan - Blood On The Tracks
Clicca per ingrandire
Nirvana - Nevermind
Clicca per ingrandire
Bruce Springsteen - Born To Run
Clicca per ingrandire
Van Morrison - Astral Weeks
Clicca per ingrandire
Michael Jackson - Thriller
ARTICOLI
12/12/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 25 - Iron Butterfly: il pesante volo della farfalla di ferro
03/12/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 24 - Smoke On The Water: quando la Storia si fa Leggenda
25/10/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 23 - Close To The Edge: Ai Limiti Dell'Impossibile...
13/09/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 22 - Jimi & Janis
29/06/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 21 - School's Out
31/05/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 20 - 1970: Belli e quarantenni
30/04/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 19 - Paul Is Dead?
29/03/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 18 - Creedence Clearwater Revival
28/02/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 17 - COVER STORY: Equipe 84, Corvi ed altri animali...
31/01/2010
Articolo
JURASSIC ROCK
# 16 - C'era una volta Rino Gaetano
20/12/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
# 15 - II ritorno del "Biglietto per l'Inferno"
23/11/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
# 14 LOU ADLER - Il "papa'" dei Figli dei Fiori
26/10/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
# 13 Mad Dogs & Englishmen - The Crazy Baraonda
21/09/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
# 12 Il ragazzo con la pistola
05/08/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
#11 Abbey Road compie 40 anni
26/07/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
#10 - STEVE WINWOOD - L'incredibile storia di Mr. Fantasy
22/05/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
#9 VERY 'EAVY...VERY 'UMBLE - Uriah Heep Gli incompresi dell'Heavy Metal
17/04/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
#8 - Twentieth Century's Albums
10/03/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
#7 THE CREAM - The Dream of a Dream Team
04/02/2008
Articolo
JURASSIC ROCK
#6 ALO - ANDREW LOOG OLDHAM: come si inventa la più grande band di rock & roll del pianeta
09/01/2009
Articolo
JURASSIC ROCK
#5 WHO'S NEXT - "The Who" Genio e sregolatezza
06/12/2008
Articolo
JURASSIC ROCK
#4 WOODSTOCK - Tutto ciò che non vi hanno mai detto...
04/11/08
Articolo
JURASSIC ROCK
#3 Deep Purple In Rock
03/10/2008
Articolo
JURASSIC ROCK
#2 From Genesis to... Travagliato
18/09/2008
Articolo
JURASSIC ROCK
#1 Grand Funk Railroad
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]