Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Long Distance Calling
How Do We Want to Live?
Demo

Mordred
Volition
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

22/09/20
OSSUARY ANEX
Obscurantism Apogee

23/09/20
MYSTHICON
Silva-Oculis-Corvi

25/09/20
WHITE DOG
White Dog

25/09/20
LONEWOLF
Division Hades

25/09/20
VOUS AUTRES
Sel de Pierre

25/09/20
KATAKLYSM
Unconquered

25/09/20
MORTA SKULD
Suffer for Nothing

25/09/20
BLOODRED
The Raven/s Shadow

25/09/20
SAPIENCY
For Those Who Never Rest

25/09/20
ANNA VON HAUSSWOLFF
All Thoughts Fly

CONCERTI

23/09/20
STEVEN WILSON (ANNULLATO)
MEDIOLANUM FORUM - ASSAGO (MI)

26/09/20
STAY STEEL FEST
SKULLS CLUB - SERRAVALLE (SAN MARINO)

27/09/20
VISIONS OF ATLANTIS + YE BANISHED PRIVATEERS + AD INFINITUM
LEGEND CLUB - MILANO

29/09/20
WITHIN TEMPTATION + EVANESCENCE
MEDIOLANUM FORUM - ASSAGO (MI)

03/10/20
PAGAN FEST
LAGHI MARGONARA - GONZAGA (MN)

03/10/20
SKELETOON
LEGEND CLUB - MILANO

08/10/20
HOUR OF PENANCE + GUEST TBA
TRAFFIC CLUB - ROMA

08/10/20
VAN DER GRAAF GENERATOR
TEATRO CELEBRAZIONI - BOLOGNA

09/10/20
VAN DER GRAAF GENERATOR
GRAN TEATRO GEOX - PADOVA

09/10/20
ESOTERIC + NAGA + (ECHO) (ANNULLATO)
TRAFFIC CLUB - ROMA

ROOM WITH A VIEW - Parlano Francesco Grasso e Alessandro Mita
05/04/2003 (3030 letture)

Rispondono FRANCESCO GRASSO (chitarra e voce) e ALESSANDRO MITA (chitarra). Un'intervista sofferta e profonda...come la musica di FIRST YEAR DEPARTURE; se ancora non avete intrapreso il viaggio emozionale offerto dai ROOM WITH A VIEW, lasciate che siano le parole e i pensieri di chi vi ha dato vita a convincervi ad entrare nel loro mondo...

Davide: Ciao FRANCESCO ed ALESSANDRO, innanzitutto complimenti per il vostro stupendo FIRST YEAR DEPARTURE; pur essendo un debutto voi siete in giro da un po' di tempo, prima come BLACK THORNS LODGE, ora come ROOM WITH A VIEW. Che ne dici di tracciarci una breve storia della vostra "esistenza musicale" fino ad oggi?

Ciao Davide, grazie di cuore per i complimenti! Effettivamente i ROOM WITH A VIEW sono nient'altro che la naturale evoluzione e prosecuzione dell'esperienza Black Thorns Lodge, nata nel '99 dall'incontro tra me ed Alessandro, e culminata con la registrazione del fortunato Promo2000. Promo che ci ha permesso di farci conoscere abbastanza all'interno della scena, ed al contempo di arrivare al contratto discografico con la neonata My Kingdom Music.

Davide: Il vostro esordio esce per una label "emergente" del metal italiano: la MY KINGDOM MUSIC, cosa vi ha spinto a firmare per questa etichetta? Quali sono le vostre aspettative?

ALESSANDRO: Non c'è un motivo fondamentale che ci ha spinti a firmare per la MKM: eravamo (e siamo) alla prima esperienza contrattuale, e la possibilità di firmare per un'etichetta che ci permettesse tra l'altro una certa libertà di movimento rappresentava il primo traguardo da raggiungere. Grazie all'interessamento di Francesco Palumbo, label boss della MKM, tutto ciò è stato possibile. Per quanto riguarda il futuro, cerchiamo di vivere alla giornata senza pensare troppo a quello che potrebbe succedere. Cerchiamo di tenere i piedi ben saldi a terra, senza crearci false aspettative ed evitando di fantasticare circa illusori scenari da protagonisti.

Davide: La prima cosa che salta all'orecchio, per chi già conosceva i BLACK THORNS LODGE è la radicale espansione musicale del vostro stile: da seguaci dei KATATONIA a ensemble originale ed unico; in che momento si è manifestata la voglia di cambiamento e cosa ha portato a questa scelta? La semplice voglia di evolversi o la paura di perdersi nel mare delle band metal italiane?

ALESSANDRO: Una volta concluse le registrazioni di Promo2000, all'indomani dell' uscita sui magazine delle prime recensioni ed interviste, ci siamo resi conto di aver portato finalmente a termine un certo tipo di lavoro che avevamo cominciato a partire da molto tempo prima. La possibilità di vedere tutto questo lavoro, questi sacrifici materialmente realizzati sotto forma di dischetto ottico ci ha aperto gli occhi verso nuovi orizzonti che non ritenevamo sinceramente alla nostra portata.

FRANCESCO: Effettivamente la presa di coscienza di una naturale ed irrefrenabile evoluzione musicale-concettuale in seno al gruppo è stata piuttosto repentina, ed immediatamente successiva alla registrazione del Promo con i Black Thorns Lodge. Dirò di più: nel registrare quei pezzi, era inconsciamente presente in noi la consapevolezza che quel Promo sarebbe stato quasi come una sorta di atto finale, testamentario, come a voler fissare su disco una prima fase evolutiva del gruppo ormai compiuta.

Davide: L'abbandono del monicker BLACK THORNS LODGE è consecutivo a questo cambio di stile? Cosa significa per voi il nome ROOM WITH A VIEW? Che cosa vi ha spinto a sceglierlo?

ALESSANDRO: Ormai ciò che sentivamo più intimo e personale non poteva più essere rappresentato da una creatura (i Black Thorns Lodge) che di intimo e personale aveva ben poco. Troppe erano le influenze che già ci proiettavano verso qualcosa che progressivamente ed inesorabilmente avrebbe reso i BTL solo un flebile ricordo. La decisione di accantonare il vecchio monicker, piuttosto inflazionato, "già sentito" e chiuso ad ogni libera interpretazione è stata una "rinascita" nel vero senso della parola: trovarsi nella medesima stanza e nella medesima situazione, con lo sguardo non più chino, ma finalmente libero di spaziare ovunque al di là della finestra.

Davide: Guardando con la maturità attuale il Promo2000, quali sono le vostre sensazioni?

ALESSANRO: Quando 2 anni fa uscì Promo2000 le nostre aspettative erano completamente racchiuse in quel lavoro, non avremmo mai immaginato che qualche anno più avanti si fosse cambiati così radicalmente, ma questo era l'ordine naturale delle cose e gli eventi successivi hanno spontaneamente dato impulso verso ciò che ora è RWAV. Sinceramente, raffronti con il promo non se ne sono mai fatti, anche perchè, come ribadito più volte, Promo2000 rappresenta un periodo ben preciso e in esso si incastona alla perfezione. Per ora cerchiamo di andare avanti.

Davide: La vostra musica è un mix di influenze diversissime: pop, metal, dark, prog, jazz; oltretutto avete dato spazio a strumenti fra loro eterogenei come tromba, piano, violino, accordion, che si sono venuti ad affiancare alle vostre evoluzioni strumentali: si è trattato del semplice risultato delle vostre influenze, oppure avete utilizzato questo ensemble musicale e strumentale, in modo premeditato quasi a creare un " mosaico consapevole" destinato a modellarsi sul concept del disco?

ALESSANDRO: Diciamo che è stato il risultato di entrambe le cose.

FRANCESCO: Come tu fai notare, in "First Year Departure" si è cercato di realizzare un connubio inedito tra stili apparentemente estranei tra loro. Mi sono chiesto per tanto tempo come si faccia ad inventare uno stile. Credo che, alla fine, siamo noi stessi lo stile, cioè il modo in cui musica, parole, suggestioni escono da noi. Si tratta solo di raccogliere il tutto nella maniera più chiara, che non dia luogo a fraintendimenti. Sarebbe stato troppo semplice avere uno stile nutrendosi di una cosa sola. È molto più difficile raggiungere uno stile nutrendosi di tante cose. Noi ci siamo messi in gioco, e ci siamo divertiti molto a prendere in prestito qualcosa da altri linguaggi musicali, per poi continuare "con parole nostre". E' vero, a volte potremmo aver esagerato nel lanciarci in qualcosa di forse troppo grande per noi, in ambiti musicali che probabilmente conosciamo solo superficialmente. Ma per noi l'impreparazione è stata una condizione estremamente fertile. Sentirsi impreparati di fronte ad una cosa, non conoscerla veramente a fondo permette di sfruttare al meglio la prima impressione e poi di continuare autonomamente. Voglio dire, non è necessario compiere studi approfonditi sulla storia della musica folkloristica est-europea, a noi bastano un paio di note di fisarmonica per metterci in uno stato d'animo tale per poter proseguire il viaggio a modo nostro.

Davide: L'artwork del cd abbandonato a foto d'epoca ed a ritagli di partenze e ritorni, i testi, l'aura intera che avvolge cd, tutto sembra ruotare intorno ai concetti di perdita, abbandono, ricerca, reincontro: qual è l'anima concettuale di FIRST YEAR DEPARTURE? L'impressione che ho ricavato è quella di un cerchio destinato a non chiudersi mai... quasi a voler simboleggiare un passato che seppur lasciato alle spalle è destinato a ripresentarsi nel nostro futuro...

FRANCESCO: Interpretazione interessante la tua. "First Year Departure" è un disco che si nutre di passato, di nostalgia, di inquietudine. E la nostalgia è più forte per quelle cose che non abbiamo mai avuto, che si sono solo intraviste. Il tema del viaggio è centrale in "First Year Departure": viaggi per lenire il dolore, per conoscere l'ignoto, per conoscere se stessi... partire è un po' morire, si dice, ma quello che non si dice è che ad ogni partenza si vive di nuovo. Chi parte si colloca dentro un orizzonte: esce da sé, dalla condizione di stabilità raggiunta all'interno del proprio ecosistema vitale e si proietta verso un'altra condizione. Occorre quindi sentirsi capaci di sfida, mettendo a rischio le proprie sicurezze, con la fiducia e la speranza profonda nella possibilità di costruire qualcosa di migliore... il riferimento simbolico alla situazione emotiva che abbiamo vissuto nel momento in cui abbiamo deciso di far morire i Black Thorns Lodge per dare vita ai Room with a View credo sia evidente. Ma tra i solchi di "First Year Departure" si cela, come dicevo, anche un senso profondo di inquietudine. E' la vita stessa ad essere inquieta: dietro la gioia di una scoperta c'è sempre il senso del distacco dalla giovinezza.[adoro quest'uomo! NDA]

Davide: Tra l'altro la vostra musica ha una forte componente cinematografica: i numerosi samples da voi utilizzati danno la sensazione di assistere ad un film tradotto in musica... come li avete scelti? Ad esempio in L'ENFANT ITALIE e in END OF SEASON ci sono due stralci recitati da brivido, cosa ha orientato la vostra scelta?

FRANCESCO: L'uso dei sample è per noi molto importante, nella misura in cui riesce a stimolare la nostra immaginazione in fase compositiva. E' molto di più che un espediente a buon mercato per catturare l'ascoltatore grazie all'effetto sorpresa: siamo costantemente alla ricerca della maniera più convincente di creare/ricreare la giusta atmosfera che il pezzo richiede, e semplicemente usiamo qualsiasi mezzo (dagli arrrangiamenti per strumenti - come dire - "inusuali", all'inserimento di sample "atmosferici" o, appunto, cinematografici) per raggiungere il nostro scopo. Nei due pezzi che hai citato in particolare abbiamo voluto tributare un omaggio ad Ettore Petrolini, uno dei più famosi e rappresentativi attori della storia italiana dell'avanspettacolo durante i primi decenni dello scorso secolo. In "End of Season", ad esempio, compare uno stralcio del suo celebre e dissacrante monologo "Amleto", una maniera elegante per sdrammatizzare ed evidenziare il nostro distacco da un certo modo "manieristico" di intendere la malinconia in musica. In "L'Enfant Italie" (un breve intermezzo strumentale direttamente ispirato alle suggesioni del cinema neo-realista) è sempre Petrolini a mostrare la sua grande abilità nel creare maschere e macchiette esilaranti, quel suo immenso talento nel nonsense fulminante che più tardi divenne un punto di riferimento per gli artisti futuristi.

Davide: Il tuo approccio vocale, come il vostro stile musicale ha un carattere trasognato e distaccato, quasi da "decadentismo"... quanto c'è di questa "decadenza" nella vostra vita e nella vostra musica? La letteratura ha in qualche modo un'influenza su di voi?

FRANCESCO: Chi mi conosce sa che non amo troppo parlare di me e della mia vita privata, e mi rendo conto che quasi sempre ogni intervista diventa per me un'occasione in più per occultarmi, per nascondere, per confondere ancora di più le acque. Come se le risposte che do fossero un modo per giocare, come se a parlare non fossi tanto io, quanto piuttosto uno dei personaggi che magari frequentano il misterioso&decadente "Club Epoque", rinomatamente alonato dal fumo di sigari esclusivi... Tutto ciò mi diverte; credo faccia comunque parte di me una certa componente "dandystica" di sobrio individualismo artistico e (auto)ironia critica. Riguardo alla letteratura, non seguo una traccia particolare per le mie letture, né sto troppo attento alle recensioni o ai consigli degli amici. Le campagne promozionali degli altri su di me attecchiscono poco. Sono abbastanza animista negli oggetti, nelle cose. Credo che le scopriamo quando siamo in gradi di capirle, o perlomeno di farci caso. Perché le cose sono come il buio. E' sempre buio finché non si accende la luce. Le cose ci sono sempre, siamo noi che non ci siamo. Quando decidiamo di esserci facciamo caso alle cose che scopriamo.

Davide: Ho letto che durante la registrazione del cd avete avuto vari problemi... me ne vuoi parlare? Tra l'altro qual è la situazione line up e come vi trovate a livello di rapporti musicali e personali?

FRANCESCO: Si, effettivamente "First Year Departure" è un disco nato come una sfida, evolutosi caparbiamente nonostante mille difficoltà e circostanze sfavorevoli, rispetto alle quali i problemi in studio durante le registrazioni nei Temple of Noise di Christian Ice non sono che una minima parte. Senza entrare troppo nei particolari, dopo un paio di giorni dall'inizio delle registrazioni, per motivi non dipendenti dalla nostra volontà, Christian Ice ci ha dovuto abbandonare per dedicarsi ad altro... Ti lascio immaginare il nostro stato d'animo... per fortuna, di fronte al nostro stupore ed incredulita', Mirko Ravaglia, assistente di Christian, si è dimostrato disponibilissimo e squisitamente gentile nello starci dietro fino alla fine delle registrazioni. Ovviamente questo avvicendamento in cabina di produzione non ha giovato alla resa finale dei pezzi, e credo che molte esecuzioni abbiano risentito del clima poco sereno che aleggiava in studio durante quei giorni di Carnevale 2002. Per quanto riguarda la situzione line up, in quest'ultimo periodo abbiamo subito un avvicendamento al basso: Francesco L., che avevamo addirittura conosciuto durante (!) le registrazioni di "First Year Departure", ha lasciato il posto al nuovo entrato Edoardo, un contrabassista di estrazione jazz e con la fissa per l'emocore... Lo stiamo provando in queste settimane, e sembra essersi creata da subito la giusta sintonia.
In ogni caso, a livello di rapporti musicali e personali all'interno del gruppo, io ed Alessandro continuiamo ad essere le uniche menti dietro alla musica. Ci vediamo spesso per comporre e registrare delle demo dei pezzi grazie ai rudimentali mezzi a nostra disposizione; demo che successivamente facciamo ascoltare anche a Fabio, il nostro batterista, ed Edoardo. Diciamo che siamo abbastanza despoti in questo, ci piace avere il controllo su ogni singolo aspetto della nostra musica (o forse semplicemente ci impegnamo più degli altri eheh)! Effettivamente con Alessandro ci conosciamo da parecchio tempo, da ancor prima di metter su i Black Thorns Lodge, e ci capita spesso di uscire normalmente per andare in qualche locale a bere qualcosa insieme, e cose del genere. Con gli altri due, Fabio ed Edoardo, ci incontriamo solamente per questioni relative al gruppo.

Davide: Mi sembra che nella zona di ROMA si stia sempre + sviluppando una corrente che io definisco di "avanguardia esistenzialista": voi, i NOVEMBRE, i KLIMT 1918... c'è qualcosa di particolare nell'aria di ROMA oppure è un caso che 3 band così simili ma diverse vengano da questa zona?

FRANCESCO: Sia i Novembre che i Klimt sono nostri buoni amici, e ci lusinga che il nostro nome sia accostato a quello di due band così valide. Certamente è curioso che tre gruppi con più di un punto in comune nella loro proposta musicale provengano tutti quanti dalla Città Eterna... Per quanto mi riguarda, Roma è una città che amo, alla quale sono legato e che considero molto vicina al mio modo di essere. Convulsa, magmatica, cosmopolita eppure lirica, silenziosa, notturna... di notte soprattutto, mi ha sempre dato l'idea della magia, del surreale; Roma vuota, senza traffico, con le fontane illuminate come delle grandi scenografie bianche, ha un che di onirico. "Roma è una città orizzontale - aveva confessato un giorno Federico Fellini - d'acqua e di terra, la piattaforma ideale per voli fantastici. Gli intellettuali, gli artisti che vivono sempre in uno stato di attrito tra due differenti dimensioni (la realtà e la fantasia) trovano qui lo stimolo appropriato e liberatore per la loro attività mentale. Con il conforto di un cordone ombelicale che li tiene saldamente attaccati al concreto". Roma è una città nella quale bisogna perdersi per meglio ritrovarsi.

Davide: Nella vostra musica c'è una componente fortissima di pop-dark anni 80: CURE, DEPECHE MODE e SMITHS si rincorrono per tutto il disco; cosa significa per voi questo influsso e da cosa è nata la voglia di trasfonderlo nella vostra musica?


FRANCESCO: Musicalmente mi sono formato sul suono dei classici pop-wave anni 80 (mi riferisco a pilastri come Depeche Mode, Cure, Talk Talk, New Order, Duran Duran...), e credo sia stato naturale per me assorbire un certo gusto per le costruzioni armoniche tipiche di quegli anni. Tutt'oggi seguo con interesse la scena synthpop, e mi piacciono molto sia gruppi piu' moderni come Mesh, Melotron e Klirrfaktor, sia band dal sound squisitamente retro-kitsch come Welle:Erdball.

Davide: Avete già delle idee per il prossimo disco? Cosa dobbiamo aspettarci in futuro dalla musica dei ROOM WITH A VIEW?

FRANCESCO: Siamo già al lavoro sul materiale che andrà a far parte del nostro prossimo lavoro, previsto per i primi mesi del 2004. Posso assicurarti che stiamo curando in ogni dettaglio la fase del songwriting, cosa che in passato non eravamo riusciti a fare per motivi di tempo... questa volta ci stiamo prendendo tutto il tempo necessario, vogliamo che il prossimo disco suoni dinamico, fresco, melodicamente memorabile.

Davide: Ci sono date live in programma per supportare il cd?

FRANCESCO: Niente di confermato per ora. Come ti dicevo in questo momento siamo totalmente assorbiti dal processo di composizione del prossimo album, e stiamo quasi completamente trascurando la preparazione del live... in ogni caso credo che dovremmo riuscire a fare qualche data di supporto a "First Year Departure" prima dell'estate.

Davide: Puoi fare pubblicità al vostro sito, che secondo me merita una visita...

FRANCESCO: Grazie, sono contento che il sito ti abbia colpito! L'indirizzo è www.clubepoque.cjb.net, purtroppo in questi ultimi mesi non abbiamo avuto modo di tenerlo troppo aggiornato, ma mi riprometto di stargli molto piu' dietro d'ora in poi!

Davide: Okay FRANCESCO è tutto: ti ringrazio della disponibilità e ti faccio i migliori auguri per la carriera dei ROOM WITH A VIEW; lo spazio finale è a tua discrezione...

FRANCESCO: Grazie a te per l'interesse ed il supporto, e scusami per l'imbarazzante ritardo con cui ho risposto a questa intervista - per inciso una delle piu' stimolanti ricevute fino ad oggi, complimenti! Ai lettori di Metallized: ascoltateci se volete, e perdonateci, se potete, poichè noi siamo ombre soltanto, fatte di schegge di sogno e polvere di stelle...




IMMAGINI
Clicca per ingrandire
La Band
RECENSIONI
s.v.
ARTICOLI
05/04/2003
Intervista
ROOM WITH A VIEW
Parlano Francesco Grasso e Alessandro Mita
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]