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JURASSIC ROCK - #9 VERY 'EAVY...VERY 'UMBLE - Uriah Heep Gli incompresi dell'Heavy Metal
22/05/2009 (8597 letture)
"...If this group makes it I'll have to commit suicide..." MELISSA MILLS - 1 oct.1970 -
"Se questo gruppo avrà successo mi suiciderò.. ." Veramente caustico il giudizio della giornalista di Rolling Stone nell'ottobre 1970 all'anteprima americana del primo ellepi della band inglese guidata da Mick Box ; non solo ma continuava "...ascoltando le prime note di questo disco vi accorgerete di non volerne ascoltare più : dieci volte più noiosi e vuoti dei Jethro Tull... Se avessero risparmiato l'idea di fare un disco, avrei risparmiato la perdita di tempo di questa recensione.. ." . Molto corrosive e categoriche le parole della giovane e inesperta giornalista, oltretutto scopriamo, per niente amante del prog-sound, il magico suono che da quel punto in poi dominerà la scena per almeno un quinquennio.

Heep and heepsters ; Un po' di storia.
1969, alcuni ragazzi poco più che ventenni provenienti da Birmingham, Ken Hensley, Mick Box, Paul Newton, Roger Pendlenton, come molti coetanei cercano nella musica il loro motivo di rivalsa sociale e di riscatto; la situazione economica non è delle più floride ma la passione li accomuna, la lotta e la voglia di emergere fra decine di altre band è forte, il sentore, poi, che qualcosa nella musica e nella società sta cambiando fà da carburante per il motore delle idee dei rock-boys. Un po' Stalkers, un pò Gods, un po' Spice, un po' Play, un po' cover di r&b, un pò autentico blues muovono i primi passi nelle cantine delle periferie adibite a mecca del nuovo suono elettrico. Compaiono i primi organi elettrici con un massiccio mobile chiamato Leslie, il mellotron fa bella presenza nelle line-up e le chitarre hanno una loro particolare appendice, un marchingegno denominato onomatopeicamente, "wha-wha". Bobby, il cantante, ha appena lasciato e il batterista Roger Pendlenton, (che alla vigilia delle registrazioni lascerà egli stesso il posto a Nigel Ollson) suggerisce il cugino David Garrick. Una sera speciale fra il pubblico del Blues Loft in High Wycombe, c'è il produttore discografico Gerry Bron, titolare della Hit Production in forza alla Mercury si offre come manager e resta particolarmente impressionato dal suono degli Spice, dall'estensione vocale e dalla isterica presenza scenica del cantante David Garrick .

Gerry, come tutti i manager che si rispettino, introduce delle novità ; innanzitutto il nome, via l'anonimo Spice sostituito da Uriah Heep, il personaggio tratto dal romanzo "David Copperfield" di Dickens. Mossa promozionale azzeccata poichè nel 1970 ricorreva il centenario della morte di Dickens e il nome del cattivo Uriah sarebbe sicuramente corso di bocca in bocca. Altro cambiamento, il cognome del cantante David Garrick viene sostituito da un più nobile Byron anche perchè nelle classifiche inglesi del periodo un certo David Garrick aveva fatto capolino con una cover di Lady Jane dei Rolling Stones.

David Copperfield è uno dei primi romanzi di Charles Dickens (1812-1870). Come quasi tutti i lavori di Dickens il romanzo è stato pubblicato a puntate mensili su un giornale di proprietà dello scrittore riscuotendo un successo enorme. Molti elementi del romanzo si ispirano ad eventi legati alla vita dell’autore e per questo è stato da molti considerato l’autobiografia del grande scrittore ottocentesco. Uriah Heep è nel romanzo un personaggio strano, ambiguo, viscido, difficile, fermamente intenzionato a diventare, con raggiri e attraverso le nozze con Agnese, lei che ha sempre segretamente amato Copperfield e di cui Uriah è innamorato - unico proprietario dello studio di avvocato in cui è assistente, dove lavora lo stesso David e di cui si finge amico per carpirne le confidenze. Mentre Uriah tesse la sua tela, Dora Spenlow di cui David è segretamente e perdutamente innamorato, improvvisamente perde il bambino che aspettavano e muore.

Eccoli i nostri personaggi letterari mettere piede per la prima volta in uno studio, i Lansdowne Studios a Holland Park-Londra, i soli al momento in grado di disporre di un avanguardistico multitraccia eighttracks. Amanti del suono hard-rock degli americani Vanilla Fudge con organo Hammond in primo piano, gli U.H. svilupparono il loro particolare sound con questa caratteristica, abbastanza inusuale nel periodo se consideriamo che erano le chitarre di Hendrix, Plant, Beck e Blackmore a monopolizzare la scena di fine sessanta. Fu il sessionman Colin Woods che stava partecipando alle registrazioni del primo loro lavoro a portare in seno agli Uriah il prepotente suono delle tastiere e Paul Newton a consigliare l'amico tastierista-chitarrista Ken Hensley che si alternava ai Gods e ai Toe Fats. Tipo strano Ken; nel periodo dei Gods, band in cui suonavano nientemeno che Greg Lake poi nei King Crimson e negli ELP e John Glasscock che conoscerà fortuna nei Jethro Tull ma anche di Paul Newton, Hensley viveva in un furgone in mezzo alla sua personale strumentazione !!! La line-up "ballerina" che sarà una costante nella timeline degli Uriah incontra il primo scoglio. Il batterista Nigel Ollson che stava collaborando anche con Elton John per il suo Empty Sky riceve da questi un ultimatum : "...scegli fra 20 sterline al mese con gli Uriah Heep o 200 alla settimana con me..." Nigel "faccia d'angelo" Ollson non ebbe scelta e optò per la soluzione di vita più "artistica" (dove milita ancora oggi) lasciando a metà delle registrazioni il posto prima ad Alex Napier e poi alla meteora Keith Baker proveniente dalla blues-band dei Bakerloo.

I "Beach Boys dell' heavy" come sono ironicamente chiamati dai detrattori (una mia amica me li chiamò I Cugini di Campagna del pop... Vale, non sei più mia amica...), non sono mai stati particolarmente amati dalla critica al pari dei funerei Black Sabbath o dei bistrattati Grand Funk Railroad, "la triade degli incompresi", per quella loro attitudine forse troppo genuina, sonorità grintose ma poco ricercate e immediate soluzioni armoniche, non particolari profondità concettuali o raffinate doti tecniche ma una classica e solida interpretazione dell'heavy-sound, tuttavia quanto i gruppi sopracitati hanno avuto un grande impatto nel pubblico dei sixteens-years e nella creazione del movimento degli heepsters più sfegatati. Di più; gli stessi Uriah Heep possono essere considerati l'anello di congiunzione fra il più classico hard-rock, poi sfociato nel NWOBHM, e il più classicheggiante prog o epic-sound per via appunto dei loro primi tentativi in assoluto di complesse suite anche con accompagnamento della classica orchestra , delle loro enfatiche composizioni, dei loro cori in diverse colori e tonalità sovrastati della coinvolgente voce di Byron autentico trade-mark degli U.H. .

Il risultato, un amalgama suggestivo, che il pubblico del Roundhouse, del Temple, del mitico Marquee avrebbe avuto modo di ascoltare sempre più spesso, dato dalle felici penne del binomio Box/Byron appoggiati a volte dalla collaborazione di Paul Newton, è felicemente espresso nelle registrazioni del debut album realizzato nel luglio del 1969 appunto ai Lansdowne Studios con la collaborazione tecnica di Peter Gallen anche se il lavoro vide alternarsi diversi musicisti; Ollie Ollson e Alex Napier alla batteria e Colin Woods poi Ken Hensley alle tastiere.

"...Era un periodo altamente eccitante con quel nostro primo ingresso agli studi di registrazione così tirammo fuori del materiale composto con i precedenti Spice aggiungendo composizioni dei nuovi Uriah. Avevamo già una decina di brani che arrangiammo con le nuove sonorità dell' Hammond B3 di Ken e, completandole con le voci di tutti noi cinque, creammo delle armonie veramente forti. Sono con ragione fiero del lavoro svolto quarant'anni fa e attuale ancora adesso... " Mick Box - "Very 'Eavy

Eppure quel loro primo lavoro che conteneva i germi di come e quanto si sarebbe evoluto il mondo del rock negli anni a venire (Queen in primis...) non ebbe grande risalto in patria e fuori se non un discreto successo in Germania e una calorosa accoglienza in Italia. Del resto lo stesso anno ebbero la concorrenza della fortunata e contemporanea uscita di Deep Purple in Rock, Black Sabbath's Paranoid e Led Zeppelin III che sicuramente avrebbero rubato la scena a chiunque. Eppure i presupposti per fare bene c'erano tutti; una registrazione già all'avanguardia, songs che, come vedremo, sono degli anthem anche dopo otto lustri, una copertina (e che copertina !!!) che non poteva certo passare inosservata, un'etichetta di tutto rispetto, Vertigo, la stessa dei Sabbath, che era un ottimo biglietto da visita anche se inspiegabilmente durante i tre anni contrattuali li snobbò apertamente.

La Vertigo, label con la ben nota Optical-spiral, fu creata nel 1968 per ravvivare ed aggiornare il repertorio dell'etichetta Philips/Mercury che aveva nel suo catalogo il classico mainstream musicale di orchestre e cantanti tradizionali. Al pari della EMI che aveva dato vita all'alternativa Harvest (Pink Floyd, Deep Purple, Quatermass, Kevin Ayers etc.), la Philips pensò di dare inizio a questo work-in-progress nel quale trovavano asilo i nuovi vagiti, gli esperimenti e le pazzie del pop-rock internazionale che ivi parcheggiati non avrebbero intaccato la credibilità e il buon nome dell'etichetta-madre. Una volta arrivati al successo gli artisti sarebbero poi trasbordati in seno alla "nave scuola". Purtroppo a questa etichetta vennero concesse risorse limitate confidando più sullo zoccolo duro dei fans o sulla pazienza di chi andava alla ricerca di assolute novità underground che non su una promozione vera e propria. Una delle prime uscite fu il fantastico Lp -Valentyne Suite- dei Colosseum a cui seguirono Jucy Lucy, Black Sabbath, M.M. Chapter Three, Rod Stewart, Cressida, Gentle Giant, Magna Charta ed altri, insomma quanto di meglio poteva offrire l'effervescente panorama del pop-rock sotterraneo. Alcuni nomi ebbero un grande riscontro, altri un po' meno ed altri sparirono nel nulla. Gli Uriah Heep non crearono le giuste aspettative, almeno nelle intenzioni dei discografici, e così scaduto il triennio contrattuale furono lasciati liberi. Fu così che il manager Gerry Bron creò per loro la Bronze records.

Già... c'è poi la famosa copertina creata dal grafico Robin Nicol con foto di Pete Smith, che rappresentava un volto in putrefazione e che per molti anni ha fatto discutere una generazione di fans su chi e come fosse stata realizzata quella orribile immagine. Recentemente e comunque solo dopo la morte del "protagonista", si è aperto uno squarcio e svelato il mistero così gelosamente e per tanto tempo custodito. E' lo stesso Box a rivelare che per realizzare l'immagine così malridotta si era prestato il povero David Byron (1947-1985) che per diverse ore era stato cosparso di una particolare colla e poi ricoperto con una tela di ragno realizzata da una artificial-cobwebs, macchina per trucchi cinematografici; le giuste luci di posa, la bocca rantolante, gli occhi inespressivi e le mani adagiate sul petto a mo' di salma davano al tutto un effetto d'insieme veramente terrificante. (però guardando meglio, benchè ben celati, i baffi di Byron ancora si intravedono...Beh, col senno di poi !!!).

La bellissima copertina creerà comunque un equivoco di partenza facendo scambiare gli U.H. per una band dedita al gotico, all'ossianico, al satanico al pari dei contemporanei Black Widow, Atomic Rooster, Melek Taus, Arthur Brown et similia, marchiando a fuoco il loro sound anche prima di aver avuto modo di ascoltare il lavoro, puro e godibile rock o hard-prog senza traccia alcuna di stregoneria e occultismo ed i testi facevano riferimento a semplici storie d'amore e di vita senza nessun contatto con il mondo paranormale. La copertina condizionerà purtroppo lo sbarco nelle nuove terre d'America poiché il bigotto e perbenista mercato statunitense non permise il commercio dell'ellepi con quell'immagine sostituendo a questa un più anonimo serpente e presentando il titolo del lavoro con il solo moniker della band: anche il titolo "...molto duro...molto umile..." dava fastidio ai certi censori a stelle-e-striscie...

Comunque il 19 giugno 1970 esce finalmente...

Very 'eavy... Very 'umble (Vertigo/Mercury)
Gipsy (Box/Byron) è la straordinaria apertura del long-playing. Ipnotica successione di note di un poderoso e gracchiante Hammond (che sarà poi il marchio di fabbrica di Hensley) ripetute quasi all'infinito precedono l'introduzione all'unisono prima del basso poi della batteria che danno dei perfetti stacchi fino all'inizio del cantato di un convinto David su una base di chitarra molto hard. Il cantante sembra quasi pregare questa giovane zingara di prenderlo con lui contro il volere del di lei padre e nella voce del magico David si avverte proprio l'implorazione e la passione per l'adolescente amore.

I was only seventeen / I fell in love with a gypsy queen / She told me: "Hold on" / Her father was the leading man / Said: "You're not welcome on our land" / And then as a foe, he told me to go

A metà canzone, il brano si apre in una sorta di orgia di Hammond per un tormentato Hensley che maltratta, sevizia, scarnifica la tastiera sempre sorretto dalla base hard di Box fino ad un immediato stop e silenziosa estasi da cui emerge lentamente il solo "rumore bianco" del Leslie. Poi di nuovo batteria, chitarre, basso e ancora Gibson a catinelle fino agli incredibili cori finali. Veramente cinque minuti di una fantastica e indimenticabile calvalcata che da sola vale il prezzo del biglietto...

Walking in your Shadow (Box/Byron/Newton) Classico pezzo da hard-rock-stage. Partenza di batteria e inserimento di riffs di chitarre. Testo quasi autobiografico di Byron che addossa ad altri le colpe dei suoi "strani viaggi" (David era già tragicamente etilico-dipendente ) ; probabilmente una sorta di autoanalisi e di dichiarazione di odio/amore verso l'alcool ; " ...When I get back from my trip / Of the ocean wide... If I am worse off / It's all because of you / It's all because of you... (Quando torno dal mio viaggio / Nel grande oceano.... Se sono in questa situazione peggiore / E' tutta colpa tua/ Tutta colpa tua... )". Veramente efficace e pulito il drumming di Nigel Ollson, sicuramente dei migliori batteristi degli anni 70.

Come away Melinda (Hellerman/Minkoff) Presente anche sul primo album degli UFO di Phill Mogg e Pete Way (UFO 1) è un brano del cantautore folk americano Fred Hellerman attivo negli anni 50 con i Weavers e con Pete Seeger Era inizialmente un classico della protest-song cantata anche da Harry Belafonte, Judy Collins, Mama Cass e Tim Rose e finita in questo album in versione semi-acustica per la dolcezza della melodia e del testo. "...Come away Melinda / Come in and close the door / The answer lies in yesterday / Before they had the war...( Vieni via Melinda / Vieni e chiudi la porta / La risposta è nel passato / prima che cominciasse la guerra...) " La "mamy, mamy" originale diventa "daddy, daddy" nella versione degli U.H. Struggente la visione che ne dà David Byron sostenuto dal tappeto di mellotron e di cori della band; un po' la risposta a Child in Time dei "rivali" Purple il cui disco era uscito solo qualche giorno prima.

Lucy Blues (Box/Byron). Lo dice il titolo... voluta da Ken Hensley come valvola di sfogo al suo istinto bluesly maturato nei duri anni della gavetta con i Gods, questa Lucy avrebbe potuto essere scambiata per un classico tanto è in linea con i canoni del blues. Bella l'impostazione vocale di David e ottimo l'apporto pianistico di Hensley. Un pò forzata la partecipazione di Box che ormai si sentiva più vicino all'hard rock ma in ogni caso svolge il suo compitino con diligenza accademica (è comunque una sua composizione); forse la chitarra sarebbe stato il posto giusto per Mick Taylor già compagno di Ken nei Gods !!!. Questo brano non appare nell'edizione americana dell'ellepi uscita qualche mese dopo sostituito dall' Uccello Rapace. Alla batteria Alex Napier, un altro ex Gods.

Dreammare (Newton) Grande pezzo del bassista Paul Lawton e ancora Napier alla batteria. Imponente l'inizio teatrale per gli incubi degli Uriah Heep ; un Hammond introduce la chitarra nel più classico degli hard-riff di Mick Box per la surreale voce di David e la devastante chitarra di Mick con quel nuovo marchingegno, "wha-wha", introdotto da Clapton e Hendrix. Anche qui i richiami a Deep Purple sono più d'uno; l'inizio per esempio sembra una carta carbone della versione porpora di Hush, gli stop e l'assolo di chitarra richiamano molto Hard Lovin Man ed altri particolari tecnici hanno fatto sì che gli U.H. siano sempre stati considerati (a torto) i parenti poveri e brutti dei Purple. Gli inconfondibili ed esemplari cori del finale sono però il vero marchio di fabbrica della truppa londinese che si ripeterà e li sfoggerà fieramente più e più volte nel corso della quarantennale carriera; un brano su tutti, il grande hit July Morning.

Real Turned On (Box/Byron) Altra cavalcata a briglie sciolte per i 5 cavalieri di Holland Park e dove Mick Box da largo sfoggio della raffinata tecnica chitarristica a cui era già giunto. Grande come sempre Byron, ed Hensley che si prodiga nella insolita versione di seconda chitarra slide. " Girl, before you go now / There's one thing I wanted to do / That's get you to come back / Because I wanna make love to you... Got me real turned on / Yes, you have... " Semplici parole d'amore dunque, niente di trascendentale nei testi di Byron ma grande potenza evocativa nella approccio vocale e nel supporto del tappeto heavy-rock.

I'll Keep on Trying (Box/Byron) Eccoli di nuovo i mitici cori degli Heeps che introducono questo brano. Interessante la novità dei tanti cambi di tempo e di melodia che fanno presumere che i ragazzi di idee ne avessere un monte, e dove si sentono, finalmente in primo piano, le ampie possibilità anche del bassista Paul Newton finora goduto solo come autore. Impeccabile come sempre la prestazione di Nigel Ollson alle pelli e ancora superlativa la prestazione di David Byron, assolutamente da Oscar nel bellissimo e dolcissimo "bridge" che taglia in due il pezzo. Il crescendo strumentale con un fantastico "solo" della Gibson di Mick poi è da brividi !!! Provare per credere... o meglio... I'll Keep on Trying.

Wake Up (Set your Sight) (Box/Byron) Fuori dai canoni degli Uriah, leggermente bluesly, anzi jazzy la track che originariamente metteva il sigillo a questo primo ellepi, brano che anticipava leggermente certe cosette dei Gentle Giant ma anche Great Gig In the Sky dei Floyd e, comunque, di tanta musica progressive. Questo è uno dei primi brani registrati durante le session ai Lansdowne Studios e dove Colin Wood, con il suo mellotron, crea la convinzione dell'esigenza di un tastierista fisso. Molto suggestivo e ricamato, chiudeva degnamente un lavoro di indiscusso valore altamente evocativo e meritevole di tutte le attenzioni immaginabili, possibilità che purtroppo non ha avuto (sigh, sigh).

Bird of Prey (Box/Byron/Hensley/Newton) L'edizione statunitense del Lp presentava una diversa disposizione dei brani. Al posto del blues Lucy Blues, un po' troppo "americano" per una band che veniva dal Regno Unito, era presente Bird of Prey, uno dei diversi pezzi , circa 15, che gli Uriah avevano già pronto in quella prima sessione di registrazioni. Probabilmente volevano tenere questo "piatto forte" per la prossima uscita e così è stato (aprirà il seguente Salisbury) ma il pressing americano ne anticipò i tempi sparigliando un po' le carte. Grande partenza, grandi cori, grande brano, uno storico degli Heepsters entrato ormai nell'immaginario collettivo. Non c'è rockkettaro che non lo conosca, non c'è concerto nel corso di questi 40 anni dove questo Uccello da Preda non sia stato reclamato a gran voce; insomma un classico nella mitologia del rock. Un solo neo: nessuno in questi anni ha mai considerato Mick Box al vertice dei migliori chitarristi-compositori di tutti i tempi, titolo che gli spetta di diritto e che gli onoriamo volentieri noi di Metallized...

"...E' un privilegio per me avere suonato in questi brani e avere avuto la possibilità di suonare ovunque i pezzi che di questo disco che dopo molti anni ancora mi emozionano ed entusiasmano tutti tanto che è tuttora uno dei più venduti dell'intera carriera non certo breve degli Heep ... Sono canzoni che hanno superato la barriera del tempo ed ancora le abbiamo qui con noi, ancora le sento suonare dai giovani o da rock bands di importanza mondiale, ancora vengono rimasterizzate per creare nuove raccolte dedicate a noi. Esci nella strada e ovunque troverai un heepster..." Paul Newton

"... Avevo bisogno di trovare nuove parole per parlare di questo disco quindi mi sono grattato un po' la testa e ho realizzato che la cosa migliore da fare fosse ASCOLTARE !!! Quindi, un bicchiere di vino in mano, l'ho fatto e ho sorriso per tutto il tempo! Sono sicuro che sapete già che l'originale è stato registrato su una macchina da 8 tracce ai Lansdowne Studios che è naturalmente uno dei migliori di Londra al giorno d'oggi. Ma in quei giorni la stanza di controllo era così piccola che dovevamo fare a turno per andare e ascoltare i playbacks...funny!!! Credo abbiano fatto un ottimo lavoro sopratutto con Wake Up e Lucy Blues, le mie preferite. Ringrazio Gerry, il manager e Peter, il fonico per le grandi possibilità date agli Uriah Heep . - Avreste dovuto essere la...io c'ero - ..." Ken Hensley - Very 'Umble"

David "Byron" Garrick restò negli Uriah Heep fino all'agosto del 1976 con dieci album all'attivo quando fu praticamente "invitato" ad andarsene perchè i suoi problemi con l'alcool minavano anche la stessa attendibilità ed esistenza della band ma gli U.H. persero così una voce unica ed un formidabile frontman. In seguito gli offrirono un rientro che David molto orgogliosamente rifiutò. Proseguì una carriera da solista con tre album a suo nome non memorabili e con grossi problemi per l'affidabilità con gli impegni "live"; più di una volta collassò sul palco. Il 28 febbraio 1985 fu trovato esanime nel suo appartamento al numero 10 di Raymond Road in Reading morte, pare, dovuta ad una crisi epilettica.

Paul Newton lascia la band nel 1971 sostituito prima da Mark Clark e subito dopo dall'australiano Gary Thain, un genio dello strumento ma con grossi problemi di salute causati dalla dipendenza dall'eroina e accentuati da una micidiale scossa elettrica rimediata in tour con gli Heep che gli buttò fuori uso la mente; un micidiale e incontrollato elettroshock. Fu trovato morto da Yoko, la sua ragazza indiana l' 8 dicembre 1975. Paul Newton nel 2000, con l'ex compagno degli Heep Ken Hensley, partecipa alla The Hensley Lawton Band che per un poco rinverdirà dal vivo i fasti degli U.H. early years.

Kenneth "Ken" Hensley chiamato fin da subito nella band, se ne tirò fuori nel 1980 in disaccordo con la linea musicale intrapresa dalla nuova formazione (con Sloman e Slade). Si trasferì in America dove risiede tuttora componendo colonne sonore e dove tentò la carriera solista con alterne fortune. Benchè manchi da trent'anni resta sicuramente una pietra miliare nella carriera degli Uriah Heep e per sempre nei cuori degli heepsters. Nel 2001, con Paul Newton e John Lawton (più Ruben Kane alla chitarra e Justin Shefford alla batteria) eseguirà ad Amburgo l'ellepì Salisbury nel trentennale dell'uscita accompagnato da un'intera orchestra. Benchè amatissimo dai fans vecchi e nuovi ha sempre comunque e categoricamente negato un suo possibile rientro nei Uriah Heep.

Nigel "Ollie" Ollson batterista dei primi due lavori, lasciò la band allettato dalle offerte economiche di Elton John per partecipare alle registrazioni dell'ellepì Empty Sky seguito dal poderoso tour americano. Ancora adesso Nigel, che vive stabilmente a Los Angeles, fa parte dell'entourage di Elton John.

HeepVentions gustosa novità dei supporters più accaniti. Partita negli ultimi tempi la buona iniziativa di istituire una convention annuale denominata HV o Magician's Birthday con fans in arrivo da tutto il mondo e dedicata esclusivamente ai loro beniamini con il classico Meet & Greet, esibizione di tribute bands, motoraduni, scambi di memorabilia, ovviamente grandi bevute e concerti a cui partecipano periodicamente anche gli Heeps o gli ex U.H. La prima volta è stata a Londra nel 2000 e di solito si svolgono a turno in Germania, in Olanda, in Polonia; il prossimo a Salo in Finlandia dal 20 al 23 agosto.

Melissa Mills velenosa giornalista dell'autorevole Rolling Stone aveva minacciato il suicidio se gli Uriah avessero avuto successo: lo hanno avuto, a quando il fatidico evento? Ci avvisi, non vorremmo mancarlo...

Componenti attuali:
Bernie Shaw – Voce / Mick Box - Chitarre / Trevor Bolder - Basso / Larry Kerslake - Batteria / Philip Lanzon – Tastiere

Ex-componenti:
Voce: David Byron, John Lawton voce, John Sloman, Peter Goalby, Steff Fontaine.
Basso: Paul Newton, Gary Thain, John Wetton, MarkClarke, Bob Daisley
Tastiere: Ken Hensley, Greg Dechert, John Sinclair.
Batteria: Alex Napier, Nigel Ollsson, Keith Baker, Ian Clarke, Chris Slade.

Studio albums
* 1970 - Very 'eavy...Very 'umble * 1971 - Salisbury * 1971 - Look at Yourself * 1972 - Demons & Wizard * 1972 - The Magician's Birthday * 1973 – Sweet Freedom *1974 - Wonderworld * 1975 – Return to Fantasy *1976 – High and Mighty * 1977 – Firefly * 1977 – Innocent Victim * 1978 – Fallen Angel * 1980 – Conquest * 1982 – Abominog * 1983 – Head First * 1985 – Equator * 1989 – Raging Silence * 1991 – Different World * 1995 – Sea of Light * 1998 – Sonic Origami * 2008 Wake to Sleeper


Live albums
* 1973 - Live January * 1986 - Live at Shepperton '74 * 1986 - Live in Europe * 1988 - Live in Moscow * 1996 - Spellbinder Live * 2000 - Future Echoes of the Past * 2001 - Acustically driven * 2001 - Electrically driven * 2002 - The Magician's Birthday Party * 2003 - Live in U.S.A. * 2004 - Magic Night


I Gamma Ray hanno fatto due cover degli U.H. : "Look at Yourself" e "Return to Fantasy"

I W.A.S.P. hanno fatto la cover di "Easy Livin"

Gli Ensiferum hanno coverizzato la canzone "Lady In Black".

Gli Smashing Pumpkins hanno coverizzato di "Easy Livin".

Il gruppo metal Demons and Wizards ha questo nome in dedica all' omonimo degli Uriah Heep.

I Blind Guardian hanno coverizzato "The Wizard".

Dei Mago de Oz la cover "Lady in Black" in versione spagnola; titolo "Dama Negra"

Il gruppo americano dei Tesla realizza la cover di "Stealin"



Sangre De Lyn
Mercoledì 23 Settembre 2009, 15.28.04
12
io amo gli Uriah Heep!!!!!
Giò
Mercoledì 2 Settembre 2009, 20.54.35
11
sono pienamente daccordo con te , la critica li hanno sempre sdegnati vedi very ,- salisbury-look at joursel ( ottimi album ) La critica si è ricreduta davanti a uno dei capolavori del ROCK Demon and Wizar ecc. David Byron è stato come schomen sul palco da scuola per tanti cantanti ( non voglio esagerare a Mercury ) Ho visto l ultimo concerto di Milano sono stati FANTASTICI !! Il batterista nuovo ha dato un impronta Heavy metal . Ciao un vecchio fans degli Heep , li ho visti ai tempi di Byron .
pincheloco
Mercoledì 27 Maggio 2009, 14.24.58
10
Questo non lo sapevo, so che Eastment pare fosse (sia?) il cugino di Iommi. A questo proposito a quando una tua recensione su questa band da un solo album? A mio parere molto bello.
Richard
Lunedì 25 Maggio 2009, 22.48.07
9
Conosco il brano cantato in quell'occasione da Keith Law (che canta ancora oggi plurisessantenne, ultimo sopravvissuto dei Velvett). Somigliano molto ai Vanilla Fudge ma la canzone non c'entra niente con l'idea originale della no-war-song e nemmeno con quella degli Uriah. L'originale di Hellerman è proprio un classico del country-.folk. Comunque una esecuzione molto originale e per questo apprezzabilissima. Ah...nella primissima formazione dei Velvett Fogg suonava anche Toni Iommy (mai sentito nominare ? )
pincheloco
Lunedì 25 Maggio 2009, 9.12.45
8
Che gruppo e che album...e soprattutto quanti ricordi. Questo è un album di cui avevo consumato il viniile e che sono poi andato a ricomprare. Strano che non sia segnalata anche la versione dei Velvett Fogg di Come Away Melinda. Ho una copia in vinile dell'unico album di questa band e lo trovo bellissimo. Mi piacerebbe sapere che ne pensa Richard. Avevo già scritto un commento in proposito alla bellissima recensione di Raven. Ottimo articolo Richard come sempre.
LAMBRUSCORE
Domenica 24 Maggio 2009, 21.31.09
7
incredibile come pochissima gente conosca questo grande gruppo. ovvio che molti "musicologi" (si dice cosi'?) che conosco io, quando parlano di rock , tirano fuori sempre i nomi piu' famosi, li vedono in tv ed ecco che sanno gia' tutto, non ne sentono parlare in tv o sui giornali, quindi vuol dire che questi gruppi non sono validi......
Richard
Domenica 24 Maggio 2009, 20.40.47
6
C***O... le foto !!!! Viste adesso.... Belle vero ???
Raven
Domenica 24 Maggio 2009, 18.27.19
5
la storia della giornalista l'avevo già segnalatanella rece di VuVh, pgrande pezzo Richard.
valentina
Sabato 23 Maggio 2009, 23.00.27
4
Bell'articolo. (no, non sono la tua amica vale che li ha definiti cugini di campagna del pop )
Fuso
Venerdì 22 Maggio 2009, 19.47.42
3
gruppo mitico da me snobbato clamorosamente per tanti anni e scoperto grazie alla cover di Easy Livin dei WASP che mi ha incuriosito parecchio... il mio album preferito resta Look at Yourself ma comunque in ogni loro uscita si trovano dei classici.. meno male che Ricciard diffonde il verbo agli infedeli...
Simone
Venerdì 22 Maggio 2009, 19.10.47
2
Mamma mia! Ti sei superato qua, bellissimo! P.S. che fine ha fatto la giornalista inesperta?
Khaine
Venerdì 22 Maggio 2009, 18.59.28
1
IL NUOVO JURASSIC ROCK!!! Rimando a domani la lettura, non vedo l'ora!
IMMAGINI
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Mick Box e Trevor Bolder
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Ken Hensley
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Ken Hensley nel 2009
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David Byron
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David Byron
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La scaletta dell'ultimo concerto di Milano
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Mick Box e Joe Cocker
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Richard e Christine (tour manager degli Uriah)
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Mick Box in posa per Richard
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