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MASTERCASTLE - Parliamo di fenici
02/06/2009 (2064 letture)
L’uscita del primo album dei Mastercastle, The Phoenix, è stata l’occasione per fare qualche domanda al leader del gruppo Pier Gonnella, che ci ha dato qualche anticipazione sui progetti futuri del gruppo, e forse, anche su quelli dei Labyrinth
Buona lettura!

Ciao Pier, benvenuto su Metallized. Per prima cosa vorrei complimentarmi per The Phoenix. Allora, presentaci i Mastercastle. Come siete giunti alla pubblicazione di The Phoenix?
Pier: Ciao Roberto, grazie mille per i complimenti, e per la tua disponibilità per questa intervista. Il gruppo è nato nel 2008 dalla mia collaborazione conla cantante Giorgia Gueglio. Lei si è rivelata l'anello principale e la voce di Giorgia fin dai primi contatti con Lars di Lion Music è stata definita come "ultra powerful voice". E' molto melodica, ma allo stesso tempo aggressiva e potente. Il suo timbro e modo di cantare contribuisce notevolmente alla personalità del sound Mastercastle. Alla batteria come special guest c'è Bix, già conosciuto come batterista dei Vision Divine. Non ha certo bisogno di presentazioni artistiche, ma posso aggiungere che è un'ottima persona e che fin dall'inizio ha partecipato con molto entusiasmo "scommettendo" sul progetto e sui pezzi quando non c'era nulla di pianificato a livello discografico. Infine, al basso c'è Steve Vawamas, amico da tanto tempo. Ha svariate esperienze discografiche con Shadows Of Steel, The Dogma e col suo gruppo Athlantis. Il primo disco degli Athlantis è stato anche il mio disco di esordio. Il progetto, che poi è diventato una vera e propria band, è nato nella maniera più semplice, dalla voglia di scrivere dei pezzi e arrangiare idee musicali che avevo in testa da tanto tempo. Invece, oggi spesso le band ancora prima di nascere pensano al disco, ai concerti, a questo ed a quello, e partendo così spesso poi si demoralizzano al primo ostacolo.

Come hai conosciuto Giorgia Gueglio? Quand'è che hai capito che sarebbe stata perfetta per diventare la cantante di questo tuo progetto?
Pier: ho avuto tantissime collaborazioni e band in passato insieme a Giorgia, pero' tutte legate piu' al progressive o all'hard rock. Non avevamo mai unito tutte le energie per creare un progetto metal . Questa e' stata la svolta. Avevo scritto un paio di brani e molte idee che erano diverse da tutti gli altri miei progetti. Avevo usato prevalentemente delle chitarre "baritono" marchiate Carlo Pierini" che lavorano in tonalità più basse, diverse dal solito. C'erano pero' spunti di derivazione classica, per cui insomma si trattava di un mix particolare. Provai a farle cantare a Giorgia sia perché una voce femminile in questo contesto sarebbe risultata più originale, allontanandosi notevolmente da tutto il filone gotico, sia per scommettere su una persona nuova. Il discorso funzionò su entrambi i fronti e posso dire con soddisfazione che tutte le recensioni italiane e straniere uscite mi danno ragione.

Come sono nate le canzoni che compongono The Phoenix? Sono tutta farina del tuo sacco, oppure sono frutto di una collaborazione con gli altri ragazzi del gruppo?
Pier: Le canzoni nascono da me e da Giorgia. Generalmente io propongo una prima struttura del brano con i riff principali. Poi lei ci costruisce sopra le melodie. Segue un importante lavoro di perfezionamento per migliorare le melodie il più possibile nonché dividere nella maniera migliore gli spazi di chitarra e voce. A questo punto, la struttura passa a Steve e Bix che propongono i loro arrangiamenti su una linea predefinita. Quindi, diciamo che partono dal mio sacco ma l'apporto degli altri membri della band è molto importante e definisce il "sound" dei Mastercastle.

La tripletta iniziale Words Are Swords, Princess Of Love e Space la trovo davvero di ottimo livello, ma se c'è una canzone che ha davvero colpito la mia attenzione è stata Greedy Blade. Come mai hai composto un pezzo sulla tragedia del Vajont? La responsabilità dell'uomo è gravissima in questi casi, e penso anche agli abusi edilizi che hanno portato edifici in cemento armato a sgretolarsi a L'Aquila nel recente terremoto. Cosa ne pensi?
Pier: L'ottima idea e' stata di Giorgia e ci ha fatto molto piacere trattare un tema molto importante e nuovo nel metal allo stesso tempo. Proprio nel periodo in cui stavamo scrivendo i pezzi avevamo riguardato assieme lo spettacolo di Marco Paolini sul Vajont. Così quando proposi a Giorgia la musica del brano che sarebbe diventato Greedy Blade, l'atmosfera malinconica che trasmette le ispirò un testo che parlasse della tremenda frana. Giorgia: Indubbiamente quella del Vajont fu una tragedia "annunciata".Nel 1963 un intero monte franò dentro una diga, creando un'onda pazzesca che rase al suolo Longarone ed altri paesi a valle. Oltre al disastro in sé, mi ha colpito il modo infamante e superficiale col quale sono state condotte le indagini (M. Paolini e Mauro Corona insegnano). Sono stata sul posto personalmente e quella enorme diga è una costruzione che mozza il fiato. Sono avvenimenti che non dovrebbero mai essere dimenticati e che dovrebbero servire per risanare la coscienza di tante persone.

Cosa mi dici, invece, delle strumentali My Screams e Memories?
Pier: Sono altri due brani di cui sono notevolmente soddisfatto. Scrissi il primo un po’ di anni fa e ci sono molto affezionato. Lo tenni sempre "in cantiere", pronto per essere pubblicato solo per il disco giusto... C'è un ottimo connubio tra tecnica e gusto melodico in quel brano. Memories invece è un rifacimento in chiave rock/metal di un brano di chitarra classica di Francisco Tarrega, un chitarrista e compositore del primo novecento. E' stato un modo per attingere alla musica classica in maniera nuova e originale perché dalla chitarra classica non si attinge mai, ma solo alle composizioni "epiche" di orchestra.

Cambiamo argomento ora. La Lion Music è una delle case discografiche che mi sembra essere più attenta alla scena metal italiana. Oltre a voi, mi vengono in mente altri gruppi italiani quali: Moonlight Comedy, Astra, Simone Fiorletta, Marco Sfogli ed altri. Voi come siete giunti a firmare per questa discografica finlandese?
Pier: Nella maniera più semplice... una volta registrato il promo coi quattro pezzi più rappresentativi l'ho mandato a Lion Music e Lars Eric Mattson mi ha immediatamente risposto proponendomi un contratto. Quest’ultimo lo trovai nella cassetta della posta quando ancora mi chiedevo se me lo aveva mandato.
Devo dire che tutto lo staff Lion Music si è dimostrato di un’onestà e precisione davvero esemplare. Tutto questo è avvenuto ad Agosto 2008. Proprio in questo periodo siamo in stretto contatto per gestire le interviste e le altre iniziative promozionali e il loro impegno e la loro professionalità ci da tanta energia da spendere per il gruppo. Giorgia: Abbiamo pianificato tutto il da farsi con rapidità, calcolando il tempo strettamente necessario a ultimare i pezzi e registrarli, ed a Dicembre 2008 Lion Music aveva già ricevuto il master del disco con tutta la grafica e il materiale promozionale. Mi chiedo ancora adesso come abbiamo fatto ad essere così veloci, sicuramente merito di tutti i membri della band che si sono immediatamente attivati creando una squadra vincente.

Cosa mi dici invece sul fronte live? State pianificando qualche data live con i Mastercastle?
Pier: Certo che sì, non abbiamo ancora date confermate perché le stiamo pianificando in questo periodo. In particolare stiamo chiudendo una data vicino a Taranto in questi giorni e qualche data nel nord Italia per il periodo Novembre/Dicembre, ma il nostro obbiettivo principale sarà uscire dai confini e proiettarci in un discorso nordico e orientale. Bix e Steve sono stati subito disponibili a suonare dal vivo i pezzi, del resto il loro ingresso ha trasformato il progetto in una vera e propria band.

Mi sembra che oggi la difficoltà maggiore per i gruppi emergenti sia quella di riuscire a suonare dal vivo. Se prima, in piena ondata power-prog italiana - mi riferisco a poco prima del 2000-, era più facile suonare dal vivo rispetto a registrare un disco con una discografica, adesso la situazione si è ribaltata. Sei d'accordo?
Pier: A mio parere attualmente sono difficili entrambe le cose... è vero, oggi il circuito dei locali medio-piccoli propone quasi esclusivamente cover o tribute band. Senza dei dischi o un minimo di nome alle spalle non si riesce a proporre musica propria. Però anche fare dischi è più difficile di prima perché vuoi la crisi, vuoi il discorso internet portano le case discografiche ad investire sempre meno su gruppi nuovi. Indubbiamente al giorno d'oggi qualunque attività, non solo la musica, è diventata più difficile. Però quando si lavora davvero bene, nella musica o altrove, una strada prima o poi la si trova, la crisi non deve mai rappresentare una giustificazione per non tentare...

C'è qualche disco o gruppo che ti ha fatto drizzare le orecchie ultimamente? Cosa ascolti di solito?
Pier Nulla di particolare ultimamente, ma più che altro perché non sto ascoltando tanta musica. In quest'ultimo periodo sto riascoltando tante cose vecchie, saltando da Scorpions a Deep Purple, da Greg Howe alla chitarra classica di Augustine Barrios e Villa Lobos, e così via...

Stai già pensando ad un seguito di The Phoenix oppure resterà un episodio isolato?
Pier Assolutamente sì. La rapidità con cui è nato questo disco ci ha dato tanto entusiasmo e sicurezza per cui The Phoenixè solo il primo capitolo di una bella e lunga storia. Ho già un po’ di idee su cui lavorare, e tempo e impegni musicali vari permettendo vogliamo fare uscire il prossimo disco il più presto possibile.

Invece, cosa mi dici dei Labyrinth? Siete al lavoro sul nuovo album?
Infine, cosa ne pensi della recente partecipazione di Roberto (Tiranti -ndr) a I Raccomandati su Rai Uno?

Pier: I Labyrinth si trovano ancora in una sorta di "pausa". Però non mi sento di farmi portavoce di nulla per evitare diffondere notizie incerte o favorire fraintendimenti, tutto quello che succederà sarà comunicato tramite il sito e i canali ufficiali. Nel frattempo io mi godo la nuova avventura Mastercastle, poi si vedra'...
Per quanto riguarda Roberto non c'e' bisogno che spieghi io le sue doti e il suo talento musicale. Si e' sempre divertito lavorando anche su campi diversi dal metal, per cui ha fatto bene ad andare in tv a a far vedere come si canta per davvero... (sono pienamente d’accordo. Ndr).

Per me è tutto Pier. Ti ringrazio per la disponibilità. A te l'ultima parola.
Pier: Ti ringraziamo noi perla tua disponibilità e invitiamo tutti i lettori di Metallized a visitare il nostro sito www.myspace.com/mastercastle, dove troveranno le date dei nostri concerti e potranno vedere il nostro videoclip del brano Princess of Love.
Grazie, e a presto!!!



Khaine
Mercoledì 3 Giugno 2009, 19.42.38
4
Incredibile, non ho altro da aggiungere!
Rob
Mercoledì 3 Giugno 2009, 12.15.55
3
Allora siamo in tre a pensare che questi finnici siano molto professionali... Infatti, Lasse mi ha fatto avere le risposte in meno di 24 ore!
Raven
Martedì 2 Giugno 2009, 18.20.15
2
Siamo in due, in effetti da quando Simone Fiorletta mi ha messo in contatto con Lasse della Lion, non ho mai sentito nessuno lamentarsene.
Khaine
Martedì 2 Giugno 2009, 18.17.04
1
Ecco, avevo scritto un commento lunghissimo che ho cancellato per errore perchè non so usare il nuovo mouse comunque mi fa piacere sapere che non sono l'unico ad amare Greg Howe... e mi fa piacere sapere che anche i Mastercastle si trovano molto bene con Lion. Non sono i primi artisti ad evidenziarne le capacità e la cosa non fa che confermare la mia già ottima impressione sulla label...
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