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MAURO GELSOMINI - A tu per tu con il nemico
11/06/2009 (3428 letture)
Patti chiari, amicizia lunga. Qualche settimana fa è giunta in redazione una curiosa mail: il mittente risponde al nome di Mauro Gelsomini, direttore del portale Truemetal nonché ex-singer dei Kingcrow. Mauro ci ha chiesto se eravamo disposti a concedergli un’intervista, nella quale avrebbe risposto a qualsiasi domanda. Superate le prime incertezze, derivanti chiaramente dalla sua posizione in un certo qual modo “conflittuale”, abbiamo deciso di ascoltarlo. Ecco cosa ne è venuto fuori…

Luca: Ciao Mauro, Benvenuto su Metallized!
Mauro: Grazie, è la prima volta, se non ricordo male...

Luca: Domanda a freddo; come ci si sente ad essere ospiti di una webzine "rivale" (sorrido)?
Mauro: E' una grande emozione (sorridere)! Scherzi a parte, non mi sembra proprio il caso di parlare di rivalità...

Luca: Torniamo seri, ma supponiamo di essere al cospetto di un pubblico extraterrestre che non ha la minima idea di chi tu sia (sorrido). Presentati alla nostra platea di marziani!
Mauro: Mi chiamo Mauro Gelsomini, conosciuto al popolo metallico (di addetti ai lavori e non) perché dirigo la webzine metal più importante in Italia. Qualcuno di questi popolani, poi, mi conosce anche per la mia militanza nei Kingcrow, una prog rock band laziale. Di norma la fama di una persona è proporzionale alla consistenza del suo portafogli. Quindi se non mi conosce nessuno o quasi, è tutto nella norma! :)

Luca: Musicista, gestore di un importante portale italiano, e, se non erro anche dottore. Insomma, un curriculum di tutto rispetto! Quanto, e in che modo gli aspetti del quotidiano hanno inciso nella tua vita di artista e di "internauta"; ma anche quanto questo lato concorre nella tua formazione familiare e professionale.
Mauro: E' veramente difficile tenere separati interessi, doveri familiari e professionali. Ci provo, per quanto mi è possibile, e ultimamente sto anche riuscendo ad ottenere risultati decenti. Le qualità artistiche, ammesso che ne abbia, non hanno contribuito in alcun modo, ahimé, alla mia formazione. Professionalmente mi occupo di informatica, a vari livelli e in diversi settori, quindi è probabilmente il mio status di “internauta” non può che giovarne.

Luca: Entriamo nella sfera musicale: Windseeker, I Suffer Inc. e Kingcrow. Tre tappe fondamentali per tre progetti importanti. Cosa ti porti nel cuore di queste tue esperienze?
Mauro: Faccio una precisazione doverosa. Gli I Suffer Inc. erano un progetto ambizioso che nacque dalle ceneri dei Windseeker, ma a cui io non presi mai parte. Oggi mi sembra si siano sciolti. Il leader di entrambi i gruppi è un mio carissimo amico, abbiamo iniziato insieme, abbiamo condiviso veramente tantissime esperienze, anche non legate alla musica. Non ho che bellissimi ricordi di quella band e soprattutto di quelle persone. Credo che sia passato ancora troppo poco tempo dalla mia uscita dai Kingcrow per poter guardare al passato in maniera asettica. Di sicuro si è trattato della band con cui ho condiviso le esperienze più importanti dal punto di vista della visibilità, e con cui sono stato conosciuto da parte dei popolani di cui sopra.

Luca: ...e veniamo ai Kingcrow. E' storia recente la tua dipartita, dopo 7 anni di sodalizio artistico per ragioni personali. La band ha dichiara attraverso il Manager che nessun problema di tipo personale e/o artistico ha portato a questa decisione. Inoltre Diego Cafolla ha sottolineato la vostra amicizia augurandoti tutto il meglio per i tuoi eventuali progetti futuri. Mi pare tu non abbia aggiunto altro. Voglio essere indiscreto, ma spiegheresti quali sono questi "impegni personali"?
Mauro: Non ho aggiunto altro perché non c'era altro da aggiungere, da parte mia. Si può dire che, essendo venuto meno gran parte dell'entusiasmo, mi ritrovavo a dover intraprendere un'attività in maniera simile ad una lavorativa, con gli stessi stress e con un “salario” alquanto più basso (rido eh). A quel punto, ho preferito concentrare le mie energie su cose che ritenevo più importanti. E soprattutto, ho voluto egoisticamente togliermi dall'impaccio causato dallo stress di cui ti parlavo.

Luca: Mi sbaglierò, ma il mio quinto senso e mezzo mi sussurra che in realtà dietro il tuo improvviso split vi siano cause differenti. Ti senti di aggiungere qualcosa e svelare eventuali retroscena?
Mauro: In effetti è successo abbastanza improvvisamente. Ho mollato nel bel mezzo delle registrazioni del nuovo album, di cui sono autore della maggior parte dei testi e della storia. Inoltre avevo già portato dal vivo tre brani, a cui avevo quindi dato un'impronta mia anche nell'interpretazione. E' stato quasi un fulmine a ciel sereno. All'inizio del malumore avevo pensato di terminare le registrazioni e poi lasciare, anche per una questione di rispetto nei confronti dei ragazzi. Poi l'egoismo ha avuto la meglio.

Luca: A maggior ragione mi suona strano che tu abbia abbandonato in una fase così delicata con un nuovo platter praticamente pronto. Infatti, sempre a detta dei tuoi ex-compagni, hai comunque lasciato un importante contributo sul nuovo album dei Kingcrow, stando alle ultime news oggi concluso. Di nuovo, una mezza verità? In ogni caso spigheresti ai nostri lettori il tuo effettivo contributo?
Mauro: Come ti ho già detto, ho creato la storia prima ancora che esistesse la musica. Ho lavorato con Diego allo story-line, per scegliere e disporre i brani in tracklist. Ho scritto gran parte dei testi, e li ho interpretati a modo mio. Mi dispiace non averli registrati, consapevole del fatto che i brani sono stati scritti per la mia voce. Ma come si dice... c'est la vie...

Luca: Ti sarai comunque fatto più che un'idea del trademark dell'album. Mi anticipi quali sono le tue impressioni sul prossimo nascituro?
Mauro: Se parliamo dell'aspetto musicale, si tratta di una naturale evoluzione di ciò che era stato Timetropia. E per molti versi, si tratta di un'estremizzazione di ciò che era stato quel disco: le parti soft sono diventate ancora più melense, le parti hard sono diventate ancora più pesanti. Sicuramente il nuovo album propone diverse e contrastanti sfumature sonore. Dal punto di vista interpretativo si tratta di uno sforzo sovrumano.

Luca: Cosa pensi i Kingcrow abbiano perso con la tua dipartita?
Mauro: Di sicuro hanno perso tempo. E di questo mi dispiace. Per il resto, non lo so, dipenderà dal mio sostituto. Non credo di poter fare paragoni al momento. Se me lo richiederai fra qualche tempo, quando cioè avrò ascoltato il disco e seguito la band nelle sue attività collaterali (promozione, interviste, concerti) ti potrò rispondere.

Luca: ...e cosa guadagnato (sorrido)?
Mauro: anche in questo caso, prima di esprimermi preferirei ascoltare il nuovo album.

Luca: ...e Mauro Gelsomini invece (sorrido ancora)?
Mauro: Tranquillità. Sotto vari punti di vista. E anche una consapevolezza di poter contribuire a fare grande una band. Non solo dal punto di vista artistico. Nei Kingcrow, quasi fin dal mio ingresso, ho curato personalmente la parte promozionale e di pubbliche relazioni, fino al 2008, quando è subentrato un General Manager, a cui auguro successi più importanti e più numerosi.

Luca: Restiamo in tema. Il tuo posto è stato preso dal, se non erro, esordiente Diego Marchesi. Lo conosci? Se sì qual'è il tuo giudizio professionale e umano nei riguardi del nuovo Singer?
Mauro: Non lo conoscevo prima, dal momento che non proviene dall'ambiente rock/metal. Non l'ho ancora conosciuto di persona, e non ho sentito nulla di suo, quindi non posso dirti nulla. Mi auguro che i ragazzi restino soddisfatti.

Luca: Nolente o volente, perdonami la franchezza, come si suol dire sei rimasto a piedi. Supponendo di avere a disposizione la mitica DeLorean (nota: macchina del tempo dell'altrettanto mitico Ritorno al Futuro), approfitteresti per cambiare qualcosa, magari ritornando sui tuoi passi?
Mauro: Sono uno che non torna mai indietro sulle proprie decisioni. E questa non fa eccezione. Penso di aver fatto tutto esattamente come doveva essere fatto.

Luca: Di certo ti sei tolto anche delle belle soddisfazioni calcando palcoscenici importanti. Hai voglia di ripercorre assieme alcuni appuntamenti live ai quali sei rimasto particolarmente legato?
Mauro: Quasi scontato menzionare il Gods Of Metal 2008, ultimo concerto con i Kingcrow, il destino ha voluto che sia stato proprio quello il mio “canto del cigno”. Beh, averlo fatto come spalla di band come Iron Maiden, Judas Priest e Slayer, è un bel ricordo. Ricordo con piacere anche l'Evolution 2007 (con Sebastian Bach, Nevermore, Virgin Steele e Fates Warning, tra gli altri).

Luca: Personalmente ti ricordo all'Evolution Festival 2007 per il tuo bizzarro travestimento (sorrido). Come ti è venuta questa (mal)sana idea?
Mauro: L'idea dei travestimenti (più che altro di qualche bizzarro copricapo) nacque nel 2004, in una esibizione dal tasso alcoolemico piuttosto alto, in occasione della tappa di Brindisi del Tim Tour. Lì per la prima volta indossai il cappello da giullare. E fu un successo. Con Timetropia, uscì fuori un lato dandy, in particolare con alcuni brani blueseggianti. Diego mi propose il cappello a cilindro e la giacca lunga... E io non mi sono tirato indietro. Come sempre.

Luca: In buona sostanza ti senti soddisfatto dell'attività live svolta con la tua ex-band?
Mauro: Sono soddisfatto per aver procurato delle date "importanti", per averle organizzate e condotte e per come mi sono espresso come frontman. Non è stata una band in grado di fare dei tour con moltissime date, credo che i concerti fatti con questa band siano stati forse una ventina in sette anni, di cui almeno la metà in localetti angusti e con un caché risibile. Date di questo tipo servono più che altro a fare un po' di warm-up in vista di date più importanti, quindi sono state fissate quasi controvoglia, almeno da parte mia. Ho sempre sostenuto, a volte a fatica, con i ragazzi, la necessità di non potersi "abbassare" a suonare per un panino e una birra, pur di farlo. Così ci si dà la zappa sui piedi, e se mi chiedi perché non siamo ancora al livello degli stranieri, la risposta è anche in questo atteggiamento.

Luca: E' innegabile che i lavori dei Kingcrow che ti hanno visto come protagonista sono stati accolti dalla critica specializzata in maniera decisamente positiva. Eppure, perdona ancora la mia franchezza, sono non pochi a sostenere che tali entusiasmi derivino anche e soprattutto dalla tua duplice funzione di direttore/giornalista. Per dirla in parole povere una sorta di conflitto di interesse. Oggi che ti sei allontanato dal gruppo e quindi distante, vuoi aggiungere qualcosa a riguardo magari togliendoti qualche sassolino?
Mauro: Il conflitto di interesse consisterebbe nel non poter stroncare sulla mia webzine la mia band? Se è così, non l'ho fatto. Ma se devo dirti la verità, non ho neanche letto la recensione dell'ultimo Timetropia. Se l'avessi fatto, non l'avrei pubblicata. E non per il voto (90), ma perché non condivido neanche mezza virgola di quello che c'è scritto. Poi un giorno qualcuno mi spiegherà come fa il direttore di una webzine a farsi ben recensire sulle webzine rivali... Ti posso dire che ho fatto valere le mie conoscenze per ottenere contatti importanti, ma questi hanno poi giudicato in base alle forze in gioco, ai vantaggi e agli svantaggi, ai rischi che loro stessi conoscevano, nel prendersi una patata così bollente tra le mani.

Luca: Approfitto per cambiare argomento. Truemetal è uno dei portali di riferimento italiani, che a differenza di altri può vantare una notevole comunity. Qual è il sagrato di tale successo?
Mauro: Ti sei risposto da solo. La community. La professionalità dell'editore, e la costanza di uno staff che ha fatto del nome Truemetal.it una filosofia di vita.

Luca: Più in generale, come reputi il livello della stampa specializzata italiana, cartacea e non? Ci sono realtà che stimi in modo particolare e con le quali ti piace confrontarti?
Mauro: Ho smesso di leggere il cartaceo da quando esiste il web. Il cartaceo non riesce ad essere al passo, e spesso campa sulla pubblicità. Che su un giornale metal è acquistata da label e promoter, prevalentemente. Traete pure le vostre conclusioni... Tuttavia ammiro qualche “personaggio storico”, come Beppe Riva, Giancarlo Trombetti, Gianni della Cioppa... E il “nostro” Steven Rich.

Luca: E invece il panorama musicale rock/metal italiano?
Mauro: Il discorso è quello che si fa da decenni. Finché non esisterà una scena, non saremo mai all'altezza degli stranieri. Vedi risposta successiva.

Luca: Reputo l'underground italiano di buonissimo livello. Eppure la scena ufficiale è molto indietro rispetto ad altre realtà europee ed extracomunitarie. Senza tirare in ballo il panorama statunitense e scandinavo, anche Francia, Germania ed Europa dell'Est sembrano avere una marcia in più. Cosa manca a tuo avviso all'Italia per poter competere seriamente con l'estero.
Mauro: Non riusciamo a lavorare “insieme”. Tutti, da bravi italiani, pensano di essere migliori degli altri, e quindi c'è un clima di costante invidia, inganno, diffidenza. E questo non solo tra le band, ma anche e soprattutto da parte di label, promoter ecc., che fanno lotte sovrumane per raccogliere briciole. Giustamente, se è l'unica cosa che sappiamo fare, ci meritiamo la serie B.

Luca: Hai avuto modo di confrontarti con label, distributori e agenzia, tanto da un punto di vista artistico quanto editoriale; alla fine dei conti e dopo tanti anni che idea ti sei fatto di questo mondo?
Mauro: In parte ti ho risposto prima. Aggiungo che essere presuntuosi è una cosa, essere incapaci è un'altra. Ovunque mi giro vedo mestieranti e catafalchi. Persino gli ultimi arrivati si danno arie da primi della classe. Ogni tanto il pubblico ludibrio ci vorrebbe...

Luca: Senz'altro il prepotente avvento di internet ha rivoluzionato il panorama e il modo di fruire la musica. Ti poni tra coloro che demonizzano le nuove frontiere e in particolare il filesharing, oppure, anche a discapito delle vendite, apprezzi la diffusione e il ritorno di immagine che si può facilmente ottenere?
Mauro: Mah... prima vendevi 0,1 e ora vendi 0,01. Non compravi nulla con 0,1 e non compri nulla con 0,01. Ripeto: briciole. Meglio la gratuità, a questo punto. Chissà quanti dei catafalchi di cui sopra si scioglierebbero come neve al sole...?

Luca: Se non ricordo male sei un grande appassionato di calcio, e in particolare della Lazio. Siete l’unica squadra, fatta eccezione ovviamente per l’Inter, a non avere la casella nel 2008/2009 settata a zero (MOU docet). Immagino sarai orgoglioso di questo importante successo.
Mauro: Sono abbastanza disamorato del calcio, da quando il Milan pagò una cifra esorbitante per acquistare quel brocco di Lentini. Tutto è diventato molto bugiardo e retorico. I bambini per mano ai calciatori prima della partita, gli stadi vuoti per colpa delle televisioni, le gare di solidarietà, i capricci di prime donne strapagate...

Luca: … e di quel genio di Mourinho cosa pensi (sorriso)?
Mauro: Penso che è il giusto “cibo” per questo calcio. Alimenta e scatena la polemica dicendo ciò che tutti vorrebbero sentire dire da un allenatore. Peccato che poi si sia ridimensionato... ma già aveva capito che “Spalletti è quello che parla con tutti”, e che Juve e Milan avrebbero finito con “Zeru tituli”... Certo mi dà fastidio che un portoghese venga a dirci quanto siamo coglioni.

Luca: Siamo in dirittura d'arrivo, Progetti futuri? Ti rivedremo a breve con un microfono in mano?
Mauro: Questo non lo escludo. Ho ricevuto tantissime proposte, ti dico la verità, ma sono ancora in una fase di studio. Niente è certo, compreso il genere a cui eventualmente mi avvicinerò. Stay tuned!

Luca: Ok Mauro, non ho nulla da aggiungere se non farti un grosso in bocca al lupo per tutto… un po’ meno per Truemetal (sorriso). A te l’ultima parola…
Mauro: Grazie Luca, spero di aver soddisfatto la tua curiosità e quella dei tuoi lettori. Arrivederci a presto! Promesso!



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Mauro Gelsomini
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11/06/2009
Intervista
MAURO GELSOMINI
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