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GODS OF METAL - Stadio Brianteo, Monza, 27/06/2009
03/07/2009 (8991 letture)
PREMESSA
Prima di iniziare il report vero e proprio vorrei avvisare i lettori che non ci è stato possibile recensire alcune delle band presenti alla prima giornata del Gods Of Metal 2009: si tratta, nell’ordine, degli Extrema e dei Backyard Babies, i primi perduti in quanto io e Stefano “Autumn” Asti siamo arrivati nell’area concerti alle 11.00 spaccate, quando ormai la prestazione della band volgeva al temine, i secondi in quanto eravamo occupati a procacciarci del cibo. Si perché, per quanto il Gods Of Metal abbia fatto un enorme passo in avanti per quel che riguarda la qualità dei suoni, il problema del cibo non è stato affatto risolto: file kilometriche e rapporto qualità/prezzo non ottimale hanno costituito l’unico vero disagio del festival, che se fosse stato dotato di qualche punto di ristoro in più sarebbe stato veramente perfetto. Oltretutto mi è spiaciuto constatare come non fosse possibile uscire dall’area concerto prima del pomeriggio inoltrato, in quanto i braccialetti non erano ancora stati consegnati agli addetti alle entrate/uscite, motivo per cui per molti spettatori è stato obbligatorio sorbirsi almeno mezzora di coda per poter mangiare o bere qualcosa. Un passo avanti ed uno indietro, dunque, per una realtà musicale che ha ancora molto da migliorare nella sua organizzazione complessiva; ad ogni modo è bene sottolineare che la qualità generale dei suoni era più che buona, segno inequivocabile del miglioramento dell’organizzazione rispetto agli anni passati.

LAUREN HARRIS
Per noi di Metallized la corrente edizione del Gods Of Metal inizia con l’esibizione dell’attraente figlia del leggendario Steve Harris; buonissima la performance della backing band, che ha suonato molto bene i brani proposti dimostrando anche di saper calcare il palco con dignità, a differenza di Lauren Harris che, a parte saltellare a destra e a sinistra, non ha dato grande prova di se stessa: è inutile sottolineare che non abbia una gran voce, che non faccia gran bella musica e tutto il resto. Lei sta li perché è la figlia di Steve Harris e non mi pare neanche giusto, soprattutto nei confronti di chi si è fatto anni di gavetta –come nel caso degli Extrema, tanto per fare un nome– darle troppo spazio anche in questa sede.

VOIVOD
Quando mesi fa venni a conoscenza della posizione in scaletta dello storico combo canadese in quel della kermesse metal italiana per eccellenza mi indignai non poco; col senno di poi a fine concerto (12 e 40 circa sotto un sole abbrustolente) tutta la mia indignazione si era tramutata in comprensione mista ad orgoglio: in effetti non è possibile pretendere chissà quale posizione d'onore quando diverse persone durante il concerto ti vengono a chiedere chi sono quei quattro figuri sul palco, oppure quando il coro per Piggy promosso da un sempre più grottesco Snake (dalle movenze degne di un automa ubriaco, eheh) non viene accolto da praticamente nessuno... Però c'è l'orgoglio, l'orgoglio di conoscere ed apprezzare una formazione elitaria ai più, negli anni ottanta così come oggi, ma soprattutto quello di essere stato tra i pochi ad aver goduto di una prestazione superlativa: Michel Langevin (Away, batteria), Denis Belanger (Snake, voce), Jean Ives Thèriault (Blacky, redivivo al basso dopo la parentesi Newsted) ed il nuovo Dan Mongraine (chitarra) hanno in poco più di mezz'ora dato una lezione di serietà, coerenza e grande umiltà (dote sempre molto rara); e di ottimo prog/thrash suonato in maniera impeccabile ovviamente!
Ad aprire le danze ecco Voivod (dal primissimo War and Pain) ma i colpi al cuore sarebbero arrivati da lì a poco con le esecuzioni delle fenomenali Tribal Convictions e Nothingface, probabilmente i punti più alti della loro carriera.
I quattro non sbagliano un colpo, persino Snake sfodera una buona ed acidissima prova vocale mentre il nuovo arrivato Dan si dimostra un efficace sostituto di Piggy (dal punto di vista esecutivo intendo). Nulla da eccepire, sempre e comunque una spanna sopra a tutti: sontuosi.

EPICA
La prestazione degli Epica è stato il momento più alto del festival in quanto a qualità dell'audio: potenza e grande impatto hanno fatto il paio con una pulizia ed una definizione sonora di solito impensabili in un festival. Tutto ultracompresso (la batteria soprattutto) ma il gioco è valso ampiamente la candela. L'eccellenza tecnica è andata di pari passo con quella esecutiva: quella degli olandesi è stata una prova decisamente sopra le righe. Purtroppo il sottoscritto non è un grande estimatore della loro proposta (symphonic metal) perciò il coinvolgimento emotivo, almeno da parte mia, è stato pressochè nullo. C'è anche da dire che i festival non sono certo la dimensione migliore per gustarsi gli Epica; nonostante ciò ho apprezzato molto la qualità che gli olandesi hanno messo in campo (è proprio il caso di dirlo vista la location) oggi. Freddini, insomma, ma di spessore e sostanza, e che sostanza (sì, mi riferisco alla Simons)! Il pubblico si è rivelato comunque abbastanza partecipe, segno della grande stima che godono gli Epica dalle nostri parti; stima confermata dal quella frase di congedo della Simons che sa tanto di profezia: See you in autumn.

MARTY FRIEDMAN
Sento ancora i brividi a pensare al concerto che Marty Friedman ha regalato alla già folta platea del Gods Of Metal: quarantacinque minuti di pura libidine sonora. A volerla dire tutta gli errori non sono mancati: il suono dell’ex-Megadeth era piuttosto sporco e in generale, come noto ai seguaci del movimento shred, gli assoli non erano suonati con precisione certosina, soprattutto i complessi virtuosismi di Dragon Mistress –anche se in realtà pure le armonie della parte blueseggiante erano poco convincenti. Tutto ciò, però, non importa… quello che importa è che il risultato sia stato strepitoso e così è avvenuto: l’ultima volta che avevo visto Marty Friedman suonare live ero rimasto molto scontento dalla sua prestazione, ma questa volta posso dirmi pienamente soddisfatto; al di là del coraggio mostrato dall’Organizzazione –lo spettacolo era infatti completamente strumentale– intendo fare un plauso all’artista, che ha omaggiato la tradizione italiana “infilando” all’interno della celebre, ed inattesa, Dragon Mistress la reinterpretazione strumentale di Io Che Non Vivo, con tanto di cori da parte del sorpreso pubblico sottostante (chi l’avrebbe mai detto che migliaia di metallari, true, sporchi e cattivi potessero conoscere le parole di quella vecchia e dolce canzone d’amore?). Chiusura allucinante con la meravigliosa esecuzione di Thunder March, anche questa insperata e ben suonata; che altro posso dire? La prossima volta che Marty Friedman tornerà in Italia, io ci sarò.

EDGUY
Dopo la parentesi shred è toccato agli Edguy risollevare gli animi dei poco inclini ai virtuosismi chitarristici, ed in questo senso i tedeschi sono una vera e propria garanzia. Sammet e soci si confermano, ancor prima che validi musicisti, degli ottimi intrattenitori: sono loro, ciò che più conta, i primi a divertirsi e l'entusiasmo del pubblico ne è la logica conseguenza. Allegria e spensieratezza sono perciò stati i fili conduttori di un concerto che tra classici (Babylon, Tears of a Mandrake, Vain Glory Opera) e pezzi del passato più o meno recente (l'opener Dead Or Rock, Speedhoven, Superheroes, la conclusiva King of Fools) ha portato un respiro di ottimo power metal tra tutti i presenti.
L'attenzione del pubblico è stata calamitata per tutto il tempo da quella primadonna di Tobias Sammet ma è stato il resto del gruppo a sfoderare una prestazione di livello, con Exxel (basso) e Bohnke (batteria) sugli scudi; l'ugola di Sammet non era infatti al top, sui registri più alti il biondo singer sforzava non poco la voce, con risultati mediocri per buona parte dello show. Difficile d'altro canto non provare simpatia per un personaggio che “folleggia” in continuazione da una parte all'altra del palco lasciandosi andare a proclami quali “Ora non andatevene perchè so che ci saranno altri gruppi molto validi quest'oggi!”. Un vero e proprio animale da palco.
In ogni caso gli Edguy sono oramai garanzia di qualità e divertimento, ma sarà “vana gloria”? A voi la sentenza.

LITA FORD
Non conosco Lita Ford come artista: escludendo alcuni brani non posso dire di essere un suo ammiratore, di conseguenza non è che sentissi molto l'attesa di questo concerto; so che per molti suonerà come una bestemmia ma non ho proprio apprezzato lo spettacolo: non tanto per la musica proposta, che di per se è più che godibile, quanto per la prestazione canora della nostra Lita che, probabilmente, non si è ancora tolta del tutto di dosso la ruggine accumulata nei tanti anni passati lontana dal palco. Se è vero che complessivamente i musicisti di Lita Ford sono in tutto e per tutto dei professionisti, se è vero che la setlist ha regalato ai fan dell'artista momenti di vera gioia -soprattutto durante Close My Eyes Forever e Kiss Me Deadly- è altrettanto vero che la poca carica con cui Lita Ford ha cantato ha reso il concerto tutto sommato trascurabile, soprattutto alla luce di quanto nella giornata era già stato proposto dagli altri partecipanti al festival. Purtroppo per Lita Ford il Gods Of Metal quest'anno si è attestato su un livello musicalmente molto più buono di quello da lei raggiunto... per stavolta rimandata a settembre.

QUEENSRYCHE
L'afa si dirada, le nuvole si incupiscono e la gente si accalca sotto il Legend Stage: stiamo tutti aspettando i Queensryche, la band che vent'anni fa entrò nella storia della musica con quel gioiello di Operation: Mindcrime e portando avanti, tra alti e bassi, una carriera che fa invidia a molti. Gli statunitensi salgono sul palco accompagnati dalle note di Neue Regel, canzone estratta da Rage For Order: un modo strano di cominciare la setlist di un festival il cui pubblico è tendenzialmente generalista e, spesso, non conosce in maniera approfondita tutte le band partecipanti, ma solo i brani più famosi delle stesse. Per motivi a me sconosciuti non è stato suonato nessun pezzo da Operation: Mindcrime: essenzialmente la scaletta è ruotata su Rage For Order, sull'ultimo American Soldier e su Empire, la cui titletrack ha chiuso lo spettacolo dei Nostri; probabilmente i Queensryche vogliono sfruttare tutto il materiale a loro disposizione, senza limitarsi a proporre sempre brani da Operation: Mindcrime: certo che però almeno una canzone la potevano fare... poco importa, comunque, perchè l'esibizione è stata stupefacente per capacità tecniche e d'intrattenimento; inoltre chi ha assistito allo spettacolo ha potuto gustarsi diverse chicche, su tutte Walk In The Shadows che, a mio modo di vedere, ha costituito l'apice emozionale dell'intero concerto. Bello show, dunque, anche se la band è scesa dal palco con circa quindici minuti d'anticipo rispetto al running order, cosa che mi ha sinceramente lasciato molto perplesso soprattutto alla luce del fatto che nessuno ha dato spiegazioni in merito a questo taglio: rimane ad ogni modo la soddisfazione di aver visto una grande band imbastire un grande spettacolo.

TESLA
Quella dei Tesla è stata un'esibizione sfortunata: i californiani erano attesi da moltissimi fans e il problema che c'è stato con il cablaggio del bassista Brian Wheat ha deturpato un'esibizione altrimenti buonissima dal punto di vista tecnico e scenico, oltre ad aver dimostrato l'incapacità della band di riuscire ad intrattenere il pubblico fintanto che i tecnici del suono cercavano di risolvere il problema; fondamentalmente il cantante Jeff Keith ha solo potuto dire Shit Happenz, dato che i suoi compagni di band non sono stati in grado di impostare, in quei pochi ma lunghi secondi, una piccola jam o un qualche siparietto per intrattenere il pubblico. Quest'episodio rappresenta comunque una macchia molto piccola all'interno dell'esibizione dei Tesla, che hanno suonato la setlist di cui l'audience aveva bisogno: dall'introduttiva Forever More alla conclusiva I Wanna Live (entrambe tratte dall'ultimo album) lo Stadio Brianteo ha testimoniato la discesa dell'hard rock sul suolo italico, passando in rassegna brani vecchi e meno vecchi del combo, tra i quali mi preme citare in particolar modo Rock Me To The Top (parte del primo disco della band, Mechanical Resonance), la cui conclusione ha fornito ai chitarristi Frank Hannon e Dave Rude l'occasione di confrontarsi chitarristicamente nella classica sfida solista -che, per inciso, non ho apprezzato per nulla: che senso ha suonare semplici scalette, senza neanche un minimo di melodia? Comunque sia la reazione generale del pubblico mi è parsa molto buona, soprattutto per i primi due terzi del concerto: si perchè, purtroppo, ad un certo punto alcuni gruppi di cafoni irrispettosi hanno iniziato a chiamare il nome di Dio -Ronnie James, ovviamente...- fregandosene del fatto che dall'altro lato del palco ci fosse qualcuno che doveva ancora finire di suonare e che stava facendo divertire un sacco di persone; naturalmente, per quanto il Gods Of Metal possa migliorare nella sua organizzazione, non si può pretendere lo stesso da tutti quelli che poi comprano il biglietto. Tornando al concerto dei Tesla, credo che complessivamente la prestazione si possa riassumere in poche parole: sincera, convinta e convincente, perciò se i "ragazzi" dovessero tornare a suonare in Patria vi consiglio di andarli a vedere, perchè agli amanti dell'hard rock questa band in sede live può dare veramente tanto.

HEAVEN & HELL
Durante l'esibizione dei Tesla (ignobilmente fischiata da vari settori della platea) c'è stato un gran daffare tra i tecnici del left stage per montare la scenografia che sarebbe stata la più imponente del festival, ossia quella degli artisti formerly note as Black Sabbath: immerso in un grigio metallico, il palco si è trasformato in una sorta di cimitero di stampo industrial/gothic, con tanto di giganteschi gargoyles e maxischermo centrale. A me personalmente ha ricordato un qualcosa di post apocalittico, alla Gotham City tanto per intenderci. Comunque d'effetto.
Sarebbero byte sprecati stare ancora a parlare della storia e della caratura artistica dei quattro musicisti facenti parte del progetto, come anche il solo pensare di criticare la loro prestazione, ovviamente perfetta (mi permetto però di segnalare un rallentamento generale di molti pezzi).
La scaletta ha pescato com'era naturale dai solo quattro album realizzati con Dio ed in ciò non si è discostata molto da quella di due anni fa (sempre al Gods), fatto salvo per i pezzi estratti dal nuovo album (Bible Black, Fear, Follow the Tears). Escluso il delirio dovuto all'iniziale The Mob Rules, per quasi tutto il concerto il pubblico è rimasto in una condizione di estasiata ammirazione: ciò che si respirava era un'atmosfera mistica, di assoluto rispetto e riverenza. Del resto non poteva essere altrimenti di fronte a tale sbalorditiva prestazione: Dio è stato sensazionale (forse di più), non ha perso un colpo per tutta la durata del concerto e non ha neanche dato l'impressione di faticare sui passaggi più difficili; su livelli di eccellenza anche il resto della band (avevate forse dubbi?).
I brani nuovi in veste live hanno retto bene il confronto con i classici, che nella fattispecie sono stati: Children of the Sea, I (la miglior prova di Dio), Time Machine, Falling Off the Edge of the World, la terremotante Die Young (introdotta da un grande solo di Iommi) e Neon Knights. Il climax del concerto è stato però raggiunto con l'esecuzione (di un quarto d'ora circa!) della leggendaria Heaven And Hell: mentre un coro di diecimila persone accompagnava lo storico riff di chitarra, sul palco sono divampate colonne di fumo e grandiosi giochi di luce hanno trasformato Dio in una sorta di demonio. Uno spettacolo che difficilmente dimenticheremo. L'unica cosa che avrei avrei evitato è stato il solo di Appice: più che altro mi è sembrato uno spot per la sua sboronissima batteria a sviluppo verticale.
Concludo con queste parole pronunciate da Dio che incarnano, al di là di tutto, lo spirito di una band ma anche e soprattutto di tutti noi, che ancora oggi viviamo e respiriamo di questa immortale musica:
We have you, you have us and we all have the music, and that's the most important thing.

MOTLEY CRUE
L'ora del peccato a Monza scatta alle 23.00 in punto e chi meglio dei Santi di Los Angeles può introdurci nella sua più sublime dimensione?
Di tutto e di più si potrebbe dire di un concerto dei Motley Crue, soprattutto di quello di questa notte: potremmo stare a disquisire su una prestazione in generale abbastanza pietosa dei quattro (in particolare di Vince, inascoltabile sui primi pezzi), che ha anche dovuto fare i conti con parecchi problemi tecnici. Per non citare una setlist abbastanza breve condita da numerosi siparietti dei nostri (cosa che ha irritato molti).
Ora però parliamoci chiaro: ciò che cerco in un concerto dei Motley non sono certo tecnicismi ed esecuzioni impeccabili; in un loro concerto io voglio il sudore, voglio cori da cantare a squarciagola, voglio vedere volare i reggiseni, voglio linguaggio sboccato e trivialità a profusione, perchè è questo il loro mondo ed in questo sono stati impeccabili. La perfezione formale giace altrove, e lì deve rimanere, i Motley Crue sono dei casinisti, sono degli spacconi della peggior specie e per tali vanno presi; non sono mostri di tecnica ma fanno divertire, fanno fottutamente divertire, tirano fuori il peggio di noi e fanno spogliare le ragazze (!), tutto il resto passa in secondo piano; poco importa quindi se Vince Neil ha una voce sempre più acuta e nasale (da papera come dico io), se Nikki Sixx e Tommy Lee sono dei tamarri travestiti da musicisti, se Mick Mars a stento si tiene in piedi (è ridotto proprio male) e sfodera assoli inascoltabili in cui si permette di citare ignobilmente Little Wing di Hendrix. Di qui non si scappa, prendere o lasciare ed io, in tutta onestà, prendo. Impossibile infatti resistere a hit quali Kickstart My Heart, Wild Side, Shout at the Devil, Same Ol' Situation, Primal Scream, Dr. Feelgood, Girls Girls Girls, Home Sweet Home; se poi a ciò aggiungiamo filmati ad alto tasso erotico e politico (sì, anche questo) grazie ad uno sfondo interamente in led allora la goduria è completa.
Sono questi i Santi di Los Angeles, anzi di Selegna Sol come recita la geniale scritta a caratteri cubitali sul palco. Leggetela al contrario, ci sta tutta la filosofia di questi quattro pazzi amanti della vita dissoluta.
Sarà, ma a me continuano a piacere così, ruvidi, sporchi e bastardi. Oppure sarà l'irresistibile e fascinoso richiamo del lato glam del peccato. Anche se soltanto per un'ora e un quarto appena.


SETLIST

L-STAGE
HEAVEN & HELL 21.15 - 22.45
Queensryche 18.15 - 19.30
Edguy 15.45 - 16.45
Epica 13.45 - 14.30
Voivod 12.05 - 12.40
Extrema 10.45 - 11.00

CRUEFEST STAGE
MOTLEY CRUE 23.00 - 00.30
Tesla 19.45 - 21.00
Lita Ford 17.00 - 18.00
Marty Friedman 14.45 - 15.30
Backyard Babies 12.55 - 13.30
Lauren Harris 11.25 - 11.50



Heaven & Hell, Motley Crue, Edguy, Epica, Voivod a cura di: Stefano "Autumn" Asti


Premessa, Queensryche, Tesla, Lita Ford, Marty Friedman, Lauren Harris a cura di: Nicola "Khaine" Strangis



Khaine
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 20.39.22
29
@ Muzak: credo che un po' tutti abbiano visto i Motley da lontano
Muzak
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 13.21.56
28
Primo gods of metal che vedo. Edguy da rivedere rendono troppo in live. Heaven & Hell hanno fatto solo quello che delle legende potevano fare...troppo immensi. Motley non mi hanno fatto ne freddo ne caldo anche perchè non mi piace il genere e li ho visti da lontano
silvereagle
Lunedì 21 Settembre 2009, 19.36.31
27
ke giornata ^_^ un bel bill di gruppi,certo si poteva far a meno della harris,o i backyard b....x il resto,grandi nomi,e fatti sul palko,nn pughette^_^
andrea
Martedì 7 Luglio 2009, 19.47.56
26
heaven and hell immensi.
Khaine
Martedì 7 Luglio 2009, 19.22.54
25
Per me questa prima giornata è andata bene; a parte un paio di scelte (Harris & Ford) mi è parso complessivamente un festival abbastanza variegato, e con dei suoni accettabili dall'inizio alla fine... ho vissuto molto negativamente la storia dei braccialetti e del cibo: su questo non ci siamo mossi neanche di un centimetro...
Electric Warrior
Martedì 7 Luglio 2009, 18.33.14
24
peccato che non sono riuscito ad andarci...quest'anno c'erano veramente tantissimi gruppi eccellenti
Khaine
Lunedì 6 Luglio 2009, 22.16.39
23
LOL però mi sembra che trombino tutti alla grande
Lorenzo
Lunedì 6 Luglio 2009, 21.39.20
22
quoto KOMMANDER!!! I motley crue fanno CAGAREEEEE
Khaine
Lunedì 6 Luglio 2009, 19.02.53
21
Come abbiamo scritto in apice purtroppo siamo arrivati allo stadio alle 11.oo
Ribbon
Lunedì 6 Luglio 2009, 18.45.41
20
Comunque i "The Rockers" non se li è filati nessuno? In effetti sono stati aggiunti forse solo il giorno prima...comunque sono stati bravi, tre canzoni veloci ed allegre...ci hanno scaldati per bene, senza pretese e con umiltà!
Autumn
Lunedì 6 Luglio 2009, 16.55.43
19
Musicalmente hanno fatto schifo nei primi pezzi (kickstart l'hanno devastata) ma da Same ol' situation in poi si sono messi per bene in carreggiata anche se a dire il vero era il solo Mars (quello più concio fisicamente) a tirare avanti la carretta.
KOMMANDER
Lunedì 6 Luglio 2009, 16.16.44
18
I Motley hanno fatto cagare...ma dove sporchi e ruvidi? fanno cagare e basta. punto.
Khaine
Lunedì 6 Luglio 2009, 14.52.41
17
Ma soprattutto dei Motley ho apprezzato le immagini che venivano sparate sullo sfondo:una vera figata!!!!!
Ribbon
Lunedì 6 Luglio 2009, 10.11.00
16
Per quanto riguarda i Queensrÿche: secondo me hanno avuto qualche problema, dato che la batteria di Rockendfield non era la sua, ma quella standard dello stadio, e poi, condtrollando su Youtube, ho notato che per questo tour mondiale la canzone conclusiva è sempre "Take Hold Of The Flame", che a Monza non hanno fatto (e mi dispiace moltissimo) per finere 15 minuti prima...comunque strepitosi sul palco, come sempre...parlando invece dei Mötley, non sono degli eccellenti strumentisti, ma Vince, con quella voce da papera era veramente in formissima...è chiaro però, una voce così o ti piace o ti fa schifo, per cui...l'unica pecca, a mio avviso, la scaletta del concerto, poche canzoni e solo due dai primi due album, una per ciascuno...una delusione...però uno spettacolo divertentissimo...
Khaine
Domenica 5 Luglio 2009, 22.42.05
15
Ecco i suoni degli H&H sono un mistero: per me erano perfettamente equilbrati (io ero a pochi metri dal palco, come Autumn d'altra parte). Misteri dell'equalizzazione...
....
Domenica 5 Luglio 2009, 19.08.43
14
...concordo con Lorenzo, xrò dai i suoni degli H&H erano davvero troppo alti, specialmente la chitarra nella prima parte dell show, alti nel senso che davano quasi fastiDIO...ahahah, cmq Motley penosi davvero...ciao!
Lorenzo
Domenica 5 Luglio 2009, 18.55.00
13
i suoni degli heaven and hell erano troppo alti? Ma meno male!! Sono tra i pochi ad aver dimostrato di aver 2 coglioni grossi come una casa...micca come i penosi motley che sembrano le mummie di powerslave...
....
Domenica 5 Luglio 2009, 18.16.13
12
...spero arrivino ancora in Italia, ho visto che stanno facendo da spalla ai Chickenfoot, adoro questa band, xrò che tristezza!
Khaine
Domenica 5 Luglio 2009, 17.50.09
11
Beh quanto agli Iron (anche se andiamo un po' OT), non è che Somewhere sia il più famoso ma credo che tra i fan sfegatati sia quello generalmente più apprezzato (il mio preferito è Seventh Son). Il più famoso forse è Number of the beast... comunque abbiamo capito il concetto
....
Domenica 5 Luglio 2009, 17.41.56
10
..sai che invece io sono rimasto a bocca aperta? ..quando è partita Neue Regel, quasi piangevo...anke io li avevo visti con il doppio Operation ed è x questo che mi hanno fatto impazzire, finalmente qualcosa di diverso, poi sto con te x il fatto dell abbandono anticipato, cmq sempre un gruppo immenso....non sapevo che Somewhere in time fosse il disco + famoso degli Iron.
Autumn
Domenica 5 Luglio 2009, 14.30.45
9
Non parlo tanto della scaletta (dopotutto mi ero già sentito per intero entrambi i Mindcrime dal vivo) quanto per la mancanza di tiro e coinvolgimento. Non mi hanno per nulla entusiasmato. Opinione personale comunque.
Khaine
Domenica 5 Luglio 2009, 14.11.56
8
Beh quando una band scende dal palco con quindici minuti d'anticipo rispetto al preventivato e non ti suona nessun brano dal suo disco più famoso ed apprezzato è ovvio che ti senti deluso... è come andare a vedere i maiden, perdersi 15 minuti di show senza alcuna spiegazione e non sentire nessun brano da Somewhere in time -_-
....
Domenica 5 Luglio 2009, 13.28.13
7
Ryche deludenti?...non ho parole!
Khaine
Sabato 4 Luglio 2009, 14.20.19
6
Però sai che ci ho pensato Autumn... per i Queensryche non dev'essere semplice partecipare ai festival: chi non è un loro fan li conosce prevalentemente per OM1; per un gruppo di quella caratura dev'essere un pelino umiliante non riuscire ad esser conoscuti anche per il resto dei loro lavori (naturalmente mi riferisco al pubblico GENERALISTA)
Autumn
Sabato 4 Luglio 2009, 14.08.58
5
Beh vedi SixSixSex lo spettacolo offerto dai Motley non è solo musicale, il loro è un vero e proprio circo in cui tutto è al servizio dell'intrattenimento puro, persino i tanto criticati siparietti. D'accordo sul resto del report di Nicola; aggiungo che per me Friedman è stata una sorpresa (lui con quella maglietta ganzissima, il suo gruppo orientale e quella bestia di batterista); invece delusione della giornata Queensryche, e cocente pure.
Khaine
Venerdì 3 Luglio 2009, 23.11.11
4
Grazie Fabio! @ Giasse: quannno ce vo ce vo! @ SixSixSex: riguardo alla tua ultima domanda, credo che la risposta sia nel live reprot di stefano... so fatti così: prendere o lasciare!
hm is the law
Venerdì 3 Luglio 2009, 22.36.43
3
Credo che ci sia moltissimo da lavorare per arrivare ad organizzazioni perfette tipo Wacken o Rock'Am Ring (ma semo in Italia è questo er problema). Cmq il live report è davvero ottimo. Complimenti regà!
SixSixSex
Venerdì 3 Luglio 2009, 21.28.07
2
Resoconto veloce della giornata: luogo ottimale per il Gods, prezzi leggermente più bassi per cibo e bevande ma solite code kilometriche, suoni a tratti buoni/ottimi ma in alcuni momenti veramente indegni (le prime due songs dei Crue completamente rovinate). Il volume degli H&H non era sin troppo alto?? Al di là di alcune modifiche sulla scaletta (più in base ai miei gusti che a meriti particolari) e l'inutile presenza della Harris (la più palese e vergognosa delle raccomandazioni) le esibizioni sono state secondo me di qualità medio alta. Su tutti gli H&H. Sono perfettamente in linea con quanto scritto da Autumn per i Motley però mi chiedo una cosa: com'è possibile che uno dei gruppi headliner presenti un concerto di 75 minuti di cui 15 di pause varie?
Giasse
Venerdì 3 Luglio 2009, 20.33.59
1
Finalmente qualcuno che dice CHIARAMENTE che la Harris è una vera schifezza. L'ho vista pure io dal vivo... ma perpiacere...
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ITALIAN GODS OF METAL
Alcatraz, Milano, 02/03/2008
29/06/2007
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GODS OF METAL
Idroscalo, Milano, 02/06/2007
29/06/2007
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GODS OF METAL
Idroscalo, MIlano, 03/06/2007
15/07/2006
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GODS OF METAL
Idroscalo, Milano, 04/06/2006
15/07/2006
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GODS OF METAL
Idroscalo, Milano, 03/06/2006
21/06/2005
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GODS OF METAL
Arena Parco Nord, Bologna, 11/06/2005
25/06/2004
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GODS OF METAL
Arena Parco Nord, Bologna, 05-06/06/2004
 
 
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