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SUN VALLEY IN ROCK - Il suono della Val di Sole
11/07/2009 (4270 letture)
PREMESSA
Quello che segue è un resoconto parziale della seconda giornata del Sun Valley In Rock 2009, dato che per motivi lavorativi io, Nicola Strangis "Khaine", e Renato Zampieri "Renaz" – coautore, insieme al sottoscritto, di quest’articolo – non siamo riusciti ad arrivare nella splendida location prima delle ore 17.00; un vero peccato perché il Sun Valley è immerso nel verde dei monti trentini, dove l’aria è pura e la natura può scatenare la sua incontaminata bellezza, quasi a dispetto del freddo cemento che solitamente fa da base ai concerti metal. Dulcis in fundo anche il tempo non è che fosse un granchè: diciamo che la Val di Sole quest’anno è stata piuttosto avida di luce…

L'ORGANIZZAZIONE DEL FESTIVAL
Il Sun Valley In Rock, giunto quest’anno alla sua decima edizione, è un festival totalmente gratuito organizzato da un gruppo di ragazzi della zona e finanziato coi soldi di alcuni sponsor; tra le cose che ho apprezzato maggiormente l’approccio simil-professionale: qualche stand di magliette, qualche ragazzo che distribuiva gratuitamente compilation underground, tre punti di ristoro. A differenza di quanto precedentemente annunciato via news non ho avuto modo di vedere lo stand della Dean Guitar, ma dubito di averlo saltato dato che l’area concerto non era molto grande. L’unico vero difetto che potrei attribuire al Festival riguarda il volume, decisamente troppo alto per un evento di queste dimensioni; tuttavia ciò che alla fine più conta è la musica: tendenzialmente posso dirmi soddisfatto del risultato, cosa non da poco vista la qualità media dei Festival metal italiani a pagamento.

SIN CIRCUS
Dieci minuti dopo il nostro arrivo inizia l’esibizione dei veronesi Sin Circus, che si può riassumere in poche parole: potente, precisa e d’effetto. La formazione propone un metal/hardcore micidiale, caratterizzato da riff veloci, voce rabbiosa, doppia cassa e niente più: musica da pogo, in altre parole. Peccato che in quel momento ci fosse poca gente, perché la band mi ha fatto un’ottima impressione e credo che possa dare ancora di più se supportata da un pubblico esperto in materia; inoltre anche la presenza scenica dei quattro è molto buona, sicuramente segno di tanta esperienza maturata come live-act (da evidenziare in particolare l'esecuzione compatta, senza sbavature, ndRenaz).
Un’ottima scelta da parte dell’organizzazione e un ottimo modo, per me, di iniziare l’esperienza al Sun Valley.

SEVEN DARK EYES
Un veloce cambio palco, un altrettanto rapida prova dei suoni on-stage e i bellunesi/trevigiani Seven Dark Eyes sono pronti a mostrare al pubblico di cosa sono in grado: la scaletta proposta alterna pezzi relativamente tirati – stiamo parlando infatti di Gothic Metal – a pezzi più melodici, dipingendo un quadro musicale in cui le tinte scure sono lasciate alla sezione ritmica e le tinte chiare alla bella voce di Monica Calmieri, giovane ma promettente sia nella tecnica esecutiva che nelle capacità interpretative – anche se mi sento di criticare la presenza scenica, dato che nei movimenti Monica ricorda un po’ troppo sue più famose colleghe: peccato veniale, comunque, se consideriamo la giovane età della cantante veneta.
I circa cinquanta minuti di esibizione della band passano in fretta, segno della bravura nel saper intrattenere anche chi, come me, non è ferrato nel genere proposto (un grande punto a favore è la personalità della chitarra, generalmente invece relegata a qualche power chord anonimo, ndRenaz): un plauso quindi ai Seven Dark Eyes, che spero di poter risentire il prima possibile.

MOTHERCARE
Aspettavo i Mothercare con una certa trepidazione: li avevo già visti suonare qualche anno prima ed ero curioso di notare i cambiamenti da allora, sia nel sound che nel tipo di musica proposta.
Il risultato è che i Mothercare non sono cambiati per niente: me li ricordavo violenti e lo sono rimasti; me li ricordavo bravi a suonare e di certo non sono peggiorati; me li ricordavo musicalmente coerenti dall’inizio alla fine e musicalmente coerenti sono tutt’ora. Peccato per i suoni, veramente: nell’area c’era troppo casino, le chitarre erano troppo distorte e la conseguenza è stata che l’ottimo lavoro di batteria svolto dal preciso Marco Piran è passato in sordina, dato che la doppia cassa quasi non si sentiva, e lo stesso si può dire del basso di Fabiano Andreacchio.
Un gran peccato perché, oltretutto, le note suonate dai chitarristi non si distinguevano l’una dall’altra: questa non può essere una scelta della band, dev’essere un errore di chi si è occupato dei loro suoni. Un grandissimo peccato anche perché Simone Baldi è un eccellente cantante, perfettamente incastrato nelle atmosfere thrash-core proposte dal combo veronese. Insomma qui si poteva fare veramente molto meglio semplicemente abbassando i volumi e le manopole del gain: comunque sia va detto che l’esibizione dei cinque è stata molto buona, sia dal punto di vista tecnico che da quello della presenza scenica (da non dimenticare a tal proposito il percussionista Mauro Zavattieri, in tenuta da prete, che ha aggiunto un tocco slipknotiano allo show, pur mancando della precisione degli americani, ndRenaz).

SKANNERS
Gli Skanners vengono da Bolzano e propongono un purissimo Heavy Metal, senza troppi aggettivi e soprattutto senza mai varcare i confini britannici del genere, tanto nella musica quanto nella presenza scenica, che può piacere ma onestamente in certi casi rasenta il ridicolo, tipo quando i chitarristi e il bassista si avvicinano puntando le chitarre verso il già numeroso pubblico (per non parlare degli acuti a briglia sciolta del cantante, ndRenaz), accostandosi all’approccio live che persone molto più importanti di loro hanno preso a trademark nella loro carriera.
Detto ciò non posso fare a meno di complimentarmi sinceramente con la band: la musica che i trentini propongono è bella da ascoltare, soprattutto in un ambiente festoso ed amichevole come quello del Sun Valley In Rock, ed è anche suonata molto bene. Inoltre la loro presenza contribuisce ad arricchire un bill già di per se' molto vario e permette agli spettatori di poter rilassare il collo e di godersi un po’ di sano metallo pesante. Riassumendo: per gli amanti del genere una vera goduria, per tutti gli altri comunque un ottimo antipasto in vista dei successivi ed attesissimi Necrodeath.

NECRODEATH
Sotto il palco del Sun Valley l’atmosfera si fa rovente: la maggior parte della gente presente si accalca per ascoltare una band che ha attraversato oltre due decenni di metal estremo. La formazione capitanata dal malefico Flegias regala ai presenti un grande show, perfetto dal punto di vista tecnico e ottimo per quello che riguarda la scaletta, composta di brani vecchi e nuovi e comunque sempre e costantemente pesantissima, saziando i palati di chi dai Necrodeath si aspetta thrash nudo e crudo; obiettivo riuscito: la chitarra di Pier Gonella è tagliente come un rasoio e il basso di GL ha l’effetto di un treno nei denti.
Sincerissimi complimenti anche a Peso, che ha svolto un lavoro encomiabile dal punto di vista tecnico, cosa non da poco vista e considerata la “muscolarità” dei brani eseguiti. Quanto alla presenza scenica c’è poco da dire perché il combo riuscirebbe a svegliare anche i morti, tra headbanging, coordinazione tra gli strumentisti e interazione col pubblico. Proprio il pubblico ha reagito benissimo ad alcuni pezzi, in particolare Forever Slaves (estratto da 100% Hell); infine mi sento di fare un plauso ai tecnici del suono, che hanno svolto un ottimo lavoro equalizzando i suoni al meglio. Come avrete ormai ben capito il concerto dei Necrodeath è stato formalmente perfetto: mi spiace solo che ci fossero poche centinaia di persone a testimoniarlo… (ma anche qui si nota la professionalità di una band: da come interagiva con i presenti sembrava quasi che avesse di fronte una platea wackeniana!, ndRenaz)

DOMINE
Non è la prima volta che vedo i Domine suonare dal vivo e non è la prima volta che penso a ciò che sto per scrivere: i Domine sono Morby e senza di lui non potrebbero esistere.
Colpa dei musicisti? Non credo perché, bene o male, i quattro strumentisti sanno fare il loro lavoro – anche se i suoni poco cristallini hanno penalizzato notevolmente quest’ esibizione. Colpa della musica? Non penso perché, anche se è vero che di band power metal ce ne sono tante, la proposta musicale dei Nostri – soprattutto in sede live – non è né prevedibile né scontata. Sono giunto alla conclusione che la colpa sia di Morby: il talento del cantante toscano è talmente grande che la sua presenza on-stage annienta letteralmente il pur buon lavoro dei suoi compagni di gruppo; mi pare incredibile vedere come un uomo, ormai sulla quarantina abbondante, riesca a dare ancora così tanto a livello di prestazione vocale: acuti sempre perfetti, note impossibili e vibrati sempre precisi sono il marchio di fabbrica di un vocalist che, sotto questi aspetti, ha pochissimi rivali in Europa – sempre che veramente qualcuno possa competere con lui. Fatta questa doverosa premessa, parliamo più specificamente del concerto vero e proprio: tra classici e brani relativamente recenti i Domine ripercorrono una bella fetta della loro discografia, con la perizia che si richiede a dei professionisti di quel calibro. Come ho già detto la scarsa qualità dei suoni ha indebolito di molto la prestazione complessiva, ma la band è riuscita comunque ad andare a segno e a condurre il pubblico a cantare i ritornelli e le melodie dei loro brani, che tra momenti potenti come Thunderstorm ed emozionali come The Ride Of The Valkyries ha saputo gestire più che bene il suo tempo live (scena da ricordare: il pubblico comincia ad inneggiare la band a suon di bestemmie, sulle note dei cori da stadio; Morby commenta: faccio questo lavoro da tanto tempo, ma questa ancora non mi era capitata..., ndRenaz).
Assolutamente promossi!

Chiuso il concerto dei Domine è il turno degli Extrema: purtroppo è già mezzanotte inoltrata e ci aspettano più di tre ore di viaggio… scegliamo di lasciarci alle spalle il ricordo di una giornata tutto sommato piacevole, trascorsa assistendo a delle esibizioni generalmente buone e comunque in un ambiente molto accogliente.
L’unico grosso difetto è stato il volume, decisamente troppo alto soprattutto per un festival dalle dimensioni così ridotte: come avrete capito, comunque, nel complesso questo difetto non è poi così grave... (aggiungo, in ultima analisi, di aver rilevato qualche leggerezza da parte degli organizzatori, in particolar modo nei confronti della stampa, a cui sono state date poche concessioni in fatto di foto ed interviste, ndRenaz).



SETLIST
24.45 EXTREMA - (Milano)
23.00 DOMINE - (Firenze)
21.30 NECRODEATH - (Genova)
20.20 SKANNERS - (Bolzano)
19.10 MOTHERCARE - (Verona)
18.10 SEVEN DARK EYES - (Belluno/Treviso)
17.10 SIN CIRCUS - (Verona)
16.10 ANIMAVANA - (Trento)
15.10 DEFORMED AGONY - (Trento)



Foto a cura di Noddy



Raven
Giovedì 6 Agosto 2009, 14.59.26
15
Prendiamo atto Rocker54, ci si rilegge qui e/o sul forum? tra vecchietti....
Rocker54
Giovedì 6 Agosto 2009, 14.50.24
14
Allora non ci siamo capiti ragazzo! Non ho detto che la recensione fa schifo, anzi e bella volevo solo puntualizzare quella cosa la e poi non hanno bisogno di pubblicitá un gruppo come loro era solo esclusivamente un mio pensiero, ma vedo purtroppo che siete sempre sulla difensiva.............mi dispiace non volevo offendervi! Saluti dal vecchietto rocker54 ciao.
Renaz
Giovedì 6 Agosto 2009, 11.20.53
13
Guarda, se per te fare UNA critica e DIECI complimenti significa bersagliare, mi sa che non ci capiamo proprio... Se invece avevi solo voglia di fare un pò di pubblicità gratuita, il discorso cambia...
Rocker54
Giovedì 6 Agosto 2009, 10.07.14
12
Mah che dire, io personalmente non trovo nulla di male x pose da rockstar lo fanno tutti Necrodeath, Domine, Pino Scotto, se volete vado avanti, per me é un classico, anzi dimostra ordine e professionalitá, beh dire che non hanno trovato gli Skanners personalitá beh......solo perché fanno ricordare non so, gli Accept, i Saxon, i Judas sai loro sono nati precisamente tra il´80 in poi allora é capibile, comunque noto che da parte della stampa locale il quintetto viene sempre un po´ bersagliato, credo che non se lo meritano affatto dopo quello che hanno fatto e ricordiamoci che era la band piú vecchia della serata allora dico ONORE ALLE ARMI. Comunque W il metallo e W gli Skanners e W il San Valley e bravi ragazzi continuate cosí!!! Saluti da un povero vecchio rocker54!
Khaine
Domenica 19 Luglio 2009, 18.01.16
11
Ah però questa non la sapevo... grazie dell'informazione Maurilio!
Maurilio
Domenica 19 Luglio 2009, 17.37.12
10
Sulla questione geografica: io sono toscano ma da 10 anni lavoro in Alto Adige e devo dire che quelli di Bolzano sono Altoatesini o Sudtirolesi mentre quelli di Trento sono Trentini, altrimenti é come se chiamaste Emiliano un Romagnolo o viceversa.Ciao a tutti.
Marco
Venerdì 17 Luglio 2009, 9.36.07
9
Tranquilli ragazzi w il metal gli Skanners li seguo dall´´83 posso garantirvi che sono persone semplicissime e le "pose da rock star" le hanno sempre fatte, perché loro sono cosí da sempre, comunque bella manifestazione.............W il sun Valley....metal forever!
Frank
Venerdì 17 Luglio 2009, 7.56.42
8
grazie ragazzi bravi.......ma che posa da rock star.......mamma mia Italien!!! Skanners rispetto (bravo Raven)
Raven
Lunedì 13 Luglio 2009, 16.07.12
7
Gli Skanners li vidi nell'86 a Bologna, ho ancora un loro demo su nastro, rispetto
Thomas
Lunedì 13 Luglio 2009, 14.37.25
6
Oddio bellissimo l'appunto geografico di Frank !!... corri a studiare tu gnurant .
Khaine
Sabato 11 Luglio 2009, 13.12.51
5
Si beh il commento di Frank lascia il tempo che trova... ribadisco che quelle pose da rockstar dimostrano solo la poca capacità della band di trovare una propria identità. Inoltre Bolzano è in Trentino aAlto Adige, quindi è corretto dire che gli Skanners sono trentini. Ma forse tu non conosci la geografia e ti permetti di scrivere certe cazzate
Arakness
Sabato 11 Luglio 2009, 11.50.40
4
Sono allibito. Cito testuali parole: "Detto ciò non posso fare a meno di complimentarmi sinceramente con la band: la musica che i trentini propongono è bella da ascoltare, soprattutto in un ambiente festoso ed amichevole come quello del Sun Valley In Rock, ed è anche suonata molto bene. Inoltre la loro presenza contribuisce ad arricchire un bill già di per se' molto vario e permette agli spettatori di poter rilassare il collo e di godersi un po’ di sano metallo pesante. Riassumendo: per gli amanti del genere una vera goduria...". Mah!?!?
Noddy
Sabato 11 Luglio 2009, 11.38.21
3
..Frank ma l'hai letta la recensione?
Renaz
Sabato 11 Luglio 2009, 11.27.59
2
Beh Frank, complimenti per l'eleganza, davvero... una prova di maturità non indifferente nei confronti della persona a cui dai del bambino...
Frank
Sabato 11 Luglio 2009, 11.13.49
1
Non sono daccordo quando parli degli Skanners ridicolo sarai tu ma quanti anni hai? Per noi i migliori......quelli suonano da 27 anni e poi sono di Bolzano non sono trentini, da qui si vede che non conosci la band e ti permetti di scrivere quelle cazzate!!!! E evidente che ti piace quel CASINO non dovresti neanche scrivere dei live report......studia bambino!
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