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TOTAL METAL FESTIVAL 2009 - Una grande giornata metallica a Bari
29/09/2009 (5783 letture)
Il sole splende sulla mattina del 19 Settembre, e dopo una manciata di ore spese ad eliminare le scorie della nottata precedente, giunge finalmente il momento di mettersi in marcia con la prospettiva di accumularne altre. Scorie metalliche, scorie sonore, scorie che non aspettano altro che diventare storie. Il New Demodè è a due passi da casa mia ma la strada, quella strada su cui sfilano senza soluzione di continuità alberi, lampioni e donnine compiacenti, è percorsa dal sottoscritto una sola volta l'anno per un unico, semplice motivo: non una sveltina a pagamento come i maligni potranno pensare ma il Total Metal Festival. Giunta alla sua settima edizione, la più grande rassegna metallica pugliese offre quest' anno la propria importante testimonianza su un fatto ormai evidente: il metal sta cambiando. Lontana dalle grandi organizzazioni che possono permettersi di spendere fior di quattrini per portare al solito pubblico le solite quattro cariatidi in un accanimento oserei dire mesozoico, la Vivo Management fiuta il cambiamento e, attenta al ricambio generazionale, non si lascia sfuggire l'occasione per comporre un bill rivolto essenzialmente a tutti coloro per cui degli anni '80 non resta che una canzone di Raf, pur senza scontentare del tutto chi, come il sottoscritto, comincia ad accorgersi di essere diventato più vecchio dell'ottanta percento del pubblico di un qualsiasi concerto metal -cariatidi escluse. Guardarsi attorno è ormai diventato un atto di fede...

DEADLY STRAIN
Questi vi spaccano il culo! Sono queste le ultime parole del discorso inaugurale dell'organizzatore capo Luigi Pisanello e le prime che ci è concesso sentire quest' oggi. Se le promesse si dovessero rivelare fondate, si prospetterebbe un ritorno a casa postumo ad una dolorosa ricostruzione plastica lombare: una premessa degna dei migliori Carcass. (S)fortunatamente però questo non avviene in virtù di un set di suoni assolutamente confusionario, un pastiche sonoro in cui una grattugia (leggasi chitarra) si erge su una serie di boati, risultanti dall'incontro di batteria, basso e voce. Il brutal death metal dei ragazzi purtroppo non aiuta l'intelligibilità del tutto, che per forza di cose rifugge ogni considerazione e giudizio sulla band che se non altro, dimostra grinta ed entusiasmo, ripagata da un mini-pogo ad opera dei primi accorsi.

SHANK
Salvo quindi il deretano, una sciagura peggiore sta per abbattersi sul sottoscritto: per gli Shank l'importante è urlare, sempre e comunque. La musica per i salentini è una questione di decibel, un'orgia impazzita di volumi sballati che applicati allo screaming più caustico e dannoso che abbia mai sentito, risultano in un ferocissimo attacco ai timpani con annessa moria neuronale su larga scala che mi costringe ad uscire dall'area concerto per riprendermi un po’. Da fuori si distingue un hardcore fortemente metallizzato, dissonante e sperimentale che sarebbe pur interessante ascoltare, piuttosto che soffrire. Al rientro nel locale, la visione dell'omino del mixer con le mani nei capelli mi schiude la prospettiva di un futuro completamente sordo che mi fa preferire gli Shank nella versione dell'anno scorso, ovvero quando sono saltati all'ultimo minuto. Questo è il TMF e non si sta fermi lì in piedi! urla il singer. E infatti preferisco starmene infermo e seduto sul divanetto...

CANCRENA
Con un singolare aplomb tutto alcolico, salgono sul palco i Cancrena. La band di Barletta affida il suo thrash metal panteriano ad una resa sonora finalmente soddisfacente e i risultati sono abbastanza notevoli, sia sul piano esecutivo che su quello del coinvolgimento. Dopo essersi assicurato della gradazione alcolica della platea (beh, state bevendo?), il singer Frank si lancia assieme al resto della band in una serie di pezzi dai nomi incomprensibili (furba la scelta di far partire fischi e feedback di chitarra all'annuncio dei pezzi) che fanno divertire e pogare il pubblico grazie ad una potenza e ad un groove tutto "sudista", per toccare l'apice nell'immancabile cover dei Pantera. Prova positiva dunque per i Cancrena, in cui a distinguersi maggiormente è stato il chitarrista Francis, molto bravo ma anche molto tamarro.

ABSOLUTE TERROR FIELD
... E terrore assoluto fu allorché mi trovai a pensare ad una collocazione stilistica per questa giovane band capitolina. Death-core? Thrash-core? Qualcosa-core? Il fatto è che l'ennesimo, sciagurato regime di incomunicabilità sonora penalizza ancora una volta gli occupanti del palco rendendo difficile seguire la loro performance. Di sicuro rimane la scarsa inclinazione scenografica, una manciata di pezzi dal sicuro impatto e un'attitudine in-your-face che giustifica le urla perpetue di un singer che pare perpetuamente incazzato (e sudato). Mettiamola così: quest' oggi gli Absolute Terror Field hanno beneficiato dell'indulgenza plenaria per ogni possibile errore commesso!

NEFERTUM
E finalmente, anche il TMF ha conosciuto il suo illuminismo. Messi da parte gli squilibri fonici che hanno caratterizzato/penalizzato la prestazione delle prime band, da questo punto in poi il tutto si svolgerà a volumi sostenibili e con suoni ben calibrati. Se ci fosse stato Leopardi, avrebbe dichiarato l'avvento della quiete dopo la tempesta. Probabilmente avrebbe dichiarato anche che quella dei Nefertum non è musica, ma 180 anni di evoluzione musicale sarebbero stati difficili da digerire anche per lui. In effetti i Nefertum si sono rivelati una band assai interessante, capace di replicare sul palco l'ottimo exploit avuto con la pubblicazione dell'album di debutto, quel Revered Lames da cui oggi estraggono il primo e l'ultimo pezzo. Piazzatisi a fronte dello stage i potentini ci danno subito dentro, e il loro black metal sinfonico si esalta (ed esalta il pubblico) soprattutto negli intrecci di chitarre e tastiera, guidati alla grande dallo screaming di Innos. Il set si conclude velocemente sulla cover della celebre Ye Entrancemperium degli Emperor, la cui ottima esecuzione dona alla band il giusto tributo di corna. E le loro fidanzate non c'entrano niente.

ECNEPHIAS
Una serie di battute tetre e solenni richiamano all'attenzione l'audience, allorché tre figuri si stagliano contro un muro di luce smeraldina: tocca agli Ecnephias e al loro black/death metal di stampo gotico. L'immobilismo sul palco (più che figuri sembrano manichini), il sapiente gioco di luci e un sound al tempo stesso barocco ed arcaico creano da subito un'atmosfera alienante, una temporanea dimensione parallela in cui i lucani proiettano il TMF e nella quale sono padroni incontrastati. Ok, la sto facendo un po’ troppo poetica, ma l'esibizione degli Ecnephias ha centrato nel segno; i loro pezzi danno l'impressione di poter esplodere da un momento all'altro eppure si mantengono su ritmi medio-lenti per tutta la loro durata, il loro approccio strumentale è sicuro e rilassato eppure sempre carico e teso e il pubblico segue in estasi: questa è davvero una grande band.

NO MORE FEAR
Nonostante fossero attivi ormai da una decina d'anni, non avevo mai sentito i No More Fear. La gente che si affretta a riguadagnare il proprio posto nel locale per assicurarsi la partecipazione al pogo mi porta a pensare che forse mi ero perso qualcosa, e in effetti la band abruzzese si rivela una gran bella sorpresa. Lasciati sul palco i tre manichini precedenti, ne ritroviamo adesso quattro (i batteristi sono esclusi) cristallizzati in pose plastiche che lasciano intendere i primi singulti di vita sincronizzati alle prime note dello show, ed infatti così è; ciò che non ti aspetti però è l'allucinante mimica facciale del singer Kemio che, unita ad una serie di movenze invero piuttosto particolari, fanno pensare all'assunzione da parte del suddetto di qualche acido dai nefasti effetti sulla personalità. Musicalmente, ci si ritrova di fronte ad un death metal dalle inclinazioni moderniste che trova nella compattezza e nell'amalgama dei musicisti la perfetta valvola di sfogo per un carattere robusto ed aggressivo. Molto buona la tecnica strumentale, che dota i pezzi di una certa complessità ritmica, e coinvolgimento assicurato per tutti, persino per un tipo freddo come il sottoscritto che si ritrova a battere il piedino per tutta la durata dello show.

GOLEM
Quando ormai la troupe di Chi l'ha visto stava per essere sguinzagliata sul suolo italico alla ricerca dei Golem, eccoteli rispuntare sul palco. Era da parecchio tempo che l'eterna promessa pugliese non dava segni di vita, e da queste parti si cominciava a sentirne la mancanza. Si, perché qui i Golem sono da tempo assurti allo status di profeti in patria ed ogni occasione per mirarne le gesta si trasforma in una festa. Non perdono tempo quindi i quattro a snocciolare il loro caratteristico death metal melodico fatto di chitarre graffianti e ritmi martellanti, contraddistinto dalla solita classe esecutiva. Un po’ arrugginita, la band barese sa essere comunque convincente soprattutto quando, cambiate chitarre e accordature, dà in pasto alla folla tre nuovi pezzi presenti su un nuovo disco che giustamente il singer spera sia di prossima uscita (se non lo sanno loro...). Moderne e "soilworkiane" nelle melodie, le tre canzoni nuove agitano a dovere il pubblico in vista della classica conclusione affidata alla cover di Only for the weak, concessa alla platea in cambio della promessa di distruzione totale del locale. La gente si impegna, ma al massimo riesce a distruggere un paio di clavicole e a lussare qualche spalla. Sarà per la prossima volta.

KERNEL ZERO
Non è passato neanche un minuto e ha già deciso che il palco è troppo piccolo. Parliamo di Luca Lanzetta, singer dei Kernel Zero, che dopo aver percorso lo stage in lungo e in largo sulle note dei primi riff della sua band, va a stabilirsi sugli speaker bassi piazzati ai piedi della ribalta per passarci quasi tutto il concerto. E questo è solo l'incipit di una prestazione insuperata per energia, carica e gasamento ad opera di un gruppo che dimostra di avere il fuoco dentro, una band che fa del mosh-core una ragione di vita, un combo che di ossi sacri ne frantuma a volontà. Ossessionato da circle pit e wall of death, il frontman salernitano instaura col pubblico un incessante scambio di energie che porta la folla da una parte e i musicisti dall'altra a toccare un climax di esaltazione tale da lasciare tutti senza fiato. Il sound secco, arrembante ed aggressivo dei Kernel Zero non fa prigionieri e per molti versi ricorda la prova trionfale degli Slowmotion Apocalypse dello scorso anno, in un tripudio di adrenalina, corna e sudore. Si tira il fiato solo un attimo per i ringraziamenti di rito (durante i quali uno sfanculatore solitario si concede un lampo di anonima gloria) e si riparte subito tra schitarrate al fulmicotone, urla e groove assortito. A dire il vero alla lunga la ricetta dei Kernel Zero è parsa un po’ ripetitiva ma dopo una performance di tal fatta mi si potrebbe giustamente zittire con un disarmante "chi se ne frega".

THE MODERN AGE SLAVERY
E' un vero e proprio guazzabuglio sonoro ciò che emerge dai primi minuti dello show dei The Modern Age Slavery. L'ombra del caos che torna ad impadronirsi della scena è così orribilmente tangibile che il primo pezzo suonato passa in cavalleria assieme alle bestemmie del sottoscritto. Fortunatamente però già dalla seconda canzone in scaletta la situazione ritorna sui binari consueti e mentre tutti tirano un sospiro di sollievo -inalando tra l'altro ingenti quantità di fumo- i romagnoli dischiudono la propria terrificante proposta musicale, fatta di un death-core molto tecnico e intenso, una vera aggressione sonora ai danni dei presenti che sembra gradiscano parecchio. Guidata dal bisunto singer Gio, la band emiliana allestisce un set sfiancante composto da una manciata di pezzi abbastanza articolati che nel loro impatto duro ed altisonante obbligano all'ascolto attento, come sottolineato nei momenti strumentali più efficaci da una curiosa posa alla "Padre nostro" assunta dal frontman. Testate tutte le superfici disponibili (palco, bauli, spie eccetera), il buon Gio decide -anche lui- di trasferirsi sugli speaker bassi già testati dal Lanzetta in precedenza, concedendosi spesso al contatto col pubblico al di là delle barriere come fatto dal collega diversi minuti prima; a questo punto la faccenda comincia a puzzare, e dopo una rapida ricognizione la magagna è presto svelata: un abbondante davanzale viene generosamente adagiato al di là delle transenne da una notevole donzella occupante la primissima fila. Questo dimostra che scegliere di fare il musicista è soprattutto una questione di prospettive.

PINO SCOTTO
Dopo un'intera giornata passata a farsi maltrattare i timpani da una manica di metallari cattivi, puzzolenti, ubriaconi, ma soprattutto molto rumorosi, l'hard rock di Pino Scotto appare pacato e addirittura salvifico, almeno in vista della tormenta finale che ci attende. Avevo parlato in apertura di un evento dedicato soprattutto a chi ha una ventina scarsa di primavere sul groppone, beh, è piuttosto singolare che il personaggio più acclamato da questi ultimi sia proprio quello che di primavere ne ha collezionate più di tutti (sessanta - nel culo come giustamente dice lui). Apparso sul palco con la maglietta griffata del festival, che ben presto vola tra le prime file scoprendo una panza degna di una gravidanza plurigemellare, il personaggio contemporaneamente più amato e odiato dall' Italia rockettara non perde tempo a prodursi nell'arte che gli ha donato fama e successo più di ogni altra cosa: lo sproloquio. Fonte inesauribile di sudore e pedagogia a buon mercato, il Pino nazionale riesce nel poco spazio a disposizione a compilare il suo consueto, sboccato e folkloristico j' accuse contro gli ormai soliti noti; dal governo al Papa, da Vasco Rossi alla Pausini ci sono proprio tutti, mi sembra che siano stati lasciati fuori solo i Tokio Hotel per questioni di tempo. Musicalmente invece c'è poco da dire, la voce tira per quello che può, mentre la band accompagnatrice si dimostra al solito affidabile e compatta, guidata al meglio dall'ascia di Steve Volta, uno che ha sempre mostrato attributi ben pronunciati. Il concerto fila via liscio sulle note dei soliti pezzi tratti dal songbook di Vanadium, Fire Trails e carriera solista, Scotto si diverte e fa divertire il pubblico, e tanto basta per decretare la perfetta riuscita dello show, che si conclude tra aste per microfono disarcionate, pezze per il sudore zuppe (qualcuno ha temuto che facessero la stessa fine della maglietta lanciata alla folla) e bottiglie di liquore scolate fino all'ultima goccia, ma non diciamo di quale marca altrimenti ci accusano di istigazione all'alcolismo. Vai Jack...

VOMITORY
Mamma mia quanto sono grossi i Vomitory. Talmente grossi che in tre, fermi, uno di fianco all'altro (batterista sempre escluso), fanno sembrare il palco del TMF decisamente troppo piccolo. E in accordo alla loro mole, gli scandinavi si presentano con un sound enorme, che trasuda Svezia da ogni nota, in un tripudio di chitarre a motosega e tupa-tupa ad oltranza. La particolarità dei Vomitory è proprio quella di non avere alcuna particolarità; la loro proposta è un concentrato di swedish death metal alla maniera di Entombed e soprattutto Dismember, roba parecchio classica quindi (d'altro canto la band è in giro dal 1989). Eppure quella furia, quella convinzione, quel "sentimento" di cui i nostri impregnano la propria musica rende la loro una performance particolarmente brillante, uno show potente ed adrenalinico, una vera goduria per gli amanti della "vecchia scuola" (ma anche per tutti gli altri). Affiatata, compatta e pesante come un macigno, la formazione svedese spara riff e grugniti a velocità folle senza perdere un colpo che sia uno, incentrando l'intensissima setlist sui pezzi di Carnage Euphoria, ultima fatica discografica nonché uno degli album death metal più apprezzati dell'anno in corso. Al cospetto di tanta furia, è curioso constatare l'atteggiamento timido e quasi spaurito del cantante/bassista Erik Rundqvist (un bambinone) e l'approccio gioviale e "compagnone" del simpatico chitarrista Peter Ostlund, vero frontman del gruppo, nonché uomo dotato di una delle voci più fastidiose del mondo. Gli viene addirittura approntato un microfono esclusivamente per sfogare la pedante loquacità e comunicare con un pubblico il cui livello di poliglottismo è ai minimi storici. Ovviamente questo non rappresenta un problema, poiché quando è la musica a parlare la folla risponde nell'unico modo che conosce, ovvero facendosi del male. E grazie alla grandissima prestazione dei Vomitory, oggi di male se ne fa parecchio.

MALEVOLENT CREATION
Qui si fa sul serio. Se c'è qualcuno là fuori che ancora pensa che il death metal sia roba da ragazzi, uno sterile sfogo di rabbia adolescenziale, un amoretto che il giovane metallaro consuma fugacemente prima di entrare nel mondo degli adulti, beh, si sbaglia di grosso. E se fin qui sto scoprendo l'acqua calda e le mie parole stanno a zero, lasciamo che siano band come i Malevolent Creation a metterci i fatti. La loro apparizione odierna più che in un concerto si risolve in un enorme atto intimidatorio: già dall'arrivo in loco con tanto di enorme tour bus verniciato di nero che causa scompiglio tra manovre e parcheggi i floridiani incutono un certo timore; figuriamoceli alle prese col palco, loro dimensione naturale nonché teatro delle proprie efferatezze. Figurateveli dunque, a campeggiare il pubblico con sguardo torvo e ghigno indemoniato, in una promessa di apocalisse da scatenare senza pietà e senza remora alcuna. Deboli avvisati. Meno famosi ma micidiali tanto quanto Deicide, Morbid Angel e compagnia putrida, i cinque di Fort Lauderdale esplodono in un vortice di riff, ritmiche terremotanti e growl dalla potenza spaventosa e nella loro risolutezza, nella loro esperienza, nella loro ingombrante presenza, sono l'immagine stessa del death metal. Brett Hoffman è un gigante che si muove come uno zombi e urla come un dinosauro sotto tortura cinese, Phil Fasciana, Jason Blachowicz e Marco Martell nel loro turbinio di chiome consegnano alla vista una fisicità un po’ compassata ma sempre tangibile e Gus Rios alla batteria... Beh, non si vede ma sono sicuro che pure lui desta una certa impressione. Il suo operato lo fa sicuramente, un terremoto ritmico su cui si innestano le laceranti trame delle sei corde per dar vita (o morte) ad una prestazione devastante, incontenibile tanto nei volumi quanto nei pezzi suonati, testimoni di una carriera all'insegna dell'estremismo sonoro che da Eve Of The Apocalypse a Living In Fear, da Malevolent Creation a Cauterized non fa prigionieri. Spietati e inarrestabili, gli statunitensi raggiungono il momento di maggiore intensità sulle note degli ultimi due pezzi in scaletta, quelle Homicidal Rant e The Will To Kill che nei titoli richiamano il tragico fatto di cronaca (rapina sventata con tanto di uccisione del rapinatore) che avrebbe coinvolto Fasciana qualche mese fa, fatto poi smentito dalla polizia locale semplicemente perché non è mai avvenuto. Questa buffa immagine da cazzaro, assieme alla patta inzuppata di sudore dei pantaloni di Hoffman (a prima vista sembra se la sia fatta copiosamente sotto), riporta sulla terra un manipolo di persone che oggi sono state ciò che più si avvicina all'umana idea di "mostro".

FINNTROLL
Mentirei se dicessi di aver accolto con entusiasmo la notizia dei Finntroll come headliner del TMF, un po’ perché non ne ho mai seguito più di tanto le gesta (il folk metal, qualche nome a parte, rimane per me materia alquanto oscura), un po’ in quanto non li ritenevo in grado di reggere la solidità dei due nomi precedenti. In ossequio alla mia teoria sul target di pubblico esposta in apertura però, fa piacere constatare che il monicker tira, e anche parecchio a giudicare dalla folla che si accalca sotto il palco allorché le luci si spengono e parte l'atmosferica intro naturista. I miei timori si fanno ancora più concreti quando sei figure non certo trollesche guadagnano il proprio posto sul palco e attaccano a suonare; mi immaginavo una manica di energumeni ubriachi e caciaroni, mi ritrovo invece a mirare uno spettacolo iniziale che per carica, energia e potenza viene letteralmente disintegrato da chi li ha preceduti. I finnici approcciano il palco con un po’ di sufficienza, le chitarre non girano a dovere e i volumi piuttosto contenuti non contribuiscono a creare un attacco sottolineato dal giusto vigore. In questa primissima fase del concerto ad emergere è senza dubbio la bravura del tastierista, che tra melodie festose, arrangiamenti sempre indovinati e humppa a volontà riesce a traghettare i compagni in un crescendo di intensità che pezzo dopo pezzo gli consente di risalire trionfalmente la china. Non che il pubblico festante ed adorante se ne sia accorto, ma il livello di coinvolgimento sale in maniera vistosa nella seconda parte dello show e tra ritmici battimani e prolungati sing-along, i Finntroll vanno a rivendicare tenacemente il proprio ruolo di headliner (in cui personalmente però continuo a vedere i Malevolent Creation). La setlist alterna sapientemente pezzi melodici, pezzi epici, pezzi più aggressivi ed altri più atmosferici, donando varietà allo spettacolo e riuscendo a mantenere sempre vivo l'interesse del pubblico "neutrale". A mio avviso, il meglio viene dato su Trollhammaren, che fa letteralmente scatenare la gente, ma in generale il combo finnico si mantiene su livelli esecutivi piuttosto alti per tutta la durata della performance. Non certo calorosi, non troppo comunicativi e piuttosto glabri (a 'sti vichinghi il pelo cresce solo in testa), i Finntroll dimostrano comunque un buon feeling col pubblico, e sulle note dell' encore affidato a Jaktens Tid e Midnattens Widunder, tra acclamazioni della folla, corna e applausi, tutti sembrano piuttosto soddisfatti. E bravi i Finntroll.

FINNTROLL SETLIST
Det Iskalla Trollblodet
Nedgang
Slaget Vid Blodsalv
Kitteldags
Rivfader
Nattfodd
Aldhissla
Blodnatt
Trollhammaren
Shakira(?)
Svartberg
Korpens Saga
Fiskarens Fiende
Forsvinn Du Som Lyser
-ENCORE-
Jaktens Tid
Midnattens Widunder


Cala dunque il sipario, un altro festival è andato -aggiungerei alla grande- e mi ritrovo ancora una volta a percorrere la stessa strada stanco, rincoglionito e addirittura più sordo del solito. E' molto tardi e mentre me ne torno a casa col consueto, splendido e rinnovato senso di appartenenza, mi sorprendo a riflettere su due verità fondamentali apprese quest' oggi: i bassisti preferiscono stare alla destra dei cantanti e i tecnici delle luci preferiscono il verde. Meditate gente, meditate...




Foto: Valeria Di Chiaro "StarChild"


silvereagle
Sabato 7 Novembre 2009, 17.20.49
35
beh....se dobbiam parlare di musika,sicuramente il tmf come l anno scorso m e' piaciuto e il bill dei grupppi nn era male anke st anno.....vomitory su tt!!!!!!anke finntroll grandi ecc-unica nota stonata il fatto di nn poter uscirre x comperare le sigarette.....risposta: si puoi uscir ma devi far poi un altro biglietto!....ok..mi hanno spiegato ke ce di mezzzo la solita SIAE.....perfetto,nn e' colpa di nessuno li,ma nn e' cosa pero'....mi sembra un po come approfittare,un po come un sequestro di persona forzato,in quanto ki e' il pazzo ke esce e rifa' i biglietti??????va be....cose ke purtroppo riguardano l alto,inutile prendersela cn gli organizzatori ke tra l altro ho visto al solito cordiali al solito,almeno rispetto al sottoscritto...cmq sia,bel festival,bella musika,e godiamocela,ke in italia,e specie nel sud,se ne vedon poki di tali eventi......percio teniamocieli stretti ^_^
Spregevole
Giovedì 22 Ottobre 2009, 9.46.59
34
bel report, complimenti a mentaman
Khaine
Martedì 20 Ottobre 2009, 14.41.23
33
AUHAUHUAHUHAHAU! Bello leggere un post scritto così male. E' come pretendere di copulare senza averne gli attributi
Andrea
Martedì 20 Ottobre 2009, 14.10.25
32
Il mentalista, se una delle persone più stupide egocentriche e fallite che abbiam mai conosciuto. HELLK lascia stare, soi per certo ceh tra un annetto si renderà conto delle puttanate che dice e si vergognerà come un cane! PS: il live reporto è una cagata pazzesca! Non so dove eri forse in bagno durante quasi tutto lo show! se la gente legge senza esserci stata si fa un'idea sbagliata su quasi tutte le band! Sei tropp o comico! un conto sono i gusti ma tu scrivi al contrario! band evidente mente validisisme stroncate e viceversa! ahahahahhaha che testa di cazzo ceh sei! vai a alvorare meglio!
Il Mentalista
Venerdì 16 Ottobre 2009, 11.02.35
31
Beh, se è per questo sto ancora spettando che tu mi faccia qualche nome per capire il tuo paragone, ma in 4 commenti non ci sei ancora riuscito... buon lavoro/studio/qualsiasi cosa anche a te.
HELLK
Giovedì 15 Ottobre 2009, 17.29.17
30
No ma dico...vuoi anche avere ragione? Se hai sbagliato a fare un paragone non devi x forza fare quello che mette a tacere sparando cose a caso. Tu stai paragonando una band alle altre solo x il semplice fattore di provenienza svedese e questo è molto sbagliato. Mi citi Suffocation Krisun e Disgorge e ancora sbagli;3 band completamente diverse tra loro nel genere proposto. Forse hai ragione quando dici che non è il caso di andare avanti Buon lavoro Mentalista!
Il Mentalista
Giovedì 15 Ottobre 2009, 10.45.06
29
Si può quindi dedurre che per te i Vomitory sono accomunabili a band come Suffocation, Krisiun e Disgorge e non a Dismember, Grave e compagnia bella... A questo punto credo non ci sia più bisogno di andare avanti.
HELLK
Mercoledì 14 Ottobre 2009, 17.02.15
28
Semplicemente a tutte le band che fanno BRUTAL come loro.
Il Mentalista
Mercoledì 14 Ottobre 2009, 0.35.53
27
A questo punto sarei curioso di sapere a cosa è paragonabile il BRUTAL dei Vomitory.
HELLK
Martedì 13 Ottobre 2009, 17.00.51
26
No,facciamo un passo indietro..ora mi accusate di dire una stronzata quando dico che paragonare i VOMITORY agli ENTOMBED c'entra veramente zero? E su dai...un pochino di sincerità ragazzi. Ascolto sto genere da tanto tempo e questa è proprio grossa. Che sia Death metal in entrambi i casi non ci piove ma i VOMITORY propongono un Brutal che è IMPARAGONABILE al Death'n'Roll (o se vogliamo chiamarlo classic detah metal degli esordi) degli ENTOMBED. E cazzo su...
master444
Sabato 10 Ottobre 2009, 20.03.20
25
Ciao Norvegese...sempre un piacere parlarti!!!
Norvegese
Sabato 10 Ottobre 2009, 10.43.55
24
Ottimo live report come al solito...a fine concerto eri veramente stremato, si vede che la vecchiaia avanza Comunque il festival è stato di ottimo livello, anche se mi era piaciuto di più quello dell'anno scorso; in questo ho notato un bill troppo votato verso lidi death/brutal. Un saluto anche al caro master444 che si è perso (purtroppo) tutto ciò!
master444
Lunedì 5 Ottobre 2009, 14.07.52
23
chi è HELLK uno che non capisce niente di metal o lo swedish death metal alla Entombed in persona? Cmq sono diminuito e dicevo anche che mi sa che mi son perso qualcosa di interessante. Com'è sta storia che non si poteva uscire???
Il Mentalista
Lunedì 5 Ottobre 2009, 12.00.28
22
Evidentemente, proprio quello che tu, hellk, non avresti mai voluto sentire. Noblesse oblige.
HELLK
Lunedì 5 Ottobre 2009, 10.58.39
21
VOMITORY:" la loro proposta è un concentrato di swedish death metal alla maniera di Entombed "....MACHE CAZZO STAI A DI????
Il Mentalista
Domenica 4 Ottobre 2009, 10.11.31
20
Grazie mastro aumentato. In pratica fino agli absolute terror field ci sono stati dei problemi di volumi e/o equalizzazione che hanno penalizzato le band, ma non è che non sia andata bene. Dai Nefertum in poi invece è andato praticamente tutto liscio (a parte dei volumi nuovamente un pò troppo alti per i Malevolent Creation).
master555
Domenica 4 Ottobre 2009, 1.11.29
19
ahahahahah!!! La conclusione è una figata davvero. Ma dimmi, pare nella prima parte non sia andata bene o erro??? ah dimenticavo, scritto benissimo come al solito.
Il Mentalista
Sabato 3 Ottobre 2009, 20.36.55
18
Primo: se giornalisti veri hanno dato voti alti al vostro disco tanto di cappello, ma non capisco cosa c'entra con un live report, poichè, Secondo: ho scritto LA MIA esperienza, che è stata disastrosa per il motivo indicato, e complimenti del fonico o meno, ho scritto tutto quello che è successo. Quindi, Terzo: ti assicuro che non ho niente contro gli shank, non ho nessun interesse a screditare un gruppo onesto tramite "menzogna premeditata" perchè non ci guadagno alcunchè (i guadagni lasciamoli ai "professionisti veri"). Quarto: questa lamentela conferma a pieno la mia tesi di cui al commento 14, dato che addirittura all'interno della stessa band, persone diverse recepiscono e reagiscono al pezzo in modi diversi.
Khaine
Sabato 3 Ottobre 2009, 17.25.46
17
Forse ti riferisci all'uso della Lingua Italiana, a giudicare da come hai scritto il post Niente di personale, eh!
Piernicola SHANK
Sabato 3 Ottobre 2009, 16.30.44
16
Non commento il live report perchè alla fine è sempre quesione di gusti, e il fatto che Pino Scotto possa ancora suonare in giro e un concerto dove gruppi come i Malevolent e i Fintroll regalano uno "degli eventi più importanti" del sud italia la dice lunga. Quello che invece è inaccettabile è innanzitutto la menzogna premeditata, fine a se stessa, in secondo luogo la brutta abitudine che hanno molti "giornalisti" di peccare di protagonismo e far passare in secondo piano il pezzo e l'informazione spostando l'attenzione sulla propria vena poetica, sarcastica ecc ecc. Un pò come fa Caressa di SKY, ma almeno lui è un profesisonista iscritto all'albo. Se non ti piace il gruppo è un conto, ma scrivere che il fonico aveva le mani nei capelli quando invece lui stesso si è complimentato con noi, e che l'importante per noi è urlare e avere più decibel, quando invece abbiamo molte parti più tranquille con dinamiche diverse, vuol dire che c'è qualcosa di personale, o che ti sei perso il concerto e no sapevi proprio cosa scrivere. In privato ti mando delle recensioni di giornalisti veri, che non ci hanno apprezzato ma che hanno fatto la critica negativa come va fatta. PRocurati una copia di Rumore di Agosto per esempio. Se ti capita MEtal Hammer i agosto trovi u 8 su 10 sempre da parte di giornalisti veri intendo. Se invece non ti paice il genere non dovevi scrivere proprio niente. Comunque la colpa nn è tua, del resto oggi si vive di improvvisazione un pò in ogni settore. E non mi riferiusco al jazz...
AL
Giovedì 1 Ottobre 2009, 12.11.34
15
grande report!! esauriente e ben scritto! e l'ironia non guasta mai! quando poi ho letto quello relativo a Pino Scotto mi sembrava di essere a un suo concerto...
Il Mentalista
Mercoledì 30 Settembre 2009, 11.33.39
14
Mi concedo un commento per i ringraziamenti: innanzitutto a Valeria, il cui apporto fotografico è stato un inestimabile valore aggiunto per questo report, e poi a tutti coloro che si sforzano di leggerlo fino in fondo. Che ci crediate o no, anche un pezzo in apparenza così "leggero" richiede molto impegno per essere scritto, e già il fatto che qualcuno si impegni a sua volta per leggerlo tutto mi ripaga non poco. Sono consapevole del fatto che possa non piacere o addirittura infastidire qualcuno; ho cercato, tra una tetta e l'altra, di rendere i soliti contenuti musicali più "piacevoli" da seguire ma la scrittura può arrivare a lettori diversi in modi diversi. Prospettive? Forse. Numeri? Magari. Passione? Sicuramente.
Khaine
Martedì 29 Settembre 2009, 23.04.17
13
Il problema di Bergamo, Nic, lo racconteremo nel live report apposito, in uscita fra pochi giorni... dopo averlo letto ciascuno trarrà le sue conclusioni
nic
Martedì 29 Settembre 2009, 22.28.45
12
Fintroll visti e sentiti (male) il giorno dopo a bergamo come confermato a Bari, e se cambiassero fonico ? (era una donna mi pare di avere visto)
Nikolas
Martedì 29 Settembre 2009, 19.44.57
11
L'Ironia è sempre più morta.. come avevo già scritto in un qualche commento... concentrarsi su quelle righe ironiche -e manco lontanamente offensive- ignorando completamente i lbuon report è davvero brutto...
Khaine
Martedì 29 Settembre 2009, 19.41.02
10
TMAS, ma cosa fate, vi concentrate sulla parte ironica del report? Suvvia, ragazzi, concediamoci anche noi una risata di tanto in tanto
The Modern Age Slavery
Martedì 29 Settembre 2009, 19.06.01
9
Beppe, ma cosa sono quelle tette Beppe? 6 righe su 16 a parlare di sta cosa? Un report live da vero professionista, tanto di capello!!. Si vede che anche fare il “giornalista” è questione di prospettive e non certo di numeri. The Modern Age Slavery.
Diego Symbolyc
Martedì 29 Settembre 2009, 18.27.58
8
ottimo report verametne !!! concordo quasi con ogni virgola!!! e le foto sono veramente stupende! complimenti ancora una volta ai ragazzi di metallized !!! Per me siete assolutamente tra le migliori web zine italiane di settore! sul total c' è tanto di buono da dire e tanto di meno buono...ma cmq sia è una delle realtà più concrete e valide del sud con l' agglutination.cmq sia evviva il metal e tutte le emozioni che ancora riesce a regalarci !!! DIego
Valeria*§tarchild
Martedì 29 Settembre 2009, 18.09.25
7
no quello che voglio dire è che non era tanto retroscena la cosa .. okì basta lasciamo spazio ai commenti seri xD
Khaine
Martedì 29 Settembre 2009, 16.57.01
6
Ok, allora diciamo BOLLENTI retroscena '''
Valeria*§tarchild
Martedì 29 Settembre 2009, 16.53.58
5
ma che piccanti retroscena, la cosa era più che evidente... xD
Khaine
Martedì 29 Settembre 2009, 15.08.39
4
Eh-eh-eh piccanti retroscena si svelano su Metallized! Comunque "scialati", voce del verbo "scialarsi", significa "divertirsi alla grande, una vera e propria figata" :_D
Valeria*§tarchild
Martedì 29 Settembre 2009, 15.01.32
3
^^ grazie khaine =)) e francè, che vuol dire 'scialati?' xDD in ogni caso, Giuseppe sei sempre un grandissimo a scrivere, bellissimo report, irriverente, fresco ed efficace.. è sempre un piacere lavorare in coppia con te ) la parte dei Finntroll poi è rappresentativa al massimo, lhai fatta fredda proprio come la loro performance, rende assai lidea invece poveri shank, sei stato troppo cattivo co loro =)) e manca assolutamente un riferimento all'importantissimo fatto che io e le altre donzelle presenti all'evento (io soprattutto) ci siamo praticamente disidratate a furia di sbavare dietro a Vreth dei Finntroll xD
Khaine
Martedì 29 Settembre 2009, 13.39.58
2
Mi fa molto piacere sapere che l'organizzazione è andata, salvo qualche problema, a buon segno. Questo per me si traduce con la parola: "alternativa", che oggi come oggi è assolutamente sinonimo di "era ora". Bravi a quelli del TMF, bravo Beppe per il divertentissimo ed esaustivo live report, bravissima Valeria per le fantastiche fotografie. Bravi anche ai Nefertum, agli Ecnephias, ai The Modern Age Slavery e all'intramontabile Pino Scotto!
Raven
Martedì 29 Settembre 2009, 8.41.24
1
Vi siete "scialati" , eh?
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29/09/2009
Live Report
TOTAL METAL FESTIVAL 2009
Una grande giornata metallica a Bari
 
 
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