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THE MODERN AGE SLAVERY - Your freedom is slavery
10/10/2009 (1833 letture)
Pascolare nel backstage del Total Metal Festival ti da la possibilità di fare degli incontri davvero interessanti. Non mi riferisco ai metà dei Finntroll in mutande, bensì a una validissima band italiana che di nome fa The Modern Age Slavery. È infatti nell’area riservata del suddetto festival che ho la possibilità di conoscere e scambiare due chiacchere con questi cinque disponibili e simpatici ragazzi che insieme formano sicuramente una delle promesse, anzi delle potenze, del metal estremo made in Italy.

Starchild: Innanzitutto , che aspettative avete per questo Total Metal Festival?
Cocco: Mille persone incazzate!! (ridono) no, seriamente, pensiamo che questo sia il festival più importante del sud Italia, insieme all’Agglutination, ci aspettiamo un ottima o perlomeno buona affluenza, specialmente per la presenza di band del calibro di Finntroll, Malevolent Creation e Vomitory... poi insomma, sono anche parecchi anni che si fa questo festival, è conosciuto, speriamo che venga fuori una bella storia!

Starchild: Che ne pensate delle band con cui suonerete oggi? In particolare vorrei sapere dei Finntroll, visto che sono la band che più di ogni altra nel bill si discosta totalmente dal vostro genere.
Cocco: Si, i Finntroll effettivamente non hanno niente a che fare con noi a livello musicale..noi conosciamo molto bene i Kernel Zero, dei gruppi italiani, che sono anche nostri amici..poi c’è Pino Scotto che è una mezza leggenda ormai... i Finntroll, bhè a dirti la verità a me il genere non piace , ma sicuramente so che quello che fanno lo fanno benissimo. Oltretutto hanno firmato da poco per Century Media, non è che si firma per Century Media così a caso!

Starchild: Parliamo di voi: siete una band molto “giovane”, attiva solo da 2007, ma già avete saputo conquistare il vostro spazio nel contesto musicale italiano e internazionale: cos’ha significato per voi essere messi sotto contratto dalla Napalm Records e pubblicare un album con loro?
Mibbe: Come hai detto tu, il progetto è nato solo nel 2007, però tre su cinque di noi già suonavano insieme da 4 anni, c’erano dei pezzi che già avevamo più o meno steso..delle bozze degli attuali diciamo. Una volta entrato Sym nella band, con la line up completa (che nel marzo 2009 ha visto subentrare Stefano “Reynoldz” Brognoli alla batteria al posto del precedente batterista ndr) abbiamo cercato di lavorare sulle idee che avevamo..dopo, un po’ come tutte le band, abbiam provato a mandare in giro promo su promo, demo su demo,e la Napalm Records ha dimostrato subito un interesse. Noi siamo rimasti un po’ stupiti, perché questa casa discorgrafica si occupa di roba medievale, come i Tyr , gli Alestorm, anche roba sinfonica… abbiam chiesto come mai avevano voluto metterci sotto contratto… ci han risposto che avevano sentito cose valide e volevano darci una possibilità.

Starchild: Vi è anche successo di essere ‘demo del mese’ su Rock Hard, con il vostro primo demo. Che effetto vi ha fatto?
Cocco: Sì, in Germania, una grandissima soddisfazione!! Avevamo conosciuto tempo fa, quando ancora ci chiamavamo Browbeat, una ragazza tedesca, che ha un management, e siamo rimasti in contatto... le abbiamo poi mandato la demo e lei l’ha passato a Rock Hard, tramite lei siamo riusciti ad avere una recensione. Questa cosa ovviamente c’è stata d’aiuto, ma siamo rimasti tutti stupiti, lei compresa (in quanto non era stata lei a recensirci) nell’apprendere che eravamo demo del mese, è stato fantastico!

Starchild: In passato avete suonato con band come Brujeria, Brutal Truth, Cripple Bastard. Com’è stato per voi?
Cocco: Purtroppo coi Cripple Bastard non abbiamo mai suonato... si è trattato di un festival in agosto, a Manfredonia, dove dovevamo suonare con i Cripple appunto, i Brujeria, i Cadaveric Crematorium e altre band locali… poi per problemi d’organizzazione hanno suonato solo due-tre band d’apertura e i Brujeria… assurdo! Comunque anche solo l’idea di suonare con queste band, o altre con cui fortunatamente abbiam davvero condiviso il palco, come Origin, Texture, e i Vomitory e i Malevolent Creation con cui suoneremo oggi e nelle prossime date del Tmf on the road è stupendo... band di alto livello, bellissime esperienze, band con cui magari sei cresciuto, di cui hai i dischi… è un onore!

Starchild: Intanto invece vi accingete a suonare anche con i Cannibal Corpse e i Dying Fetus, ad Ottobre…
Cocco: Siamo davvero entusiasti all’idea. Specialmente per quanto riguarda i Cannibal Corpse, sarà un sogno che si avvera, siamo nati con loro, io personalmente arriverò a casa con tutti gli autografi!

Starchild: Il vostro genere di riferimento è tanto il death metal quanto l’hardcore, avete saputo mescolare a puntino suoni più old school e sonorità più moderne. Possiamo quindi dire che fate deathcore?
Sym: Le etichette ci sono sempre troppo strette, però nel mercato ovviamente bisogna collocarsi da qualche parte, per cui sì, ci siamo approsimativamente collocati nel genere deathcore, che per altro è il genere che va di più ora, però ecco, abbiamo sì qualche elemento death, qualche elemento hardcore, qualche elemento deathcore, ma appunto , non vorrei generalizzare, oltretutto non mi sento di paragonarci a band come Suicide Silence o Whitechapel... probabilmente noi facciamo più death metal che deathcore

Starchild: Quali sono le band a cui maggiormente vi siete ispirati?
Sym: Decapitated, Aborted, Job for a Cowboy, che anche se sono etichettati death core sono la cosa più death metal che abbia sentito (ridono), Cannibal Corpse, un po’ dalla scena americana, un po’ da quella europea, veniamo tutti da background differenti quindi abbiamo preso degli spunti un po’ qua un po’ la sviluppandoli poi secondo le nostre idee.

Starchild: Come mai la scelta di questo monicker, The Modern Age Slavery? È anche una vostra canzone?
Mibbe: Sì. Per quanto riguarda il significato del nostro nome, guardandoci intorno al giorno d’oggi siamo un po’ schiavi delle tecnologie moderne, il cellulare, internet, televisione e cose varie… siamo tutti quanti schiavi, certo non con la frusta come capitava nell’antico Egitto, ma siamo schiavi dell’era moderna… si vede gente che si sente a disagio perchè non riesce ad andare in internet, per dirne una… certo, sono cose che aiutano parecchio nel quotidiano e migliorano lo stile di vita, ci rendono “liberi” di fare cose che prima erano impensabili... ma alla fine rendono schiavi, come dice per l’appunto il testo di The Modern Age Slavery: Your freedom is slavery.

Starchild: Mi parlate un po’ dei contenuti a livello testuale del vostro album Damned to Blindness?
Gio: Non è un concept album, questo è sicuro. Ci sono però alcuni elementi che danno un inizio e una fine... ad esempio la prima canzone, che è in effetti è un intro, si chiama Progenies of ancient slaves e sul finire dell’album c’è The modern age slavery. In ogni caso, ogni pezzo, ogni testo ha poi una sua genesi, dipende da cosa stiamo facendo, cosa stiamo vivendo, dipende da come mi alzo la mattina, e quanto mi rompono i coglioni, più me li rompono più i testi sono incazzati (ridono). Seriamente, ne parlavo anche con il cantante dei Cripple Bastard di recente, i nostri non sono testi buttati giù così, hanno dei contenuti e sono molto ponderati, ci vogliono ore, e voglio che ci sia un messaggio... sicuramente alcune volte succede di scrivere qualcosa così, di getto, ma per la maggior parte c’è un gran lavoro dietro.

Starchild: C’è del nuovo materiale in cantiere? A quando il nuovo album?
Cocco: Si, stiamo lavorando, stiamo componendo della roba nuova, abbiamo già dei pezzi pronti, varie idee, speriamo nell’arco di sei mesi, una volta esauriti tutti gli impegni delle varie date e tour, di entrare in studio per registrare… un nuovo album ci sarà di sicuro, e speriamo esca nel giro di un anno.
Sym: Sicuramente per come si stanno mettendo le cose sarà molto molto più brutale e molto molto più veloce, visto che adesso alla batteria abbiamo il nostro nuovo motore, Reynoldz, e lo sfruttiamo! (ridono).
Starchild: Come si articola il processo compositivo dei vostri pezzi?
Reynoldz: Gio si occupa dei testi, ognuno di noi apporta il suo contributo alla parte musicale, anche se comunque di solito tutto parte dai due chitarristi.
Cocco: Quando poi abbiamo un qualcosa che piace a tutti arrangiamo per bene insieme il pezzo , e Gio ci sistema il testo.
Sym: In realtà noi Modern Age Slavery siamo assolutamente schiavi dell’era moderna (ridono), perché abitiamo parecchio distanti l’uno dagli altri, siamo sparsi un po’ per tutto il nord Italia... e l’unico modo per comunicare e passarci il materiale con maggiore funzionalità è proprio tramite internet.

Starchild: Abbiamo finito. C’ è qualcosa che vorreste dire ai lettori di Metallized, ai vostri fan e in generale al popolo metallaro italiano?
Cocco: Intanto ringraziamo te per questa intervista, che fa sempre piacere, che ci sia bella gente come te che ci da queste possibilità.
Mibbe: Supportate la scena, andate ai concerti!
Sym : e comprate i dischi, magari ai concerti. (ridono)
Gio: Supportate soprattutto la scena italiana, che ci sono un sacco di gruppi validi, anche oggi ne vedremo alcuni, come i Kernel Zero che salutiamo anche da qui.
Cocco: e supportate la scena del sud Italia, che non solo propone delle band che spaccano, ma che quando vuole crea delle gran belle situazioni come questo festival!



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