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NEFERTUM - Non solo black
14/10/2009 (2230 letture)
E' da più di qualche anno ormai che la scena black italiana continua a sfornare band nuove ed interessanti, segno che la nera fiamma è sempre viva e alimentata dal fuoco della passione. Approfittiamo dunque del Total Metal Festival per intercettare i Nefertum, band lucana che col primo full lenght Revered Lames si è imposta all'attenzione di critica e pubblico, per fare quattro chiacchiere prima dell'inizio delle ostilità.

Il Mentalista: Ciao ragazzi e benvenuti su Metallized. Cominciamo subito con la classica presentazione della band.
Innos: Nasciamo a cavallo tra il 2002 e il 2003; all'inizio ci dilettavamo suonando pezzi che ascoltavamo per la maggiore, Satyricon, Dimmu Borgir, Cradle Of Filth eccetera, per poi concentrarci sulla stesura di nostri pezzi perchè sentivamo di poter dire la nostra grazie a delle idee che ritenevamo originali ed interessanti da proporre. Nel 2004 abbiamo registrato un demo, che ha avuto una produzione molto casereccia (è stato registrato in una cantina), e l'anno seguente è uscito sotto un'etichetta turca che ha cominciato a far circolare un po' il nome e farci arrivare i primi riscontri di critica che, nonostante una produzione molto scarna e "zanzarosa", ha valutato il nostro lavoro molto positivamente. Dopo l'uscita del demo abbiamo cominciato a fare i primi live -ed anche in quel campo abbiamo avuto le nostre soddisfazioni- per proseguire poi col processo di composizione che ha portato alla stesura di otto brani compresi nel nostro primo full-lenght Revered Lames, uscito quest'anno a Febbraio. Abbiamo supportato i Necrodeath a Salerno, abbiamo partecipato all'Agglutination e quest'anno abbiamo intensificato l'attività live poichè il nome sta circolando e i promoter ci dedicano più attenzione che in passato.

Il Mentalista: Dopo una demo ed una partecipazione ad un tributo ad Arcturus, Emperor e Ved Buens Ende, avete finalmente pubblicato il vostro primo full-lenght Revered Lames. Si tratta di un traguardo raggiunto o di un punto di partenza?
Innos: Revered Lames è il nostro primo disco e rappresenta quanto di più istintivo avessimo da dire; abbiamo cercato di curare il più possibile i suoni, il songwriting, la struttura dei pezzi e tutto il resto, ma per noi è sicuramente un punto di partenza. Un punto che inquadra il principio del nostro sound ma che è apertissimo alle più svariate influenze. Nei nostri pezzi si possono trovare influenze folk, death metal, alcune parti thrash, alcune parti più tipicamente black metal old-school. Abbiamo già pronti altri quattro-cinque pezzi che sono la naturale evoluzione di Revered Lames.

Il Mentalista: Revered Lames sta ricevendo parecchie recensioni positive su webzines e magazines specializzati. Voi ne siete pienamente soddisfatti o potendo tornare indietro ne cambiereste qualcosa?
Innos: Col senno di poi si cambierebbe sempre qualcosa, questa parte non va, qui magari ci stava meglio un altro tempo, qua l'assolo... Insomma, piccole cose che caratterizzano la struttura dei pezzi, però io credo che come primo disco vada bene e ne siamo pienamente soddisfatti. Abbiamo voluto cominciare con un lavoro abbastanza professionale per far sentire la nostra voce perchè stando in giro solo con un demo di bassa qualità audio non eravamo nessuno. Abbimao quindi deciso di pubblicare un full-lenght dall'ottima produzione e sentiamo di avere molto altro da dire, e lo vedrete.

Il Mentalista: E' stato detto/scritto che avete cominciato come cover band di grandi gruppi black, e per alcuni recensori questo è fonte di una delle critiche principali alla vostra musica, ovvero la forte influenza di tali gruppi lascia poco spazio alla vostra personalità. Quanto è vero tutto ciò?
Innos: Guarda, la questione della cover band ci infastidisce un po' perchè si sa che per esempio tutti i gruppi thrash che iniziano a suonare cominciano con Master Of Puppets o Walk per poi evolversi in qualcosa di personale; noi abbiamo deciso di suonare black sinfonico e ovviamente abbiamo cercato grazie alle cover di creare quel feeling, quell'armonia tra di noi che con sei teste da mettere assieme non è mai facile trovare. Però non siamo mai stati una cover band di un genere o di un gruppo in particolare. Per quanto riguarda l'influenza nel nostro sound, è presente soprattutto negli arrangiamenti di tastiera e nella produzione, nella scelta dei suoni del disco, anche perchè il nostro tastierista era pesantemente influenzato da Dimmu Borgir, Cradle Of Filth et similia. Se però si analizzano le parti di chitarra, si nota già un netto distacco da tutta quella scena, i nostri riff sono abbastanza prolissi e molto variegati, preferiamo non usare il solito bicorde trito e ritrito e cerchiamo di essere più vari possibile.

Il Mentalista: Quali altri generi e quali altre band influenzano il vostro sound?
Innos: Personalmente sono molto influenzato dalla scuola Thrash Bay Area degli anni ottanta e band come Testament, Megadeth, Slayer ed Anthrax; nell'ambito estremo un pò tutti siamo influenzati da gruppi come Borknagar e Arcturus.

Il Mentalista: Bene, abbiamo parlato della vostra "provenienza musicale", ma adesso vorrei sapere invece dove state andando...
Innos: Stiamo andando in direzioni più estreme, più "difficili" e meno orecchiabili. Revered Lames è un disco si black metal ma molto sinfonico; ci stiamo spingendo verso qualcosa di più avantgarde e progressivo, sia per gli arrangiamenti di tastiera che per i riff di chitarra. Inoltre stiamo spingendo un pò più sull'acceleratore per i tempi di batteria e la velocità dei riff, che saranno più "Morbid Angel-oriented" che "Dimmu Borgir-oriented".
Tjhell: Questo però non significa snaturare ciò che è stato Revered Lames. Alla fine, la "pecca" di questo disco è ravvisabile a livello di orchestrazioni; stiamo provando a cancellare quei piccoli difetti riscontrati lavorando meglio sulle tastiere oltre che sui tempi e sulle velocità. In definitiva, vogliamo qualcosa di più complesso.
Maul: Questo anche e soprattutto perchè stiamo crescendo come musicisti, ci troviamo sempre meglio tra di noi e questa è la naturale evoluzione delle cose.

Il Mentalista: Mi ha molto affascinato la figura del "Revered Lame", lo storpio riverito che dà il titolo al vostro disco. A chi è riferita questa immagine, chi sono i "Revered Lames" al giorno d'oggi?
Tjhell: Si potrebbe dire che c'è un po' di revered lame in ognuno di noi (risate, ndr)! Volevamo partire scrivendo non il solito testo black metal incentrato sulla religione punto e basta. Volevamo che la critica fosse pittoresca a livello di figure ma che fosse incentrata più sul sociale poichè penso sia una sfera che comprende tutti. Alla fine, la percezione religiosa delle cose è un qualcosa di molto personale e non mi azzarderei a parlare a nome degli altri; quello che volevamo fare è dare la nostra percezione del mondo. Siccome penso sia chiaro a tutti che le cose non vanno sempre bene, il nostro orientamento è stato quello di criticare soprattutto quella parte ipocrita della società, quella parte che tende a venerare gli "zoppi", cioè coloro che non sono da venerare: non come concetto fisico, si parla di persone e delle loro pecche e di innalzare al di sopra degli altri non la loro parte migliore ma la loro "storpiezza".

Il Mentalista: L'artwork di copertina è connesso direttamente a questa visone?
Tjhell: Sicuramente. Vogliamo ringraziare Manuel Bravi, il disegnatore, perchè è riuscito ad interpretare in modo stupendo quelle che erano le nostre intenzioni. In realtà c'è stato un discorso molto "veloce" riguardo al disegno, non gli abbiamo dato molte direttive però siamo stati soddisfatti quasi da subito della copertina perchè rappresentava abbastanza bene quello che volevamo intendere. Quello che vedi non è il primo disegno realizzato per l'album, sarebbe il secondo. La prima illustrazione rappresentava più uno storpio vero e proprio ma noi abbiamo preferito questa perchè col fuoco volevamo simboleggiare il potere, perchè parlando di "revered lames", parliamo soprattutto di ciò che sta alle alte sfere; la maschera rappresenta il "celare", i difetti stanno dietro quella maschera e non si vedono.

Il Mentalista: E per quanto riguarda gli altri testi? C'è un tema predominante?
Geny: Noi vogliamo lasciare agli ascoltatori una libera interpretazione di ciò che scriviamo. Per i testi che ho scritto io, i temi principali sono guerra, perversione e tutto quello che viene celato nelle nostre inconsce profondità.
Tjhell: Il fulcro comunque rimane sempre lo stesso: vogliamo rimanere sul sociale e non entrare nelle teste degli altri, nella sfera spirituale, se non a livello di figure.

Il Mentalista: Cosa rappresenta invece "Nefertum", il vostro monicker?
Geny: E' un dio egizio, che noi abbiamo "adottato" nella sua accezione di equilibrio tra creazione e distruzione. Sarebbe Ptah, il padre, il simbolo della creazione, e Sekhmet, la madre, simbolo della distruzione. E' un ibrido tra le due cose insomma, è quasi una "morale".
Tjhell: Diciamo pure che non rientrerebbe a pieno nella simbologia black visto che è una figura abbastanza pulita e profumata -per la questione del fiore di loto e del dio dei profumi- ma non era questo l'aspetto che ci interessava, volevamo mediare tra creazione e distruzione, bene e male, o qualsiasi altro binomio.

Il Mentalista: Ormai sappiamo tutti com'è nato il Black metal, le circostanze che ne hanno favorito lo sviluppo e la diffusione, vorrei invece sapere com'è nata l'idea del black metal nella mente e nel cuore dei Nefertum...
Geny: E' una cosa che sentivamo fondamentalmente nostra. Non ne so spiegare il perchè, sarà l'analogia tra Norvegia e Basilicata, sono cresciute entrambe sui monti forse (risate, ndr)...
Innos: Ci ha sempre affascinato il lato oscuro delle cose. Infatti, pur partendo dal black metal, ci stiamo orientando sull'estremo a 360 gradi, tant'è che tra gli ascolti della band c'è parecchio death metal.
Maul: Anche se comunque possiamo dire che nei Nefertum non c'è molto del black metal dei primordi; a livello di influenze e songwriting ci avviciniamo a quello che è il black metal sì sinfonico ma soprattutto moderno. Ovviamente abbiamo comiciato a suonare con i classici del genere ma quello che vorremmo esprimere, che vorremmo non diventare ma da cui vorremmo attingere, è la scena moderna.
Geny: Il black poi affascina anche da un punto di vista "esoterico": molte persone appassionate di black metal hanno un grosso trasporto emotivo, sono molto legate al genere. Le costruzioni armoniche, il tipo di "ambienti" che crea è molto evocativo e tutto ciò ci ha stregati.

Il Mentalista: Face painting: si, no, e soprattutto perchè?
Geny: Io in passato ho usato il face painting suonando negli Handful Of Hate mentre adesso non lo uso; ho esperienza quindi di entrambe le "filosofie" e personalmente mi ci trovo meglio senza.
Tjhell: Per una ragione "tecnica" o fisica la maggior parte del gruppo è abbastanza brutta, non siamo dei fighi quindi non possiamo permettercelo! (risate, ndr)
Innos: Scherzi a parte, non apparteniamo a quel tipo di scena, non abbiamo quel tipo di suoni e non adottiamo neanche quel tipo di presentazione iconografica.
Maul: C'è però da dire che non abbiamo ancora trovato la nostra giusta rappresentazione a livello visivo...
Innos: ... Già, forse in questo pecchiamo un po'. Pensiamo più a suonare bene, fare delle ottime esibizioni, comporre musica valida piuttosto che a presentarci. Non siamo come un sacco di quei gruppi che trovi su Myspace, apri la loro pagina e li trovi conciati nei modi più disparati. Pensi che le foto sono belle, poi magari li ascolti e i pezzi lasciano il tempo che trovano.
Maul: Però umilmente riconosciamo che questa è una nostra pecca, dobbiamo ancora trovare la nostra reale dimensione "visiva". Il black metal poi è molto atmosferico come genere e merita anche una degna presentazione. In generale dobbiamo ancora crescere tanto, abbiamo cominciato col piede giusto ma come sempre c'è ancora tanto da fare.

Il Mentalista: Qui mi avete un po' anticipato, comunque, qual è il vostro rapporto con la religione?
Tjhell: Penso sia una questione abbastanza personale, comunque nessuno di noi è cristiano credente, si va dall'ateismo all'agnosticismo. Quello che volevamo evitare di fare a livello di gruppo erano proselitismi di qualunque genere. Apprezzo la componente satanista a livello figurativo quando si tratta di critica, però io non credo in Dio e quindi non credo in Satana, sarebbe stupido essere sia cristiano che anticristiano, e penso sia la stessa cosa per gli altri componenti del gruppo.

Il Mentalista: Ci vorreste parlare un po' della vostra South Campaign?
Innos: E' la nostra prima vera esperienza di tour, siamo stati un po' in giro e abbiamo notato che dal vivo possiamo dire la nostra. Abbiamo ricevuto soprattutto nelle ultime date in Calabria e in Sicilia un'ottima accoglienza, ed anche qui in Puglia siamo stati accolti bene sia come persone che come musicisti. Diciamo che è la nostra dimensione ideale, è quello che ci piace fare di più: conoscere gente, esibirci dal vivo, confrontarci con altri gruppi anche per creare quella competizione sana che ci spinge a migliorarci e a fare sempre meglio. E' stato davvero uno spasso.

Il Mentalista: Seguiranno una "north campaign" o una "middle campaign"?
Innos: Si spera, stiamo avendo contatti con promoter sia del centro che del nord Italia, e speriamo a breve di confermare alcune date in quelle zone. Ci teniamo molto a promuovere il disco, magari anche con qualche data fuori dall'Italia, dove siamo anche abbastanza seguiti.

Il Mentalista: Bene ragazzi, l'intervista è finita, vi ringrazio per la vostra disponibilità e vi lascio le ultime parole...
Geny: Innanzitutto grazie a te per lo spazio concessoci; voglio approfittare per lasciare il nostro indirizzo Myspace: www.myspace.com/nefertum, e la nostra mail: nefertumband@hotmail.it. Che altro dire... Spero che i nostri lavori vi piaceranno e ci vediamo su qualche palco, prima o poi.
Tjhell: Promettiamo che sul palco saremo più cattivi che nell'intervista! (risate, ndr)



spregevole
Giovedì 22 Ottobre 2009, 9.30.25
4
grandi nefertum! non vedo l'ora che esca il nuovo album
Khaine
Giovedì 15 Ottobre 2009, 12.22.57
3
Sicuramente è raro, questo si...
KratosNoir
Giovedì 15 Ottobre 2009, 12.16.02
2
Un gran gruppo ve lo assicuro. Me li sono gustati ad un concerto tenutosi a Siracusa "La Factory". Innanzitutto sono dei ragazzi fantastici e delle belle persone, musicalmente sono più che straordinari. Brani molto belli tecnica impeccabile. E stato l'unico gruppo che ho visto dal vivo che hanno avuto il coraggio e la bravura di eseguire un brano degli Arturus. Il che non e cosa da poco.
Khaine
Mercoledì 14 Ottobre 2009, 13.35.51
1
Interessante la possibilità di una virata progressive ed avantgarde, sicuramente li terrò d'occhio... molto interessante anche la spiegazione del concetto di "Revered Lames". Pare che qui ci siano delle belle idee -e, in un certo senso, anche del coraggio. Dai, fatela sta North Campaign!
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14/10/2009
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