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JURASSIC ROCK - # 14 LOU ADLER - Il "papa'" dei Figli dei Fiori
23/11/2009 (8377 letture)
"...Ah, you don't believe We're on the Eve of Destruction..."

Ho sempre creduto che i movimenti epocali di questo ultimo secolo, quelli che conosciamo direttamente, fossero figli della spontaneità, emanazioni dirette della volontà popolare per un cambiamento radicale verso il sistema e verso qualcosa di consolidato che difficilmente, senza questa o quella “scossa tellurica”, avrebbe potute essere cambiato. Mi riferisco per esempio al Maggio Francese, alla storica Primavera di Praga, alla demolizione del muro di Berlino, alla Perestroika ma anche certamente al Movimento Hippies che avrebbe per sempre cambiato la visuale dei governi e delle istituzioni verso i giovani, le guerre, le ingiustizie sociali, il razzismo, le divisioni classiste, la libertà sessuale; ottimi e sacrosanti propositi che portarono alla Flower Power Generation e all'ideologia della non-violenza nata contro la dilagante e sanguinosa guerra nel sud-est asiatico sfociata poi nella disastrosa campagna del Viet-Nam.

Ma come tutti i movimenti, anche il Flower Power ebbe bisogno dei suoi simboli e dei suoi richiami iconografici, gadgets che (scaltri) manager, cavalcando l'onda, offrirono a piene mani monetizzando a loro favore il momento storico. Crediamo ovviamente nelle buone intenzioni di chi pensò di offrire un punto di riferimento valido, una bandiera presso cui fare quadrato ma ciò non toglie che ogni cambiamento epocale abbia dovuto prima o poi “passare alla cassa”.

Il produttore Lou Adler, un messicano-ebreo nato a Chicago (1933), manager del trombettista chicano Herb Alpert, fu uno dei primi ad intuire che la canzone era un colossale mezzo per dare supporto alle nuove idee di libertà, di convivenza ed anche di denuncia civile verso la monolitica società americana e con i suoi mezzi musicali contribuì a svegliare dal torpore secolare i giovani americani che fino ad allora dovevano essere solo ottimi studenti da College o buoni soldati da prima linea; non era comprensibile una gioventù che vivesse diversamente la propria adolescenza, facesse le proprie esperienze o, peggio ancora, manifestasse aperta critica.

Attraverso la Dunhill records, la sua compagnia discografica, Lou produsse alcuni gioiellini musicali che diedero un contributo determinante a tutto il movimento di rivolta con brani che facevano chiaro riferimento alla voglia dei giovani di far sentire la loro presenza e manifestare il loro dissenso.

Uno dei primi e più eclatanti esempi di ciò fu Eve of Distruction, la canzone che Barry McGuire compose e portò al successo nel 1965; ...If the button is pushed, there's no runnin' away There'll be no one to save, with the world in a grave... We're on the eve of destruction....". Una graffiante opposition-song che fece il giro del modo nel corrosivo testo e nella ruvida voce dell'interprete.

Barry McGuire

Doveva avere una gran voglia di viaggiare questo Barry se all'eta di 16 anni si arruolò in marina truccando il documento d'identità per dichiararne 18. Dopo quasi un anno la US Navy si accorse dell'inghippo e lo lasciò al possimo molo ma restò in ambito marinaro salendo sul primo peschereccio in partenza dal porto di San Francisco. All'età di 25 anni decise di cambiare vita e dopo i primi rudimenti di chitarra fu ingaggiato nei pubs con il suo repertorio di folk-songs. Passo poi ai New Christy Minstrels, con cui alternava la carriera di solista; vennero anche in Italia a cantare Le Colline Sono In Fiore (Sanremo 1965). Come folksinger pubblicò nell'estate del 1965, Eve of Distruction, una grintosa e tagliente ballata, in perfetto Dylan's style, sui mali e i peccati della nuova società che, nella sua seconda settimana di uscita, arrivò al n° 1 nella classifica americana. Fu il tassello definitivo, determinante per l'affermazione di quel protest-rock che stava allora nascendo. La canzone conoscerà molte versioni di successo nel corso degli anni; dai Turtles agli Hot Tuna, dai Pretty Things ai Pogues a Johnny Thunder: in Italia è famosa quella più “addolcita” di Adriano Celentano con il titolo “Questo Vecchio Pazzo Mondo” ma anche quella di Ligabue. Nonostante fosse bandita dalle maggiori radio americane per il suo contenuto altamente antimilitarista, era stata adottata come inno ufficiale dai soldati americani in Vietnam. Barry si butterà poi a capofitto nel filone christian-music e registrerà 25 album che porterà nel corso dei suoi concerti-sermone. Attualmente vive in Australia dove alterna il mestiere della musica a quello di attore.


Eve of Destruction - More bloopers are a click away

Nel novembre del 1965 Adler mette a segno un altro colpaccio sempre nel segno dell' hippies-movement con una canzone presentata da quattro colorati ragazzi, Mamas & Papas, che faranno sognare a tutto il mondo una California da cartolina illustrata, una Utopya dove sembra che tutto sia consentito all'insegna del Peace & Love, dove il sole brilla eternamente e la pace regna sovrana, dove tutti sono amici di tutti ed ogni porta è casa tua. Il pezzo è la arcinota California Dreamin' ("...If a was in L.A., California dreaming On such a winter's day...") e ovviamente questa California esiste solo nella canzone ma faceva comodo farlo credere ai giovani che si riversarono così in massa vagabondi nelle strade di San Francisco fra Haight-Asbury e Castro Street in una orgia collettiva di Summer of Love. Per consolidare il successo del gruppo, Adler organizzò un primo e colossale festival musicale, il Monterey Pop Festival con ingresso a 1 dollaro e dove, oltre a Jimi Hendrix, Janis Joplin, Who e Byrds, l'attenzione fu per i quattro ragazzi oggetto di una martellante pubblicità per cui attesi spasmodicamente dai 200.000 presenti come guest stars proprio in chiusura del Festival.

Non si contano le cover version nel mondo per questo mitico brano con oltre 20 milioni di copie vendute, memorabile quella dei Beach Boys forse meglio anche dell'originale; una rilettura abbastanza fedele in italiano è opera di Mogol per i milanesi Dik Dik – Sognando la California (1966). Mamas & Papas

I Mamas & Papas (inizialmente The Magic Circle) si formarono nel 1961 per volontà di John Phillips che intendeva creare un quartetto vocale dedito al folk con una preziosa miscela di voci maschili e femminili. Della band fa parte la moglie di John, Michelle a cui si aggiunge Denny Doherty e in seguito “Mama” Cass Elliott, la poderosa vocalist femminile. Dopo un peregrinare senza riscontri fra il Greenwich Village e la California vengono notati da Lou Adler che li scrittura. Già la prima uscita “California Dreamin' ” li consacrerà nell'olimpo delle hits e la seconda “Monday Monday” (marzo 1966) consoliderà il successo. La loro carriera, con alterne vicende, durerà fino al 1971 con 5 albums, 11 canzoni nelle Top-hits e 40 milioni di copie vendute, per conoscere poi un definitivo scioglimento dovuto a gelosie e tensioni interne. La robusta Cass Elliott da solista fece 2 albums ed un suo seguitissimo show alla rete ABC; morì di infarto il 29 luglio del 1974. John Phillips continuò ad essere autore di successo per Beach Boys e molti altri, fece una reunion dei Mamas & Papas con i figli e con Scott McKenzie, subì un trapianto di cuore nell' 80, morì nel marzo 2001. Donny Doherty che ebbe una relazione con Michelle e poi con Cass (da qui le gelosie interne !!!), fece il produttore discografico e televisivo in Canada dove si era trasferito e dove morì nel gennaio del 2007. La bella Michelle Phillips, la Elena del gruppo, si riciclò come attrice televisiva e cinematografica di discreto successo. Unica sopravissuta al quartetto e quindi la sola proprietaria dei diritti del brano, dopo 2 figli e 5 mariti fra cui Dennis Hopper con cui è stata sposata solo una settimana, conduce ora una vita abbastanza ritirata producendo di tanto in tanto format televisivi.

Mamas&Papas – video California Dreamin'


La California ormai è il nuovo Eden, la terra promessa, il fulcro e il volano di tutte le attività culturali e dei movimenti giovanili nascenti. Tutto sembra succedere fra il Golden Gate Bridge e la Bay Area, quella che era fino agli anni 50 era una sonnacchiosa cittadina affacciata sull'Oceano Pacifico appena uscita da un disastroso terremoto, diventa la meta per milioni di giovani sicuri di trovare il proprio karma fra le Hills e la North Beach giù fino al City Light Bookstore di Ferlinghetti, centro della cosidetta -controcultura- e oltre la Jack Kerouak Alley in una zona climatica tutto sommato non particolarmente ospitale; ventosa sempre e non certo caldissima nemmeno d'estate. Ma si sà, i sogni sono più forti di qualsiasi pioggia o nebbia della Baia e allora tutti a correre, ballare, cantare, salmodiare coi fiori nei capelli, infarciti di LSD o altre diavolerie sintetiche su e giù per la città che diventa così la più liberal degli Stati Uniti. Capita a puntino una nuova canzone composta da John Phillips dei Mamas & Papas e che Lou Adler affida ad un nuovo cantante pronto per il lancio: Scott McKenzie. La canzone che celebra il mito della città originariamente dedicata dai conquistadores spagnoli al culto di San Francesco è ovviamente San Francisco, ballata dalla dolce melodia e ottima interpretazione per una canzone imbottita di luoghi comuni "...You're gonna meet some gentle people there..." e invenzioni retoriche "...Be sure to wear some flowers in your hair..." ma che sicuramente ha fatto pieno centro ed ottenuto lo scopo prefissato: vendere milioni di dischi e consolidare un mito "geografico" creato a tavolino.

Scott McKenzie

Non era certo un giovanetto, almeno per i parametri dello show business, quando il 28enne Philip Blondheim arrivò casualmente al successo. Nato nel 1939 in Florida, ebbe un' adolescenza abbastanza movimentata al seguito della madre che prestava servizio presso l'Esercito USA; Florida, North-Carolina, Kentucky, Rhode Island; insomma, abbastanza difficile per Phil avere delle rapporti sociali durevoli. Durante il 1946 la madre riceve in regalo dall' Esercito i biglietti per una rappresentazione circense, il piccolo rimane folgorato dalle luci, dai colori, dalla musica e decide che lo spettacolo sarà il suo mondo; si fa regalare una chitarra e resta per ore a suonare e cantare tutto solo. Più tardi lascerà la casa materna in cerca di fortuna in gruppi jazz a cui presta per diverso tempo la voce e la seicorde ma con poca fortuna. Nei primi anni “60 si trasferisce a New York in gruppi anonimi come Smoothies o Abstracts che, pur senza particolare aurea, lo introducono nel mondo musicale che conta. Conosce John Phillips dei Mamas & Papas con cui instaura un fraterno rapporto (da qui il cambio di nome; un Phillip era di troppo !!! Per riconoscenza la figlia di John verrà chiamata Mckenzie...), questi gli fa provare nel suo appartamento le canzoni che poi il quartetto eseguirà o inciderà. Una di queste fu proprio San Francisco che John e Lou trovarono più adatta a Scott che al suo gruppo. Ebbero ragione poichè nel 1967 diventò un fenomeno internazionale scalzando dalle vette USA e UK “All You Need Is Love” dei Beatles e, con oltre 40 versioni nel mondo fu il più riconosciuto inno della flower-power generation;fu addirittura adottata come motivo-guida nella Primavera di Praga. In Italia la reinterpretò Bobby Solo e fu, manco a dirlo, un altro grande successo. Scott passò in seguito alla canzone folk più tradizionale e per un certo tempo fece parte anche di una reunion dei Beach Boys (1988 - Kokomo) e nel 2000 anche una band-revival dei Mamas & Papas.

Scott McKenzie – video - SanFrancisco


Non tutto è Peace & Love, il mondo non è solo una lunga e trasognata ballata da hippies perennemente fumati ed anche la musica vuole i suoi suoni aspri e duri nel nome del nuovo hard rock. Il fiuto di Lou costantemente orientato dove tirano i nuovi venti di cambiamento, apre la strada a band con le chitarre spianate, con il chiodo incollato sulle spalle, con le scomodissime moto Chopper-Harley ben strette sotto il culo, con miglia e miglia di highway davanti e dietro. Aria di libertà comunque e nessun vincolo che li tenga legati alle proprie radici, niente relazioni, niente impegni, niente obblighi. Sono i Nati per Essere Selvaggi, gli Easy Riders che si stanno facendo largo, non hippies ma nemmeno Hells Angels, i nuovi cavalieri della strada, ribelli senza bandiera, liberi e basta...

Ecco dal vicino Canada, su consiglio del produttore Gabriel Merkel, scoprire gli Steppenwolf e produrre con loro uno degli anthem del XX Secolo: Born To Be Wild. Questo, che è uno dei Best Hard Rock of All Time, uscì nel luglio del 1968 ed arrivò fino alla 2a posizione delle Hot 100 ma ottenne uno strepitoso successo mondiale l'anno dopo quando fu inserita casualmente nella colonna sonora del film Easy Rider di Dennis Hopper, Peter Fonda e Jack Nicholson; in realtà i produttori volevano un brano di Crosby, Stills & Nash ma questi non erano disponibili e optarono fortunosamente per la canzone diventata poi il simbolo del film e adottato come inno ufficiale dai motociclisti di tutto il mondo. Sembra che, alla rinuncia di C.S.&N., sia stato Jack Nicholson ad insistere presso Dennis Hopper per avere Born To Be Wild, non c'è una conferma certa ma Lou e Jack sono ancora amici fraterni dopo 40 anni: se tanto mi da tanto...

Steppenwolf

Gli Sparrow hanno radici canadesi, Toronto per la precisione e sono nati come blues-band. Formati nel 1964 dai fratelli Dennis e Jerry Edmonton. con l'ingresso del cantante, tedesco di provenienza, John Kay emulo di Morrison, il quintetto originale cambia il nome in Steppenwolf (omaggio allo scrittore Herman Hesse) e vira il proprio sound verso suoni più aspri. Emigrano prima a New York dove non ottengono contatti sicuri e poi a San Francisco dove invece sono di scena fissi al Matrix, un pub-pizzeria centro di incontro del nuovo sound floreale. Alternano la scena ai Jefferson Airplane, a Janis Joplin, a Jerry Garcia, ai Santana,a Steve Miller, a Country Joe & the Fish etc. Nel locale registrano dal vivo il loro primo Lp. E' il sedicenne chitarrista Michael Monarch ad inventare il ruvido riff che contraddistingue il brano anche se fu Mars Bonfire (aka Dennis Edmonton) a dare l'attuale volto al brano nel quale si utilizza per la prima volta la parola “heavy metal” universalmente usata in seguito per definire un particolare stile musicale. Al successo dell'ellepi “Born To Be Wild” seguirono una serie di lavori di forte critica politica e di discreto seguito. Nel 1976 si sciolsero e diedero vita a due distinti progetti dallo stesso nome e in beghe legali fra loro: quello del cantante John Kay & Steppenwolf e i New Steppenwolf del solo bassista Nick St.Nicholas.

Steppenwolf -video- Born To Be Wild


Sempre su consiglio del co-produttore Gabriel Merkel, braccio destro della Dunhill records, Lou si dedica con più attenzione all' hard-rock come viene generalmente chiamato prima che prenda tutte le deviazioni e le sottoetichette di cui oggi pare non possa fare a meno. Tramite i buoni uffici di Brian Wilson dei Beach Boys, una band numerosa e multietnica si presenta a Los Angeles per registrare il primo Lp. La particolarità di questa band con 3 cantanti, unica nel suo genere, è la specializzazione nel rifare brani già editi da altri artisti ma che acquistano una nuova fisionomia, nuovi best-sellers, nell'interpretazione dei Three Dog Night, questa la singolare cover-band dal nome di un particolare dingo australiano. Le voci di Chuck Negron, Danny Hutton e Corey Wells, sull'esempio proprio dei Beach Boys, hanno saputo creare singolari armonie vocali ma con una solida base rock ed eccoli arrivare al successo con brani di Harry Nillson “One”, “Easy To Be Hard” dal musical Hair, “Mama Told Not To Come” di Randy Newman, “Liar” di Russ Ballard, “Your Song” di Elton John e soprattutto con “Joy To The World”, rifacimento rock di una popolare canzone per bambini di Hoyt Axton (1971) che rimase, caso unico, per ben 2 mesi al vertice della classifica USA; un vero record !!! Alla fine del periodo Dunhill records si conteranno 13 dischi d'oro e 30 milioni di ellepì venduti. Anche se in tono minore trattandosi di arzilli ultrasessantenni, i Three Dog Night sono ancora on the road riproponendo i classici del Flower-Power-rock ed hanno avuto anche un grande rilancio di popolarità con l'uscita del film “The Big Chill - Il Grande Freddo” che includeva appunto Joy To The World, il loro maggiore successo. Molto ironicamente si fanno ora chiamare Three Dog Nightmare...

Three Dog Night -video- Joy To The World


Joy To The World -video- Thre Dog Nightmare 2009


L'intuito di Adler è immenso: fra le sue amicizie c'è Carola, una ragazzetta di Brooklyn che dopo aver conosciuto una certa notorietà come autrice anche di successo per altri, attraversa un periodo tormentato sentimentalmente e travagliato artisticamente. Lasciata dal marito con cui divideva la carriera artistica si ricicla come cantante di alcune band di amici, prima i Myddle Class, poi con i City e quindi i Jo Mama con cui incide alcuni lavori ma senza particolare nota di attenzione. Carole King, questo è il nome d'arte, è dotata di una voce affascinante e Lou decide di dargli una possibilità e, poiché aveva venduto, incassando una fortuna, la precedente Dunhill al canale ABC, la scrittura come solista per la sua nuova etichetta, la Ode records. Gli mette a disposizione i mezzi per registrare tranquillamente e nel marzo del 1971 ecco vedere la luce Tapestry, uno dei più celebrati dischi della musica pop cantautorale di tutti i tempi con una infinità di Grammy Awards : Album dell'Anno, Miglior Cantante Pop, Singolo dell'Anno (It's Too Late), Canzone dell'Anno (You've Got A Friend) ed una messe di Dischi d'Oro. In questo disco non c'è alcun segno dei precedenti momenti di protesta sociale e sociologica ma i venti stanno cambiando anche per la musica e certi tempi e tematiche sono ormai acqua passata (come se le guerre e le ingiustizie nel mondo fossero solo temi per una moda...), non si mettono più fiori nelle canne dei fucili, nessuno veste più ridicole casacche variopinte, le droghe sono più subdole e mortali, il fulcro di tutto non è più la città di San Francisco ma più a sud, a Hollywood... Il dilagante edonismo corre e il disco è la perfetta colonna sonora per i nuovi tempi di yuppismo rampante che avanza, materialismo da centro commerciale; le canzoni si lasciano ascoltare piacevolmente, non fanno domande a cui le risposte sono solo nel vento, non creano aspettative ne' problemi di coscienza, non obbligano a fermarsi un attimo a riflettere, scivolano via come schiuma da bagno al risciacquo. Come direbbe un nostro stimato cantautore... in fondo, trattasi solo di canzonette.

Carole King

Carola Klein, la piccola newyorkese nata nel 1942, cominciò a formare complessi vocali con le compagne già alla High School. Trasferitasi al College conobbe e frequentò Neil Sedaka, promettente cantante che si ispirò a lei per scrivere il suo primo grande hit “Oh Carol” a cui lei rispose ovviamente con “Oh Neil”. Sempre al College ebbe una relazione anche con Paul Simon e poi con Gerry Goffin che sposò appena 17enne. Con il marito formò una fenomenale coppia di autori secondi solo a Bacharach-David e scrisse per Everly Brothers, Little Eva (Loco Motion), Drifters, Shirelles, Crystals, Carpenters, Monkees, Animals, Byrds e molti altri.

Dopo il divorzio avvenuto nel 1969, ebbe un periodo di appannamento ma che gli permise di scrivere in solitaria brani che faranno parte dell'album Tapestry (1971), un clamoroso successo con sei anni di permanenza nelle classifiche USA, a tutt'oggi con oltre 25 milioni di copie vendute. Una buona miscela di soul-jazz e easy listening per questa riccioluta cantautrice/pianista che vedrà tutti i brani di questo lavoro, il più coverizzato della storia, reinterpretati nel tempo da James Taylor (
You Got A Friend), Aretha Franklin, Celine Dion, Mary J. Blige, Patti LaBelle (You Make Me Feel Like A Natural Woman) Roberta Flack, Linda Ronstadt, Ben E. King, Bee Gees (Will You Love Me Tomorrow?) Buffy Saint Mary (Smackwater Jack), Rod Stewart, Jonas Brothers, ReBa (So Far Away), Amy Grant (It's Too Late), Martika (I Feel The Heart Move). Ha all'attivo quasi 30 album da solista senza però bissare più l'universale Tapestry. Nel 2001 collaborò con i Semisonic per un grazioso album, All About Chemistry, di discreto successo. Attivista ambientalista, continua tutt'oggi a tenere concerti e tournèe anche con la figlia Louise Goffin apprezzata autrice-interprete e a sostenere ruoli di special-guest in varie sit-com.

Carol King – video – You Got A Friend


Lou Adler's Gossip

Il 75enne Lou, un autentico playboy negli anni '70, vanta girlfriends come Britt Ekland da cui, nel 1973, ha avuto Nicholai, uno dei suoi 6 figli, Michelle Phillips ex Mamas & Papas (sempre lei di mezzo...), Tina Sinatra della celebre famiglia, le attrici Shelley Fabares, Jill Gibson, Peggy Lipton e Phyllis Somer da cui ha avuto Cisco Sam (1978), attuale frontman dei Whitstarr nonché ex di Paris Hilton e della modella Lydia Hearst. Ha all'attivo 4 matrimoni con altrettante starlette; l'attuale moglie è Page Hannah sorella della più famosa Daryl 'Sirena di Manhattan' Hannah, da cui ha avuto 4 figli, Manny, Ike, Pablo e Oscar ed è zio di Stephen Adler, batterista dei Guns N' Roses. Ha prodotto molte commedie, dischi e films del duo Cheech & Chong, una specie di Fichi d'India al cubo, nella figura di due chicanos ai margini della società americana e per di più perennemente “fumati”, perfetti sconosciuti da noi ma oggetto di autentica venerazione in America i cui spettacoli fanno da anni il sold out.

Cheech&Chong -video- si ride da morire anche senza capire una parola



Produce il film The Fabulous Stain (1981) imperniato sulla figura di Diana Lane, una ragazzina dai facili costumi intenzionata ad ogni costo a sfondare (!!!) nello show-business e con il suo punk-trio, Stains appunto, viene ingaggiata come supporto nel tour di una rock-band i cui interpreti sono 3 dei 4 Clash (Simonon, Jones e Cook). Pur anticipando i tempi per tematiche e linguaggio, il film però bruttino, non ha avuto il successo che si aspettava.

E' proprietario del Roxy Theatre, il più famoso teatro-varietà di Sunset Strip/West Hollywood e con gli amici Jack Nicholson e Donald Sutherland anche della famosa squadra di basket L.A. Lakers di cui non perde una partita. Nel 1974, in un teatro di second'ordine del West End, Londra, ha scoperto una commediola che poi ha prodotto per il teatro e per il cinema; trattasi di Rocky Horror Show divenuto così Rocky Horror Pictures Show che con il Frank N.Further-Tim Curry e la Janet Weiss-Susan Sarandon, una sua scoperta, è la pellicola di culto più seguita ed amata negli ultimi 30 anni; la versione per teatro ha debuttato in America il 20 marzo 1974 proprio al suo Roxy Theatre che ha lasciato dopo 500 repliche per passare a Broadway e nel resto dell'America; la compagnia teatrale americana in cui hanno militato in tempi diversi anche Meat Loaf, Sebastian Bach, Joan Jett, Paul Jabara è meglio conosciuta come “Original Roxy Cast”. Lou Adler ha prodotto inoltre una decina di altre pellicole nonché svariati programmi televisivi. Fra le sue opere filantropiche c'è il CHIME (Children's Hospital International Music and Entertainment), un festival annuale di musica e arte varia per raccogliere fondi da devolvere agli ospedali pediatrici. Ah... se qualcuno di voi volesse contattarlo per essere eventualmente prodotto ho il numero di telefono: (391) 276-2222, ore pasti e dite pure che vi mando io; Buona Fortuna...

Maggiori successi discografici come produttore

• The Jan & Dean Sound 1960.
• Jan & Dean's Golden Hits 1962.
• Johnny Rivers - Totally Live at the Whiskey A Go-Go 1964.
• Johnny Rivers - Whiskey A Go-Go Revisited 1967.
• Mamas and the Papas - If You Can Believe Your Eyes and Ears 1965
• Barry McGuire - Eve of Destruction 1965.
• Barry McGuire - This Precious Time 1965.
• LP - The Mamas and the Papas 1966.
• LP - The Mamas and the Papas Deliver 1967.
• LP -The Papas and the Mamas 1968.
• Spirit - Spirit 1968.
• Carole King - Now That Everything's Been Said 1968.
• Spirit - The Family That Plays Together 1969.
• Spirit – Clear 1969.
• Carole King - Writer 1970.
• Carole King - Tapestry 1971.
• Carole King - Music 1971.
• LP - Cheech & Chong 1972.
• Cheech & Chong - Big Bambu 1972.
• Carole King - Rhymes and Reasons 1972.
• Cheech & Chong - Los Cochinos 1973.
• Carole King – Fantasy 1973.
• LP - Cheech & Chong's Wedding Album 1974.
• Carole King - Wrap Around Joy 1974.
• Carole King – Thoroughbred 1975.
• Carole King - Really Rosie 1975.
• Cheech & Chong - Sleeping Beauty 1976.
• Cheech & Chong - Up In Smoke (soundtrack) 1979.



Khaine
Martedì 24 Novembre 2009, 20.08.41
12
Ah ekko!
rokko
Martedì 24 Novembre 2009, 18.52.59
11
okkei ripeto Imagini terribili
Khaine
Martedì 24 Novembre 2009, 14.10.29
10
Teribili? Che lingua è?
rokko
Martedì 24 Novembre 2009, 14.00.16
9
la prima canzone è una figata. Immagini teribili
Raven
Martedì 24 Novembre 2009, 11.45.41
8
Dunhill Records fondamentale e, come al solito, tanto da imparare su e da quel periodo. Solito ottimo articolo.
Pandemonium
Martedì 24 Novembre 2009, 11.30.45
7
stupendo questo articolo!! Mitico Richard, Steppenwolf sopra a tutti, certo che ce ne sono di cose da imparare dal passato... California Dreamin' ero convinto fosse dei Beatles (più che altro i fans ignoranti dei Beatles mi hanno convinto a crederlo) e guarda un pò qual'è la verità.. la Flower Power sarà anche fallita, ma ha insegnato molto alle generazioni odierne. Grazie per l'articolo, complimenti!
mona
Martedì 24 Novembre 2009, 11.14.47
6
va bè mi accontenterò della figlia di Nicholson
Khaine
Lunedì 23 Novembre 2009, 21.17.06
5
@ Richard: ma lol!!! @ Celtico: ok facciamo a metà dai, io prendo la parte di sinistra e tu quella di destra, ok?
Celtico
Lunedì 23 Novembre 2009, 21.04.29
4
@Richard: adesso capisco tutto !!!!!!!! @Khaine: l'ho vista prima io !!!!!!!
Richard
Lunedì 23 Novembre 2009, 20.59.59
3
Io sono ehm... ero quello a sinistra (ah ah ah ah ah ah ehi man)
Khaine
Lunedì 23 Novembre 2009, 20.54.18
2
@ Celtico: stavo pensando la stessa cosa! Su Michelle, intendo... davvero un gran bel pezzo.... yum yum!
Celtico
Lunedì 23 Novembre 2009, 20.52.09
1
Noooooooooooooo......lo zio di Stephen Adler..... ma i guns non vivevano tutti sotto i ponti delle periferie????? ahahahahahh Grande Richard, ho scoperto chi cantava San Francisco!!!! ma chi era il comico di destra? Santana ultrafatto?? ahahah Ps: però la Michelle dei Mamas & Papas che gnocca!!!!!
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Steppenwolf - Born To be Wild (1968)
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Three Dog Night - Joy To The World (1968)
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Carol King-Tapestry (1972)
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Carol King (2009)
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Lou Adler di nuovo in azione (2009)
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Lou Adler con Jack Nicholson e figlia (2009) [(L-R) Lou Adler, Jack Nicholson]
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Steven Adler (Guns N' Roses)
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31/05/2010
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# 20 - 1970: Belli e quarantenni
30/04/2010
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# 19 - Paul Is Dead?
29/03/2010
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# 18 - Creedence Clearwater Revival
28/02/2010
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# 17 - COVER STORY: Equipe 84, Corvi ed altri animali...
31/01/2010
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# 16 - C'era una volta Rino Gaetano
20/12/2009
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# 15 - II ritorno del "Biglietto per l'Inferno"
23/11/2009
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# 14 LOU ADLER - Il "papa'" dei Figli dei Fiori
26/10/2009
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# 13 Mad Dogs & Englishmen - The Crazy Baraonda
21/09/2009
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# 12 Il ragazzo con la pistola
05/08/2009
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#11 Abbey Road compie 40 anni
26/07/2009
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#10 - STEVE WINWOOD - L'incredibile storia di Mr. Fantasy
22/05/2009
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#9 VERY 'EAVY...VERY 'UMBLE - Uriah Heep Gli incompresi dell'Heavy Metal
17/04/2009
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#8 - Twentieth Century's Albums
10/03/2009
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#7 THE CREAM - The Dream of a Dream Team
04/02/2008
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JURASSIC ROCK
#6 ALO - ANDREW LOOG OLDHAM: come si inventa la più grande band di rock & roll del pianeta
09/01/2009
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#5 WHO'S NEXT - "The Who" Genio e sregolatezza
06/12/2008
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#4 WOODSTOCK - Tutto ciò che non vi hanno mai detto...
04/11/08
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#3 Deep Purple In Rock
03/10/2008
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#2 From Genesis to... Travagliato
18/09/2008
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JURASSIC ROCK
#1 Grand Funk Railroad
 
 
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