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TRA ROCK E LETTERATURA - Queen
30/11/2009 (6977 letture)
Continuiamo a esplorare i territori insidiosi, ma accattivanti, dove rock e letteratura s'incontrano. Il viaggio è stato inaugurato il mese scorso con la Rime degli Iron Maiden e prosegue oggi con l'analisi di alcuni brani della band trasversale per eccellenza: i Queen.
Vero, i Queen non sono un gruppo metal. É però innegabile l'influenza che il quartetto inglese continua a esercitare su molti musicisti, metal e non solo. Si tratta inoltre del gruppo adatto per accompagnarci alla scoperta di citazioni letterarie nel mondo musicale. Infatti, come scrisse Beppe Riva tanti anni fa, i Queen sono "la più erudita tra le rock'n'roll band" per il semplice fatto che i suoi membri sono tutti laureati. E che i quattro abbiano trascorso più tempo sui banchi di scuola dei loro "colleghi", risulta evidente da un'analisi dei loro testi. I Queen non hanno mai scritto canzoni impegnate, né particolarmente cerebrali, ma si sono spesso compiaciuti nell'agghindare il tessuto lirico dei loro brani con preziose citazioni.
Ho cercato di individuarne il maggior numero possibile, dividendole per tipologia, e devo ammettere che mi sono divertito e sorpreso davanti agli esiti di alcune ricerche. Sarà una tappa lunga ma, se volete seguirmi, forse vi divertirete e rimarrete sorpresi come è successo a me.

WILLIAM SHAKESPEARE
Il gruppo british che più british non si può, non poteva dimenticarsi di citare William Shakespeare. Nell'album epitaffio Made in Heaven, il titolo della dimessa A Winter's Tale è lo stesso della tragicommedia pubblicata per la prima volta nel 1623, dopo la morte di Shakespeare. Le due opere non hanno nulla in comune, ma il titolo è curiosamente simile.
Procedendo a ritroso nel tempo, nel finale di Was it all worth it del 1989, la voce di Freddie scandisce i primi versi di Macbeth:

When the hurlyburly's done.

Quando il pandemonio sarà finito è la frase che pronuncia una strega nella prima scena della tragedia shakespeariana. Nella scena successiva, le streghe saluteranno Macbeth come futuro re e sarà allora che avrà inizio il pandemonio.

La barocca The Fairy Feller's Master-Stroke si rifà al dipinto di Richard Dadd con lo stesso titolo. Quadro e canzone contengono numerosi riferimenti al folklore britannico e a William Shakespeare. Per esempio, Mab is the Queen si riferisce alla Queen Mab di Romeo and Juliet (atto I, scena 4). Il testo della canzone parla anche di Oberon and Titania, rispettivamente il re e la regina delle fate protagonisti dell'onirica A Midsummer Night's Dream.

Dopo To be or not to be, My kingdom for a horse è forse la citazione shakespeariana più nota. Si tratta della disperata offerta che Shakespeare mette in bocca al malvagio Richard III durante la disastrosa battaglia di Bosworth Field del 1485 contro il futuro Henry VII Tudor (atto V, scena 4), e che i Queen ripropongono in Lily of the Valley del 1974.

La triste All Dead, All Dead, composta da Brian May nel 1977, contiene le seguenti parole:

So Much Ado About Nothing, is what she'd try to say
So much ado my lover [...]
.

Much ado about nothing, in un inglese ormai fuori uso, significa tanto rumore per nulla, ma è anche il titolo di una commedia scritta dal solito William Shakespeare tra il 1598 e il 1599.

BIBBIA E TESTI SACRI
E qui iniziano le vere sorprese. Sapevo che nei primi album, i Queen avevano scritto canzoni rifacendosi a episodi biblici, in particolare alle vicende riguardanti la vita di Gesù di Nazareth. Mi riferisco a Jesus, Mad the Swine e Great King Rat. Ma non immaginavo ci fossero anche tanti riferimenti ad altri testi religiosi. Consapevolezza o pura casualità?

Il brano Jesus, è chiaro, racconta una parte della vita del Nazareno. I due versi:

It all began with the three wise men
followed a star took them to Bethlehem


trovano un'eco nella traduzione inglese del Vangelo di Matteo, 2:1-12:

when Jesus was born in Bethlehem
in the days of Herod the king, behold,
there came wise men from the east to Jerusalem [...]
We saw his star in the east and have come to worship him
.

Anche l'episodio di Gesù che cura il lebbroso, citato dallo stesso Matteo, sembra abbia fornito ai Queen lo spunto per il verso unclean said the leper and rang his bell. Così come, in apertura di canzone:

And then I saw Him in the crowd,
a lot of people had gathered round him


è un altro riferimento al Vangelo di Matteo: When Jesus saw the crowd around him... (8:18-22).

Mad the Swine è un altro dei brani a tematica religiosa. Il verso I help the meek and the mild è una ripresa del famoso Sermone del Monte, in cui Gesù disse:

Felici siano i miti, poiché erediteranno la terra

che in inglese diventa:

Happy are the meek and the mild, for they shall inherit the earth.

La fonte è sempre il Vangelo di Matteo. Un altro possibile riferimento è dato dal titolo dell'inno di Charles Wesley, intitolato Gentle Jesus, Meek and Mild.

La canzone del 1973, Great King Rat, è costellata di rimandi biblici. Ma, a detta di alcuni, anche di sentimenti anti-religiosi, come suggerirebbero i versi:

Now listen all you people,
put out the good and keep the bad
Don't believe all you read in the Bible
.

Tenete il male, buttate il bene e non credete a ciò che leggete nella Bibbia.

Liar, composta da Freddie Mercury nel 1970, ma inclusa come la precedente nell'album Queen I, contiene invece la formula usata per la confessione nei paesi anglosassoni. Il pezzo inizia così:

I have sinned dear Father,
Father I have sinned,
try and help me father
,

in un modo molto simile alla frase rituale

Forgive me, Father,
for I have sinned
.

Perdonatemi padre, perchè ho peccato. Che peccati aveva commesso il giovane Freddie?

Anche l'inquietante The Prophet's Song è piena di citazioni bibliche, in particolare tratte da quella sezione del Libro della Genesi in cui si narra di Noé e della sua arca. Anche se il brano non è che la descrizione di uno strano sogno avuto da Brian May!

Sempre al Libro della Genesi fanno riferimento i nomi citati in The Miracle, in particolare Cain and Abel and Tower of Babel di cui parla lungamente la Genesi (4,1-16 e capitolo 11).

Il titolo della già citata The Lily Of The Valley è lo stesso dell'inno cristiano scritto da William Charles Fry (1837-1882).

Insospettabili i riferimenti religiosi del fantascientifico Flash. Il finale del brano:

No one but the pure of heart may find the golden grail

si rifà nuovamente all'evangelista Matteo (5:8) quando scrive:

Blessed are the pure in heart, for they will see God

(Benedetti i puri di cuore perchè vedranno Dio).
Il "golden Grail" è nient'altro che il Santo Graal, il calice utilizzato da Gesù durante l'ultima cena e usato da Giuseppe d'Arimatea per raccogliervi il sangue di Cristo. Sì, è proprio quello che cercava Indiana Jones...

Rock of Ages è citato nel ritornello di Brighton Rock, pezzo che, in realtà, parlava della scappatella di un adulto con una ragazzina... Rock of Ages è il titolo di un popolare inno cristiano scritto dal reverendo Augustus Montague Toplady nel 1763.

Con Mustapha, traccia con cui si apre l'album Jazz, è probabile che Freddie abbia voluto concedersi un curioso divertissement pronunciando, a caso, vocaboli in varie lingue. S'intuisce chiaramente il nome di Ibrahim, ovvero Abramo, un profeta del Vecchio Testamento e anche del Corano. Si sente ripetere più volte Allah, che in lingua araba significa semplicemente "Dio", e infine anche Salaam Aleikum, un saluto arabo che equivale a La pace sia con te.

Bismillah e Beelzebub sono due curiosi nomi contenuti nel testo di Bohemian Rhapsody. Il primo fa parte della formula con cui si aprono le sure (ossia i capitoli) del Corano; Beelzebub è invece il nome di una divinità filistea adorata in epoca biblica nella città di Ekron e significa letteralmente Il Signore delle Mosche, come il suggestivo romanzo scritto da William Golding nel 1954.

Più oscuri i rimandi di One Vision. Tralasciamo il presunto messaggio satanico contenuto nell'incipit che, se suonato al rovescio, reciterebbe:

Sweet Satan, I've seen Sabbath,

dolce Satana ho visto il Sabba.
Prestiamo attenzione invece alle parole contenute nella versione estesa della canzone:

God works in mysterious ways.
Hey, people! All around the world,
I look forward to those glorious days once again!


Dio agisce in modi misteriosi. Hey, gente! di tutto il mondo. Non vedo l'ora di rivivere ancora una volta quei gloriosi giorni!.
Cosa vorranno dire queste parole, e che c'entrano col resto della canzone? L'espressione God works in mysterious ways ha un uso idiomatico in inglese, ma rimanda anche a un inno religioso (aridàje) scritto da William Cowper (1731-1800):

God works in a mysterious way
His wonders to perform;
He plants His footsteps in the sea
And rides upon the storm
.
I misteri di One Vision rimangono...


LETTERATURA ANGLOSASSONE
I don't believe in Peter Pan, Frankestein or Superman

recita un verso della divertente Bicycle Race del 1978. Peter Pan è il noto personaggio creato dallo scozzese J. M. Barrie.
Frankenstein, or The Modern Prometheus è il titolo del romanzo più noto di Mary Shelley. Superman è infine il protagonista del fumetto ideato da Jerry Siegel e Joe Shuster nel 1932, i quali, a loro volta, si sono rifatti alla teoria del Superuomo di Friedrich Nietzsche.

Altro titolo, altro rimando: Keep passing the open windows, canzone contenuta nell'album The Works, riprende la frase che i protagonisti del romanzo The Hotel New Hampshire di John Irving si rivolgono spesso. É un'espressione utile per...scoraggiare il prossimo a suicidarsi!

Oltre ai vari Galileo, Bismillah e Beelzebub, in Bohemian Rhapsody viene ripetuto anche il nome di Figaro. Figaro è il protagonista di tre commedie del drammaturgo francese di fine '700 Pierre-Augustin Beaumarchais.
Di cosa parli esattamente Bohemian Rhapsody, invece, non si saprà mai !

I primi versi di My Fairy King, ovvero:

In the land where horses born with eagle wings
And honey bees have lost their stings
There's singing forever
Lions den with fallow deer


sembrano presi pari-pari da un poema di Robert Browning del 1888, intitolato, The Pied Piper of Hamelin:

And their dogs outran our fallow deer
And honey-bees had lost their stings,
And horses were born with eagles' wings
.

Nell'arcinota Radio Gaga, un verso recita

The War of the Worlds invaded by mars

con riferimento al classico di fantascienza The War of the Worlds di H.G. Wells.

I'm a racing car passing by like Lady Godiva è invece un verso della trascinante Don't Stop me Now. Esso fa riferimento a un episodio e a un personaggio importanti per il folklore inglese. Nata nel 990, Lady Godiva era una nobile, moglie del conte di Coventry. Secondo la leggenda, cavalcò nuda per le vie della città per ottenere la soppressione di un ingiusto tributo imposto dal marito ai suoi sudditi. Godiva era anche il titolo del poema del 1842 di Alfred Tennyson. Lady Godiva viene citata anche in Nicotine di Ezra Pound.

Torniamo a Brighton Rock. In Gran Bretagna è il nome di un dolciume arcinoto, un termine reso a sua volta popolare dal titolo del romanzo scritto da Graham Greene nel 1938, Brighton Rock, appunto.

Invece, il titolo del romanzo breve Breakfast at Tiffany's, scritto dall'americano Truman Capote nel 1958, è citato dalla scatenata Let me entertain you.

VARIE ET EVENTUALI
Di nuovo Lily of the Valley. Le Lys dans la vallée è un romanzo di Honoré de Balzac del 1835. In esso si raccontato dell'amore impossibile tra Félix de Vandenesse, cadetto di una famiglia aristocratica, e Mme de Mortsauf, moglie del meschino e violento Conte de Mortsauf. Anche in questo caso, canzone e romanzo sono uguali solo nel titolo.

La melodia su cui vengono cantati i primi versi di It's a Hard Life:

I don't want my freedom
There's no reason for living
with a broken heart


è presa in prestito da un'aria di Ruggiero Leoncavallo contenuta nell'opera I pagliacci del 1892.

L'amore di Freddie per l'opera si fa sentire anche in Bohemian Rhapsody, in cui viene citato più volte il nome di una maschera della Commedia dell'Arte, Scaramouch ("Scaramuccia").

Seven Seas of Rhye del 1974 rimanda invece a un'opera letteraria classica.
Le parole:

I challenge the mighty titan and his troubadours

si rifanno alla Titanomachia, testo in cui si narra la lotta condotta da Zeus contro i Titani.

Le conoscenze astronomiche del Dr.Brian May sono invece servite per comporre il testo di '39. La canzone parla di un gruppo di volontari che abbandona la Terra alla ricerca di nuovi mondi da conquistare. Ritornano a casa dopo un anno ma, a causa della velocità con cui hanno viaggiato, scoprono che amici e famigliari sono morti da un secolo. May si è quindi rifatto alle teorie della Relatività di Einstein e, a quanto pare, anche a una storia di Herman Hesse intitolata The River.

FORZATURE
Ovvero: i probabili abbagli che ho preso.
Il ritornello di All Dead, All Dead, contiene la frase at the rainbow's end. Jack London scrisse una storia intitolata proprio At the Rainbow's End. Casualità? Di sicuro la frase ha a che vedere con la mitologia irlandese, secondo la quale alla fine dell'arcobaleno si troverebbe un vaso d'oro per alludere all'impossibilità di tale scoperta.

The Millionaire Waltz inizia così: Bring out the charge of the love brigade. Un verso che ricorda il titolo di una celebre poesia di Tennyson, The Charge of the Light Brigade. Tennyson la compose nel 1854 per ricordare una carica suicida ordinata durante la Guerra di Crimea che costò la vita a molti soldati inglesi.

Torniamo di nuovo a The Prophet's Song.
Un verso della canzone recita:

Flee for your life!

e lo stesso incitamento si trova nella poesia The Convent Threshold di Christina Georgina Rossetti:

You linger, yet the time is short: Flee for your life, gird up your strength To flee

Può essere che Freddie per il titolo di The Seven Seas of Rhye si sia ispirato alla raccolta di poesie di Rudyard Kipling, intitolata The Seven Seas? Chi lo sa...

E per concludere, ancora Lily of the Valley.
Sul finire della canzone, il verso Wars will never cease potrebbe rifarsi al detto del giornalista americano Henry Louis Mencken (1880-1956):

War will never cease until babies begin to come into the world with larger cerebrums and smaller adrenal glands.

Ovvero: le guerre finiranno solo quando i bambini verranno al mondo con cervelli più grandi e ghiandole surrenali più piccole.
Su questo auspicio si chiude la seconda tappa del nostro percorso lungo i confini tra rock e letteratura.
In conclusione, da questi esempi è evidente che i Queen hanno usato la letteratura non da veri e propri eruditi. Per esempio, non hanno mai dedicato album, e neppure una singola canzone, a un'opera della letteratura inglese. Erano musicisti, dopo tutto, non letterati. Tuttavia, i quattro si siano chiaramente divertiti a disseminare i loro testi di citazioni, alcune davvero imprevedibili, a testimonianza delle loro conoscenze non comuni per una rock band. É una qualità che solo i grandi gruppi hanno, quella di mantenersi accessibili, e sempre se stessi, anche di fronte a scelte originali e inaspettate.
Se avete suggerimenti o correzioni da fare, ricordate che sono sempre i benvenuti.



the True
Sabato 1 Dicembre 2012, 13.58.24
13
Qualche giorno fa su sky retro è passato uno speciale sui Queen, l'emozione mi ha di nuovo travolto, vedere Freddie inneggiare il pubblico con we will rock, radio ga ga e We are the champions mi ha fatto venire un gran magone e si i Queen mio vero primo amore musicale..
Cristiano
Giovedì 18 Agosto 2011, 17.24.21
12
Ho sempre saputo che i Queen erano una band di geni, sia musicalmente sia per quanto riguarda proprio il lato intellettuale, ma con questo bellissimo articolo ho scoperto molte cose nuove! Comunque non sbaglio, "seven seas of rhye" è una specie di piccola storia inventata da Freddie, citata anche in "lily of the valley" e di questo King Of Rhye si parla anche nella canzone "For Evermore" dei Domine, per sottolineare l'importanza dei Queen anche nel Metal. Per esempio Queen II a me sembra una specie di album power metal suonato alla Queen, quindi con influenze rock, prog rock ecc. e comunque musicalmente canzoni aggressive, e chitarre distorte come nei primi album dei queen ne ho sentite poche di quel periodo. ( Ma questa è un'altra storia )
BILLOROCK fci.
Martedì 9 Agosto 2011, 19.21.08
11
Grande freddy ... sarebbe bello averti ancora fra noi, chissà come avresti plasmato i queen in questi anni...??!! singer of songs... lover of the life....
Jordan il Bassista
Lunedì 7 Dicembre 2009, 21.32.08
10
Ciao Andrea! Sono solo iscritto a QueenItalia.
Francy
Mercoledì 2 Dicembre 2009, 19.48.36
9
Mah figurati!Anzi, è stato un piacere!!! Lo è sempre se si leggono articoli belli, soprattutto sui Queen )). Grazie a te per l articolo invece! Queen 4ever
AndreaR
Mercoledì 2 Dicembre 2009, 18.41.22
8
Ciao Francy, grazie 1000 per la segnalazione. Ho letto la poesia di Wordsworth, che non conoscevo, e in effetti sembra proprio che abbia ispirato Freddie per "I'm going slightly mad". Tra l'altro, i versi a cui ti riferisci nelle ultime righe del post, in inglese recitano così: "A poet could not but be gay, In such a jocund company" che qualche malizioso potrebbe interpretare male "Gay" in questo caso significa, appunto, "felice". Grazie ancora!
Francy
Mercoledì 2 Dicembre 2009, 1.19.59
7
Ciao! Anche a me piace tantissimo quest'articolo. Più leggo dei Queen e di Freddie, più li amo. Anche io volevo dirti che, se non mi sbaglio (e occhio, perchè potrei), in teoria in "I'm going slightly mad" c è un rimando preso da una poesia di W. Wordsworth (primo romanticismo inglese) "Daffodils". Lo ricordo perchè, quando l ho letta a scuola alle superiori, mi sono stupita molto. In "I'm going slightly mad", si dice: "One thousand and one yellow daffodils Begin to dance in front of you - oh dear Are they trying to tell you something?" che si avvicina molto all altro testo, un po' dappertutto, sia quando dice "A host, of golden daffodils", che poi: "Ten thousand saw I at a glance/Tossing their heads in sprightly dance". E, per me, pure qui c'è un rimando alla pazzia, soprattutto quando Wordsworth parla del poeta (cioè di lui) che non può se non essere felice in quella compagnia giocosa di fiorellini che si muovono . Questa poesia, poi, è molto popolare in Inghilterra, perchè la conoscono tutti i bambini XD.
AndreaR
Mercoledì 2 Dicembre 2009, 0.23.23
6
Grazie a tutti per il sostegno e i complimenti ! @Jordan: non vale, tu sei certamente del Queen Fan Club Grazie per la correzione, ma bisogna avvisare anche Beppe Riva !
Raven
Martedì 1 Dicembre 2009, 10.30.59
5
Ottimo pezzo, anch'io ho appreso qualcosa.
holydiver
Lunedì 30 Novembre 2009, 22.40.37
4
Sono allibito! Bellissimo articolo! Per quanto adori i Queen, ammetto che molte cose non li sapevo... Una piccolissima integrazione che mi viene in mente è per esempio il riferimento dei titoli degli album "A Night at the opera" e "A day at the races" a due film omonimi dei Fratelli Marx degli anni '30
Jordan il Bassista
Lunedì 30 Novembre 2009, 21.58.52
3
Ciao Andrea! Innanzitutto complimenti per questo bell'articolo. Una piccola correzione c'è da fare, ossia hai scritto che tutti e quattro sono laureati. John non è laureato ma solo diplomato come perito elettronico. Avrebbe voluto fare l'università ma grazie a Dio ha preferito entrare nella band. Brian invece sì è laureato nel 2006. Nel forum di QueenItalia c'è un topic in cui sì parla di una citazione nella canzone "I'm Going Slightly Mad" del album "Innuendo" del 1991. Senza ombra di dubbio i Queen sono una delle band più acculturate della storia della musica.
AndreaR
Lunedì 30 Novembre 2009, 17.58.54
2
Ciao Nikolas, grazie mille ! Avevo letto la tua recensione, mi era piaciuta! E ricordo che hai citato l'esempio del Gran Re Topo...
Nikolas
Lunedì 30 Novembre 2009, 14.33.45
1
Articolo di ottimo livello sulla mia band preferita in assoluto! Davvero mille complimenti, molte cose le avevo già notate (la citazione "anti-religiosa" di Great King Rat l'avevo citata nella recensione di Queen) ma come articolo, ripeto, è davvero di gran livello e molto interessante. Complimenti!
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