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NAHEMAH - La costellazione spagnola
12/12/2009 (1661 letture)
Gli spagnoli Nahemah hanno di recente presentato il loro nuovo lavoro A New Constellation, disco molto particolare, con sperimentazioni ed idee interessanti, cosicchè abbiamo voluto fare una chiacchierata con il cantante della band, Pablo Egido, che ci ha raccontato qualcosa di quest’album e dei futuri progetti del gruppo iberico.

Holydiver: Ciao Pablo, benvenuto su metallized e grazie molte per quest’intervista. Innanzitutto, ci presenti brevemente la band?
Pablo: Ciao a tutti, siamo una band di Alicante, nel sud-est della Spagna e stiamo promuovendo il nostro nuovo album dal titolo A New Constellation, pubblicato dall’etichetta tedesca Lifeforce Records.

Holydiver: Con riguardo al vostro nuovo album, come si è svolto il song-writing?
Pablo: Beh, abbiamo avuto sempre le stesse dinamiche di lavoro, prima ci sediamo e parliamo del concept che vogliamo scrivere e poi iniziamo con i riffs di chitarra, la base ritmica, l’elettronica, gli arrangiamenti/sperimentazioni ed infine le liriche. Ci piace davvero lavorare in questo modo perché funziona sempre con noi.

Holydiver: Se dovessi descrivere la musica di “A New Constellation”, cosa diresti?
Pablo: Metal onirico e sperimentazione d’avanguardia.

Holydiver: C’è nel vostro nuovo lavoro qualche differenza che ti piace sottolineare in modo particolare rispetto ai vostri precedenti due album?
Pablo: A New Constellation è un lavoro più solido e maturo. Ci sentiamo più a nostro agio nello stile che stiamo creando e ogni passo è un passo da giganti per raggiungere i nostri obiettivi.

Holydiver: Mi piace in modo particolare una canzone come Much Us, ma penso che il vostro sound sia più vario e complesso, come possiamo ascoltare in alcune altre canzoni del disco. Ci sono canzoni che ritieni possano essere meglio rappresentative del vostro sound?
Pablo: Certo, la musica dei NahemaH è stata sempre caratterizzata da una complessità di base. Non voglio parlare di una canzone rappresentativa, perché la base della musica dei NahemaH è costituita dal mix e dal complesso del blocco di tutte le canzoni insieme, è questo ciò che consente alla nostra musica di colpire direttamente le menti e gli animi dei nostri fans.

Holydiver: Alternate nelle vostre canzone voci sia in growl che in chiaro: perchè questa scelta e pensate che questa sia una delle caratteristiche del vostro sound?
Pablo: Oggi questa è una parte importantissima delle voci, come la musica è varia mescolando parti dure ed altre chiare, le voci devono fare lo stesso, portando i due estremi dei sentimenti al centro, la veemenza interpretativa dei growls e la profondità e la melodia delle voci in chiaro. Le parti vocali non fanno eccezione e sono totalmente integrate nella totalità della musica della band.

Holydiver: Avete incluso anche il saxofono in un paio di brani e ho apprezzato molto il risultato. Avete pensato ad inserirlo fin dall’inizio quando avete composto questi brani?
Pablo: Non è la prima volta che utilizziamo il sax nella nostra musica. Lo abbiamo aggiunto in alcune parti di The Second Philosophy, ci è piaciuto il risultato e abbiamo voluto fortemente aggiungerlo prima di comporre A New Constellation. Pensiamo che il sax porti alla nostra musica dettagli puri con classe ed avanguardia.

Holydiver: A mio parere su “Air” c’è qualcosa che ricorda i Pink Floyd: sono tra le vostre principali influenze?
Pablo: Abbiamo molte influenze, ma i Pink Floyd sarebbe una buona influenza da menzionare. Ma devo dire che siamo più coinvolti dalla sperimentazione moderna che da quella vecchia come i Pink Floyd.

Holydiver: I vostri progetti per il futuro?
Pablo: L’obiettivo più importante è quello di crescere come musicisti ed aritisti ed il modo di per conseguirlo, che è il lavorare senza fermarsi, andare in tour e comporre nuovo materiale. Il 2010 sarà davvero eccitante e frenetico per i NahemaH.

Holydiver: La Spagna ha un’importante tradizione metal, ma se fino a qualche anno fa alcune bands avevano in Europa grande successo (anche cantando in spagnolo), mi sembra che negli ultimi anni qualcosa sia cambiato. Cosa ne pensi?
Pablo: Non credo che abbiamo un’importante tradizione metal, perché puoi contare con le dita di mezza mano le band metal conosciute al di fuori del nostro paese. Le band spagnole devono cambiare la loro mentalità perché sono concentrate sulla scena nazionale e non in quella internazionale, sembra ci sia una sorta di complesso d’inferiorità. È difficilissimo cambiare questo, non abbiamo una tradizione underground perché semplicemente non è nella nostra cultura. Abbiamo sempre lottato con la tipica mentalità spagnola, non abbiamo la loro mentalità e non pensiamo come loro. Questa è al ragione per la quale la nostra musica ha più successo fuori dal nostro paese e preferiamo suonare di più fuori dalla Spagna perché la nostra musica è, purtroppo, compresa più all’estero che nel nostro paese d’origine. Sai, “nessuno è profeta in patria”.

Holydiver: Bene, Pablo, l’intervista si conclude qui. Grazie! All the best!
Pablo: Molte grazie.



Raven
Sabato 12 Dicembre 2009, 17.41.16
1
a me piacciono molto.
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