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NILE + KRISIUN + GRAVE ed altri - Those Whom The Gods Detest Tour 2009
18/12/2009 (7128 letture)
Sabato 28 Novembre 2009, Rimini, Velvet Club, Those Whom the Gods Detest Tour, ovvero il massacro, la violenza, la sublime distruzione uditiva e visiva in un’unica serata… ma andiamo con ordine…

Giunto con un discreto anticipo all’apertura del locale, subito mi rendo conto che il mio sabato sera si prefigura come un evento memorabile per la mia cultura musicale. Non solo il bill che mi ha letteralmente attratto in quel di Rimini e che rappresenta la summa del miglior death metal estremo dei nostri giorni può considerarsi una meta in sè, ma la location, che ancora deve aprire i cancelli al sottoscritto e a tutti i tetri personaggi ammassati all’ingresso, appare ad un vicentino, una vero e proprio sogno ad occhi aperti. Il Velvet si presenta come una solida costruzione nel bel mezzo della campagnia, pozionato sul fianco di una collina che l’oscurità dell’inverno non lascia penetrare: rivela solo un immenso parcheggio che si allarga nei campi sulla sinistra dell’edificio. Un enorme cartello sul tetto mostra il logo del locale e delle colorate sezioni di camion -che penetrano la nebbia con la luce dei fari- escono dalla parete dell’entrata: dietro il cruscotto dei ragazzi vendono i bilietti per tutti coloro che si sono presi in ritardo per l’evento death metal dell’anno su suolo italiano. Mentre attendo l’apertura, chiacchierando del più e del meno mal celando una palese esaltazione, noto arrivare, giù per la ridipa stradina adiacente il locale, un bus del comune: sosta, lascia scendere una coppia di metallari in abbigliamento old school death style, chiude le porte e riparte. Ora, sembrerà strano ai fortunati abitanti di Rimini, ma per uno sfigato (sì, è proprio il caso di dirlo) vicentino abituato ai pochi clubs della propria città tutto questo appare inverosimile. Ancora prima di entrare nel sito vero e proprio l’organizzazzione dell’evento non può che lasciarmi a bocca aperta: da noi, come in molte altre città italiane, difficilmente bus comunali fanno da spola a locali che propongono metal (figuriamoci brutal\death!), perlopiù, gli unici fortunati che possono usufruire di simili servizi pagati con i soldi di tutti i contribuenti, sono i cosidetti discotecari… ma veniamo al dunque…
Entrato nel locale l’atmosfera oscura ma in qualche modo accogliente mi avvolge all’istante, l’interno del monumentale edificio rivela la sua struttura architettonica. Trattasi infatti di un semplice capannone, diviso in una vasta area adibita a contenere i fruitori dello spettacolo ai cui estremi si trovano il palco da un lato e il bar e i servizi igienici dall’altro; e un’altrà metà soprarialzata munita di spalti per scendere nell’”arena”, ampio spazio per il merchandising ufficiale e una zona fumatori delimitata da pannelli di plastica. Non servono altre parole: c’è tutto il desiderabile. Qualche sguardo qua e la alle bancarelle occupano i pochi minuti rimanenti prima dell’inizio dello show del primo gruppo chiamato ad esebirsi. Signore e Signori ecco a voi i…

CORPUS MORTALE
Direttamente da Copenhagen, formatisi nel 1993 e con ben tre album all’attivo, i Corpus Mortale aprono le danze della serata come solo una band di brutal\deathster di professione può fare. L’impatto tra la muscia di sottofondo pre-concerto e l’inizio della performance di questi quattro specialisti del metallo della morte è notevole: riff pestati, doppia cassa continua e stritolaossa, growling gutturale estremamente basso e profondo sono le linee guida del combo. Fin dalle prime note, si capisce che l’acustica del Velvet è di prima qualità, permettendo di cogliere ogni sfumatura del sound della band in azione. I Corpus Mortale si dimostrano più che degni opener dell’evento e, anche se non li conoscevo se non per qualche sporadica canzone ascoltata sul loro myspace, devo dire che lo stile e la presenza scenica proposti non mi hanno affatto deluso, anzi. L’old school death metal è la forte componente protagonista delle partiture dei danesi: riff minimali e diretti vengono abilmente mischiati con inserti più brutali e, anche se il risultato finale non è sicuramente originale, devo dire che il combo ha più di un’asso nella manica. Primo fra tutti il growling di Martin Rosendahl che, credetemi, dal vivo è molto migliore di quello registrato sugli album. Secondo: il talentuoso batterista Rasmus Schmidt che ha deliziato i presenti con notevoli cambi di tom e piatti e un’esebizione in generale superiore alla media. In un’altra occasione probabilmente i Corpus Mortale mi avrebbero convinto maggiormente, ma tra il fatto che disponevano solamente di trenta minuti di show e soprattutto, contando la qualità dei gruppi cui hanno ceduto il posto sul palco, non posso sicuramente fare paragoni di sorta. I complimenti comunque se li meritano, assieme però, alla speranza di un’evoluzione più personale dello stile, ancora troppo canonico e prevedibile per consentire il raggiungimento qualitativo necessario ad un successo internazionale di un certo spessore.
La prima cartuccia del Those Whom the Gods Detest Tour è andata, la seconda… è una granata: trattasi di una band emergente che non credevo di aver l’onore di conoscere in prima persona, gli…

ULCERATE
Everything Is Fire (“tutto è fuoco”), la sentenza eraclitea circa l’archè di tutti gli esseri -ovvero il principio di tutto- è il titolo del secondo full-lenght dei neozelandesi Ulcerate, una band completamente all’avanguardia in quanto a stile e originalità intrinseca, uno di quei fulmini a ciel sereno che spiazzano l’ascoltatore e deludono tutti coloro che reputano il brutal\death un fossile vivente… Come descrivere la cacofonia? L’apparente totale mancanza di un filo conduttore in brani privi di melodia che solo dopo infiniti ascolti permettono la comprensione delle “illogiche” partiture? Come spiegare la razionalità dell’irrazionale? Non si può spiegare… facile conclusione, penserete, ma vi dico di più: bisogna viverla per comprenderla a pieno. Viverla, significa sentire cosa riesce a suonare un batterista come Jamie Saint Merat (assolutamente il migliore della serata) incredibile piovra umana che non suona lo sparito della musica registrata nell’album, ma è un perpetuo ciclone di improvvisazioni, controtempi, cambi impensabili e ritmiche jazz quasi incomprensibili. Personale, orginale, imprevedibile, tanto furibondo nei momenti di cattiveria quanto delicato, pulito ed estremamente preciso in quelli di quiete: questo artista mi ha letteralmente lasciato a bocca aperta… e i suoi compagni non sono da meno. I chitarristi Michael Hoggard e Oliver Goater dal vivo sono fenomenali: riuscendo a produrre gli stessi effetti incisi in studio con una naturalità e padronanza inumane, si destreggiano in arpeggi cacofonici, inseguimenti su scale anti-melodiche e riff monocorda alienanti, muovendosi sul palco totalmente posseduti dalla loro stessa musica: una presenza scenica unica. Il cantante bassista Paul Kelland, frontman del combo, non me l’aspettavo così esile di corporatura, ma quando il suo growl ha iniziato a invadere i miei timpani l’headbanding è stata l’unica naturale conseguenza di fronte alla potenza dimostratami. Ancora non mi capacito di come si possa suonare e cantare in un gruppo come gli Ulcerate: le posizioni della mano sinistra di Paul e soprattutto quelle dei due chitarristi, hanno lasciato basiti tutti i musicisti presenti. Altra nota tecnica non da poco è che Saint Merat è stato l’unico tra tutti i batteristi della serata ad aver microfonato l’intero strumento e a non aver utilizzato il trigger sulla grancassa, cosa che ha reso distinguibile sia la qualità che la potenza di ogni singolo suono, facendomi capire che veramente poche persone al mondo possono vantarsi di possedere un tocco simile. Gli Ulcerate in sostanza, proponendo solo quattro brani tratti dalla loro ultima fatica discografica, hanno convinto chi già li conosceva e “sconvolto” chi li ignorava. Come prova della veridicità delle mie parole, vi propongo un video ripreso ai Magazzini Centrali di Milano due giorni prima del concerto di Rimini, per il quale ringrazio RandomTraveler2 per la gentile concessione.

Ulcerate - Tyranny, live @ Magazzini Generali, Milano 26.11.2009

Sito ufficiale degli Ulcerate
Myspace ufficiale degli Ulcerate
Sito ufficiale della Willowtip

SETLIST ULCERATE:
1- Tyranny
2- Withered And Obsolete
3- Caecus
4- Everything Is Fire

GRAVE
Storica death metal band svedese, i mitici Grave prendono il posto degli Ulcerate sul palco per proporci un best of degli album della loro lunga carriera musicale iniziata nel 1988. Premettendo di aver avuto l’onore di vedere il combo ad agosto al Brutal Assault Festival, risentire le colonne portanti della discografia del gruppo a Rimini è stato piacevole, ma in generale poco coinvolgente in confronto alle aspettative. Brani come Into the Grave, You Will Never See… o Obscurity Infinity sono vere perle di old school swedish style che hanno fatto storia, però a dir la verità, sembrano appartenere ad un passato che mal si concilia con il presente rappresentato dalle altre band della serata. I riff elementari e cadenzati, il drumming relativamente poco articolato e la presenza scenica troppo statuaria dei quattro svedesi, hanno scemato il mio coinvolgimento emotivo totale raggiunto grazie alla performance della band precedente. I suoni erano chiari e sporchi al punto giusto, il growling di Ola Lindgren impeccabile, nessun errore tecnico di sorta, per carità, ma la decellerazione del tiro delle canzoni in confronto agli Ulcerate prima e ai Krisiun poi, non ha giovato al giudizio finale dei pur validi Grave. Il fatto poi che i brani più apprezzati dal pubblico fossero proprio le killer-tracks dei primi album del combo, mentre le composizioni più recenti risultassero una riproposizione del già detto, va a conferma della mia teoria. Senza lode e senza infamia insomma, i Grave hanno dimostrato di esser una buona band death metal legata alle radici del genere eseguito tramite gli stilemi dell’ortodossia svedese dei primi anni ‘90 che, pur essendo sempre un marchio di qualità, risulta infine sottotono se paragonato alle nuove tendenze del metallo della morte.

Grave – Into The Grave, live @ Velvet Club, Rimini 28.11.2009

Sito ufficiale dei Grave
Myspace ufficiale dei Grave
Sito ufficiale della Regain
Video made by: DoomStyme

KRISIUN
Dopo la prova dei Grave è giunto il momento di tornare a sbirciare tra gli stand di cd e gadget per riprendere un po’ di fiato. Occupato a parlare con il mio amico Corrado della Punishment 18, la nostra conversazione viene interrotta da una dirompente bestemmia in growl urlata al microfono del palco. Le risate e la curiosità mi spingono a tornare nell’arena e a individuare l’autore di tali blasfemie. Mi si presenta di fronte agli occhi un personaggio che sembra esser uscito da un film di Rodriguez: un energumeno dalle braccia tatuate, con una lunga chioma nera, baffi e pizzo che incorniciano una bocca perennemente ghignante e uno sguardo assatanato rispondono al nome di Alex Camargo, frontman dei colossi Krisiun. Fautori di un brutal\death iperveloce e blasfemo come pochi, i brasiliani regalano al pubblico una performance di raro coinvolgimento e divertimento. Già, perché non solo l’aspetto dei tre figuri impone un’attrazione quasi morbosa per un amante del brutal\death metal grezzo e ultraviolento, ma lo stesso Alex continua a incitare la folla a inveire contro le divinità, bere birra e fumare erba con un modo di fare tanto rozzo e sincero quanto maledettamente convincente. Convincente come le micidiali canzoni proposte dalla band, veri e propri assalti brutali all’arma bianca che fanno leva sulle caratteristiche tipiche del genere proposto (blast beat inumani, riff monocorda in palm muting supportati dalla doppia cassa perennemente lanciata a tutta velocità, assoli taglienti e memorabili anche se ultratecnici) giocando tutto sull’impatto visivo e l’attitudine dei propri autori. Gli album dei Krisiun infatti, seppur ottimi esempi di come debba suonare una band brutal\death degna di questa ettichetta, non sono assolutamente comparabili all’esperienza vissuta di un concerto del combo: la performance live è il contesto ottimale per comprendere come questi massicci sudamericani siano giunti alla notorietà più che meritata. Il chitarrista Moyses Kolesne sembra la fotocopia del tanto compianto Dimebag Darrel: stessa chitarra, stesso barbone, stessa passione incontrollabile: un vero e proprio mostro da palcoscenico. Il batterista Max Kolesne invece, si esibisce a velocità folli riuscendo a mandare in fumo qualsiasi speranza di tenere il ritmo con l’headbanding, a discapito però di una certa pulizia d’esecuzione (il trigger alla doppiacassa non ha certamente aiutato in questo senso). Ma piccoli difetti tecnici poco importano per chi ha compreso chi sono i Krisiun: questa non è una band, è attitudine pura fine a se stessa, infinita passione per l’estremo, il blasfemo, il provocatorio e, di logica conseguenza: il divertimento. Poche band con una “ridotta” formazione a tre possono vantare un impatto scenico e una grinta coinvolgente simile… per questo sarò sempre debitore ai brasiliani più folli del pianeta per il loro concerto.

Krisiun – Hatred Inherit, live @ Velvet Club, Rimini 28.11.2009

Sito ufficiale dei Krisiun
Myspace ufficiale dei Krisiun
Sito ufficiale della Century Media
Video made by: DoomStyme

NILE
La situazione si fa tesa, il soundchek degli headliner, come da copione, è più lungo dei precedenti, non fa che aumentare l’attesa dell’arrivo dei mostri sacri americani fautori di quel brutal\death contaminato dalla passione per l’egittologia che è rappresentato dal moniker Nile. Un intro lungo e monumentale pervade l’atmosfera del Velvet, l’agitazione è palpabile, gli occhi di tutti i presenti sono calamitati sul fondo del palco, dove ci si aspetta di intravedere tra il fumo colorato dalle luci, le sagome grottesche dei quattro artisti americani… che finalmente fanno la loro comparsa scatenando il delirio nell’arena con le dirompenti sfuriate dell’opener Kafir!. Devo ammettere che, per quante critiche abbiano sollevato i brani del nuovissimo platter Those Whom the Gods Detest, dal vivo, chorus efficaci come quelli di Kafir! (“There’s no god but god!” ) sono molto più coinvolgenti che sull’album. La professionalità di Karl Sanders e soci è veramente disumana: la precisione e la pulizia del riffing e dei soli accompagnati dal drumming incessantemente pestato triturano i timpani dei presenti senza lasciare attimi di tregua mentre i cambi di registro vocale tra i chitarristi ed il bassista rendono il tutto ancora più coinvolgente e maledettamente seria la tesi secondo la quale i Nile in sede live sono vere e proprie macchine da guerra. Il growling profondo di Sanders si aggiudica come il più funereo e malvagio di tutta la serata: per quanto i suoi interventi siano sporadici, non c’è confronto né coi colleghi Toler-Wade e Lollis, né con i singers delle band precedenti. Il combo ripercorre la propria carriera concentrandosi sulle ultime produzioni: pesca a piene mani dall’ultima fatica in studio con la già citata Kafir!, la cadenzata 4th Arra of Dagon (che vede la partecipazione del cantante e del chitarrista dei Grave on stage) e le violente Permitting The Noble Dead To Descend To The Underworld e Kem Khefa Kheshef. Proseguendo a ritroso negli anni il quartetto sfodera da Ithyphallic la title-track e Papyrus Containing the Spell to Preserve Its Possessor Against Attacks From He Who Is In the Water, da Annihilation Of The Wicked i brani Cast Down the Heretic, Lashed to the Slave Stick e Sacrifice Unto Sebek, dal mitico In Their Darkened Shrines le travolgenti Sarcophagus ed Execration Text, da Black Seeds Of Vengeance l’omonima composizione: una scaletta letteralmente devastante. Concedetemi di sottolineare l’esibizione della definitiva e breve Serpent Headed Mask direttamente dal leggendario Amongst The Catacombs Of Nephren-Ka (il mio album preferito dei Nile) un evento più unico che raro di violenza inaudita! Personalmente speravo di assistere ad una setlist con meno brani tratti dagli ultimi lavori del combo, ma non posso assolutamente lamentarmi della performance completamente sopra le righe del quartetto dimostratosi degno araldo del brutal\death metal tecnico a livello mondiale.

Nile – Kafir!, live @ Velvet Club, Rimini 28.11.2009

Video made by: nephrenka83

Nile – Execration Text, live @ Velvet Club, Rimini 28.11.2009

Video made by: DoomStyme

Nile – 4th Arra of Dagon + Grave, live @ Velvet Club, Rimini 28.11.2009

Video made by:DoomStyme
Sito ufficiale dei Nile
Myspace ufficiale dei Nile
Sito ufficiale della Nuclear Blast

È così, che dopo un’ottima chiusura della serata da parte degli headliner, mi dirigo verso l’uscita del Velvet col morale alle stelle ed il fisico provato dal pogo e l’headbanding, ma si sa, questo è il “prezzo da pagare” per partecipare ad eventi estremi di tale spessore e nessun rimpianto oscura il mio animo -se non quello di non aver avuto maggiori forze per distruggermi in prima fila durante l’intero concerto. Accompagnato da un numero imprecisato di corroboranti birre che fomentano le consuete discussioni post-concerto con i miei amici fuori dal locale, scorgiamo improvvisamente uscire dal retro gli Ulcerate. Autografi, foto e quattro chiacchiere coi simpatici e talentuosi neozelandesi calano dunque il sipario della memorabile serata in quel di Rimini, dove l’ottima acustica e l’atmosfera del Velvet hanno fatto da cornice all’esibizione di cinque band maledettamente interessanti per tutti gli amanti del brutal\death metal. È con gioia e orgolgio e un pizzico di invidia per gli amici romagnoli, che me torno nella mia Vicenza nel bel mezzo della notte, conscio che i chilometri che dovrò fare ogni qual volta eventi simili si presenteranno alla mia attenzione di fan della musica estrema, non saranno mai un ostacolo insormontabile per chi come me vive di queste esperienze rare ma, spero, ripetibili…

RINGRAZIAMENTI:
BrutalFede per le foto&compagnia, NedoGiuda per consigli tecnici, scalette, automobile&compagnia, tutti i miei amici presenti per il festone, gli utenti di Youtube DoomStyme, RandomTraveler2 e nephrenka83 per i video gentilmente concessi, Velevet Club per l’ottima location e la qualità dell’acustica, la Live per non concedere accrediti agli addetti ai lavori… Stay brutal!!!



Pandemonium
Domenica 20 Dicembre 2009, 2.03.33
9
Grazie a tutti ragazzi! @Giasse: e si, dovevi andarci ; P @Raven: saluti da BrutalFede!
RAven
Sabato 19 Dicembre 2009, 17.11.43
8
Solito grande report ed un saluto a BrutalFede.
Giasse
Sabato 19 Dicembre 2009, 14.09.18
7
Volevo andare alla data milanese ma per questioni lavorative non ho potuto. Il mio rammarico, dopo aver letto e visto, è allo stato massimo. (
BrutalFede
Sabato 19 Dicembre 2009, 14.02.32
6
Era da anni che non vedevo un concerto così figo!! Dopo Monstrosity, Dyng Fetus e Houwitser nel lontano 2002, finalmente, per la prima volta, mi sono trovata davanti a 5 gruppi su 5 quasi impeccabili nell'esecuzione e nella scelta dei brani! Sono d'accordo con Nedo, i suoni erano più che buoni e la location ben organizzata. Insomma, il concerto che è andato molto più in là delle mie aspettative iniziali. I migliori della serata per me sono stati Nile e Kriusiun! Grazie Bazu per avermi citato nei ringraziamenti. Sono contenta che le foto siano state utili al completamento di questo live report molto ben scritto (come sempre)!!
Pandemonium
Sabato 19 Dicembre 2009, 11.49.52
5
Mitico Nedogiuda!!! Il tuo contributo è stato fondamentale ; ) grazie di tutto amico mio.
Nedogiuda
Venerdì 18 Dicembre 2009, 18.30.04
4
Grande Baz! bel report veramente! Serata totale quella di rimini, per me i suoni sono stati eccellenti dall'inizio alla fine, ed è raro che succeda, specie quà in italia. Miglior gruppo della serata per me son stati gli ulcerate, con solo 4 pezzi mi han fatto godere come un maiale, dopo di loro potevo andare a casa
Bah
Venerdì 18 Dicembre 2009, 15.10.19
3
C'ero anch'io e devo dire che i Nile come al solito mi hanno deluso, non per la prestaizone tecnica, ma per i suoni a dir poco osceni rispetto alle band che li hanno preceduti. Cmq la palma d'oro va di sicuro ai Krisiun e ai Grave.
Pandemonium
Venerdì 18 Dicembre 2009, 10.34.04
2
Grazie Maiden! E si, il Velvet è proprio valido e la serata veramente imperdibile! Rivedere queste bands tutte insieme sarà raro.
Maiden1976
Venerdì 18 Dicembre 2009, 9.55.58
1
report a dir poco P-E-R-F-E-T-T-O!!!! il Velvet lo conosco molto bene è un locale storico con i controcazzi. Ho dei ricordi straordinari di concerti di Ramones, Helmet e Therapy? davvero da pelle d'oca!!!
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