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MARCO MENDOZA BAND - Notti magiche...
30/12/2009 (1801 letture)
SORPRESA!
Quello che segue dovrebbe essere un live report, ossia una descrizione più o meno dettagliata di un determinato concerto... ma non lo sarà. Questa volta ho scelto di non annoiarVi con descrizioni sterili delle prestazioni dei musicisti che ho visto suonare, non vi parlerò di quanto costa la birra nel locale in cui ho assistito allo spettacolo: sarebbe inutile perchè, di fatto, tutto è filato liscio, dalle esibizioni dei gruppi partecipanti alla gestione del bar e delle entrate... dovendo stilare un articolo di questo genere finirei solo per elogiare tutti, col rischio che qualcuno poi pensi che questo sia il solito live report, in cui alla fine si dice solo che tutto è andato per il meglio, i musicisti sono stati bravissimi ecc ecc. A voi lettori tutto questo servirebbe? Vi interesserebbe?

Io credo di no, perchè mancherebbe uno degli aspetti fondamentali del nostro lavoro: la critica. Potrò sbagliare, ma io sono sicuro che voi da me, in realtà, vogliate sapere soprattutto cosa è successo la notte di lunedì 7 dicembre al Ciano's Country Club di Brendola (Vi): una notte in cui pioveva a dirotto ed in cui faceva freddo... una notte di quelle che nessuno si sognerebbe di uscire di casa con quel tempaccio, "solo" per andare a vedere un concerto, soprattutto se di lunedì e soprattutto se il nome coinvolto -quello di Mendoza- non è uno dei più chiacchierati della scena, per quanto il personaggio possa essere importante a livello internazionale. Una notte in cui la sala principale del Ciano's Country Club contava si e no una cinquantina di teste: una cinquantina di persone che, di lunedì sera, hanno portato il culo fuori da casa, ben felici di pagare per vedere l'esibizione di quello che molti, arrogantemente, chiamerebbero "Un signor nessuno". Una cinquantina di persone che, come me, hanno celermente trovato rifugio nelle accoglienti -ed esteticamente coinvolgenti- quattro mura del locale; una cinquantina di persone che, come me, hanno ordinato da bere ed hanno chiacchierato con pacatezza, nell'attesa che la band d'apertura salisse sul palco; una cinquantina di persone che hanno assistito a quello che, a distanza di venti giorni, mi piace considerare uno spettacolo di magia musicale.

MEGAROCK
La band d'apertura, infatti, in realtà non esiste: dopo il loro spettacolo mi sono intrufolato nei camerini per chiedere ai musicisti delle informazioni sul loro gruppo, dato che non ne sapevo nulla. Ha risposto alle mie domande il chitarrista Marco Marchesin, che mi spiega che questo gruppo si è formato praticamente ad hoc per la serata, imbastendo uno spettacolo di soli pezzi originali, un po' scritti appositamente per questa data, un po' tirati fuori dai repertori dei singoli musicisti. La mezzora di spettacolo fornitaci dai Nostri ha fornito il perfetto antipasto per la serata: hard rock, hard rock ed ancora hard rock! I nostri "sconosciuti" sono saliti sul palco con la stessa umiltà con cui sono scesi, poco dopo aver annunciato l'entrata in scena di Mendoza: la cosa divertente da dire è che finchè li ascoltavo provavo sensazioni tra loro molto diverse... cercavo di capire se i brani suonati fossero cover o inediti, magari cercando di ricondurre lo stile di chitarra ad un certo chitarrista, o quello vocale ad un certo cantante, per capire di chi fosse quella musica. Posso confessare di essermi sentito parecchio ignorante, soprattutto quando mi è stato spiegato che questi pezzi sono stati arrangiati e composti (o ri-arrangiati e ri-composti, a seconda di come la vediamo) in poche settimane: non so quanti siano i musicisti in grado di farlo, soprattutto mettendoci dentro una bella dose di personalità, come è successo in questo caso. Massimo rispetto, dunque, per questi "ragazzi", di cui vorrei quantomeno fornire i dati che ho raccolto, casomai fosse di vostro interesse: Marco Marchesini suona negli Eisidisi e negli Overdrive, mentre il ruolo di cantante era ricoperto da niente-popo-di-meno-che Mirko "DeFox" Galliazzo, storica voce degli X-Hero -per chi non lo sapesse, una delle prime band di heavy metal italiane.
La prima botta di sorprese, dunque, credo di avervela illustrata...

MARCO MENDOZA BAND
Ma quello che è successo dopo è stato per me ancora più sorprendente... annunciato l'arrivo di Mendoza la cinquantina di persone presenti si è infatti accalcata sotto le transenne del palco del Ciano's Country Club: se ci fosse bisogno di specificarlo, erano tutti lì per l'ex-Whitesnake (o ex-Thin Lizzy, o ex-Derek Sherinian, o ex-Ted Nugent, scegliete un po' voi...). Mendoza sale sul palco, accompagnato dal nostro connazionale Steve Saluto alla chitarra e dal leggendario Atma Anur alla batteria: già solo a pensare ai nomi coinvolti vengono i brividi... il mainman è un rodato musicista, che ha suonato con mezzo mondo spaziando tra generi ed approcci (anche se praticamente sempre confinati in ambito rock); Steve Saluto è un jazzista apprezzato ed una persona molto umile, che sa come dividere il palco con i suoi compagni musicanti; Atma Anur non avrebbe bisogno di presentazioni, ma per chi non conosce il personaggio -non sarebbe certo un crimine- sappia che la sua presenza si conta su decine di album, tra cui Tilt di Richie Kotzen/Greg Howe, Speed Metal Symphony dei Cacopony e Perpetual Burn di Jason Becker, tanto per citarne alcuni. Come suonano questi tre insieme? Benissimo. Soprattutto quando i tre diventano... quattro, e sul palco sale Alex De Rosso (si, proprio lui: quello che nel 2002 entrò nei Dokken, riempiendo il vuoto lasciatovi dall'ex-Europe John Norum). Sale Alex e salgono anche gli applausi: l'amore verso Mendoza è grande, ma altrettanto grande è l'affetto verso un altro grande chitarrista italiano! Lo posso dire? Questi sono momenti rari... Ma, tornando al nostro racconto, la band suona a lungo: lo spettacolo è durato circa due ore e vi posso garantire che Marco Mendoza si è esibito come se stesse suonando per una folla di migliaia di persone, senza mai sbagliare un colpo o stonare una nota... quello che si dice un vero professionista! Degli altri strumentisti (e all'occasione cantanti) si può dir lo stesso, ma una menzione di merito speciale va fatta ad Atma Anur, che nel bel mezzo di Foxy Lady, finchè tutti -lui compreso- erano intenti a suonare, a ritmo di musica dice, ridacchiando: Un uomo entra in un caffè: splash!... ragazzi, avreste dovuto esserci, non avevo mai visto nulla del genere!
Riassumendo lo show in poche parole: appagante dal punto di vista contenutistico e dello spettacolo visivo, soddisfacente per quanto riguarda i suoni e la durata.

SORPRESI?
Che pensate se vi dico che, seppure conoscessi a malapena la metà dei pezzi suonati durante questa serata, ripeterei immediatamente l'esperienza? Che pensate se vi dico che se la Marco Mendoza Band è venuta a suonare vicino a casa vostra e voi ve li siete persi, con gran probabilità vi siete persi un grande spettacolo? Che pensate se vi dico che raramente sono stato più soddisfatto di un concerto rock? Io spero che, la prossima volta che Mendoza suona dalle vostre parti, pensiate a questo "anomalo" live report e che andiate a vedere lo spettacolo: sono sicuro che ne rimarrete sorpresi.



Raven
Domenica 3 Gennaio 2010, 11.02.13
6
Leggo solo ora. Si, gran bel pezzo.
Khaine
Giovedì 31 Dicembre 2009, 8.07.17
5
bravo Simone!
Blackout
Giovedì 31 Dicembre 2009, 2.24.51
4
Che figata 'sto live report, molto belli Nico. Se vengono dalle mie parti credo che ci farò un pensierone, non un pensierino!
Khaine
Mercoledì 30 Dicembre 2009, 23.30.32
3
Oh, ovviamente scherzo eh
Khaine
Mercoledì 30 Dicembre 2009, 23.14.55
2
C'eri???? E non ti sei presentato???? :-X
Gengis
Mercoledì 30 Dicembre 2009, 23.13.28
1
IO C'ERO !! è stato veramente un bellissimo concerto ! Marco Mendoza immenso, Steve Saluto un chitarrista da paura !! di Atma confermo tutto!! ... e poi persone stupende e simpatiche ... sono andato a letto conento!
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