Privacy Policy
 
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
METALLICA - Monografia, #1 - Alla ricerca di un sogno
Clicca per ingrandire
Cliff Burton, james Hetfield e Dave Mustaine
Clicca per ingrandire
James Hetfield con la famigerata t-shirt 'Fuck Off'
Clicca per ingrandire
Kirk Hammett
Clicca per ingrandire
James Hetfield
Clicca per ingrandire
Lars Ulrich
Clicca per ingrandire
I Cavalieri dell'Apocalisse in azione
Clicca per ingrandire
Cliff Burton
Clicca per ingrandire
Sudore e thrash metal sul palco
Clicca per ingrandire
Metallica
Clicca per ingrandire
James Hetfield
Clicca per ingrandire
James e Kirk
Clicca per ingrandire
La band con Jason Newsted
Clicca per ingrandire
In cima al mondo
Clicca per ingrandire
Kirk Hammett
Clicca per ingrandire
Lars Ulrich
Clicca per ingrandire
Cliff Burton
Clicca per ingrandire
Jason Newsted
Clicca per ingrandire
Metallica in azione nella Bay Area
Clicca per ingrandire
alchoolica
Clicca per ingrandire
Hammett all'attacco
Clicca per ingrandire
Intenso primo piano di Hetfield
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

22/11/17
HYPERION
Dangerous Days

24/11/17
SCORPIONS
Born To Touch Your Feelings

24/11/17
LOCH VOSTOK
Strife

24/11/17
STRAY TRAIN
Blues From Hell

24/11/17
WILDNESS
Wildness

24/11/17
HOUSTON
III

24/11/17
AETHERIAN
The Untamed Wilderness

24/11/17
DEEP AS OCEAN
Lost Hopes | Broken Mirrors

24/11/17
STARBLIND
Never Seen Again

24/11/17
DEGIAL
Predator Reign

CONCERTI

22/11/17
MARILYN MANSON + GUEST
PALA ALPITOUR - TORINO

22/11/17
ULVER + STIAN WESTERHUS
SANTERIA SOCIAL CLUB - MILANO

23/11/17
ULVER + STIAN WESTERHUS
QUIRINETTA - ROMA

24/11/17
ULVER + STIAN WESTERHUS
ALMAGIA' TRANSMISSIONS FESTIVAL - RAVENNA

24/11/17
DESPITE EXILE
VECCHIA SCUOLA PUB - PALAZZOLO (BS)

24/11/17
BLACK STAR RIDERS
CIRCOLO COLONY - BRESCIA

24/11/17
6TH COUNTED MURDER + KALIAGE
THE ONE - CASSANO D'ADDA (MI)

25/11/17
THE MODERN AGE SLAVERY + DESPITE EXILE + AMBER TOWN
LA TENDA - MODENA

26/11/17
MESS EXCESS + AENIGMA
RIFF CLUB - PRATO

27/11/17
MASTODON
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

METALLICA - Monografia, #1 - Alla ricerca di un sogno
11/01/2010 (10770 letture)
Rabbia e rancore, sotto il sole di California: sono sentimenti di ribellione profonda quelli che venivano covati nel cuore di James Alan Hetfield, biondissimo ragazzino che troppo a lungo aveva sopportato la bigotta egemonia dei genitori. Scientismo cristiano, l'odiatissimo pomo della discordia: le convinzioni religiose degli Hetfield mozzavano le ali del giovane James, affidandosi ad un immobilismo totale nella prospettiva di una vita che andava lasciata solo ed esclusivamente alle cure di Dio; non poteva fare nulla, James, nemmeno giocare a football nella squadra della scuola. Lui e l'amico Ron Mc Gouvney erano gli 'emarginati' della classe, i 'fancazzisti' di turno: la loro rabbia e la loro voglia di fuga si rispecchiava nella musica che amavano, ovvero il rock e l'heavy metal di band come Kiss, Aerosmith, Diamond Head. James impara a strimpellare la chitarra del fratello David, supera il divorzio dei suoi e addirittura la morte della madre per cancro quando lui aveva solo sedici anni: lei, la madre, aveva rifiutato le cure affidandosi ancora una volta alla Provvidenza divina. Il ragazzo è giovane, ma ha già deciso cosa vuole dalla vita: suonare, suonare, suonare. Mettere su una band non è facile: Syrinx, Phantom Lord, Leather Charm, sono alcuni dei gruppi in cui James si sbatte, senza mai trovare dei compagni di avventura all'altezza. La svolta della vita arriva dalla Danimarca, ed ha la parlantina schizofrenica e iperattiva di Lars Ulrich, da poco arrivato negli States col padre, campione di tennis; Lars è appassionato della NWOBHM, conosce decine di band inglesi e soprattutto suona la batteria. O, almeno, dice di farlo: il primo incontro è un flop, James boccia senza mezzi termini il danesino (‘Fa Cagare’), che però non si dà per vinto e torna alla carica un anno dopo, nel 1981; stavolta porta in dote un pass troppo invitante per essere trascurato, vale a dire un posto garantito sulla compilation Metal Massacre, strappato con i denti all'amico Brian Slagel, che stava lavorando all'opera per la sua fanzine. James non sa dire di no: i due si mettono all'opera e registrano in garage, amatorialmente, una song scritta da James ai tempi dei Leather Charm: si chiama Hit The Lights, si basa su dei riffs velocissimi e isterici e un assolo (aggiunto in seguito sul nastro) che viene registrato dal nuovo chitarrista solista, Lloyd Grant. Ulrich ed Hetfield scelgono un moniker semplice ma d'effetto: Metallica -sulla cover della compilation apparirà erroneamente scritto con due 't'. Slagel non è troppo contento della registrazione amatoriale del pezzo, ma è troppo tardi per tornare indietro e pubblica tutto così com'è; intanto la band subisce continui cambi di lineup: James inizia l'amico Mc Gouvney al basso e sostituisce presto Grant con un funambolo delle sei corde, che si presenta alla band con il suo carattere piccante e la sua tecnica superiore rispetto alla media degli altri ragazzini: Dave Scott Mustaine. Ora la line up è completa: Hetfield alla voce e alla chitarra ritmica, Mustaine alla chitarra solista, Ulrich alla batteria e McGouvney al basso. I Metallica con Hit The Lights destano scalpore: difficilmente si era sentito qualcosa di così veloce e aggressivo, e Metal Massacre inizia a girare nelle mani dei metalheads come vero oggetto di culto. Il destino della band è ad un bivio; mentre il bizzoso Mustaine inizia a creare incomprensioni e liti furenti, lo stesso McGouvney diventa lo zimbello del gruppo, mai apprezzato come bassista e fin troppo sfruttato per tutto il resto: era suo il furgoncino con cui la band si muoveva, erano suoi i soldi con cui pagare alloggi e benzina, era lui che nei lunghi viaggi sulle autostrade della California doveva guidare mentre gli altri, nel retro, si ubriacavano e gliene facevano di tutti i colori. L'addio fu inevitabile, anche perchè Ulrich ed Hetfield avevano già messo gli occhi su un bassista straordinario che volevano fortemente con sé: suonava nei Trauma, aveva dei capelli rossi lunghissimi e i jeans a zampa, si lanciava in headbanging forsennati e sorpredenti assoli di basso. Col suo sguardo pacato, Clifford Lee Burton accettò la proposta dei due losangelini, a due condizioni però: lui avrebbe avuto spazio per i suoi solos, e la band si sarebbe spostata a San Francisco. Los Angeles era terreno fertile del coloratissimo glam metal, e non era certo un mondo di capelli cotonati e canzoncine idiote quello con cui Burton voleva avere a che fare; non poteva trovare il miglior alleato nell'incazzatissimo Hetfield: i Metallica puntano Frisco, alla ricerca di un sogno.

C'era un'eccitazione fervente, nella Bay Area di San Francisco; i Metallica piombarono nel mezzo di una rivoluzione musicale che nasceva come rigetto alla scena plastificata di Los Angeles, dove i glamster suonavano musica sempre più commerciale dando un'immagine visiva sempre più ridicola dell'heavy metal. La scena di Frisco era un underground fatto di band che si aiutavano tra loro e di un pubblico dove si era innanzitutto compagni, prima ancora che ascoltatori. La musica velocissima e furiosa che i Metallica stavano elaborando trovò un'incredibile connubio con quella che si stava forgiando nelle cantine, adibite a sale prove, di band come gli Exodus; gli show dei Metallica, con la proposizione delle prime canzoni interamente scritte dalla band, erano infuocati. La stampa iniziò ad etichettare quel genere incontrollabile come 'thrash metal', e le leggende sulle origini di tale filone si sprecano. Una in particolare ci riporta che fu tutta 'colpa' di Ulrich: frenetico come sempre, il drummer non riusciva a seguire i tempi e, spinto dall'entusiasmo, accelerava ogni pezzo: i tre compagni decisero di stargli dietro, suonando alla sua velocità. Ricorda invece Hetfield: ”All'epoca era tutto molto diverso. Abbiamo scritto certe cose pensando di suonarle a velocità normale, e invece poi ci è venuto spontaneo accelerarle. Continuavamo a provare, e i pezzi diventavano sempre più veloci, l'energia continuava ad accumularsi. Era sempre più veloce, dal vivo succedeva sempre un bordello!”. Il thrash metal maturava e si evolveva giorno dopo giorno, e i Metallica divennero presto uno dei gruppi più ammirati della zona, tanto che la loro fama arrivò fino a New York, da un tale John Zazula, il quale possedeva un negozio di dischi. All'epoca era molto frequente che piccoli imprenditori appassionati di heavy metal aprissero delle loro minuscole case discografiche: e Zazula fece proprio questo. Si chiamava No Life 'Till Leather il demo dei Metallica che teneva tra le mani: trasudava rabbia e potenza, avrebbe dovuto a tutti i costi incontrare quei ragazzi! Inviò loro dei soldi per il viaggio e li ospitò a casa sua, proponendo loro di registrare un vero studio album. I Metallica raggiunsero la Grande Mela guidando giorno e notte in un minuscolo furgoncino: alla guida i vari componenti si alternavano, e quando toccò a Mustaine si rischiò addirittura il peggio: il chitarrista, che era solito alzare il gomito, portò il mezzo fuori strada e fece esplodere l'ennesima discussione; Lars e James avevano già deciso di allontanarlo: si trattava solo di arrivare a New York e parlare di questo problema a Zazula, per rispetto nei confronti di chi aveva scelto quattro ragazzi e non avrebbe voluto vedersene arrivare solo tre! Mustaine si svegliò, una mattina, e trovò le valigie pronte e un biglietto di ritorno per Los Angeles; grondante rabbia, si trovò fuori dai Metallica e si avviò verso il suo decennio di bramata vendetta; per sostituirlo, i Metallica puntarono forte sul riccioluto chitarrista degli Exodus, Kirk Hammett; Zazula, intanto, aveva sfrattato i ragazzini che abusavano delle sue riserve casalinghe di alcool, costringendoli a dormire, di fatto, in sala prove; qui strinsero una forte amicizia con gli Anthrax, che suonavano una musica veloce come la loro. I Metallica iniziavano ad allargare la loro esperienza e il loro curriculum; suonarono con i loro idoli europei Saxon e Venom e impararono prestissimo ad apprezzare la sublime tecnica musicale di Cliff Burton: fu lui a insegnare le armonie ai compagni, ed era lui il membro tecnicamente più dotato del gruppo, grazie ad un'adolescenza passata a studiare Bach e tantissima musica classica. La sua presenza fu fondamentale per allontanare Mustaine, che ai tempi di McGouvney era l'unico membro davvero dotato di una buona preparazione di base; soprattutto, Cliff fu fondamentale per evolvere lo stile della band e plasmarlo nel migliore dei modi. I live show dei Metallica erano delle feste sfrenate ad altissimo tasso alcoolico: il divertimento e la felicità di suonare quella musica e vivere quella vita era evidente in James e nei suoi compagni; gli headbanging forsennati dei Ragazzi mandavano in delirio la folla, già esaltata dalle roventi arringhe di Hetfield e dalle sue t-shirt compromettenti (grande scalpore destava, all'epoca, quella griffata da un elegante 'Fuck Off'!). Nel corso di quell'esaltante 1983 fu registrato e pubblicato il disco d'esordio, che doveva chiamarsi Metal Up Your Ass ma che per motivi di censura divenne Kill'Em All ('uccidili tutti', monito rivolto ai discografici che imposero il cambio di titolo e di artwork, e che fu pronunciato da Cliff Burton). L'album è un sorprendente concentrato di adrenalina sparato a ritmiche folli, infarcito di assoli urticanti (scritti da Mustaine e registrati da Hammett), stop'n go, ripartenze a briglia sciolta: Hit The Light è un chiaro esempio del sound della band, un attacco frontale di velocità e rabbiosità inaudite per l'epoca; Motorbreath, altrettanto isterica e fulminea, rimarca l'ispirazione punk del quartetto, mentre Jump In The Fire rende bene l'idea di come i giovanissimi rocker già avevano acquisito un gusto innato per la melodia e la musicalità da conferire alla loro furia rapidissima. In Whiplash i Metallica toccano il culmine: a livello di velocità, di prepotenza, di rabbia ma soprattutto di precisione alla chitarra ritmica: Hetfield è autore di una prestazione mostruosa, valutata in relazione all'età, alla sua esperienza ancora giovane e alla ritmica serrata del pezzo. Esaltazione e delirio sono inevitabili: l'adrenalina scaturisce a fiotti dagli assoli schizofrenici e dalla ritmica furente, ribadita ulteriormente nell'eccezionale binomio Phantom Lord-No Remorse: senza un attimo di sosta si corre veloci fino al terremotante, devastante inno di battaglia conclusivo, Metal Militia, scandito da velocità scarnificanti: 'cuoio e metallo sono le nostre uniformi, proteggono quello che siamo'.

Ciò che i Metallica sembrano aver creato è un binomio tra il metal classico e quello 'imbastardito' dal punk di band europee come Venom e Motorhead. Tra riff spezzati che si rincorrono all'impazzata, Hetfield compone liriche ancora adolescenziali ma ricche di pathos. Il giovane chitarrista suona con una rocciosità ed una perizia sorprendenti: la velocità la fa da padrona, nell'arco delle dieci tracce (nelle quali spicca anche il meraviglioso assolo di basso di Burton, Anesthesia- Pulling Teeth); sulle ritmiche serrate imposte da Ulrich, i Metallica districano sapienti e improvvise 'frenate', un trucchetto ben spiegato dal loquace danese: ”I pezzi veloci senza variazioni tendono a sembrare tutti uguali. Quando facciamo cose veloci cerchiamo di mettere degli stacchi, perchè le fanno sembrare ancora più veloci!”. Perle assolute del disco sono pezzi come The Four Horsemen, evidente preludio dei brani più strutturati che la band saprà comporre nel resto della carriera, e quella Seek & Destroy che diviene una bandiera antemica di tutto il movimento, thrash e non solo: quando James incitava il pubblico a cantarne in coro il ritornello erano momenti da pelle d'oca. L'album e i suoi testi sono il manifesto più esplicito del credo dei giovanissimi Metallica: fede cieca nell'heavy metal, odio estremo per qualsiasi esempio di stereotipo e costrizione, avversione per i 'poseurs' e rabbia sanguinolenta urlata alla società dei perbenisti. Kill'Em All, con la sua pozza di sangue sulla copertina, si abbatte come un ciclone sul mondo della musica dura, guidando l'esplosione del thrash metal che prolifera in quel di Frisco. Un disco seminale che già di per sè garantisce ai Metallica una pagina importante nella storia del genere: l'ascesa della band era segnata, e sarebbe proseguita inscalfibile e irrefrenabile, anche se Hetfield continuava a pensare di dedicarsi solo alla chitarra con l'ingaggio di un cantante solista (fu corteggiato a lungo, invano, John Bush degli Armored Saint). Proprio mentre la Bay Area di Frisco iniziava a sfornare gruppi leggendari e dischi immortali, i Metallica decisero di fare un passo molto più grande; avrebbero potuto registrare un altro Kill'Em All, sfornando una nuova decina di killer-tracks dal riff impazzito e ripetuto fino alla nausea, ma decisero di andare oltre, e mettersi al lavoro con tracce più complesse, estese, elaborate e strutturate nella musica come nelle lyrics. Dopo il tour europeo, la band entrò in studio per dare luce a quanto scritto nei messi successivi alla pubblicazione del debut album. Ride The Lightning fu il titolo scelto per il nuovo album, che ritraeva sulla cover una sedia elettrica sotto un cielo squartato dai fulmini: proprio di sedia elettrica parlava la title track, aperta da un riff marziale a seguito della tellurica Fight Fire With Fire, una violentissima scintilla in pieno stile Kill'Em All. Erano decisamente cresciuti, i ragazzi, e le colonne portanti del platter lo dimostravano ampiamente: For Whom The Bell Tolls è un macigno lento e pesantissimo, imbevuto di sonorità più marcatamente heavy che non thrash, oltretutto con riferimento colto ad un romanzo di Ernest Hemingway; Creeping Death trasuda addirittura di una potentissima epicità biblica, che fa del pezzo un classico immediato della band per i decenni a seguire. Creeping Death e Ride The Lightning erano due capolavori monumentali, nei quali la band incrociava molteplici sezioni e correva a ritmiche differenti, sciorinando una notevole serie di riff affilati e alternando sezioni mid-time a raffiche più tirate e thrashy, a completamento di uno spettro sonoro ormai maturo ed evoluto. La nuova frontiera del thrash prevedeva dunque composizioni complesse e stratificate, non più soltanto frustate urgenti dall'inizio alla fine: la velocità esecutiva restava centrale ed importante, ma veniva modulata e articolata, creando una grande varietà di soluzioni con cui orchestrare la consueta aggressione sonica. La vera svolta stilistica del quartetto si avverte però nella malinconica Fade To Black, inaspettato specchio di melodia e sentimenti fortissimi: non a caso è ritenuta la prima ballata della storia del thrash metal, pur se dotata di un finale in crescendo con tanto di assolo traumatizzante ipertecnico; The Call Of Ktulu è infine una lunga galoppata strumentale ispirata ai racconti horror fantasy di Philippe Lovercraft. Il disco era, di fatto, una sorta di concept sulla figura della morte presso gli esseri umani: una fine inevitabile che può arrivare sotto le spoglie più disparate, ed ogni pezzo del platter sembra incarnarne una diversa manifestazione: in guerra, per esecuzione capitale, per volontà divina o per autodistruzione, la morte è, paradossalmente, l'unica certezza della nostra vita. Spinti da una nuova vena filosofica nel songwriting, i Metallica erano ormai un'assoluta macchina da guerra, ben oliata dalla fantasia inappagata del geniale Cliff Burton; la musica della band resta fortissima e potente ma acquisisce in melodia e caratura tecnica, stratificandosi in atmosfere sempre più intense. On the road gli show della band sono sempre più entusiasmanti e senza compromessi, tanta sostanza ed energia che valgono il passaparola fino all'Europa. Ricorda James Howard, vecchio amico di Cliff che seguì da manager il primissimo tour europeo della band:Cliff era diverso da tutti gli altri. Tanto era freddo e pacato fuori, tanto si scatenava una volta sul palcoscenico: giù di testa senza un minuto di tregua, e portava tutti gli altri fuori tempo! Era quello che in scena spiccava di più, anche perchè James era diventato un pò più controllato dopo l'addio di Mustaine. James un tempo era più agitato, perchè Mustaine cercava sempre di metterlo in secondo piano, ma con l'arrivo di Kirk erano finite le questioni di ego all'interno del complesso. Hetfield non aveva problemi a lasciare Burton in primo piano. Cliff era anche un tipo che non negava a nessuno una chiacchiera o un bicchiere. James era sempre molto quieto e di pochissime parole; anche Kirk era uno tranquillo, salvo poi bussare alle quattro del mattino per parlare di corde di chitarra e cose del genere! Lars invece parlava, parlava, parlava, un gran chiacchierone, e quasi sempre serio. Voleva conoscere il lato affaristico delle cose, non era uno che sparava cazzate”.

La fama dei Quattro Cavalieri -ormai li chiamano tutti così- cresce a dismisura e vale un nuovo contratto con l'Elektra: James Hetfield vede finalmente soddisfatti i suoi sogni e ripagati gli sforzi compiuti da ragazzino; anche se in casa Hetfield si guarda ancora ai Metallica come una creatura diabolica, e il padre rompe di fatto col figlio. Nelle sue canzoni e nei suoi testi, James Hetfield ha sempre fatto trasparire la sua sete di giustizia e i suoi sentimenti di persona comune, di debole ferito dalla falsità e dagli assurdi paletti che la società impone a chi si fa sottomettere dai pregiudizi e dai luoghi comuni: sotto la sua scorza di lupo solitario, dal carattere forte e taciturno, si è sempre celato un ragazzino fragile che ha dovuto convivere con la solitudine troppo presto; nella chitarra, e nei Metallica, Hetfield ha trovato se stesso e la via di fuga che, come canta in Escape ("La vita è mia, da vivere a modo mio"), non c'è ma va trovata comunque. Il 17 agosto 1985 i Ragazzi si esibirono a Castle Donnington, Inghilterra, per il mitico Monster Of Rock, davanti a 70 mila fans in delirio. I Metallica furono piazzati tra due gruppi glam, i Ratt e i Bon Jovi, ma quando salirono sul palco, James proferì le immortali parole: ”Se siete venuti qui per vedere spandex, trucco agli occhi e un "oh, baby" in ogni cazzo di canzone, non è questa la band!”. La prestazione dei quattro cavalieri fu immensa. La grande prova di Donnington fu addirittura superata, due settimane dopo, ad Oakland (California), per il Day On The Green Festival, davanti a 90 mila spettatori. Accanto a dei live sempre più strepitosi e al nascente nickname di 'Alcoholica' affibbiato agli sfrenati (ma impeccabili e professionali) ragazzi californiani, crescevano intanto nuove canzoni; una, in particolare, venne proposta il 31 dicembre 1985, nel Capodanno di San Francisco: Master Of Puppets. Nel gennaio 1986 viene ultimato il nuovo attesissimo album dei Metallica, intitolato proprio Master Of Puppets. La potenza che aleggia nei solchi dell'album è devastante: dopo aver guardato in faccia la morte nel lavoro precedente, ora i Metallica si occupano della società e del controllo che essa muove nei confronti dei suoi consociati. I pezzi più devastanti e veloci sono quello iniziale -la tellurica Battery, una bordata rapidissima destinata a diventare un archetipo di thrash metal-song- quello conclusivo -la violentissima Damage Inc.- e la centrale Disposable Heroes, furiosa ribellione contro gli Stati che mandano i propri ragazzi in guerra senza preoccuparsi dei loro destini. Al di là di questi pezzi velocissimi, i Metallica si esibiscono in una serie di calibri da novanta della Storia dell'heavy metal, Storia che si sintetizza spesso in un'unica canzone: la leggendaria titletrack, mostruoso esempio di come dei ragazzi ancora giovanissimi possano dare vita a qualcosa di immortale e inspiegabile, capace di infiammare cuori e menti per decenni e decenni a seguire con la sua struttura articolata ed in continuo movimento, capace di spaziare tra avanzate granitiche, accelerazioni repentine, assoli melodici e ribollenti scariche al fulmicotone. Trattando il tema scottante della dipendenza -dalle droghe come dalla società: c'è sempre qualche burattinaio pronto a manovrare i nostri voleri-, i Metallica compongono una delle canzoni più celebrate e amate di ogni generazione, inno e bandiera capace di unire qualsiasi headbanger a qualunque latitudine: "Manovro i vostri fili contorcendo la vostra mente e distruggendo i vostri sogni; accecati da me, non riuscite a vedere nulla. Chiamate il mio nome così che vi possa sentire urlare: padrone, padrone!". La gemma di questa canzone è la parte centrale, esclusivamente strumentale, dotata di una melodia magica e straordinaria; "Padrone, padrone, dove sono i sogni che ho inseguito? Padrone, padrone, hai promesso solo delle bugie" urla Hetfield prima di un assolo spaziale che rilancia la traccia ancor più veloce e rabbiosa nel refrain iniziale. La grandezza dell'album non si ferma lì, anche se tanto già basterebbe a fare accademia; The Thing That Should Not Be, macigno di stampo lovercraftiano, è un peso massimo lento e ossessivo; Welcome Home (Sanitarium) è il classico crescendo piano-forte, terribilmente malinconica ma con potente finale in escalation brutale; essa narra le paure di un soggetto rinchiuso in un ospedale psichiatrico: metafora di chi la pensa diversamente dalla massa luogocomunista ma che è indicato come 'pazzo' ed eretico dalla massa medesima: "Sussurri cose nel mio cervello, assicurandomi che sono pazzo; credono che le nostre teste siano nelle loro mani, ma metodi violenti portano a dei progetti violenti. Tenetelo legato, lo fa star bene: sta migliorando, non vedi?". James si scaglia contro i predicatori religiosi in Leper Messiah ("spediscimi denaro, spediscimi del contante: incontrerai il paradiso; dai un contributo e avrai un posto migliore: inchinati al Messia lebbroso"), mentre Cliff Burton dà libero sfogo alla sua tecnica compositiva nell'imponente strumentale Orion. Il platter è chiuso dalla già citata Damage Inc., spregiudicato atto di accusa allo sporco ormai infiltratasi nelle stanze dei bottoni e nella società in generale, ad ogni livello: "L'onestà è la mia sola scusa", motto di un pezzo terremotante nel riffing, negli attacchi batteristici e nel testo infarcito di volgarità ("Fanculo tutto, non bisogna avere nessun cazzo di rimorso! Non c’è lieto fine in questi posti scuri... E’ tutto giusto per Danni Spa., capisci?"). A completare l'opera, l’inconfondibile copertina dell'album, con le croci dei soldati americani caduti e le mani del 'burattinaio' a muovere I fili del destino, dall'alto. Il clamore destato dall'uscita di un album così potente, completo, profondo e articolato è incredibile; il 1986 si rivela presto un anno che segnerà inevitabilmente la storia della musica dura, perchè sul fronte thrash metal arriva anche un'altra leggenda, ovvero Reign In Blood degli Slayer: in ventotto minuti di furia sanguinolenta e perizia tecnica annichilente, la band losangelina riscrive ogni canone del thrash e pone ulteriori basi di movimenti come il death, già abbondantemente seminate con i due lavori precedenti. Master Of Puppets e Reign In Blood duellano a lungo per la palma di miglior disco dell'anno e della storia: una sfida che ancora oggi trova difficile sentenza. Ricorda Silenoz, attuale componente dei contemporanei Dimmu Borgir: I Def Leppard erano considerati heavy, poi sono arrivati Metallica e Slayer. Sembrava un altro pianeta. Negli anni 80 sono venute fuori un sacco di band fenomenali, in questo genere di musica. Sono convinto che quel decennio sia stato puro metal, e non vedremo mai più nulla di simile. Non dico che il metal sia morto, ma il feeling, l'atmosfera, tutto ciò che comportava il metal degli anni ottanta erano assolutamente unici ed irripetibili'.

I Metallica, che vivevano alla 'Metallica Mansion' a Carlson Boulevard (periferia di El Cerrito) erano all'apice della loro brillantezza compositiva: Hetfield, che sul palco era arrogante e scatenato, un leader nato, nel privato era un lupo solitario, tranquillo e taciturno che viveva per la band e per essa distillava ogni goccia di sudore; Ulrich era più 'ragionato', calcolava tutto nel dettaglio e agiva in tutto e per tutto per il bene della sua formazione; Hammett e Burton, amici per la pelle e sempre in stanza assieme, erano i più rilassati e simpatici della compagnia, anche se il chitarrista nutrirà fino al 1988 il timore di un ritorno di Mustaine al suo posto. E' incredibile pensare come una band di tali proporzioni, capace di suonare una musica così nichilista e terremotante, ormai impadronitasi del trono dell'heavy metal e non più 'solo' di quello del thrash underground californiano, non abbia mai perso la sua spensieratezza e la goliardica voglia di vivere tipica di quei ventenni scapestrati che ne muovevano gli ingranaggi; prima di partire per il tour europeo, James e Cliff iniziarono addirittura ad esibirsi con una sorta di progetto parallelo 'demenziale', gli Spastik Children: Hetfield si dedicava alla batteria, ma in realtà lo scopo della band non era suonare ma fare casino e ubriacarsi in serate di svago totale e sregolato! Il tour europeo, di spalla al folle Ozzy Osbourne, registrò un successo sterminato dei Metallica anche presso i fans del Madman inglese; James dovette addirittura affrontare la frattura del polso in seguito ad un paio di cadute dallo skateboard, limitandosi così a cantare e lasciando la chitarra ritmica a John Marshall dei Metal Church, già roadie dei Four Horsemen. A fine estate i californiani misero a ferro e fuoco il Regno Unito, supportati dagli Among The Living; ricorda Scott Ian, chitarrista dei newyorkesi: 'Ci sentivamo parte di qualcosa. La platea era impazzita e avevamo la sensazione che stesse succedendo qualcosa. L'energia era palpabile'. James torna presto ad abbracciare la sua Gibson Explorer, la formazione è in forma smagliante e mette in fila una serie di show strepitosi incentrati sulla scaletta del tour di Master e sugli immancabili vecchi cavalli di battaglia; i Cavalieri salgono in Norvegia e Svezia, dove tengono uno show memorabile a Stoccolma: Cliff Burton, in stato di grazia, atterrì il pubblico improvvisando l'inno nazionale americano, The Star Spangled Banner', nel bel mezzo del suo assolo (Anesthesia). Girava tutto splendidamente bene, per i Metallica. Tutto troppo bene per essere vero. Sabato 27 settembre 1986 il bus della band viaggia nei freddi tornanti svedesi, seguito a circa 45 minuti di distanza da un secondo mezzo che trasportava la strumentazione. I ragazzi avevano guardato un film in VHS fino alle due di notte, e come sempre Cliff e Kirk si erano giocati tra loro il tanto agognato lettino vicino al finestrino: aveva vinto Cliff. Verso le 6.30 il mezzo sbanda pericolosamente, si ribalta su un fianco e schizza via per una ventina di secondi, finendo fuori strada: sono attimi di terrore. Marshall viene sbattuto fuori dal finestrino ma è incolume; Kirk e James, in mutande, escono dal bus tremando e con qualche abrasione; Lars emerge zoppicando, seguito via via dal resto della troupe. Ma qualcuno non è uscito, e non assaporerà mai più il sole e il caldo della sua California. Cliff Burton, sbalzato fuori dal finestrino, rimane schiacciato sotto il bus. Hetfield ricorda quanto fu sconvolgente: 'Vidi l'autobus sopra di lui. Vidi le sue gambe spuntare fuori. Crollai. L'autista, ricordo, stava tentando di dare uno strattone alla coperta posta sotto il suo corpo per usarla per le altre persone. Dissi soltanto 'Non farlo, cazzo!'. Volevo uccidere quell'uomo. Non so se fosse ubriaco o se passò sul ghiaccio. Quello che seppi fu che stava guidando e che Cliff non era più in vita'. Una gru sollevò il mezzo dal corpo; Lars fu prelevato dai genitori e riportato in Danimarca, mentre gli altri tre passarono la notte in un hotel di Ljungby. James si sfogò attaccandosi alla bottiglia, e in pieno delirio spaccò due finestre. Kirk e Marshall cercarono di dormire lasciando accesa la luce della stanza. Il 7 ottobre 1986 si tenne il funerale nella Chapel Of The Valley a Castro Valley, in California. Cliff fu cremato e sepolto nel Maxwell Ranch di proprietà della famiglia Burton. Della cerimonia ha parlato un amico del bassista, Dave DiDonato: 'Ci mettemmo in un largo cerchio con le ceneri di Cliff al centro. Ognuno di noi camminò verso il centro e prese un pugno delle ceneri dicendo quello che aveva da dire... Poi venne sparso sulla Terra, in un posto che amava molto'. Alla fine della cerimonia fu suonata Orion: se ne era andato un muscista preparato e dotato di un talento innato, un ragazzo che tutti ricordano come dolcissimo e tremendamente onesto, con se stesso e con gli altri. Sul suo taccuino, poco tempo prima della tragica fine, tracciò le profetiche parole che poi Hetfield pronuncerà in To Live Is To Die, dedicata all'amico scomparso: "Quando un uomo mente uccide una parte del mondo. Sono queste le pallide morti che gli uomini confondono per le loro vite! Non posso più sopportare di essere testimone di tutto questo. Non può il regno della salvezza portarmi a casa?". Rock in Peace, fratello.

I Metallica si fermarono, ma per poco: ancora scossi dal dramma, decisero di tornare sul palco e sfogare lì la propria sofferenza, proprio come Cliff avrebbe voluto. Dopo diverse audizioni, i Metallica individuarono in Jason Newsted dei thrashers Flotsam And Jetsam l'erede giusto di Cliff. Il ragazzo fu invitato a bere una birra con i tre futuri compagni al Tommy's Joint Bar di San Francisco, da anni 'tana' della band; la leggenda vuole che i tre trovarono una scusa per andare in bagno contemporaneamente, si consultarono e decisero di puntare su Newsted. Il ragazzone fu presentato con due concerti fenomenali, in cui lui dimostrò una grinta ed un'energia invidiabile; la band intanto partì per un lunghissimo tour che si sarebbe protratto lungo tutto il 1987. Jason ebbe un impatto traumatico con gli altri membri della band: l'iniziazione fu lunga e dolorosa, perchè su di lui i Metallica sfogavano tutte le frustrazioni per la scomparsa di Cliff; lo escludevano dalle bevute e dai viaggi in taxi, lasciandogli da pagare il conto; gli entravano in stanza sfasciando tutto, gli raccontavano storie assurde (come quella secondo la quale il fotografo Ross Halfin era gay e che loro dovevano dormire tutti con lui) e lo bersagliavano di continuo. Si mormora che Lars non lo sopportava come persona, e che avrebbe voluto cacciarlo nel corso del nuovo tour; ma ormai la scelta era fatta, e anche se come musicista Newsted era apprezzato avrebbe dovuto sopportare diverse complicazioni nel corso della sua avventura nella band. C'è chi dice che abbia registrato le parti di basso del nuovo disco in cantiere quasi da solo, abbandonato a se stesso e senza che nessuno gli dicesse se stava commettendo errori o se le sue registrazioni erano abbastanza professionali; si mormora addirittura che Ulrich abbia abbassato il volume del basso di nascosto, pompando a dismisura la cassa e la chitarra prima che il disco fosse ultimato: 'Tu non sei Cliff'! Anni dopo, Jason ricorderà: 'Era un esame continuo, mi prendevano in giro per vedere se reggevo. E' andata avanti così per un anno. Volevano vedere se cedevo. ho retto, ed è andata'(10). In quel 1987, mentre Kirk prendeva lezioni da Joe Satriani, la band pubblicò un VHS composto di materiale amatoriale per commemorare Cliff (Cliff'Em All) e diede modo a Newsted di 'scaldarsi', registrando alcune cover di gruppi storici punk o della NWOBHM: il tutto finì in un EP intitolato Garage Day Re-Revisited- The $5,98 ep. Ormai ripresasi apparentemente dalla tragedia che l'ha afflitta, la macchina da guerra californiana torna a far esplodere tutta la sua potenza in ogni angolo del pianeta, infuocando nuovamete Donnington e salendo sul palco al fianco di leggende del rock come i Deep Purple. La stampa dava vita all'affascinante definizione di 'Big Four of Thrash Metal', in cui i Metallica spiccavano al fianco di Slayer, Megadeth e Anthrax; il nuovo anno (1988) vede i ragazzi impegnati col carrozzone itinerante del Monster Of Rock, che però ruotava attorno alla città di Los Angeles, luogo in cui si stava lavorando alla registrazione del nuovo album: ciò permise a Lars e James di recarsi in studio con una certa continuità, seguendo da vicino la gestazione dell'apocalittico ...And Justice For All. Gli unici problemi furono legati alla scelta del produttore: la scommessa Mike Clink, che aveva curato Appetite for Destruction dei Guns'N'Roses, si rivelò alquanto azzardata per una heavy-thrash band come i Metallica, che dunque richiamarono il mai troppo elogiato Fleming Rasmussen, che con loro aveva collaborato per i due dischi precedenti. L'album si rivela un compattissimo macigno di elevata caratura tecnica, l'apice compositivo della band che in esso affronta il tema dell'avversità ad un sistema corrotto dal denaro e accecato dal dogma dell'apparire. Pezzi urticanti e veloci come la tellurica Blackned o l'inno di ribellione giovanile Dyers Eve ('dedicata' con rancore da James ai genitori) si affiancano alla soffocante pesantezza di Harvester Of Sorrow; nella titletrack, lunghissima e articolata, o nella monumentale strumentale dedicata all'indimenticato Cliff Burton (To Live Is To Die) si marcia di fatto nel progressive metal. Straziante è One, capolavoro emotivo di disarmante bellezza: una nenia malinconica che racconta le sofferenze di un mutilato di guerra, riedizione musicale di un fatto realmente accaduto e già trattato in un libro ed in un film. Il crescendo finale, che sfocia in una parte rabbiosa e in un assolo mozzafiato, è spettacolare. Per One i Metallica girano a sorpresa il loro primo videoclip: le immagini crude e la serietà del filmato, però, lasciano poco fiato a chi voleva cercare di additare la band come 'venduta' al mercato televisivo. La corazzata Metallica riparte in tour, con una gigantesca scenografia dotata di statua della giustizia pronta a crollare a pezzi nel bel mezzo degli show; i Quattro Cavalieri rimasero 'on the road' per tutto il 1989, volando da una parte all'altra del globo e ricevendo addirittura una nomination ad un Grammy: il premio per la sezione 'heavy metal' fu però affidato, clamorosamente, ai folk-rocker Jethro Tull nonostante tutti dessero per strafavoriti gli stessi Metallica. Il nuovo decennio si apre sotto un nuovo vento di novità e ottimismo: e mentre la band coverizza per l'anniversario dell'Elektra Stone Cold Crazy dei Queen, arriva il momento di mettersi al lavoro per un nuovo studio album. I roventi anni del thrash californiano volgono al termine, e i Metallica li chiudono con in pugno lo scettro di sovrani assoluti della scena metal mondiale.



freedom
Domenica 6 Maggio 2012, 4.49.54
20
Che belli questi articoli sui mitici Metallica...gran bel lavoro.
inthesky
Venerdì 4 Maggio 2012, 12.26.30
19
fatta davvero bene!!bravi bravi http://dica33-fragola.blogspot.it/
MAIDEN
Domenica 21 Agosto 2011, 13.52.17
18
Veramente molto bello , complimenti .
letypaxxa metallica 4ever
Domenica 21 Agosto 2011, 13.39.09
17
come tutte le recensioni di The Thrasher ottimo pezzo!!! ne ho lette altre di altri ma le tue sono le uniche ke mi fanno vivere quei momenti (nell'immaginazione eh.....)!!!!!!!!!!!
Raven
Mercoledì 13 Gennaio 2010, 8.56.12
16
Ottimo pezzo.
Master Of Pizza
Martedì 12 Gennaio 2010, 22.20.11
15
Figurati,è un articolo davvero ottimo!
The Thrasher
Martedì 12 Gennaio 2010, 20.52.21
14
tranquillo, anzi grazie dell'interessamento e della partecipazione!
Master Of Pizza
Martedì 12 Gennaio 2010, 19.34.12
13
x The Thasher:Ah ok allora scusa!
The Thrasher
Martedì 12 Gennaio 2010, 18.04.18
12
grazie mille MyCoven. x master of pizza, ti confermo dal sito della band che quella sera fu suonata anche master. ecco la setlist: Creeping Death Ride the Lightning No Remorse Master of Puppets For Whom the Bell Tolls The Four Horsemen Disposable Heroes Fight Fire With Fire Seek & Destroy Whiplash Am I Evil? Motorbreath Blitzkrieg
MyCoven
Martedì 12 Gennaio 2010, 11.02.44
11
Gran bell'articolo. Complimenti. Sei riuscito a farmi rivivere per 10 minuti i tempi che furono. Grazie.
Master Of Pizza
Lunedì 11 Gennaio 2010, 21.54.45
10
X The Thrasher:Io sapevo solo Disposable Heroes,infatti sul libro che citi anche tu di Joel McIver non trovo traccia di Master... suonata il 31-12-85..
The Thrasher
Lunedì 11 Gennaio 2010, 19.08.06
9
Grazie a tutti per i complimenti, ragazzi! ps X master of pizza: Sì IL 31.12.85 fu proposta anche disposable heroes, in effetti, solo che nell'articolo intendevo soffermarmi su 'una in particolare' che avrebbe lasciato un segno pesante nella storia.. master of puppets, appunto.
metal4ever
Lunedì 11 Gennaio 2010, 18.19.20
8
Articolo Monumentale!!!....Ah quelli si che erano i veri Metallica!!!
Er Trucido
Lunedì 11 Gennaio 2010, 16.57.20
7
Bell'articolo complimenti, hai giustamente sottolineato l'importanza di Cliff a livello compositivo, senza di lui non avremmo mai avuto Ride e Master. Vorrei spezzare un'arancia (ahahahah!) per Ron Mcgovney: pur non essendo un fenomeno è anche grazie a lui che i metallica ottenero ingaggi inizialmente, infatti lui faceva anche il fotografo per altre band (ad esempio i Motley Crue) e riusciva ad ottenere contatti con locali ecc. Gli altri effettivamente si comportarono da stronzi con lui (oltre a ciò che è stato scritto, Mustaine una sera rovesciò della birra sul suo Basso), forse meritava di essere trattato un pò meglio, ma ormai...
Michele
Lunedì 11 Gennaio 2010, 16.56.12
6
Non sono riuscito a leggerlo tutto,troppo lungo Comunque io sono in procinto di formare una band (già mi hanno preso,in verità),e sarebbe bello,sognando,di arrivare dove sono arrivati i Metallica con la loro musica,eh!
Maurilio
Lunedì 11 Gennaio 2010, 16.00.56
5
Complimenti per l´articolo, mi ha riportato ai bei tempi degli anni ´80 e mi ha fatto ancora una volta ricordare che grandi dischi ha composto la band fino al1988.
Master Of Pizza
Lunedì 11 Gennaio 2010, 15.44.32
4
Bell'articolo vomplimenti!solo una cosa:ma nello show del 31-12-85 non venne suonata Disposable Herose come anteprima di Master Of Puppets?
Nightblast
Lunedì 11 Gennaio 2010, 15.31.00
3
Complimenti Rino...
Christian
Lunedì 11 Gennaio 2010, 15.00.24
2
Complimenti, bell'articolo
clairvoyant
Lunedì 11 Gennaio 2010, 14.49.26
1
spettacolare articolo....veramente molto interessante
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Cavalieri dell'Apocalisse
Clicca per ingrandire
La grinta di Hetfield
Clicca per ingrandire
Metallica a fine anni '80
Clicca per ingrandire
Ancora Hetfield, il leader maximo
Clicca per ingrandire
1983: Kill'em all
Clicca per ingrandire
1984: Ride The Lightning
Clicca per ingrandire
1986: Master Of Puppets
Clicca per ingrandire
1988: And Justice For All
Clicca per ingrandire
We Are Metallica
Clicca per ingrandire
Indimenticabile Cliff
Clicca per ingrandire
Hetfield, voce e chitarra
Clicca per ingrandire
Hammett, ex Exodus
Clicca per ingrandire
James Hetfield
Clicca per ingrandire
guitar hero!
Clicca per ingrandire
I thrashers californiani
Clicca per ingrandire
Ancora il four act americano
Clicca per ingrandire
4 gli album pubblicati dai Metallica negli Eighties
Clicca per ingrandire
Hetfield e Hammett
Clicca per ingrandire
La rabbia di James
Clicca per ingrandire
Metallica in azione
Clicca per ingrandire
La Metallica Mansion al 3132 di Carlson Boulevard, a San Francisco
Clicca per ingrandire
Burton, Hetfield, Ulrich, Hammett: la line-up per eccellenza
RECENSIONI
65
s.v.
65
55
80
s.v.
50
70
95
79
93
100
95
100
ARTICOLI
02/11/2013
Articolo
METALLICA
Metallica 3D - Through the Never, 29-30/10/2013
27/05/2012
Live Report
METALLICA + MACHINE HEAD + GOJIRA
Stadio Friuli, Udine, 13/05/2012
04/06/2011
Articolo
METALLICA
Passato e futuro di una leggenda in cerca di se stessa
07/04/2010
Articolo
METALLICA
Kirk Hammett - La biografia
03/04/2010
Articolo
METALLICA
Lars Ulrich - La biografia
15/03/2010
Articolo
METALLICA
James Hetfield - La biografia, parte 2
08/03/2010
Articolo
METALLICA
James Hetfield - La biografia, parte 1
01/03/2010
Articolo
METALLICA
Robert Trujillo - La biografia
10/02/2010
Articolo
METALLICA
Cliff Burton - Indimenticabile
01/02/2010
Articolo
METALLICA
Monografia, #2: Il successo mondiale
11/01/2010
Articolo
METALLICA
Monografia, #1 - Alla ricerca di un sogno
30/06/2009
Live Report
METALLICA + LAMB OF GOD + MASTODON
Palalottomatica, Roma, 24/06/2009
04/07/2004
Live Report
METALLICA + SLIPKNOT + LOSTPROPHETS
Stadio Euganeo, Padova, 29/06/2004
15/11/2003
Live Report
METALLICA + GODSMACK
Palamalaguti, Bologna, 11/12/2003
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]