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CALABRIAN METAL INFERNO - Vivere l'underground
17/01/2010 (2080 letture)
E' risaputo quanto sia difficile organizzare concerti metal al sud, figuriamoci eventi veri e propri. Abbiamo intervistato Marko e Tato, due degli artefici del Calabrian Metal Inferno, che con dedizione e sacrificio arrivano alla quarta edizione, raccogliendo riscontri favorevoli di anno in anno. Una chiacchierata sulle difficoltà e su come si realizzano manifestazioni del genere e sull'evolversi del panorama metal nel sud Italia. Con qualche sorpresa...


Corax: Innanzitutto vi ringrazio dato che ancora avete il fiatone dalla fresca esecuzione, ma noi di Metallized vi vogliamo così, a sangue caldo…
Tato: Grazie a voi per tutto il supporto che ci avete dato ragazzi! Prime impressioni? Direi che ci siamo divertiti alla grande!

Corax: Iniziamo col nome di questo festival, Calabrian Metal Inferno: è il metal un inferno o lo è la Calabria?
Tato: E’ un inferno nell’inferno. Mi spiego, cerchiamo di combattere l’inferno con altrettanto inferno. E ci diamo da fare il più possibile.

Corax: E’ palese che da qualche anno la scena metal, anche quella più estrema, sta avendo un notevole riscontro in Calabria, come in tutto il sud in particolare: è solo l’impressione?
Tato: No, non ti sbagli per fortuna! Nel nostro piccolo, anche con serate come questa, si sta costruendo qualcosa che sta smuovendo e sensibilizzando la gente. Col passare degli anni anche i più giovani si stanno avvicinando al genere, conoscendolo meglio ed evitando di etichettarlo esclusivamente, così come viene proposto dai media, feccia della società.

Corax: A proposito del Calabrian: chi sono gli organizzatori e a chi di voi è venuta la brillante idea?
Marko: Più che brillante idea, diciamo che Gianluca Molè ha buttato l’idea durante una delle tante serate passate insieme, e io e Tato non abbiamo esitato un secondo di più. Serviva qualcosa che potesse dare rilievo a tutti i gruppi calabresi, la possibilità di esibirsi, e cosi ci siamo messi all’opera. Poi è un modo per stare insieme e conoscerci un po’ tutti

Corax: Quindi un trio alla base di tutto ciò: chi finanzia il tutto?
Marko: Assolutamente fino all’ultimo centesimo noi. Ci tengo a sottolinearlo perché non credo che molti possano poter dire lo stesso.

Corax: Avete mai avuto difficoltà durante i preparativi, ostacoli di qualsiasi genere? Sapete, proporre un evento metal spesso trova molte porte in faccia…
Marko: No anzi, la disponibilità di chi ci ospita è stata sempre delle migliori. Nessun problema di alcun tipo anche nell’organizzazione. Il nostro budget resta quello e con quello gestiamo il tutto, anche la scelta dei gruppi.

Corax: A proposito di questi, come avviene la selezione, avete uno standard ben preciso?
Marko: Ovvio che la priorità viene data ai calabresi! Evitiamo solo di riproporre gli stessi ogni anno. Gli ospiti esterni li decidiamo insieme, tra le varie conoscenze. Avendo la fortuna di suonare un po’ ovunque e con chiunque di gente in gamba ne conosciamo abbastanza.

Corax: In merito alla selezione degli artisti, essendo voi degli organizzatori, vorrei togliermi una curiosità che mi perseguita da tempo: spesso vedo suonare gruppi spalla di grosse e storiche band, che definire schifosi, sarebbe un offesa per la parola stessa. Mi domando com’è possibile…
Tato: Soldi.

Corax: Cioè?
Marko: Esistono delle agenzie che si fanno pagare profumatamente dai gruppi, e li fanno suonare con chiunque e ovunque sulla faccia della terra. E’ una cosa risaputa e non pensare siano in pochi a farlo, anzi, chi ha la possibilità ci si fionda. Non serve esprimere un giudizio su ciò che penso, vero?

Corax: Credo proprio di no! Quindi una specie d’investimento che ne cura l’immagine e le date dei concerti?
Marko: No, una specie di presa per il culo totale a chi si fa il mazzo tanto in sala prove per creare qualcosa di buono. Non esiste che per suonare bisogna pagare. E’ una cosa assurda, fuori da ogni logica.

Corax: Tra le varie band e gli organizzatori di serate come questa, esiste una rivalità sana o distruttiva?
Tato: Tanto più le persone costruiscono qualcosa di buono quanto più qualcuno sputa veleno contro, screditando tutto e tutti. Magari in faccia si dimostrano disponibili complimentandosi pure, poi appena girato l’angolo vieni a scoprire che dicono peste e corna di tutto il mondo. Personalmente non m’interessa ma purtroppo è così. C’è chi si alza la mattina ed è convinto di essere il migliore, invece di arricchire proponendo nuovi progetti nella più totale collaborazione e con i benefici che la scena musicale potrebbe ottenere qui in Calabria e ovunque.

Corax: In pratica quello che avete fatto voi con il Calabrian Metal Inferno, o sbaglio? Siete la dimostrazione pratica di aggregazione e affiatamento tra band.
Tato: Guarda, la nostra è stata una trovata di quelle che escono quando sei a cazzeggio in sala prove…
Marko: Mi sembra ovvio, di sicuro non potevamo essere in discoteca!
Tato: Esatto ahahah! Possiamo dire che è la collaborazione ideale di ragazzi della stessa terra, che pur suonando in gruppi diversi, non ha mai avuto rapporti d’invidia. Anzi è nata una bella amicizia che dura da anni ormai. Così nasce il Calabrian e così nascono gli A Buried Existence. Gianluca ha sempre avuto l’idea di questo progetto e ha coinvolto noi in tutta tranquillità. Togliendo l’invidia e remando in una sola direzione, le cosa cambierebbero a favore di tutti, ma è pura utopia.

Corax: Perché è così difficile vedere band di rilievo qui al sud? Siete e siamo così appestati e cattivi? Non credete meritiamo ogni tanto qualche nome storico da goderci live invece di spostarci in continuazione?
Tato: Concerti con nomi importanti in passato sono stati fatti. Non è un problema di budget o di volontà degli artisti, ovviamente non di tutti. E’ il seguito, gli spettatori che mancano, fare un full di persone ad un concerto del genere è inimmaginabile ancora, i tempi non sono maturi.

Corax: Ma non esistono dei meccanismi che devono essere incastrati tra loro per realizzare questo tipo di eventi? E’ possibile sia solo un problema di pubblico?
Tato: Volontà e organizzazione non mancano, non abbiamo mai trovato problemi e bastoni tra le ruote di nessun genere. Almeno noi. Ripeto, personalmente credo manchi ancora quella mentalità che col tempo sta crescendo sempre più.

Corax: Perché Catanzaro come sede del Calabrian?
Tato: Rispondo io essendo di Vibo Valentia e fuori sede, per modo di dire! Ho girato la Calabria in lungo e in largo, ma il modo e lo spirito di aggregazione dei catanzaresi quando bisogna realizzare qualcosa, credo sia veramente unico!

Corax: Essendo voi due, oltre che organizzatori, anche membri degli A Buried Exsistence, mi sembra il minimo farvi un paio di domande a proposito… Quando e come è nata l’idea di questo gruppo?
Marko: E’ sempre Gianluca a fare danni! Siamo amici tutti e tre da tempo tutti e abbiamo deciso di fare questo esperimento. Sabato e Domenica, invece di gironzolare, ci chiudevamo nei Soundfarm Studio e tra una cena e una birra provavamo pezzi, finché non ne abbiamo prodotto qualcuno interessante, tutto qui, nella normalità più assoluta di un gruppo di amici che si ritrova per divertirsi. Vediamo come va a finire!

Corax: Tra l’altro oggi è stato il vostro debutto live, vero? Come ve la siete cavata? Io un’impressione l’ho avuta…
Tato: Possiamo dire che… ci siamo sverginati! Scherzi a parte è andato tutto molto bene, ci siamo divertiti che è la cosa più importante, abbiamo dato inizio in senso pratico a questo progetto. Ora ci dedicheremo maggiormente all’aspetto live, ma parallelamente lavoriamo in studio per il nuovo cd. Date un ascolto all’ep Ferocity e fateci sapere la vostra!

Corax: Ragazzi, vi lascio andare dato che la serata è in conclusione e da fare ancora ne avete abbastanza, grazie per la bella serata e lasciateci con un bel saluto ai lettori di Metallized!
Tato/Marco: Grazie ragazzi, il prossimo anno vi vogliamo tutti qui, sapremo come accogliervi in tutti i sensi, questo è poco ma sicuro! Support Underground!



Khaine
Sabato 20 Marzo 2010, 19.52.58
5
@ NIlo: onore a te per averlo notato e sostenuto!
Nilo
Sabato 20 Marzo 2010, 18.16.09
4
onore a metallized per questa intervista. Non tutti avrebbero avuto il coraggio e l'onestà di pubblicarla. per il resto che dire, tato e marko: puro fottuto vangelo! (ed ora mi vado proprio ad ascoltare gli Zora e gli Uranium235)
Davide Montoro
Sabato 20 Marzo 2010, 16.26.45
3
ma chi è lo sfigato che dice ancora che al sud non c'è un c**** ? grandi ragazzi!
Raven
Lunedì 18 Gennaio 2010, 8.06.24
2
Quoto.
Khaine
Domenica 17 Gennaio 2010, 12.42.54
1
Intervista bellissima: complimenti ai tre ragazzi per l'impegno... spargete la voce, più ne fate di queste cose meglio è per tutti noi (anche per chi non abita in sud Italia).
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