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LA POLEMICA - # 2: L'utilità della Cover oggi
22/01/2010 (4181 letture)
Che cos’è la cover? Qual è il suo significato e, soprattutto, qual è il suo valore?
Non sono qui oggi per sparare sentenze (apriti cielo!, mormorerà qualcuno) ma soltanto per riflettere insieme su una forma d’arte sempre e comunque sulla bocca di tutti. Talvolta bistrattata e talvolta acclamata, fonte di critiche e fonte di successo, signore e signori: ecco a voi la cover.

IL PROBLEMA DELLA PATERNITA'
Il mondo è cambiato, direbbero gli Elfi della Terza Era: lo sento alla radio, lo vedo nei negozi. Un tempo tutti uscivano dal negozio di musica con un vinile, una musicassetta od un CD sotto braccio. Ora moltissimi escono con un lettore mp3, che presto verrà riempito di canzoni scaricate da Internet; la cosa più ovvia da chiedersi sarebbe se abbiamo perduto qualcosa da questo processo, che per semplicità chiameremo “di svecchiamento della musica”. Avrete già intuito qualche terribile effetto dei tempi moderni leggendo il bellissimo articolo a cura di Khaine, ma c'è una seconda, profonda perdita a cui pochi pensano: sono sempre meno le persone che leggeranno il libretto del disco. Il libretto non è solo la raccolta dei testi delle canzoni, e non è neanche soltanto uno sfogo grafico a cura del solito bravissimo disegnatore: è anche e soprattutto la prova tangibile di chi la musica l'ha scritta. Nome, soprannome, cognome, foto dell'autore: queste informazioni sempre più cadranno nell'oblio. Complice di questo “delitto” è anche -soprattutto per quanto riguarda il mainstream commerciale- il modus operandi delle radio, le quali raramente si prendono la briga di spiegare chi è stato a scrivere la musica che ascoltiamo. La conseguenza di questo atteggiamento di trascuratezza delle fonti è inevitabile: nessuno sa più se ciò che sta ascoltando è una cover o un pezzo originale.
Una cosa è certa; la concezione di cover è cambiata di pari passo con il cambiamento del mondo, ed ora vedremo rapidamente come.

L'EVOLUZIONE DEL CONCETTO
Si potrebbe partire dall’antichità, dai canti dei bardi: all’epoca la “canzone” (tra mille virgolette, chiaramente) non era altro che un lascito, una testimonianza di racconti più antichi, tramandati di bocca in bocca, di orecchio in orecchio, sempre migliorati ad ogni successivo passaggio, impreziositi dalle nuove tecniche musicali acquisite o dai nuovi stili poetici. Per il bardo la cover non era un prestito delle idee di qualcuno, ma un tributo ad una coscienza collettiva; non era un modo per far soldi, ma un sistema di far sopravvivere allo stesso tempo il proprio corpo impegnato nella missione tributaria (sostenuto dalle offerte libere) ed il proprio spirito, facendo conoscere al mondo le radici della Storia e della Novella.
Si potrebbe poi continuare passando a quei generi musicali che, per natura stessa, hanno bisogno di musica già scritta al fine di sopravvivere. Mi riferisco naturalmente a tre dei più importanti generi musicali mai concepiti dall’uomo: la musica “classica” (anche in questo caso tra infinite virgolette), il blues, ed infine il jazz. Ciò che accomuna questi generi, dicevo, è la loro caratteristica di sopravvivere sostenendosi sulle spalle dei padri creatori: non c’è in essi quasi nessun tentativo spavaldo di innovazione, di sconnessione dalle tradizioni; la loro missione è una pacata, filosofica ricerca infinita del perfezionamento. E’ chiaro, le avanguardie esistono anche in questi casi, ma è interessante notare come, volenti o nolenti, anch’esse siano costrette a rapportarsi col passato. Vogliamo ad esempio parlare della Dodecafonia di Schoenberg? Essa rappresenta ciò che rappresenta in funzione di ciò che non rappresenta più. Bel gioco di parole, vero? Mi spiego meglio: anche se, ovviamente, la critica non considera Schoenberg come una rottura con il passato, è chiaro come egli abbia introdotto un nuovo concetto di musica classica… ma ciò non di meno tutti guardano ai suoi precedenti per valutarlo. Un po’ come i periodi Rosa e Azzurro di Picasso sono necessari a comprenderne il salto cubista. Dunque, riassumendo, le avanguardie ci sono, ma alla fine restano eccezioni che confermano la regola del perfezionamento.
Ora allarghiamo il campo, e consideriamo la musica tout court: è dunque la cover un atto monodirezionale? La possiamo considerare utile al solo scopo di perfezionare ciò che già c’è… o spesso nasconde secondi fini? Voglio lasciare i puntini di sospensione sulla risposta, ma non prima di aver portato qualche esempio recente e particolarmente pregnante.

THE MUSICAL BOX
Avrei potuto scrivere un Live Report sul concerto che il 7 Dicembre 2009 ha infiammato i cuori del Nuovo Teatro Comunale di Vicenza, per l’occasione in sold out: The Musical Box, l’acclamata band canadese, ha riportato per una sera la città veneta ai fasti settantiani di A Trick Of The Tail, capolavoro firmato Genesis.
Avrei potuto scrivere un Report, dicevo, ma non l’ho fatto. Perché, direte voi? Non so, risponderei io, forse per una semplice questione di rispetto nei confronti dei Genesis. L’esibizione dei The Musical Box è stato un fulgido esempio di iper realismo musicale: più veri del vero, più precisi degli originali, più ascoltabili dei Genesis dell’epoca grazie alle moderne tecnologie audio. Sembrava davvero di avere davanti l’originale Phil Collins, emozionato come sarebbe parso emozionato per la prima volta in veste di cantante solista (ricordo a tutti infatti che nei dischi precedenti il ruolo era ancora affidato a Peter Gabriel), dotato della medesima teatralità ed estro. Un concerto praticamente perfetto, sublime.
I The Musical Box sono una realtà unica nel loro genere: sono stati riconosciuti ed incoraggiati dai Genesis stessi, possiedono partiture originali della band, sono un fenomeno apprezzato ed emulato in tutto il mondo.
Il rischio forse è proprio questo: un giorno potrebbe arrivare una cover band dei The Musical Box, ed il serpente comincerebbe a mangiarsi la coda, in un cerchio infinito di emulazioni sempre più insensate. I The Musical Box non sono dei bardi: suonano per far soldi, ed il profumino dei soldi purtroppo arriva lontano, molto lontano.

CELLOBASSMETAL
Ma se pensate che l’emulazione dell’emulazione sia una cosa impossibile, e che i miei siano solo vaneggiamenti, non avete ancora fatto i conti con i Cellobassmetal ed il loro fresco Play Metal With Cello And Bass. Nella recensione credo di aver già infierito abbastanza su questi due pur preparatissimi artisti: ciò che voglio sottolineare in questa sede, e su cui forse in passato avevo calcato poco la mano, è l’assurdità di coverizzare brani alla maniera di un’altra cover band, gli Apocalyptica. Non stiamo parlando di un riarrangiamento di brani classici fatto da Chopin, brani in cui la dinamica, l’espressione delle note, può capovolgere completamente il significato di una composizione, ma di canzoni scritte per essere quadrate, metalliche, compresse, e sicuramente non strumentali: sto parlando naturalmente dei pezzi originali scritti dai Metallica, a loro volta coverizzati dagli Apocalyptica. Per quanto si possa essere bravi a suonare (ed i Cellobassmetal lo sono), è difficile migliorare o stravolgere una musica di per sé già “confezionata e venduta”. E’ un po’ come tentare di aumentare la risoluzione di un’immagine piccolissima: l’unico risultato sarà quello di sgranarla e perderne la definizione.

ELIO E LE STORIE TESE
Vi siete mai chiesti come si fa a stabilire il confine del plagio musicale? La giurisprudenza afferma che esso sussiste quando vengono copiate almeno 8 battute del brano originale, anche se in Italia non c'è nessuna normativa chiara in merito. In ogni caso, è probabile che la band Elio E Le Storie Tese conosca molto bene quel confine, considerato che continua da anni ad attingere dalle fonti più disparate per comporre la propria musica, e questo sempre senza conseguenze legali. Per chi non lo sapesse la musica di Elio E Le Storie Tese è composta da un collage intelligente di fraseggi, strutture, liriche, rimescolati in modo tale da apparire al contempo demenziali ed originali. Si può giudicare bene e si può giudicare male (come spesso avviene): ciò che bisogna ammettere però è che la band è riuscita nell'intento di “coverizzare senza coverizzare”... la musica degli altri artisti c'è ed è evidente, ma raramente ne troverete i riferimenti biografici nel libretto. Perchè? Perchè la paternità musicale della musica di Elio E Le Storie Tese resta in un limbo, a metà tra il citazionismo spinto (un brano preciso di un preciso autore) e l'omaggio indiscriminato ai più disparati generi musicali (richiami a brani di proprietà popolare). Il legante per amalgamare tutto questo, per fortuna, resta una forma discretamente personale di Progressive Rock.

INSOMNIUM
Di tutt’altra pasta i finlandesi Insomnium, dei veri artisti nel giocare con il fuoco. Come ho spiegato a fondo nella recensione del passato Since The Day It All Came Down, esistono casi in cui la linea di demarcazione tra plagio ed ispirazione diventa sottilissima o nulla. Scrivere riff che riprendono pesantemente certi trademark esclusivi rischia di diventare una mossa azzardata e controproducente: una cosa è farlo con ironia, cioè per far ridere (Elio E Le Storie Tese), un altro è prendere seriamente la questione. Il titolo del disco suona quasi profetico: nel momento in cui tutto crolla -in questo caso il teatrino costruito per nascondere l’emulazione esagerata- sarebbe forse il caso di alzare le mani in segno di resa, e dedicarsi a qualche sana, onesta, dichiarata cover.

CHILDREN OF BODOM
E veniamo dunque alla resa incondizionata di cui sopra, ovvero il momento in cui il giocatore decide di mostrare le sue carte, ed agire indisturbato sguazzando nel florido universo delle cover. E’ il caso, tra i tanti che hanno scelto questa strada, dei Children Of Bodom, da poco usciti nei negozi con il discusso Skeletons In The Closet. Quest’ultimo con qualche difficoltà potrà essere considerato un buon album, su questo non si discute, ma a sua discolpa posso dire che forse è stata fatta poca attenzione al titolo: se stiamo parlando di scheletri nell’armadio (skeletons in the closet) è palese –quasi dovuto- che sbuchi fuori qualcosa di indesiderato: in piena coscienza di ciò è quindi giusto lapidare la band perché ha riarrangiato, tra i tanti, Britney Spears? Meditate gente, meditate. E poi, per restare in tema di riarrangiamento, a mio avviso i Children Of Bodom andrebbero rivalutati per altri due fattori: in primis, stiamo parlando di riarrangiamenti massivi che hanno impresso il loro marchio di fabbrica in profondità nei brani trattati (alcuni dei quali già conosciuti dal pubblico da anni, e sempre apprezzati); in secondo luogo, stiamo parlando di un disco completamente votato allo svisceramento delle cover, il che forse gli dona un sapore tutto nuovo, stravagante ma non sgradevole.

PER CONCLUDERE
Non vorrei che la mia disamina vi portasse a pensare che odio le cover, nonostante abbia già elencato approfonditamente pro e contro della cosa. Rendere omaggio ad una band o ad un artista del passato può essere una cosa meravigliosa, se fatto dalla persona giusta, al momento giusto, nel disco giusto. Per come la vedo io, la cover non dovrebbe fungere da biglietto da visita per le giovani band: ci sono altri modi di dimostrare al mondo quanto si vale. Il senso corretto della cover dunque potrebbe essere quello del coronamento di una carriera musicale affermata da tempo: ovvero quando l'artista ha già comunicato al mondo quello che sa fare (cioè quello che sa scrivere di suo pugno, e come interpretarlo) e si prende ora lo sfizio di parlare di qualcun altro (cioè riscrivere la musica di altri artisti, reinterpretandola).
In questi termini, la cover assume un valore straordinario, e può addirittura rafforzare la credibilità di entrambe le band, la “coverizzata” e la “coverizzante”, a lungo termine.



zorro
Sabato 11 Gennaio 2014, 19.34.23
62
moltissimi gruppi ai loro esordi sono stati influenzati da altre band,quindi le trovo sempre appropriate in qualsiasi tempo e momento della vita musicale di una band,come forma di omaggio o di rispetto a chi li ha preceduti.
CowboyFromHell
Sabato 11 Gennaio 2014, 15.42.50
61
Io penso che le cover siano una buona palestra in cui i giovani gruppi possono divertirsi, omaggiare i loro idoli ed affinare le proprie capacità misurandosi con essi. Una volta trovato il successo, però, il senso delle cover a mio avviso sparisce. Ovviamente nulla vieta di farle anche se sei famosissimo, ma è solo, a mio parere, per divertimento personale.
Eagleflyfree
Venerdì 25 Gennaio 2013, 19.40.54
60
Completamente d'accordo con l'articolo. Un esempio do cover ben fatta è la recente March of time dei LT.lli's Rhapsody, un esempio di cover che se fosse solida andrebbe tirata addosso all'eretico è Temptation (Heaven17) dei Cradle of Filth. Ammiro le case discografiche quando propongono opere come Keeper of Jericho, omaggio ai primi leggendari album degli Helloween. Nessuno s'appropria di nulla, la fonte è chiaramente rintracciabile e il risultato è un qualcosa davvero degno d'essere comperato.
Delirious Nomad
Lunedì 24 Settembre 2012, 16.51.52
59
A me piacciono le cover, la mia preferita è quella di "Scarborough Fair" di Simon & Garfunkel dei Queensryche (non quella nell'album di cover, quella più acustica dell'expanded edition di empire). In generale penso che possano essere un ottimo modo per conoscere le influenze dei propri artisti preferiti.
Renaz
Giovedì 15 Luglio 2010, 0.45.07
58
In effetti, Chris, quasi non mi pare vero
Khaine
Mercoledì 14 Luglio 2010, 22.54.18
57
Oh, credo che Renaz sarà contento: finalmente qualcuno che riconosce l'umiltà con cui è solito esprimersi penso sia la prima volta che leggo un commento come questo da quando faccio parte della redazione...
chris wild
Mercoledì 14 Luglio 2010, 21.53.13
56
Davvero spettacolare!!! Non ci posso credere, metallari o presunti tali, pronti a sputtanare qualsiasi band italiana, band italiane bravissime ce ne sono molto di più di quelle straniere che tanto adorate, però se vi toccano Elio e le storie tese... allora è guerra. O intendiamoci, a me stanno simpatici Elio e cricca, che mi piaccia la loro musica un pò meno, ma come sempre ognuno capisce quello che vuole, per me la parte dell'articolo non era offensiva e il fatto che tutti in Elio & C. sanno suonare da paura non li fa un artista capace di fare musica originale e loro stessi prendono spesso parti di canzoni per farle in chiave scherzosa, ma alla fine lo fanno!!! Comunque per me è un buon articolo, molto intelligente e soprattutto non scritto in forma IMPERATIVA, come fanno certi altri presunti (in quel caso si) giornalisti pensando che sono gli unici ad avere sempre la ragione =))
Khaine
Domenica 20 Giugno 2010, 13.38.41
55
E dove l'avresti letta sta cosa?
ZERO
Domenica 20 Giugno 2010, 13.30.47
54
Assolutamente d'accordo con Admiron,definire Elio e le storie tese dei copioni integrali è una boiata assurda e non da uno che va a tutti i loro concerti o ha tutti i loro dischi....
Renaz
Giovedì 28 Gennaio 2010, 11.56.15
53
Tranquillo Painkiller, arriveranno così tanti articoli che ci affogherai dentro!
Painkiller
Giovedì 28 Gennaio 2010, 11.17.41
52
Wuthering Heights, verissimo!!! E che gruppo che ERANO gli Angra ..... Renaz, attendo l'articolo sul cover art!!! Io ho già idee ben precise in proposito ......
Khaine
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 20.40.20
51
Ah, Wuthering Heights... che pezzo, ragazzi!!!
Renaz
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 19.19.47
50
@Painkiller: bellissima idea quella di un articolo sulla cover intesa come artwork! Ci stiamo già mobilitando per realizzarlo, grazie della dritta! Cmq concordo con Nikolas su Painkiller, è sicuramente meglio la versione dei Death... Preferisco anche Wuthering Heights rifatta dagli Angra...
Adimiron
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 18.12.41
49
concordo con la cover di Painkiller, ricordo anche una splendida The Sound Of Silence originale di Simon&Garfunkel rifatta dai Nevermore: non è una vera e propria cover, non ci assomiglia per niente a parte le lyrics.
Painkiller
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 17.48.12
48
Beh, non l'ho sentita ma cercerò di colmare presto questa mia lacuna ...
Nikolas
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 17.09.40
47
Beh a me viene in mente proprio il tuo nick Painkiller versione Death, è forse la migliore Cover che la storia ci abbia consegnato|
Painkiller
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 17.07.04
46
comunque, leggendo il titolo dell'articolo, avevo frainteso ..... Pensavo trattasse dell'utilità o dell'importanza della cover del CD, della copertina .... Non pensate che anche questo sia un buon argomento di discussione? La visione della copertina influenza le vostre aspettative sull'ascolto? RENAZ, SO CHE NON C'ENTRA UN RAZZO MA mi pareva un'idea non malvagia ...
Painkiller
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 17.04.26
45
Urka urka, perdo di vista due gg il sito e scatta la polemica!!! Concordo con la conclusione di Renaz sul fatto che le cover dovrebbero essere fatte a carriera inoltrata (in omaggio alle proprie origini per esempio) e non utilizzate come presentazione di una band agli esordi. Butto sul piatto della discussione una considerazione: raramente ho sentito cover che fossero al pari (o aggiungessero qualcosa) all'originale e quindi mi chiedo che utilità abbiano in generale, se non essere un tributo alle proprie origini. Voi avete in mente cover "stellari"? Io davvero poche ...
Renaz
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 11.12.13
44
No, il discorso è diverso: qua abbiamo tutti il diritto di parlare, tu esattamente come me, ma nel RISPETTO dell'altro. Quando c'è il rispetto, si può discutere del tema di cui verte l'articolo. Hai insinuato delle cose sul mio conto (" Prima di far cadere la tua accetta santa che discrimina il Bene dal Male vai a documentarti, tutto questo protagonismo non lo capisco") e al posto di scusarti per aver giudicato prima di chiedere dei chiarimenti, mi hai riso in faccia. Ricordati una cosa sola Adimiron: io non ho il dovere di giustificare le mie scelte editoriali con te A PRIORI, ma piuttosto ho il dovere di discuterne con te in un clima di serenità e rispetto reciproco. Quindi quando sarai pronto a scusarti io sarò pronto a spiegare tutto, o rispondere a tono, come dici tu. La possibilità di commentare liberamente da parte di tutti (e che di certo è maggiore di quella di Ballarò) senza essere mai bannati, si paga con un minimo di buonsenso e civiltà.
Adimiron
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 10.53.11
43
Questo articolo si intitola "la polemica", dovresti ringraziarmi davvero. Viceversa qui ho visto un "giornalista" che si cala dall'alto della sua decennale esperienza (immagino) e non risponde a tono difendendo le proprie posizioni ma accampa scuse. E' come se a Ballarò tutti dessero ragione a chi parla, poi quando è il turno di un altro tutti danno ragione al secondo. Geniale, vero?
Renaz
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 10.40.56
42
E' un piacere scrivere per lettori come te, davvero, grazie a te!
Adimiron
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 10.30.56
41
grazie, siamo in 3 qui in ufficio a ridere, grazie per averci regalato questi fantastici momenti.
Renaz
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 10.29.27
40
Complimenti davvero.
Adimiron
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 10.25.52
39
ahahahahhahahaahahaha
Renaz
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 10.23.53
38
Ti spiegherò quando chiederai scusa... perdonami ma sono un pò stanco di queste insinuazioni gratuite sul mio operato.
Adimiron
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 10.20.17
37
è solo la seconda volta, non fare la vittima, e comunque spiegami sintatticamente la frase dato che continuo a non capire.
Renaz
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 10.19.08
36
Assolutamente, come al solito Adimiron mi fraintende: io ADORO Elio e le Storie Tese, vado a tutti i loro concerti e ho tutti i loro dischi. Forse non sono io che dovrei documentarmi ma tu che dovresti rileggere un attimo prima di offendermi (quasi) ogni volta che scrivo qualcosa, che dici?
Adimiron
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 10.18.03
35
"Per chi non lo sapesse la musica di Elio E Le Storie Tese è composta da un collage intelligente di fraseggi, strutture, liriche, rimescolati in modo tale da apparire al contempo demenziali ed originali." mi sembra che ci sia poco da fraintendere, li si sottolinea come degli assoluti copioni incapaci di creare musica propria. Non è vero, ci sono dei buonissimi spunti qui e lì (Queen, Deep Purple, Pink Floyd, c'è pure un sito dedicato) ma da qui a dire che sono INTEGRALMENTE canzoni costruite con pezzi altrui ne passa.
Nikolas
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 10.15.20
34
Credo, ma non sono Renaz e posso tranquillamente sbagliarmi, che tu abbia frainteso il paragrafo riguardo EeLST, o almeno io l'ho interpretato in maniera diversa, ma aspetto la risposta di Renato
Adimiron
Mercoledì 27 Gennaio 2010, 10.09.44
33
Elio e le storie tese hanno scritto moltissime meravigliose canzoni di prima mano, senza attingere da nessuno. Prima di far cadere la tua accetta santa che discrimina il Bene dal Male vai a documentarti, tutto questo protagonismo non lo capisco.
Moro
Lunedì 25 Gennaio 2010, 14.47.57
32
bell'articolo. sono sempre favorevole alle cover, soprattutto se stravolte. Sarebbe stato carino inserire la rivisitazione di Dark Side of the Moon fatta due mesi fa dai Flaming Lips + Henry Rollins + Peaches. Anche una nota di merito ai più famosi Ten Masked Men. ps: nel mondo emocore sta andando di moda rifare Just Dance di Lady GaGa =)
Er Trucido
Domenica 24 Gennaio 2010, 13.01.15
31
@Krok: grazie per la precisazione! @Autumn: Certo che no, sarebbe da stupidi farlo, intendevo che per loro vale lo stereotipo, ma essendo il loro stile più originale della classica cover-band si supera anche il "pregiudizo" e si valuta la loro proposta in maniera obiettiva. Non so quante band riescono a superare questo scoglio, a loro va dato il merito di esserci riusciti
krok
Domenica 24 Gennaio 2010, 10.14.48
30
A me piacciono le cover ,ma devono rimanere solo ed esclusivamente dei sentiti tributi verso i propri idoli ,anche se si tratta di cover goliardiche o ironiche (o estremamente originali come nel caso degli Apocalyptica).Non è giusto sfruttare la fantasia e il lavoro altrui per fare successo o per promuovere album magari un pò scialbetti ,con pezzi che in passato hanno scalato le classifiche (Lacuna Coil?)Oppure usare le cover per sopperire ad una mancanza di creatività(i Manowar di "Warriors of the world" o i plurimenzionati Children Of Bodom").Un gruppo dovrebbe tirare avanti solo con farina del suo sacco... @Er Trucido credo che tu ti riferisca a Paul Anka,il disco si intitola "Rock Swings"!
Autumn
Domenica 24 Gennaio 2010, 1.59.03
29
Ok Trucido però gli Apocaliptyca si sono fatti i bei soldoni con sta storia e non credo che li baratterebbero col in levarsi di dosso quella etichetta che dici tu....
Er Trucido
Sabato 23 Gennaio 2010, 15.07.53
28
Bè che dire, interessante mi documenterò su di loro. Se non sbaglio c'era anche chi interpreteva pezzi rock alla Bublè, non ricordo il nome porca zozza! Il rischio è però rimanere prigioniero dello stereotipo con cui ti sei imposto se sei una band emergente (gli Apocalyptica per molti sono"quelli che hanno fatto i pezzi dei Metallica col violondello"), il gruppo affermato non ha bisogno di questo per imporsi quindi lo fa per divertimento o per soldi (i Bodom per la seconda mi par di capire). Se poi si aggiunge anche una stanchezza compositiva è chiaro che queste release lasciano interdetti.
Pandemonium
Sabato 23 Gennaio 2010, 14.52.31
27
Per gli amanti della goliardia consiglio vivamente i Ten Masked Men, band indaffarata a produrre SOLO cover di gruppi pop in chiave death metal. Hanno rifatto Baby one more time, Living la vida loca, New York New York, Blue degli Eifel65 e via dicendo... risate e ottime esecuzioni assicurate (altro che Children of Bodom).
Giasse
Sabato 23 Gennaio 2010, 14.24.40
26
Oppure proporre queste gogliardie assolutamente lecite in sede live, a mò di valore aggiunto.
Er Trucido
Sabato 23 Gennaio 2010, 14.20.00
25
Idem anche per me (e Pandemonium ha fatto degli ottimi esempi), io però guardo anche un'altro aspetto della questione e cioè il sapersi prendere in giro, l'ironia. Fermo restando che sui dischi interamente di cover non ho un'ottima opinione (e ne ho parecchi), penso che se un gruppo registra qualcosa di insolito di sua spontanea volontà poi voglia farla sentire al suo bacino d'utenza e se costoro capiscono la vena goliardica della band si faranno una risata. Il problema nasce se devi spendere 18/20 € per questo, magari mettendo delle bonus track o dei bonus disc insieme ad una tua release si farebbe un'operazione meno rivolta alla commercialità
Giasse
Sabato 23 Gennaio 2010, 14.04.45
24
Sono d'accordo con Pandemonium. A me esaltano le cover in cui viene stravolto lo stile ma mantenuta l'originarietà delle varie linee; in cui lo stile della cover-band si ritaglia uno spazio su partiture vincenti con timbriche ed intensità divverse: potrei fare molti esempi. Non amo invece le reinterpretazioni eclatanti: ad esempio mi rompono le scatole i riarrangiamenti orchestrali che sembrano fatti ad ogni costo per trasformare il rock in classica. Forse parlo così perchè è un'operazione stra-abusata e dunque oramai poco appetibile o forse perchè preferisco sempre una chitarrona ed un doppio pedale a 200 bpm ad un quartetto d'archi...
Pandemonium
Sabato 23 Gennaio 2010, 13.50.33
23
Bell'articolo Renaz!! Completo ed esaustivo. Io supporto in toto le cover originali, ossia quelle riproduzioni fedeli alla partitura ed infedeli allo stile (anche se le cose non si escludono nettamente). Mi spiego: adoro le cover che (come hai giustamente sottolineato) rendono giustizia sia alla band coverizzata, sia a quella coverizzante: si deve intuire all'ascolto immediato di una cover fatta come si deve, che contemporaneamente è e non è l'originale. è l'originale perchè la melodia è subito riconoscibile come "aliena" alla band che la coverizza, ma viene interpretata dalla stessa in modo che si percepisca subito che a suonarla non è il "combo padre". A tal proposito geniali sono stati gli Apocalyptica, alcune tracce di Garage Inc dei 'Tallica o Painkiller dei Death per fare qualche nome. Non sono però d'accordo sul versante Children Of Bodom: a mio parere tirar fuori dall'armadio canzoni di Britney Spears per una band che non sa più cosa incidere è palesemente una mossa commerciale. Per non aggiungere che (cosa più importante) lo stile dei figli di Bodom sembra ormai più consono a generi quali il pop che il death metal... e quindi qui casca il palco della buona cover (e la band entra in crisi di identità)...
Er Trucido
Sabato 23 Gennaio 2010, 13.41.04
22
@Raven: capisco, io sono fortunato anche la mia ragazza lo odia! Devi agire d'astuzia per non far capire il secondo fine, evidenziando l'aspetto consumistico dell'evento!
Raven
Sabato 23 Gennaio 2010, 13.21.32
21
Ragazziiii....corpo normanno, mente araba. Il rischio è altissimo
Giasse
Sabato 23 Gennaio 2010, 13.18.02
20
S. Valentino con il metallo: il nostro grande amore, no?? ))) Cmq sappiate che ai contenuti di questa puntata sta partecipando attivamente tutta la redazione, oltre a me e a Barbara di Okmusik. è uno sforzo immane, ma contiamo sulla riuscita e soprattutto sulla partecipazione. Ci piacerebbe una discussione attiva nel forum durante la puntata...
Er Trucido
Sabato 23 Gennaio 2010, 13.15.18
19
Dai è di domenica, la porti a cena la sera prima, o a pranzo a mezzogiorno...così salvi matrimonio e integrità musicale!
Raven
Sabato 23 Gennaio 2010, 13.12.03
18
Dunque......sentire il buon Giasse o passare una romantica serata con quella manesca di mia moglie? uhm..........
Er Trucido
Sabato 23 Gennaio 2010, 13.09.11
17
Il giorno di San Valentino...meno male io lo odio!
Renaz
Sabato 23 Gennaio 2010, 13.01.06
16
Non vedo l'ora...
Giasse
Sabato 23 Gennaio 2010, 12.45.33
15
L'argomento è talmente attuale ed interessante che grazie alla collaborazione con Okmusik Radio il giorno 14 febbraio andremo in onda sul programma Rock The Night parlando proprio di cover (2 ore tonde tonde). Naturalmente il nostro punto di partenza sarà proprio l'articolo di Renaz. Non vi anticipo nulla, ma ci saranno cose di cui stupirsi... a breve altre notizie in merito.
AL
Sabato 23 Gennaio 2010, 12.19.19
14
dischi di cover: stanno diventando un modo per fare soldi e quindi operazioni commerciali. non sono più un semprlice tributo ai propri idoli o ispiratori.. Album tributi: li apprezzo se suonati da gruppi che suonano propriamente lo stesso genere (es. Hallowed be thy name dei cradle of filth a me piace tantissimo). poi ci sono i gruppi che fan solo cover che non sopporto. va bene che bisogna farsi conoscere ma poi bisogna creare qualcosa...
abbondio
Venerdì 22 Gennaio 2010, 19.25.48
13
fare una cover rendendola propria è un bellissimo processo, se è spontaneo e riesce a dire qualcosa. in tal senso non ci vedo nulla di male neanche nel fare un intero cd di cover. un altro discorso si deve fare se tale cd è un semplice ripiego commerciale e/o causato da scarsa ispirazione...
Renaz
Venerdì 22 Gennaio 2010, 17.54.24
12
La tua idea mi piace molto, kvmetternich
kvmetternich
Venerdì 22 Gennaio 2010, 17.14.23
11
Visto che la musica ha le stesse caratteristiche di un linguaggio direi che la cover è come una citazione all'inzio di un libro.
Michele
Venerdì 22 Gennaio 2010, 15.31.33
10
Ci sono cover che adoro,come alcune degli Apocalyptica (Nothing Else Matters suonata da loro è molto diversa da quella dei Metallica),oppure anche alcune dei Children of Bodom. Altre le detesto,come la maggior parte dei Children of Bodom (sembra un controsenso,no?) e anche alcune dei Blind Guardian. Per me cover vuol dire innanzitutto tributare un musicista che si apprezza,e fin qui ok. Alcuni però pubblicano cover solo con lo scopo di fare soldi. E qui nmon va bene,no...
Renaz
Venerdì 22 Gennaio 2010, 15.23.40
9
e grazie Khaine!
Khaine
Venerdì 22 Gennaio 2010, 15.02.15
8
L'articolo centra un punto maturo: la cover non è necessariamente un metodo per pubblicare un disco in più, magari per soddisfare condizioni contrattuali difficili. La cover è prima di tutto un tributo sincero: in particolare la conclusione dell'articolo è giusta nel convincermi di quest'aspetto. Bravo renaz!
hm is the law
Venerdì 22 Gennaio 2010, 14.13.09
7
Se un album di inediti contiene una cover nessuno si può lamentare di questo: è accettabile a meno che non sia un rifecimento venuto male. Ma produrre un album tutto di cover come hanno Napalm Death, Hatebreed, Children Of Bodom beh... non ci sto. Per me equivale a non avere idee o, comunque, evidenzia la necessità di agire in tal modo perchè le band hanno magari firmato contratti capestro con le case discografiche ed, in mancanza di novità, si ripiega sul disco di cover , di greatest hits, brani mixati, live spesso inutili ecc. ec.cc.. Io dico v...... alle case discogrfafiche e boicottate gli album di cover.
Raven
Venerdì 22 Gennaio 2010, 13.32.00
6
Come ho ripetutamente detto in altre occasioni, il contesto cultural/musicale degli anni 60 era completamente differente, e fare propria una canzone in quanto proprietà intellettuale delle masse era normale. Inoltre la diffusione di un brano era molto legata a questo canale in un tempo in cui la tele aveva un peso limitato ed internet non c'era, la cover era quindi funzionale alla diffusione e faceva comodo anche all'autore, almeno in parte. Dubito però che in Italia lo si facesse solo per quello, spesso era solo comodo copiare perchè si era fuori dai contesti culturali più d'avanguardia, e farlo faceva comodo a discografici che non distinguevano i Doors da una pizza margherita.
Ribbon
Venerdì 22 Gennaio 2010, 13.16.59
5
Il problema di identità di una canzone, nel momento in cui essa viene "coverizzata", è più che serio...vi racconto una storiella: negli anni '60, il mio allora ventenne papà, si era fatto strada nel giro musicale. Come dimostratore di organi durante le fiere nazionali ed internazionali della Davoli, come musicista e cantante dell'orchestra della Rai in trasmissioni quali "Tigre Contro Tigre" etc., con una partecipazione a Sanremo...e come cantante di "cover". Come mi ha raccontato, all'epoca, quando usciva una canzone, la stessa orchestra, condotta dallo stesso direttore dell'originale, risuonava il brano per re-inciderlo con, alla voce, cantanti meno noti...questo perché nei negozi si vendessero sia i dischi originali, sia queste "copie autorizzate", ovviamente ad un prezzo inferiore, per quelli che non potevano, o volevano, spendere di più per un originale...conserviamo ancora oggi dei vinili con queste registrazioni, sue e di altri...dunque immagino che molti non sapessero distinguere la versione originale di una canzone da una sua copia...
Er Trucido
Venerdì 22 Gennaio 2010, 12.24.48
4
anche secondo me la perdita del supporto fisico equivale a perdere uno strumento per capire la musica (mi fanno veramente incazzare i libretti scarni con 2 righe in croce). Sul significato della cover sono dell'idea che nel nostro genere musicale equivalga per la maggior parte ad un tributo a qualcuno che ti ha ispirato piuttosto che ad una scelta commerciale, (come quello che coverizzò Light my fire dei Doors). Soprattutto io sono a favore della cover se viene eseguita mettendoci del proprio, la riproposizione da cover-band non interessa a nessuno (piuttosto mi sento l'originale)
Renaz
Venerdì 22 Gennaio 2010, 8.43.31
3
A costo di ripetermi, Polenta Violenta: io sono d'accordo con te, e nell'articolo non è emerso solo perchè ho cercato di portare pro e contro della cover e del triibuto/ispirazione in maniera più oggettiva possibile. Tuttavia personalmente ritengo che mettere tutti a conoscenza delle fonti di ispirazione sia una forma di rispetto nei confronti di chi ha affrontato per primo un certo tipo di musica...
raven
Venerdì 22 Gennaio 2010, 8.29.26
2
Io invece sono d'accordo in toto, specialmente per ciò che si dice nel primo paragrafo. Purtroppo la smaterializzazione del supporto porta conseguenze pessime , tra le altre la perdita di identità delle fonti, anche se va detto che alla fine è sempre una questione di volontà. Anche negli anni 60 la cover era un mezzo per diffondere "la musica di tutti", ma chi voleva poteva sapere quel che gli serviva anche in un mondo senza la rete.
polenta violenta
Venerdì 22 Gennaio 2010, 2.39.29
1
dai renaz non esagerare, ma senza offesa, sei andato troppo oltre partendo da un bel concetto che avete già esplorato parlando dei plagi. tutta la musica deriva da qualcosa di precedente, nessuno è creatore. le cover sono fatte per divertimento, per operzione commerciale, per tributo... ma da questo presupposto tutto è fatto in corrispondenza al passato. Picasso da giovane copiava i Da Vinci e la sua evoluzione cubista è una conseguenza non una copia. insomma le similitudini sono milgiaia: i gamma ray che rubano il riff di heaven and hell, gli slayer che prendono quello di masters of reality, i metallica che usano una linea di batteria dei maiden (non mi ricordo le canzoni esatte, quella dei metallica è motorbreath, quella dei maiden è su killers). insomma bel articolo, spunto interessante ma troppo oltre.
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