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METALLICA - Cliff Burton - Indimenticabile
10/02/2010 (10600 letture)
C'era una volta un ragazzo dai folti capelli rossi che viveva di musica e che nascondeva, sotto l'aspetto rassicurante di bonaccione tranquillo, un'enorme talento musicale. C'era una volta un soffio di vento, nato in una gelida e bastarda notte scandinava, un soffio di vento esalato dall'ultimo respiro di quel ragazzo, una carezza d'aria che da allora galoppa attraverso i decenni. Avvolto dalle note calde di Anesthesia (Pulling Teeth), quel soffio di vento scorre ancora nei cuori degli headbangers (e non solo) di tutto il mondo, oggi come in quel controverso 1986. Clifford Lee Burton ha cambiato il corso della storia dei Metallica, rendendola la band più grande dell'heavy metal: un bassista fenomenale per la più fenomenale delle squadre d'attacco partorite dalla fervida Bay Area di San Francisco. Su di lui, sulla sua vita e sul suo apporto tecnico al sound del quartetto americano è stato scritto di tutto; ma ricordarsi di lui ancora una volta è praticamente obbligatorio, in corrispondenza di quello che sarebbe stato il suo quarantottesimo compleanno. Cliff è morto giovane, a ventiquattro anni: nei ricordi di tutti e nelle foto sui libri è rimasto il ragazzino posato e rilassato dai lunghissimi capelli rossi, con l'immancabile giubbetto in jeans e i celebri pantaloni a zampa, primissimi e inconfondibili segni del suo andare contro le mode, contro le apparenze. Nei ruggenti anni '80 dell'heavy metal, inevitabilmente legati ai jeans aderenti e alle scarpe da basket alte, Cliff Burton era semplicemente se stesso, onesto e coerente oltre ogni limite. Uno che andava 'contro' la corrente di chi andava controcorrente, utilizzando un contorto gioco di parole; ma non lo faceva in quanto bastian contrario o ribelle turbolento: lo faceva semplicemente perchè si sentiva libero, e amava sentirsi libero. Detto con la sua frase tipica, faccio un po' quel cazzo che mi pare. Chissà come sarebbe oggi, il caro vecchio Cliff: probabilmente non si sarebbe mai piegato alla netta rivoluzione visiva che la sua band ha perpetuato nel suo look a metà anni '90, optando per abiti lussuosi, capelli corti e appariscenti travestimenti ora da gangster ed ora da capricciose rockstar modaiole. Innegabile è l'influenza enorme improntata da Burton alla storia dei Metallica: una griffe irremovibile sia nella rotta musicale che in quella morale, un segno tangibile capace di incidere a fondo nel background dei suoi compagni grazie ad una straordinaria preparazione tecnica, pratica e teorica. E' Lars Ulrich a tributare con un ricordo semplice ma lampante il quid incredibile introdotto nella band da Cliff Burton, con la sua leadership naturale: A me e James ha fatto conoscere un nuovo orizzonte musicale fatto di armonie e melodie, una cosa completamente nuova, e ciò ha avuto grosse ripercussioni su un metodo compositivo che abbiamo usato per Master Of Puppets. In pratica il metodo che abbiamo io e James di scrivere i pezzi insieme ha preso forma quando Cliff era nella band, ed era modellato sui suoi spunti. Non voglio sembrare banale, ma il suo spirito è sempre con noi. Ha avuto un peso enorme nel modo in cui abbiamo affrontato le vicissitudini dei primi tempi, sul nostro atteggiamento, sul suono, su tutto, sul modo in cui i Metallica sono venuti fuori, persino dopo averci lasciato. Il cuore pulsante di quella band leggendaria era proprio Cliff. Si faceva rispettare senza avere nemmeno bisogno di alzare la voce, era ammirato da tutti e profondamente incisivo al timone della sua band; quello che invece avrebbe potuto lasciare interdetti i fans più oltranzisti sarebbe stato il suo ruolo dinnanzi al celebre Black Album, per non parlare dei suoi famigerati successori; c'è chi dice che Burton mai avrebbe permesso ai Metallica di ammorbidire il proprio sound fino a quel punto, ma forse è un mito da sfatare: Cliff nelle sue ultime interviste lasciava già trasparire una futura svolta melodica della sua formazione, anche se è inevitabile che nessuno potrà mai dire come avrebbero suonato quegli album col genio di Burton al posto di quello ben più controllato di Jason Newsted. Il background di Cliff parla chiaro: amava il blues, il southern rock (in particolar modo i Lynyrd Skynyrd), aveva orizzonti apertissimi, influenze che spaziavano dal punk dei Misfits alla musica classica dei grandi compositori, come Bach. Lo spiegava lui stesso, nelle rare interviste concesse alla stampa: Ascolto qualsiasi cosa di Glenn Danzig, cioè I Misfits o gli Shamain; tutto dei Thin Lizzy, le vecchie cose dei Black Sabbath, parecchie cose degli Aerosmith. C'è una band che si chiama REM che mi piace un sacco, anche se sembra strano! E' dunque possibile che negli anni '90 Cliff avrebbe comunque guidato i Metallica attraverso sentieri nuovi e forse bizzarri, più morbidi rispetto al thrash minimale degli esordi. Che poi lo avrebbe fatto con una qualità superiore di quella presente in Load e Reload è un altro discorso. Tuttavia, fantasticare con le ipotesi e i 'se' permette a ognuno di immaginarsi una sua propria teoria sul futuro mai arrivato di Cliff Burton: forse i Metallica avrebbero proseguito sulla scia technical thrash di ...And Justice For All, forse avrebbero scarnificato la loro musica orientandola verso un thrash punk simile ai primi passi mossi in Kill'Em All; ma purtroppo le risposte non arriveranno mai, perchè quel talento tanto influente nel percorso musicale dei Metallica è stato strappato troppo presto dalla sua realtà. Le parole di Craig Martini, bassista del guitar hero Paul Gilbert, sintetizzano magnificamente quanto di prezioso rimane alla comunità cuoioborchiata della testimonianza burtoniana: Cliff è e sempre sarà il più innovativo bassista heavy metal di tutti i tempi. E' stato il primo che non si limitava semplicemente a seguire le parti di chitarra, usava le armonie per spalancare le porte di un genere di musica tipicamente noto per la mancanza di melodia. La sua presenza scenica trascinante, unita ad una straordinaria competenza tecnica, lo rendevano veramente unico nel suo campo. La sua eredità vivrà per sempre. Mai parole furono più azzeccate.

Clifford Lee Burton nasce a Castro Valley il 10 febbraio 1962. La madre Jan amava ricordare come già da piccino preferiva starsene da solo, nella sua cameretta, a leggere o ad ascoltare musica, piuttosto che uscire a giocare con i suoi coetanei. Un tipo vispo e sveglio, che amava molto studiare: anche a scuola, tra una lezione e l'altra, si sedeva su un muretto a leggere libri di musica classica; potrà sembrare banale o opportunistico, ma Cliff era veramente benvoluto da tutti, aveva tanti amici, era gentile e premuroso. La sua vita vide la tragedia negli occhi, per la prima volta, nel 1975, quando il fratello maggiore Scott, tredicenne, gli morì davanti per un aneurisma cerebrale: il lutto colpì molto il piccolo Cliff, che lo elaborò dentro di se senza parlarne praticamente mai. In memoria del fratello, Cliff inizia a prendere lezioni di pianoforte e poi di basso, superando vari istruttori in bravura. Il terzo della serie, tale Steve Doherty, ricorda che dai suoi manuali Cliff prese spunti provati assieme e successivamente utilizzati in Orion ed altre canzoni leggendarie della sua futura band, i Metallica: Praticamente mi diceva lui cosa voleva fare, e per fortuna il materiale che avevo era di suo gradimento. Era un piacere dargli lezioni, perchè era sempre preparato. Del resto, la musica era la grande passione di Cliff: il ragazzo imparò a leggere la musica, si interessò a Beethoven e Bach (che adorava), allargò i suoi orizzonti appassionandosi alle sonorità barocche; nella vita di tutti i giorni, odiava le bugie e la falsità più di ogni altra cosa, voleva tremendamente essere solo se stesso e avere il pieno controllo delle proprie scelte. Uno dei primissimi gruppi in cui suonò si chiamava EZ Street: con quei ragazzi, Cliff si cimentava in cover assurde e improvvisazioni allucinogene, scaturite da un'allegra dose di erba trangugiata in compagnia. In pratica, suonavano qualsiasi cosa passasse loro per la testa, così come veniva. Cliff visse un'adolescenza spensierata, frutto del suo lifestyle rilassato: un po' di fumo e le interminabili jam session distendevano la quotidianità di questo ragazzo sensibile e generoso, che amava anche cucinare e che tutti descrivono come profondamente vero, fiducioso, sincero e dignitoso. Costantemente impegnato, intelligente e sicuro di sé: certo, quando si ricorda una persona che non c'è più è sempre facile abbondare in elogi e mitificazioni, ma il bello è che Cliff Burton era davvero così. Presto Burton entrò a suonare nei Trauma, una mediocre glam metal band di San Francisco; i suoi compagni si vestivano con ridicoli e coloratissimi costumi colorati, con tanto di fulmini appiccicati addosso, ma Cliff restava sempre sé stesso, col giubbettino in jeans e i pantaloni a zampa; faceva quasi tenerezza vederlo lanciato in headbanging forsennati, come se stesse suonando un pezzo devastante dei Venom mentre invece i Trauma strimpellavano canzonette commerciali e innocue! Cliff ambiva e sognava, sognava così tanto da voler ostentare il suo desiderio di suonare un certo tipo di musica anche nel momento in cui si trovava giocoforza ad esibirsi in un contesto diverso. Era il leader visivo della band: la sua tecnica di bassista giunse fino a Los Angeles, tanto che James Hetfield e Lars Ulrich dei Metallica decisero di andare a Frisco per osservarlo.

I Metallica erano nati quasi per caso e si erano ritrovati ad avere un pezzo sulla compilation Metal Massacre; con l'ingresso in formazione del fenomenale chitarrista Dave Mustaine stavano affinando uno stile musicale rabbioso ed estremamente veloce, che aveva trovato ampi consensi quando la band si era esibita proprio a San Francisco. Nella Bay Area metropolitana di Frisco la scena era fervida e rigogliosa, orientata proprio verso quell'attitudine punk sposata all'heavy di stampo classico che i Metallica tentavano invano di proporre a Los Angeles, bizzarro teatro del glam metal. Hetfield e Ulrich rimasero stupefatti: da Cliff; dalla sua tecnica, dal suo headbanging teatrale, dagli assolo di basso, certamente, ma anche dall'aria che si respirava in quel di Frisco; band come gli Exodus stavano vivendo nelle loro cantine le stesse emozioni e gli stessi stimoli che i Metallica sentivano a Los Angeles, il posto sbagliato. Era San Francisco il posto giusto per suonare quel velocissimo e infuocato ibrido di metal e hardcore, ispirato dai Venom e in seguito chiamato 'thrash metal'! I due corteggiarono per qualche tempo Burton, mentre il loro bistrattato bassista (Ron McGouvney) già sentiva aria di sfratto: e non ci pensarono troppo su quando l'hippy di Castro Valley accettò di unirsi a loro SOLO nel caso in cui questi si sarebbero trasferiti a Frisco. In realtà Cliff pose anche un'altra condizione: che avrebbe potuto mantenere spazio per i suoi formidabili solos, ma su questo il consenso era praticamente scontato. I Metallica si trasferirono dunque a San Francisco e presero residenza alla Metallica Mansion, un appartamentino che divenne il disastrato fulcro di vita degli headbangers della Bay Area. Le porte erano sempre aperte, birra e allegria scorrevano ogni notte nelle feste di decine di ragazzi che appartenevano a band diverse ma che strinsero una profonda amicizia. Questa era la scena di San Francisco, una scena dove si era innanzitutto compagni e che nulla aveva da spartire con la falsità plastificata di Los Angeles. I Metallica acquisirono presto un rispetto ed una stima enorme da parte dei metalhead locali, venendo adottati splendidamente dalla comunità cittadina e divenendo gli alfieri e i capiscuola dell'intero mvimento thrash. La festa durò un'annetto, concentrata in spettacoli dinamitardi nei pubs e nelle cantne, prima che il successo chiamasse la band a New York, invitata a registrare il suo primo album. Kill'Em All nacque così in fretta, dopo un avventuroso viaggio in furgoncino verso la Grande Mela e la cacciata del bizzoso Mustaine. Il suo erede, Kirk Hammett, strinse un'amicizia fraterna con Cliff: se Hetfield e Ulrich erano i leader 'duri e puri' della band, Burton e Hammett erano i ragazzi timidi, pacati e silenziosi che tenevano lucida e razionale l'essenza del combo; una sorta di guida emotiva e cerebrale senza la quale i Metallica avrebbero rischiato di perdersi, tra alcool e fama crescente. In particolare Cliff Burton teneva saldamente in pugno le redini del combo californiano, offrendo spunti infiniti a livello musicale e diffondendo il suo sapere tecnico e teorico ai suoi compagni; inoltre, essendo il più vecchio dei quattro, li consigliava e infondeva loro serenità, era un punto di riferimento capace di placare con una battuta ogni discussione, un appoggio rispettato contro il quale non si poteva assolutamente andare. Non perchè si arrabbiasse, perchè Cliff non si arrabbiava praticamente mai: non ne aveva bisogno, bastava il suo sguardo sereno.

Su Kill'Em All i Metallica si esibivano in una terremotante sequela di riffs al vetriolo e canzoni urticanti, ma quello che spicca è l'assolo di basso ultramelodico registrato da Cliff; ne parla, entusiasta, Alex Webster dei Cannibal Corpse: Ammiro moltissimo l'originalità e il virtuosismo nel modo di suonare di Cliff. E' chiaro che aveva una raffinata conoscenza della teoria musicale, un'eccezionale capacità tecnica e un approccio molto creativo per quanto riguarda la tonalità. Combinava un wah wah con il distorsore per creare dei suoni che non avevo mai sentito da un basso fino a quel momento. E' veramente incredibile pensare che fosse così giovane quando ha composto Anesthesia (Pulling Teeth). Quel brano mostra una voce musicale spiccata e pienamente sviluppata, un obbiettivo a cui ambiscono tantissimi musicisti senza mai raggiungerlo. E Cliff c'era riuscito a ventun'anni, sul suo primo album. Mi pare che sia come musicista che come persona non avesse paura di distinguersi, e da questo potremmo imparare tutti qualcosa. La crescita che i Four Horsemen maturarono nel rapido scorrere di un triennio strepitoso fu pressochè incontenibile: al disco d'esordio seguì nel 1984 il celebre Ride The Lightning, prodotto sublime nel quale la mano di Cliff Burton si vede in maniera impetuosa: le nuove canzoni, composte dai Ragazzi assieme al bassista, si evolvevano nettamente dallo stile grezzo e immediato dei dieci pezzi d'esordio, spostandosi verso le direzioni più disparate ed evolvendosi sia musicalmente che liricamente in stratificazioni complesse e variegate. Sicuramente c'èra del thrash metal abrasivo in quel disco (Fight Fire With Fire), ma quello che lasciava sbalorditi era il thrash più maturo ed elaborato di tracce come la marziale titletrack o Trapped Under Ice, fino ad avvicinarsi alla mirabolante Creeping Death: un capolavoro biblico, in tutti i sensi, all'interno del quale la sezione melodica di Hammett trova una profondità ed un'intensità spettacolari, con cambi di tempo e atmosfera a dir poco esaltanti. Tuttavia le gemme assolute made in Burton sono For Whom The Bell Tolls e The Call Of Ktulu: la prima è un macigno di heavy metal durissimo che si discostava del tutto dal thrash veloce e che, introdotta da un assolo di basso da pelle d'oca, si delineava in una solenne rievocazione dell'omonimo romanzo di Hemingway; la seconda è un'inquietante strumentale ispirata ai racconti horror-fantasy di Philippe Lovercraft, scrittore statunitense vissuto a cavallo tra '800 e '900 e ben presto divenuto fonte d'ispirazione e passione evidente nel giovane Cliff. Il pezzo è un crescendo di pathos elegante e dalla classe immensa, che conferiva definitivamente lo scettro di sovrani dell'heavy metal americano ai Metallica: era ormai restrittivo etichettarli come band 'thrash', perchè grazie a Cliff i Quattro erano diventati una band 'totale', capace di fare qualsiasi cosa.

Gli eccessi e i divertimenti dei Metallica divennero presto famigerati, nei tour devastanti come nei momenti di pausa vissuti nel 'porcile' della 'Mansion'; birra a fiumi, cumuli di aneddoti curiosi, un soprannome -Alchoolica- appicciato addosso ai membri del team, anche letteralmente viste le toppe cucite su certi giubbetti in jeans caratteristici dell'epoca: il folclore non mancava di certo attorno a questo manipolo di metallari turbolenti ma anche sensibili. Cliff era, naturalmente, quello che si differenziava più di tutti dalla 'massa'. Beveva e ci andava giù tosto anche lui ma, diversamente da un Hetfield o un Mustaine qualsiasi difficilmente perdeva il controllo e si faceva sopraffare dall'alcool; era un duro ed era arduo vederlo ubriaco, carburato. Piuttosto preferiva gingillarsi con un po' d'erba, e a tal proposito va raccontato un aneddoto succoso. Durante il tour di Ride The Lightning la band si trovava in Europa, e il tourbus fu fermato ad una dogana e perquisito da poliziotti e cani antidroga; Cliff, che aveva un po' di fumo nelle tasche, fu svegliato da un pastore tedesco che lo fissava insistentemente, e non trovò nulla di meglio da fare che inghiottire la 'roba' prima dell'arrivo degli agenti! Stette male un paio di giorni, nei quali fortunatamente non erano previsti concerti, ma gli altri tre ragazzi gliene combinarono di tutti i colori, approffittando del suo stato confusionario e malaticcio! Era un ragazzo che amava la vita, Cliff; e amava fottutamente il suo mestiere: presto si rimise a tavolino per pianificare con i compagni il nuovo capitolo della saga Metallica, un capitolo che si intuì presto essere veramente leggendario. Master Of Puppets nacque avvolto in un alone di apocalitticità, permeato di potenza e melodia talmente cupe e profonde da poter schiacciare ogni altro disco, al confronto. Era il 1986 e l'album destò scalpore immediato, passando quasi direttamente dai banconi dei negozi agli scaffali della storia della musica rock: ancora una volta erano presenti tracce debordanti ultraveloci e assassine e altre più cerebrali e melodiche, ma il segno di Burton spiccava una volta di più in brani fuori dagli schemi come la nuova strumentale, l'imperiale Orion, o nella mastodontica titletrack, raffinata attorno ad una scrupolosa parte centrale da mozzare il fiato per la sua melodia ed il suo fascino oscuro. Alex Skolnick, eccellente ascia dei thrashers Testament, ci riassume perfettamente il ruolo di Cliff Burton nell'ascesa prepotente dei Four Horsemen di quel periodo indimenticabile: Cliff Burton forniva ai Metallica una base melodica su cui si creava la magia. Benchè nel metal di solito il basso si limiti a rafforzare lo spessore delle chitarre, i gruppi metal più influenti a volte fanno eccezione a questa regola: è il caso dei Metallica con Cliff. Come Geezer Butler nei Black Sabbath e John Entwistle negli Who, Cliff suonava in una band tutta imperniata su grandi parti di chitarra, eppure riusciva a creare dei giri di basso che spiccavano da soli. I primi tre album sono completamente permeati del senso melodico di Cliff. Sembrava un accoppiamento strano, mettere uno che suonava il basso in modo tanto diverso -usava triadi, un wah wah e via dicendo- con una band così satura di chitarre; però funzionava, ed è questo uno dei motivi per cui i Metallica sono riusciti a distinguersi da tutti i gruppi che li hanno preceduti. Dopo la scomparsa di Cliff, il basso ha assunto un ruolo diverso nei Metallica, più miscelato nel suono complessivo. Anche se oggi ci sono tanti bassisti metal influenzati da Cliff, non me ne viene in mente neanche uno che sia così eccezionale. L'escalation era implacabile, il tetto del cielo praticamente a portata di mano. Ma anche la fine, avvolta da contorni tragici e sanguinolenti, era purtroppo imminente, dietro l'angolo.

I Metallica partirono per un tour enorme a fine marzo, che avrebbe toccato una cinquantina di date con una scaletta devastante, aperta da Battery e concentrata sui tellurici pezzi del fresco masterpieces: pezzi classici come Seek & Destroy e Creeping Death mandavano letteralmente in visibilio le folle, Damage Inc concludeva il massacro con una poderosa mazzata.In estate la band affiancò gli Anthrax in una serie di date inglesi, delle quali resta celebre per la sua spettacolarità l'esibizione del 24 settembre all'Hammersmith di Londra; musicisti stellari, in forma stellare. I migliori Metallica di sempre stavano mettendo soqquadro nel Vecchio continente, e spostarono la loro macchina di distruzuone verso la Scandinavia, dove tennero una serata a Oslo, una a Lund (Svezia) ed una a Stoccolma, davvero memorabile: Cliff Cliff Burton suonava ormai a livelli geniali: durante il suo assolo nella capitale svedese improvvisò 'The Star Spangled Banner', inno nazionale americano, lasciando il pubblico stupefatto. Alle prime luci del mattinoa del 27 settembre 1986 il tourbus della band viaggiava nei freddi tornanti svedesi, e divenne la prigione di cristallo che intrappolerà l'anima leggera del grande Cliff: il mezzo si rovescia su se stesso, forse per colpa di una lastra di ghiaccio -tesi ampiamente smentita anche dai presenti che perlustrarono la zona, come Hetfield, furioso- oppure per responsabilità del conducente. Dicono puzzasse d'alcool. L'unica certezza è che Clifford Lee Burton venne sbattuto dalla cuccetta dove dormiva fuori dal finestrino, rimanendo schiacciato dalla massa stessa dell'autoveicolo. Probabilmente morì sul colpo, anche se secondo alcuni ci sarebbe un aneddoto squallido (e, vogliamo sperare, improbabile) secondo il quale la gru che venne a sollevare il mezzo lo lasciò ricadere sul corpo del ragazzo per un errore, e in quel momento Cliff avrebbe ancora potuto essere vivo! Il trauma fu devastante, per i suoi compagni: ancor più per Kirk Hammett; il ragazzo con cui Cliff aveva legato di pi, con il quale c'era un'empatia forte e che si era giocato con lui la cuccetta accanto al finestrino, proprio la notte precedente. L'ultimo saluto all'amico scomparso venne dato il 7 ottobre, nella Chapel Of The Valley a Castro Valley, in California, dove furono sparse le ceneri del ragazzo. Da allora, nulla più è stato come prima: una perdita irrecuperabile per i Four Horsemen e per l'intero mondo del rock. E allora è giusto, a 24 anni di distanza, continuare a omaggiare e ricordare questo fenomenale hippy dal sorriso gentile e dalla classe spaziale, con le belle parole di Nick Olivieri ex Queens Of The Stone Age: Consideravo Cliff Burton il chitarrista solista dei bassisti. Il suo stile e la sua interpretazione per me rappresentavano il top del metal e del rock. Lo metto in cima assiema a Lemmy, Steve Harris e Mike Dean. Cliff manteneva i Metallica coi piedi per terra e non si metteva mai al di sopra dei fan. La prova sta in quei primi tre dischi immortali. Un esempio illuminante. Ciao Cliff, noi non ti dimentichiamo: Rock In Peace.



Vitadathrasher
Venerdì 4 Dicembre 2015, 14.13.08
47
Non sono uno di quelli che tesse le lodi a chi non c'è più. Però è un dato di fatto che lui non era solo un bassista, ma un istrionico del basso a cui piaceva sperimentare, aveva carisma all'interno della band, quelli venuti dopo sono solo ottimi session man. Ed è un dato di fatto che i migliori album della band siano stati scritti nella Burton/Mustaine era. Credo che la genialità compositiva di Mustaine non si sia esaurita al primo album, ma abbia condizionato fortemente anche il secondo, visto che esce solamente l'anno dopo.
Therocker77
Venerdì 4 Dicembre 2015, 13.07.36
46
Articolo molto interessante e ben fatto, sono daccordo sul mito da sfatare che Cliff non avrebbe mai permesso ai metallica di discostarsi da quelle che, fino al 1988, sono state le coordinate musicali della band; uno che ascoltava Thin Lyzzy, Aeosmith, Lynyrd e black avrebbe certamente apprezzato album come l'omonimo o il successivo Load, chiaramente mai sapremo come sarbbero stati i 4 di frisco con Cliff ma qualcosa mi dice che l'evoluzione del gruppo non sarebbe stata molto diversa da quella avvenuta, almeno fino a Load che reputo l'ultimo grande lavoro dei Metallica.
Philosopher3185
Martedì 20 Ottobre 2015, 22.24.47
45
Un grande bassista e sopratutto un esempio di onesta' e coerenza..abbiamo perso davvero una persona eccezionale,e quel che peggio in un modo cosi' assurdo e quando era ancora cosi' giovane...
Olof
Lunedì 18 Giugno 2012, 11.50.00
44
@Undercover: Amen! (per restare in tema XD) @Khaine: Hai ragione, non è un dettaglio da poco, ed infatti, almeno per quanto riguarda me, erano appellativi usati metaforicamente!
Undercover
Domenica 17 Giugno 2012, 19.23.11
43
Jason non è mai stato rispettato dai Metallica e questa è la più grossa mancanza che un'artista possa ricevere, quando Ulrich dice chiaramente che per lui non è mai stato un "membro effettivo" della band ma solo il sostituto di Cliff, mi permetto di ritenere tale atteggiamento vergognoso e privo di qualsiasi essenza artistica nei confronti di uno che vale tutto il resto della band messa insieme come compositore e musicista "Doomsday For The Deceiver" e il suo proseguire di carriera con i VOIVOD ne sono la prova, chi è cavallo di razza lo è sempre. Cliff era intoccabile e non lo si discute, senza di lui quei tre dischi non avrebbero avuto vita ma Jason, ma Jason, avesse avuto un minimo di voce in capitolo chissà se i signori avrebbero prodotto la serie di cagate che han rilasciato dopo... purtroppo era solo una pedina intercambiabile e infatti ecco Trujillo che ricopre lo stesso ahimé inutile ruolo. Non credo che uno come Burton potrebbe ritenersi soddisfatto del comportamento dei suoi compagni d'avventura, sa quante bestemmie gli sta tirando contro dalla tomba e ne avrebbe piena ragione.
Khaine
Domenica 17 Giugno 2012, 18.26.08
42
Non contesto, per carità, a ciascuno la propria idea! Però "devozione" e "divinità" non si possono applicare a nessuno, se non metaforicamente. Non è un dettaglio da poco...
Olof
Domenica 17 Giugno 2012, 18.20.48
41
Sai Khaine, Jason, secondo me, ha sostituito Cliff (la vera e unica "divinità") come meglio non si sarebbe potuto fare: ha sempre mostrato rispetto x il suo predecessore, è stata la molla che ha fatto andare avanti lars kirk e james, anche subendo in silenzio gli scherzi/sfoghi di 3 ragazzi ai tempi ancora immaturi e assolutamente impreparati ad affrontare la morte di un amico in contemporanea al successo planetario; è riuscito a mantenere il suo stile, diverso anni luce da quello di Cliff, come bassista, non rinunciando a quelle sue peculiarità (tra tutte, il suo personalissimo "backing vocals") che molti oggi rimpiangono quando vedono Trujillo... Non potendo vedere, purtroppo, Cliff sul palco coi Metallica, io sono uno di quelli che ad oggi si sente "orfano" di Jason e della sua personalità, che è venuta furoi col tempo, e che tuttora non vedo in Trujillo... Tutto qui!
Argo
Domenica 17 Giugno 2012, 17.39.55
40
Per Jason il rispetto c'è stato e da parte mia c'è attualmente, e penso anche da parte dei fan. Solo il resto dei Metallica non mi sembra sia stato molto giusto nei suoi confronti, e Jason è stato più che bravo a resistere per tutti quegli anni con loro.
letypaxxa
Domenica 17 Giugno 2012, 17.35.14
39
@Khaine: per certi lo è...
Khaine
Domenica 17 Giugno 2012, 17.05.23
38
Devozione? Mica è una divinità eh...
Olof
Domenica 17 Giugno 2012, 15.54.07
37
@Sambalzalzal: Diciamo che forse Jason merita un attimino di devozione in più...
Sambalzalzal
Sabato 16 Giugno 2012, 17.12.54
36
Articolo veramente toccante... In ricordo ed in rispetto di Cliff e del suo operato io dico magari una cosa scontata ma che è sicuramente nel suo spirito hippie più genuino: più che piangere i morti, cerchiamo di apprezzare e trattare con bontà i vivi. Io penso che sia Newsted che ora Trujillo solo per averne preso il posto meritano il più devoto dei rispetti.
Argo
Sabato 16 Giugno 2012, 15.53.53
35
Massimo rispetto per Cliff, che purtroppo non ho potuto seguire in "diretta" (ho scoperto il metal solo nel 1989). Appartiene al mito dei primi 3 album di questa band, e sono state scritte e dette sui di lui le migliori parole, e mi accodo pure io. Continuo però a chiedermi come sarebbe stata se lui non fosse morto, oppure se fosse morto Lars o Kirk... probabilmente il corso della storia dei Metallica sarebbe stato lo stesso.
DavidHolocSpeedFuck
Sabato 16 Giugno 2012, 0.51.41
34
continuo a ripetere la stessa cosa: I Metallica sono finiti il 27 settembre del 1986. Da quella data è cambiato tutto, i Metallica sono finiti allo sbando avendo perso il punto di riferimento per le composizioni e hanno iniziato a fare canzoni, se pur belle, non a livello dei primi album, in una discesa inesorabile fino ai giorni nostri.
freedom
Sabato 4 Febbraio 2012, 11.05.12
33
Gran bell'articolo. Hai fatto bene a sfatare il mito del "Cliff era il metal nei Metallica", già negli anni '80 Burton aveva palesemente evidenziato che i suoi gusti musicali andavano ben oltre l'heavy metal, quindi non credo proprio che sarebbe stato contrario ad una qualsiasi svolta del sound dei Metallica...certo, con un genio del suo calibro al basso forse l'era hard rock sarebbe venuta fuori con molta più classe, ma purtroppo dobbiamo limitarci a delle supposizioni. Concludo dicendo che ad oggi non ho ancora visto nessuno suonare il basso come faceva lui, e non parlo solo di tecnica (ci sono un sacco di bassisti incredibili in giro..), ma delle emozioni che riusciva a trasmettere, della grinta sul palco e dello stile compositivo unico che ha forgiato i più grandi capolavori thrash della storia, e scusate se è poco...
deathstorm
Venerdì 3 Febbraio 2012, 22.02.34
32
bellissima recensione Rino .. CLIFF EM ALL dal tuo bassista
SNEITNAM
Venerdì 19 Agosto 2011, 16.24.32
31
Grande Cliff! Indimenticabile! Per me e per tanti altri è stato uno dei più importanti Maestri. Alla musica ha donato dei momenti veramente indimenticabili, uno su tutti Orion. Grazie per tutto, non ti dimenticheremo mai perchè farai sempre parte della nostra anima
BILLOROCK fci.
Venerdì 19 Agosto 2011, 14.55.54
30
che teneroni....che siete!! (scherzo eh !!)
Radamanthis
Venerdì 19 Agosto 2011, 13.18.11
29
Articolo bellissimo, lo leggo solo ora! Cliff Burton è stato un vero e proprio genio delle 4 corde, ha firmato canzoni memorabili e il Cliff em'all è un qualcosa di veramente unico! Compilmenti a The thrasher per l'articolo, ai fan per Cliff em' all e a Cliff per la sua immortale ed indimenticabile musica! CLIFF EM' ALL!!!
MAIDEN
Venerdì 19 Agosto 2011, 12.58.24
28
Pure io ho pianto .
letypaxxa metallica 4ever
Venerdì 19 Agosto 2011, 11.35.25
27
nn ho mai pianto nella mia vita..... neanke quando è morta mia nonna... ma quando ho letto questo articolo e ho visto cliff' em all, lì ho buttato fuori fiumi di lacrime. HO PIANTO L'UNICA VOLTA NELLA MIA VITA PER UNA PERSONA CHE CONOSCO SOLO DI FAMA, MA UNA PERSONA CHE HA RIEMPITO LA MIA VITA!!!!!!! grazie cliff per tutto ciò che hai fatto e per tutto ciò che fai e farai!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ARTICOLO STUPENDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
letypaxxa metallica 4ever
Venerdì 19 Agosto 2011, 11.35.22
26
nn ho mai pianto nella mia vita..... neanke quando è morta mia nonna... ma quando ho letto questo articolo e ho visto cliff' em all, lì ho buttato fuori fiumi di lacrime. HO PIANTO L'UNICA VOLTA NELLA MIA VITA PER UNA PERSONA CHE CONOSCO SOLO DI FAMA, MA UNA PERSONA CHE HA RIEMPITO LA MIA VITA!!!!!!! grazie cliff per tutto ciò che hai fatto e per tutto ciò che fai e farai!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ARTICOLO STUPENDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
MAIDEN 65
Giovedì 28 Luglio 2011, 19.55.02
25
Capolavoro di articolo . Grande e mai dimenticato Cliff , Anesthesia Pulling Teeth .............forever
DrRush93
Sabato 18 Giugno 2011, 16.45.07
24
bellissimo articolo...complimenti !!! non ti dimenticheremo mai Cliff
Lucabc84
Venerdì 4 Marzo 2011, 11.09.51
23
Grande recensione per il maestro Clifford Lee Burton...Immortale RIP
Sangre
Lunedì 15 Marzo 2010, 11.27.15
22
Bellissimo articolo The Thrasher, grazie di cuore!
The Thrasher
Lunedì 15 Febbraio 2010, 22.03.40
21
Grazie Metal73! però sarebbe buona prassi tenersi allenati sui classici dei metallica perlomeno (a essere molto buoni) una volta la settimana, senza bisogno di essere sollecitati! scherzo, è il mio messaggio di fedeltà ad una band leggendaria!
Metal 73
Sabato 13 Febbraio 2010, 20.23.22
20
Pezzo talmente bello che mi ha fatto venire voglia di ascoltare i classici dei Metallica!!!!
Raven
Venerdì 12 Febbraio 2010, 13.13.04
19
Gran bel pezzo.
DevizKK(1991)
Giovedì 11 Febbraio 2010, 20.14.48
18
The Thrasher:Concordo su tutto quello che hai scritto ..Per fortuna questo "inferno"resta un pò più dolce grazie a persone come Cliff....Riposa in pace Clifford..Grazie di esser esistito!!!
The Thrasher
Giovedì 11 Febbraio 2010, 13.51.34
17
DevizKK(1991), non scusarti. anzi. grazie per esserti dilungato, le tue emozioni, le nostre emozioni sono quello che muovono le nostre vie, la nostra musica. grazie per questo tuo sentito contributo, quoto appieno quello che hai detto su only the good die young. 'questo mondo fatto di,corruzione,falsità e atrocit' dici: appunto, quello che cliff ci ha lasciato in eredità è quel fogliettino, consegnato dala sorella a james hetfield, con delle parole scritte sul bus e poi divenute lo scarno testo di 'to live is to die', pezzo celebrativo della sua memoria: Quando un Uomo Mente Uccide- Da qualche parte nel mondo- Queste sono le pallide morti che- Gli uomini credono siano le loro vite- Non posso più sopportare- Di essere testimone di tutto questo- Il Regno della Salvezza non può - Portarmi a casa? non ci sono parole per descrivere l'intensità di quella preghiera. cliff ora è a casa, siamo noi che siamo all'inferno...
DevizKK(1991)
Giovedì 11 Febbraio 2010, 11.43.09
16
The thrashers davvero complimenti..hai fatto un'articolo STUPENDO..davvero fatto col cuore in mano complimenti!!QUasi sgorgavano le lacrime leggendo questo articolo,l'emozione è stata molto forte....Ma le emozioni che mi mancano di più sono quelle che trasmetteva Cliff con il suo basso!!perchè il suo basso era diverso da tutti gli altri ,il suo era parte integrante del suo cuore e della sua grande mente....Davvero manchi un casino Cliff sopratutto come persona,lo si intuisce dagli occhi che Cliff era un'"angelo"di ragazzo....Purtroppo i metallica hanno persone la retta via senza te grande Cliff(anche la mia stima)......Non azzanatemi per quello che starò per scrivere....Cliff Burton mi ricorda dannatamente il buon Chuck Schuldiner(anche se il mitico Chuck faceva death metal)a mio avviso erano molto simili..2 geni,ma anche 2 grandi persone...Sopratutto erano 2 musicisti che spingevano i loro compagni a livelli estremi a superare persino se stessi,i propi livelli!!!(mi pare che il grande Steve digiorgio disse una cosa del genere su Chuck)..C'è una nota canzone che ogni metallaro degno di sto nome conosce e si chiama: only the good die young ( traduzione: solo i buoni muoiono giovani )..Purtroppo il titolo di quella strepitosa canzone dice la verità...Io sono ateo,ma se esiste davvero un dio,mi vien da chiedere che cuora possa avere..Mi viene anche da pensare:forse queste persone fantastiche quali sono state cliff,chuck(ma anche randy,dimebag,jimy e tutti gli altri)erano troppo per questo mondo fatto di,corruzione,falsità e atrocità..Forse è per questo che la permanenza di certe persone geniali è stata breve..Per lasciare il segno,per dare degli insegnamenti che l'uomo non riesce ancora oggi a cogliere...Forse non ci meritavamo tutte queste persone geniali...Chi lo sà!!!!!Fatto sta che si sente la mancanza..C'è da rimanere certi che il ricordo di certi geni,anche se non vissuti in "diretta"rimarrà per sempre nel cuore di fan di bandma prima di esser fan,di persone umane fatte di sentimento e amore.Scusate se mi sono dilungato,ma il tasto cliff è dolente e volevo fare un mio piccolo tributo!!
Master Of Pizza
Mercoledì 10 Febbraio 2010, 22.13.29
15
Dite che su internet conviene prenderlo To live is to die??Io ho pure and justice for all-la verità sui Metalliac,e devo dire che davvero è un gran bel libro,quindi volevo leggere anche questo xD(da tanto tempo xD).Per ora leggo Slash,di Slash e Anthony Bozza..libro ben fatto xD
pincheloco
Mercoledì 10 Febbraio 2010, 17.33.10
14
Quoto N.I.B. visto che siamo quasi coetanei. Io ero appena partito per il militare e appresi la notizia che già mi trovavo in caserma, un'ulteriore batosta incredibile. Complimenti per l'articolo.
The Thrasher
Mercoledì 10 Febbraio 2010, 16.43.36
13
grazie NIB.. viverla in 'tempo reale' deve essere stato davvero duro.. io sono nato sono nell'88 pertanto la tragedia di cliff è un dolore 'postumo'... apprendere la notizia così a ciel sereno.. da brividi..
N.I.B.
Mercoledì 10 Febbraio 2010, 16.40.33
12
Complimenti "The Thrasher"... bell'Articolo... ricordo ancora quel tragico Settembre del '86 come fosse oggi, ho appreso la notizia come un macigno sulla testa, mentre stavo acquistando il Biglietto della loro imminente calata Italica... una grave perdita per una Band che in quel momento stava dando il massimo... ma soprattutto una grave perdita per tutti INDISTINTAMENTE... Ciao Cliff... R.I.P. ...!!!!
Er Trucido
Mercoledì 10 Febbraio 2010, 16.15.33
11
Giusto giusto, già mi era piaciuto And Justice for all dello stesso autore, perchè rimarcava in modo sapiente l'importanza musicale di Cliff nel gruppo, ma questo essendo solo su di lui ci racconta molto di più la sua crescita
The Thrasher
Mercoledì 10 Febbraio 2010, 16.08.37
10
quel libro l'ho letto anch'io, è davvero molto bello, una fonte zeppa di storie, aneddoti, emozioni e facce di cliff che non devono essere dimenticate.
Er Trucido
Mercoledì 10 Febbraio 2010, 15.51.19
9
Mi hanno appena regalato il libro su Cliff scritto da Joel Mciver, questa è telepatia! A mio parere il musicista più importante della musica estrema, talento immenso, mai una polemica e amante della musica! Una piccola aggiunta: i musicisti degli EZ Street erano il chitarrista ed il batterista dei Faith No More
Master Of Pizza
Mercoledì 10 Febbraio 2010, 15.44.37
8
Articolo davvero stupendo...complimenti!
krok
Mercoledì 10 Febbraio 2010, 15.05.46
7
Davvero un bell'articolo e un bel tributo a uno dei più grandi bassisti che il mondo metal (e non solo) abbia conosciuto...con lui probabilmente i Metallica si sarebbero "ammorbiditi" ugualmente,ma lo avrebbero fatto in modo diverso, con più classe e qualità.
The Thrasher
Mercoledì 10 Febbraio 2010, 14.51.52
6
grazie a tutti ragazzi, dei complimenti e soprattutto di amare il caro vecchio cliff... persone così ce ne sono poche...
Enzo
Mercoledì 10 Febbraio 2010, 14.41.37
5
Come un Gran Thrasher!Bravo!e soprattutto come uno che ha amato e che amerà per sempre quel genio musicale che è stato CLIFF BURTON!!
Korgull
Mercoledì 10 Febbraio 2010, 14.23.26
4
bravo Thrasher, ci hai messo l'anima in questo articolo, lo si nota dalla prima frase. grazie di essere esistito Cliff, da parte di chiunque ami la Musica.
metal4ever
Mercoledì 10 Febbraio 2010, 14.06.33
3
Splendido articolo, mi stavano venendo le lacrime agli occhi.... Chissà quanto avrebbe potuto ancora dare ai Metallica!
The Thrasher
Mercoledì 10 Febbraio 2010, 11.13.43
2
Grazie enzo, l'ho scritto col cuore!
Enzo
Mercoledì 10 Febbraio 2010, 10.07.16
1
Grandissimo articolo!!compimenti a chi la scritto!
IMMAGINI
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Cliff Burton e i Metallica
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Kill'Em All!
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Cliff in azione
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