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LEGENDS OF ROCK - # 1 - Jimi Hendrix
16/02/2010 (45497 letture)
“Basta una serie di note. Il resto è improvvisazione” (J. Hendrix)

Jimi Hendrix è stato uno dei personaggi più influenti nella storia della musica rock.
L’innovativo e caratteristico modo di suonare la sua Fender Stratocaster ha fatto letteralmente epoca disegnando, tra l’altro, le direttrici musicali sulle quali si svilupperà anche la musica che noi amiamo; si avete capito bene: la mia ferma convinzione è che tutto scaturisca dall’inesauribile vena creativa di Jimi Hendrix sulla quale, poi, troverà la giusta ispirazione la grande triade inglese alla quale si fa convenzionalmente risalire le origini dell’heavy metal: Black Sabbath, Led Zeppelin e Deep Purple.

Johnny Allen Hendrix (in seguito ribattezzato James Marshall) nacque a Seattle il 27 novembre 1942 da una famiglia molto povera: il padre, il giardiniere James Allen Hendrix, era afroamericano e la madre di sangue indiano cherokee.
All’età di nove anni dovette subire dapprima il trauma della separazione dei genitori e successivamente quello della morte della madre Lucille; Jimi venne affidato, quindi, alla nonna e si trasferì a Vancouver.
A dodici anni ebbe la sua prima chitarra elettrica: la chiamava Al in onore del padre che gliel’aveva regalata.
Il ragazzo caratterialmente era irrequieto e a sedici anni venne anche espulso dalla Garfield High School di Seattle forse per motivi razziali.
Cominciò, allora, a dedicarsi anima e corpo alla musica, la sua più grande passione (insieme a quella per le donne!): nel 1958 entrò a far parte dei The Velvetones e nel 1959 iniziò a suonare il basso nei The Rocking King, per poi diventare nel 1960 il chitarrista dei Thomas & The Tom Cats.
Ad un certo punto, però, Jimi ebbe alcuni problemi con la legge ed, al fine di evitare un periodo di reclusione, il 31 maggio 1961 decise di arruolarsi nell’esercito; la sua vita militare fu molto travagliata: Jimi mal sopportava la ferrea rigidità della vita di caserma e cercò in tutti i modi di essere congedato dichiarando anche di essere omosessuale.
Terminata la negativa esperienza militare, anche a seguito di alcuni problemi alla schiena conseguenti ad un lancio con il paracadute, Jimi si trasferì nel Tennessee dove formò, con il suo ex compagno d’armi Billy Cox, la band rhythm’n’blues The King Kasuals; nel 1962 militò anche nella Bob Fisher and the Barnevilles e nel 1963 nella Bobbie Taylor & The Vancouvers.
Trasferitosi a New York, nel 1964 conobbe i gemelli Arthur ed Albert Allen, con i quali instaurò un’amicizia che poi si rivelerà duratura e proficua per la sua carriera di musicista.
Si fidanza con Lithofayne "Fayne" Pridgeon, la quale avrà un ruolo fondamentale nell’inserimento di Hendrix nella complessa realtà newyorchese; nel mese di aprile Jimi comincia a farsi conoscere in maniera più significativa esibendosi all’Apollo Theater nel contesto di una rassegna per artisti emergenti.
Sempre nello stesso anno milita negli Isley Brothers' Band, con cui farà una lunga tournee negli U.S.A.; dopo una breve esperienza nel gruppo di Gorgeous George Odell entra nei The Upsetters; a ventun'anni diventa session-man e suona con Little Richard, Wilson Pickett, Ike &Tina Turner e King Curtis.
Ma sia Little Richard che Ike & Tina Turner mal sopportavano la sua teatralità scenica e ritenevano eccessivi i suoi assoli al fulmicotone, “troppo avanti” nella metà degli anni sessanta.
Nel 1965 suona con i Curtis Knight and the Squires e, nello stesso anno, firma il suo primo contratto discografico triennale con l’impresario Ed Chalpin.
Nel 1966 fonda la formazione Jimmy James and The Blue Flames insieme a Randy Wolfe, che diventerà il Randy California leader degli Spirit.
Più o meno nello stesso periodo stringe amicizia con Frank Zappa, che fa conoscere a Hendrix un nuovo effetto per chitarra che saprà poi rendere conosciutissimo in tutto il mondo: il wah-wah.
Mentre si esibiva al Cafè Wha del Greenwich Village viene notato da Chas Chandler, bassista degli Animals, che intuisce subito l’enorme talento di Jimi, diviene il suo manager e lo porta a Londra.
Chas rimase colpito soprattutto dalla rielaborazione di un blues di Billy Roberts: la mitica Hey Joe (con uno straordinario intro di chitarra sulla pentatonica di mi bemolle).

HEY JOE


Questa song alla fine diventerà il primo singolo di Jimi Hendrix, nella versione registrata con il batterista Mitch Mitchell ed il bassista Noel Redding (ambedue deceduti rispettivamente il 12 novembre 2008 e l’11 maggio 2003): si era formata la The Jimi Hendrix Experience; il gruppo si affermò in brevissimo tempo per l’incredibile aggressività che lasciò stupiti tutti gli addetti ai lavori.
Le vendite di Hey Joe andarono benissimo e subito dopo vennero pubblicati altri due 45 giri di grande successo, The Wind Cries Mary ma soprattutto Purple Haze, nella quale è presente uno dei riff di chitarra rock più celebri in assoluto.
I passi propedeutici per la realizzazione del primo LP erano ormai stati fatti e nel 1967 uscì Are You Experienced?, prodotto da Chas Chandler.
L’album raggiunse il secondo posto nella classifica dei dischi più venduti della Gran Bretagna ed il quinto negli Stati Uniti d’America.
Si tratta di uno dei lavori più significativi della storia del rock, contenente composizioni che, unitamente ai tre citati singoli, sono delle autentiche gemme preziose: la pirotecnica Fire, la psichedelica Third Stone From The Sun, il favoloso blues elettrico di Red House, la famosissima Foxy Lady, ecc...

RED HOUSE


In Are You Experienced?, oltre ad utilizzare la chitarra scordata di un semitono per creare un perfetto connubio tra la sua voce ed lo strumento, Hendrix utilizza la pionieristica tecnica del reverse guitar.
Dal vivo la band spopolava: il 16, 17 e 18 giugno 1967 partecipò al Monterey International Pop Festival con un’esibizione stratosferica e rivoluzionaria per quei tempi, immortalata in uno storico documentario; al termine dell’ultimo brano, Wild Thing, Hendrix incendia la sua chitarra mandando il pubblico in visibilio.
Jimi in concerto vivo violentava letteralmente la sua sei corde mimando rapporti sessuali: la suonava spesso dietro alla schiena, con i denti, i gomiti, gli abiti, strofinandola contro l'asta del microfono o contro le casse alla ricerca di suoni innovativi ed acidi: un autentico spettacolo per chi ha avuto la fortuna di vederlo in azione.
Sempre nel 1967, cavalcando l’onda del successo, esce il secondo full lenght della The Jimi Hendrix Experience, intitolato Axis: Bold As Love, l’ultimo prodotto da Chandler, dove si svilupperanno nuovi percorsi in un certo qual modo più soft rispetto all’aspro sperimentalismo del precedente album, arrivando al terzo posto negli U.S.A..
Nel platter trovano anche spazio le struggenti ballate (Little Wing, Bold As Love e Castles Made Of Sand) nel quale l’artista evidenzia la sua solarità di quel periodo.
Da evidenziare anche la notissima Spanish Castle Magic, riproposta anche da Yngwie Mälmsteen nell’album Trial By Fire - Live In Leningrad, del 1989.
In questo full lenght utilizzò corde di spessore più grosso del solito, per conferire al suono un maggiore corposità che ben si attaglia al blues.
La chitarra continua ad essere scordata anche di un tono per facilitare sia l'esecuzione dei bending che il canto: il risultato finale è una musica calda e piena.
Hendrix era ormai un’artista affermato, aveva raggiunto il suo obiettivo ma non era del tutto soddisfatto: voleva incidere un disco rivoluzionario nel quale coniugare sapientemente la psichedelia di Are You Experienced? con il rock’n’blues di Axis: Bold As Love.
Così, dopo una lunga e costosissima gestazione nel 1968 venne pubblicato il doppio album Electric Ladyland (il nome è ricavato dagli studi di registrazione Electric Lady che il musicista aveva fatto realizzare a New York).
Hendrix, in veste anche di produttore, incise il platter estromettendo praticamente il resto della band ed utilizzando numerose collaborazioni esterne: in pratica ciò determino la fine della The Jimi Hendrix Experience.
Electric Ladyland ebbe un successo planetario arrivando addirittura al primo posto nelle classifiche di vendita degli States, l’apice del successo discografico di Jimi Hendrix; nel disco brilla cristallina la stratosferica rivisitazione di un brano di Bob Dylan, All Along the Watchtower: lo stesso Dylan dovrà inchinarsi di fronte a tanta bellezza.
Trascinante il velocissimo rock’n’roll di Crosstown Traffic, la cui durata dal vivo sarà dilatata fino a otto minuti.
Epici i quindici minuti di blues elettrico di Voodoo Child, suonato insieme a Steve Winwood (Spencer Davis Group, Traffic, Blind Faith) e Jack Cassady (Jefferson Airplane).
Ma sono i tre allucinanti assoli contenuti in Voodoo Child (Slight Return) che lasciano sbalordito l’ascoltatore di fronte a tanta perizia tecnica mista ad un feeling mostruoso (questa canzone, peraltro, è una delle più famose per l’utilizzo della già citata tecnica wah wah).
La copertina ritrae un’immagine di Hendrix, ma in quella originale c’erano delle donne nude; tuttavia sia per motivi di censura che per volontà del musicista, il quale temeva che le sue composizioni finissero in un certo qual modo in secondo piano, l’idea fu momentaneamente accantonata.
Nelle esibizioni dal vivo l’artista si lasciava ora andare ad interminabili jam session: ormai la sua Fender Stratocaster era una parte integrante del suo corpo.
Il 24 febbraio 1969 la The Jimi Hendrix Experience tenne alla Royal Albert Hall di Londra uno storico show del quale sembrerebbero esistere dei filmati tuttora inediti; l’ultima esibizione del trio risale al 29 giugno 1969 al Bob Fey's Denver Pop Festival e fu teatro di violenti scontri tra pubblico e forze dell’ordine; Il 18 agosto 1969 Hendrix suonò per due ore nell’ambito del festival di Woodstock nell’ultimo dei tre giorni di questa storica manifestazione.
La sua trasfigurazione dell’inno americano (The Star-Spangled Banner) rappresenta uno dei momenti salienti della storia del rock.
Le urla lancinanti della sua chitarra sono l’imitazione del sibilo delle bombe e dei proiettili di mitragliatrici che gli americani riversavano in quel periodo sul popolo vietnamita: un sublime monumento contro qualsiasi guerra.
Il nome della band con la quale Jimi Hendrix si esibì a Woodstock era Gipsy Sun And Rainbows, scioltasi poco tempo dopo.
La formazione era composta da Jimi Hendrix (voce, chitarra solista), Billy Cox (basso), Mitch Mitchell (batteria), Larry Lee (chitarra ritmica), Jerry Velez e Yuma Sultan (percussioni).
A Jimi, tuttavia, piaceva una formazione a tre sul medesimo stile dei The Jimi Hendrix Experience e fu così che arruolò l’ex commilitone Billy Cox al basso ed il compianto Buddy Miles alla batteria: nasce la Band Of Gypsys il primo complesso rock di soli neri.
Il gruppo produrrà nel 1970 un solo omonimo album live, praticamente il meglio dei quattro concerti tenuti dalla band al Bill Graham's Fillmore East di New York tra la fine del 1969 e gli inizi del 1970: è l’ultimo disco ufficiale di Hendrix perché il destino per questo artista è segnato dalla sua imminente tragica fine.
L’uso indiscriminato di droghe allucinogene portò presto allo sfascio anche la Band Of Gypsys, che tenne l’ultimo concerto nell’ambito di una rassegna chiamata Winter Festival Of Peace, tenutasi al Madison Square Garden di New York.
Si tentò di ricostituire la The Jimi Hendrix Experience ma Jimi litigò subito con Noel Redding e lo sostituì con Billy Cox; il nuovo gruppo è il risultato, quindi, un miscuglio tra la The Jimi Hendrix Experience (Mitch Mitchell) e la Band Of Gypsys (Billy Cox): un segno evidente della poca lucidità di Jimi nel suo ultimo periodo di vita.
Il gruppo parte in una tournee denominata Cry Of Love Tour, esibendosi in ben trenta concerti, l’ultimo dei quali fu tenuto ad Honolulu, nelle isole Hawaii, il 1° agosto 1970.
Nel frattempo si gettano le basi per il nuovo album in studio, intitolato provvisoriamente First Rays Of New Rising Sun, ma le condizioni psicofisiche di Hendrix peggiorano e ne costituisce una chiara dimostrazione l’inquietante pessima sua esibizione allo storico Festival dell'Isola di Wight il 30 agosto 1970: l’artista dal vivo litiga spesso con i suoi fans, è nervoso, visionario, provocatorio e si lascia andare a noiosi monologhi.
L’ultima esibizione è quella del 6 settembre 1970 al Festival di Fehmarn in Germania, dove verrà pesantemente contestato.
Ritiratosi a Londra per cercare di ritrovarsi, la mattina del 18 settembre 1970 viene trovato morto nell’appartamento della sua ragazza di allora, Monika Dannemann.
La causa del decesso fu ascritta a soffocamento nel suo stesso vomito dopo aver ingerito alcuni tranquillanti con dell’alcool.
Fatalità o suicidio?
Probabilmente la verità non si saprà mai.
“Prima o poi doveva succedere”, fu il laconico commento dell’amico Chas Chandler.
Nel 1971 uscì postumo Cry Of Love, contenente solo alcune registrazioni che Hendrix aveva in mente per la nuova release; solo nel 1997 furono riordinate tutte le tracce e venne pubblicato First Rays Of New Rising Sun, che può essere considerato l’ultimo vero testamento dell’artista.
Le sue spoglie vennero tumulate nel Greenwood Memorial Park di Renton, Washington, a sud di Seattle.
Sulla lapide è stata scolpita l’unica vera compagna della sua breve vita: la Fender Stratocaster.
Il luogo di sepoltura è stato visitato da innumerevoli persone al punto che la famiglia ha deciso di realizzare un cappella monumentale in una parte dedicata del cimitero di Renton, dove dalla fine del 2002 si trova la salma di Hendrix.
Sull’eredità musicale del grande chitarrista si è scatenata una battaglia legale paurosa che ha visto coinvolti un’infinità di personaggi, oltre che i familiari del musicista (il padre Al e la sorellastra Janye).
Ciò che ne è conseguito è stata una vergognosa speculazione commerciale con la pubblicazione di un’infinità di dischi spesso, purtroppo, di qualità scadente e da considerare vere e proprie truffe.
E’ recentissima l’ennesima infamità commessa sull’artista essendo stata preannunciata una pubblicazione di inediti per il 9 marzo 2010, intitolata Valleys Of Neptune...non credo ci sia bisogno di fare commenti!

Alla morte di Jimi Hendrix seguì, dopo soli sedici giorni, quella di Janis Joplin e, nove mesi dopo, il 3 luglio 1971 a Parigi, quella del leader dei The Doors, il Re Lucertola Jim Morrison: la fine di un’epoca, dei grandi festival, della contestazione attraverso la musica, degli ideali utopistici degli hippies... la fine di un sogno.

Una delle ultime composizioni dell’artista fu la bellissima Angel, inclusa nel postumo The Cry Of Love, il cui testo sembra quasi una premonizione:

Un angelo è venuto giù dal paradiso ieri,
è stato con me abbastanza tempo per salvarmi.
E ieri mi ha raccontato una storia
sul dolore amaro tra la luna e il profondo mare blu.
E poi ha spiegato le sue ali in alto su di me.
E ha detto che sarebbe tornata l'indomani.
E io ho detto, vola mio dolce angelo,
solca il cielo
vola mio dolce angelo,
domani sarò al tuo fianco.
Sono abbastanza sicuro che questa mattina sia venuta da me;
figura dalle ali d'argento contro l'alba di un bimbo.
E il mio angelo, ha detto rivolta a me:
oggi è il giorno per te di rinascere.
Prendi la mia mano, sarai il mio compagno.
Rinascerai.
E allora mi ha portato in alto lassù, Signore.
E io ho detto, vola mio dolce angelo,
solca il cielo.
Vola mio dolce angelo,
sarò al tuo fianco per sempre.


Concludo ricordando qui di seguito le date e le location dei concerti tenuti da Hendrix nel 1968 nel nostro Paese (quanta invidia per chi ebbe modo di parteciparvi!): 23 maggio al Piper di Milano; 24 e 25 maggio al Teatro Brancaccio di Roma; 26 maggio Palazzo dello Sport di Bologna.

DISCOGRAFIA UFFICIALE:
1967 - Are You Experienced?
1967 - Axis: Bold as Love
1968 - Electric Ladyland
1968 - Smash Hits
1970 - Band of Gypsys

DISCOGRAFIA POSTUMA:
1970 - I'M A Man
1970 - On the killin' floor
1971 - Isle Of Wight
1971 - Rainbow Bridge Concert
1971 - The Cry Of Love
1971 - Experience
1972 - War Heroes
1972 - Hendrix In The West
1972 - More Experience
1973 - The Film "Jimi Hendrix"
1973 - Loose Ends
1974 - Nine To The Universe
1975 - Crash Landing
1975 - Midnight Lightning
1978 - The Essential Jimi Hendrix
1980 - Nine To Universe
1982 - Kiss The Sky
1986 - Jimi Plays Monterey
1986 - Band Of Gypsys 2
1987 - Live at Winterland
1988 - Radio One
1988 - The Peel Sessions
1989 - Live & Unreleased - The Radio-Show
1990 - Lifelines
1991 - Live Isle Of Wight
1991 - Stages
1993 - The Ultimate Experience
1994 - Blues
1994 - Woodstock
1995 - Voodoo Soup
1997 - First Rays Of The New Rising Sun
1997 - South Saturn Delta
1997 - The Best Of Jimi Hendrix
1998 - Experience Hendrix: The Best of Jimi Hendrix
1998 - BBC Sessions
1999 - Live at the Fillmore East
1999 - Live at Woodstock
2000 - The Jimi Hendrix Experience
2001 - Voodoo Child: The Jimi Hendrix Collection
2002 - Blue Wild Angel: Live at the Isle of Wight
2003 - Martin Scorsese Presents the Blues: Jimi Hendrix
2003 - Live at Berkeley: The 2nd Show
2007 - Live at Monterey Pop Festival
2010 - Valleys Of Neptune

BOX SET:
1991 - Stages - Cofanetto di 4 CD contenente esibizioni live, Stoccolma 1967, Parigi 1968, San Diego 1969, Atlanta 1970.
2000 - The Jimi Hendrix Experience Box Set - Cofanetto di 4 CD contenente demo, outtakes, inediti, alternate takes e brani dal vivo.
2003 - The Singles Collection - Cofanetto comprensivo di 10 CD riproducenti ogni singolo pubblicato dal chitarrista.
2006 - The Jimi Hendrix Experience Box Set - Cofanetto di 4 CD ed 1 DVD contenente demo, outtakes, inediti, alternate takes e brani dal vivo.

VIDEOGRAFIA:
1997 - Classic Album: Electric Ladyland
1998 - Rainbow Bridge Concert
1999 - Band Of Gypsys - Live At The Fillmore East
2001 - Experience
2002 - Live At The Dick Cavett Show
2003 - Blue Wild Angel - Live At The Isle Of Wight
2003 - Jimi Plays Berkeley
2004 - Until We Meet Again
2004 - The Last 24 Hours
2005 - Joe Boyd A Film About Jimi Hendrix - Deluxe Edition
2005 - Music In Review 1967 – 1970
2005 - Live At Woodstock - Definitive 2 DVD Edition
2007 - Smash Hits
2007 - Videobiography
2007 - Live At Monterey Pop Festival - The Definitive Edition



Michele68
Venerdì 4 Luglio 2014, 10.46.44
24
Concordo con Carmine. Complimenti a Fabio per l'ottiimo lavoro.
Carmine
Mercoledì 18 Giugno 2014, 15.35.46
23
Articolo vermanete bello e pieno di notizie interessanti.
hm is the law
Sabato 7 Luglio 2012, 19.02.18
22
Grazia a te sveva
sveva
Sabato 7 Luglio 2012, 10.23.54
21
...e , attraverso il suono delle tue parole, Fabio, sento il respiro delle emozioni di una vita, la sua, della quale solo la musica poteva rappresentarne la dimensione...grazie!
hm is the law
Domenica 21 Febbraio 2010, 17.30.59
20
@ born_too_late: già e si continua imperterriti purtroppo!!!
born_too_late
Domenica 21 Febbraio 2010, 14.27.58
19
Gran bell'articolo Fabio, dal piglio narrativo ma pieno di informazioni utilissime. Concordo pienamente sullo sfruttamento postumo della sua immagine, davvero triste.
Tizi1970
Domenica 21 Febbraio 2010, 12.07.44
18
Ottimo articolo.....certo che fa impressione vedere tutta quella discografia postuma. Bravo Fabio!
Blackout
Sabato 20 Febbraio 2010, 12.45.00
17
Grande Fabio, articolo PERFETTO! Su Jimi non si può far altro che commentare in bene data la sua grandezza come chitarrista che a volte ho il piacere di ascoltare.
Stargazer
Venerdì 19 Febbraio 2010, 22.24.50
16
Che dire, bravissimo Fabio! Non poteva essere scritto meglio, si vede che ci hai messo molta passione, complimenti
hm is the law
Venerdì 19 Febbraio 2010, 20.55.38
15
@ ares: sarai esaudito presto. Ciao e grazie
ares
Venerdì 19 Febbraio 2010, 19.41.49
14
Articolo assolutamente esaustivo e pieno di sentimento; davvero i miei complimenti all'autore. Spero che in futuro faccia altri legends così meticolosi.
hm is the law
Venerdì 19 Febbraio 2010, 12.02.08
13
Grazie ancora a tutti per il vostro supporto ragazzi!
Rage
Venerdì 19 Febbraio 2010, 11.45.33
12
Ottimo articolo veramente ben approfondito.
ALESSIO
Venerdì 19 Febbraio 2010, 9.05.42
11
Complimenti per il lavoro Fabio! R.I.P. JIMI
Andrea70
Giovedì 18 Febbraio 2010, 15.26.33
10
Gransimmo articolo molto esaustivo. Ottimo lavoro a Fabbiee!!!!
hm is the law
Mercoledì 17 Febbraio 2010, 21.57.55
9
Aggiunte le foto......
Master Of Pizza
Mercoledì 17 Febbraio 2010, 17.14.46
8
Articolo stupendo!R.I.P Jimi...
metal4ever
Mercoledì 17 Febbraio 2010, 15.28.29
7
Bellissimo articolo!! R.I.P Jimi...
hm is the law
Mercoledì 17 Febbraio 2010, 13.21.20
6
@ Pandemonium & Raven: grazie per i complimenti. Per me Hendrix è un mito ci ho messo tutto me stesso.
hm is the law
Mercoledì 17 Febbraio 2010, 10.20.29
5
@ Renaz: il lavoro l'ho taggato tutto io anche se Khaine l'ha effettivamente perfezionato
Renaz
Mercoledì 17 Febbraio 2010, 9.15.32
4
Io gli (A KHAINE) faccio i complimenti per la squisitezza dei tag
Painkiller
Mercoledì 17 Febbraio 2010, 8.55.23
3
Faccio i complimenti a Fabio non solo per la qualità e completezza dell'articolo, ma anche per l'emozione che si può leggere tra le righe. Emozione che mi ha emozionato. Bravo! Non conosco così bene le note da analizzare toni e semitoni ma considero Jimi e Ritchie (Blackmore) i migliori chitarristi di sempre. Jimi "inventò" la chitarra elettrica come strumento a sè e non solo da accompagnamento, inventando suoni che oggi a noi sembra normale sentire (forse) ma che a quei tempi erano una vera rivoluzione. Jimi è stato la sperimentazione, il suono sporco e distorto. Blackmore ha cominciato sulla stessa falsa riga per pulire sempre più il suo stile e raggiungere vette uniche nella creazione del suono ... due immensi monumenti che hanno saputo rendere poesia il suono elettrico e distorto della sei corde. R.I.P. Jimi, R.I.P.
RAven
Mercoledì 17 Febbraio 2010, 8.28.02
2
già, c'è un topic nel nostro forum. Circa il downtuning io stesso credo di aver citato Iommi come padre della sua applicazione, se c'è da correggersi non ho difficoltà. Gran bel lavoro Fabio.
polenta violenta
Mercoledì 17 Febbraio 2010, 0.41.23
1
bellissimo articolo! pensavo onestamente che l'ccordatura di mezzo tono gù fose stata utilizzata da iommi per primo causa ilsuo ifortunio alle dita. tra le infamità potevi anche menzionare l'usarlo come testimonial per una marca di jeans che vedo spesso sulla gazzetta
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