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STORIA DEL PROG ROCK ITALIANO - # 2 - 1974/1978
20/02/2010 (12231 letture)
Seconda puntata di questa ricognizione sulla storia di quel Prog-Rock italiano che è anche, se non soprattutto, la storia di una intera società alle prese con un sogno finito in tragedia e dolore prima, in nichilistico disimpegno poi. Prima di augurarvi buona lettura –e proprio a causa di quanto appena scritto- vi rimando alla preliminare lettura delle due premesse alla prima puntata di questa serie di articoli che è necessario leggere per poter usufruire di quanto scritto nei parametri editoriali stabiliti da metallized.it .
Fatto? Allora adesso si: buona lettura.

1974: L’ANNO DEL CAMBIAMENTO
La cultura Underground perde definitivamente di importanza a favore della Controcultura. La situazione politica Italiana raggiunge un climax di tensione mai provato nel dopoguerra: il tentativo di Colpo di Stato de “La Rosa dei Venti”, la bomba sull’Italicus, quella in Piazza della Loggia, la risposta violenta delle forze dell’ordine, il passaggio delle BR dalla propaganda in fabbrica all’azione armata, l’economia a picco, il movimento femminista che trova la prima grande affermazione con l’ottenimento definitivo della legge sul divorzio e molto altro. All’interno di un simile quadro il panorama musicale muta profondamente la propria fisionomia trovando una frammentazione in correnti distinte e nettamente separate.
Da un lato i gruppi che si schierano politicamente e che assumono la guida morale del movimento Progressive militante -Dedalus e, più ancora AreA tanto per fare due nomi- dall’altro quelli che se ne distaccano totalmente per proseguire un discorso esclusivamente musicale, più leggero e con più di una incursione all’estero -PFM, Le Orme, Banco del Mutuo Soccorso. Chi si viene a trovare in mezzo viene travolto, gli esponenti della cultura underground, -Delirium su tutti- incapaci di schierarsi nettamente dall’una o dall’altra parte e probabilmente non avendo alcuna intenzione di farlo, vengono rapidamente emarginati e scompaiono nell’oblio.
Il tutto provoca anche mutamenti prettamente stilistici, con l’inclusione di elementi Free-Jazz, Folk, Elettronici che provvedono a scremare ulteriormente la lista di gruppi in grado di catalizzare l’attenzione di un pubblico via via sempre più politicizzato e (pseudo)competente.

Il corollario politico controculturale porta anche all’espandersi dell’uso di non pagare la musica, ossia di entrare ai concerti senza pagare oppure con una “autoriduzione” del prezzo del biglietto, e di procurarsi i dischi mediante una serie di espropri proletari, il tutto in nome del rifiuto della mercificazione dell’arte vista come “diritto naturale” delle masse popolari anche a scapito di esponenti stessi del movimento come gli Osanna, i quali dopo aver organizzato il Festival Be-in subiscono un pesantissimo tracollo economico a causa dell’accesso in massa del pubblico senza pagare. Insomma, come si diceva allora : ”La musica si prende, ma non si paga”, conseguenze comprese.
Alcuni cantanti sono bollati come “venduti al sistema”, molti eventi vengono boicottati e ciò porta al all’esclusione dell’Italia come sede di grossi concerti da parte dei grandi promoters italiani e stranieri, una situazione che pagheremo e continuiamo a pagare fino ad oggi.
L’iniziale voglia di cambiamento sfocia presto in azioni violente e deprecabili, (scontri ai concerti di Cat Stevens e Lou Reed con l’impresario D. Zard che raddoppia i prezzi per allontanare i proletari e fa schierare polizia antisommossa per far affluire gli altri), ma una cosa va sottolineata: al di là di quello che se ne può pensare e con tutti i distinguo del caso la lotta per la musica libera contro il monopolio delle case discografiche e delle multinazionali e per un prezzo equo dei dischi è argomento assolutamente contemporaneo oggi più di ieri, e quindi, per alcuni versi, la lotta iniziata tra il 73 ed il 74 forse era sbagliata nella forma, ma non nel merito.

Ad ogni modo i lavori misticheggianti come La Terra degli Aktuala -con lo zampino di Battiato- sono additati al pubblico disprezzo, alcuni di discreto spessore come Intorno alla mia cattiva educazione degli Alusa Fallax, Io sono Murple dei Murple, la supponente proposta degli Opus Avantra e Donella del Monaco, il disimpegno politico della PFM di L’Isola di Niente, (famoso il giudizio di Patrizio Fariselli degli Area: ”Fuori scoppiano le bombe nelle piazze e questi vanno in giro a cantare –Dolcissima Maria-? Ma scherziamo?”), il Pinkfloydiano Fiaba dei Procession, la presunta esterofilia dei Sensations’ Fix di Fragments of Light, vengono sottovalutati a favore di lavori più militanti come Il Grande Gioco degli Alberomotore, (con testi e produzione di Ricky Gianco) e l’estremo Caution: Radiation Area degli Area, (forse il loro migliore in assoluto); l’ancora più politicizzato e musicalmente ermetico Materiali per tre esecutori e nastro Magnetico dei Dedalus, la raffinata militanza degli Arti e Mestieri di Tilt; il piglio fieramente Folk-Rock del Biglietto per L’Inferno; l’introspezione sopra le mode del Perigeo di Genealogia; l’originalità di Pierrot Lunaire dei Pierrot Lunaire. Sono queste alcune delle uscite più significative del 1974, ma il 1975 è dietro l’angolo, e la tensione non accenna a diminuire, anzi.

DI SCONTRI E RADIO LIBERE
1975: disoccupazione 10% con punte del 40% al Sud, (praticamente l’identica percentuale odierna), inflazione 20%, studenti ed operai morti ogni settimana in scontri con le forze dell’ordine –le quali si dotano di un sindacato ed alle quali lo Stato concede poteri speciali- i giovani scoprono la possibilità dell’autogestione totale dei tempi e degli spazi, nascono i Centri Sociali, le BR si trasformano in vero esercito di guerriglia, Pasolini viene ucciso, e la musica?
Incredibilmente una serie di circostanze portano ad un ammorbidimento dei toni, complice l’assumere di un ruolo guida una parte del movimento cantautorale, (Finardi, Guccini, Bennato, Dalla –si, anche lui- etc.), il guardare al mercato estero da parte di una buona fetta delle band più dotate, (PFM, Banco, Le Orme, Rovescio della Medaglia), porta al tentativo dei “puristi” di cercare forme sempre più estreme ed involute di Progressive, (Etna, Il Volo, La Bottega dell’Arte, Libra, Nova, etc.), aprendo così la strada al rigetto del biennio seguente. In sordina intanto il Punk comincia già a preparare la sua opera di Tabula Rasa.
Solo in pochi riescono a mantenere il giusto equilibrio formale unitamente alla necessaria opposizione culturale, in questa ottica –oltre agli onnipresenti Area di Crac e Are(A)zione- vanno ricordati i Napoli Centrale, autori di una esplosiva miscela di Jazz, Prog, (poco, in verità), e Rock in vernacolo Napoletano e capitanati dal mitico James Senese -che feci in tempo a vedere live- ed in parte i Maxophone.
Nel 1975 accade però un altro fatto fondamentale: le radio libere cominciano a trasmettere ufficialmente, e dopo la prima storica trasmissione di Radio Sicilia Libera che nel 70 portò la cronaca del terremoto del Belice nelle case dei paesi circostanti, è solo dal 74 che, prevalentemente nel Centro-Nord si comincia a fare le cose sul serio. Purtroppo però quando nel 75 –se non ricordo male- queste diventano legali e nel 76/77 passano allo status di fenomeno di massa, le condizioni per le band Prog sono già mutate. Pur essendo libere, le radio preferiscono diffondere le note più “facili” di PFM, Orme, etc, pur non disdegnando di offrire spazio ai più politicizzati Area ed ai sofisticati Baricentro tanto per fare due nomi, cavalcano così il nuovo assetto socio/musicale della penisola.
Da un lato quindi la politica cantata, (o fintamente cantata), dai cantautori e dall’altro il totale disimpegno rispetto alla complessità del quadro sociale che si manifestava in classifiche dei 45 giri dominate da capolavori quali Johnny il bassotto e Ramaya, (e qui invoco i commenti degli over 35/40 che si ricordano di questi eventi per esserci stati). La controcultura è già sotto assedio, e non sono passati che tre anni dalla sua esplosione.
Il Prog già in crisi resiste a causa di uscite ancora di altissimo livello come i già citati Crac degli Area -comunque più intimista- e Are(A)zione, live che è manifesto di una intera epoca ed al quale si può opporre, per ragioni diametralmente opposte, Chocolate Kings della PFM, il già “contaminatissimo” Napoli Centrale della band omonima nel 75, Maledetti (maudits) ancora degli Area -vero capolavoro già concettualmente post-industriale- per ragioni diversissime Sconcerto del Baricentro ed il difficile Roller dei Goblin nel 76.
Ma il punk e soprattutto il disimpegno di riflusso dopo il fortissimo impegno dei quattro anni precedenti annunciano già la fine imminente.

LA TRAGICA FINE DEL SOGNO
Nel 76 l’Italia è ormai nel caos e comunque profondamente diversa sa quella del 72. Le BR, il governo con esponenti della sinistra estrema, le lotte pro-aborto che si apprestano a raccogliere i frutti del loro impegno, il movimento femminista al massimo della sua radicale diffusione, portano le frange antagoniste dei centri sociali –una definizione che, come vedete, non ha avuto origine oggi- al massimo dell’opposizione dura. Si contestano i cantautori, (De Gregori venne letteralmente processato nei camerini prima di un live e poi in piazza), che avevano “scippato” al prog la funzione politica, ma è solo il canto del cigno del movimento. La sinistra non conquista il governo, la delusione provoca nei giovani, (quelli schierati da quel lato, si capisce), che costituivano l’ossatura della contestazione in musica e non, l’abbandono della militanza, (e qui comincia il fenomeno della disaffezione dalla politica che oggi è così evidente), il nichilismo del punk a fare il resto. La fine di un’epoca si concretizza a Parco Lambro, dove tra atti di violenza, droga che spazza via “l’ideologia della festa” e discussioni, la generazione della controcultura che aveva costituito il propellente del Progressive muore di eroina e nichilismo.
Comincia l’era moderna dell’assoluto disimpegno che di lì a poco genererà “l’età delle veline” che vive oggi il suo massimo, osceno splendore. In musica la rasoiata punk sfregia il rock in maniera permanente, ad emergere dalle macerie la breve stagione della new/dark wave britannica, quintali di gel ed altrettanti quintali di musica spazzatura, e soprattutto il riemergere prepotente di un genere che non era mai morto, l’HR ormai prossimo alla nuova vita portata dalla nwobhm; il decennio dorato del grande HM è vicino.

C’è ancora il tempo per la delicatezza della Locanda Delle Fate di Forse le Lucciole non si Amano Più nel 77, ed ancora per gli Area nel 78 con un disco il cui titolo è un disperato e fiero urlo che non ammette la resa: 1978, Gli Dei Se Ne Vanno, Gli Arrabbiati Restano.
Di lì a poco Demetrio Stratos muore, e con lui un’intera epoca musicale, e non solo.


DISCOGRAFIA (MOLTO) ESSENZIALE 74/78
ACQUA FRAGILE - Mass Media Stars. Grande musica, ma troppo UK dipendente per la band di Bernardo Lanzetti.

ALUSA FALLAX - Intorno alla mia cattiva educazione. Stesso discorso, ma relativo all’Italia.

ALBEROMOTORE - Il grande gioco. Grande rock per una band con Ricky Gianco alle spalle.

AREA - Caution, Radiation Area. Forse il miglior lavoro degli Area assieme al live del 75.

ARTI E MESTIERI - Tilt. Raffinato e sopra le correnti culturali.

BIGLIETTO PER L’INFERNO - Biglietto per L’Inferno. Devo ancora parlarne dopo i nostri Articoli e le nostre Recensioni?

DEDALUS - Materiale per tre esecutori e nastro magnetico. Uno dei lavori più estremi e sperimentali del decennio.

DELIRIUM - Delirium III. Erroneamente ricordati solo per la militanza di Ivano Fossati, i Delirium diedero il loro meglio senza di lui.

IBIS - Sun Supreme. Una delle tante –e riuscite-incarnazioni dei New Trolls.

MURPLE - Io sono Murple. Bel concept osteggiato dalla controcultura.

NT ATOMIC SYSTEM - Tempi Dispari. Vedi citazione Ibis.

OPUS AVANTRA-Donella Del Monaco - Molto bello, ma troppo “aristocratico”.

LE ORME - Contrappunti. Forse un buon disco, ma considerato fortemente contro-controculturale.

PERIGEO - Genealogia. Positiva evoluzione interiore della band di Abbiamo tutti un Blues da piangere.

PIERROT LUNAIRE - Pierrot Lunaire. Ottimo album di Rock Sinfonico.

PFM - Live in USA. Splendida foto del momento di maggior popolarità mondiale della band.

PROCESSION - Fiaba. Bel lavoro di stampo PinkFloydiano.

SENSATION’S FIX - Fragments of Light. Discreto lavoro rovinato dal mixaggio e dall’ostracismo.

IL VOLO - Il Volo. Superband italiana, (ne riparleremo), e disco inferiore a quello che ci si potrebbe attendere.

APOTEOSI - Apoteosi. Buon esempio di Prog Italiano.

AREA - Crac ed Are(A)zione. semplicemente DA AVERE!!!!!

CITTA’ FRONTALE - El Tor. Gli Osanna più morbidi.

ROVESCIO DELLA MEDAGLIA - Contamination. Aspirazioni sinfoniche internazionali orchestrate da Bacalov.

ETNA - Etna. Eccellente album Prog-Rock-Jazz per la nota band Siciliana. Il nome di Agostino Marangolo vi dice nulla?

LIBRA - Musica e Parole. Ottimo lavoro se inquadrato in una ottica internazionale.

MAXOPHONE - Maxophone. Album complesso e di grande successo.

NAPOLI CENTRALE - Napoli Centrale. Prog-Jazz e ribellione.

OPUS AVANTRA - Lord Cromwell plays suite for seven vices. Forse troppo raffinato per i tempi.

AREA - Maudits. Sempre più fondamentali e colti.

BANCO DEL MUTUO SOCCORSO - Come in un’ultima cena. targato Manticore e tradotto anche in inglese da Angelo Branduardi.

ESAGONO - Vicolo. Raffinato Jazz-Rock da Torino.

BARICENTRO - Sconcerto. Musica elitaria ed impegno.

LOCANDA DELLE FATE - Forse le lucciole non si amano più. L’ultimo vagito del lato romantico del prog.

BAFFO BANFI - Galaxy My Dear. L’evoluzione elettronico/cosmica dell’ex Biglietto Per L’Inferno.

GOBLIN - Il fantastico viaggio del bacarozzo Mark. Concept cantato con tanto di tour promozionale assolutamente inusuale.

AREA - 1978, gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano. L’ultimo urlo di un sogno.

. Ma forse c’è ancora qualcosa da aggiungere…….. ed allora, stay tuned.



DEEP BLUE
Sabato 12 Ottobre 2019, 20.56.39
25
Anima Latina?
Area
Mercoledì 12 Dicembre 2018, 13.35.34
24
Un epoca straordinaria, in generale l'ultima fase del Prog Italiano anzi del Pop Italiano era stata dominata da suoni Jazz Fusion e dal Rock Sinfonico... e riguardo a quest'ultimo delle volte mi viene quasi da pensare che quel Symphonic Power Metal attribuito proprio a gruppi Italiani in realtà lo abbiano inconsciamente ispirato proprio i gruppi di quell'epoca straordinaria. Che dire poi del capolavoro della Locanda delle fate? Come ho già scritto sotto la loro recensione lo reputo il compimento e il perfezionamento finale del Prog Italiano... il vero "Ultimo Ballo" della scena. In Italia poi arrivò il Punk che già aveva messo fine (commercialmente parlando) al Prog in Inghilterra, ma non mi sento di dire che fu solo quello a far perdere interesse nei confronti del Prog. Il Punk infatti negli anni 70 in Italia durò relativamente poco e non produsse chissà quali band di rilevanza (Qualcuno dirà i Decibel, che comunque poi finirono a fare dell'altro, ma poi?), il vero inizio per quel genere fu con l'Hardcore e la New Wave negli anni 80. In Italia fu il cantautorato a prendere il sopravvento (benché inizialmente camminò mano nella mano con il Prog) e soprattutto la Disco music...
Hellion
Lunedì 22 Febbraio 2010, 11.40.27
23
...ahahaha, cazzo che memoria! ...dopo il disastro che procurammo quella sera si vede che vollero farmela pagare, era un rullante di merda, valore 50mila delle vecchie lire, me ne presi uno molto + bello, la soddisfazione di vedere gente che si lanciava dai tavoli valse + che un rullante, che bei tempi!!!!!
pincheloco
Lunedì 22 Febbraio 2010, 10.40.48
22
Richard, ormai è chiuso da anni e tutto da ristrutturare. Si è Olginate. Avessi i soldi, era veramente figo, isolato, non rompevi le palle a nessuno e si mangiava pure bene. Oltre alla musica dal vivo ovviamente. Conosco il Kalkerin. Hellion tanto per farti girare le palle, non fu lì che dei bastardi ti fregarono il rullante ? @Raven Nero D'avola anticongelante? Buona.
RAven
Lunedì 22 Febbraio 2010, 8.46.31
21
Il motorino funziona perfettamente, ho inserito un additivo a base di Nero D'avola anticongelante
Hellion
Domenica 21 Febbraio 2010, 21.46.18
20
...eh Pinche mi ricordo si! ...ne abbiamo combinate di tutti i colori in quel posto, suonarci era davvero una figata, quando non succedevano disastri ovviamente...era un piccolo Vigorelli...ahahah!!
Richard
Domenica 21 Febbraio 2010, 21.29.28
19
La Tasca ricorda qualcosa anche a me e fino non molti anni fa... Ci sono passato proprio sabato 13, ( Olginate ? ) c'è ancora ma non suonano più (o almeno credo). Io facevo il dj lì vicino al Kalkerin , lo conosci ?
pincheloco
Domenica 21 Febbraio 2010, 21.06.55
18
Raven ma allora ce l'hai fatta a tornare? il motorino non si è congelato?
pincheloco
Domenica 21 Febbraio 2010, 21.05.27
17
Essendo un over 40 mi ricordo di Ramaya e Johnny Bassotto (era Lino Toffolo o sbaglio?). A parte questo ottimo articolo come sempre. Molti di questi album mi mancano, però i gruppi li conosco comunque, anche alcuni citati da Richard. Ho avuto modo di vedere Claudio Rocchi dal vivo oltre a Finardi, Banco e altri. Del Biglietto ho già parlato a sufficienza. Vedo che Richard ha citato i Yu Kung (no no no non si può più dormire, la luna è rossa e rossa è di violenza….), so che sono ancora in giro o almeno fino a non molti anni fa. Li vidi dal vivo nel ‘97 o ‘98 non ricordo bene, e in quell’occasione mi comprai il loro vinile. Ovviamente in un mitico locale che non esiste più come al solito. @ Hellion ti dice qualcosa “La tasca”? Dei Madrugada Richard mi aveva già accennato durante il concerto del Biglietto.Folk. Vedrò di procurarmi qualcosa al più presto dei gruppi che mi mancano. Grande Raven, anch’io all’epoca avevo ancora i capelli…..sigh.
Raven
Domenica 21 Febbraio 2010, 20.31.20
16
Conte Oliver?! ti dico solo questo: Polo Freddo. (se ci arrivi sei veramente un Highlander )
Richard
Domenica 21 Febbraio 2010, 20.02.13
15
agli ordini Conte Oliver... ps: fatto incontri interessanti al Circolo Polare Artico ???
Raven
Domenica 21 Febbraio 2010, 19.51.39
14
Alcuni ci sono, altri li ho evitati per non allargare troppo il discorso, alcuni non li conoscevo nemmeno io. Ma ti Avevo detto che ne avremmo riparlato anche per mail, non dare quindi altre imbeccate al pubblico, c'è ancora altro da dire e lo diremo tra poco, se vuoi essere coinvolto.....
Richard
Domenica 21 Febbraio 2010, 19.08.04
13
Ti dò qualche indicazione, alcuni durati lo spazio di un mattino: CLAUDIO ROCCHI, ALBERTO CAMERINI, ANONIMA SOUNDS LTS, EUGENIO FINARDI,ANALOGY, CLAUDIO FUCCI, DUELLO MADRE, MADRUGADA, DONATELLA BARDI, SIMON LUCA, AGORA', IVAN CATTANEO (Uoaei 74), DUELLO MADRE, ALPHATAURUS, MAURIZIO ARCERI (trasparenze 1973), FRANCHI GIORGETTI & TALAMO, LOY & ALTOMARE, DALTON, ROCKY'S FILJ, MUSEO ROSENBACH, ERA DI ACQUARIO, FESTA MOBILE, YU KUNG, PIAZZA DELLE ERBE, COME LE FOGLIE, PICCHIO DAL POZZO, JUMBO, LATTE & MILELE, I LEONI, ANGELO BRANDUARDI (1974-75), JURI CAMISASCA, IL CERVELLO, CIRCUS 2000, CITTA' FRONTALE, I NUMI, ODISSEA, PAESE DEI BALOCCHI, IL PUNTO (stefano d'orazio), I RAMINGHI, RUSTICJELLI & BORDINI, SANT JUST, SIMONLUCA, STORMY SIX, ... etc.... ......
Raven
Domenica 21 Febbraio 2010, 17.07.19
12
Grazie a tutti. Oltretutto questo è un Bignami rispetto alla massa di gruppi e personaggi da ricordare, ma ne riparleremo....
born_too_late
Domenica 21 Febbraio 2010, 12.36.15
11
Articolo magnifico, l'ho letto tutto d'un fiato insieme alla prima parte! Mi è piaciuta particolarmente l'attenzione alla connotazione "sociale/politica" del prog, solitamente questo aspetto viene un po' trascurato. Inoltre, nonostante sia un grandissimo appassionato di prog italiano, alcuni nomi che hai fatto non li ho mai ascoltati, rimedierò!!!
hm is the law
Domenica 21 Febbraio 2010, 12.34.51
10
@ Richard: per l'appunto nè di sinistra nè di destra praticamente una mosca bianca all'epoca
Hellion
Domenica 21 Febbraio 2010, 10.58.30
9
...ah ecco, forse avevo male interpretato, viva Rino, sempre il migliore!
Richard
Domenica 21 Febbraio 2010, 10.28.16
8
si schierava contro questa società di merda sempre più sul baratro (che sfocerà poi anni dopo in Tangentopoli e tutto il resto...) ma non prendeva posizioni politiche, solo una posizioni sociale, o meglio, antisociale il che è MOLTO più importante, difficile e compromettente e sopratutto senza ritorni di benefici immediati.. (leggi il relativo articolo)
Hellion
Domenica 21 Febbraio 2010, 0.28.31
7
...Rino Gaetano non si schierava politicamente?
hm is the law
Sabato 20 Febbraio 2010, 21.52.06
6
Articolo molto ben fatto su un argomento non facile e poco conosciuto da chi ha meno di 40 anni. In qugli anni i musicisti italiani si dovevano schierare politicamente e, ad esempio, Rino Gaetano stava sul c.. a molti perchè non lo faceva. E' inutile, comunque, nascondersi dietro a un dito: la musica italiana in quel periodo era fortemente di sinistra e, quindi, osteggiata violentemente da chi la pensava diversamente. Forse è venuto il momento di recuperare, finalmente, questo enorme patrimonio artistico liberandolo da qualsiasi connotazione che non sia quello della della musica. E' difficile, lo so, per chi è di destra ma i tempi sono mutati grazie al cielo......almeno lo spero!
Raven
Sabato 20 Febbraio 2010, 13.34.59
5
Si, anni difficili, ma approfondire ulteriormente il discorso qui avrebbe troppo spostato il tiro verso la politica, e qui vogliamo parlare di musica. Io non portavo grembiulino e fiocchetto, ( non spesso, almeno) ed avevo già i capelli lunghissimi , anzi, avevo i capelli.....
Richard
Sabato 20 Febbraio 2010, 13.31.37
4
Hai avuto anche tu 10 anni ??? ah ah ah ah avrei voluto vederti col grembiulino e il fiocchetto !!! Per quanto riguarda i 70, aono stati anni d'oro per la musica ma anni di paure per tutto il resto...abbiamo rischiato più di un colpo di stato. (ps... Io NON sono VECCHIO..io sono un HIGHLANDER ...) . .
Raven
Sabato 20 Febbraio 2010, 13.25.26
3
Si , sapevo del curriculum di Fariselli, del Volo riparleremo di sfuggita tra qualche settimana. 30 anni di meno?? Io all'epoca avevo 10 anni circa, sei tu che eri già vecchio come il nonno di Matusalemme , ps- credo che ti maderò una mail.
Richard
Sabato 20 Febbraio 2010, 13.08.28
2
Per quanto riguarda Fariselli ti dico che faceva "figo" allora schierarsi da una parte sola ma poi siccome anche lui "tiene famiglia" nel tempo ha fatto delle cose ignobili come le colonne dei seguenti film di serie C ; Era una notte buia e tempestosa... Zitti e mosca,... Benvenuti in casa Gori ... Caino e Caino , ...Belle al bar , ...Ritorno a casa Gori ....Ivo il tardivo Ti spiace se bacio mamma? Tutti di Alessandro Benvenuti. IL VOLO era un tentativo di supergruppo messo insieme dall Numero !, niente a che vedere con il prog o l'Alternativa, solo un tentativo di riciclare editorialmente canzoni, con una spruzzata di nuovi arrangiamenti, di cui la società di Mogol-Battisti aveva i cassetti pieni e di far lavorare gente che con la società aveva un contratto di esclusiva (Formula 3 - Lavezzi - Tempera - Dall'Aglio etc.) .. I CANTAUTORI poi... che 2 palle !!! A parte il mio cinismo (col senno di poi...) all'interno del "Movimento", tutto sommato è stata un'epoca felice (Gallina, forse solo perchè avevamo 30 anni in meno ..???). .
Hellion
Sabato 20 Febbraio 2010, 12.44.41
1
...Raven always the best!
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