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LEGENDS OF ROCK - # 2 - Led Zeppelin, prima parte
26/03/2010 (19409 letture)
Mi eccitava moltissimo l’idea di sentire la mia voce attraverso gli altoparlanti. Quando registrammo il primo disco e sentii il nastro di How Many More Times ebbi uno degli orgasmi più entusiasmanti della mia vita! (Robert Plant)

A distanza di trent’anni dal loro scioglimento i Led Zeppelin vantano ancora un seguito notevolissimo e lo dimostra il fatto che in qualsiasi rivendita di LP e CD troverete sempre negli scaffali qualche lavoro del gruppo britannico.
Mi sono chiesto più di una volta quale sarebbe stato il futuro della band e del movimento rock in generale se quel maledetto giovedì 25 settembre 1980 John Bonham non fosse morto per un’overdose di vodka e aranciata!
Il giorno dopo appresi la notizia del decesso su un quotidiano: non ci volevo credere, rimasi allibito ed iniziai a piangere come un bambino e, dentro di me, piango ancora.

Neil Christian And The Crusaders è il nome del primo gruppo formato dal giovanissimo Jimmy Page non appena lasciata la scuola. La musica è stata sempre la sua passione: collezionava dischi e studiava indefessamente lo stile di chitarristi degli anni ’50 quali Scotty Moore e James Burton.
A causa di problemi fisici Page abbandonò presto la band e tornò a frequentare una scuola d’arte suonando con la Cyril Davies’ All Stars.
Il suo talento alle sei corde non passò inosservato e, pertanto, gli venne proposto di lavorare in sala d’incisione dove gli furono commissionati alcuni lavori. Divenne in brevissimo tempo uno dei session man più qualificati in circolazione.
Fu prescelto dall’etichetta Immediate di in qualità di capo ufficio artistico, produttore, esecutore ed autore collaborando anche con Eric Clapton.
Ha partecipato alla realizzazione dell’album Painter Man dei Creation suonando con una delle sue specialità: l’archetto del violino.
Jimmy abbandonò il lavoro di sala allorquando si rese conto che fiati ed archi stavano prendendo il sopravvento sulla chitarra e nel 1966 entrò nei The Yardbirds prendendo il posto del bassista Paul Samwell Smith. Quando Chris Dreja lo sostituì al basso, Page fece coppia alla chitarra con un altro mostro sacro del rock: Jeff Beck.
I The Yardbirds in quel periodo mietevano successi ovunque e furono anche protagonisti nel film Blow Up di Michelangelo Antonioni: durante l’esecuzione del pezzo intitolato Stroll On Beck fu filmato mentre distruggeva la sua chitarra.
Nel settembre 1966 il gruppo fece una tourneè con i Rolling Stones, Ike & Tina Turner e Peter Jay And The New Jaywalkers ma, ritornati negli U.S.A., l’incostante Jeff Beck decise di abbandonare la band.
I The Yardbirds continuarono in quattro (Chris Dreja, Jimmy Page, Jim McCarthy e Keith Relf) pubblicando nel 1967 il disco Little Games che ebbe un notevole successo nel nuovo continente.
La band proseguì la propria attività fino al 1969 (il loro ultimo concerto si svolse al Luton Technical College); a dare il colpo di grazia alla formazione fu Dreja che lasciò la band per dedicarsi alla carriera di fotografo lasciando Page nei guai atteso che i The Yardbirds dovevano obbligatoriamente esibirsi in Scandinavia.
Assieme al manager Peter Grant furono fatti annunci sulla stampa specializzata per rifondare la band ed il primo a rispondere fu il ricercato session man John Paul Jones, bassista e tastierista il cui vero nome è James Baldwin. Nello stesso periodo fu consigliato a Page di ascoltare il cantante degli sconosciuti Hobbstweedle di nome Robert Plant dotato di una voce potentissima che ben si attagliava al rock: così ¾ dei Led Zeppelin si erano praticamente già costituiti!
Ma mancava il batterista e fu Robert Plant a caldeggiare la candidatura di un suo vecchio amico che in quel periodo suonava con il gruppo di Tim Rose: si trattava di John Henry Bonham detto Bonzo.
La formazione prese il nome, invero poco originale, di New Yardbirds sotto la spinta dei vari promoters che insistevano su tale soluzione.
Ecco il ricordo di John Paul Jones del primo incontro del gruppo:

Eravamo in una piccola stanza e dovevamo prima renderci conto se ci sopportavamo! La stanza era ricoperta di vecchi amplificatori cadenti, veramente orribili. Robert aveva sentito che ero un session man e mi guardava con molto sospetto, pensando che fossi una sorta di mercenario. Jimmy disse: “Siamo qui, cosa suoniamo?” ed io risposi: ”Non ne ho la più pallida idea. Hai qualche suggerimento?” Jimmy propose un pezzo intitolato The Train Kept a Rollin’ che io non conoscevo ma lui non si scoraggiò e cerco di spiegarmelo: “E’ facile, basta seguire gli accordi”. Jimmy partì con il riff principale e noi a ruota finché la stanza non esplose. A quel punto avevamo capito che la cosa funzionava e costruimmo il nostro repertorio partendo da quel pezzo.

Tenuto conto della già affermata notorietà di Page la casa discografica Atlantic Records fece firmare subito al gruppo un contratto per gli Stati Uniti che pare fruttò ai quattro musicisti quasi 200.000 dollari.
Subito dopo, il gruppo partì per il tour scandinavo che durò dal 7 al 23 settembre 1968. Il successivo 16 ottobre debuttarono, sempre come New Yardbirds, al Marquee Club di Londra; poco tempo dopo, però, il monicker della formazione fu modificato in Led Zeppelin (storpiatura di Lead Zeppelin “il dirigibile di piombo”) e con questo nome suonarono la prima volta alla Surrey University; seguì una tourneè in America sotto la sapiente guida del manager Peter Grant che evitò le grandi platee per far suonare il gruppo nelle piccole città fatto che apparentemente appariva controproducente ma che, invece, si rivelò una carta vincente perché la fama dei Led Zeppelin crebbe a dismisura.
Il pubblico andava letteralmente in estasi già dalle prime note della prima canzone che solitamente era The Train Kept a Rollin’. E’ passato alla storia il concerto tenutosi al Boston Tea Party che durò per ben quattro ore contro i 90 minuti pattuiti.
Durante il tour americano John Bonham conobbe Carmine Appice il batterista dei Vanilla Fudge che gli fece avere la sponsorizzazione della Ludwig Drums.
Il primo platter dei Led Zeppelin fu completato alla fine del 1968 agli Olympic Studios di Londra e venne pubblicato nel gennaio del 1969: si intitolava semplicemente Led Zeppelin. La mitica cover dell’album che ritrae il famoso dirigibile in fiamme fu ideata dal batterista dei The Who Keith Moon a cui si deve, peraltro, anche il nome della band.
Il full lenght raggiunse ben presto i vertici delle classifiche americane grazie alla sua esplosiva miscela di blues, folk e hard rock. Non mancò qualche critica relativamente alle capacità vocali di Robert Plant e, da parte degli esperti americani, circa l’eccessiva commistione di più generi (pazzi, non sapevano ancora che i Led Zeppelin avevano realizzato uno dei dischi più importanti della storia del rock grazie ai micidiali rifacimenti di due pezzi blues di Willy Dixon -You Shock Me e I Can’t Quit You Baby-, all’inquietante incedere di Dazed And Confused dove Page, ad un certo punto, suona la chitarra con l’archetto di un violino, alla struggente Baby I’m Gonna Leave You, all’irruenza di Comminication Breakdown, alla spettacolare track d’apetura Good Times Bad Times!).

COMMUNICATION BREAKDOWN


Iniziarono a tenere concerti presso location famosissime come il Fillmore, il Winterland , la Royal Albert Hall e la Carnegie Hall: vederli dal vivo era un’esperienza unica ed uno dei momenti di maggior pathos si raggiungeva quando Page eseguiva l’assolo tratto da un noto pezzo degli Yardbirds intitolato White Summer.
Le richieste di bis da parte del pubblico erano continue e la band si lasciava andare a lunghi interminabili medley dove venivano omaggiati Chuck Berry, Jerry Lee Lewis ed Elvis Presley: ormai erano di fatto diventati uno dei gruppi rock più famosi al mondo.

Nel dicembre del 1969 venne pubblicato il loro secondo lavoro: Led Zeppelin II che, come il primo, conteneva nove pezzi.
Il soundwriting presenta novità interessanti come l’assolo di batteria di Bonham in Moby Dick che nelle esibizioni dal vivo diventerà lunghissimo raggiungendo anche la durata di 30 minuti, i riferimenti a J.J. Tolkien in Ramble On, le sperimentazioni nell’innovativa Whole Lotta Love caratterizzata da un riff di chitarra conosciutissimo. Permane sempre l’amore per il blues in Bring It On Me e non mancano le escursioni nell’hard rock come in Heartbreaker e nella simpatica Livin’ Lovin’ Maid (She’s Just A Woman).
Nel frattempo proseguivano i concerti. A Copenaghen il 21 febbraio 1970 suonarono con il nome The Nobs in quanto la contessa Eva Von Zeppelin era contraria all’utilizzo del nome della sua famiglia.
La band evitava di esibirsi in televisione ritenendola inadeguata sia per il tempo esiguo a disposizione che per le scarse assicurazioni sotto il profilo tecnico; di fatto la visibilità della band era praticamente consentita solo durante i concerti creando, in tal modo, una sorta di alone misterioso sui Led Zeppelin.
Il tour susseguente fu acclamato in tutto il mondo mietendo consensi ovunque.
L’album ebbe un successo straordinario diventando “disco dell’anno” ed i favolosi quattro si trovavano ai vertici della classifica, all’ epoca molto in voga, dei migliori strumentisti in circolazione.

WHOLE LOTTA LOVE


Per realizzare il loro terzo full lenght si ritirarono in un piccolo cottage chiamato Bron-Y-Aur in Swidonia nel Galles. L’atmosfera bucolica del luogo ed il folklore circostante influì moltissimo su qualche composizione che risulta melodica ed armoniosa come mai avvenuto in passato.
Il lavoro venne intitolato Led Zeppelin III, fu registrato nel mese di maggio 1970 agli Headley Grange Studios mente il missaggio venne eseguito a Memphis nel Tennessee.
Il cambio di direzione ricevette severe critiche in particolare perché almeno quattro pezzi finiscono per essere troppo inclini al folk ed al country (That’s The Way, Tangerine, Friends e Bron-Y-Aur Stomp -dove John Paul Jones sperimenta l’utilizzo di un basso senza tasti-). Anche un capolavoro come Since I’ve Been Loving You fu giudicata da qualcuno (forse era sordo!) esageratamente lamentosa.
Ma in realtà il livello permane stratosferico: in Gallows Pole, basato su un classico dei Leadbelly, spicca il drumming lineare e possente di John Bonham ed il suono inusuale del banjo e del mandolino; Immigrant Song diverrà uno dei cavalli di battaglia del gruppo con il suo ritmo travolgente e le liriche epiche che annunciano una prossima invasione vichinga; Celebration Day è dotata di un riff ipnotico e valide mutevoli linee melodiche.
Seguirà un nuovo tour ed una nuova apoteosi soprattutto in Giappone, paese che per la prima volta ospitava i Led Zeppelin.
La band si esibì il 5 luglio 1971 anche al Vigorelli di Milano di fronte a 15.000 persone: fu un’esperienza penosa perché gli organizzatori imposero la loro miopia facendo aprire lo show a Gianni Morandi!!!!!.
Lo spettacolo dei Led Zeppelin era inserito in un palinsesto demenziale al termine di una serata del Cantagiro (nota manifestazione canora dell’epoca).
Si scatena l’inferno e la polizia carica e fa un uso indiscriminato di gas lacrimogeni.
Sembra essere tornata la normalità ma i disordini fuori dal Vigorelli continuano arrivando anche all’interno del velodromo e giù botte con uso di sfollagenti fino all’inevitabile conclusione anticipata dello show.
Una delle pagine più nere del nostro paese per quanto attiene l’organizzazione dei concerti, nonché una vergogna che ancora oggi ci portiamo, purtroppo, addosso. Robert Plant accuserà di barbarie la polizia italiana ritenendola unica responsabile degli incidenti.



nerchiopiteco
Venerdì 18 Novembre 2011, 12.09.04
20
grazie fabio II, ancora mi chiedo perchè certi film non abbiano mai avuto nomination agli oscar questa del 'Ecco a voi i Gallinacci' non la sapevo: T E R R I F I C A N T E
fabio II
Mercoledì 16 Novembre 2011, 16.46.06
19
Nerchiopiteco, intanto complimenti per il nome che ti sei scelto ( B-movie!- quasi quasi lo cambio anch'io in Pink Flamingos ); hai ragione! che dire; tanto per restare in tema, celebre anche quella volta che gli Yardbirds andarono a San Remo a Mike Rischiatutto disse 'Ecco a voi i Gallinacci' senza un minimo di presentazione e li fecero suonare 'Questa Volta' in coppia con Bobby Solo! Ma puttana troiaaaaa!
nerchiopiteco
Mercoledì 16 Novembre 2011, 16.13.31
18
fabio II non si può non mitizzare i Led Zeppelin, non saremmo umani! quando si tratta di concerti l'italia ci vede sempre lungo: l'unico concerto dei beatles non lo mandarano in onda e non fecero nessuna registrazione perchè alla rai pensavano fosse una band di poco conto, arrivano i led zeppelin e li mettiamo con gianni morandi e poi li carichiamo coi manganelli....poi discutiamo su come mettere su un festival aaarrrggghh!!!
fabio II
Mercoledì 16 Novembre 2011, 13.36.29
17
Forse in qualche pianeta di Alpha Centauri ci sarà qualcosa di meglio, ma non sulla terra. Fabio: non ricordavo che fosse stato Morandi ad apirire lo show al Vigorelli, certo è che suonarono 2-3 pezzi prima che la strumentazione andasse letteralmente in fumo per le cariche della polizia. Consiglio la biografia 'Il Martello degli Dei'; una delle più belle che abbia mai letto. Ricordo che nei mid-eighties ( forse Ohio ) aprì una fm radio che trasmetteva 24 ore al giorno solo Led Zeppelin e gruppi correlati. Cerco di non mitizzare mai oltremodo le bands, ma qui proprio non riesco
Celtic Warrior
Mercoledì 16 Novembre 2011, 12.42.37
16
Semplicemente nel loro genere non hanno avuto rivali per me . Bel articolo del ottimo fabio , stampato e letto con calma .
Tizi1970
Giovedì 22 Aprile 2010, 12.30.30
15
Ottimo articolo! Peccato scoprire che la disorganizzazione ai concerti non è cosa di oggi ma ormai ha una tradizione decennale.
ares
Domenica 4 Aprile 2010, 15.14.14
14
Ottimo ed esaustivo articolo per una band seminale!
Painkiller
Lunedì 29 Marzo 2010, 13.37.22
13
..... scusate l'intromissione ma allora lascio anche la mia testimonianza: 1991 al Palatrussardi, Slayer, tour di supporto a Season in the Abyss..... In prima fila dalla mattina, invece di aprire i cancelli un poco alla volta per far entrarela gente alla spicciolata cosa fanno? Slam! Porte aperte!!! E chi è in prima fila aveva due opzioni: correre o venir calpestato dalla ressa dietrostante..... celerini in fila, manganelli alla mano, pronti a menar botte..... ne ho prese tante, con la sola colpa di aver corso per non farmi calpestare.......NON ESISTE!!!
hm is the law
Sabato 27 Marzo 2010, 15.24.25
12
@ Richard: riguardo Wacken mi riferivo all'organizzazione dell'evento che definire perfetta è puro eufemismo. L'episodio al Vigorelli fu talmente grave che i Led Zep non suonarono più in Italia. Giusta la tua precisazione circa il succesivo casino con Santana e Lou Reed aggiungereri anche Weather Report con disordini coordinati da militanti di Lotta Continua. Si prendavano questi eventi per fare casino e manifestare contro la società il danno arrecato è stato incalcolabile
Richard
Sabato 27 Marzo 2010, 12.24.16
11
@ Rav..il tuo sadomasochismo mi fa paura, specialmente se rapportato ad un vecchio (come te...ovvio, io sono un FOREVER YOUNG...)
Raven
Sabato 27 Marzo 2010, 12.19.53
10
No, no, intendevo dire che sarebbe stato divertente , (specie per noi), risentire quante ne hai prese, (Sono cattivo, eh?) ps- finalmente l'hai capito di essere la Cariatide, io invece sono ancora molto Oliver
Richard
Sabato 27 Marzo 2010, 12.05.32
9
@ Raven... so che mi ripeto ma sono momenti incancellabili e che segnano una vita specialmente se vissuti da quindicenni. Mi dispiace molto di annoiarti con i miei racconti da vecchio reduce...bigna essere pazienti con le cariatidi.
Richard
Sabato 27 Marzo 2010, 11.58.58
8
..comunque non fù l'episodio determinante per l'eclusione dell'Italia dal "giro" delle band che contano. Seguì la "guerra civile" con Santana, l'assalto a colpi di bottigliate con Lou Reed e furono quelli gli episodi che convinsero Leo Watcher , David Zard e Gianfranco Mamone ad alzare bandiera bianca. Resto dubbioso sulla validità complessiva del Wacken che per il resto dell'anno è un vero e proprio pascolo (di vacche appunto) e per una settimana diventa luogo di evento. Basta un pò di pioggia per trasformare in un acquitrino, una vera palude tutta la zone del festival campeggi compresi che a volte sono a 1 o 2 ore di cammino dalla zona vera e propria. Non è sempre meglio quello che fanno gli altri per esempio l'Evolution al lago di Garda non era male (se non fosse stato per il traffico per arrivarci e la coda da girone infernale...)
Raven
Sabato 27 Marzo 2010, 11.51.42
7
Lo hai già specificato in uno dei commenti sulla storia del prog, ma vorresti ripetere anche qui quante ne hai prese? Ci farebbe molto piacere
Richard
Sabato 27 Marzo 2010, 11.48.57
6
Non so se può interessare a qualcuno ma al Vigorelli C'ERO !!! In verità ero andato a vedere il Cantagiro che allora era un fior fiore di manifestazione itinerante ... certo, adesso col senno di poi non è più così ma allora questo era quanto passava il convento.
hm is the law
Sabato 27 Marzo 2010, 9.15.48
5
L'episodio del Vigorelli fu la pagina più nera per noi italiani riguardo l'organizzazione dei concerti e ci costò cara perchè venimmo messi in quarantena. Ma oggi la situazione non è poi migliorata di molto: nei miei live reports tengo sempre ad evidenziare le gravi pecche organizzative sperando in future location migliori, situazione alla Wacken...lo so sono un sognatore!
Raven
Sabato 27 Marzo 2010, 8.38.22
4
Band ovviamente fondamentale ed opportuno ricordare ancora lo scempio del Vigorelli.
Skyblade
Venerdì 26 Marzo 2010, 17.00.35
3
Che Page live utilizzasse il Theremin proprio non lo ricordavo O_O
metal4ever
Venerdì 26 Marzo 2010, 15.26.09
2
Quoto Painkiller, che schifo ar Vigorelli, anche al passato ce facevamo riconoscè quindi.
Painkiller
Venerdì 26 Marzo 2010, 14.05.49
1
Non li ho mai amati molto, in particolare la voce di Plant. Ho sempre preferito un hard rock più "tradizionale" come quello dei purple ma questo non vuol dire che non si debba apprezzare il ruolo unico che hanno avuto nel mondo della musica. Certi riff, certe strofe, sono immortali.
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