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QUESTIONI DI CORNA - Storia, mitologia e curiosità sul gesto più amato dai metallari
12/04/2010 (18069 letture)
Tutti con le corna al cielo! Che il popolo del rock e del metal sia virtuoso del saluto cornuto è ormai assodato da tempo; è altrettanto innegabile però constatare come al giorno d'oggi praticamente chiunque, a prescindere da razza, credo, cultura, posizione sociale, professione e (soprattutto) gusti musicali, si lasci andare di tanto in tanto a tale gesto, sventolando compiaciuto per aria mignolo, indice e (occasionalmente) pollice. Il segno delle corna è diventato talmente popolare da riuscire a soppiantare in molti casi il pollice alto o l'indice e l'anulare sistemati a "V": è più cool, è più "trasgressivo", è più simpatico, e anche se non significa "ok" come nel primo caso o "vittoria/pace" come nel secondo, in foto è decisamente più figo. Già, ma cosa significa? Si dice che la soluzione più semplice sia anche quella più giusta e quindi sì, mostrare le corna significa dare del cornuto a qualcuno, e questa volta il partner c'entra, eccome: la mitologia greca vuole che il popolo cretese fosse solito ricordare (proprio attraverso quel gesto) al re Minosse l'infedeltà della regina Parsifae che, tradendolo col Toro di Creta, aveva dato alla luce il leggendario Minotauro.
Siamo proprio così volgari allora? Niente paura, una genesi parallela del segno delle corna è possibile rintracciarla nel Karana Mudrâ (i Mudrâ sono quelle figure ottenute con gesti simbolici delle mani o delle dita usate nelle religioni orientali come il buddismo), per cui indice e mignolo simboleggiano le corna dello yak puntate contro il male per allontanarlo, e tale gesto apotropaico si ricollega inevitabilmente alla cultura mediterranea -soprattutto dell'Italia meridionale- in cui le corna puntate a terra (tzè!) servirebbero per scacciare malocchio e sfortune di ogni genere.

Offesa dunque, ma anche magia, scaramanzia e superstizione si rincorrono, si incontrano, si fondono e si dimenticano l'una delle altre per arrivare sino al giorno d'oggi in un gesto che per chi è nuovo di questo mondo ha perso tutte queste valenze per assumerne una molto più pacifica (e fricchettona): ti amo, ti voglio bene. Significato raggiunto attraverso l'uso delle corna a tre dita in cui l'indice simboleggia la lettera "I", l'angolo retto tra indice e pollice rappresenta la "L" e dall'incavo tra mignolo e pollice si ricava la "Y": ILY, acronimo appunto per "I Love You". Ecco trasformato un gesto arcano e visualmente molto potente in tutte le sue accezioni in un emblema dell'amore universale e dell'approvazione gigiona verso chicchessia. E se a noi metallari e rockettari, custodi e autoproclamati gran cerimonieri delle corna, può andar bene vederlo fare ai potenti (vedi foto a lato), persone di una certa rilevanza planetaria, in segno di goliardica immedesimazione col pubblico (anche se qualcuno ci vede dietro il complotto degli Illuminati), beh, vederlo in mano (o vederlo rivolto) a gente come Laura Pausini o Avril Lavigne, sinceramente, non ci va giù. Niente contro i personaggi in questione, per carità, ma pur avendo ormai sdoganato il gesto, le corna nel pop, nel rap e in tutte le manifestazioni pubbliche che non prevedono almeno una chitarra elettrica distorta a dovere continuano ad apparire come i cavoli a merenda o, peggio ancora, come un sacrilegio. La situazione è parecchio confusa: corna sì, corna no, corna a due dita, corna a tre dita, corna per tutti, corna solo per pochi eletti. C'è chi, come Dee Snider dei Twisted Sister, ha preso talmente a cuore la questione da creare addirittura un sito (www.takebackthehorns.com) a supporto della sua causa. Inutile poi dire che su Facebook c'è fior di gruppi -perlopiù idioti- pronti a ribadire le ragioni delle corna (come questo, questo, questo, questo o ancora questo) o che sul web a migliaia sono pronti a dire la loro sull'argomento, aumentando a dismisura la nebbia che avvolge da sempre la questione.

Eppure per noi metallari è semplice: inventore del segno delle corna nella cultura musicale è senza dubbio Ronnie James Dio. Giusto? SBAGLIATO! Queste le parole del folletto italoamericano in un'intervista di un po' di tempo fa:

"[...] Ero nei Sabbath all'epoca. Era un simbolo che pensavo riflettesse tutto ciò che dovesse essere la band. Non è il segno del diavolo. E' una cosa italiana che ho preso da mia nonna chiamata "malocchio". Serve a scacciare il malocchio o a gettarlo su qualcuno, dipende da come viene fatto. E' solo un simbolo ma ha risvolti magici e sentivo che funzionava molto bene con i Sabbath. Così ci sono diventato molto famoso e poi tutti hanno cominciato a farlo e così via. Ma non direi mai che sono stato io il primo a farlo. L'ho fatto così tanto che in qualche modo è diventato il simbolo del rock and roll."

Da questa dichiarazione si evince che sì, senza dubbio Dio è stato il promotore principale del segno delle corna nel rock e se adesso abbiamo tonnellate di fotografie che ci ritraggono in quella posa lo dobbiamo sostanzialmente a lui ma no, non è stato lui ad inventarlo o il primo a farlo (come vedremo tra poco, qualcuno gli accrediterebbe altre "fonti di ispirazione"). La comparsa delle corna nella mano di Ronnie risale al 1979, all'epoca dei primi concerti con i Black Sabbath e il resto come sappiamo tutti è storia, ma esistono personaggi, famosi e non, che l'hanno preceduto. Sia ben chiaro che non vogliamo accusare nessuno di aver copiato da nessun altro, e che ognuno di questi "pionieri delle corna" ha adottato il gesto per coincidenze o esigenze personali, introducendolo inconsapevolmente e parallelamente ad altri.

Cominciamo dunque il nostro viaggio a ritroso e andiamo a due anni prima, 1977, e prendiamo in esame la copertina di Love Gun dei Kiss: vedete la mano sinistra di Gene Simmons nel bellissimo disegno di Ken Kelly? Esatto, quello è proprio un bel paio di corna! Ci avevate mai fatto caso? Beh, a dire il vero neanche Simmons stesso ci dava molta importanza allorché quel gesto per lui era soltanto un tributo agli eroi della sua infanzia Spiderman e Dr. Strange, almeno fino a quando la questione della paternità delle corna non è diventata di moda. Molto più tardi il "vampiro" avrebbe dichiarato, anche se solo in un contenuto speciale del dvd del film Little Nicky - un diavolo a Manhattan chiamato Satan's Top 40, che durante i concerti era solito fare il saluto cornuto già dall'inizio, ma soltanto perchè suonando il basso col plettro tenuto tra medio, anulare e pollice, ogni volta che alzava la mano, beh, indovinate cosa ne veniva fuori? Per questo non ci sentiamo di attribuirgli un ruolo importante nella faccenda.
Restiamo nel '77 e sulla sponda funk-rythm n' blues incontriamo Tale Bootsy Collins, bassista strafattone che dopo essere stato buttato fuori dalla band di James Brown per eccesso di uso di LSD (no comment) fonda attraverso varie peripezie i Bootsy's Rubber Band e pubblica un secondo disco intitolato Ahh... The Name Is Bootsy, Baby!, la cui copertina lo ritrae in esibizione del nostro gesto preferito. Le corna di Bootsy richiamano quello che i fan conoscevano come "il simbolo dei P-Funk", collettivo musicale aperto e multiforme messo in piedi da George Clinton nei primi anni settanta a cui prendeva parte anche Collins. Durante una rappresentazione scenica spaziale, George e Bootsy erano soliti usare il gesto delle corna come una sorta di parola d'ordine per l'ingresso alla loro astronave, e sembra che quest'epifania entusiasmasse talmente tanto i fans che il gesto fu assunto in forma di saluto e tributo verso la band.
Saltiamo ora al 1969 e rechiamoci a Chicago, dove un gruppo molto "particolare" ha appena dato alle stampe il suo primo disco: si tratta dei Coven e il disco in questione è Witchcraft Destroys Minds & Reaps Souls, al cui interno campeggia una foto della band in procinto di celebrare una messa nera con tanto di corna sventolate in faccia a tutti. La faccenda qui si fa seria in quanto i Coven sono stati il primo gruppo musicale legato al satanismo (ci sono per la prima volta anche delle croci rovesciate) e le corna esibite in questo caso rappresentano il simbolo delle società segrete del LHP (Left Hand Path, sentiero della mano sinistra), dando così al gesto la connotazione demoniaca per cui è stato, ed è tuttora in alcuni casi, schernito e temuto. Fondati e guidati da Jinx Dawson, gnoccolona bionda parecchio eccentrica (sostiene di essere la discendente di tredicesima generazione di John Howland, tredicesimo firmatario del Mayflower Compact), i Coven sarebbero stati l'espressione artistica degli studi e delle pratiche occulte dei componenti della band e sembra che la Dawson fosse solita iniziare e terminare i suoi live set (già dal '67-'68, periodo in cui la band ha supportato in tour gruppi come gli Yardbirds di Jimmy Page, Alice Cooper e Vanilla Fudge) proprio con le corna rivolte al cielo. Per riallacciarci al discorso lasciato in sospeso qualche riga più su, sarebbe stato proprio durante i loro concerti al Rainbow, storica venue californiana, che un giovane Ronnie James Dio, assiduo frequentatore del locale, avrebbe visto Jinx & Co. esibire la "mano cornuta", restandone affascinato. Fa particolare scalpore il ritiro dell'album dal mercato nel 1970 da parte della Mercury Records dopo un articolo dell'Esquire intitolato Il male serpeggia in California, in cui la figura di Charles Manson (da poco scoperto come mandante degli omicidi di Cielo Drive, dei coniugi Labianca e di Gary Hinman) era messa in relazione al gruppo tramite una foto -pare che Manson fosse stato immortalato proprio col disco incriminato sotto braccio. D'altronde si parla di musica del diavolo, poteva quindi mancare il suddetto? Mai (e forse mai più) come nel caso dei Coven, ad ispirare le corna è stato proprio il temibile caprone e dunque diamo a Satana quel che è di Satana ed accreditiamolo per una piccola -ma importante- parte nella storia; tanto poi si sa che il creatore è un altro ma il demiurgo resta sempre lui (eresia catara docet).
Giungiamo dunque alla fine -o meglio, all'inizio- del viaggio cornuto e torniamo al di qua dell'Atlantico. Se la storia delle corna nel rock dal 1969 in poi è cosa pressoché statunitense, il luogo in cui tutto è cominciato è, come per molte cose nella musica, l'Inghilterra, e il padre putativo del gesto (la madre per noi è Jinx Dawson) è niente meno che John Lennon. L'anno è il 1968 e fa la sua comparsa sul mercato il film animato The Yellow Submarine dei Beatles: l'illustrazione di copertina vede proprio Lennon agitare compiaciuto le sue cornine al cielo in un segno che era inteso originariamente come il "ti voglio bene" di cui abbiamo parlato in precedenza, mutuato dalla filosofia hippie sessantiana (che a sua volta lo ha preso dal linguaggio dei segni utilizzato dai sordomuti), e storpiato dal disegnatore della cover che invece di disegnare le classiche tre dita alzate ne ha disegnate solo due. Un'interpretazione alternativa di questa copertina vuole le corna di Lennon, sistemate guarda caso proprio all'altezza di Paul McCartney, come ennesimo indizio occulto della morte di quest'ultimo (ricordiamo la strampalata leggenda secondo cui McCartney sarebbe morto nel 1966 e da allora sostituito da un sosia).

Storia interessante, non trovate? Eppure non è finita: come in tutte le controversie che si rispettino, anche qui c'è spazio per il fake, l'imbroglio, la presa per i fondelli. Questa purtroppo non posso confermarla per mancanza di riscontro fotografico, ma è talmente curiosa che vale la pena raccontarla.
Tra la metà e la fine degli anni '60 in Ohio c'era un gruppo sfigatissimo chiamato Roher 714: la band -che non ha mai pubblicato neanche un disco- ha cominciato a godere di piccolo successo postumo quando sono saltate fuori diverse foto di quel periodo in cui il singer, tale Herman “Fingers” Feinstein, veniva immortalato mentre salutava il pubblico col gesto delle corna. Più tardi, grazie alle moderne tecniche di analisi fotografica digitale, si è scoperto che a Feinstein mancavano pollice, medio e anulare della mano destra! Saltate per aria durante una celebrazione del 4 Luglio di metà anni '60, le dita mancanti di "Fingers" Feinstein donavano alla sua mano una configurazione "naturalmente" cornuta tale che ogni normale saluto diventava per forza di cose il celebre gesto...

E così torniamo ai giorni nostri. Dopo ciò che abbiamo raccontato, viene spontaneo pensare al gesto delle corna non più come appannaggio di rockers e metalheads ma come patrimonio universale della gestualità umana; dopotutto noi lo abbiamo soltanto preso in gentile concessione, e allo stesso modo ora lo sta facendo il resto del mondo. Non mi resta quindi che augurare buone corna a tutti (quelli che se lo meritano)!



Khaine
Mercoledì 14 Aprile 2010, 13.44.43
19
@ Aelfwine: direi che sei un ragazzo/una ragazza fedele DDDDDDDD
Aelfwine
Mercoledì 14 Aprile 2010, 13.04.15
18
Corsa mi rispondereste se vi dicessi che non ho mai fatto le corna ad un concerto metal? L'ho sempre ritenuto un gesto un po' banalotto, ma dopo la lettura di quest'articolo forse dovrei ricredermi...
black27
Mercoledì 14 Aprile 2010, 1.55.56
17
ahahahaha! grande! bell'articolo addaver'! tutte ste cose mica le sapevo... sono stato anch'io attratto dalla foto di copertina
Khaine
Martedì 13 Aprile 2010, 21.37.09
16
@ Falso Profeta: e chi non lo sarebbe?
Falso Profeta
Martedì 13 Aprile 2010, 19.11.37
15
Articolo interessante...anche se ammetto di essere stato attirato dalla cover
Painkiller
Martedì 13 Aprile 2010, 9.28.17
14
Per me le corna sono un gesto prettamente metal, gli altri sono ridicoli. Ooh, Oooh oh oohh it's heaven and helll.......
Master Of Pizza
Lunedì 12 Aprile 2010, 22.32.17
13
Bell'articolo,e ora tutti a fare le corna con i nostri dischi preferiti!!
AdemaFilth
Lunedì 12 Aprile 2010, 17.14.46
12
Non saprei ma i conati di vomito mi vengono per la Ventura.
Room 101
Lunedì 12 Aprile 2010, 16.24.20
11
Sono immerso nella seguente profonda riflessione: Ma secondo voi il gesto lo fa peggio Avril Lavigne o la Ventura?............peggio il nano.... Scherzi a parte articolo stupendo, cose che ogni metallaro dovrebbe leggere.
Room 101
Lunedì 12 Aprile 2010, 16.24.19
10
Sono immerso nella seguente profonda riflessione: Ma secondo voi il gesto lo fa peggio Avril Lavigne o la Ventura?............peggio il nano.... Scherzi a parte articolo stupendo, cose che ogni metallaro dovrebbe leggere.
metal4ever
Lunedì 12 Aprile 2010, 15.39.37
9
Articolo molto interessante.
Painkiller
Lunedì 12 Aprile 2010, 14.24.33
8
Bella cover ... bell'articolo davvero. Ho letto qualcosa in merito alla soria delle religioni e pare che il gesto, scaramantico, fosse relativo a rituali magici atti a scacciare il diavolo, quindi il malocchio. Questa pratica aveva luogo sia ai tempi degli indiani d'america sia molto prima presso le popolazioni dell'Oceania. Ma per noi, credo di parlare a nome di tutti i metallari incalliti, il gesto delle corna " E' " Ronnie.......chi più di lui, che pare (speriamo davvero) aver sconfitto il "Diavolo Cancro", può ergersi a simbolo della cornuta fede metallara e dei malefici del sabba nero? Personalmente, sia accostato ai Sabs, sia al death più oscuro, l'ho sempre visto come un gesto simpatico, per scacciare il caprone porta sfiga ......
Er Trucido
Lunedì 12 Aprile 2010, 12.24.39
7
@Mentalista: prego, complimenti per l'articolo!
Arekusu
Lunedì 12 Aprile 2010, 11.25.36
6
Divertentissimo articolo!
Alex Ve
Lunedì 12 Aprile 2010, 11.25.24
5
Gran bell'articolo (pollice verso e niente corna per la foto del mafioso, di cui evito di menzionare il nome)
Il Mentalista
Lunedì 12 Aprile 2010, 11.25.00
4
@ Er Trucido: ovviamente c'è un refuso, il terzo dito mancante era il medio. Grazie per la notifica, correggo subito!
Maurilio
Lunedì 12 Aprile 2010, 11.20.08
3
Complimenti per la foto!
Er Trucido
Lunedì 12 Aprile 2010, 11.04.37
2
è il richiamo cul...turale! Una cosa: ma se il signor Feinstein aveva perso anche l'indice, come faceva a fare le corna? Con il medio? c'è mica un errore?
Raven
Lunedì 12 Aprile 2010, 10.13.20
1
L'articolo devo ancora leggerlo, ma non so perchè sento un irresistibile impulso al commento, sarà la foto di copertina?
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12/04/2010
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