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MADE IN SICILIA - # 2 - Extreme Southern Metal
07/05/2010 (6474 letture)
Proseguiamo il nostro excursus in terra sicula, dedicando questa seconda parte alle band di metal estremo. Come precisato nella prima parte dell'articolo, sottolineiamo ancora una volta come tale analisi non abbia per niente carattere esaustivo, nè di ricostruzione storica, ragion per cui ci limiteremo semplicemente a puntare il riflettore verso alcune band che ci sembrano meritevoli di attenzione: ciò non significa, naturalmente, che quelle che non verranno citate non lo siano. La nostra intenzione è semplicemente quella di suscitare un po' più di interesse verso una scena, spesso negletta ed emarginata per una serie di molteplici ragioni. Per tale motivo, come abbiamo fatto per la prima parte, non faremo riferimento a gruppi ufficialmente sciolti mentre tratteremo band storiche tuttora in attività accanto a gruppi di recente formazione e di talento anche se, in certi casi, ancora senza contratto discografico.

SCHIZO
Entriamo dunque subito nel vivo di questa seconda parte e lo facciamo parlando di una grandissima band, autentico fiore all'occhiello del metal "made in Sicilia", tanto da poter essere annoverata tra i più importanti acts a livello internazionale: gli Schizo. La portata storica di questo gruppo catanese è sicuramente più importante di quanto il nome oggi non potrebbe suscitare ai più. Intorno alla metà degli anni '80, quando il metal estremo cominciava in Italia a muovere i primi passi grazie a formazioni quali Necrodeath e Bulldozer, gli Schizo, fondati da S.B. Reder e Alberto Penzin, realizzavano dei demo come Thrash the Unthrashable - Thrash to Kill!!! del 1985, Total Schizophrenia del 1986 e Main Frame Collapse del 1987 (titolo che anticipa quello del successivo album), nel quale mettevano in mostra uno stile alquanto innovativo: un genere fin allora mai suonato da nessuno, ispirato a Venom, Hellhammer, Discharged, Sodom, che mescolava death, thrash e hardcore accelerandoli all'ennesima potenza, trasformandoli in un concentrato di violenza ed aggressività, con delle sfuriate accostabili in buona parte ad una sorta di proto-grind (tanto da potersi affermare, in questo senso, che, per certi versi, gli Schizo potrebbero aver persino anticipato i Napalm Death). Il capolavoro degli Schizo è rappresentato però senz'altro dal loro full-lenght, Main Frame Collapse, pubblicato agli inizi del 1989, tutt'oggi considerato un disco fondamentale, seminale, imprenscindibile. L'aggressività e la rabbia espresse fin dalle prime tracce di questo disco sono a dir poco spiazzanti, pressochè impensabili per l'epoca e di certo non sfigurano se li accostiamo a compagini di tutto rispetto come Slayer o Kreator. I siciliani dimostrano peraltro anche di possedere una discreta tecnica, mettendo insieme riffs esplosivi e linee di basso di grande spessore, rallentando i ritmi o lanciandosi in repentine sfuriate. Impressionanti poi le parti vocali, affidate a Ingo, allora cantante dei Necrodeath, autore di una grandissima prova. Un autentico gioiellino ed una pietra miliare del metal europeo, forse troppo avanti per l'epoca in cui fu pubblicato, tanto da non incontrare grandissimo successo, pur aprendo le porte però verso sonorità fin allora quasi inaudite. Seguirà un lungo periodo in un cui la band, pur non sciogliendosi ufficialmente, di fatto realizzerà ben poco. A parte qualche ep, qualcosa comincia a smuoversi seriamente in parte con l'innesto di Dario Casabona alla batteria, che porterà alla pubblicazione nel 1998 di un nuovo ep composto da tre brani (comunemente chiamato "Nero" per il colore della copertina) e poi soprattutto con il ritorno del chitarrista Reder nel 2005. A quel punto, con la nuova line-up, che prevedeva anche Nicola Accurso alla voce, gli Schizo erano pronti per il tanto atteso come-back, concretizzatosi con la pubblicazione di Cicatriz Black, secondo full-lenght della loro discografia. Un album nel quale la band ha dimostrato di non aver smarrito le proprie qualità,anzi di averle affinate, riportando in auge il proprio nome. Un bel ritorno, che ha visto la partecipazione, peraltro, di ospiti di tutto rispetto come Steve Sylvester dei Death SS, A.C. Wild dei Bulldozer e Flegias dei Necrodeath. Di recente, la band ha pubblicato Hallucinations Cramps, un altro grandissimo disco, che gli Schizo hanno forse per la prima volta potuto realizzare con calma, studiandolo nei minimi particolari, senza che per questo ne abbiano minimamente risentito la freschezza e la spontaneità delle composizioni. Si tratta comunque del primo disco realizzato senza Alberto Penzin, il quale aveva lasciato la band nel 2007 (pur mantenendo ottimi rapporti con i suoi ex-compagni, tanto da non essere stato sostituito da nessuno in line-up: nell'ultimo album infatti ha suonato il basso Casabona, mentre dal vivo il ruolo di bassista è ricoperto da Tat0 degli Zora), per concentrarsi su altri due progetti, CO2 (Camera Obscura Two) e il riesumato monicker Mondocane. QUest'ultimo, in particolare, fa riferimento ad un progetto nato dalla collaborazione tra Schizo e Necrodeath, che aveva portato alla pubblicazione del bellissimo Project One nel 1990. Nel 2007 Alberto Penzin e Peso dei Necrodeath hanno appunto inteso dar nuova vita ai Mondocane, coinvolgendo, oltre a S.B. Reder, anche Carmelo Orlando dei Novembre. Siamo in attesa dunque di vedere quali saranno le prossime mosse della band.

VIOLENCE & DEATH
Restando in ambito death, grind e tutti i vari sottogeneri, esiste un underground abbastanza ricco e variegato, sia perchè ritroviamo band storiche, che sono arrivate sino ai giorni nostri, accanto a band nuove ed emergenti, sia perchè la proposta musicale è molto diversificata. Tra le band storiche vanno menzionati gli Untory, un gruppo dalla biografia molto travagliata, visti i numerosi cambi di line-up e i periodi di pausa dovuti a continui scioglimenti e reunion: formatasi a Palermo nel 1993, dopo gli esordi in stile brutal death,la band si spostò verso un death più tecnico, riprendendo in seguito alcuni spunti brutal prima nel demo Hypertrophic del 2001 e poi più decisamente nel proprio album del 2005, Indifferent. Una band interessante, che con il proprio sound, tecnico e compatto, ha lasciato un segno importante e che perciò speriamo di rivedere presto, dato che sembra nuovamente in fase di riassestamento. Proponiamo di seguito il video del loro brano The World Decay.



Da qualche tempo si sono riformati anche i Sinoath: la band fu fondata nel 1990, realizzando in poco più di un lustro un paio di demo ed un full-lenght, intitolato Research: dischi seminali per l'epoca, specialmente se si considera che questa band possedeva un sound molto particolare, ispirato a Celtic Frost, Obituary, Mercyful Fate e che potremmo descrivere come una sorta di death con atmosfere dark; tra l'altro, fu anche tra le prime band ad utilizzare le tastiere nel death. Il gruppo si sciolse ufficialmente nel 1996, finchè il batterista Salvatore Fichera (che all'epoca aveva lasciato la band già nel 1991, sostituito da Casabona degli Schizo) ha deciso di riformarla nel 2003: ne è seguita la pubblicazione di un nuovo full-lenght nel 2007, dal titolo Under the ashes: un disco che, nel rispetto del nome che porta, cerca di ripercorrerne la grande tradizione, presentando un death classico fortemente influenzato dal doom e con qualche venatura black.

Si cambia totalmente genere con gli Envidhia, un'altra band storica, formatasi ufficialmente nel 2001, benchè il nucleo storico suonasse già da parecchi anni prima. Anche in questo caso parliamo di un gruppo dalla grandissima personalità e con un sound assolutamente unico, una sorta di melodic death mescolato al gothic, definito come death'n'goth: interessantissimi ed originali i primi lavori della band, specialmente i mini cd The Plague del 2003 e Black Flowers del 2004. Successivamente, il maggior spazio dato agli inserti elettronici, soprattutto a partire dal full-lenght The Snare del 2005, porterà la band a definire il proprio stile come nu wave of death'n'gothic. Tra le successive pubblicazioni, vanno menzionati senz'altro l'album Drama del 2006, anch'esso molto interessante, e il mini cd Infinitum, composto da tre brani. Per chi non li conoscesse e volesse farsi un'idea della loro musica, potrebbe essere utile fare riferimento alla compilation 9, uscita lo scorso anno, comprendente brani estratti dai propri precedenti lavori. Pare comunque che questa raccolta segni un po' la fine di un'epoca per il gruppo, visto che, a quanto pare, il leader storico Mario Giacalone voglia mettere un po' da parte le sonorità metal, orientandosi più verso un gothic rock. Staremo a vedere.

Nascono nel 2001 anche gli agrigentini The Krushers (in un certo senso eredi spirituali degli storici Incinerator), una band straordinariamente prolifica (con decine di pubblicazioni tra demo, split album, ep e full-lenght), che presentano uno stile irruento ed aggressivo, che spazia tra death, thrash e hardcore, spesso anche impegnato e con una forte tendenza alla denuncia sociale e alla protesta contro una politica incapace di risolvere i problemi e non sempre proprio trasparente. Tra le loro pubblicazioni più interessanti segnaliamo Megaloi Theoi e il loro album omonimo. La band collabora peraltro con un'etichetta cilena, la Kuravilu, e i suoi lavori vengono distribuiti anche in Sud America. Sia ex membri che attuali componenti dei The Krushers, militano poi anche in altre band sulle quali purtroppo non possiamo soffermarci in questa sede (si citano ad esempio: Gegen, Nekrosis, Religio Mortis, ecc.; dei Kratos accenneremo invece qualcosa più avanti).

Si torna a parlare di death/grind a proposito degli Haemophagus, band che ha realizato numerosi split album, da ultimo quest'anno con i Grind Crusher, ma che ha anche pubblicato un intero full-lenght lo scorso anno, lo splendido Slaves to the Necromancer. Il cantante Giorgio, oltre a collaborare con il gruppo pagan black dei Wolvesguard, dopo aver posto fine al progetto degli Interior Demise, ha messo in piedi, sempre insieme al batterista David, un altro progetto, vale a dire gli Undead Creep, che hanno pubblicato un demo lo scorso anno. Molto bravi anche i palermitani Balatonizer, i quali, dopo un demo ed un ep, si sono messi in evidenza con l'album Occlused in ottusity del 2004,che racchiude 32 tracce in 26 minuti, realizzando un autentico concentrato di potenza, velocità e anche tanta ironia. Non ci risulta che la band abbia pubblicato altro dopo di allora, tuttavia è comunque in attività ed è un piacere quando la si può vedere dal vivo.

Ai limiti delle telenovelas la storia dei Cadaver Mutilator. Infatti, dopo aver pubblicato l'album Carnasyum, bell'esempio di brutal death di stampo americano e dopo aver avuto anche la possibilità di esibirsi in apertura per i Suffocation nel 2007, ne seguì uno split, con Mercurio, Piazza e Triolo (rispettivamente voce, chitarra e basso) da una parte e Caltagirone e Geloso (rispettivamente chitarra e batteria) dall'altra, con il risultato di avere due band con lo stesso identico nome e provenienti dalla stessa città! Per farla breve, dopo aver pubblicato Anger Castles nel 2008, questi ultimi, proprio per evitare un'inevitabile situazione di confusione (anzi, spero di non aver fatto confusione io stesso!), hanno preferito cambiare nome in Humator. Gli ultimi lavori delle rispettive band, portano i titoli di Nechronicles (Cadaver Mutilator) e Memories from the Abyss (Humator). Vediamo il video di Annihilated Punishment, tratto proprio da quest'ultimo.



Da una collaborazione siculo-calabrese nascono alcuni gruppi, i cui membri,originari di Messina e Reggio Calabria, non si sono fatti di certo scoraggiare per il fatto di essere separati dallo Stretto, dando così inizio ad un proficuo sodalizio. Tra questi citiamo senz'altro gli Exhuman: inizialmente partiti come Undead, hanno dovuto cambiare nome per un caso di omonimia. Con il nuovo monicker hanno pubblicato dapprima un ep nel 2003 e successivamente un album nel 2005, intitolato Sentence Delivered, bel disco di death tecnico con venature progressive. Una serie di avvicendamenti hanno poi visto Painkiller prendere il posto di Mordor (ora dedicato ai Bunker 66) alla chitarra, mentre il posto di The Holy alla voce e al basso è stato preso da Buzz, dei più celebri Memory of a Lost Soul. Li vediamo qui in una loro esibizione dal vivo.



Lo stesso Buzz è pure il cantante dei Traumagain, gruppo del quale fanno parte anche Peppe "Damien" e Mirko "Primitive" (entrambi militanti nei già citati Bunker 66) nonchè MikyDeath alla chitarra: la band ha pubblicato alcuni demo e dvd e va annoverata sicuramente tra i gruppi più coinvolgenti e travolgenti quando si ha la possibilità di apprezzarla dal vivo.

Ci spostiamo su territori più vicini all'industrial/death con i palermitani Throne of Molok, autori di un demo nel 2004 e poi nel 2007 di un album dal titolo particolarissimo, Chtonian A.E.O.N. 1010011010, che ha riscosso discreti consensi. Per il brano Seeds of Revenge è stato anche realizzato un videoclip, che vi proponiamo qui di seguito.



Secondo le ultime notizie, la band dovrebbe avere già pronto un nuovo disco, ma è attualmente ancora alla ricerca di una label che lo distribuisca. Discorso analogo può farsi per i Superbia, band che si è messa in luce in modo particolare con un demo interessante del 2007 e che ora ha quasi pronto il suo primo full-lenght: anche in questo caso, tuttavia, il gruppo è alla ricerca di un'etichetta. Peraltro, va segnalato l'innesto in line-up nel ruolo di bassista del grandissimo Dino Fiorenza, musicista di fama mondiale, che con la sua esperienza sicuramente consentirà ai Superbia di compiere un significativo salto di qualità. Va ricordato però che l'ex bassista della band, Fullmoon (Circumventor, Winged), una volta lasciati i Superbia si è concentrato sui Doublesion, progetto che aveva fondato già alcuni anni prima: si tratta di una band innovativa ed originalissima, totalmente al di fuori da qualsiasi schema, che, pur partendo da un substrato che sicuramente attinge al death, si apre verso soluzioni molteplici ed imprevedibili. In particolare, pur ricordando precendenti demo e album realizzati dalla band, il loro mini cd Cannibal Surgery (che vede la partecipazione di ospiti come il già citato Dino Fiorenza, nonchè di membri di Superbia e Guru of Darkness) del 2008 è un lavoro in grado di spiazzare totalmente l'ascoltatore, dimostrando ancora una volta come la Sicilia possa essere una continua fucina di talenti, che meriterebbero di essere adeguatamente valorizzati.

Decisamente rivolti ad un sound estremo ed aggressivo sono i catanesi Mystura, formatisi nel 1997 e con due album all'attivo, Have you got enough? del 2004 e Joke Horror del 2008: lo stile della band parte da una forte connotazione death/grind, ma rimane aperto tuttavia a diverse influenze e contaminazioni (tanto che i Mystura definiscono la loro musica come un innovativo crossover metal), perseguendo una continua ricerca di soluzioni espressive ed innovative, che puntano non solo sull'impatto sonoro ma anche sull'aspetto emotivo ed emozionale della propria musica, nel quale gioca un ruolo importante l'apporto alla voce del cantante Luca666 (lo stesso Luca Correnti, ex Sinoath, che vi abbiamo presentato nella prima parte), con dei risultati di grande effetto.

Tra i gruppi emergenti meritano poi attenzione senz'altro i Disasterhate, band per 3/4 al femminile, che si è messa in luce con un bellissimo ep pubblicato nel 2007 per la Taf productions, dal titolo Sacrifice to Eclipse: un dischetto composto da quattro brani, costruito su un poderoso death/thrash, dove si alternano ai microfoni le voci di Reitia e Klaudia. Il fatto di potersi avvalere di due voci soliste e di due chitarre, ben supportate dal basso di Eris e dalla batteria di Raven (che ovviamente nulla ha a che vedere con il nostro Francesco Gallina), successivamente sostituito dall'attuale batterista Giando, unito ad un song-writing di altissimo livello (arricchito da testi di grande spessore), consente alla band anche una certa libertà espressiva, rendendo la sua musica particolarmente interessante. Attualmente i Disasterhate stanno registrando il loro primo full-lenght e siamo sicuri che non deluderanno le aspettative. Bravissimi e promettenti anche i Der Geist, autori di un demo nel 2007, che mette in evidenza ancora una volta un gruppo tecnico ed originale.

Purtroppo non abbiamo ulteriore spazio in questa sezione per soffermarci su tutti i gruppi che (chi più, chi meno) comunque lo meriterebbero. Ci teniamo, tuttavia, perlomeno a menzionarne alcuni (di recente formazione e non), quali Aposthate, Spoilshroud, Cryphtex, Anthem 37, Deathwork, Dead Twilight, Halfmoon, Insanum Xes, Omega, Gangrenectomy, Devouring Sorrow e Sinless.

AGRIGENTO IN BLACK: LA SCENA MEDITERRANEA
Parlando di black metal, è d'obbligo soffermarsi innanzitutto sulla cosiddetta "Scena mediterranea", fondata a Sciacca, una cittadina in provincia di Agrigento, agli inizi degli anni '90. Parliamo di scena perchè si tratta di un gruppo di musicisti, coinvolti in vari progetti, quasi tutti di matrice black, genere del quale cercano di esplorare, attraverso le più svariate sonorità ed influenze, le diverse sfaccettature. Protagonista di tale movimento è senz'altro Agghiastru (conosciuto in seguito più semplicemente anche come Astru), leader e fondatore degli Inchiuvatu, un altro fiore all'occhiello per il metal siciliano ed una delle band sicule di maggior fama. Gli Inchiuvatu hanno avuto la grandissima intuizione di comprendere come si potesse suonare black metal senza essere per forza norvegesi o comunque legati alle tradizioni ed alla mitologia nordica. Peraltro, la singolare scelta di utilizzare il siciliano per i testi delle canzoni ha contribuito ad accentuare ulteriormente questa sorta di contestualizzazione del genere, conferendogli delle caratteristiche uniche e peculiari. Se prendiamo il capolavoro Addisiu del 1997 (che segue ad un album e a diversi altri demo e che comprende il loro brano forse più famoso, Ave Matri), è facile rendersi conto di come non solo gli Inchiuvatu non si preoccupino affatto di emulare le band dell'estremo nord, bensì di come ci si trovi in presenza ad un gruppo irriverente, originale e straripante d'idee. Il sound, con le sue sonorità sinfoniche e le aperture verso il folk, ha spianato la strada ad un nuovo approccio nei confronti del genere, rompendo qualsiasi schematismo e gettando le basi per qualcosa di nuovo. I lavori successivi come Viogna, Piccatu, Miseria, non fanno altro che confermare tutta la genialità e la particolarità di una band che non finisce mai di stupire. Oltre agli Inchiuvatu, come dicevamo, sono stati messi in piedi diversi altri progetti da Astru e da altri musicisti. La band più famosa di Astru dopo gli Inchiuvatu sono senz'altro gli Astimi, dal vivo sicuramente più attivi rispetto agli Inchiuvatu, ma anche con una discreta produzione discografica. Certo, va evidenziato come, dopo i primi demo, la band si sia spostata in verità su sonorità decisamente più vicine al death, specialmente a partire dal primo full-lenght, TrinaCapronuM. Nell'ultimo demo del 2005, Hammurabi, la band ha inoltre cercato di concentrarsi su sonorità che potessero in qualche modo rievocare atmosfere mesopotamiche. Gli altri quattro progetti di Astru, presentano tutti delle peculiarità che li rendono particolarmente originali: ad esempio, con il monicker La Caruta di li dei, sono stati pubblicati finora tre album ed un ep, nei quali viene realizzata un'interessante commistione tra black ed epic/folk. Si tratta, peraltro, di una saga, con testi perlopiù in siciliano ed in inglese, che narra le gesta di un eroe di nome Keleo in uno scenario che trae ispirazione dalla mitologia greco-romana. Molto particolari anche gli Ultima Missa, che sono riusciti nell'impresa di coniugare il black metal con il rock progressivo italiano degli anni '70, con speciale riguardo a gruppi storici come Il Balletto di bronzo e i Goblin, realizzando fino adesso un demo ed un ep. Ancora, i Visina, il cui stile, non certo facile da descrivere, accoglie anche spunti dark ed elettronici. Infine, nel caso dei Lamentu, la band addirittura unisce al black ritmi e sonorità tribali africani, con dei risultati di grande effetto. Un altro personaggio di spicco della scena è Rosario Badalamenti, chitarrista negli studio album degli Astimi e degli Inchiuvatu, conosciuto anche come 3: con questo stesso monicker ha realizzato quattro interessanti demo, con uno stile accostabile ad una sorta di industrial black. Lo stesso ha realizzato quattro demo anche con i Maleficu Santificatu, un progetto parecchio convincente e più votato al black classico. Anche gli Inquietu di Lord Timpesta e War Cunnanna propongono un black abbastanza classico, sia pure arricchito con qualche incursione psichedelica. Più orientati verso un black sinfonico, invece, gli Addraunara di Nadur (ex bassista di Inchiuvatu, Astimi e La Caruta di li dei). Tutti i dischi della "Scena mediterranea", sono stati pubblicati dalla Inch Productions.

ALLE RADICI DEL MALE...
Oltre alla "Scena mediterranea", esistono in Sicilia molte altre band più o meno slegate da essa che comunque suonano black metal: anzi, il loro numero è praticamente sterminato, per cui in questa sede non possiamo che limitarci a fare solo alcuni flash. Iniziamo con i Guru of Darkness, una delle band più promettenti, che presenta peraltro una line-up con una discreta esperienza, visto che vi ritroviamo alla voce Tsade, in passato, ad esempio, già con Opus in Flames, Secret Dreams, nonchè autore di colonne sonore per film horror; Baron Cimetiere e Davmass, rispettivamente chitarrista e bassista degli Humanity Eclipse; infine, Enlil, ex Quarterer e Schizo e attualmente anche nei già citati Doublesion. Dopo l'album autoprodotto Journey to the destiny, la band ha pubblicato di recente Mater Meretrix,lavoro molto interessante, che comprende peraltro ospiti illustri cone Steve Sylvester, Giuseppe Orlando e Culto Priestu. Di seguito vi proponiamo il video di Moloch Eyes, pure incluso nell'album.





Parlando di melodic black, un gruppo di rilievo è rappresentato dai Legion of Darkness, autori dello splendido album Cantus del 2005 (oltre ad altri demo precedenti) e che quest'anno hanno anche pubblicato l'ep Meridies: si tratta senz'altro di un bel lavoro, nel quale la band mostra la propria maestria nel creare atmosfere, condite da una vena malinconica, passaggi epici e con l'utilizzo di archi e flauti. Momenti che trovano massima espressione in tracce di lunga durata quali la title-track e Sentenced to Eternity. Qui riportiamo il video di Ithaca, un loro brano strumentale comunque abbstanza soft.



Per entrambi i gruppi da ultimo citati, rimandiamo, per approfondimenti, alle relative recensioni, così come per Ataraxia, nuovo lavoro dei Criminal Hate, band che ci aveva già impressionato molto positivamente con l'ep (comprendente ben sette brani) Regression of Human Race del 2005 e che ora conferma quanto di buono fatto sentire, mostrando di possedere uno stile molto personale, che presenta elementi un po' a cavallo tra il black sinfonico e il death e che alterna rapide accelerazioni a momenti più atmosferici, realizzati soprattutto grazie ad una significativa presenza delle tastiere. Possiamo mostrarvi un video di Regression of Human Raceche, per quanto di qualità non eccezionale, riesce comunque a rendere un'idea.



Tra le band storiche, vanno annoverate certamente gli Heretical: formatisi dalle ceneri degli Immolator, debuttarono con il nuovo monicker nel 1997 con il demo Shub Niggurath e successivamente con gli album De Occulta Philosophia del 1998 e Ars Infera del 2001. Da quest'ultimo album è tratto il video di 1666...Opera in nero, del quale sconsigliamo la visione a persone che potrebbero essere urtate nella propia sensibilità religiosa.



Seguì un periodo di pausa forzata, dovuto ad un grave incidente occorso al leader e fondatore Azmeroth. Il suo ritorno ufficiale sulle scene è avvenuto con l'ep De Prestigiis Daemonum del 2004, anno in cui fondò anche gli Aposthate, band tra le più apprezzate dell'underground siciliano. Attualmente, comunque, con una line-up completamente rinnovata negli ultimi anni, gli Heretical dovrebbero essere al lavoro per un nuovo album, la cui uscita è prevista per quest'anno. Cimetier, un ex cantante di Immolator ed Heretical, ha invece fondato, già dalla fine degli anni '90, i Visthia, band che al di là di una serie di demo, ha realizzato anche un full-lenght dal titolo Reditus Coscientia, pubblicato nel 2006 e che ha riscosso buoni consensi per via di un sound veloce e aggressivo, che presenta anche una certa personalità e con la particolarità del cantato in latino. Si sono riformati inoltre da qualche tempo (esattamente dal 2006), gli Infernalia, band storica, le cui origini risalgono alla fine degli anni '80.

Possiedono già una discografia di tutto rispetto i Fear of Eternity, in realtà una one-man band, visto che Andrea Tilenni canta e suona tutti gli strumenti: l'ex batterista dei Sinoath, infatti, dopo il primo demo del 2001, ha pubblicato ben quattro album, a partire da Toward the Castle del 2005, riscuotendo discreti consensi per il suo black metal atmosferico, incentrato perlopiù sulle tastiere. Tra i gruppi storici vanno senz'altro ricordati i Mourning Soul, band dalle grandi qualità che avrebbe meritato certo miglior fortuna; finora hanno avuto l'opportunità di realizzare soltanto alcuni demo (a parte uno split del 2007) ma di recente, anche per rendere più facile reperire i vecchi brani, hanno pubblicato un best of della propria musica. Intanto, va ricordato anche che da un brano tratto dal proprio promo del 2008, la band ha realizzato un videoclip del proprio brano I hate. Anche in questo caso, si avverte che dalla visione del video potrebbero scaturire elementi tali da essere suscettibili di urtare la sensibilità religiosa di alcune persone.



Anwech e Leaden sono invece, in un certo senso, due progetti paralleli, per quanto distinti, perchè entrambi sono frutto della collaborazione del duo Wankar e Vardan (quest'ultimo impegnato anche in un suo progetto omonimo, con un full-lenght all'attivo). Quanto ai primi, hanno pubblicato un ep del 2002, As The Wood Spirits Are Part, e due full-lenght, ...Through The Fog... Behind The Trees... del 2004 e My Frozen Dream Slept too Eternally... del 2007, entrambi interessanti lavori di black oscuro e depressivo; due sono anche gli album per quanto concerne i Leaden, vale a dire l'omonimo del 2004 e Monotonous Foghorns of Molesting Department del 2006.

Pur essendo una band di più recente formazione, hanno già una discreta discografia i Grim Monolith, trio messinese con tre album all'attivo, benchè il primo, omonimo, sia appena del 2007: il loro sound, abrasivo e trascinante, per le sue sonorità e per le sue atmosfere, sembra quasi essere stato concepito direttamente in Finlandia. In particolare, con l'ultimo Mooncrowned, i Grim Monolith hanno dimostrato di saper realizzare un disco black di altissimo livello. Sono attivi dal 2003 i Delirio Occulto, nati dalle ceneri degli Opus in Flames, band del siracusano influenzata dal black old-school, molto apprezzata per un suo splendido ep uscito agli inizi del 2007: peraltro, alcuni brani di questa formazione sono anche stati inseriti in diverse compilation. Della stessa provincia sono originari i Dark Opera, band interessantissima finora con tre demo all'attivo, il cui sound è tendenzialmente più orientato verso sonorità symphonic black. Non possiamo poi trascurare di menzionare gli Old Legend, band con voce femminile, che, dopo aver presentato un demo nel 2006, l'anno scorso ha pubblicato il suo primo album, Castle of Perdition, un disco ricco di spunti interessanti, così come i Kratos, autori del mini-cd Hierogenesi, realizzato nel 2007 ma ristampato di recente dalla Victory of Fire. Ricordiamo, ancora, come siano ritornati anche i Necrolust, i quali avevano pubblicato un cd omonimo nel 2006, per poi sciogliersi; tuttavia, proprio lo scorso anno, la band si è riformata e, oltre ad aver fatto uscire un live di tributo ai Mayhem, sta lavorando ad un nuovo album, che dovrebbe presentare influenze funeral doom/black. Alcuni membri dei già citati Throne of Molok sono impegnati anche in un progetto pagan black,i Wolvesguard, i quali finora hanno realizzato un demo ed un ep. Discorso a parte per i particolarissimi Exultet, fautori di uno stile epic/folk/black di forte ispirazione ed ambientazione storica, già con tre demo all'attivo, l'ultimo dei quali, Costantinopolis, racconta l'assedio e la presa della città da parte dei Turchi nel 1453. Sappiamo che la band stava lavorando al suo primo album, la cui pubblicazione dovrebbe essere prevista per quest'anno. Band valide, ma di cui abbiamo un po'perso le tracce e che probabilmente sono, per così dire, un po' in stand-by, sono Nekros, Tomhet, Heruka, Nazgul, Nyarlathotep e Res Bellicae.

Tra i gruppi più recenti, ricordiamo ancora gli Psychopath Witch, band black/death che ha realizzato un ep l'anno scorso, i palermitani Nightfrost con un demo del 2008 e gli Arcanum Inferi, che proprio quest'anno hanno esordito con il loro demo V.I.T.R.I.O.L.

Citiamo ancora i Winged, altra band storica fondata a Catania agli inizi degli anni '90 e che, dopo essersi sciolta nel 1998 è stata rifondata a Bologna nel 2006, ma nelle cui file milita anche Fullmoon al basso, mantenendo così un legame con le radici etnee del gruppo.

CONCLUSIONI
Siamo giunti così al termine di questo lavoro che, ribadisco per l'ennesima volta, non intende assolutamente rappresentare una rassegna esaustiva di tutti i gruppi isolani esistenti, bensì semplicemente una piccola vetrina che possa rendere un po' l'idea di quanta ricchezza vi sia, auspicando che tutti (musicisti, critici, manager, produttori, semplici ascoltatori, ecc., ecc.), possano collaborare per far sì che tutta questa ricchezza non vada sprecata. E d'altronde, la Sicilia è solo un esempio, per quanto significativo, di un panorama musicale più vasto, che merita attenzione e rispetto, a prescindere di quale regione si parli, sia essa del Sud, del Centro o del Nord. Visto l'argomento trattato, mi sembra comunque doveroso un grazie sincero a tutti i musicisti siciliani, sia quelli che abbiamo citato, sia quelli che non abbiamo menzionato, ma che seguiamo sempre con attenzione ed interesse, perchè sappiamo bene come tutti portino avanti questa loro grande passione a costo di tanti sacrifici e di continuo impegno. Rispetto a tutto ciò, questo lavoro di un umile scribacchino, altro non vuole rappresentare che un riconoscimento ed un piccolissimo, sentito, omaggio.

Chiudiamo con Lord Agheros, alias Evangelou Gerassimos, poliedrico artista catanese di origini siculo/greche, autore di musica affascinante, intensa, pregna di emozioni, tra sonorità avant-garde e spunti di black atmosferico, che ha avuto modo di farsi apprezzare in passato con degli album di rilievo, ai quali si è da poco aggiunto Of Beauty and Sadness. Vi proponiamo il video del brano Svart Hemlangtan, tratto proprio da quest'ultimo, splendido disco.




Rog
Martedì 12 Ottobre 2010, 18.04.12
17
Ho letto solo ora, con mostruoso ritardo, le vostre risposte. @Filippo Festuccia Non intendevo mica dire che sette anni sono molti, ma solo che non sono poi pochi. @Holydiver Avevo lasciato il primo commento giusto perché si parlava di noi come "recente formazione" ma sembrava quasi una contrapposizione ai nostri "coetanei" Delirio Occulto (che saluto). A parte tutto, ennesimi complimenti per i due articoli.
Holydiver
Mercoledì 1 Settembre 2010, 22.44.55
16
@Rog: ti confermo che ieri abbiamo inserito la parte mancante...sono spiacente per il disguido
Holydiver
Lunedì 30 Agosto 2010, 3.20.31
15
Grazie per i complimenti Per quanto riguarda gli Illogo, li conosco bene perchè ho recensito in passato il loro album When liquids stay dry del 2007 per un'altra 'zine con la quale ho collaborato. Non li ho citati per 2 motivi: 1) Perchè da allora non ho più notizie e non ero neppure certo che fossero ancora attivi; 2) Perchè facendo qualche ricerca su internet nella speranza di trovare info, ho trovato il loro nome legato solo alla città di Bologna, per cui onestamente ero pure in dubbio se fossero effettivamente siciliani o mi ricordavo male. Comunque sia, sono effettivamente una band molto interessante, spero che si rifacciano vivi prima o poi...
Mika
Lunedì 30 Agosto 2010, 1.52.52
14
Bellissimo articolo, frutto di una profondissima conoscenza dell' underground siculo. Posso solo permettermi di segnalerti una gruppo che non hai mensionato (o di cui forse non mi sono accorto)? ILLOGO, forse una delle poche realtà (se non l' unica) del ragusano. Ancora complimenti...
Holydiver
Lunedì 30 Agosto 2010, 0.55.13
13
@Rog: Leggo ora il tuo commento. Scusami ma non mi pare necessaria una correzione, perchè non ho scritto che i Grim Monolith siano di recente formazione, bensì che sono di PIU' recente formazione, cioè in comparazione ad altre band di cui si parlava. Piuttosto, la tua segnalazione è stata utile per un altro motivo, perchè mi sono accorto che, al momento di caricare il testo, non so perchè ma dev'essere saltata qualche riga che avevo scritto per i Grim Monolith...così com'è tra l'altro la frase non ha molto senso...Mi spiace di questo, vedremo di rettificare al più presto.
Renaz
Sabato 14 Agosto 2010, 12.40.34
12
Mi sembrano i discorsi fatti su wikipedia
Filippo Festuccia
Venerdì 13 Agosto 2010, 21.19.00
11
@Rog: sai che c'è, siamo abituati a band attive da 70 anni, quindi sette ci sembrano pochi
Rog
Venerdì 13 Agosto 2010, 20.57.12
10
Avrei una piccola correzione riguardo i Grim Monolith: siamo attivi dal 2003, quindi non poi da così poco...
GIUDA
Giovedì 13 Maggio 2010, 11.22.35
9
@holydiver: mi era sfuggita la prima parte..come non detto! per i Necrass sono d'accordo molto Porno/Grind! secondo dovevano essere inseriti nell'articolo visto che sono molto attivi nella scena siciliana! cmq davvero un ottimo articolo!
Pandemonium
Mercoledì 12 Maggio 2010, 14.26.50
8
Un grande articolo Elio, complimenti.
holydiver
Martedì 11 Maggio 2010, 13.48.19
7
Giuda, degli Shock Troopers abbiamo parlato nella prima parte, nel caso ti fosse sfuggito questo articolo non è esaustivo ma va considerato insieme al precedente. Per quanto riguarda i Necrass, i loro testi sono veramente molto divertenti, eheheh,più che grind/death direi porno/grind/death, cmq molto bravi
Bloody Karma
Martedì 11 Maggio 2010, 9.43.08
6
azzo che articolo appena posso le leggo cmq sono un worshipper della scena mediterranea...
GIUDA
Lunedì 10 Maggio 2010, 19.49.33
5
...mi sento di intervenire visto che non è stata citata una delle band più attive nel territorio nazionale..gli SHOCK TROOPERS thrash/core palermitano! e non dimentichiamoci neanche dei NECRASS grind/death sempre da Palermo!
Nightblast
Lunedì 10 Maggio 2010, 11.13.33
4
Articolo superbo, degna continuazione del primo. La Sicilia è una fucina di band Metal a dir poco paurosa. Sotto il profilo estremo fa semplicemente inorridire. Dico questo in quanto ho fieremente militato in una formazione estrema di Agrigento per molti anni, e ho vissuto in prima persona quello che la scena Siciliana ha significato e che tutt'oggi significa. Non abbiamo mai avuto nulla da invidiare agli scandinavi, e detto con sincerità, se alcuni questi ultimi non si fossero messi in mostra per i loro atti criminali la scena Black/Death nordica non sarebbe divenuta un culto.
Dionisio
Sabato 8 Maggio 2010, 21.43.09
3
Salve ragazzi, Complimenti per l'articolo, volevo però farvi notare che i Legion of Darkness non hanno mai fatto melodic black, ma esclusivamente Pagan Black Metal. A presto Dionisio
Khaine
Venerdì 7 Maggio 2010, 23.22.41
2
L'underground è sicuramente molto variegato, caro marco.... considera che solo sulla Sicilia abbiamo fatto due articoli come questo, ed abbiamo fatto (o meglio: HA fatto Elio, il cui merito va riconosciuto in toto) molta selezione. Pensa te a tutto il resto...
marco
Venerdì 7 Maggio 2010, 21.07.24
1
cavoli..pensavo...se SOLO in sicilia ci sono tutti questi gruppi, peraltro certamente tutti validi e degni di nota da meritarsi una menzione da parte di Metallized(staff di appassionati che ritengo indubbiamente competenti) mi gira la testa immaginando tutto quello che ci puo' essere nel resto d'italia e poi del mondo!!!! roba da passarci la vita!!!
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