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RHAPSODY OF FIRE - Il futuro dell'Hollywood Metal
08/05/2010 (4156 letture)
Abbiamo fatto una lunga chiacchierata con Alex Staropoli dei Rhapsody Of Fire e abbiamo discusso di molte cose. Eccovi il resoconto di questa telefonata in cui abbiamo trattato i temi più disparati, dal futuro della band all’importanza di Internet; dalla situazione del metal tricolore per giungere ai suoi progetti personali. Buona lettura!

Rob: Ciao Alex, come va?
Alex Staropoli: Ciao, tutto bene. A te?

Rob: Bene, grazie. Immagino che sarai stanco dal battage pubblicitario, quindi, se per te va bene, inizierei subito
Alex Staropoli: Bè, un po’ sì (ride – ndr). Dai cominciamo.

Rob: Ok. Vorrei iniziare dall’ultimo nato in casa Rhapsody Of Fire , il vostro settimo album: The Frozen Tears Of Angels. Ma prima farei qualche piccolo passo indietro nella vostra storia recente per capire il percorso che vi ha portato a questo nuovo album. Personalmente, lo trovo diverso -per certi versi- sia da Triumph or Agony, sia da Symphony of Enchanted Lands Pt. II. Se l’ultimo album era stata una brusca frenata dal punto di vista ritmico, volendo semplificare ai minimi termini si può dire che era costruito su mezzi tempi incalzanti...
Alex Staropoli: Si, si certo.

Rob: ...mentre Symphony II poneva l’accento più sul lato orchestrale-sinfonico, The Frozen Tears Of Angels sembra discostarsi sia dall’uno sia dall’altro, in quanto abbandona quasi totalmente l’aspetto orchestrale, per recuperare -allo stesso tempo- una buona dose di velocità. Quanto c’è di vero in questo che dico?
Alex Staropoli: Si, si. Diciamo che è stata una scelta voluta, perché io come musicista ho sempre adorato le chitarre elettriche, i riff soprattutto, le chitarre armonizzate, per cui era un bel po’ di tempo che mi aspettavo da Luca (Turilli - ndr) un lavoro chitarristico di questo genere e sono molto contento di questo. Gli arrangiamenti orchestrali li ho fatti da Legendary Tales in poi, per cui in questo album non abbiamo volutamente usato la grande orchestra, ma abbiamo comunque molte orchestrazioni, perché l’album è molto sinfonico e le tastiere lavorano sempre in stile colonna sonora, però lasciando il giusto spazio alla chitarra. Inoltre, c’è da dire che per questo album siamo partiti volutamente da zero proprio per comporre dei brani da zero, non abbiamo usato niente che avevamo, per cui l’album suona fresco e moderno. Io ho voluto usare più suoni di tastiera, certe soluzioni sonore proprio per sottolineare ancora di più la modernità e il cambio un po’ stilistico, anche se siamo sempre noi in fin dei conti.

Rob: Come dicevi, l’album corre su binari di chitarra molto più che in passato, quindi c’è un’immediatezza che la chitarra può dare maggiormente rispetto alla tastiera. Anche se in parte mi hai già risposto, vorrei sapere cosa vi ha portato a questo tipo di scelte, e se sono -in qualche modo- legate al versante live e all’esecuzione materiale dei brani?
Alex Staropoli: No, questo non è un problema. Perché abbiamo sempre usato delle parti preregistrate ovviamente, per tutto quello che concerneva i narratori, orchestra, effetti e così via, per cui questo non è mai stato un problema. Per me era veramente importante, e anche per Luca (Turilli - ndr) ovviamente, dare una svolta alla chitarra, che è sempre stata molto presente, però un po’ soffocato dalle centinaia di tracce che Sascha (Paeth - ndr) si ritrova a mixare, per cui ho volutamente ripulito tantissimi strumenti che di solito usavo a livello orchestrale perché creavano proprio un muro che era veramente difficile da gestire in studio a livello di mix, per cui adesso i brani respirano tantissimo e la chitarra finalmente ha un volume apprezzabilissimo. Inoltre, la cosa importante è che ci sono diverse canzoni che iniziano con un vero e proprio riff, per cui ecco che ha senso aver reso più omogenee le canzoni, quindi un po’ meno orchestrali e molto più metal.

Rob: È proprio questo quello che volevo chiederti. Quanto c’è di premeditato e di deciso a tavolino dietro questo cammino più aggressivo e metal in senso stretto, e, quanto, invece è frutto di un’evoluzione naturale?
Alex Staropoli: Si bè, ovviamente è stata una scelta che avevamo già in mente da tempo. Diciamo che il lato live ha giocato un po’ meno, perché comunque adesso componiamo sempre con un occhio di riguardo al fatto che certi brani vanno veramente suonati dal vivo, e quindi vogliamo sia divertirci, sia offrire dei brani che dal vivo funzionino benissimo, però era proprio un desiderio comune quello di avere delle song aggressive, dirette, molto incentrate sulla chitarra, pur mantenendo lo stile tipico orchestrale nostro, per cui è stato proprio un desiderio nato dall’esigenza di fare un album che abbia veramente un sapore diverso, infatti le soluzioni sonore sottolineano benissimo -a mio avviso- l’ambientazione dell’album che è un’ambientazione fredda e ghiacciata. Ci sono tutti e tre gli elementi più importanti che per me sono: collegare la musica con la saga e anche l’aspetto grafico. Penso che questa volta, come non mai, siamo riusciti a mettere insieme questi tre elementi, di modo che chi ascolta la musica, guardando la copertina e leggendo le lyrics si sente ogni volta al cento per cento che la musica rispecchia veramente il feeling descrittivo di questo capitolo.

Rob: Infatti, ti volevo chiedere, proprio riallacciandomi a quello che hai appena detto, se potessi dirci -per sommi capi- come si sviluppa la storia in questo nuovo capitolo?
Alex Staropoli: Bè qui ci vorrebbe Luca (Turilli - ndR) allora, perché come spiega lui la saga non lo fa nessuno (risate - ndR). Te lo dico proprio sinceramente, non voglio mai osare a cercare di dipingere o descrivere la saga come fa lui. Faccio una premessa: io e lui -come saprai- componiamo la musica insieme e creiamo gli arrangiamenti di base assieme, poi io procedo con gli arrangiamenti finali orchestrali e tutto quello che concerne le tastiere, poi lui va a casa e si concentra sulle liriche, per cui a un certo punto c’è questa divisione del lavoro, quindi molte volte mi trovo anch’io in difficoltà (risate - ndR) a spiegare chiaramente le liriche o i momenti della saga. Come musicista, questa volta è stato importantissimo sottolineare musicalmente e descrivere le ambientazioni della saga, quindi Luca (Turilli - ndR) veniva qui a casa mia, e di ogni brano -che ovviamente nasceva da un titolo- lui mi descriveva il momento della storia e poi procedevamo a comporre, in modo tale da far sì che ogni brano potesse descrivere al cento per cento il momento della saga; penso che con questo album abbiamo raggiunto proprio l’apice della descrizione della saga.

Rob: Invece, volendo parlare degli elementi di novità che saltano subito all’orecchio, e puoi ben immaginare che mi riferisco a un pezzo come Reign Of Terror, probabilmente i Rhapsody Of Fire mai erano stati così aggressivi -basti pensare allo screaming di Lione- se non con When Demons Awake da Power of the Dragonflame...
Alex Staropoli: Esatto, lì avevamo cominciato.

Rob: ... si si, mi ricordo benissimo. Anzi, colgo l’occasione per rinnovarti i complimenti perché mi piace particolarmente questo tipo di approccio. Perché avete deciso di avvicinarvi a queste sonorità?
Alex Staropoli: Diciamo che a tutti noi piace quel tipo di aggressività, ma generata da un certo stile compositivo ovviamente, quindi fatto a modo nostro, abbiamo cercato di fare un brano superaggressivo. Luca in questo caso ti direbbe con fierezza che lui, al contrario di altre band che usano delle liriche aggressive sì, ma anche dal significato “negativo”, mentre lui ha voluto scrivere delle liriche positive e cantate in questo modo aggressivo, proprio per creare questo contrasto che mi sembra interessante. Poi avendo Fabio (Lione - ndR) a disposizione, che può tranquillamente cambiare stile da brano a brano, abbiamo approfittato di questa sua capacità e penso che siamo riusciti nell’intento di creare un brano veramente aggressivo. Chiaramente anche la Nuclear Blast adora quel tipo di sonorità, e ti confesso che in tutte le interviste che sto facendo tutti fanno riferimento a quel brano; tantissime persone sono attratte da quell’aggressività.

Rob: Certo, lo capisco. Poi ho una curiosità, anni addietro, non so dirti quando sinceramente...
Alex Staropoli: So già la domanda! (risate - ndR)

Rob: ...avevo letto di un progetto chiamato Rhapsody In Black, quanto c’era di vero?
Alex Staropoli: E infatti la domanda era prevedibile! (risate - ndR) Si bè, ma la capisco insomma. Diciamo che un brano come Reign Of Terror potrebbe benissimo essere contenuto in quel progetto che volevamo fare. Al momento non c’è niente di deciso, ma comunque, al di là del fatto che la canzone è molto apprezzata, cosa che -sinceramente- già immaginavamo perché piace per primo a noi, poi ognuno ha le sue preferenze, ma Reign Of Terror piace proprio a tutti noi della band, per cui fin dall’inizio abbiamo capito che c’era un qualcosa che attraeva molto in questo pezzo. Noi saremmo anche disponibili a fare più brani così, magari in futuro, e magari creando proprio questo progetto di cui parliamo.

Rob: I vostri album sono sempre stati plurilinguistici. L’alternanza tra Latino e Inglese era molto comune sui primi dischi e lo è tutt’ora. Quello che m’incuriosisce però è il crescente interesse che sembrate riservare all’Italiano (basti pensare a Lamento Eroico, Il Canto del Vento e Danza di Fuoco e Ghiaccio). Quanto viene naturale comporre dei testi in Italiano rispetto all’Inglese?
Alex Staropoli: È una soluzione sonora più che altro, perché la lingua Italiana suona molto melodica e perciò si adatta benissimo a brani lenti. In questo caso l’abbiamo usata anche in brani veloci, e non ti nascondo che all’inizio ero anche io un po’ scettico, però in realtà il risultato è veramente apprezzabile. Poi noi Italiani tendiamo ad essere sempre un po’ più critici, però ti dico che questo aspetto viene ben visto al di fuori dell’Italia, specialmente in Germania. Addirittura la Nuclear Blast ci ha chiesto: ma fate qualcosa in Italiano? Loro stessi erano interessati a qualcosa in Italiano; ovviamente noi avevamo già a disposizione il brano, e ci piace seguire un certo filone, per cui penso che in ogni album avremo sempre lo stimolo di comporre un brano in cui Fabio canta in Italiano. Anche perché poi la differenza con l'Inglese si sente soprattutto sui brani lenti, perché ovviamente, essendo la lingua madre, l’espressività cresce grazie alla padronanza assoluta della lingua.

Rob: Cambiando argomento, questo è ormai il terzo album in cui collaborate con Christopher Lee. Puoi riassumerci brevemente com’è avvenuta questa collaborazione, e, se l’hai ascoltato, cosa ne pensi del suo debutto discografico Charlemagne - By the Sword and the Cross ?
Alex Staropoli: No, io quello non l’ho sentito ancora e quindi non posso dirti cosa ne penso. Per quanto riguarda invece Christopher Lee, è nato tutto quando cercavamo un nuovo narratore, e guardando i suoi film in lingua originale abbiamo sentito questa voce incredibile e ci siamo detti: perché non provare? Per cui gli ho mandato dei brani nostri più melodici e lui ha accettato. Poi, quando ci siamo incontrati di persona è stato il momento in cui è iniziata la vera collaborazione, perché magari all’inizio aveva deciso di collaborare ma forse era un po’ titubante, voleva conoscerci anche di persona. Poi, avendoci conosciuto di persona, avendo visto la grande passione per la musica, è stato entusiasta di collaborare con noi. Lavorare quei giorni con lui a Londra è stato incredibile. Inoltre, la cosa più entusiasmante è stata che lui ci ha proposto di cantare, e poi abbiamo creato quella canzone in cui Fabio ha duettato insieme a Christopher Lee, The Magic of the Wizard’s Dream. Quindi, è stato lui a proporci quel tipo di lavoro, ed è stata una bella soddisfazione insomma. Siamo riusciti ad incontrarlo qua a Trieste, perché è stato invitato al Sci-Fi, una convention di film di fantascienza, e c’ha detto di persona di questo album che aveva fatto ma io ancora non l’ho sentito. Possiamo dire che questa collaborazione sia nata dalla passione per la musica, e questa è la cosa più importante secondo me.

Rob: Invece, dal versante live quali novità dobbiamo aspettarci? Partecipazioni a festival estivi, o magari un tour da headliner che -spero- toccherà l’Italia, purtroppo non troppo presente nelle vostre rotte?
Alex Staropoli: Guarda, nei tour europei che abbiamo fatto abbiamo suonato sempre a Milano, Firenze, Roma tanti anni fa con gli Stratovarius (e Sonata Arctica - ndR)...

Rob: ...si si ricordo perfettamente la data, ma avevo forse 13 anni ed ero troppo piccolo per venire!
Alex Staropoli: eh che vergogna! Manchiamo da troppi anni, per cui al momento ritornare sul mercato col nuovo album è già una cosa incredibile e una grande emozione. L’aspettativa è enorme e siamo veramente curiosi di vedere come andrà questo disco, e al momento stiamo già pianificando un tour che avrà luogo quest’anno ovviamente, ma penso che si parla di autunno, diciamo da fine estate in poi, e in realtà non vediamo l’ora di tornare a suonare anche il Italia. Al momento stiamo valutando varie possibilità, ma posso dirti che non suoneremo in festival estivi. Abbiamo intenzione di tornare a suonare il più possibile, poi avendo firmato per Nuclear Blast, e avendo visto il tipo di supporto e lavoro che fanno, e la collaborazione che c’è tra loro e i Rhapsody Of Fire , che è veramente incredibile, non ti nascondo che l’eccitazione è tantissima e vogliamo veramente pigiare sull’acceleratore e rilasciare musica e suonarla dal vivo, questo è l’obiettivo primario.

Rob: Riallacciandoci a questo tema Italia, mi tocca farti una domanda che si fa a tutte le band italiane, e a cui forse, nessuno meglio di te può rispondere, facendo parte di uno dei gruppi italiani più noti all’estero, considerando l’intero panorama metal Italiano, rispetto poi a quello che avete modo di constatare all’estero, a partire proprio dagli artisti, passando per le etichette, i promoter, i locali, la stampa specializzata e via dicendo, c’è qualcosa che manca? E se si, che cosa ovviamente?
Alex Staropoli: Faccio una premessa. Fabio è sicuramente più integrato nella scena metal Italiana, perché ha collaborato con musicisti diversi e perché poi vive in un’area dove ci sono molte band, mentre io e Luca (Turilli - ndR) vivendo a Trieste siamo un po’ isolati, quindi io personalmente conosco veramente pochissime band. Abbiamo conosciuto gli Eldtritch perché erano con Limb (Schnorr - ndR) e ci piacevano tantissimo, li ascoltavamo appena usciti ed erano veramente una cosa entusiasmante per noi. Ovviamente le band in cui ha cantato Fabio, almeno con quelle ci si conosce un po’, però per quanto riguarda il resto, noi avendo avuto a che fare comunque con etichette estere, produttori esteri, il tour ha sempre un’agenzia tedesca ad esempio, per cui l’esperienza sul suolo italiano non è molta a livello di business. In realtà, non penso ci siano delle carenze, perché di musicisti bravi in giro ce ne sono. Io noto che la carenza più grande è che il musicista italiano forse, ma per quanto ho visto io, io ho visto una realtà ma poi ce ne saranno altre, però io ho visto che molti non hanno rischiato. Conosco molti musicisti bravi che non hanno voluto rischiare, e per rischiare intendo lasciare il lavoro, andare all’estero e poi investire su se stessi...

Rob: ...insomma fare della musica una professione.
Alex Staropoli: Esatto. Ti prendi due, tre anni di aspettativa e poi provarci. Io conosco una persona che ha fatto un mutuo per vivere due o tre anni, e intendo un mutuo molto importante, che potresti comprare una casa, per non lavorare per quei due, tre anni e per concentrarsi su un progetto, e ora è una persona che ha molto successo e sta benissimo a livello economico. Ovviamente, questo è un caso estremo, però ho visto che molti musicisti che conosco, anche di Trieste, più di tanto non fanno perché poi si sentono legati alla città, alla famiglia o al lavoro, e pur essendo bravissimi non si danno quella possibilità. Noi abbiamo rischiato, abbiamo rischiato tutto perché era quello che volevamo fare. Poi non è che se tutti rischiano, tutti diventano famosi, però ho visto che quello è il passo finale che tanti non fanno.

Rob: Parlando della realtà di Internet, per esempio di webzine come la nostra, vorrei sapere cosa ne pensi di Internet proprio come veicolo di promozione della musica?
Alex Staropoli: Penso che sia molto importante perché con una semplice ricerca puoi trovare tutte le informazioni che ti interessano di una band. Quindi, credo che sia molto importante per i Rhapsody Of Fire essere su Internet, anzi è ormai una cosa che si dà per scontata, perché dai la possibilità a chi è sempre connesso di avere tutto ciò che vuole in un attimo, con un click si scoprono tutte le informazioni relative a una band, e questo lo trovo miracoloso. Ho passato anni a cercare concerti e videocassette registrate malissimo, invece oggi vai su YouTube e trovi tutto quello che vuoi. Per certi versi questo può avere i suoi vantaggi e i suoi svantaggi, però se voglio vedere quel concerto degli anni ’80 e non trovo più la videocassetta, magari vai lì e trovi degli estratti. Poi è comunque stimolante anche per un musicista, o per un giovane musicista che vuole vedere i “maestri” come suonano, va su YouTube e lo scopre. È ormai diventato un discorso interattivo quasi.

Rob: Immagino che uno degli aspetti negativi per un musicista possa essere quello del download illegale. Cosa pensi che si possa fare per, non dico risolvere, ma quantomeno tamponare questo problema?
Alex Staropoli: Anche qua ci sono vari aspetti da trattare. Parlando di metal e rock ci sono tantissimi album che escono al mese, e non puoi comprare tutto. Quindi, a un certo punto uno vuole ascoltare o farsi un’idea di come sia l’ultimo album di un certo artista e se lo scarica, poi magari non lo ascolta mai più, per cui la persona che ha scaricato viene vista sì come un delinquente, però se l’album non gli piace e gli fa schifo non lo ascolterà mai più. Oppure, al contrario, gli piace da morire e va a comprarsi l’album, o ancora non ha soldi per l’album e però va poi a vederli al concerto. Alla fine non vedo questo dramma incredibile, anche perché se dai la possibilità a tutti di avere un computer e accedere ad internet è quasi inevitabile questo, purtroppo è inevitabile. Noi come band abbiamo sempre cercato di offrire un lavoro grafico importante dal primo album in poi. Abbiamo sempre cercato di dare qualcosa in più di speciale, ma senza neanche considerare il mercato o il download in genere, però come Rhapsody Of Fire abbiamo sempre cercato di offrire dei booklet con tante pagine o le edizioni limitate, già con Limb (Schnorr - ndR) facevamo tante cose particolari, e questo i fan lo apprezzano, per cui non è solo un booklet da quattro pagine tutto bianco. È anche un prodotto che a molti piace collezionare, per cui da questo punto di vista anche noi sicuramente abbiamo subito un calo di vendite relativo al mercato che cala, però, offrendo un certo tipo di prodotto, quasi da collezione, che piace a chi adora il fantasy o la nostra musica, crea un certo interesse attorno al prodotto, perché magari qualcuno lo aspetta con ansia e lo compra come faccio io quando c’è una band che m’interessa, aspetto con ansia di comprare il cd. Anche perché lo voglio in alta qualità, non voglio l’mp3, voglio un cd che si senta bene, perché questa è la grande differenza alla fine.

Rob: Infine, ho una mia curiosità su quel tuo album solista annunciato da anni ma che ancora non ha visto la luce, come mai? E, a questo punto, mi chiedo se ci sarà mai una pubblicazione?
Alex Staropoli: probabilmente ci sarà una pubblicazione, ma non è il mio progetto solista, ma semplicemente una nuova band. Io e mio fratello abbiamo composto delle canzoni insieme e stavamo già lavorando con un cantante che purtroppo l’altro anno è morto. Sto parlando di Midnight dei Crimson Glory. Lui è stato qui due mesi a casa mia e avevamo già iniziato a fare delle cose insieme, essendo i brani già scritti, volevo che lui scrivesse i testi e che cantasse l’album. Purtroppo pochi mesi dopo è morto, per cui son rimasto di merda per aver perso un amico e per aver perso un’occasione così bella, perché ne stava venendo fuori una cosa veramente bella. Al momento i brani sono pronti però mi sono trovato in questa situazione. Ora avendo firmato con la Nuclear Blast si aprono delle porte, delle nuove possibilità e dei nuovi stimoli, per cui vedremo.

Rob: Ok Alex, per me è tutto. Ti ringrazio per la chiacchierata. E’ stato un vero piacere parlare con te. Ti lascio l’ultima parola, dì ciò che vuoi ai nostri lettori.
Alex Staropoli: Spero e auguro a tutti i fan dei Rhapsody Of Fire di poterci incontrare presto dal vivo, che poi è la cosa più importante.

Rob: Ti ringrazio ancora Alex.
Alex Staropoli: grazie a te Roberto, buona serata.



Rob
Mercoledì 7 Luglio 2010, 0.49.18
10
Bè si Brown Wing, sono parole che descrivono perfettamente la situazione in ambito rock/metal...
Brown Wing
Venerdì 4 Giugno 2010, 19.40.38
9
Sono rimasto stupito da ciò che dice sul fatto dei download illegali.. Parole molto sagge secondo me.. Ed è la prima volta che le sento dire da un musicista.. Mi trova completamente d'accordo.
Filippo Festuccia
Martedì 11 Maggio 2010, 21.03.00
8
@Jappy: come ti do ragione. Adoro i bei prodotti, danno un senso artistico al package.
jappy
Martedì 11 Maggio 2010, 18.20.27
7
Ps: la versione LIMITATA (con un pakage veramente allucinante) di Crack the sky quasi introvabile se non attraverso internet a prezzi folli vale davvero la pena di essere acquistata
jappy
Martedì 11 Maggio 2010, 18.18.34
6
Bellissimo album e altrettando bella la versione DIGIBOOK che sembra essere tra i formati piu' gettonati (ultimamente molti artisti scelgono questo tipo di pakage). Ma secondo il mio modesto parare negli ultimi anni 2 tra le copertine piu' belle sono riassunte da questi 2 gruppi: L'ultimo MUST dei mastodon crak the sky per l'appunto e Folkemon dei mitici Skyclad
Filippo Festuccia
Martedì 11 Maggio 2010, 17.12.20
5
avendo comprato il disco, sottoscrivo la parte sul prodotto da collezione: la limited è una figata!
LAMBRUSCORE
Lunedì 10 Maggio 2010, 13.07.16
4
christopher lee che fa metal... canzone superaggressiva... la faccia di staropoli....troppo bella 'sta intervista, I want more.....
Rob
Domenica 9 Maggio 2010, 12.42.31
3
Thx Fabio. Inoltre, vorrei sottolineare l'estrema affabilità di Alex, al contrario di quello che si dice, è una persona cordiale e disponibilissima...
hm is the law
Sabato 8 Maggio 2010, 20.09.35
2
Magnifica intervista!
Alex Ve
Sabato 8 Maggio 2010, 14.26.56
1
Il genere non mi garba per niente, però Staropoli è un gran musicista
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Alex Staropoli
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