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IRON MAIDEN - Le interviste del Rock in Rio
10/10/2002 (5689 letture)

Steve Harris
Che ci crediate o no, stiamo andando alla finale di Coppa. Siamo a Rio per suonare al festival, ma stiamo andando a vedere la finale. Le squadre sono il Vasco da Gama, che è la squadra più forte, ha un sacco di soldi, cose del genere, contro Sao Caetano, una squadra di serie B. Il problema è che Eddie è la mascotte di Vasco. Ma poiché sono inglese dovrei tifare per gli sfavoriti, perciò credo che rimarrò neutrale. Non sono mai stato a una partita in Brasile, quindi sarà emozionante. Non mi sembra di stare lavorando. I Maiden hanno una loro squadra e in tournèe giochiamo tantissimo. E' stupendo fare qualcosa di diverso quando hai un giorno libero. In realtà, la nostra squadra non è male. Per niente male. Abbiamo vinto la maggior parte delle partite. Ci si diverte un sacco è semplicemente fantastico. Il basso è il solo strumento che abbia mai suonato. Ho iniziato piuttosto tardi, avevo 17 anni. Volevo suonare la batteria ma non ero abbastanza pazzo, come Nicko. All'inizio feci combriccola con dei tipi che frequentavano la mia stessa scuola, giusto per passare il tempo, sai. Poi tirai dentro una coppia di altri ragazzi... amici di amici. Formammo una band e facemmo 4 o 5 concerti. Vidi un paio di annunci sul giornale e partecipai ad un paio di audizioni e entrai a far parte di un gruppo che suonava da un pezzo. Erano più vecchi di me, per cui avevano più esperienza, che era quello che volevo, e feci diversi concerti con loro. Ma non volevano proprio farmi comporre niente. Avevo scritto delle canzoni, ma non volevano suonarle, per cui me ne andai e formai i Maiden alla tenera età di 19 anni. Ci vollero 4 o 5 anni per ottenere un contratto discografico. Suonammo in tutti i pub e club della Gran Bretagna. Fu incredibile il successo che incontrammo fin dal primo album, diventato disco d'oro in Giappone. Questo ci permise di fare una tournèe europea con i KISS, suonando di fronte a migliaia di persone. Quella si che fu un'esperienza. Da allora in poi spiccammo il volo. Non so di quale momento vada più fiero. Credo che all'inizio si trattasse soprattutto di firmare un contratto e di pensare che avremmo potuto sul serio incidere un album. Inoltre volevamo anche suonare al Marquee, perchè era da una vita che cercavamo di farlo. Quando alla fine ci riuscimmo, fu tutto esaurito in un paio d'ore. Penso che i nostri fan siano forse i più fedeli al mondo. Non credo che esistano molti altri gruppi che hanno i fan... La devota schiera di fan che abbiamo noi. Alcuni di loro sanno più cose di me sul gruppo. Nessun altro gruppo di fan è all'altezza del nostro. Ci stiamo avvicinando allo stadio adesso. Sarà davvero emozionante. Tutti sanno che mi piace il calcio.

Dave Murray
Cosa mi ha davvero spinto a suonare la chitarra è l'aver sentito "Voodoo Child" di Jimi Hendrix. Credo che sia stato ciò che mi ha maggiormente influenzato, i sentimenti allo stato puro e la spontaneità, e il modo in cui suonava, il carisma, il Tutto. Non gli mancava nulla. Poi mi appassionai a gente come B.B. King, Freddie King, Buddy Guy, per cui si trattava soprattutto di blues. La mia prima chitarra aveva circa 14 anni e mi è costata l'equivalente di circa otto dollari. Era di legno di balsa e la distanza tra le corde e il manico era di 5 cm. Sono andato avanti con quella per un po', ma dopo aver avuto dita sanguinanti e grossi lividi sulle estremità delle dita, l' ho effettivamente distrutta. Poi mia madre mi diede i soldi per una chitarra, una delle venti migliori di un grande magazzino. Era elettrica, simile a una Stratocaster. Facevo svariati lavori, l'elettricista, il meccanico, in poche parole, di tutto. Poi quando firmammo un contratto e diventammo professionisti, mio padre mi domandò:"E la tua pensione?". Pensava a lungo termine, poichè il mondo della musica non è dei più stabili, ma è diverso se credi in qualcosa, e io ero ciecamente motivato da quando mi ero messo a fare musica. E' questo quello che ci vuole, devi crederci con tutto te stesso e talvolta è come non vedere oltre la punta del proprio naso. Ma quando ti concentri su qualcosa tutto è possibile e quel che conta di più è divertirsi. Quando sei in tournèe passi molto tempo in viaggio e questo ti sprona a lasciare l'hotel per immergerti nella natura stupenda. Nulla sarebbe possibile senza i fan. E' grazie a loro che sei dove sei, per cui continuiamo a mantenere un certo contatto. Firmiamo autografi. Anche se ce ne sono 50 da fare, li facciamo tutti. Questo fa parte del lavoro. Del resto ti danno così tanto. Non lo scambierei con nulla al mondo. Sai, questi vent'anni, tutto il tempo che siamo stati insieme, si è spiegato come un sogno, è stata magia pura. La figura più imbarazzante? E' stata... in tutti questi anni, credo... lo sbattere contro Eddie un paio di volte. Una volta ha oscillato il braccio e a dire il vero mi ha colpito dritto sulla faccia per cui, sai, sangue, labbro tagliato e tutto il resto. E' stato imbarazzante. E un'altra volta, sono saltato giù dalla piattaforma e mentre saltavo ho sentito una fitta e mi sono strappato i legamenti del ginocchio destro. Così ho dovuto suonare e finire la tournèe, circa 12 concerti, con la gamba ingessata. E siccome dovevo salire su una piattaforma inclinata, dovevo essere portato su e già dal palco. Fu un momento imbarazzante. Me ne verrà in mente un altro fra un minuto. Blood Brothers è fantastica perchè ci sono così tanti cambiamenti di tempo. Ha un tempo molto forte, è molto melodica. In un certo senso, offre un piccolo assaggio degli Iron Maiden. Sul palco l'adrenalina aumenta e dai tutto te stesso. Nel caso dei Maiden, tutte le canzoni, tutti fanno il massimo e ognuno si sforza al fine di tirare fuori quel qualcosa in più che vive in noi. Per cui può essere stimolante. Ma è questo il bello di questo gruppo, il potersi esprimere dal punto di vista creativo e concedersi fino in fondo. C'è una maturità e suoniamo insieme da anni. Abbiamo suonato Run to the Hills per la prima volta dopo anni. Ci siamo messi a suonarla ed è venuta benissimo. Credo che non ci si stanchi mai delle canzoni perchè non facciamo controlli audio, ci facciamo vivi e basta. E sebbene conosciamo la scaletta, la spontaneità gioca un ampio ruolo. L'audio cambia un po' tutte le sere. Non ci si stufa mai di suonarle. C'è un diverso tipo di emozione, un pubblico diverso. La maggior parte delle volte i fan vengono al concerto con un buon stato d'animo. Sali sul palco e se si sentono aggressivi possono davvero scaricarsi. E' questo il bello, possono lasciarsi andare e cantare. Per cui se c'era della rabbia, svanisce del tutto. L'aspetto positivo di questa musica è che può essere liberatoria.

Janick Gers
Perchè gli Iron Maiden hanno dei fan a livello internazionale? Credo che sia perché suoniamo in tutti questi paesi. Se vuoi avere dei fan in un certo paese, devi andare sul posto a suonare. Numerosi sono i motivi della longevità degli Iron Maiden. Il sostengo dei fan è stato incredibile in questi anni. Sono stati davvero fedeli. Non solo in un luogo in particolare, ma ovunque. In Sud America, Europa, Inghilterra, Regno Unito, Scozia, Galles, ovunque. Persino in America abbiamo avuto un seguito accanito. E forse ci sono delle ragioni precise. Una di queste è che non transigiamo mai su quello che facciamo. Le mie influenze da bambino... i Beatles hanno influenzato tutti, soprattutto John Lennon. Poi è stata la volta di Jimi Hendrix. Poi di gruppi come i Free i Deep Purple e poi sono approdati i Led Zeppelin e gente come Jeff Beck, che suona la chitarra in un modo totalmente diverso. Era quasi come partire per lo spazio, in una dimensione del tutto diversa. Era semplicemente... Mi ha tolto il fiato. E quello mi ha fatto appassionare alla musica. La gente a volte cerca di criticarci, dicono che tutti i nostri album sono simili. Beh, se ascoltate ciascun album troverete che ogni album è diverso. Ma c’è un filo conduttore che li lega, l'essere Iron Maiden, la personalità dei membri del gruppo e tutte le volte che suoniamo insieme, questo è Iron Maiden. Esploriamo percorsi diversi all'interno della nostra musica, come un albero con tanti rami. Ma non scendiamo mai a compromessi. Uno dei motivi per cui i giovani ci amano è che sanno cosa gli aspetta. Non li tradiremo scrivendo una canzone commerciale che venderebbe 16 milioni di album. Non faremo mai una cosa simile. Da piccolo ho viaggiato molto. Tutto quello che immagazzini, in qualche maniera lo rigetti. Lo immagazzini durante un tournèe e all'incirca due anni dopo ripensi a quei posti e questi ti tornano alla mente in modi diversi. Ci sono tre chitarre nel gruppo che ci offrono svariate possibilità all'interno della musica, e ciò ci dà la possibilità di suonare dal vivo pezzi previamente incisi su un album. Talvolta usi cinque o sei chitarre in un album e devi scegliere quella che vuoi suonare dal vivo. In questo caso, tre sono le chitarre che possiamo suonare dal vivo. E puoi fare delle ottave - un accordo può essere forte, un altro può avere un ritmo staccato, e un altro suonare la melodia. E' così che ottieni più ricchezza musicale. Ha dato al gruppo maggior intensità, più consistenza, e credo che abbia funzionato alla grande con sei strumenti in tournèe. Parteciperemo a Rock in Rio domani, per cui significa che qualcosa funziona.

Adrian Smith
Cerco di andarmene appena posso. Potrebbe essere un'ora prima di un concerto da qualche parte o magari un giorno di vacanza in qualche posto o...Di solito mi porto dietro le mie cose. Ero perfino solito tenere i vermi sul pullman, ma il resto del gruppo si è lamentato per cui ho smesso. La miglior pesca che ho fatto è negli stati Uniti. Quando pesco tendo a pensare esclusivamente alla pesca. Qualcuno ha detto che è come meditare ,sai? Ecco perchè è così rilassante, perchè ti lasci assorbire. In un certo senso ti dimentichi di tutto il resto. E' questa la cosa bella. Per cui non penso alla musica. Mi sa che avevo circa 15 anni quando ho sentito i Deep Purple per la prima volta e un gruppo inglese chiamato Free. Credo che quello mi abbia spinto a fare della musica, quei gruppi. Ho smesso di pescare quando mi sono appassionato di musica, a 15 anni. Non ci sono più andato per circa 10 anni. Non pescavo, la musica era la mia unica ossessione. Appena ho fatto della musica la mia carriera, ho ripreso a pescare, così da bilanciare le stravaganze della tournèe e di quel tipo di vita. Il mio primo strumento è stato quella che è conosciuta come la chitarra di Woolworth, era chiamata Top 20, era di un rosso pallido. Le corde erano troppo sollevate. A dire il vero l' ho comprata da Dave Murray. E l' ho pagata 5 sterline. E' stato il mio vanto per 5 anni. Ho imparato a suonare con quella. Siamo cresciuti nello stesso quartiere, a Clapton , a Londra e ci siamo attirati a vicenda perchè eravamo i soli tipi coi capelli lunghi e i jeans. Avevo sentito che suonava la chitarra e che lo faceva da un paio d'anni. Quando l' ho sentito suonare ho pensato: "E' incredibile." Dave era piuttosto in gamba già dopo due anni. E' lui che mi ha insegnato i primi accordi e credo che in un certo senso mi sono fatto strada nel gruppo dicendo che sarei stato il cantante. Non avevo mai cantato prima d'allora, ma pensai che fosse un buon modo di inserirmi con Dave e il suo gruppo perchè possedevo un microfono. La gente non si rende conto che pescare è rilassante, ma allo stesso tempo è un'incredibile carica di adrenalina. Dopo una giornata passata a pescare sono sfinito. Lo trovo eccitante. Molta gente non lo capisce. Il resto del gruppo crede che sia pazzo. Mi piace rimanere dopo il concerto per un paio di drink e sono molto più rilassato rispetto a prima. Mi piace rilassarmi, ma se suoni a un grande concerto all'aperto, se non te ne vai immediatamente dopo, non riesci a farlo per ore, e così finisci col fare il fuggiasco. Sali sul pullman subito dopo il concerto. Scendi dal palco, sali sul pullman e te ne vai in fretta. Dieci minuti dopo che te ne sei andato ti ritrovi da solo in una stanza d'albergo a guardare l notiziario. E' un po’ strano. Spesso dopo il concerto ti senti così bene, che hai voglia di uscire e celebrare. Se lo facessi tutte le sere sarei sfinito in un paio di mesi. Per cui devi rilassarti. E' come un... Sai, è un lavoro. Il gruppo è sempre stato fedele ai suoi fan. Nel senso che la musica non è cambiata...Una lieve diversità ha caratterizzato ogni album, ma in sostanza non credo che il gruppo sia cambiato e questo spiega perchè facciamo ancora delle tournèe e perchè andiamo ancora alla grande dopo vent'anni. Ci sono state occasioni in cui avremmo potuto cambiare strada e vendere più dischi in minor tempo, ma non saremmo qui oggi se avessimo agito così, e questo è piuttosto raro. Essendo rimasto lontano dal gruppo per alcuni anni credo di averlo apprezzato di più di quanto avessi fatto da giovane. L'unica cosa a riguardo è... si pesca meglio di mattina, ecco perchè il rock'n'roll e la pesca non vanno d'accordo, perchè non sono una persona mattutina!.

Nicko McBrain
Ad influenzarti erano i Beatles e Ringo Starr. Poi è toccato agli Stones, e io sono stato influenzato da Charlie Watts. Alcuni batteristi jazz come Joe Morello, mi hanno indotto a suonare anche se non sono un batterista jazz. Ma lui mi ha davvero stimolato a voler diventare un batterista. Le mie influenze musicali hanno inciso sul mio modo di suonare. Quando i Who apparvero e vidi Keith Moon, dissi:"Quell'uomo è il mio eroe." Influenzò il mio modo di suonare così come John Bonham. Per cui quei quattro tipi hanno davvero dato forma al mio stile. Sono sempre stato uno che suona duro per cui il rock era il mio ambiente naturale. A dire il vero si trattava di blues quando ho iniziato a suonare. I miei genitori mi regalarono un set di tamburi per Natale nel 1963. Il set John Grey Broadway. Un set di tre pezzi , una grancassa di 50 cm, un tom-tom alto 30 cm, o forse erano 20, con un solo tamburo e un tamburo militare. Avevo più di un lavoro, poi mi misi a lavorare in una fabbrica di bottiglie che produceva contenitori di vetro e bottiglie. Mi mandavano a scuola due sere a settimana e andai avanti così per 4 anni, ma mentre facevo quello continuavo comunque a suonare. Il mio sogno era di diventare un musicista di professione. Lo ero quasi, sai. A 14 o 15 anni suonavo già nei pub e bar. Stavamo provando un pezzo intitolato Flight of Icarus. Ed ero solito contare "Uno, due..." - Bruce diceva: "Grida per me." - Grida per me ,Brasile!. Era la terza serata all' Hammersmith Odeon e lui diceva: "Grida per me, Hammersmith. Grida per me, Hammersmith." Di solito lo diceva tre volte. E prima che raggiungesse la terza... io iniziai a suonare. Nessuno cominciò con me. Tutti i ragazzi corsero verso la batteria, con l'aria di chi pensa: "Che cosa hai fatto?" Non potevo fermarmi così... per cui ho suonato il pezzo. E quindi... era come se... a dire il vero era forzato. Allora mi sono allontanato dai riflettori. Fu imbarazzante. La canzone più difficile da suonare? E' difficile dirlo, nessuna è semplice da suonare. Forse Sign of the Cross, perchè ci sono parecchi cambiamenti. Devi davvero... Probabilmente quella è la più difficile. Blood Brothers perchè ci sono tantissime emozioni in termini di diversi tipi di sensazioni nelle canzoni.




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