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MIDNIGHT ODYSSEY - Il cielo in una stanza
04/06/2010 (3149 letture)
Dopo il debutto sulla nostrana I, Voidhanger/ATMF , Midnight Odyssey si presenta come il fulmine a ciel sereno della scena contemporanea australiana. Con un occhio di riguardo alle influenze europee che lo hanno sempre forgiato, Dis Pater si è rivelato il “deus ex machina” del blackmetal più spaziale e siderale. Abbandonando i precedenti cliché di questo stile (le atmosfere plumbee e ottenebranti, i feeling catastrofisti e agorafobici), Firmament è un album che punta direttamente all’instabile tranquillità del cosmo e della natura, risollevando anche il tipico sturm und drang romantico.

Moro: Ciao Dis Pater, intanto vivissimi complimenti per il tuo album; posso onestamente dire che Firmament è uno dei miei 5 dischi preferiti di questo black metal made in 2010...
Dis Pater: Ciao, grazie per i complimenti! Speriamo che per la fine dell’anno rimanga ancora in quella posizione!

Moro: Il disco risale agli ultimi mesi del 2009 ma, da autoprodotto, non godeva ovviamente di una buona distribuzione... come hai raggiunto l'I, Voidhanger/ATMF? Come sono i responsi fino ad ora?
Dis Pater: Si, l’album era originariamente un demo/promo limitato in un semplice CD-R. Non ho idea di come sia finito nelle mani della I, Voidhanger; loro mi hanno contattato offrendomi questa specie di ristampa, e così è stato fatto! Devo dire che, alla lunga, i responsi sono stanti incredibili; molta gente mi ha contattato personalmente per dirmi quanto gli era piaciuto l’album e allo stesso modo molte recensioni sono state stese positivamente.

Moro: Sarei curioso di sapere se ci sono state critiche negative e cosa ti rimproverano....
Dis Pater: Beh veramente non ci sono state molte opinioni negative e, come ben saprai, nei casi in cui sono state espresse, ho dato un’occhiata ai tipi di musica che il recensore ascolta o preferisce e quindi non mi sorprende. Questa musica ovviamente non è per tutti, nessuno può scrivere qualcosa che accontenterà tutti, quindi devi prendere sia il lato buono che quello cattivo!

Moro: Parlando dell'album. Il risultato è molto organico, incredibilmente omogeneo; si sente che è frutto di una sola mente. Avresti visto lo stesso lavoro suonato da una band in se e per se?
Dis Pater: Si, l’album è chiaramente il frutto di una one-man band, ma credo sia una cosa positiva. Ho sotto controllo ogni aspetto della musica quando la scrivo, posso scegliere se cestinare delle parti o cambiarle un po’, oppure vedere se stanno bene con quello che ho già scritto. Attualmente non ho in mente di cambiare questo progetto in una specie di live band, per quanto mi riguarda questa non è un tipo di musica da proporre dal vivo: è troppo personale e concettuale per essere messa su un palco (probabilmente Dis Pater ha frainteso la domanda, a cui comunque ha fornito una replica nella prima parte della risposta - NdR)

Moro: Avresti cambiato qualcosa nella produzione, nella resa del suono o comunque nel prodotto finale? C’è, insomma, qualcosa che non ti piace?
Dis Pater: Sono completamente e assolutamente soddisfatto dell’album, al 100%; non vorrei cambiare proprio niente. Se non fossi stato contento al 100% non l’avrei pubblicato! Per me la produzione è perfetta, anzi, spero si possa ripetere sulle future releases.

Moro: È interessante soprattutto perché ci sono molti stili bene amalgamati: qualche impronta del Burzum di Filosofem (soprattutto la prima traccia), qualche tocco di shoegaze (Nocturnal Prey) e molta kosmische musik. Cosa ne pensi? Coincidono con le tue influenze?
Dis Pater: Ho tentato di tenere Midnight Odyssey come un progetto il più aperto possibile. Non voglio essere etichettato come black metal o shoegaze-metal o anche “metal” in generale. Ci sono influenze da tutto quello che ascolto e che amo: dagli Arcana e i Dead Can Dance a Burzum e i Katatonia, dagli Ulver agli In The Woods ai Tangerine Dream.. e la lista potrebbe continuare ancora. Se posso sentire che la gente mi scardina da un unico genere sarò molto contento visto che detesto i legami verso i generi musicali…

Moro: Un'altra cosa che mi è piaciuta molto è il coniugare questo aspetto astrale/asettico (tipico della kosmische musik) con un mondo tipicamente naturalistico (mi piacerebbe dire Il Matrimonio del Cielo e della Terra, strizzando l’occhio a Blake), come si è sviluppata questa sintesi?
Dis Pater: L’album si ispira moltissimo alla natura, sia alle terre che ai profondi cieli stellati. Nella mia vita ho sempre avuto un’affinità con le stelle. Per me, la miglior musica che esiste è quella che è in grado di portarti via dal mondo. Credo ci sia una specie di unità naturale fra Terra e Stelle, ed entrambe rappresentano un certo stadio immanente rimarrà tale anche in un futuro privo di umanità.

Moro: Per quanto mi riguarda, è un po' disorientante, ascoltare un disco del genere e realizzare che viene dall'Australia: ho in mente questa nazione come qualcosa di molto esotico ma allo stesso tempo anche "alieno" se paragonato al resto del mondo (anche in virtù della sua flora e fauna)... poi conosco un sacco di musica electro-dance australiana (Pnau, Midnight Juggernauts, Grafton Primary...) quindi.... Il fatto è che (se posso permettermi), questo disco suona molto di europeo, o al massimo di canadese; sono forse impazzito?
Dis Pater: Forse si? Ahahah… no! Ho sempre sentito dire, dalla scena europea o americana, che i musicisti australiani vogliono seguire l’uno o l’altro stile. Personalmente credo che l’Australia sia un posto solitario. Siamo dall’altra parte del globo, il più delle volte isolati, e ci sembra di vivere nella nostra bolla di sapone personale. A volte è difficile, per la musica e per le altre forme d’arte, di imporre la propria personalità oltreoceano e così credo che quando gli americani o gli europei trovano qualcosa di australiano, ci vedono sempre un tocco esotico in esso. Ma io sono ossessionato dall’Europa ed avrei voluto viverci da sempre; non mi stupisce quindi se la mia musica suona “europea”!

Moro: Parliamo delle tracce strumentali. Colgo ancora l'occasione per sottolineare il buon gusto di cogliere dal repertorio dei Tengerine Dream, dei Vangelis o dei Popol Vuh. Se invece andiamo a scavare nel repertorio black metal, possiamo trovare le influenze dei primi Summoning (ovviamente senza il background fantasy). Come mai l'intento di optare per questo modo di "suonare i synth" piuttosto che un più canonico black melodico?
Dis Pater: Beh, innanzitutto, io amo i sintetizzatori ma ho sempre trovato i classici e banali cliché quando alcune band black o death metal mi proponevano l’ennesimo intro e outro da un minuto scarso. Amo invece i gruppi che usano i synth come strumento portante, e i Tangerine Dream sono l’esempio perfetto. Ricordo anche un sacco di progetti dark-ambient tipo di Dargaard o gli Elend; sono più di dieci anni che ammiro queste band e le loro canzoni continuano a girarmi in testa. Hanno creato veramente un’interessante atmosfera ambient, semplicemente aggiungendo qualche effetto ai suoni base dei synth, come un reverbero, un eco, un compressore… questo ha fornito una specie di suono che mi piace descrivere come “profondo e cavernoso”. Mixato con il black, come fecero i Summoning, viene fuori un risultato affascinante. È incredibile ascoltare questa musica in cuffia, camminando in un parco nel bel mezzo di una notte invernale; ti fa letteralmente drizzare ogni singolo capello.

Moro: Quali sono stati gli ascolti fondamentali che ti hanno portato a comporre Firmament? E in questi giorni, cosa ti piace ascoltare?
Dis Pater: Domanda difficile… vediamo: tutto dei Nyktalgia, Wigrid, Darkspace, Paysage D’Hiver, Vinterriket, Coldworld e molto altro ancora di quello che è uscito recentemente, anche se non credo che questi ultimissimi album abbiano influito sulla composizione di Firmament.

Moro: L'ultima canzone riflette una certe componente letteraria: Ti riferivi all'ottava sfera di Steiner? Ti riferivi a qualcosa di puramente concettuale riguardante l'evoluzione "spirituale" dell'uomo o c'era anche l'intento di ricreare sottoforma sonora una specie di vita di forma aliena?
Dis Pater: L’ottava sfera, nell’astronomia greca, era il Firmamento che portava tutte le stelle alle altre sette sfere. La cosmologia e la spiritualità al di la della vita sono i fondamenti della mia musica, che vanno non tanto verso l’evoluzione dell’uomo, ma verso un’idea di inesorabile e persiste destino. Relazioniamo continuamente la nostra distruzione e estinzione verso i cieli.

Moro: Ancora: durante il Rinascimento, il concetto del Neo-Platonismo individuava in Saturno (colui che risiede nella settima sfera) anche la sede della saggezza. E' un concetto molto interessante; puoi spiegarmi qualcosa in più a proposito di quest'ultima From Beyond The 8th Sphere?
Dis Pater: Credo che vari astronomi/astrologi medievali (e anche più antichi) pensavano che Saturno fosse l’ultimo pianeta (dai greci era chiamato Cronos) e così gli relegarono la settima sfera, come la più nobile; così l’ottava sfera è composta unicamente di stelle. Il titolo si riferisce ad un messaggio che viene dalle stelle in modo univoco, ma vorrei lasciare l’esatto significato all’immaginazione soggettiva degli ascoltatori. Ma è sicuramente una traccia che ci proietta verso il prossimo album. A livello lirico continuerà forse sul tema del destino dell’uomo.

Moro: Una curiosità: ho letto che nella versione demo questa ultima canzone dura 2-3 minuti in più? Cosa ci perdiamo noi che abbiamo l'edizione rimasterizzata?
Dis Pater: Il taglio è giusto alla fine. È solo una ripetizione della sequenza principale per un altro paio di minuti; in definitiva, non c’è alcuna perdita qualitativa.

Moro: Hai già in mente un nuovo lavoro? Se si, si muoverà sempre su queste orme?
Dis Pater: Si, il nuovo album è già in costruzione; non posso dire molto al momento tranne che è composto per metà ed ha bisogno ancora di un sacco di spunti.

Moro: Grazie del tempo concesso a Metallized!
Dis Pater: Grazie per il tuo supporto e grazie a tutti gli ascoltatori italiani che hanno apprezzato Midnight Odyssey!



Voidhanger
Domenica 6 Giugno 2010, 11.19.01
5
Sì, sicuramente si è dato una frenata per non disorientare il lettore... anche se comunque ha detto chiaramente che l'etichetta black metal gli va stretta. Ero riuscito a estorcergli un MP3 (intitolato "Kraut"), e l'ho trovato molto interessante. E' musica che Dis Pater faceva per suo diletto quand'era molto più giovane (figurati: adesso ha 26 anni). Si sente che la mano è quella perché ci sono le melodie e gli arrangiamenti stratificati che caratterizzano Midnight Odyssey, ma suonati coi synth "grezzi" di Klaus Schulze periodo "Blackdance"/"Timewind". Piuttosto, in questi giorni sto ascoltando 14 nuovi brani (oltre 2 ore) di Midnight Odyssey, e anche se alcuni sono ancora dei work in progress, posso anticipare che Dis Pater ha completato la fusione tra ambient e black metal, aggiungendo novità importanti come le clean vocals e... persino un pezzo solo voce e chitarra acustica effettatta. Credo che più che mai si parlarà di kosmische black metal...
Moro
Sabato 5 Giugno 2010, 23.04.51
4
Benissimo, non vedo l'ora. Probabilmente anche lui si è "dato una frenata".. nel senso: sapendo appunto che questa intervista si rivolge ad un pubblico prettamente "metal", non si è messo a tirar fuori troppi nomi che magari per qualcuno non c'entrano niente col disco in questione o col progetto. Sarei veramente curioso di sentire il progetto kosmische-trance; senti se è possibile rimediare qualche mp3 o roba simile; se tanto mi da tanto, sarà una roba interessante.
Voidhanger
Venerdì 4 Giugno 2010, 19.21.29
3
Moro, conoscendo Dis Pater direi che si è limitato a citare i gruppi più rappresentativi e più facilmente accostabili al suo sound. In realtà ha gusti molto variegati e che probabilmente farebbero storcere il naso al 90% di chi ascolta black metal... In passato ha composto kosmiche musik alla Klaus Schulze, mischiandola con la trance, il sinth-pop e l'industrial... E al momento ha in ballo anche un progetto dream pop/goth/doom ancora senza nome e per il quale ha realizzato una cover di "Your Silent Face" dei New Order... Insomma, ha ottimi gusti ed ampie vedute, e già dal prossimo disco dei Midnight Odyssey (probabilmente doppio) verranno fuori influenze nuove o nascoste, tra cui quella dei Dead Can Dance... Grazie per l'intervista!
Moro
Venerdì 4 Giugno 2010, 15.32.47
2
Sarò franco: Avrei sentire delle influenze e dei nomi più "rock" fra gli ascolti di Dis Pater e fra le sue influenze. Pazienza resta il fatto che Firmament è un disco clamoroso.
AngelSlayer
Venerdì 4 Giugno 2010, 9.06.32
1
Minchia chi avete intervistato! Grandissimo Moro! I Midnight sono veramente ottimi!
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