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HELLBRIGADE FESTIVAL - Club 71, Milano, 19/06/2010
28/06/2010 (3453 letture)
La mitologia racconta che i greci riuscirono a conquistare la città di Troia, dopo lustri di assedio, solamente grazie ad un astuto stratagemma architettato da Ulisse: fingendo la ritirata per mare ed in segno propiziatorio per il lungo viaggio, gli assediatori abbandonano sulla spiaggia un enorme cavallo di legno, poi trasportato all’interno della città per celebrare il successo della propria eroica difesa.
Il trofeo è il mezzo dell’inganno.
Al suo interno si nascondono una manciata di nemici che, durante la notte, aprono le porte della città permettendo ai compagni, ancora nei paraggi, di sorprendere nel sonno i troiani.
La città cade.

Cosa c’entrano Ulisse, Troia ed il cavallo di legno con l’Hellbrigade Festival di sabato 19 giugno 2010?
Leggendo lo scoprirete.

Arrivo al Club 71 proprio all’avvio del concerto dei Vexed di cui posso così godermi l’intera mezz’ora.
La band guidata da Mik dei Longobardeath gode di buon posizionamento e di suoni più che decenti, ma soffre un po’ la presenza di un’unica chitarra, condizione che scarica l’impatto del thrash battagliero di cui sono stendardo locale. Le composizioni, molto canoniche, riflettono un songwriting eccessivamente legato ai tempi che furono ed il tutto risulta un po’ compassato e stanco nella sua pur innegabile coerenza. Detto questo va certamente sottolineata la buona prestazione strumentale e soprattutto l’esemplare cantato di Mik, sempre potente e carico di forza nella sua inconfondibile timbrica gridata.
Il pubblico gradisce e molti si prodigano in un headbanging di ottantiana memoria che fa felice i più anzianotti (come il sottoscritto). Tra i più giovani odo intonare il ritornello di Polenta Violenta (canzone simbolo dei Longobardeath) a mò di incoraggiamento verso i Vexed: la circostanza, molto folkloristica, non mi stupisce e rivela la grande benevolenza del pubblico lombardo nei confronti di Mik! Penalizzati dallo stile, i Vexed fanno quello che possono e non sfigurano.

Sul palco noto un po’ di frenesia prima della prova degli Ad Hominem: lo smonta/rimonta degli strumenti è teso e frettoloso, ma tutto fortunatamente procede bene. Un brevissimo intro presagisce l'ingresso del mastermind Kaiser Wodhanaz (l’Imperatore dei franco/piemontesi Frangar) che si presenta sul palco, assieme ai propri soci, con un tutt’altro che sobrio jeans/camicia nera e pittato di tutto punto per la felicità dei tanti blackster presenti. I nostri sparano subito forte e le mani levate del pubblico mi fanno ricredere sul loro conto (confesso di non amarli particolarmente). La staticità sul campo -notevole- è inversamente proporzionale all'attacco che invece producono dalle casse -altrettanto notevole-; la restituzione delle chitarre, ancora troppo thrash-style, penalizza gli up-tempos dove anche i blast beat di suonano impastati, ma d’altro canto esaltano i mid-tempos ultra-cadenzati tipici della band. Di grande effetto il cantato, riuscitissimo sia per la pienezza dello screaming di Kaiser, sia per l'abile supporto dei sessionist A.K. e D.N. che, con growling satanici, doppiano il lead vocalism sovrapponendosi ad esso o fugandolo. Assoluto risalto per le 6 corde che, grazie a volumi ben concepiti, concedono alla platea ogni singola nota delle partiture più veloci: è con il tremolo picking (a dire il vero non frequentissimo) che i due axemen mostrano le migliori doti. Meno appariscente il drumming, "ridimensionato" con perizia da una zona mixer intelligentissima: troppo spesso nei live estremi (frequentemente confinati in locali poco performanti dal lato acustico) i tecnici si perdono l’impianto strumentale perché incapaci di "soffocare" l'impeto delle percussioni. Non è il caso di oggi e di ciò non posso che compiacermi con il bravissimo Andrea Brasolin. Detto questo la performance alle pelli è davvero notevole, sia quando G.K. esplode nei semplicissimi blast beat, sia quando adorna i mid-tempos con le numerose "scappate" sui tom; precisissimo, mi ha davvero impressionato.
Gli highlights della decennale carriera (4 full, l’ultimo nel 2009) si susseguono apprezzati dai tanti presenti. Gli Ad Hominem non fanno parte di quella schiera di gruppi che seguirei ovunque, ritenendoli lontani dai maestri di settore, tuttavia in sede live mi hanno divertito e soddisfatto. Il concerto, senza bis e fronzoli autocelebrativi, si interrompe bruscamente destando un po' di sorpresa.
Bravi Ad Hominem. I miei complimenti!

Lunga l'attesa per godersi i Watain, chimerica espressione di ciò che ancora può esprimere il black metal svedese. Tra il soundcheck e mille altri accorgimenti che mi pare assurdo fare a ridosso di un’esibizione live, passano i tanti minuti che separano dall’inizio dello show. Scorgo sul mixer il programma orario della serata che prevede l’inizio degli headliner alle 23.15, obiettivo oramai lontano. Sono di Milano e so che i concerti hanno poche possibilità di proseguire indisturbati oltre certi orari, anche se ricordo tante (troppe) serate allungate indebitamente oltre la mezzanotte (ho già espresso molte volte il mio disappunto nei confronti di orari eccessivamente tardivi). Tra l’altro -ed avrò poi ragione- coltivo un brutto presentimento, dato che sul palco c’è molto nervosismo; le operazioni si fanno difficoltose e noto un po’ di insofferenza da parte della crew addetta al palco. Perfino il telone raffigurante la grafica del recentemente pubblicato Lawless Darkness fatica ad essere issato, quale imminente terribile presagio.

Intanto che il tempo trascorre, ragiono: è sempre la solita storia, la consueta e cattiva abitudine di non rispettare le consegne da parte di musicisti, agenzie, locali -e chi più ne ha più ne metta-. Da questo punto di vista vorrei essere molto chiaro e sincero: chi paga un biglietto per un concerto (non io che sono stato graditamente ospite della Nihil Productions) lo fa in ragione di un servizio che NON comprende solo ed esclusivamente l’erogazione “a freddo” della musica, sottointendendo locations facilmente raggiungibili ed accoglienti (sia internamente, sia esternamente), impianti sonori e relativi tecnici attestati sull’evento, servizi di ristoro a prezzi di mercato e non speculativi, servizi igenici decorosi e dunque utilizzabili da tutti, ecc....
Oltre a ciò, nel ticket è compresa la certezza del bill (inconcepibile scoprire a ridosso di un evento che quanche band è stata sostituita – nella mia lunga militanza ho sentito le scuse più incredibili) e del relativo sviluppo cronologico che deve tener conto almeno degli spettatori provenienti dalle medie distanze.

Per fortuna poco prima delle 23 si inizia. Ed i pensieri negativi scompaiono.
I brani, ricchi di cattiveria e melodia, risuonano all'interno di un Club 71 finalmente in adorazione estatica. Gli svedesi appaiono in gran forma e si muovono lungo l'interessantissima setlist driblando tra i pezzi del nuovo e dei vecchi album. La malignità del cantato di Erik Danielsson (aka E.) è accentuata dalle sue movenze isteriche ed apocalittiche; la qualità del vocalism è solo sufficiente, se presa singolarmente, ma l'amalgama complessivo è una vera arma letale: poche volte ho percepito tanta nera dedizione. Pelle Forsberg (aka P.) si sgola (senza microfono) ad ogni passaggio e tutti (on-stage, ma anche in platea) esagerano con l'headbanging in un atteggiamento sincopato ed isterico che ricalca alla perfezione la scaletta. Dal punto di vista tecnico identifico quale punto di forza i ferali i cambi di tempo in cui i Watain passano dall'approccio melodico a quello ipervelocistico. Semplicemente eccezionali!
Ma nel bel mezzo dell'apoteosi un problema tecnico mina il proseguimento dello show: qualcuno dice che P. ha rotto una corda, chi corda e chiave; a me è parso che d’improvviso l'impianto mollasse tutto e tutti come privato dell’alimentazione. Fatto sta che i Watain si rifugiano nel backstage e, prima di riprendere, passano altri 15 minuti di passione.
L’inconveniente -qualunque sia- pesa come un macigno, soprattutto in termini di simpatia: i Watain sembrano "tirarla un po' lunga" e fare inutilmente le prime donne, probabilmente irritati da qualcosa e/o qualcuno. Il rientro, acclamato a gran voce, non lascia spazio a ripensamenti e riconsegna una band in ottima forma, pronta a portare a termine lo show.
Ma il disastro è solo rimandato.
D’improvviso si alzano le luci e dalla proprietà del locale giunge l’ordine di interrompere. C’è confusione e dal palco si ode il disappunto dei Watain che abbandonano la linea piuttosto furiosamente. Guarda caso sono le 23.30, orario della presunta chiusura da parte dell’headliner.
Nel disappunto generale comprendo che è finita e non rimane altro che dirigersi verso casa.

Prima di tirare le (mie) somme aggiungo qualche informazione.
Il Club 71 -ex Mosquito-, prevede al sabato (generalmente a partire dalle 23.00) un serata con musica latino-americana da cui trae i principali proventi.
Il comune di Milano è sempre stato abbastanza rigido riguardo agli eventi live: devono terminare ad orari in cui è ancora attivo il servizio di trasporto pubblico.
La Nihil Productions ha diramato un comunicato in cui spiega le proprie ragioni giustificando l’accaduto attraverso circostanze occasionali e penalizzanti (ritardi sul volo dei Watain, mancanza di una chitarra di riserva, ecc…).

Il quadro è tanto semplice da risultare disarmante: la ragione (o la colpa, che dir si voglia) non ha una casa ben definita.
Mala-organizzazione (Nihil Productions), mancanza di flessibilità e senso pratico (Club 71), professionalità bassissima (Watain), ovvero tanti soldatini greci usciti d’improvviso da quel cavallo di legno, imponente ed invitante, chiamato Hellbrigade Festival.
E intorno tutti noi: tanti sventurati troiani falcidiati da un nemico che non sapevamo di avere.
Mannaggia…



Giasse
Domenica 4 Luglio 2010, 20.55.17
15
Vero, ma da professionisti mi aspetto comunque un certo livello che onestamente con i Watain non ho trovato.
sandman
Venerdì 2 Luglio 2010, 16.39.02
14
guarda io mi ricordo i trivium al black crusade. nessuno si è accorto che dopo la prima canzone la batteria aveva un problema perchè il frontman ha improvvisato symphony of destruction per distogliere l'attenzione. è una dote che hanno in pochi
Giasse
Giovedì 1 Luglio 2010, 0.34.16
13
Davvero incredibile, guarda. Un peccato più che altro per il bel concerto che stava uscendo dalla serata. Ma tant'è...
NeuRath
Giovedì 1 Luglio 2010, 0.16.54
12
Ma dai... i Waitan sono ridicoli! Già 15 minuti per cambiare una corda è scandaloso, ma sono andati tutti via? Quanta gente ci vuole per cambiare una corda? Cioè, gli altri non potevano stare lì, tirare in lungo, parlare un po', tenere il palco in qualche modo (improvvisa, racconta una barzelletta, proclamati l'anticristo, ammetti di avere "piccoli problemi tecnici")? Io che suono (generalmente gratis) nei pub di provincia e nelle feste della birra sono 10000 volte più professionale!!!
Filippo Festuccia
Lunedì 28 Giugno 2010, 21.39.30
11
Chiudo l'OT prendendomi l'ultima parola: è vero che la situazione non è dipesa esclusivamente dalle regole assurde. Sì, per me sono assurde, perché stiamo parlando di un sabato sera, e io alle undici e mezza il sabato sera ho appena cominciato a vivere, maledizione . Certo che, se tutti cominciassero e finissero in orario, molti concerti sarebbero più riusciti (andatevi a ritrovare le parole di Sharon Osbourne su questo fatto, mi fece piegare dalle risate!), e certo che la scarsa professionalità va sempre colpevolizzata. Solo che, siccome quello l'aveva fatto egregiamente Massimiliano, mi piaceva soffermarmi su quest'altro aspetto. E sono d'accordo con Alex Ve sui mezzi pubblici.
Khaine
Lunedì 28 Giugno 2010, 20.02.01
10
Perchè i minorenni in discoteca NON CI DEVONO ANDARE DDDDD Comunque siamo un quintale OT. Mi spiace comunque per i presenti al concerto... a prescindere dalla colpa, intendo.
Alex Ve
Lunedì 28 Giugno 2010, 19.54.22
9
Secondo me il problema -in merito alle regole- non è tanto nel giudicare una regola priva di senso (la norma in questione ha una precisa finalità) ma nel fatto, questo sì scandaloso, che da quanto ho capito il trasporto pubblico in quel di Milano dopo una certa ora è inesistente, al contrario delle grandi città europee dove il servizio pubblico non cessa mai. Il ragionamento iniziale però, contrasta col fatto che lo stesso discorso, e lo stesso limite delle norme comunali, a quanto vedo, non vale per le discoteche. Chissà perchè....
Khaine
Lunedì 28 Giugno 2010, 19.45.35
8
Vero, però quando arrivano so mazzate un paio di esempi ce li avrei...
Giasse
Lunedì 28 Giugno 2010, 19.35.14
7
@Filippo: quanto è successo ti pare un problema di regole comunali? A me francamente no... Detto questo non concordo affatto nel giudicare "idiote" regole nate per aumentare la fruibilità degli eventi (penso ad esempio ai minorenni senza patente) cercando di limitare -nel contempo- alcuni problemi di sicurezza EVIDENTEMENTE presenti in città come Milano. @Khaine: parole sante, ma a quanto ne so io le multe non sono neanche così frequenti.
Khaine
Lunedì 28 Giugno 2010, 19.13.35
6
Beh insomma Filippo... io ho sempre apprezzato il fatto che i concerti finiscano entro una certa ora. La mattina alzarsi è dura sennò (e già così, spesso dovendo fare centinaia di km non è facile); più che altro criticherei l'eccessiva propensione a multare anche per lievi ritardi, ma questo aspetto esula completamente dal nostro discorso e dal contesto dell'Hellbrigade.
Filippo Festuccia
Lunedì 28 Giugno 2010, 18.28.40
5
è chiaro che le persone idiote hanno più colpa delle regole idiote, ma anche le regole idiote non aiutano!
Giasse
Lunedì 28 Giugno 2010, 18.04.56
4
Milano c'entra meno di tutti gli altri!
Filippo Festuccia
Lunedì 28 Giugno 2010, 18.02.46
3
Milano si diverte a creare regole idiote per ostacolare i concerti...dispiace davvero.
sandman
Lunedì 28 Giugno 2010, 16.20.26
2
mi spiace comunque sia andata così. dei watain ho sempre sentito parlare bene. scandaloso che i concerti debbano finire a un orario prestabilito, però se non sbaglio di sabato il trasporto pubblico a milano chiude un'ora dopo... quindi entro l'una e mezza ce la si farebbe a tornare a casa
sandman
Lunedì 28 Giugno 2010, 16.09.05
1
ma la mia amatissima polenta violenta l'hanno fatta o no? XD
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