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JURASSIC ROCK - # 21 - School's Out
29/06/2010 (4266 letture)
SCHOOL'S OUT – ALICE COOPER
Quali sono i tre grandi minuti della tua vita?


"What's the greatest three minutes of your life?"; questo era lo slogan della pubblicità che accompagnava l'uscita del quinto disco della Alice Cooper band che si dava anche la risposta. "One is Christmas morning. The next one is the last three minutes of the last day of school...”. La mattina di Natale quindi, crediamo per la sorpresa dei regali e gli ultimi tre minuti dell'ultimo giorno di squola: ci ricordiamo tutti la gioia, l'emozione, l'eccitazione ma anche un po' di commozione di quegli indimenticabili momenti di fine anno al pari di quella della fine del servizio di leva (per chi ha avuto la fortuna di farlo...). Lo slogan fece il suo effetto e spinse ad un clamoroso successo il viaggio di questa strana compagnia musicante.

Alice Cooper: la band
Chiariamo subito che fino ad allora, ma anche con questo disco, la band non era esattamente orientata verso il metal o verso suoni marcatamente pesanti, benchè il precedente Killer avesse dei buoni momenti hard, ma era esecutrice di una musica più ad ampie vedute forte anche della presenza alla direzione artistica e alla produzione dei primi dischi di tale mister Frank Zappa a cui il gruppo e la sua linea musicale più assomigliava; un rock contaminato da generi come il folk, l'acid-blues e il rock'n'roll. I primi tre lavori furono infatti editati per la Straight Records, personale etichetta di Frank che annoverava nel suo roster tra gli altri anche Capitan Beefheart e Junier Mintz (praticamente le Mothers) quindi tutta una cricca di pazzi furiosi, creatori di musica non certamente mainstream. Dopo Pretties for You (1969), Easy Action (1970) e Love it to Death (1971), lavori più psychedelic, la guida viene presa dal produttore canadese Bob Ezrin che impone una linea meno ispirata sicuramente, ma al lato pratico più redditizia e consona alle nuove indicazioni che il mondo musicale americano stava prendendo. Ecco appunto il quarto appuntamento, Killer (1971), che già fa intravedere buoni momenti rock 'n' roll/heavy con Under My Wheels, la cupissima Killer appunto e soprattutto Halo of Flies (Maiden, quante volte l'avete ascoltata?). C'è anche da sottolineare che le musiche dei lavori della Alice Cooper band erano, ora come allora, in funzione di tutto quel teatro grand-guignolesco allestito negli show che non era complementare alla musica ma semmai il contrario; la musica faceva da colonna sonora a ghigliottine, bambole sgozzate, electric-chairs, motoseghe, galline sanguinanti e pitoni in libertà... la stessa traccia musicale di School's Out che inizialmente doveva essere un concept, gli era stata ispirata dai personaggi di una commedia radiofonica e poi teatral-cinematografica degli anni “50 chiamata The Bowery Boys, un'interpretazione di monelli, ragazzi di strada, lavativi e perdigiorno degli anni “50 sempre dediti a furti, risse dentro e fuori i night club e a improbabili gare di ballo.

Tale in fin dei conti era lo scopo principale della Alice Cooper band, fornire il supporto musicale a tutta la baraonda teatrale che il cantante dirigeva, e in effetti questo era il nome originale di tutti i musicanti di Detroit, non del solo leader (Vincent Damon Furnier, 1948) che si attribuirà per intero il nome con cui viene ora universalmente identificato solo dal 1975, dopo avere licenziato i fidi amici che per oltre otto anni e sette album lo avevano accompagnato (il vero motivo non si saprà mai: si suppone avessero avuto da ridire perchè Vincent aveva registrato e conferito il nome della band solo a se stesso all'insaputa degli altri); è infatti Welcome to My Nightmare che viene considerato dai biografi, oltre che il punto più alto della sua carriera, il primo vero album del solo Alice Cooper. Fino ad allora Glen Buxton alle chitarre, morto nel 1997 a 50 anni, fondatore e colui che diede il nome alla band, Michael Bruce alle tastiere, che attualmente gira l'America con i Billion Dollar Babies una tribute-band proprio degli Alice Cooper originari di cui era anche co-autore, Dennis Dunaway al basso, prima nei Billion ed ora con un suo project e il batterista Neal Smith, che dopo aver lasciato la band ha collaborato con Blue Öyster Cult, Jack Bruce ed ora anche lui con Michael Bruce nei BDB, con Vincent Furnier alla voce, rappresentavano interamente il moniker della band così come è stato tramandato ai posteri.

Da solista Alice Cooper, in compagnia del fido produttore Bob Ezrin, che aveva le idee ben chiare e con la collaborazione di due grandi chitarristi, Dick Wagner e Steve Hunter, prelevati dall'entourage di Lou Reed, sterza decisamente verso il rock-metal seguendo strade che paradossalmente la sua band aveva tracciato, ma che erano state meglio interpretate da gente come Mötley Crüe, Twisted Sister, Mott the Hoople e Slade. Nel tempo poi, con le “cattive” frequentazioni di Marylin Manson, Rob Zombie, Steven Tyler, Lizzy Borden, Ozzy Osbourne, che gli confermeranno la figura di “apripista”, Alice Cooper assurgerà a ruolo di profeta e figura di culto per le nuove glam/shock-rock generations. Lo stesso Brian Warner-Rev. Manson ricorda piacevolmente che, nella scuola cattolica da lui frequentata, raggranellava soldi vendendo sottobanco musicassette con la duplicazione degli album di Alice Cooper, musica severamente vietata nell'Istituto e rischiando quindi la radiazione. Tutto questo quando, nella realtà, Vincent “Cooper” Fournier è una persona normale e vive con la stessa donna, Sheryl, sposata 35 anni fa e da cui ha avuto tre figli. La sua famiglia, molto religiosa con padre e nonno predicatori, lo appoggiò sempre. Anche se alcuni testi dei suoi brani sono polemici nei confronti della religione e la sua vita è all'insegna dell'eccesso, soprattutto per quanto riguarda l'alcool, il cantante ha dichiarato di essere un fervente seguace della religione cristiana e si ritiene parte della lista degli artisti cristiani stessi. Del resto Vincent non è mai stato particolarmente blasfemo nelle sue canzoni, ma solo innamorato di certa cultura kitsch-horror-splatter di cui si è ampiamente nutrito da ragazzo, attraverso le tiVù via-cavo nelle lunghe giornate di “vuoto generazionale”.

School's Out: il disco - WB (1972)
Un bel riffone di chitarre apre l'album con il famoso classico School's Out ed Alice che grida i suoi comandamenti anarchici “...Well we got no class/And we got no principles/And we got no innocence/We can't even think of a word that rhymes...”, sostenuto dalla ritmica prepotente della band e coretti di bimbi che inneggianno alla fine dell'anno scolastico. Il devasto si ottiene nel famoso ritornello “...School's out for summer/School's out forever/School's been blown to pieces...”, una chiusura scolastica che non prevedeva un ritorno e qualcuno (succede spesso in America nella follia del fanatismo) prese per oro colato i versi e fece esplodere la propria scuola. Ovviamente le colpe ricaddero su questa canzone (anche questo succede spesso in America), tutto sommato, un innocuo inno alla gioia della ritrovata libertà. Energia rock allo stato brado...

SCHOOL'S OUT – ALICE + SLASH + ROB ZOMBIE


Con Luney Tune siamo alla caricatura ipnotica di certa televisione americana tutta cartoon e McDonalds, la fonte da cui ha bevuto per anni il Nostro (...nuoto nel sangue/come un topo nella sua fogna/non sono pazzo/sono solo parte di questo sogno...). Il brano è del bassista, ed è infatti ben sostenuto dallo strumento di Dunaway, ma anche il chitarrista Glen Buxton ha il suo bel momento per passare alla storia. Gutter Cat Vs. The Jets è chiaramente scritto per una interpretazione teatrale, tanti sono i cambi di tempo ed atmosfera da immaginarsi al solo scorrere del testo, quasi un anticipo di Rocky Horror... divertente! Pregevole invece l'apporto del bassista. Un insieme di rumori per la brevissima Street Fight, autentica guerriglia urbana, forse notturna, e sempre notevole il lavoro di Dunaway. Classica atmosfera da night quella suggerita da Blue Turk, jazzata, tromboni e sax, tutta la grande scuola di Frank Zappa, equivoca come certi locali fumosi della periferia urbana; ad un tratto ti aspetti Jessica Rabbit con voce felpata dire: “non sono cattiva, è che mi disegnano così...”. Il brano più lungo, My Stars, è invadente e prepotente come solo Alice Cooper può permettersi di esserlo. Sempre con la classica costruzione teatrale, un bel rockettone teso che insegnerà molto a Meat Loaf; sembra però perdere qualcosa se non scorrono immagini a completamento del brano, infatti è stato per anni il cavallo di battaglia dei suoi assurdi shows: ... la Torre Eiffel... la Sfinge... le scarpe di papà... la Donna Cannone e l'Olocausto per completare il mio giorno... voci fuori campo... Klaatu Barada Nikto... Space brain vagabond Living on my own... Comprate una vocale e completate il giochino. Toh, ecco il momento-tormento con Public Animal #9, divertente scampagnata rock con un bel groove, altro grande coup-de-theatre con riffone di chitarre, cori hey... hey... hey... una scatenata batteria e il pubblico in delirio ...Yeah, I'm proud to be/Public Animal number nine.... Una lezione per tutte le glam-bands a venire!!! L'antesignana di tutte le ballatone rock è questa Alma Mater, autore Neal Smith, il batterista, che ha qualcosa anche dei Beatles più creativi ...But you know/It breaks my heart/To leave you/Cortez/I'll miss you/I hope - you don't forget me or nothin/Goodbye.... Chiude Gran Finale, e non poteva essere diversamente poiché è ancora la chiusura dei suoi spettacoli live questo grande strumentale per big-band dove Alice Cooper passa in rassegna il suo gruppo, i collaboratori, gli effetti speciali, i pitoni, gli struzzi e le galline (quelle rimaste vive), saluta il suo pubblico con un degno happy-end fatto di trombe, tromboni, chitarre, basso e batteria a pompare; per darvi l'idea, avete presente la sigla di Rocky? Qualcosa del genere ma molto di più, molto di più, molto di più; tutto è eccessivo con la Alice Cooper band.

SCHOOL'S OUT – ALICE + MUPPET SHOW


La copertina gatefold di Craig Braun rappresentava un originale banco di scuola con incisi i nomi dei componenti, ed aprendola si aveva la possibilità di leggere la pagella dei cinque componenti alla fine di un anno scolastico non proprio onorevole. Erano accluse anche un paio di mutandine rosa da ragazzina dalla terribile puzza di plastica e facilmente infiammabili, che verranno tolte dopo la prima edizione di stampa appunto perchè pericolose (le mie le aveva sequestrate mia madre; chissà che avrà pensato del suo bambino, povera donna!). In definitiva non è un disco epocale (è al 319° posto nei dischi di tutti i tempi), prima e dopo ci sarà di meglio, ma senz'altro è un tassello importante che ha contribuito a portare il metal sempre più in alto nella considerazione dei teen-agers e delle case discografiche, a creare lo show-businnes delle grandi produzioni live e comunque un momento determinante nella carriera di Alice Cooper, costellata però di alti e bassi dovuti soprattutto all'instabilità professionale di Vincent Damon Fournier, uomo in perenne conflitto e gara fra sbronze e star-system... l'alcool purtroppo ha vinto più Tituli.

“...You tried to sell the bible to the devil himself...”


TRACKLIST
School's Out - Luney Tune - Gutter cat Vs.The Jets - Street Fight - Blue Turk - My Stars - Public Animal #9 - Alma Mater - Grande Finale


ORIGINAL LINE-UP
Alice Cooper – vocal • Glen Buxton - chitarre • Michael Bruce – tastiere, chitarre • Dennis Dunaway – basso • Neal Smith – batteria

IN PILLOLE
55 milioni di dischi 25 studio albums 6 live album 21 compilations 12 video album 49 singoli 6 dischi di platino 12 dischi d'oro DISCOGRAFIA ESSENZIALE - STUDIO
Pretties for You • Easy Action • Love It to Death • Killer • School's Out • Billion Dollar Babies • Muscle of Love • Welcome to My Nightmare • Alice Cooper Goes to Hell • Lace and Whiskey • From the Inside • Flush the Fashion • Special Forces • Zipper Catches Skin • DaDa • Constrictor • Raise Your Fist and Yell • Trash • Hey Stoopid • The Last Temptation • Brutal Planet • Dragontown • The Eyes of Alice Cooper • Dirty Diamonds • Along Came a Spider

DISCOGRAFIA ESSENZIALE - LIVE
The Alice Cooper Show • A Fistful of Alice

BOB EXRIN - PRODUTTORE
Alice Cooper sentenziò più volte: "Bob per me è l'equivalente di George Martin per i Beatles"; un gran bel complimento, non c'è che dire! Robert “Bob” Ezrin, canadese di Toronto (1949), ha cominciato la sua carriera a Los Angeles alla corte di Frank Zappa, per cui ha curato lavori minori prima di dedicarsi interamente ad Alice “Vincent” Cooper generando tutte le sue opere più importanti, da Love It To Death (1971) a Dragontown (2001), dodici lavori in tutto. Per Lou Reed ha prodotto il capolavoro Berlin, grande amico di David Gimour per cui ha curato About Face (1984), ha lavorato per i Pink Floyd in The Wall (1971) e nel brano Another Brick in The Wall usò lo stratagemma del coro con voci di bimbi già utilizzato per School's Out, A Momentary Lapse of Reason, The Divison Bell, in cui ha partecipato anche alla stesura di alcuni testi e suonato il piano. Ha comunque avuto sempre un rapporto conflittuale con Roger Waters, che lo ha anche attaccato duramente nel brano Too Much Rope (...Each man has his price Bob/And yours was pretty low...). Altro fiore all'occhiello sono i KISS di Destroyer, Music from The Elder e Revenge, oltre a Jane's Addiction, Nine Inch Nails ed Aerosmith fra i milion-sellers. Peter Gabriel I° del 1977 e il nuovo Scratch My Back, hit da classifica come Kansas (Spirit of the Things) e Julian Lennon (Help Yourself) nonchè produzioni spagnole, Heroes del Silencio, ed italiane, L'Orchestra di Piazza Vittorio. Inoltre ha messo a disposizione il suo talento produttivo ai Berlin, Deftones, Hanoi Rocks, Kula Shacker, Rod Stewart, dimostrando ampia versatilità di creazioni. Uno dei più recenti e importanti è stato il disco con U2 e Green Day -The Saints Are Coming- del 2006, a favore delle genti devastate dall'uragano Katrina, oltre ad avere creato lui stesso la Rising Music, opera umanitaria a supporto delle medesime popolazioni. E' proprietario della compagnia cinematografica Bigger Pictures, fondatore della Beat Kangz Electronic, che si occupa di apparecchiature elettroniche, e della Nimbus School Arts di Vancouver, che insegna tecniche di ripresa audio e video. E' sposato e padre di cinque figli.

Vi invito caldamente a guardare questo video; è una sessione di lavoro di Bob Ezrin con la band italiana, vi renderete conto che i veri geni non hanno preclusioni di nessun tipo e si mettono pienamente a disposizione dove il talento chiama, un'attitudine che va oltre le mode e il personale curriculum. Imparate gente, imparate...

BOB EZRIN + ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO


BEST ALBUM PRODUCED BY BOB EZRIN
Alice Cooper - Love It to Death (1971), Killer (1971), School's Out (1972), Billion Dollar Babies (1973), Welcome to My Nightmare (1975), Alice Cooper Goes to Hell (1976), Lace and Whiskey (1977), The Alice Cooper Show (1977), DaDa (1983), Brutal Planet (2000), Dragontown (2001)
Aerosmith - Get Your Wings (1974)
Deftones - Saturday Night Wrist (2006)
Dr. John - Hollywood Be Thy Name (1975)
Peter Gabriel - Peter Gabriel (I) (1977)
Jane's Addiction - Strays (2003)
Kansas - In the Spirit of Things (1988)
KISS - Destroyer (1976), Music from "The Elder" (1981), Revenge (1992)
Julian Lennon - Help Yourself (1991)
Nine Inch Nails - The Fragile (1999)
Pink Floyd - The Wall (1979), A Momentary Lapse of Reason (1987), The Division Bell (1994), Soundtrack "Babe: Pig In The City (1998)
David Gilmour - About Face (1984)
Lou Reed - Berlin (1973)
Rod Stewart - Rod Stewart (1986)
30 Seconds to Mars - 30 Seconds to Mars (2002)
U2 and Green Day - The Saints Are Coming (2006)



Richard
Mercoledì 30 Giugno 2010, 14.01.22
6
Mi piacerebbe che qualcuno commentasse anche la figura di Bob Ezrin (che intervisterò fra poco). Credo che ci siano poche personalità nel mondo della musica, anche italiane (sopratutto italiane !!!) che si mettono così a disposizione degli artisti.... @ Celtico; Desmond chi ???... ti riferisci per caso al produttore di Ricky Martin e Kate Perry ??? "Quel" Desmond Child ??? buahahahahahahah
Raven
Mercoledì 30 Giugno 2010, 8.16.28
5
Grande uomo di spettacolo.
Giasse
Martedì 29 Giugno 2010, 23.00.06
4
A me strarompe, però è innegabile la sua capacità di stare on-stage. Lo vidi anni fa e rimasi assolutamente shoccato dalle sue movenze. Si arrampicava su ampli, casse... un pazzo davvero.
Kermit
Martedì 29 Giugno 2010, 22.14.19
3
a me sembra più che Desmond abbia avuto bisogno dei...........Muppets
Celtico
Martedì 29 Giugno 2010, 21.51.24
2
Personaggio strano Alice.., sempre a cavallo tra sfrontatezza e prodotti commerciali..apprezzo molto raise your fist and yell, ottimo hard rock; i primi album anche se storici, sono un pò leggerini, mentre gli ultimi li ho persi di vista..Anche lui comunque per risollevarsi ha avuto bisogno di Desmond Child...
zoso
Martedì 29 Giugno 2010, 13.26.21
1
un grandissimo artista che ha fatto della teatralità il suo punto di forza (senza togliere nulla alla musica di altissimo livello).
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School's Out on stage (1972)
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Album solista - 1975
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Alice Cooper in scena a Las Vegas
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Sempre eccessivo...
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Vincent Damon Fournier - 62 anni
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Bob Ezrin + The Edge - 2010
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