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METAL E MEDIOEVO - Un viaggio alla scoperta delle nostre radici
14/07/2010 (5128 letture)
Potremmo dire che quello che state per leggere è un articolo a due facce, il cui risultato travalica le intenzioni originarie. Se infatti l’idea era quella di dedicarsi alle band metal che incorporano il Medioevo nella loro musica o nei loro testi, presto la riflessione ha assunto un ben più ampio respiro.
Ma facciamo ordine: cos’è il metal lo sapete tutti, direi; sul Medioevo è utile spendere qualche parola in più. Sembra infatti che non si riesca a parlare di Medioevo senza esprimere un giudizio, che andrà inevitabilmente a ricadere su una delle due grandi tradizioni: quella illuminista, per cui parliamo di secoli bui, e quella romantico-gotica (non a caso: ma ci torneremo), che sottolinea l’importanza storica e l’influsso sui periodi successivi. È vero che soprattutto il cosiddetto Basso Medioevo (cioè la parte più recente, dall’anno 1000 al 1400 circa) è stato un periodo di innovazioni e di grande produttività artistica. Per noi “nerd” della musica, basti pensare che la scrittura su tetragramma (poi pentagramma) è di questo periodo, così come la codificazione della musica polifonica da chiesa. Tuttavia, per quanto esempi di commistione con il canto gregoriano abbiano prodotto risultati di ottima qualità (ricordate Sign of the Cross degli Iron Maiden?), non è di certo questa la musica medievale che è più spesso associata al metal. Dobbiamo infatti operare, per la prima volta, la distinzione tra musica colta, che poi diventerà “classica”, e musica popolare, che verrà chiamata, quasi mille anni dopo, “leggera”: ed è quest’ultima che sentiamo presente e viva in tante band metal o collaterali al metal medesimo. Permettetemi qualche nome un po’ banale, magari, ma sicuramente chiarificatore: Saltatio Mortis, Corvus Corax, In Extremo e Subway to Sally, quattro band tedesche che, con strumentazioni molto complesse, ricreano i suoni di quel (difficile) tempo che fu.





È però vero che tutte le band nordiche con influenze folk si appoggiano ad un passato che è di matrice medievale, così come tanto possiamo notare nelle band power (dico Rhapsody of Fire e Blind Guardian per farvi restare con terreno solido sotto i piedi). Ma cercare influenze slegate è un lavoro ingrato e sconclusionato, che ci dice poco o nulla in realtà; anche perché dall’hard rock al black metal sono un numero esagerato le band in cui possiamo rintracciarne varie. Ha invece molto senso porsi una domanda: perché il Medioevo? Perché questa attenzione quasi morbosa per un periodo in cui si viveva alla giornata e si moriva anche più spesso, la Chiesa era opprimente e la legge scomparsa, e le migrazioni di popolazioni nomadi causavano carestie ed epidemie? Avviciniamoci per gradi: cominciamo con il dire che il metal rifiuta il “qui ed ora”, salvo sottogeneri più tipicamente “frontali” come il thrash e il nu. Ci si sposta nello spazio (le autostrade americane fantasticate da tanti gruppi british), ma soprattutto nel tempo; c’è la componente futura (o, meglio, fantascientifica) e quella passata. Nuova differenziazione: il passato reale e quello immaginario, che risponde più comunemente al nome di fantasy.
A questo punto resta un foltissimo carnet di band che vivono la loro musica in un Medioevo reale o in un suo equivalente in cui elfi, gnomi e fate hanno preso il posto di preti e monaci (scambio vincente, non c’è che dire!). Sicuramente l’idea di eroismo, uno dei cardini del metal, necessita un tale contesto (e forse la genialità dei Metallica fu quella di svincolarsi da questa tradizione e porsi come eroi urbani), perché si ha l’idea che tutto fosse possibile. Anche un Bastiano Baldassarre Bucci qualsiasi può diventare un eroe dalla mattina alla sera, no? E poi, diciamocelo: il Medioevo delle danze macabre, delle guerre lontane e sanguinose, dei conflitti di civiltà, dei draghi da sconfiggere è bello. Peccato che sia un’idea mutuata dai grandi poemi di tradizione sassone, come Beowulf e il Nibelungenlied (a sua volta ispirato alle chansons de geste francesi), e dunque un eterno artificio letterario.
Continuando a riavvolgere il filo, potremmo chiederci il perché di tale artificio, arrivando ad un interrogativo sostanziale: il metal ha bisogno del Medioevo? Sì, senza dubbio. Perché nell’immaginario sul Medioevo c’è il contrasto tra la pulsione eroico-superomista e una realtà opprimente e bigotta, e quest’idea è il cardine della filosofia metallara.
Possiamo sconfiggere il drago, ma in un altro tempo e in un altro luogo: oggi di draghi non ce n’è più, ci sono nemici che non periscono di cappa e spada. Ma, che si pensi a Re Carlomagno quando massacra i ribelli sassoni, o a ladri e accattoni rifiutati dall’elite delle corti, comunque quelli siamo noi.

Ed è notevole come ci si riesca ad immedesimare più in loro che in un cantante emotivo (emo per gli amici), che pure apparentemente parla di ciò che è più vicino a noi. Ma la forza dell’idea Medievale è questa: annulla le distanze temporali e culturali e si rifà ad un qualcosa di comune a tutti noi. Non è un caso se, dai Romantici, la nascità delle civiltà moderne viene individuata poco dopo l’anno mille. E poi, è medievale la Chanson de Roland, certo, ma anche la Divina Commedia, basata -i casi della vita, eh- sul dualismo ordine-libertà, paradiso-inferno, tirannia-mutazione (ma sull’opera dantesca mi riservo un certo silenzio, chissà, magari in futuro ci sarà modo di discuterne a fondo).
In sostanza, il metal ha bisogno di una contrapposizione tra buoni e cattivi -e, aggiungerei, di parteggiare per i secondi. L’esigenza di riscatto e la voglia di lottare contro un nemico, il gusto per il macabro, la spiritualità conflittuale: lasciti medievali tutti quanti, integrati poi con influenze nazionali là dove presente.
Certo, cornamuse, flauti, liuti e ballate popolari hanno il loro fascino (io ne vado pazzo, sia chiaro), ma offrono un quadro in fondo superficiale e non rispettoso di questa magnificenza di espressioni. Il metal è dunque Medioevo? No, nonostante tutto questo. Piuttosto possiamo dire che l’heavy metal ha l’abitudine di fagocitare e plasmare qualsiasi cosa venga reputata adatta ai propri scopi distruttivi, e dunque vale la formula inversa: il Medioevo è metal.



endrix
Mercoledì 30 Settembre 2015, 17.12.20
14
Che bell'articolo, complimenti! l'articolo migliore del sito, che presenta un analisi quasi scientifico storica sulle idee relazionate del metal. Sarebbe bello ce ne fossero altri così seri invece che i soliti adolescenziali articoli su band di cui si sa già proprio tutto (e qui ce ne sono parecchi). Bravo filippo!
Filippo Festuccia
Giovedì 15 Luglio 2010, 17.02.52
13
Certo, la morte NATURALE sopravveniva oltre i quarant'anni.
Il professor Morte
Giovedì 15 Luglio 2010, 16.56.30
12
(Solo una cosa: non è vero che si morisse a quarant'anni. Ancora per Dante il "mezzo del cammin di nostra vita" erano i trentacinque anni. Al netto della mortalità infantile, in duemila anni, abbiamo recuperato si e no dieci anni di vita media. Da viversi in ospizio o con una pensione da fame. Com'è bella giovinezza.)
Filippo Festuccia
Giovedì 15 Luglio 2010, 12.24.19
11
Perfettamente d'accordo.
Raven
Giovedì 15 Luglio 2010, 12.21.37
10
Credo che il richiamo al medioevo ed all'iconografia "pro-cattivi" si basi sostanzialmente su due motivazioni: il rifiuto della realtà da un lato, o meglio la necessità di avere una valvola di sfogo da essa, e l'esorcizzazione del male a scopo liberatorio dall'altro, casa che produce anche una scarsa propensione generale a considerare il male come pratica.
Filippo Festuccia
Giovedì 15 Luglio 2010, 12.15.00
9
Diciamo che io questa cosa l'ho accennata, quando parlo di "passato reale e immaginario", e la citazione (un po' nascosta) di Among Beggars and Thieves dei Falconer mira anche a questo. Poi, sai, io sono un cultore del fantasy, e capisco perfettamente l'attrattiva che può esercitare. Ma basta ricordarsi che non c'era acqua corrente, che si moriva a quarant'anni, che l'analfabetismo era oltre il 90% eccetera eccetera eccetera. Sognare non costa nulla finché si distingue il sogno dalla realtà.
Il professor Morte
Mercoledì 14 Luglio 2010, 21.40.17
8
Si. L'avessi scritto io questo articolo, avrei cercato di de-mitizzare il Medioevo dei metallari, quel Medioevo finto e hollywoodiano che induce ad assumere una visione favolistica ed accomodante della Storia, e che fa la fortuna di tante feste e manifestazioni pseudo-celtiche o pseudo-medievali le quali sono ormai diventate occasione per vendere inutili e cenciosi monili, pessimo ideomele a prezzi esorbitanti, e per far suonare i soliti gruppi folk da sagra del crauto. Demoliamo la massificazione della semplificazione storica. Con larghe dosi di cultura e napalm.
Filippo Festuccia
Mercoledì 14 Luglio 2010, 15.55.44
7
Hai ragione. Sui giudizi storici, eh, mi sarebbe piaciuto scriverne tanto, ma decisamente non era il caso. Sulle band, comunque una certa distinzione c'è: i quattro nomi teteschi (Corvus Corax, Saltatio Mortis, In Extremo, Subway to Sally) sono più vicini alla "lezione medievale", seppur con dei distinguo -i StS e gli IE hanno innovato anche consistentemente il loro sound- mentre il power appunto si ispira solamente. Gli Ataraxia mi piacciono molto, tra l'altro.
Il professor Morte
Mercoledì 14 Luglio 2010, 15.39.11
6
Mi piace e concordo con la chiusa dell'argomento. L'articolo accenna appena ai giudizi storici sul Medioevo (da Hegel a Adorno, per capirci), semplificando ciò con "illuministi vs. romantici", e questo è comprensibile perché non si può dir tutto. Tuttavia esso manca completamente di chiarificare (ed anzi rischia di confondere) un punto fondamentale: la musica (metal) contemporanea che richiama le atmosfere medievali non ha, dal punto di vista compositivo, quasi mai niente a che spartire con la musica medievale storicamente intesa. E', a tutti gli effetti, una fiction. Nulla di male: basta saperlo. Però è così: immaginare i Blind Guardian accostati ad un ambiente medievale è pura finzione come può essere finzione un film, e non ha nulla di storico. Al contrario, un concerto degli Ataraxia (che non sono metal) ha molto di storico. Sono esempi per spiegare un concetto che troppo spesso nella testa dei fan metallari è piuttosto confuso.
Filippo Festuccia
Mercoledì 14 Luglio 2010, 14.50.06
5
Hai fatto bene, sennò finiamo a fare trattatoni sui dettagli e ci perdiamo lo spirito di fondo
jek
Mercoledì 14 Luglio 2010, 14.48.09
4
appunto vista la complessità ho molto sintetizzato per fare una distinzione tra frati e druidi.
Filippo Festuccia
Mercoledì 14 Luglio 2010, 14.28.02
3
@AdemaFilth: certamente! @jek: occhio ai termini che si fa un po' di casino etnico la tradizione medievale celtica è un po' difficile da dire, perché i keltai sono popolazioni pre-romane, la cui tradizione confluisce nei regni barbari medievali. quindi parlando di sassoni, goti, alari e altre diecimila tribù intendiamo questo, ecco. la francia è poi un discorso a parte, interessantissimo ma lungo e complesso.
jek
Mercoledì 14 Luglio 2010, 14.24.16
2
più che al medio evo sud europeo il metal si rifà alla tradizione medioevale celtica io vedo proprio nella fusione tra hard il folk celtico la nascita del metal. Per spiegarmi provate ad ascoltare bene la canzone difficult to cure dei raimbow perchè secondo me li c'è tutto. Quindi il metal è medioevo. E poi a chi non piacerebbe uccidere un drago fra cavallieri con un codice d'onore leali e senza macchia e festeggiare con una pinta di birra. quindi viva il metal viva il medioevo e non smettiamo di sognare.
AdemaFilth
Mercoledì 14 Luglio 2010, 14.21.57
1
Basti pensare al più classico goth per rendere l'idea di romanticismo rivalutatore del medioevo.
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